Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 100 du 25 février 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 100/81 - APPROVAZIONE DELLO SCHEMA DI CONVENZIONE DA STIPULARE TRA LA REGIONE VALLE D'AOSTA E L'ORDINE MAURIZIANO PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI RELATIVI ALL'UTILIZZAZIONE DELLO STABILIMENTO OSPEDALIERO DI AOSTA.

Presidente - Il Consiglio sta discutendo l'oggetto n. 20, dopo aver udito anche le illustrazioni delle interpellanze iscritte ai punti nn. 11 e 12.

Sono iscritti a parlare in discussione generale i colleghi Minuzzo, Péaquin, Viberti, Clusaz, Lustrissy, Nebbia e Fosson.

Il Consigliere Minuzzo ha facoltà di parlare.

Minuzzo (PSDI) - Innanzi tutto vorrei porre una domanda all'Assessore - e mi scuso se l'ha già spiegato stamattina, ma io ero assente e non ho potuto sentire la sua relazione - per chiedere i motivi per i quali la maggioranza regionale ha cambiato indirizzo in materia di strutture sanitarie nella nostra regione. Nel programma stilato all'inizio della legislatura infatti si prevedeva che ci fosse un solo ospedale - in più c'era il Beauregard - e la ristrutturazione con nuova destinazione dell'attuale "Maternità".

Altro problema è quello concernente la convenzione che si dovrebbe stipulare con l'Ordine Mauriziano in merito all'ospedale. A mio parere questo è un errore che l'Amministrazione regionale viene a compiere, in quanto ritengo che la Regione si prenda carico di una struttura per buona parte obsoleta e metta in condizione il Mauriziano di creare una struttura nuova, più moderna, così che verranno a crearsi due serie di ospedali: l'ospedale di serie A - che dovrebbe essere il Mauriziano a Saint-Vincent - e l'ospedale di serie B - che sarebbe l'attuale ospedale - tenuto conto anche dell'onere finanziario che va ad incidere sul Bilancio regionale per questa operazione e che chiaramente viene a penalizzare la Regione, mentre gli stessi quattrini potremmo spenderli in modo diverso e, come dicevo prima, avere una struttura tecnicamente più valida e più moderna. Oltre tutto non so se ho frainteso una recente intervista rilasciata dall'Assessore al TG 3, nella quale diceva che il costruendo ospedale di Saint-Vincent dovrebbe essere un ospedale altamente specializzato per certe branche della medicina e dovrebbe servire anche per il Piemonte; per cui, ancora una volta, quelli dell'Alta Valle verrebbero un po' discriminati perché dovrebbero utilizzare delle strutture che certamente oggi non sono all'avanguardia per quella che è la medicina ospedaliera. Mi riservo comunque di intervenire successivamente, perché quella che più conta è la prima domanda che ho fatto all'Assessore.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Péaquin; ne ha facoltà.

Péaquin (PCI) - Lamentavamo questa mattina, e lo avevamo scritto nella nostra interpellanza, il fatto di essere stati tenuti all'oscuro di questa convenzione e di averne avuto notizia soltanto dalla Voix de la Vallée e dai giornali regionali locali. L'Assessore ci ha spiegato - o almeno ha cercato di spiegare - che non era possibile mettere prima il Consiglio e i Consiglieri al corrente di questa bozza in quanto la Giunta non poteva portare in Consiglio un qualcosa di non completo, un qualcosa che non era sicuro fosse accettato da parte dell'Ordine Mauriziano. Pertanto, noi dovremmo pensare che l'unica strada fosse questa, ed essere soddisfatti di avere finalmente visto la bozza della convenzione tra gli allegati a questo o.d.g. e di esserne almeno a conoscenza. Noi crediamo che questo sia un modo (l'aveva anticipato l'Assessore in altre occasioni) non corretto di procedere, perché avevamo sempre dimostrato, e credo che lo dimostreremo ancora nel futuro, come Gruppo, di saper essere seri e onesti sulle esigenze della Regione, di dare tutto il nostro contributo in Valle d'Aosta e di adoperarci per dare il nostro contributo nelle varie sedi parlamentari dove siamo presenti - e credo siamo presenti in numero abbastanza rilevante - per far sentire la nostra voce.

Avevamo proposto in questo Consiglio la formazione di Commissioni che avrebbero dovuto studiare la questione; crediamo ancora che una Commissione di quel tipo non avrebbe sicuramente guastato niente e non avrebbe tolto la paternità a nessuno, ma avrebbe dato la possibilità alla nostra Regione di andare a confrontarsi con l'Ordine Mauriziano in modo più incisivo; soprattutto che avrebbe messo la nostra Regione, e avrebbe messo noi Consiglieri medesimi, in una posizione diversa da quella nella quale siamo obbligati a restare in questo Consiglio. Ci pare quasi, e lo dico con rammarico, che la nostra presenza, in quanto consiglieri di opposizione, in questo Consiglio venga sovente mortificata.

Chiusa questa prima parentesi, volevo ricordare, ed era un po' il senso della nostra interpellanza, quali sono stati i grossi fatti nuovi venuti a determinare questo cambiamento della politica programmatoria nella nostra regione. Ricordiamo che il 4 gennaio 1978 il Consiglio Regionale approvava una delibera iscritta all'oggetto n. 32 che parlava di "Linee generali per l'organizzazione dei servizi socio-sanitari nella Valle d'Aosta con particolare riguardo alla ristrutturazione della rete ospedaliera regionale, approvazione di o.d.g. e di mozioni". Un primo o.d.g. presentato dal Gruppo dei Democratici Popolari in quel momento veniva respinto; veniva poi approvato un secondo documento dove si diceva che: "Il Consiglio Regionale, preso atto dell'ampio dibattito che si è svolto in Consiglio Regionale, tenuto conto dell'urgenza di affrontare i problemi sanitari in attesa della istituzione del servizio sanitario nazionale, doveva provvedere alla zonizzazione, all'assistenza domiciliare, all'assistenza infantile, ecc."

Si diceva poi che: "Constatata la necessità di stabilire la struttura generale ospedaliera della Valle d'Aosta in due elementi di base: l'ospedale generale e l'istituto maternità infantile", si impegnava la Giunta a prendere dei provvedimenti in questo senso.

Un o.d.g. presentato dal Gruppo del Partito Comunista nella medesima occasione diceva: "Esaminato il disegno di legge che istituisce il servizio sanitario nazionale nel testo approvato dalla Commissione Sanità della Camera dei Deputati, di cui all'art. 35, che prevede che nulla è mutato dalla disciplina vigente per quanto concerne l'Ordine Mauriziano; rilevato che tale affermazione priva in sostanza la Regione Valle d'Aosta della gestione dell'unico presidio ospedaliero; sottolineando come questa impostazione appare gravemente contraddittoria con i principi di decentramento delle funzioni socio-sanitarie di gestione democratica che informano i disegni della riforma sanitaria; tenuto conto altresì dell'impegno economico che la Regione ha profuso in questi anni per ampliare e qualificare i servizi ospedalieri; impegna la Giunta Regionale anche attraverso opportuni collegamenti con la Regione Piemonte, già pronunciatasi su questo problema attraverso una mozione inviata al Parlamento, a promuovere tutti gli atti necessari ad ottenere un'adeguata modifica dell'art. 35 del disegno di legge dell'istituzione del servizio sanitario nazionale, al fine di riaffermare i principi dell'autonomia e garantire alla Regione Valle d'Aosta la gestione dell'unico ospedale esistente sul territorio".

Questo documento veniva votato non all'unanimità; ma con l'astensione di alcuni Consiglieri. Noi crediamo che anche per quanto riguarda le affermazioni con le quali il Consiglio si impegnava a prendere gli opportuni contatti con la Regione Piemonte per superare questa nostra grave difficoltà, non si sia portata avanti l'azione in questi tempi secondo i modi concordati. E anche in questo senso abbiamo limitato di parecchio la nostra possibilità di un buon successo nei rapporti tra Regione Valle d'Aosta e Mauriziano.

Tutto l'allegato alla delibera presa prima parlava in modo abbastanza preciso delle sedi ospedaliere. A pag. 14 dell'allegato si parlava dell'organizzazione dei servizi ospedalieri e del riordino delle relative strutture.

A pag. 15 al punto a) si dice che "gli obiettivi specifici proposti per il riordino delle strutture dei servizi ospedalieri possono essere ricondotti essenzialmente ai seguenti postulati: individuazione dell'ospedale generale quale struttura portante dei servizi ospedalieri, e quindi superamento dell'obsoleto e artificioso concetto di ospedale specialistico, come universalmente è acquisito a livello socio-politico nel nostro Paese e sostenuto da tutte le forze democratiche nel quadro delle riforme". Mi pare che questa sia un'affermazione chiara del concetto dell'ospedale specialistico. Ora tutti questi punti sono stati ribaltati con la convenzione che ci viene proposta. Il 28 novembre poi l'Assessore presentava un o.d.g. al Consiglio che metteva in evidenza la gravità dell'impostazione che il Parlamento intendeva seguire per la legge 833, con conseguenti riflessi negativi sulla situazione ospedaliera della Regione Valle d'Aosta per quanto concerne i rapporti con l'ordine Mauriziano, nonché la contraddittorietà palese con la Costituzione tra il disposto dell'art. 41 e le altre norme di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale. In seguito a questo o.d.g. votato all'unanimità dal Consiglio era possibile - ed in altre occasioni abbiamo dato atto della tempestività di questo documento all'Assessore - era possibile inserire all'art. 80 della legge 833 quella famosa dizione che prevedeva che accordi sarebbero stati presi tra l'Ordine Mauriziano e la Regione Valle d'Aosta per l'utilizzo delle strutture ospedaliere di Aosta.

Noi crediamo che questa convenzione non abbia niente a che fare con quel punto dell'art. 80, perché ci pare che il senso di quell'articolo fosse per l'utilizzo e non per la vendita da parte del Mauriziano di quella struttura.

Ma un'altra delibera del Consiglio Regionale in data 28/2/80 ci pare che sia ancora più chiara. Tralascio tutta la prima parte della delibera e leggo soltanto l'ultima parte: "Il Consiglio Regionale sollecita il Parlamento ad approvare la legge di nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano - credo che qui stia il nodo di fondo: che il Parlamento non ha nei tempi stabiliti fatto la legge di riordino del Mauriziano, e ci pare che con questa convenzione la Regione abbia abbandonato l'idea di far pressione perché il Parlamento vada ad approvare questa legge di riordino - ... nel rispetto dei livelli istituzionali sanciti dalla Costituzione sia stabilito il diritto della Valle d'Aosta all'esercizio pieno delle proprie competenze attribuite con la legge 23/12/78 n. 833, ed a garantire l'unicità della gestione dei servizi sanitari nella Regione, ferma restando l'attribuzione della proprietà dell'ospedale di Aosta all'Ordine Mauriziano, ai fini della conservazione dell'Ordine stesso". Il Consiglio Regionale prevedeva che la proprietà delle strutture del Mauriziano rimanesse al Mauriziano, ma che potesse essere fatta convenzione per l'utilizzo di quelle strutture.

Oggi, con questa convenzione, a noi pare che la Regione abbia perso nei confronti del Mauriziano su tutti i fronti, e non può essere passato come positivo il fatto che la Regione potrebbe dotarsi di un ospedale specializzato. Vorrei anche qui avere dei chiarimenti precisi, perché si è sentito parlare dall'Assessore in interviste sugli organi di stampa, e l'ha riferito questa mattina, che a Saint-Vincent dovrebbe sorgere un ospedale altamente specializzato. Io non ho trovato nella convenzione le parole "altamente specializzato"; ho trovato un ospedale specializzato, e non so a cosa si possa riferire questo altamente specializzato. Era nelle intenzioni dei contraenti? Oppure mi è sfuggito? Perché mi pare che la differenza possa essere sostanziale.

Volevo ricordare poi che il nostro partito, proprio nell'ottica di superare questa grave situazione che ci veniva a privare dell'unico ospedale regionale, ha presentato nel maggio dell'anno passato un disegno di legge che credo valga la pena di rivedere almeno in un articolo: una proposta di legge statale di iniziativa regionale che il nostro Gruppo si era impegnato a portare in approvazione al Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, al Consiglio regionale del Piemonte e nei due rami del Parlamento; volevamo far pressione, volevamo, se non lo faceva il Governo, presentare noi una proposta di soluzione.

Voglio ricordare che questo disegno di legge è stato bloccato nella nostra Commissione consiliare con le motivazioni più disparate. Mi ricordo che si diceva all'inizio che volevamo andare a ridare al Mauriziano delle funzioni sanitarie che aveva perso; oggi il discorso mi sembra cambiato, perché proprio con questa convenzione andiamo noi a dare al Mauriziano quello che allora qualcuno diceva che aveva perso.

L'art. 9 di questo disegno di legge diceva chiaramente che "Al fine di consentire alla Regione Autonoma Valle d'Aosta la possibilità di esercitare le proprie funzioni in materia sanitaria, i beni patrimoniali dell'Ordine costituiti dallo stabilimento ospedaliero di Aosta con le attrezzature sono scorporati dall'Ente e vengono a costituire strutture della competente Unità Sanitaria Locale. Lo scorporo avviene con la corresponsione da parte della Regione Autonoma Valle d'Aosta di un equo indennizzo; tale indennizzo è determinato da una Commissione costituita da due rappresentanti della Regione, da due rappresentanti dell'Ordine e da un rappresentante che la presiede nominato dal Ministro dell'Interno. La Commissione si avvale dell'apporto dell'Ufficio Tecnico Erariale e dei suoi periti.."

In un altro comma si diceva che "In ogni caso l'ospedale passa in gestione alla Regione Valle d'Aosta alla data di entrata in vigore della presente legge". E avrebbe tagliato di molto tutti i tempi. Vi risparmio la lettura degli altri articoli che potrebbero essere molto interessanti. Ma dicevo che anche questa proposta fatta dal nostro Gruppo è stata ignorata e bloccata in Commissione.

La convenzione che ci viene portata all'approvazione dice chiaramente che questa è una conseguenza delle note sentenze del Tribunale Amministrativo della Valle d'Aosta e del Consiglio di Stato, che obbligano la Regione Valle d'Aosta a dover agire in qualche modo. Ma - ripeto - secondo noi questo modo di agire oggi è estremamente contrario agli interessi della Valle d'Aosta, perché andiamo a dare un enorme potere al Mauriziano, spostandolo dalla città di Aosta al Comune di Saint-Vincent.

E anche per questo fatto cercherò di chiedere spiegazioni e farò delle considerazioni in seguito.

Crediamo inoltre che questo accordo tra Regione e Mauriziano non possa assolutamente trovare soluzione che vada, intanto, contro lo spirito della riforma sanitaria che demanda alle Regioni, ai Comuni, ai cittadini il compito di gestire la propria salute. E pertanto credo che la Regione Valle d'Aosta dovrebbe essere in grado di gestire completamente tutte le difese della salute dei propri cittadini, dalla distribuzione della semplice pastiglia per il mal di gola alle altre cure, agli altri interventi, e non delegare qualcun altro a svolgere questa funzione.

Secondo noi non potrà essere approvata e non troverà continuità questa convenzione anche perché dal Consiglio Sanitario Nazionale non è prevista neanche una lira per il finanziamento di quanto si vuole fare. L'Assessore ci dice che tutto questo dovrà avvenire, che questi soldi dovranno entrare nelle casse del Mauriziano al di fuori del Bilancio regionale, ma, ripeto, a noi pare di sapere che nel Consiglio Sanitario Nazionale non una lira è stata stanziata per la costruzione di questo ospedale. Crediamo di sapere che soltanto quattro Regioni sono state autorizzate a rivedere il numero dei propri posti letto, e sono le Regioni Puglia, Campania, Basilicata e Calabria; e non ci risulta neanche che l'Assessore, in sede di Consiglio Sanitario Nazionale, abbia fatto delle richieste in questo senso. Ci ricordiamo che l'Assessore ha detto in questo Consiglio di essere riuscito ad avere dal Fondo Sanitario Nazionale la somma di £. 6 miliardi, somma che è stata lasciata alla Valle d'Aosta da altre Regioni perché loro non erano in grado di spenderla: vorremmo chiedere se questi 6 miliardi sono i medesimi 6 previsti in questa convenzione da dare oggi al Mauriziano, oppure se si parla di altri 6 miliardi. Crediamo che ci siano troppe incognite; non sappiamo neppure quanti saranno i posti letto che dovrebbero essere costruiti a Saint-Vincent; se è vero il rapporto che ogni posto letto costa 80 milioni, potremmo desumere che l'ospedale di Saint-Vincent dovrebbe avere 250 posti letto, ed avendo la nostra Regione una percentuale di posti letto superiore al 6% previsti dall'O.M.S., ci pare che sarà quasi impossibile poter avere questi soldi, salvo che gli alti agganci che l'Ordine Mauriziano può avere in sede di Governo riescano a superare queste cose, ma non ci pare comunque che questa sia un'azione molto possibile.

Questa convenzione dice al Punto 8 che nelle more del perfezionamento delle intese contenute nel presente atto le parti convengono sulla necessità di adottare un regime transitorio.

Io credo che a questa si possa pensare come a quella convenzione alla quale abbiamo sempre pensato noi in questi tempi: sarà questa quella convenzione, quell'accordo transitorio che durerà per le lunghe, che dovrà accogliere il principio dell'imputabilità formale dei provvedimenti di amministrazione dell'Ordine per quanto di sua competenza, ma che comunque dà sempre all'Ordine Mauriziano il grosso potere.

Viene poi detto chiaramente nell'ultima pagina che tutto rimarrà come prima se non verranno approvati questi tre punti: approvazione da parte delle competenti autorità di vigilanza degli atti formali; conseguimento delle garanzie di finanziamento da parte dello Stato; approvazione dei progetti elaborati tecnici da parte degli organi statali e locali competenti al rilascio delle prescritte autorizzazioni e licenze.

Sono proprio i punti che noi crediamo sarà ben difficile sormontare e che pertanto faranno di questa convenzione un documento senza importanza.

Per quanto riguarda l'insediamento dell'ospedale specializzato nel Comune di Saint-Vincent, l'Assessore ha già detto questa mattina che non ci sono problemi; si lamentava da qualche parte che il Comune di Saint-Vincent non fosse stato contattato, ma l'Assessore diceva che il tutto potrebbe essere abbastanza facilmente superato perché nel Piano regolatore del Comune di Saint-Vincent erano previste delle aree vicino alle Terme per insediamenti non ospedalieri ma di natura sanitaria.

Io ricordo molto bene questo fatto, solo che vi è una differenza che ritengo sostanziale per il Comune di Saint-Vincent.

I terreni dei contadini erano stati comperati - non espropriati - per fare delle strutture in stretto collegamento che servissero al potenziamento delle Terme di Saint-Vincent, terme di proprietà comunale e servizi pubblici comunali, e non erano stati sicuramente presi per darli all'Ordine Mauriziano perché si facesse un ospedale privato. Mi pare che questa sia una cosa fondamentale. Credo poi, se non vogliamo guardare i Comuni proprio dall'alto in basso e credendoli nostre piccole proprietà, che comunque un discorso fosse doveroso col Comune di Saint-Vincent anche se il Piano regolatore prevede certi insediamenti; almeno discutere su quali saranno le conseguenze, sulla dimensione degli interventi che si andranno a fare era doveroso, perché nel Comune di Saint-Vincent sono previsti altri interventi. Ad esempio la sistemazione della FERA con destinazione attività commerciali, artigianali, agricole; la Regione ha preso provvedimenti del genere in Comuni vicini, senza ricordare che a Saint-Vincent esistevano. Ricordo anche, per assurdo, che il Comune di Saint-Vincent prevede un insediamento di 17 mila persone, ma che non per questo la Regione un giorno potrebbe prevedere l'insediamento di qualche migliaio di persone senza parlarne col Comune. Mi pare questa un'assurdità che voglio dire per fare un esempio.

Comunque, un intervento di quel tipo, se dovrà sorgere in Saint-Vincent, porterà senz'altro dei momenti di disagio per l'Amministrazione pubblica: da un insediamento maggiore di persone ai servizi che sono carenti in questo momento, tipo fornitura di acqua potabile, tipo altri servizi; e, comunque, ribadisco che un Comune, per poter gestire la propria vita, deve essere interessato e deve essere sentito in tutti i particolari che lo riguardano.

Presidenza del Vice Presidente Faval

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Viberti; ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Credo che per poter fare delle scelte grosse come quella della costruzione di un nuovo ospedale in una zona come quella di Saint-Vincent all'interno della nostra regione, non si possa fare a meno di avere, oltre che la residenza in Valle, magari a Saint-Vincent, una buona conoscenza della realtà sanitaria regionale da un lato, e delle esigenze che in questo campo la popolazione ha ed esprime dall'altro. E già circa le esigenze che la popolazione esprime in modo organizzato attraverso i partiti - e addirittura, vincendo la sclerosi che anima la vita politica nella nostra Regione, organizzandosi in comitati - devo dire che quando queste esigenze riescono a esprimersi sono immediatamente, dall'Assessore alla Sanità, messe da parte ed ignorate.

Noi, comunque, nonostante questa abitudine che ha l'Assessore alla sanità, lo invitiamo ancora una volta da una parte a dotarsi di tutti i dati necessari circa la realtà esistente e dall'altra a tenere in considerazione le esigenze che la popolazione esprime, e a non approfittare, come in questo caso, della buona fede della gente che è portata a pensare che avendo un ospedale in più avrà comunque qualche cosa che le serve.

La riforma sanitaria è stata fatta per mettere ordine anche nella realtà del nostro Paese e dovrebbe servire a fare ordine anche nella nostra regione. Concetti come quello della prevenzione e della cura sul territorio devono passare non solo nella legge, ma nei fatti. E non è attraverso le strutture ospedaliere, bensì attraverso dei presidi sul territorio, che si riesce a impedire che un nucleo solo sia a disposizione di tutta la regione. Quindi, benissimo i poliambulatori tipo quello di Donnas; benissimo strutture decentrate che - come diceva lo stesso Assessore non in questa occasione, ma in altra - fanno da filtro a quello che è poi un servizio di tipo più specialistico che può essere identificato ad esempio nell'ospedale.

A nostro avviso non bisogna votare questa convenzione perché noi rischiamo di metterci nei confronti del Mauriziano in una posizione che è la peggiore in cui ci siamo trovati fino ad oggi; perché se oggi abbiamo delle sentenze che ci danno torto, queste sentenze potrebbero anche essere modificate attraverso una modifica della legislazione nazionale (e credo che il collega Péaquin abbia molto bene spiegato quale dovrebbe essere la strada da seguire in questo senso), ma non dobbiamo dimenticare che comunque non si può......

(Interruzione dall'Aula, non comprensibile)

Nel senso che quella sentenza non può essere modificata, d'accordo, ma si può fare qualcosa facendo una nuova legge: Péaquin l'ha spiegato bene stamattina. Perciò non è il caso di fare delle interruzioni, ma è il caso di ascoltare fino in fondo, così si possono capire i concetti che uno esprime, magari confusamente, che comunque hanno un senso.

Quindi, a nostro avviso, non si deve affatto votare e tanto meno sottoscrivere tale convenzione, soprattutto in assenza del Piano Sanitario Regionale. Tra l'altro, noi vorremmo sapere qualcosa di più circa il Piano Sanitario Regionale, visto che siamo a conoscenza che quello nazionale, anche se non ancora approvato, esiste già; e sarebbe il caso che quando l'Assessore è in possesso di documenti di questa portata li mettesse a disposizione perlomeno dei Consiglieri che si interessano di queste cose. A tale proposito, inoltre, sarebbe interessante che l'Assessore ci mettesse a disposizione questa bozza della convenzione. La legge n.833 dà dei precisi indirizzi circa la diffusione dei servizi sul territorio, mentre limita al 6% il numero dei posti letto. Questa mattina l'Assessore ha, con un gioco di prestigio, cercato di dire che anche costruendo il nuovo ospedale questo limite del 6% dei posti letto verrebbe rispettato. Io non ho capito come, perché già attualmente, per quello che è dato di sapere, siamo al di sopra della media nazionale. È inutile che l'Assessore dica che si può derogare; questo ce lo deve dimostrare facendo vedere che nel Piano Sanitario Nazionale ci sono delle precise deroghe rispetto a questo per la Valle d'Aosta. Non credo sia sufficiente che ce lo dica, perché altre volte in altre occasioni l'Assessore ha detto delle cose che poi abbiamo verificato non rispondere pienamente a verità. Ad esempio - e anticipo già per la discussione che ci sarà sulla medicina preventiva - il fatto di aver consultato le organizzazioni sindacali, cosa che è avvenuta a seguito della presentazione della legge, mentre durante la discussione in Aula l'Assessore Rollandin mi aveva detto che le organizzazioni sindacali erano già state consultate.

Comunque, l'unico sistema attualmente conosciuto per costruire ospedali nel nostro Paese, anche in luoghi come il nostro, dove c'è una percentuale di posti letto superiore al 6%; è quello di sopprimere dei posti letto altrove e, per un miglior riequilibrio sanitario territoriale, costruirne dove mancano.

Questo è l'indirizzo, non fare gli ospedali nuovi.

Non si capisce poi come si possa pretendere di costruirne con dei soldi pubblici evidentemente presi dal Fondo Sanitario Nazionale. A questo proposito vorrei avere un altro chiarimento, perché qui si parla sempre di 6 miliardi: quelli dell'80 sono stati destinati in un certo modo; sono questi i 6 miliardi che dovranno servire, o si chiederanno altri 6 miliardi al Fondo Sanitario Nazionale per costruire questo ospedale? Tra l'altro non capisco come in una convenzione si possa far prendere degli impegni ad un terzo che ancora non è presente all'atto della firma della medesima; immagino che da un punto di vista giuridico ci sarà qualcuno in grado di spiegarmelo. A me sembra strano che due si mettano d'accordo che un terzo debba mettere dei soldi senza saperne niente, quindi, o c'è qualcosa che noi non sappiamo, oppure qui si gioca a fare i furbi, e domani, quando lo Stato non darà questi soldi perché la Valle d'Aosta non ne ha evidentemente diritto, si dirà che lo Stato non vuole dare questi soldi. Lungi da me l'intenzione di fare il difensore dello Stato; a me non piace che vengano attribuiti alla Nuova Sinistra, per certe iniziative, termini come quello di demagogico, quando la demagogia la si fa sulla pelle della gente che non sta bene, su un settore come quello della sanità.

Le strutture dovrebbero essere di proprietà del Mauriziano; noi prendiamo una struttura, la paghiamo con i soldi dello Stato o con i nostri (ancora non è dato di sapere), comunque il Mauriziano viene indennizzato; prendiamo una struttura che in parte è vecchia e gliene facciamo costruire una nuova.

Questa è una palese ammissione che la Regione Autonoma Valle d'Aosta non è capace di costruirsi l'ospedale, come minimo.

Togliamo tutto quello che è stato detto prima, guardiamo solo al problema in sé: noi non siamo capaci di costruire un ospedale; diamo i soldi al Mauriziano perché lo faccia e ci teniamo l'altro. Ma allora a questo punto, se proprio è necessario, se tutte le cose dette prima non hanno nessun senso, facciamoci noi l'ospedale nuovo e lasciamo che il Mauriziano muoia nella sua "bagna". Non potrà non fare assistenza comunque.

A volte si è tentati di pensare che prima del regime fascista e di quello democristiano che lo ha seguito, il ladrocinio a danno del popolo valdostano fosse di minore entità. Ciò non corrisponde al vero; l'unica differenza sta nel fatto che un tempo il popolo valdostano espresse degli uomini in grado perlomeno di contrastare l'opera di tanti lenoni che la storia produce, che sempre, qualunque sia la loro origine, lavorano per il proprio esclusivo interesse. E vorrei citare il caso di uno di questi valdostani; quello del Dott. Réan che nel 1897 curò una pubblicazione sulla questione del Mauriziano di Aosta e su una Commissione di inchiesta istituita dal Mauriziano proprio allora. Bisogna fare un piccolo salto indietro.

Questo è tratto dal "Compte rendu des séances de la Société Académique Religieuse et Scientifique du Duché d'Aoste" - Editeur Mensio, 1873.

"Hôpital des malades, soit Hôpital Mauricien. L'Hôpital Mauricien, qui vient d'être nommé, est l'hôpital des malades bâti presque au centre de la ville, du côté du Midi; c'est l'Ordre des Saints Maurice et Lazare, communément appelé "La Sacrée Religion" qui l'a établi et qui l'entretient.

On n'a pas oublié ce qui est écrit à page 29, part deuxième, de ces mémoires: qui, si le Saint Père Benoît XIV a donné à cet ordre religieux et militaire, dont Sa Majesté le Roi de Sardaigne était Grand Maître, tous les biens que la Maison Religieuse des Chanoines réguliers du Grand Saint Bernard possédait dans les Etats de ce Roi, il ne l'a fait sous la condition expresse d'employer ces biens disponibles à fonder dans la Ville d'Aoste un hôpital où seraient reçus les malades de n'importe quel pays et quelle que pût être leur maladie, sans exception aucune. Faculté était accordée..." vi risparmio tutto il resto e arriviamo a una piccola descrizione di quello che faceva questo ospedale appena costruito.

"Les aides des administrateurs du nouvel hôpital et les legs successifs qu'il a reçu l'ont fait parvenir à l'état florissant où il se trouve; le nombre ordinaire des lits pour les malades est de 86, dont 18 pour les enfants au dessous de douze ans, mais ce qui étonne c'est que les personnes riches, et d'un rang élevé même, désirent et demandent d'y être admises et traitées, en payant, à l'instar des autres malades, quoique dans une chambre séparée de l'infirmerie commune".

Che il Mauriziano si sia appropriato di un patrimonio che era di proprietà dei Valdostani credo che l'Union Valdôtaine potrebbe sostenerlo meglio ancora di me, è un fatto che credo gli scritti che appartengono alla nostra storia dimostrino; in più il Mauriziano ha approfittato del fatto che evidentemente in questa regione troppo buona si può fare, stando a certi livelli, quello che si vuole. Comunque, "L'Opinione", un giornale che usciva nell'800, in particolare nel numero del 25/3/1895, sotto il titolo "Ospedale Mauriziano di Aosta" portava la notizia dell'istituzione di una Commissione d'inchiesta nominata dal Gran Magistero dell'Ordine Mauriziano per accertare l'entità delle accuse di ordine morale e di gestione finanziaria risalente a più di un secolo, a seguito della denuncia fatta da questo Dott. Réan con accuse gravi, precise e documentate - dice il giornale. L'Ordine Mauriziano di Aosta, creato con bolla papale di Benedetto XIV, e dotato con i beni di origine valdostana - lo ripeto - soppressi al Gran San Bernardo nel secolo scorso, è stato arricchito dalle donazioni successive dei valdostani, e possiede, secondo la Fondazione, un patrimonio indipendente ed autonomo. Questo patrimonio non deve essere confuso con le rendite dell'Ordine, il quale, come risulta dalla relazione Cibrario (che è quella della Commissione appunto), ampiamente analizzata dal Dott. Réan nel suo opuscolo, deve subordinare regolarmente al sindacato delle autorità locali l'approvazione dei bilanci e dei conti, la nomina degli impiegati e tutto ciò che può interessare il buon andamento finanziario, morale e materiale dello stabilimento.

Tra le accuse formulate e controllate, una delle più gravi è che esso si appropri ogni anno di una somma più o meno grande sulle rendite dell'ospizio di Aosta. Pare che nel 1895 questo patrimonio a disposizione fosse all'incirca di due milioni di franchi. Ora io mi chiedo, con tutto quello che abbiamo alle spalle di rapporti tra Valle d'Aosta e Ordine Mauriziano, come si possa andare a far votare al Consiglio e poi a far firmare al Presidente della Giunta una convenzione che non fa altro che permettere al Mauriziano di mantenere il suo atteggiamento nei confronti della Valle d'Aosta. Questo mi sembra significhi non avere alcun rispetto del concetto di autonomia.

Mi riservo eventualmente di aggiungere qualcosa in un secondo intervento.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Clusaz; ne ha facoltà.

Clusaz (UV) - Mi ero messo in lista questa mattina sia per raccogliere l'invito fatto dal mio Capogruppo, tra l'altro caldamente appoggiato dal Presidente del Consiglio, sia per un dovere che ritengo di avere non solo in quanto consigliere regionale, ma soprattutto come semplice cittadino della Valle d'Aosta.

Il dovere, contrariamente a quanto sostengono certe forze politiche e sindacali, di ringraziare e complimentarmi incondizionatamente con la Giunta tutta, e in modo particolare con l'Assessore Rollandin, per la positiva conclusione di questa vertenza, tenendo sempre ben presente che troppe volte la maniera più elegante per nascondere, forse anche a ragion veduta, e per mandare alle calende greche un accordo, è proprio quella di giocare al rialzo.

Una vicenda questa che è stata e sta tanto a cuore alla popolazione valdostana e che più volte l'ha tenuta con il fiato sospeso, anche a causa - diciamolo pure - di una strumentata permalosità da parte di alcune forze politiche che facevano intravedere, a torto o a ragione, l'imminente passaggio dell'ospedale di Aosta al Mauriziano, la perdita del posto di lavoro per gran parte del personale, con tutte le conseguenze immaginabili, ecc. È chiaro quindi che la positiva conclusione di questa vertenza sia per certi cacciatori di streghe un boccone amaro da ingoiare, e lo posso anche capire; ma che si cerchi di ribaltare la frittata mettendo in qualche modo sotto accusa la Giunta mi pare un po' troppo. Certo, se l'Assessore Rollandin con quella sua intelligente cocciutaggine (passatemi la parola) continua a macinare lavoro come un frantoio e ad avanzare per strade irte di ostacoli come un bulldozer, è chiaro - dicevo - che uno dei principali, se non il principale, cavallo di battaglia per sostenere che questa Giunta non fa praticamente nulla e quel poco che fa va comunque contestato, cade; e cade così male che prima che si rialzi passerà tanto di quel tempo che la metà basta. Per quanto riguarda invece il fatto di non aver interpellato Caio, Tizio, Sempronio, al solo scopo di ritardarne evidentemente la conclusione, ricordati, caro Assessore, che l'ultima parola non la dirà certamente questo o quel partito, questa o quella forza sindacale, ma la popolazione valdostana; e non dimenticarti, infine, di quella famosa canzone "Se sei bello ti buttano le pietre".

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - Diceva questa mattina l'Assessore Rollandin che non condivideva le critiche che a suo tempo erano state avanzate rispetto a come si è presentata questa bozza di convenzione e credo che anche il Consigliere Clusaz sia caduto nell'equivoco di chiamarla una conclusione, il che evidentemente non è vero non essendo questa una convenzione che conclude la vicenda, essendo molto chiaro - ed è stato chiarito da altri - come tutto sia sospeso nella parte finale a degli eventi che non dipendono dalla nostra volontà, ma dalla volontà di altri.

Detto questo io ribadisco un concetto che è già stato espresso: che secondo noi questa convenzione, oltre ad essere una resa senza condizioni della nostra Regione, è anche pericolosissima sul piano dell'autonomia. Credo sia un esempio significativo di rinuncia ad esercitare qualsiasi autonomia regionale, perché il modo di essere autonomisti si giudica dai fatti.

Molto più giusto, secondo noi, (padroni naturalmente di non essere dello stesso avviso l'Assessore Rollandin o altre forze politiche) sarebbe stato fare il nostro Piano Sanitario Regionale, discutere le nostre esigenze, e semmai confrontare queste nostre esigenze con cosa è previsto nel Piano Sanitario Nazionale. E avanzo anch'io la richiesta che è stata fatta dal Consigliere Viberti: sarei grato all'Assessore se potesse leggere in questo Consiglio cosa prevede la bozza di Piano Sanitario Nazionale per la Valle d'Aosta, perché non la conosciamo, mentre tale conoscenza sarebbe utile in una discussione come questa. Quella è la strada autonomista secondo noi; dopo di che potremmo andare a confrontarci con il Mauriziano.

Perché, se effettivamente c'è l'esigenza di un nuovo ospedale specialistico a Saint-Vincent, non ce lo costruiamo noi?

Perché dobbiamo, ancora una volta, appaltare questo tipo di struttura a un Ordine che è esterno e che storicamente ha dimostrato di essere avulso dalla realtà della Valle d'Aosta?

Io credo che questo sia un problema di fondo, perché in realtà questa convenzione rimette in marcia e dà nuova credibilità all'Ordine Mauriziano.

E mi fermerei un secondo - chiedendo anche su questo aspetto delle valutazioni all'Assessore - a considerare qual è la politica della Giunta e di questo Consiglio nei confronti della questione della presenza dell'Ordine Mauriziano. Si è fatto riferimento alla sentenza che parte, come tutti i Consiglieri sanno, dalla XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione, in cui - e si era già detto - l'Ordine Mauriziano è conservato come ente ospedaliero in quanto gli erano state soppresse con la Costituzione altre funzioni: quella dei titoli nobiliari, della consulta araldica, ecc. Con l'entrata in vigore della riforma sanitaria l'Ordine stesso è diventato in parte incompatibile con i principi della riforma, che sono principi profondamente autonomistici, che danno il potere a organismi elettivi nel campo della Sanità, e credo sia questo l'aspetto più positivo della riforma.

La riforma rimandava ad una legge dello Stato da fare entro il 31 dicembre '79 - ahimè, ancora una volta il Governo è inadempiente -, in modo da provvedere ad un nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano tenendo conto che l'assistenza ospedaliera doveva essere regolata secondo i principi della legge di riforma sanitaria. Il collega Péaquin ha già ricordato qual è la nostra posizione, che abbiamo espresso in Consiglio presentando una proposta di legge nazionale che è stata depositata in Parlamento dai Gruppi parlamentari comunisti.

Noi siamo dell'opinione, in sintesi, che i beni del Mauriziano debbano essere assegnati alla Regione Valle d'Aosta, che questo scorporo debba essere fatto attraverso un indennizzo equo, e, per evitare confusioni, abbiamo indicato nella legge che cosa significa indennizzo equo e abbiamo detto che per l'area è sulla base della legge 865, per le strutture e le attrezzature sulla base del costo venale. Questo è l'indennizzo di una struttura che non è commerciabile, che non ha un valore di mercato come lo hanno invece altre strutture. La nostra posizione è quindi molto chiara.

Noi crediamo che, se questa è l'intenzione del Consiglio, sia paradossale che oggi la Regione vada a braccetto col Mauriziano a chiedere allo Stato dei fondi per un interesse che è unicamente dell'Ordine Mauriziano. Noi diamo una indennità di 20 miliardi all'Ordine Mauriziano non perché se ne vada dalla gestione sanitaria della nostra regione, bensì perché ristabilisca le sue radici in quel di Saint-Vincent con un ospedale nuovo, ospedale che - e tutti avranno letto la convenzione - sarà poi, se costruito, pagato nel suo funzionamento dai fondi pubblici. Questa è la questione di fondo che ci fa dire che secondo noi la bozza di convenzione che ci viene presentata è una vera e propria capitolazione al volere del Mauriziano. E non a caso questo ha reso evidenti le contraddizioni delle precedenti affermazioni fatte dall'Assessore dalle precedenti posizioni prese dall'Union Valdôtaine, dal progetto Santé, ecc. Non a caso tutto questo è in contraddizione - e risparmio una nuova lettura - con gli o.d.g. presentati dall'Assessore alla Sanità in cui si dicevano delle cose diametralmente opposte. Occorre anche chiarire se effettivamente quella che oggi ci viene presentata può essere configurata come la convenzione prevista in base all'art. 80 della legge 833, così come ha affermato l'Assessore questa mattina e come è scritto nella scarna presentazione del documento. L'art. 80 della legge 833 dice che: "appositi accordi o convenzioni regolano i rapporti tra la Regione Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano per quanto riguarda la utilizzazione dello stabilimento di ricovero e cura di Aosta". Noi intendiamo questa convenzione come la pattuizione del modo di gestire in questa fase transitoria questo ospedale, e non come un contratto in cui ci impegniamo a far sì che il Mauriziano costruisca nella regione altri ospedali.

Nel Punto 7 dello schema di convenzione viene ricordato che apposita convenzione tra Regione e Ordine Mauriziano è da stipularsi prima dell'inizio delle attività ospedaliere, per cui, quando sarà costruito l'ospedale, disciplinerà i rapporti tra le parti accogliendo comunque il principio del finanziamento regionale delle prestazioni e fatti in ogni caso salvi i diritti del personale dipendente dell'Ordine in conformità alle norme vigenti. Quella è una convenzione che si può, secondo me, configurare con il dettato dell'art. 80 della legge 833, non certamente la proposta complessiva che oggi ci viene fatta!

Ultimo punto che credo vada effettivamente chiarito è quello dei finanziamenti. Ripeto, intanto, una richiesta che è stata fatta da altri: se questi 6 miliardi sono quelli inseriti nel Fondo Sanitario Nazionale per il 1980 o se saranno inseriti nel Piano sanitario del 1981; e quali garanzie ha avuto l'Assessore dalle altre Regioni e dal Governo, e quali accordi già ci siano. È veramente impensabile che si arrivi in Consiglio senza avere sentito gli altri. Io ricordo a mò di esempio, tanto per far presente che la cosa non è così facile, che, oltre a quello che ha detto il collega Péaquin, la Regione Piemonte ha avuto nell'80 17 miliardi per strutture ospedaliere, il che evidentemente ci fa dire che non sarà facile averne subito 20 nel 1981. Riguardo ai finanziamenti chiedo poi una parola più precisa da parte dell'Assessore in merito all'indennizzo. L'indennizzo è oggettivamente di 20 miliardi - secondo noi di indennizzo si deve parlare nel momento in cui ci sia un trasferimento definitivo delle competenze alla nostra Regione, oggi è sbagliato - e, comunque, questi 20 miliardi di indennizzo sono un indennizzo equo? Sulla base di quali elementi? Noi oggi non siamo riusciti a capire questo problema.

Concludendo - e non è una conclusione, perché crediamo sia opportuno alla fine di questa discussione, sulla base di quello che emergerà, e non per posizioni preconcette ma per fare effettivamente gli interessi della Regione, chiarirci innanzi tutto a che cosa serve questa pre-convenzione - io pongo un quesito: non è forse meglio oggi lasciare le cose come stanno e spingere a lavorare perché il Parlamento legiferi subito sul riordino del Mauriziano? Questo è un quesito rispetto al quale, se possibile, vorrei una risposta.

Seconda questione: questa mattina l'Assessore ha detto che tutta questa vicenda potrebbe essere al di fuori del Piano regionale, se ho ben capito. Discuteremo in Consiglio il Piano regionale, questo è un qualcosa in più. È possibile che un discorso di questa portata, un ospedale nuovo rispetto al quale pagheremo anche noi la gestione, possa restare fuori dell'ambito del Piano regionale? E se effettivamente questo ospedale ha un bacino di utenza più grosso della Valle d'Aosta perché trattasi di una struttura altamente specializzata, questo bacino di utenza quant'è? Io non sono un grosso esperto in materia; ho guardato il Piano sanitario della Regione Piemonte, e ho visto che per ogni specializzazione ci sono dei bacini ottimali di utenza. Più la specializzazione è elevata e sofisticata, più aumenta il bacino di utenza. E allora la domanda è questa: in quella ipotesi ci sarà un coinvolgimento nel pagamento anche di altre Regioni, di altre realtà che potrebbero usufruire di una struttura così specializzata?

Queste sono, secondo la mia opinione, alcune questioni di fondo che devono essere chiarite per poter approfondire e andare avanti su una esigenza che è anche nostra: quella di arrivare subito a delle conclusioni che però non siano così penalizzanti per la collettività a favore di una struttura di potere - noi l'abbiamo sempre chiamata così. Forse più avanti, e anche a livello privato, potrò dilungarmi su che cosa ha rappresentato, perché ho degli appunti, il Mauriziano in Piemonte nel sistema di potere democristiano, nel finanziamento di correnti democristiane. Queste cose probabilmente l'Assessore le saprà meglio di me e ne avrà tenuto conto.

Vogliamo essere contro questo modo di gestire patrimoni che sono pubblici, o vogliamo fare finta di niente e consolidare quel potere? Noi siamo su una posizione che, come sapete, è molto chiara.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Lustrissy; ne ha facoltà.

Lustrissy (DP) - Indubbiamente oggi ci troviamo di fronte a un problema abbastanza complesso. Da una parte c'è l'esigenza di sciogliere il nodo politico dovuto alla presenza in Valle d'Aosta di questo Ordine Mauriziano che tanti e tali problemi ha causato alla nostra politica sanitaria, dall'altra vogliamo passare oltre alle recriminazioni manifestate nei confronti dell'informazione tempestiva in quanto riteniamo che fosse dovere della Giunta, dopo quanto è avvenuto in questo Consiglio a più riprese, definire rapporti col Mauriziano e fare delle proposte al Consiglio. Per cui credo che sia oggi il momento; al di là della conoscenza o non conoscenza dei termini sostanziali della convenzione, che era l'atto politico che ci si aspettava per poter finalmente fare un passo avanti per la soluzione del noto problema del Mauriziano.

Dobbiamo considerare che la proposta che viene fatta nasce da alcuni presupposti, e i presupposti sono da una parte tecnici, dall'altra politici. Sul piano tecnico ci troviamo di fronte ad una sentenza passata in giudicato ed in sede di perfezionamento col giudizio di ottemperanza, che ha stabilito che quella struttura ospedaliera è di proprietà dell'Ordine Mauriziano, per cui la Regione deve restituire tutto. Sul piano politico dopo la sentenza ci sono stati alcuni atti fondamentali, quale la legge 833, che hanno stabilito con più articoli modalità di soluzione politica del problema rapporti generali Stato-Ordine Mauriziano, rapporti particolari Regione-Mauriziano.

Riguardo al piano generale, nonostante la statuizione dell'art. 41 L. 833/78, dobbiamo dire che c'è l'inerzia dello Stato, la debolezza o l'indifferenza dello Stato di fronte a un problema che forse sarà limitato regionalmente, che però sul piano della riforma sanitaria pone dei problemi alle Regioni che hanno questa presenza. Per cui chi paga lo scotto dell'inerzia e inadempienza dello Stato è la Regione. E una Regione come la nostra, che ha un'unica struttura ospedaliera, quella del Mauriziano, è chiaro che viene ad essere privata di uno strumento essenziale per la politica sanitaria. Sull'altro piano è il rapporto più particolare dell'art. 80 in cui, per superare la situazione in attesa dell'emanazione della norma generale dell'art. 41, si prevede una convenzione operativa tra l'ente Regione e l'Ordine Mauriziano per gestire in comune la cosa in contestazione.

Di fronte a questi presupposti la situazione è rimasta per un po' di tempo in quiescenza per le mancate decisioni in sede politica, per cui oggi in definitiva ci troviamo a fare una scelta, e una scelta importante; cioè io non sottovaluto la problematica della scelta che ci viene sottoposta.

Non si può risolvere questo problema con atti d'imperio o con atti laudativi; bisogna in certo qual modo compenetrarsi nel problema, rendersi conto delle difficoltà; e credo che finora il dibattito abbia manifestato questa esigenza con la serietà del tono, con le domande e i quesiti che affiorano da questa problematica.

Per quanto ci riguarda dobbiamo dire che sul piano politico la proposta che ci viene sottoposta fa una specie di revirement sulla politica ospedaliera regionale definita sino a questo momento. E chi era presente nei Consigli passati, nell'ultima legislatura e nella precedente, ricorderà con quanta passione il problema del decentramento ospedaliero regionale è stato discusso in Consiglio, dal Piano Brenna in poi, e come questo Consiglio fosse addivenuto a stabilire che era necessario distribuire sul territorio regionale non altri stabilimenti ospedalieri, ma un certo tipo di presenza sanitaria specializzata per portare il più vicino possibile all'utente certe opportunità. Con questo atto ci troviamo a fare una scelta diversa da quella fatta fino ad ora, una scelta che noi come movimento avevamo scartato sul piano del decentramento e che oggi si ripropone con questa convenzione.

Diremo subito che nello spirito della riforma sanitaria forse c'è questa tensione - e si giustifica da una situazione esistente di concentrazione di assistenza in certi poli provinciali o regionali - di distribuire sul territorio certe opportunità di assistenza specialistica. Sul piano politico generale la presenza di una nuova struttura ospedaliera specializzata nella regione cosa può comportare? Ci possono essere dei rischi: che questo tipo di presenza possa essere sì qualificata, ma emarginante per la popolazione valdostana, come difatti lo è la struttura Casinò in termini rovesciati; in questo caso, in termini negativi, c'è il rischio che una struttura di questo tipo tenda ad emarginare l'utente valdostano in quanto la disponibilità della struttura - che non è pubblica ma è privata - a venire incontro ai bisogni della popolazione valdostana dipenderà dalla convenzione che sarà stipulata per la gestione. C'è il rischio che tante specializzazioni non si potranno avere; ci potrà essere della specializzazione di medicina, però di chirurgia non credo che sia possibile individuare tante specializzazioni. Per cui, se il numero di posti letto sarà definito tra paganti e non paganti, convenzionati e non convenzionati, ci sarà forse una pressione sull'Ente pubblico che eroga assistenza per usufruire di questi posti letto, vista la qualità della prestazione.

Rischi di questo tipo ci sono; speriamo che con la convenzione che si stipulerà, se si dovrà fare questa struttura, si potranno ovviare questi inconvenienti.

Sul piano della specializzazione dobbiamo tenere presente che l'obiettivo è quello di distribuire sul territorio un'assistenza di altro tipo; cioè il poliambulatorio: centro polivalente che rappresenta un momento di assistenza più vicino all'utente. La tendenza del piano regionale credo che sarà questa. Per cui oggi con questa definizione ci troviamo a dover precostituire un piano regionale.

E potrebbe essere un indirizzo del Consiglio, su questo non ci dobbiamo neanche cospargere il capo di cenere, con tutti i rischi che abbiamo evidenziato.

Quello che può preoccupare di più sono le condizioni della convenzione, e qui entriamo sul piano un po' più tecnico della situazione; cioè, a parte la scelta che oggi si dovrà fare di un ospedale sul territorio che prima non avevamo previsto, c'è il problema della convenzione nei termini in cui ci viene presentata. Da un lato dobbiamo dire che questo tipo di proposta è soggetta a vincoli che sono abbastanza onerosi per l'Ente pubblico, se si considera solo la soluzione sul piano tecnico, non trascurando la soluzione data sul piano politico, cioè di liberare una struttura pubblica tipo l'attuale Mauriziano per farla gestire dall'Unità Sanitaria. Però, data l'indeterminatezza della convenzione e le difficoltà di realizzazione, si correrà il rischio - ed è questo il punto interrogativo che dobbiamo aver presente - di trovarci in una situazione di transizione a tempo indeterminato. E mi spiego meglio. Per quanto riguarda l'articolo della convenzione che imputa ad un organo regionale gli atti riferiti all'Ordine Mauriziano, dobbiamo ancora vedere quali saranno in sede pratica gli atti imputabili per conto del Mauriziano; abbiamo già alcuni processi in sede di T.A.R., e finora questo ha dichiarato solo la legittimazione dell'Ordine Mauriziano e non del Commissario né del disciolto Ente, per cui sul piano della gestione ci saranno dei problemi riguardo a chi sarà legittimato per certi rapporti. Sull'altro lato dobbiamo vedere quali saranno gli atti imputabili a questo organo, e se sarà ancora il Commissario, oppure il Comitato di gestione dell'Unità Sanitaria.

Infatti l'Assessore non ha detto se il tutto verrà trasferito in gestione all'Unità Sanitaria o se rimarrà la situazione commissariale, finché non sarà definita la convenzione con l'Ordine Mauriziano. Per cui abbiamo difficoltà di interpretazione e scissione degli atti, anche perché abbiamo una struttura che è regionale, e una struttura che appartiene al Mauriziano sotto il profilo della imputabilità.

Per quanto riguarda il concreto, oltre all'indeterminatezza della definizione della convenzione abbiamo il problema finanziario. L'Assessore ha detto che spera di poter realizzare a stralcio del Piano triennale un finanziamento ad hoc per questa struttura sanitaria. E noi possiamo anche credere che il Mauriziano, come è stato forte sinora ad impedire la soluzione sul piano politico e sul piano legislativo del problema, sia altrettanto forte e potente da predeterminare ed accelerare il finanziamento da parte dello Stato dei 14 miliardi. Però l'Assessore dovrebbe anche dirci se a livello ministeriale sono stati raggiunti degli accordi sotto questo profilo, in quanto la convenzione a questo punto diventa non più a due ma a tre, per cui ci dovrebbe essere un certo gradimento, almeno, a livello ministeriale.

Per quanto ci riguarda dobbiamo dire che, avendo esaminato il Piano Sanitario Nazionale - che ha le caratteristiche dette dall'Assessore: presentato nel dicembre '79, ripresentato dal successivo Ministro nell'81, non sappiamo ancora quando verrà definito - abbiamo visto che sul piano degli stanziamenti esistono delle statuizioni abbastanza precise, nel senso che sono state evidenziate quattro regioni italiane che non raggiungono il minimo del 6% dei posti letto ospedalieri, le quali negli anni dall'80 all'83 dovrebbero beneficiare di tutti gli stanziamenti relativi all'edilizia ospedaliera, che erano 280 miliardi nel dicembre 1980, e non sappiamo quanti saranno ora. Per cui in quel piano, che sarà poi aggiornato tenendo conto della svalutazione, per la Valle d'Aosta è previsto soltanto un fondo di 600 milioni per manutenzioni straordinarie e di 1900 milioni per centri diurni e medicina di base: in totale 2 miliardi e mezzo fino all'82. Per l'83 ancora non ci è dato di sapere, perché stranamente di questa bozza di Piano sanitario esiste solo una copia ciclostilata a disposizione del Presidente della Commissione Sanità del Senato e non è stato possibile reperirne un'altra.

Pertanto, stante la dichiarazione del Piano Sanitario Nazionale, che per il primo triennio tutti i soldi stanziati vanno per le quattro regioni dell'Italia meridionale che sono sotto il livello del 6% di posti letto, dobbiamo trarre come conclusione che se non ci sarà questa disponibilità di stralciare per la Valle d'Aosta una parte di stanziamento magari non utilizzato da quelle Regioni perché non avranno dei progetti disponibili - ma risultavano disponibili quando è stato fatto il piano - non si potranno utilizzare i 20 miliardi che sono necessari per realizzare quest'opera. Teniamo presente inoltre che negli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale non si pone neanche più il problema dei posti letto come il massimo della assistenza possibile e che questo problema viene addirittura dopo la disponibilità dei servizi di base e specialistici.

A conclusione dobbiamo dire che oggi noi come movimento ci troviamo per la prima volta ad esprimere una valutazione sul piano politico in questo Consiglio e che questa valutazione è di attesa sul piano politico per la definizione del problema importante dei rapporti con l'Ordine Mauriziano, e di preoccupazione nello stesso tempo perché ci rendiamo conto che il tipo di convenzione che ci è sottoposto avrà dei tempi non brevi, ma molto lunghi. Per cui la situazione attuale durerà nel tempo, e nel tempo non sarà gestita, probabilmente, dall'Unità Sanitaria Locale.

Noi ci auguriamo che questa proposta di convenzione faccia finalmente uscire dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la legge proposta in bozza e che è sparita, della definizione da dare all'assetto dell'Ordine Mauriziano in base all'art. 41 della legge 833, e che prima dell'approvazione della convenzione quella legge stabilisca che l'Ordine Mauriziano si ritiri dalla Valle d'Aosta e si gestisca altre situazioni, come era anche nell'auspicio dell'Assessore quando abbiamo fatto una riunione, nel mese di novembre o dicembre dell'anno scorso, nel palazzo regionale con i sindacati e con i rappresentanti dell'ordine ospedaliero: e ci auguriamo che questo sia un voto di accelerazione affinché si arrivi a quella determinazione sul piano politico. E se proprio non ci sarà questa definizione sul piano politico i rapporti bisognerà comunque definirli. È chiaro che la definizione lascerà insoddisfatti e gli uni e gli altri, però diciamo che con questa convenzione - noi non abbiamo l'abitudine di nasconderci dietro le cose - cambiamo radicalmente la politica di intervento sul territorio, nel senso che oggi dichiariamo che è necessaria nel territorio un'altra struttura ospedaliera oltre a quella esistente.

L'augurio successivo è che la convenzione che si farà non sarà emarginante per la comunità valdostana, ma sarà una struttura a livello specialistico che supplisca a quella funzione pubblica del presidio territoriale, poliambulatoriale, di cui si sente la necessità.

Questi, se vogliamo essere obiettivi e seri, sono i termini del problema.

Con queste osservazioni, con questi punti interrogativi, noi esprimeremo il voto a favore della convenzione.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Innanzi tutto vorrei porre ancora alcune domande all'Assessore. Dopo l'intervento che ha testé fatto il Consigliere Lustrissy una di queste domande forse diventa più pertinente, cioè quale urgenza c'è oggi di votare questo tipo di convenzione, visto che in pratica l'attuazione di questa è condizionata da un'enorme serie di situazioni che devono realizzarsi.

È stata citata per ultima la legge sulla sistemazione definitiva dell'Ordine Mauriziano, ma direi che sarebbe sufficiente lo stesso testo della convenzione al Punto 10, dove si dice che: "Le parti si danno reciprocamente atto che le intese contenute nel presente documento, e che sono tra loro connesse e interdipendenti ad ogni fine, acquisiranno piena efficacia ed operatività al verificarsi delle seguenti condizioni: 1) Approvazione da parte delle competenti autorità di vigilanza degli atti formali di recepimento - questa direi che è una condizione piuttosto usuale; 2) Conseguimento delle garanzie di finanziamento da parte dello Stato - è stato rilevato già da altri come queste garanzie di finanziamento oggi non ci siano e non si veda quando potranno esserci. Io pongo una domanda: fra quanto? Fra cinque, otto, dieci anni? Questo credo che ci debba essere detto. 3) Approvazione dei progetti ed elaborati tecnici da parte degli organi statali e locali competenti, e rilascio delle prescritte autorizzazioni e licenze". A questo punto forse ci potranno anche essere numerosi altri ostacoli, ed è stato richiamato qual era il programma circa la localizzazione delle attrezzature ospedaliere o per la sanità di base, che era completamente diverso da quello che oggi si prefigurerebbe. Ricordo per inciso che si tornerebbe a una situazione pre-'69, pre-decisione circa l'ampliamento dell'Ospedale Mauriziano e la costruzione dell'Ospedale di Beauregard, quando le discussioni tra le forze politiche e gli organismi tecnici erano quelle relative alla necessità o meno di ampliare l'ospedale, o se non fosse necessario già allora realizzare un'attrezzatura ospedaliera ex novo. La discussione era stata piuttosto approfondita e si era deciso per l'ampliamento dell'Ospedale Mauriziano, ma direi, con gli occhi di oggi, che sarebbe stato forse meglio costruire un ospedale ex novo, perché almeno tutto sarebbe stato risolto - vedo che Lanivi si ricorda di questi fatti. Praticamente la storia di questi dieci anni purtroppo dà ragione a chi non ha potuto invece averla al momento opportuno.

Direi che si torna ad una situazione che era allora diversa e che si torna in modo piuttosto negativo, anche tenendo conto dei costi, per cui la collettività pagherà con circa 20 miliardi una struttura di cui è difficile fare un calcolo in questo momento, ma che credo abbia un valore inferiore ai 10 miliardi e che dovrebbe essere completamente rinnovata.

Teniamo poi conto anche delle difficoltà che ci saranno per la localizzazione di questo ospedale in Saint-Vincent. Dove sarà localizzato? Nell'area già prevista a suo tempo, che invece dovrebbe essere utilizzata per l'espansione delle attività connesse alla fonte, che è un'area decentrata, di relativamente difficile accesso, ridotta, limitata, e non eccessivamente ben esposta, oppure ci saranno altre localizzazioni?

E allora io domando qual è la disponibilità delle aree, cioè quali sono le possibilità concrete di realizzare la struttura in Saint-Vincent, e in quanti anni.

Un'altra domanda che intendevo fare è questa: nel testo della convenzione si parla di un nuovo insediamento ospedaliero destinato ad ospitare discipline specialistiche mediche e chirurgiche, nonché eventuali conseguenti attività didattiche.

Questo è riportato in ben due punti della convenzione e quindi mi pare che ci sia, se non altro, da parte dell'Ente Mauriziano, l'intenzione di utilizzare quelle strutture a mo' di cliniche universitarie. Poiché le attività didattiche in Italia a me risultano essere connesse solamente alle cliniche universitarie, vorrei sapere dall'Assessore quali prospettive ci sono in concreto per questo e quali collegamenti ci sarebbero con l'università.

Attendiamo una risposta da parte dell'Assessore a queste e ad altre domande che da altri sono state fatte e che non ho ripetuto, per valutare meglio la bozza di convenzione che ci pare - e rispondo, se così posso fare, all'intervento di Clusaz - pleonastica perché in realtà la convenzione non risolve nulla, in quanto sino a quando non verranno rispettate le condizioni del Punto 10, la proprietà e la gestione dell'attuale ospedale, almeno per la parte di competenza, rimarrà all'Ente Mauriziano. Quindi la convenzione non risolve nulla oggi; potrà forse risolvere qualcosa fra 5-6-8-10 anni, ma oggi in realtà non cambia nulla ed è un impegno basato sulla buona volontà di terzi e non certamente della Regione.

Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Fosson; ne ha facoltà.

Fosson (DC) - La bozza di convenzione tra la Regione e l'Ordine Mauriziano che ci viene proposta segna l'inizio della conclusione di una vicenda che ha tenuto impegnata l'attenzione di questo Consiglio, per un certo tempo. A noi pare che la vicenda si stia concludendo positivamente, e ci pare che coloro che oggi negano la positività di questa conclusione siano gli stessi che tenevano una posizione di pesante critica quando i rapporti tra la Regione e l'Ordine Mauriziano erano più tesi; insomma la loro posizione era di critica quando la situazione non era ancora risolta e permane di critica oggi che la situazione si sta avviando alla conclusione.

Quello che noi riteniamo positivo all'interno di questa bozza è la possibilità che la Regione si doti di un'altra struttura ospedaliera complementare a quella di Aosta, nel senso che nella nuova struttura dovranno essere localizzate specialità che ad Aosta non esistono.

A questo scopo l'Assessore parlava giustamente, a nostro avviso, di stabilimento specialistico. E riteniamo, avendo preso i contatti necessari per poterlo dire, che vi sia da parte dell'Ordine Mauriziano la volontà di essere presente in Valle d'Aosta con una struttura qualificata e valida, all'interno del Piano Sanitario Regionale, per la soddisfazione delle esigenze della popolazione valdostana.

Vogliamo ancora sottolineare la necessità che la nuova struttura ospedaliera operi in stretto collegamento con la struttura sanitaria o parasanitaria delle Terme di Saint-Vincent, e a questo proposito intendiamo sottolineare come la dislocazione a Saint-Vincent di una struttura ospedaliera nuova non sia un fatto avulso o inventato, ma nasca da un'esigenza già espressa dal Comune di Saint-Vincent almeno 15 o 20 anni fa, con l'acquisto di una certa superficie di terreno da destinare ad edilizia ospedaliera e con la redazione di un progetto, naturalmente oggi superato, che fra l'altro era già stato finanziato in parte dallo Stato. Quindi direi che la convenzione con l'Ordine Mauriziano va in questo senso e, oltre a soddisfare esigenze di tutta la comunità valdostana, soddisfa le esigenze locali di una popolazione, di un Comune e di una comunità che attorno a questo Comune vive.

Un altro aspetto della convenzione ci pare positivo, per cui dissentiamo da altre voci che sono state espresse in questo Consiglio. Noi riteniamo infatti che la funzione dell'Ente pubblico, si sviluppi essa nel campo sanitario o in altri campi, non debba necessariamente essere onnicomprensiva e per questo escludere l'esistenza di altri enti o di altri organi; pertanto riteniamo che un ospedale amministrato e gestito dall'Ordine Mauriziano, quindi con criteri che potrebbero essere anche diversi da quelli della gestione pubblica dell'ospedale di Aosta, possa avere una funzione positiva per la comunità valdostana, nel senso che potrebbe anche instaurarsi una concorrenza che faccia nascere un desiderio di emulazione e quindi di miglioramento da parte dell'una e dell'altra struttura.

Presidente - È iscritto a parlare il Vice Presidente Faval; ne ha facoltà.

Faval (UV) - Quelques remarques sur la discussion qu'on a eu aujourd'hui à propos de cet argument si important et si délicat.

Il est évident que l'Assesseur Rollandin n'a aucunement besoin d'avocat défenseur, et je n'ai pas pris la parole pour prendre ses défenses. Je voudrais tout de même toucher un petit moment la question de la méthode qui a été employée par la Junte régionale pour résoudre ce problème, méthode qui a été contestée par l'opposition.

Je m'adresse alors directement à l'opposition, en disant que je ne crois pas que ce soit utile ni pour les travaux de ce Conseil, ni pour l'opinion publique, que l'on fasse trop facilement de la confusion entre le rôle de l'Organe exécutif et le rôle de l'Organe législatif, et d'autres organes encore.

Je crois qu'il est indispensable que tout le monde sache, très correctement et très clairement, quelles sont les limites qui concernent les différents organes. L'Organe exécutif a donc le devoir d'exécuter et de porter de l'avant dans ses compétences les différents problèmes : je ne crois pas qu'il était possible de discuter ces problèmes avant qu'il y ait eu entre l'Organe exécutif, donc la Junte régionale, et les autres parts qui étaient concernées dans cette affaire, des accords qui devaient être, comme il a été fait, présentés au Conseil régional. On ne doit pas confondre la capacité de cet Organe de faire certaines choses et l'évaluation du résultat.

Si l'on n'est pas d'accord sur ce qui a été fait, c'est très juste de le dire - on n'est pas d'accord pour ceci, pour cela, comme d'ailleurs a été fait -, mais je ne crois pas qu'il est possible de dire qu'il ne fallait pas faire de cette façon.

La question de la méthode je crois est indispensable qu'on la souligne, et que l'on souligne que la Junte a finalement porté un résultat, qui peut être apprécié oui ou non, face à une question très difficile et très délicate. Parce que trop souvent on reproche - et peut être quelque fois même justement - on reproche à la Junte de ne pas faire ceci ou de ne pas faire cela. Le jour où - et ce n'est pas la première fois - la Junte porte des résultats face à certains problèmes, on lui reproche de l'avoir fait de la façon trompée; et cela on ne peut pas l'accepter, parce que c'est son rôle à jouer. Je répète, on peut être d'accord ou pas sur le contenu du résultat, mais pas sur la forme, parce que la Junte a ce rôle, et elle a très bien fait de le jouer de cette façon.

A ce propos il a été dit de la part de quelqu'un que dans une autre Région proche de nous, au Piémont, la chose avait été affrontée d'une façon différente, mais là peut être on a encore oublié de dire d'autres choses, c'est-à-dire que au Piémont la situation de l'Ordre Mauricien était bien différente que celle qu'il existe en Vallée d'Aoste, parce que au Piémont des établissements de l'Ordre Mauricien il y en a plus qu'un, tandis que en Vallée d'Aoste il n'en existe qu'un. Surtout, si vous me permettez un petit mot en ce qui concerne la question Mauriziano, l'Ordine dei Santissimi Maurizio e Lazzaro, on ne peut pas oublier que alla Raccomandazione finale n. 14, on dit: "L'Ordine Mauriziano è conservato come Ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge". Ce n'est pas faute au Conseil régional, et encore moins à la Junte régionale s'il est existe cette disposition de la Carte Constitutionnelle; ce n'est pas faute au Conseil régional et à la Junte régional, s'il est encore dit que pour exister cet Ordre doit avoir des hôpitaux au moins dans deux Régions, et si la chose se réalise au Piémont et en Vallée d'Aoste. J'ajoute encore que c'est très vrai ce que a été dit par quelqu'un, que cet Ordre a un immense pouvoir au près des différents Ministères, tel qu'il a eu la possibilité d'imposer de ne pas appliquer même les lois de l'Etat; et là non plus on ne peut pas oublier que les lois ordinaires ne peuvent pas modifier la Carte constitutionnelle.

Et si un Tribunal, dans les différents degrés, a donné raison à l'Ordre Mauricien, ce n'est pas faute à la Junte régionale, et non plus au Conseil régional, si cet Ordre a ce genre de force.

Or, je crois que nous devons reconnaître que parmi les difficultés immenses d'avoir des colloques avec un Ordre qui a sûrement bien plus de puissance que le Conseil régional de la Vallée d'Aoste et que tous les Conseils régionaux mis ensemble, il y a eu une solution qui est sans doute une solution appréciable et qui portera du bénéfice au peuple valdôtain, parce que finalement nous aurons la possibilité de gérer notre hôpital à travers l'Unité Sanitaire Locale, et en plus probablement un autre hôpital qu'on nous dit aura d'autres spécialisations.

Moi, je ne vois pas de quelle façon on puisse réfuter d'apprécier une installation de ce genre là; nous savons, tous, comme il y a un tas de gens qui doivent partir de la Vallée d'Aoste, aller même à l'étranger pour avoir un certain genre de soins que ici, en Vallée d'Aoste, et même en Italie peut être, quelque fois n'est pas possible d'avoir, e si on avait la possibilité de les avoir ici, au centre de la Vallée d'Aoste, je crois que c'est un fait positif. En plus, quelqu'un a encore demandé si, d'après que l'utilisation de ce genre d'hôpital devrait concerner - puisque il s'agit de hautes spécialisation - un bassin bien plus ample que non pas la Vallée d'Aoste elle-même, s'il est prévu que ces Régions participent aux frais que l'Administration régionale devrait soutenir pour ce genre d'installation. Avant tout, je m'étonne d'une question de ce genre là, parce que, d'après ce que l'on sait, c'est l'Ordre Mauricien qui paye les frais de toute l'installation, c'est l'Ordre Mauricien qui gère directement et en première personne ce genre d'installation. Deuxièmement... (Intervento dall'Aula non comprensibile)... Non pas avec notre argent, parce que les six milliard ne sont pas à nous.

En plus, on peut dire, à propos de la question des six milliards, qu'ils ne sont pas les mêmes de l'année passée, et que six plus six, ça fait douze. Et, en plus, quatorze que encore on obtiendrait par rapport au Plan Sanitaire National. Eh bien, on se plaint d'avoir de l'argent en plus? Normalement ici on se plaint parce qu'on n'a pas assez d'argent ; normalement on se plaint que la Junte n'arrive pas à obtenir l'argent qui doit être donné à la Région, que la Junte régionale n'arrive pas à faire reconnaître les droits du Conseil régional de la Vallée d'Aoste elle même: maintenant on reproche à la Junte qu'elle va enlever de l'argent ailleurs! Un minimum de cohérence dans ces choses, je crois qu'il faudrait l'avoir!

Et je reviens à la question des frais. Moi je réfléchirais aussi au fait que ce genre d'hôpital porterait encore du monde en Vallée d'Aoste, et puisque nous avons, et tout le monde ici ne perd pas l'occasion - très juste, d'ailleurs - de confirmer que la Vallée d'Aoste a aussi une vocation d'un certain genre, je crois que ce genre d'hôpital installé en Vallée d'Aoste et installé surtout à cet endroit, c'est-à-dire à Saint-Vincent, pourrait représenter pour la Vallée d'Aoste encore des rentes en plus que l'unique rente qui pourrait venir des places de travail que nous aurons à l'intérieur de cet hôpital. Donc, je fais, si vous permettez, un petit résumé de ce que je viens de dire. La méthode; excuses-moi, mais la méthode a été celle juste, parce que nous ne pouvions pas prétendre que la Junte régionale vienne ici nous dire des choses dont elle n'avait pas la conscience et la sûreté de ce qu'elle disait.

Il ne faut pas confondre la démocratie avec la démagogie, et surtout avec l'assembléarisme; la démocratie prévoit un rapport très précis de délégation des pouvoirs; le peuple a élu l'Assemblé législative; Assemblée législative à son tour a élu la Junte régionale, c'est donc l'Exécutif qui doit faire certaines choses; et au moment où les choses viennent faites, on doit évaluer si la chose a été bien faite ou mal faite, mais pas reprocher que la façon n'était pas celle juste: premièrement. Deuxièmement, permettez-moi de vous dire qu'on ne peut pas reprocher non plus à la Junte régionale, où bien au Conseil régional, d'avoir évité le problème du Mauricien, parce que le problème Mauricien remonte avant tout à la Carte constitutionnelle, et après à la loi de l'Etat 833 qui a oublié de prendre en considération ce fait extraordinaire qu'il existe d'après la constitution de l'Ordre Mauricien en Italie.

Presidente - Non c'è più nessuno iscritto a parlare, colleghi Consiglieri penso che si potrebbe dare la parola all'Assessore Rollandin, non per la conclusione della discussione generale, ma per fare il punto della situazione prima di passare eventualmente, se non ci fossero poi altri interventi, all'esame dell'articolato. Il Consiglio è d'accordo?

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Andrò per ordine rispetto alle varie richieste di chiarimenti.

Per Minuzzo preciserò delle cose che ho già detto questa mattina soprattutto riguardo al problema della politica sanitaria e degli intendimenti della Giunta rispetto alle strutture ospedaliere, che non modificano le scelte compiute sia da questa Giunta che da quella passata. C'era un programma che comprende l'utilizzo dell'attuale sede ospedaliera in controversia col Mauriziano; la definizione del problema Beauregard con l'acquisizione dei fondi, il definitivo appalto e quindi l'ultimazione dei lavori; e l'utilizzo della sede dell'attuale Maternità per tutto quello che è il problema riabilitativo, come era già stato accennato in precedenti riunioni.

Problema del cambio che avverrebbe in questo momento tra la struttura del Mauriziano e una struttura nuova. Non starò ad aggettivare ancora questa struttura in quanto è già stato fatto in precedenti occasioni, però inviterei il Consigliere Minuzzo a rivedere com'è attualmente, facendo un giro dell'ospedale del Mauriziano. Noi, per esigenze locali che sono state discusse in questo Consiglio, abbiamo ritenuto fosse doveroso non lasciare incancrenire quella situazione e prevedere delle ristrutturazioni che questo Consiglio ha approvato - il più delle volte all'unanimità - e che stanno adesso attuandosi puntualmente. Penso che le ristrutturazioni che si stanno facendo vadano nella direzione voluta dal Consiglio, perché stiamo provvedendo a risolvere sia la questione del Pronto Soccorso, sia la struttura della dialisi, la carenza delle quali era stata lamentata per anni dal Consiglio.

Dicevo prima della questione del Beauregard che finalmente è andato in appalto e per il quale inizieranno i lavori; l'onere non incide sul Bilancio regionale perché la richiesta è precisa ed è rivolta agli organi statali in quanto questa è una situazione che abbiamo ereditato, che la Regione si trova ad affrontare non per volontà sua, ma perché una legge nazionale di riforma che tiene conto di alcune disposizioni - tra l'altro la XIV disposizione transitoria della Costituzione - vede la presenza dell'Ordine Mauriziano nella nostra Regione.

E a coloro che volentieri pontificano e che hanno degli stretti rapporti con i propri accoliti oltre che rappresentanti a livello nazionale, vorrei far leggere i verbali della discussione della legge sulla riforma sanitaria e far vedere quali sono stati gli interventi contro la presenza dell'Ordine Mauriziano. Sulla legge istitutiva che prevedeva la soppressione di alcuni ordini, se era questo l'intento, si doveva discutere a livello nazionale! Voi comunisti non avete nemmeno sollevato il problema - non dico risolto, perché è troppo comodo trincerarsi in questo, e non lo chiederei nemmeno - ma nemmeno sollevato.

Dopo di che l'unico punto a nostro favore è quello di aver avuto la possibilità di trovare degli accordi nella convenzione - cosa che vi sta molto stretta, perché per una volta ci siamo mossi perentoriamente - e in base a questo stiamo discutendo, perché altrimenti che possibilità avremmo avuto? Staremmo aspettando l'attuazione dell'art. 41, che non ho ancora visto quali solleciti abbia avuto da parte vostra.

Io ho detto, quando ho presentato quegli o.d.g., che aspettavo la collaborazione di tutte le forze politiche visto che abbiamo solo due rappresentanti; come l'aspetto ancora per la risoluzione di alcune leggi finanziarie per le quali abbiamo presentato degli o.d.g. puntualmente rimasti nel cassetto (e questo è diretto a tutte le forze, naturalmente), ed abbiamo parlato anche ultimamente di leggi finanziarie che ci privano di finanziamenti che altrimenti avremmo e che potremmo gestirci molto bene. Qui chiediamo un impegno preciso, e l'abbiamo chiesto con degli o.d.g. votati in questo Consiglio, che sono rimasti disattesi. Quindi è inutile venire a fare i Soloni; troppe volte avete dimostrato queste incongruenze. Poi, quando vi trovate in difficoltà, è chiaro che il minimo che si può fare è accusare la Giunta di essersi mossa.

La proposta fatta dai comunisti l'abbiamo analizzata. Qual era? Era di prevedere che la Regione indennizzasse l'Ordine Mauriziano dell'attuale stabilimento prevedendo apposito capitolo sul fondo sanitario. Noi siamo andati più in là, e facciamo una proposta: visto che ci sono interventi nelle altre Regioni e che si sta precisando un piano a livello nazionale per interventi - ripeto, non posso dare la copia del Piano Sanitario Nazionale perché è in continua elaborazione; la copia che ho, in bozza, quella cui accennava prima Lustrissy, potrà darla in visione, del resto non penso che sia compito dell'Assessorato distribuire i Piani Sanitari Nazionali alle forze politiche che sono molto ben rappresentate in Parlamento, come mi è stato ricordato qui, per cui certi impegni penso sia corretto e giusto che vengano fatti nei modi dovuti.

Noi, dicevo, portiamo una proposta che tiene conto di due problemi fondamentali. Uno, che in termini tecnici ci vede penalizzati, due che in termini legislativi a livello di riforma, ci trova tuttora ancorati a un ente che comunque esiste. Qual era la situazione che volevamo portare avanti?

E qui rispondo in parte a domande che sono state fatte. Che cosa succederà con la questione dell'Ordine Mauriziano e con la presenza dell'Ordine Mauriziano ancora nella Valle?

Vogliamo eliminare la questione della cogestione. Noi attualmente, essendo coproprietari di uno stabilimento, ci troviamo a non poter passare delle funzioni che spettano all'Unità Sanitaria Locale; fintanto che non sarà definito questo problema non potremo passare delle competenze che sono ancora in una vertenza. Noi abbiamo l'impugnativa anche della nomina commissariale, abbiamo avuto tutta una serie di difficoltà gestionali. Quando abbiamo risolto il problema, ecco che automaticamente ci viene detto che non dovevamo risolverlo così, che dovevamo aspettare. Aspettare che cosa? Noi chiediamo in più che il denaro che lo Stato paga per una questione che ha voluto, per la presenza di un ente su cui le altre forze non hanno sollevato eccezioni, almeno venga reinvestito nella Valle. Se deve essere investito in strutture ospedaliere perché quella è la funzione che bene o male lo Stato gli assegna ancora, allora almeno che venga reinvestito nella Valle.

E questo non mi sembra andare contro gli interessi della popolazione e degli ammalati, né mi sembra un intervento che dequalifica l'attuale ospedale, perché - e qui voglio fare una precisazione all'intervento di Fosson - ho detto altre volte che questo non entrerà in concorrenza con l'attuale struttura, se non in una concorrenza ideale, nel senso di perfezionamento.

Le specialità previste, che sono chirurgiche e mediche, come potrà essere eventualmente controllato - è chiaro che si dovrà discutere ancora a parte sulle previsioni di queste strutture - non vadano in concorrenza con quella che è la funzione della Regione a livello sanitario, ma siano un qualche cosa che lo stesso piano sanitario nazionale prevede in zone determinate, e quindi noi, vista questa presenza, la vogliamo in Valle, ne facciamo richiesta e non vedo perché dovremmo rinunciarci.

Se c'è una localizzazione di una struttura cardiochirurgica, visto che è su un bacino di utenza molto ampio, un domani perché dovrebbe essere nella Regione Piemonte? D'accordo che per determinate situazioni sarebbe più necessario e più logico, ma noi chiediamo che, visto che c'è questa incombenza, se si deve fare, se questa è una realtà, che venga fatto nella regione, che si reinvesta nella regione; non penso che così facendo andiamo contro l'interesse della regione.

Per quanto riguarda l'intervento di Péaquin, ho già detto che la delibera del 4 gennaio '78 dove si fissavano le norme generali, l'ho ricevuta anch'io ed esaminata successivamente.

Ha fatto parte di una elaborazione - che è venuta anche in Consiglio - delle strutture ospedaliere, che comunque non è mutata per quello che riguarda le definizioni. È andata invece nella elaborazione pratica in quanto era prevista una struttura ambulatoriale che abbiamo fatto di tutto perché fosse presente, e che nella Bassa Valle è già qualcosa di concreto.

Abbiamo, in più, voluto chiudere con questo una vertenza che ci vedeva sempre, per tutte le richieste che dovevamo fare, per tutti gli aggiornamenti che volevamo fare nella struttura ospedaliera, legati alla disponibilità del bene da parte di chi ne è proprietario. Perché al momento in cui si voleva ristrutturare all'interno, è stato necessario, affinché gli organi competenti di controllo passassero i progetti di ristrutturazione, avere la delibera dell'Ordine Mauriziano che accondiscendeva a questi progetti. Questo è quanto s'è verificato fino ad ora. E l'esempio più classico e ultimo è quello di un mutuo. Avevamo bisogno per le strutture ospedaliere di un mutuo, e non c'era la possibilità di averlo se non con la firma dei due Enti, Regione ed Ordine Mauriziano. Questa vertenza si è trascinata per un anno e mezzo. Se non c'erano questi rapporti, vorrei chiedere a chi sembra più competente come si poteva risolvere la questione. Quindi queste sono situazioni di fatto, e noi ci siamo mossi in base a queste, non certo per volontà di mantenere in piedi un Ordine.

Noi abbiamo sollecitato l'attuazione dell'art. 41 proprio perché vogliamo definito una volte per tutte il nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano, ma l'art. 41 non si discute nel Consiglio Regionale, se non come proposta, in quanto cita "Sentito il Consiglio Regionale". Quindi questa proposta dovrà venire in Consiglio, e allora vedremo quale sarà il concomitante impegno delle forze a livello nazionale. In quella sede ci sarà l'ulteriore verifica, anche se il treno principale è già stato perso, perché discutere si poteva al momento della riforma sanitaria: come si è mantenuto il Galliera si è mantenuto il Mauriziano. Queste sono eredità che non hanno voluto né la politica della Union Valdôtaine né quella dell'attuale Giunta, e i manifesti o i tazebao che potete mettere non ci turbano.

Per quanto riguarda la necessità della convenzione, l'art. 80 prevede che si arrivi a un accordo o convenzione per la struttura. Noi con questo schema siamo andati più in là, perché prevediamo una soluzione che se accettata sarà positiva. Infatti questa convenzione è definitiva per quanto riguarda la soluzione che noi proponiamo in accordo con una delle parti, perché i Ministeri competenti troppe volte ci hanno bocciato un bilancio dell'ospedale che senza il visto dei competenti organi ministeriali non andava avanti. Quindi, se questa è la volontà che noi ci proponiamo di portare avanti per risolvere questo problema, chiaramente deve avere una contropartita.

Noi facciamo la richiesta che assieme a questa proposta ci sia il debito finanziamento, altrimenti ci dicano in che modo potremmo riuscire a indennizzare il Mauriziano e ad uscire da questa situazione. Noi la poniamo come proposta in positivo, anziché arroccarci sempre limitandoci a porre l'accento sulle deficienze dello Stato e ad attendere la definizione dell'art. 41.

Quindi è una convenzione che riteniamo positiva soprattutto per questi aspetti.

I riferimenti alla delibera del maggio '80 di Péaquin mi stanno bene, la sottoscrivo ancora oggi. L'attuazione dell'art. 41 con questa definizione non viene minimamente intaccata, anzi, io sono pronto a rifirmare quell'o.d.g., perché da parte delle altre forze non ho avuto il giusto sollecito, oltre naturalmente alle forze che lavorano con la Giunta, alle quali noi sovente richiamiamo questi punti, cioè di non portare avanti con la dovuta correttezza certi problemi che riguardano la Valle. E questo è uno.

Per quanto riguarda la proposta di legge presentata dal Partito Comunista, in cui l'art. 9 prevedeva un indennizzo regionale, devo dire che la valutazione che noi abbiamo fatto fare, con perizia, era legata a questo. Cioè noi prevediamo una valutazione dello stabile, che dovrà essere sottoposta agli organi competenti e che deve essere una delle parti di questo accordo; difatti scindiamo le parti in due: 6 miliardi e 14.

I 6 miliardi sono relativi alla stima che noi facciamo dell'attuale immobile; inoltre, rilevando la necessità di avere un qualche cosa che come Regione non potremmo avere, chiediamo un qualche cosa di più, altrimenti come numero di posti letto in rapporto agli abitanti non sarebbe possibile, perché il 6% noi lo rispettiamo, e faccio presente - l'ho già detto in precedenza - che la Valle d'Aosta era presa in considerazione insieme al Piemonte e i posti letto facevano media con quelli del Piemonte. Chi lo desidera potrà vedere i verbali del Consiglio Sanitario dove noi abbiamo fatto presente questa situazione, ottenendo proprio in relazione a questo dei finanziamenti a parte. Siccome non ho l'abitudine di dire cose non vere, darò fotocopia del documento nel quale per la Valle d'Aosta è modificata l'assegnazione da 1,3 a 7,3; e 7,3 meno 1,3 fanno 6 miliardi che vengono, anche se non sono nella quota.

E darò la fotocopia del documento precedente e di quello successivo alla discussione, dai quali si vede che le quattro Regioni più volte menzionate, che sono riconosciute deficitarie come posti letto, hanno avuto per l'80 una riduzione proporzionale dei loro stanziamenti per venire incontro alle esigenze della Valle d'Aosta. Questo fa parte dei verbali del Consiglio Sanitario che non penso possano essere messi in discussione, a meno che non si voglia avere anche in questo caso l'atteggiamento critico che ben conosciamo.

Quindi noi pensiamo di avere superato quello che prevedeva l'art. 9 della legge del P.C.I., perché l'indennizzo con quella formula andava a fondo perso al Mauriziano che poteva investirlo dove voleva, mentre noi abbiamo chiesto che questo, se deve esserci, in quanto questa condizione non è sparita, venga reinvestito nella Valle d'Aosta, e chiediamo che in più ci venga data la possibilità di usufruire a livello convenzionale di prestazioni che attualmente non abbiamo e per le quali dovremmo - come succede finora - ricorrere al di fuori della nostra regione, oltre che, sovente, della nostra nazione - Lione insegna.

Il problema della gestione è forse il più spinoso - ne accennavano Nebbia ed altri Consiglieri. Noi, per poter passare le competenze dell'ospedale all'Unità Sanitaria Locale, dobbiamo esserne titolari, perché non possiamo demandare la gestione a un organismo come il Comitato di gestione dell'Unità Sanitaria Locale senza averne la piena titolarità. Questo è un altro dato assodato che non può essere messo in discussione, prova ne sia che ci sono ancora vertenze in piedi proprio per questo motivo. Quindi dobbiamo fare questa sanatoria così come il Commissario attuale ha dovuto sanare una situazione di 3-4 mesi di fermo di tutte le attività ospedaliere, che chiaramente non abbiamo voluto noi.

Si diceva che qui non si faceva niente, non si proponeva niente, non si arrivava ad accordi, e si faceva l'esempio della soluzione adottata dalla Regione Piemonte; vorrei prendere i verbali perché potessimo vedere quello che ha detto qualcuno.

La Regione Piemonte ha già risolto il problema, ha già fatto gli accordi. Io ripeto che gli accordi come li ha fatti la Regione Piemonte possiamo farli subito. Il Piemonte ha dato la gestione al Mauriziano; nello stesso modo noi potremmo decidere di dare l'ospedale regionale al Mauriziano e di dirgli che deve fare alcune cose come specialità di prima necessità, cioè quelle che attualmente vengono gestite all'interno. Dopo di che il Mauriziano lo gestisce - non faccio allusione al golpe che è stato fatto, per cui c'era già un'avance a questo livello. La soluzione che ha scelto il Piemonte è questa: ti do i soldi, entri lì, una parte è tua, una parte è mia, tu la gestisci. La nostra proposta è esattamente l'opposto. Noi non vogliamo quella situazione perché la gestione non sarebbe nostra; noi l'utilizziamo per quanto di competenza, ma i fondi non glieli passiamo noi, perché le cliniche non vivono sul finanziamento pubblico, bensì sul convenzionamento, che è tutta un'altra forma. Quindi questa situazione è stata completamente aberrata dalla vostra interpretazione.

Alle richieste di Viberti in parte ho già risposto, per quanto riguarda il Fondo sanitario ho già detto che i 6 miliardi non sono gli stessi, quelli sono regionali, e noi abbiamo avanzato la stessa richiesta per completare gli ospedali, quindi non devono essere confusi. Questi sono a parte e non possono andare a incidere su quelle che sono le esigenze concrete e quindi precise della Regione.

Si chiedeva anche di avere copia del Piano Sanitario Nazionale. Già mi ha preceduto qualcuno a dire che il Piano Sanitario Nazionale è in continua elaborazione, e infatti gli stessi progetti - obiettivo sono stati cambiati; inoltre, proprio la sua non definizione è una delle condizioni che hanno bloccato il piano sanitario regionale, perché fintanto che non avremo il piano sanitario nazionale preciso non potremo dire quanto potremo investire o quando potremo farlo, ma dobbiamo limitarci a dare degli indirizzi. Si citava prima (e lo conosco abbastanza bene) il Piano regionale del Piemonte. Bene, è un collage di tutti gli interventi che già sono stati fatti, e basterebbe, visto che Tonino è nella Commissione rifiuti solidi, prendere il capitolo che lo riguarda, o il capitolo ospedaliero, e vedere quali sono le soluzioni che danno in questo piano, per avere un'idea di che cos'è un piano sanitario stilato senza avere degli indirizzi precisi: è un documento che raccoglie un insieme di delibere e le mette a disposizione di un futuro intervento.

Comunque, purtroppo non posso aderire a questa richiesta perché del Piano Sanitario Nazionale c'è soltanto una bozza che è continuamente aggiornata.

Le deduzioni che aveva fatto Tonino penso di averle già esaurite rispondendo alle osservazioni di Péaquin, perché in parte sono state ripetitive. Ma il concetto che più colpisce è quello che vede questo tipo di intervento come una lesione ai principi dell'autonomia. Noi crediamo - e, nella speranza che questo vada avanti, si avrà la dimostrazione con i fatti - che l'autonomia avrà una volta ancora il sopravvento proprio con tipi di intervento come quello che noi proponiamo, perché non solo noi chiediamo che la gestione sia di competenza degli organismi regionali, cosa che non è possibile senza un intervento del genere, ma vogliamo avere la possibilità di interessarci di una materia nella quale altrimenti non potremmo essere coinvolti, come la programmazione di un certo settore - cioè la specializzazione cui accennavo prima - che coinvolge le Regioni limitrofe.

Noi con questa proposta chiediamo un cointeressamento. Quando ci si esprimerà su questo finanziamento si dovrà naturalmente interessare anche la Regione Piemonte, perché queste sono scelte che interessano un gruppo di Regioni. E non penso che questo sia l'unico esempio, perché, se andiamo a vedere la dislocazione dell'Istituto Zooprofilattico, vedremo che è un'altra struttura che riguarda tre regioni, e non penso che sia deleteria.

Perché non chiedere per la Regione un qualche cosa che vada in quella direzione? È evidente che non potremmo fare tre Istituti Zooprofilattici come quello che c'è a Torino; la Regione Piemonte si accolla degli oneri che senz'altro non sono quelli della Regione Valle d'Aosta, e non ho mai sentito dire che quello sia sperpero di denaro, perché naturalmente è in relazione alle utenze ed alle esigenze. Noi vogliamo che per una volta si rovescino le proporzioni e, salvaguardando l'autonomia, venga consolidato il principio che anche le minoranze siano tutelate, e in questo caso la Valle d'Aosta come bacino d'utenza è una minoranza, perché non può avere la presenza di un qualche cosa di specializzato. Prendo atto che i comunisti non sono d'accordo.

Per quanto riguarda le osservazioni di Nebbia, voglio solo dire che è un po' limitativo riportare tutto a una situazione ante '69, e penso di avere già spiegato con quanto ho detto in precedenza perché non si possa ricondurre la situazione attuale a quelle condizioni. Le scelte che sono state fatte - e parlo dal momento in cui si sono iniziate a realizzare - avevano già un certo iter. Ci si lamentava che fossero ferme; noi le stiamo realizzando, all'interno di una struttura ospedaliera. Vogliamo che venga realizzata completamente in tempi brevi e non vogliamo che - lo ribadisco - ci sia il cointeressamento di un ente, che andrebbe a vanificare certi interventi e, soprattutto, complicherebbe le relazioni tra i due enti. L'attività didattica è un altro punto che è stato sottolineato, con la notazione che, per quanto risulta, essa viene svolta dalle cliniche universitarie. Vorrei precisare che l'attività didattica è svolta non solo dalle cliniche universitarie, ma all'interno delle stesse università. Noi non abbiamo nessuna struttura del genere, e chiaramente, se andiamo a leggere quell'articolo che poi guarderemo più nel dettaglio, vedremo che si riferisce ad attività didattica legata a quanto verrà fatto in questo ospedale. E questa esigenza è stata sottolineata più volte a livello di operatori sanitari, cioè c'è bisogno di avere un punto di riferimento per qualificarsi.

I nostri medici che devono specializzarsi trovano enorme difficoltà a farlo nelle zone limitrofe, perché ci sono possibilità molto limitate. Stiamo prendendo contatti con gli ospedali francesi per poter avere questo tipo di rapporto, ed abbiamo già dei contatti avviati con Lyon per questa specializzazione. Operatori delle varie branche già sono stati all'estero e continuano ad andarci; vogliamo arrivare a un rapporto definito che leghi quest'attività in modo corretto, così che ci sia una possibilità di aggiornamento continuo, perché effettivamente possiamo dire che il centro che citavo prima è uno dei più qualificati. La presenza, che può essere di 6 o di 3 mesi, o può essere alternata come succede adesso, è senza dubbio tonificante per il grado di operatività dei sanitari attuali: ne abbiamo delle prove tutti i giorni.

Possibilità di realizzazione legate a questa struttura. Innanzi tutto si tratta di una struttura che si limiterebbe, proprio per il grado di specializzazione, a un numero di posti letto molto limitato, sui 100-120. Essa è prevista nella zona delle Terme, parzialmente occupata da volumi edilizi e conseguentemente già dotata dalle organizzazioni primarie principali; la porzione del terreno insediabile, relativamente piana ed in parte già terrazzata, si sviluppa sull'asse est-ovest con un fronte esposto a sud di circa 150 ml. liberi da impedimenti in elevazione e con una profondità di intervento possibile verso il dorso della montagna di 60-70 m. sulle quote altimetriche 625-635 m. sul livello del mare. Alle due estremità di quest'area libera ci sono: a est il vecchio edificio delle Terme, i cui volumi sparsi sono contenuti nell'ingombro e che attualmente purtroppo è in totale abbandono; ad ovest, il recente attivo complesso delle nuove Terme, inaugurato nel giugno 1960.

È chiaro che una delle funzioni e uno dei motivi della presenza di questo complesso in questa zona di Saint-Vincent vanno ricercati nella possibilità di sviluppo delle terme, perché avere una struttura che tenga conto di esigenze riabilitative, e quindi di esigenze che possono essere collegate all'attività termale che è un'attività prettamente sanitaria - valga quanto detto dall'art. 36 della 833 - servirà anche a valorizzare questa attività. Dovrebbe arrivare a conclusione perciò in questo periodo uno studio sulle possibilità termali di quel complesso, finalizzato alla loro riutilizzazione e quindi ad una ripresa che naturalmente avrebbe degli indotti notevoli su tutto il complesso di Saint-Vincent. E questo è l'aspetto che può giustamente interessare la comunità di Saint-Vincent, che già più volte è stato ribadito e che aiuta ad avvalorare ancora una volta l'utilità di fare una convenzione che prevede un insediamento che tenga conto di questa struttura.

Noi abbiamo ultimamente chiuso - se così si può dire - il laboratorio delle Terme, scatenando una polemica che non mi aspettavo da parte del P.C.I., perché più volte, quando si veniva qui in ratifica, ci si chiedeva come mai si lasciasse gestire una struttura pubblica a un privato quando avremmo potuto farlo noi. Noi non abbiamo cambiato il servizio; abbiamo mantenuto gli stessi crismi, gli stessi orari, le stesse modalità per i prelievi che vengono fatti dagli stessi operatori, e tuttavia ci troviamo ad essere accusati. Queste sono posizioni che ci lasciano esterrefatti, perché ci sembra che qualsiasi posizione si prenda sia da condannare.

Noi abbiamo fatto questo nelle Terme nell'interesse di un bilancio che deve tener conto di determinati fattori. Mantenere degli operatori in zona per un numero di esami molto limitato voleva dire un costo molto alto degli stessi; le medesime cose vengono eseguite routinariamente all'interno dell'ospedale di Aosta, quindi ci sembrava logico che venisse fatto nel modo più corretto, che porta ad un notevole risparmio di denaro pubblico. Non mi sembra che questo sia andare contro a degli interessi particolari, ma piuttosto un andare nella direzione che più volte era stata sottolineata. Questo è un corollario a tutto il discorso in generale che riguarda le Terme, e le riguarda in modo costruttivo, proprio perché le inserisce in quel complesso. Chiaramente i costi sono più alti, perché - mi riferisco ai particolari strutturali cui accennava Nebbia - se questo viene posto in una superficie piana le possibilità strutturali, e quindi le conseguenti possibilità non solo architettoniche, ma funzionali interne, sono di molto agevolate.

Mentre, dovendo intervenire anche a modificare il terreno, - ho letto apposta la situazione del terreno, anche se credo che tutti la conoscano abbastanza bene - i costi naturalmente sono più elevati, e dobbiamo tenerne conto se vogliamo chiedere un finanziamento che contempli anche queste necessità.

Ripeto, non è che noi teniamo conto delle esigenze di un ente, con cui comunque ci troviamo a fare i conti. Noi diciamo che dobbiamo chiudere una vertenza; che questa vertenza, se possibile, vogliamo chiuderla in positivo; che chiuderla in positivo vuol dire non sprecare e fare in modo che i soldi che diamo come indennizzo per la parte di proprietà ospedaliera non vadano al di fuori, perché altrimenti, qualunque sia il valore di quello che verrà stimato che di dovrebbe indennizzare, questo andrà a finire al Mauriziano. Noi chiediamo che questo indennizzo venga reinvestito, e in più chiediamo - visto che si deve reinvestire - che venga fatto un qualche cosa di specializzato.

Non è che noi vogliamo il Mauriziano, non è che noi abbiamo mai detto che vogliamo che il Mauriziano sia presente qui o là; noi prendiamo semplicemente atto che in forza di una legge nazionale ci troviamo ad avere a che fare con questo ente. Altrimenti potrei anche concordare con voi e dire che la parte nostra non la vogliamo più, ma con quale conclusione?

Che rimane tutto come prima, fra sei mesi ci sentiamo di nuovo chiedere come mai non abbiamo ancora passato tutte le competenze all'Unità Sanitaria Locale, e dobbiamo ripartire da capo, ridiscutere, riprenderci le sentenze, rileggerci i verbali ed arrivare alla stessa conclusione. Abbiamo pensato che fosse più corretto arrivare con delle proposte concrete.

L'abbiamo fatto, riteniamo che le nostre siano proposte che tengono conto di determinati handicap che abbiamo come Regione in quanto dobbiamo tener contadi una legislazione che ci penalizza in un certo senso, e che li risolvano in senso positivo.

Presidente - Colleghi Consiglieri, avevamo detto che le risposte fornite dall'Assessore potevano fare il punto della situazione. Io ritengo che con l'intervento dell'Assessore possiamo considerare conclusa la discussione generale, in quanto l'articolato di questa bozza di convenzione permette di rientrare eventualmente nei dettagli di ogni singola obiezione che può essere stata fatta nel corso della discussione generale. Forse seguendo questo metodo siamo meno dispersivi. Il Consiglio è d'accordo?

Io salterei le premesse che costituiscono la storia e ribadiscono i passaggi e le tappe fondamentali di questa bozza di convenzione, tuttavia ne do lettura per maggior chiarimento: "Tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta, rappresentata dal Presidente della Giunta regionale, Avvocato Mario Andrione, domiciliato per la carica presso il Palazzo della Regione in Aosta, e l'Ordine Mauriziano, rappresentato dal Commissario straordinario Vittorio Roux e dal Direttore Generale dell'Ente Franco Ramella, entrambi domiciliati per la carica in Torino, Via Magellano, 1,

PREMESSO

- che con sentenza del 10 dicembre 1975 il Tribunale Amministrativo regionale di Aosta ha annullato il D.P.G.R. 2 marzo 1970 n.75, recante la costituzione in Ente Ospedaliero Regionale dell'Ospedale Mauriziano di Aosta, mediante scorporo dell'Ordine Mauriziano;

- che il Consiglio di Stato ha confermato, con sentenza del 5 luglio 1977, la decisione predetta;

- che, in conseguenza di tali sentenze, compete all'Ordine il dovere non rinunciabile di riassumere la titolarità formale dello stabilimento ospedaliero di Aosta, salvo diversa soluzione transattiva da concordarsi fra le parti a norma dell'articolo 80 u.c. della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

- che nell'esercizio dei poteri di programmazione sanitaria a lei attribuiti dalla legge, la Regione Valle di Aosta ritiene di individuare l'esigenza di un nuovo insediamento ospedaliero sito nel territorio della Valle (Comune di Saint-Vincent), destinato ad ospitare discipline specialistiche mediche e chirurgiche nonché eventuali conseguenti attività didattiche;

- che l'Ordine Mauriziano ha dichiarato e dichiara la propria disponibilità ad assumere l'incarico di progettare, costruire e gestire un nuovo ospedale di cui al precedente comma, assicurando in tal modo il servizio secondo le esigenze della popolazione ed in conformità agli obiettivi del piano socio-sanitario regionale;

- che detto incarico consente all'Ordine Mauriziano di mantenere la sua qualificata presenza nel territorio della Regione in armonia con i suoi compiti istituzionali, rendendo pertanto possibile la cessione alla Regione Autonoma Valle d'Aosta dell'attuale Ospedale del Capoluogo;

- che, pertanto, il presente accordo si sostanzia nel semplice trasferimento della sede delle attività sanitarie dell'Ente senza comportare per l'Ente medesimo alcuna rinuncia ad esercitare in Valle d'Aosta uno dei compiti principali impostigli dalla vigente normativa."

Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Signor Presidente, vorrei soffermarmi un momento sulla pag. 2 per un chiarimento sul penultimo punto, dove è detto che "Detto incarico consente all'Ordine Mauriziano... rendendo pertanto possibile la cessione alla Regione Autonoma dell'attuale ospedale del Capoluogo". Mi sembra di capire che la stipula da parte della Regione di questa convenzione permetterebbe la disponibilità dell'ospedale e quindi il suo trasferimento all'Unità Sanitaria Locale, mentre al Punto 10 mi pare di leggere il contrario.

Vorrei sapere se la stipula di questa convenzione permette, anche se non viene attuato il tutto, di sbloccare la situazione, o no.

Presidente - Considerando questa richiesta come una richiesta sulle premesse, io darei la parola all'Assessore Rollandin per una precisazione che poi servirà anche per il comma 10.

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Ho già detto nella relazione che se non si arriva ad un accordo, cioè se questo non va in porto (il che naturalmente è legato a queste condizioni) il problema della gestione rimane insoluto. Perché noi non possiamo dare a gestire un qualche cosa che non è di nostra proprietà.

Noi abbiamo sistemato, l'ho detto stamattina nella relazione, la questione del personale, però la questione della struttura - diciamo la parte permuta, oltre che la soluzione di un nodo legale - non può essere risolta senza un accordo e quindi neanche la gestione, perché, ripeto, non possiamo dare a gestire un qualche cosa che è ancora in vertenza. Ecco spiegato anche il perché di una certa urgenza; l'iter infatti non è semplice, e se non partiamo con qualche cosa di concreto non possiamo sperare di concluderlo.

Presidente - Dò lettura del comma 1:

"La Regione Autonoma Valle d'Aosta affida all'Ordine Mauriziano il compito di progettare, costruire e gestire nel territorio del Comune di Saint-Vincent uno stabilimento ospedaliero destinato ad accogliere specialità mediche e chirurgiche nonché le eventuali conseguenti attività didattiche, in conformità alle indicazioni del piano socio-sanitario regionale."

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Noi siamo convinti che questa convenzione, e stiamo parlando anche del testo, sia una brutta convenzione, sia una convenzione indeterminata e che non risolve - come invece ha sostenuto più e più volte l'Assessore - il problema dei rapporti tra Regione e Mauriziano. Quindi interverrò su ogni articolo dicendo quali sono per quell'articolo le ragioni che a nostro giudizio la rendono indeterminata e non accettabile nella logica che vuole fare ingoiare a tutti l'Assessore, anche a quelli che non sono convinti.

L'Assessore ha detto molte volte che a Saint-Vincent occorre fare un ospedale altamente specializzato; a questo Punto 1° io l'"altamente specializzato" non lo vedo e non vedo neppure lo "specializzato". Qui si dice: "Accogliere specialità mediche e chirurgiche". Siccome quando vado dal mio medico sulla sua targa c'è scritto "Specialista di medicina interna", mi si chiarisca la differenza che esiste tra specialistico e specializzato, perché da questo testo non risulta assolutamente che si voglia fare qualcosa di diverso; potrebbe essere un normale ospedale, perché si parla di specialità mediche e chirurgiche.

Secondo elemento su questo articolo: si dice che le attività didattiche e queste specialità mediche e chirurgiche dovranno essere stabilite "in conformità alle indicazioni del piano socio-sanitario regionale". Ora logica vuole che, se esistesse il piano socio-sanitario regionale e avesse stabilito determinate cose, questa convenzione potrebbe essere assunta in conformità col piano; siccome il piano socio-sanitario regionale ancora non esiste, e si stabilisce per convenzione questo tipo di discorso, ne discende che sarà il piano socio-sanitario regionale a essere in conformità a questa convenzione e non viceversa. Quindi si mettono dei condizionamenti rispetto al piano che dovrà essere fatto, piano che già di per sé rovescia un discorso fatto soltanto due anni fa dalla maggioranza regionale, perché il testo diffuso allora diceva: "Ritenuto impossibile avere più di due sedi ospedaliere, non potendo ridurci alla situazione ottimale di un'unica sede ospedaliera in quanto le spese di gestione diventerebbero altissime e quindi insostenibili, e la necessità di personale aggraverebbe ancora di più le attuali carenze, si precisa che le sedi ospedaliere saranno l'Ospedale Mauriziano e Beauregard." È chiaro che una verità presentata come tale due anni fa può oggi essere riconosciuta come un errore, ne consegue altrettanto che quella che viene presentata oggi come verità possa anche, in futuro, essere riconosciuta come errore.

Presidente - Nessun altro intende prendere la parola sul primo Comma?

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Per quanto riguarda la differenza tra specialità e specializzato, non avendo il dizionario non voglio addentrarmi in definizioni lessicali che poi potrebbero essermi rinfacciate; voglio solo dire che il prosieguo della discussione, guardato secondo logica, sta già a dimostrare che la risposta è insita nell'articolo, perché si dice "in conformità con il piano sanitario regionale". Non avendo avuto la possibilità di definire questo, non abbiamo allegato le specialità che abbiamo avanzato come pourparler e che naturalmente saranno oggetto di specificazione nel passo successivo. Quindi la logica non si ribalta, ma è esattamente coerente con un disegno.

Si sarebbe fatta violenza al piano sanitario regionale se in questo momento io avessi già detto quali sono le specialità; in questo caso mi si poteva chiedere dov'era il piano sanitario regionale a cui si faceva riferimento. E difatti si dice "in conformità". Se fare questo non fosse possibile, posso citare alcune specialità, sia chirurgiche sia cliniche, che non sono assolutamente in contrasto con nessun piano sanitario, come la cardiochirurgia, la chirurgia plastica, la chirurgia toracica, l'oncologia clinica o l'angiologia che possono essere fatte in una struttura del genere.

E ribadisco che quel documento non solo è valido, ma lo stiamo attuando in pieno, perché le due sedi le stiamo definendo; quindi quello lo vogliamo e lo stiamo attuando alla lettera.

Ripeto, invito a fare un giro per l'ospedale per vedere quello che si sta facendo.

Riguardo alle spese di gestione ho già detto, ma forse non sono stato sufficientemente chiaro, che per esempio un conto è chiedere a uno studio una prestazione e un conto è gestire lo studio; un conto è gestire una clinica e un conto è avere una convenzione, perché la convenzione la si ha per l'uso che è determinato dall'utenza. Ed ecco la previsione - giusta - che noi facciamo, di arrivare alla convenzione e non a una gestione, perché dalla gestione vogliamo esserne fuori. Noi non vogliamo entrare nelle spese perché sarebbe contro la legge; noi non possiamo andare a gestire un'altra struttura, e sarebbe addirittura storno di fondi andare a mettere dei fondi in una struttura di questo genere. Questo non lo vogliamo per nessuna ragione. Se c'è questa struttura, se la gestisce il Mauriziano, noi entriamo in convenzione. Conviene? Non conviene?

Non è compito nostro.

Presidente - Dò lettura del comma 2°:

"L'Ordine Mauriziano si impegna a presentare alla Regione, per l'approvazione, il progetto ed ogni altro elaborato tecnico relativo al costruendo edificio; il numero e la qualità delle discipline mediche e didattiche, la capacità ricettiva dello stabilimento ed ogni altra indicazione strutturale, funzionale e di gestione ad esso relativa, formerà oggetto di separato documento tecnico da redigersi entro il ............, e che, previa approvazione dei contraenti, verrà unito al presente atto come sua parte integrante e sostanziale".

Qualcuno chiede la parola? Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Questa è una convenzione che per il momento è soltanto una dichiarazione di intenti. In una serie di articoli, uno dietro l'altro, c'è un continuo rimando ai successivi atti che dovranno essere fatti nel futuro. Si dice qui che formerà oggetto di separato documento tecnico il progetto complessivo che stabilirà il numero delle specialità, la capacità recettiva e tutte le altre cose che servono per questo progetto.

Voglio solo sottolineare questo elemento: che per oggi si rimanda, dal punto di vista proprio della capacità ricettiva, che è già determinante, ad un futuro documento tecnico.

Una domanda ancora sulla scelta di Saint-Vincent. Al di là del fatto che si scelga un Comune dove già è stata individuata un'area destinata a provvedimenti di questo tipo, la scelta ha qualche altra motivazione, o questa è l'unica? Perché faccio notare che a Saint-Vincent nel giro di qualche anno si prevede di investire 50 miliardi tra il casinò e l'ospedale. Rispetto ad altri Comuni limitrofi, la scelta ha qualche altra ragione, o è puramente quella?

Presidente - Non vi sono altri che chiedono di parlare sul comma 2°: la parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - La disponibilità di quest'area è chiaro che è stato uno dei motivi determinanti. L'altro è la presenza delle Terme che devono essere rivitalizzate. Infatti, per riuscire a dare uno sfogo a quella che è un'attività bloccata attualmente - perché noi non possiamo essere concorrenziali, per fare un nome, con le Terme di Porretta a certi livelli, sia come bacino di utenza, sia come disponibilità di offerta - dobbiamo offrire qualche cosa per poter chiedere. Come lo facciamo in altri campi, per esempio quello turistico, dobbiamo farlo in campo - a questo livello - riabilitativo. Non possiamo chiedere - altrimenti facciamo solo dei proclami - di dare un maggior sviluppo alle Terme senza abbinarvi una qualche struttura che ne veda un coinvolgimento. E proprio l'abbinamento di queste due strutture può essere un punto determinante per questo fine.

Presidente - Do lettura del comma 3°:

"In relazione all'incarico di cui al punto n.1 ed al conseguente trasferimento delle attività mauriziane dal Comune di Aosta a quello di Saint-Vincent l'Ordine assume formale impegno di cedere alla Regione Valle d'Aosta l'attuale stabilimento ospedaliero di Aosta con le relative pertinenze ed annessioni immobili e mobili site entro il perimetro ospedaliero, e pertanto con esclusione dei beni immobili ubicati altrove nel territorio della Regione".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Questo punto che riguarda la cessione dell'immobile, e il seguente che riguarda la rinuncia da parte del Mauriziano alla titolarità, sono condizionati poi, al Punto 10, dal verificarsi di una serie di fatti che per il momento non sono da discutere perché sono enunciati nei punti successivi.

Quindi anche questi due punti, sia la cessione dell'immobile che la rinuncia alla titolarità e ai diritti, sono legati ai punti successivi.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis; ne ha facoltà.

De Grandis (PRI) - Vorrei chiedere se questo passaggio della proprietà e della titolarità avviene in un tempo successivo al perfezionamento di tutto quello che il Mauriziano dovrebbe realizzare in Saint-Vincent, ragion per cui al Punto 8 si dice che: "Nelle more del perfezionamento delle intese contenute nel presente atto, le parti convengono sulla necessità di adottare un regime transitorio per l'Amministrazione dell'Ospedale di Aosta". Quello che volevo chiedere pertanto è quando di fatto cessa la materia del contendere: all'atto della stipulazione della convenzione, o quando si saranno realizzate tutte le condizioni che la convenzione prevede? Perché evidentemente la preoccupazione è che nelle more del perfezionamento di tutte le condizioni previste da questo atto si possa creare un contenzioso che procurerebbe notevoli difficoltà alla Regione, anche per quanto riguarda la possibilità di passare all'Unità Sanitaria Locale le strutture ospedaliere delle quali di fatto la Regione non è titolare fino a quando non è perfezionato questo atto.

La nostra preoccupazione dunque è quella nelle more di questo perfezionamento sussista la possibilità di un contenzioso che disattenda praticamente lo scopo finale che si vuole raggiungere con questa convenzione, che è quello di dirimere definitivamente questa questione e di chiudere la vertenza.

Presidente - Non ci sono altri che intendono parlare sul comma 3°; la parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - A chiarimento penso di dire che il contenzioso non è che si crea o può addivenire nelle more di questa stipula di convenzione tra le due parti e il verificarsi di quella serie di condizioni che sono previste nei tre punti del penultimo comma, perché chiaramente noi in questo momento diamo il via ad un'operazione che non possiamo dare come risolutiva in quanto non vede impegnate solo queste due parti, dal momento che ci sono i Ministeri competenti che devono esprimersi; quindi il contenzioso c'è, non si viene a creare con questo.

Perché è importante quell'ulteriore passo, che si citava prima, dell'arrivare a un sistema di gestione che permetta l'imputazione solo formale per quanto di competenza sull'Ordine?

Faccio un'ipotesi: si deve ristrutturare un qualche cosa a livello murario; a quel momento la struttura è del Mauriziano, quindi noi - come abbiamo fatto finora - chiederemo che quell'atto sia formalmente imputato anche all'Ordine Mauriziano fintanto che non è definita questa questione.

Passiamo all'altra questione: acquisto materiali, l'acquisto materiali è gestione: non deve andare all'imputazione formale all'Ordine. Con questi chiarimenti noi possiamo passare il tutto alla gestione dell'Unità Sanitaria Locale ancor prima di aver definito la questione. Non so se ho reso l'idea dei tempi che possiamo seguire con questa procedura.

Presidente - Dò lettura del comma 4°:

"Con la cessione di cui al punto precedente l'Ordine si impegna a rinunciare ad ogni suo diritto connesso con la titolarità dello stabilimento de quo".

Nessuno chiede di parlare su questo comma, passiamo al seguente. Comma 5°:

"La Regione Valle d'Aosta riconosce all'Ordine, a titolo di rimborso per la cessione dello stabilimento e di quanto in esso contenuto, la somma di lire 6 miliardi, che l'Ordine si impegna a reimpiegare integralmente nella costruzione del nuovo ospedale di Saint-Vincent; tale somma, imputabile ad apposito capitolo del Fondo Sanitario Nazionale, verrà corrisposta all'atto dell'approvazione regionale del progetto di cui al precedente punto n. 2."

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Dal mio punto di vista l'unica risposta certa data dall'Assessore è quella dell'esistenza nel Fondo nazionale dei 6 miliardi per il rimborso. Ha detto prima che si è passati da 1,3 miliardi a 7,3: volevo chiedere una conferma di questo.

Presidente - Ci sono altri che intendono parlare sul comma 5°? Allora, per la precisazione la parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Avevo chiarito che i 6 miliardi a cui si accennava nell'introduzione, per i quali si chiedeva se c'era un documento che ne comprovasse l'esistenza, non sono per questo tipo di impostazione, ma per la realizzazione delle opere che abbiamo ancora da definire, perché per il Beauregard abbiamo impiegato dei fondi avuti in base all'art. 12, che comunque dobbiamo reinserire. Quelli sono per quel tipo di investimento.

La differenziazione in 6 miliardi e 14 è perché i 6 miliardi sono legati all'indennizzo, cioè quello che la Regione, in base ad una perizia che ha fatto, stabilisce come valore dell'immobile e dei terreni di proprietà del Mauriziano.

Dopo di che, visto che una delle condizioni è quella del reinvestimento di questi miliardi, si impegna a chiedere la parte rimanente, valutata per un insediamento di 120 posti letto, come finanziamento per poter realizzare quest'opera. Non so se ho reso l'idea: sono due cose diverse. È chiaro che questo documento, una volta approvato, va presentato in Consiglio sanitario e negli appositi uffici per poter avere l'iter conseguente.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tonino; ne ha facoltà.

Tonino (PCI) - L'Assessore ha detto che i 6 miliardi non sono il frutto di una contrattazione, bensì il risultato di una stima fatta dalla Regione, se ho ben capito. Io domando se è possibile - non oggi evidentemente, anche se sarebbe stato corretto averla oggi - avere copia della stima che la Regione ha fatto eseguire. Questo anche perché - ripeto - noi avevamo indicato una metodologia per determinare il valore dell'immobile; non la ripeto, perché è indicata bene nell'art. 9 della nostra proposta.

Volevamo capire come si è arrivati a questa cifra dei 6 miliardi, se è sulla base di elementi oggettivi - e l'Assessore ha parlato di una perizia fatta dalla Regione che vorremmo conoscere -, o se invece è frutto di una contrattazione, il che sarebbe cosa evidentemente diversa.

Presidente - La parola all'Assessore Rollandin per la risposta ancora al comma 5°.

Rollandin (UV) - La Regione ha predisposto una perizia, di cui farò avere una copia, che fa una valutazione dei vari parametri, cioè del terreno, dell'immobile e di quelle che sono le attrezzature, e che porta a un risultato che si avvicina come valutazione a quello indicato. Questa perizia è differenziata nelle tre voci ed è stata naturalmente vista con la controparte. Con la controparte, soprattutto per quanto riguarda la valutazione dell'immobile e delle attrezzature, c'erano divergenze di vedute che hanno portato a definire sulla cifra di 6 miliardi questo tipo di perizia concordata - anche se il termine forse è improprio in questo momento - che quindi tiene conto di una perizia oggettiva e della valutazione della controparte.

Presidente - Dò lettura del comma 6°:

"Le parti si impegnano a richiedere un apposito, ulteriore e specifico finanziamento statale nella misura di lire 14 miliardi suddivisi nei due esercizi finanziari 1982 e 1983, da destinare integralmente all'Ordine a titolo di contributo per la costruzione del nuovo ospedale di Saint-Vincent di proprietà dell'Ordine stesso".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Qui si prevede di chiedere congiuntamente tra Regione e Mauriziano la somma di 14 miliardi allo Stato per la costruzione del nuovo ospedale. La domanda è la seguente: è già stata fatta una richiesta prima di stendere questa convenzione? Sono stati presi dei contatti con lo Stato, oppure si è stesa questa convenzione con queste cifre sulla base del ragionamento che l'Assessore ha detto più volte, cioè, in sostanza, siccome lo Stato è il colpevole dei guai, sia lui a pagare? Vorremmo sapere se ci sono stati dei contatti, se c'è qualche assicurazione, oppure se è un accordo tra Mauriziano e Regione, che ancora non vede in nessun modo né avvisato né preavvertito lo Stato.

Presidente - Ci sono altri che intendono prendere la parola sul comma 6°?

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Da parte regionale è chiaro che prima di fare delle richieste volevamo avere un documento che fosse approvato, perché ci sembrava assurdo fare delle richieste che non fossero avallate dall'organo competente. Per parte del Mauriziano, avendo recepito analogo provvedimento, è chiaro che per prenderlo e per cercare di avallare un provvedimento del genere ha sentito i Ministeri competenti che ne sono anche i controllori. Quindi c'è in questa via indiretta il contatto.

Presidente - Dò lettura del comma 7°:

"Le parti convengono che la realizzazione e l'entrata in funzione del nuovo ospedale potranno avvenire secondo criteri di gradualità e conformemente alle indicazioni di priorità contenute nel piano socio-sanitario regionale.

Apposita convenzione tra la Regione e l'Ordine, da stipularsi prima dell'inizio della attività ospedaliera, disciplinerà i rapporti tra le parti - da tale attività derivanti - accogliendo comunque il principio del finanziamento regionale delle prestazioni e fatti in ogni caso salvi i diritti del personale dipendente dell'Ordine in conformità alle norme vigenti".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti; ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Mi spiace di dare un'ulteriore dispiacere all'Assessore alla Sanità, il quale dimostra di essere ampiamente stufo dell'incapacità dell'opposizione di capire quello che lui ha fatto; d'altra parte se la relazione anziché essere costituita da 13 righe fosse stata un po' più ampia, certe domande noi non avremmo dovuto farle, quale per esempio quella dei 6 miliardi, o quale per esempio quella che ha fatto poco fa il collega Mafrica. Comunque io vorrei sapere cosa vuol dire, alla quart'ultima riga, quell'"Accogliendo comunque il principio del finanziamento regionale delle prestazioni", perché prima l'Assessore ha detto che noi, una volta che questo ospedale fosse costruito, non daremo più una lira al Mauriziano; invece mi pare di capire che noi qui di soldi dobbiamo dargliene ancora.

Per il resto, credo di non poter intervenire adesso; lo farò sulle questioni di metodo che non sono richiamate da questo punto specifico, intervenendo per dichiarazione di voto.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - In questo comma si fa riferimento a un'apposita convenzione che dovrà essere stipulata tra la Regione e l'Ordine Mauriziano per l'utilizzazione da parte della Regione di questa struttura attraverso prestazioni. Io chiedo due cose: se sul carattere di queste prestazioni c'è qualche idea da parte dell'Assessore, o se è ancora tutto nel vago; e come mai si è scritto "Fatti in ogni caso salvi i diritti del personale dipendente dall'Ordine in conformità alle norme vigenti".

Se le norme vigenti stabiliscono già qualcosa, perché abbiamo riportato questa frase? O questa frase non pone già all'Amministrazione, attraverso questa convenzione, restrizioni rispetto a trasferimenti possibili di personale non locale da altre sedi del Mauriziano in Val d'Aosta?

Presidente - Ci sono altri che intendono prendere la parola sul comma 7°?

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Le prestazioni fatte su regime di convenzione è chiaro che devono essere pagate, quindi le prestazioni prevedono un apposito finanziamento.

Per la questione del personale, non è in quell'ottica che va visto questo principio. Questo è un principio che è già ribadito dall'art. 25 del D.P.R. 761; qui viene ripetuto in quanto era una norma che stabiliva ancora una volta che non si parla di personale che dovrà essere gestito dall'Unità Sanitaria Locale, ma di personale - soprattutto per quanto riguarda la gestione - che va visto sotto quell'aspetto. Preciso ancora che non è competenza regionale stabilire in materia di un altro ente. Quindi noi non potevamo non mettere questo, che serve da chiarimento. Noi a quel momento avevamo protestato, e quella protesta ci è servita perché avevamo interpretato che si anticipasse una soluzione di una legge regionale, cioè la legge regionale sul ruolo del personale poteva essere inficiata nel caso in cui si applicasse alla lettera quanto disposto dall'art. 25 del 761, perché vedeva cointeressato il Mauriziano in queste disposizioni. La legge è passata, e quindi questo è un articolo a parte.

Presidente - Dò lettura del comma 8°:

"Nelle more del perfezionamento delle intese contenute nel presente atto, le parti convengono sulla necessità di adottare un regime transitorio per l'Amministrazione dell'ospedale di Aosta; tale regime transitorio, da perfezionarsi in apposito atto, dovrà comunque accogliere il principio della imputabilità formale dei provvedimenti di amministrazione all'Ordine, per quanto di sua competenza, nel quadro dei rapporti diretti ed esclusivi tra Ordine e Regione".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - A me sembra che questo sia l'articolo più capestro tra i tanti che ci sono in questa convenzione, perché in pratica stabilisce per un tempo indeterminato un regime transitorio per l'amministrazione dell'Ospedale di Aosta. Siccome in sostanza questa convenzione diventerà operante quando si avranno i 20 miliardi che devono arrivare, quando i progetti saranno stati approvati, quando saranno state soddisfatte tutte le diverse condizioni... (Intervento dall'Aula, non comprensibile) ... All'art. 10 si legge: "Le parti si danno reciprocamente atto che le intese contenute nel presente documento - quindi anche quella contenuta all'art. 8 - e che sono tra loro connesse e interdipendenti ad ogni fine, acquisiranno piena efficacia ed operatività al verificarsi delle seguenti condizioni", e le condizioni sono: le garanzie di finanziamento, l'approvazione da parte delle competenti autorità di vigilanza degli atti formali, l'approvazione dei progetti ed elaborati tecnici da parte degli organi statali e locali, e il rilascio delle prescritte autorizzazioni e licenze. Quindi io chiedo quanto tempo presumibilmente dovrà passare prima che siano adempiuti tutti questi provvedimenti, e se fino a quando questi provvedimenti non saranno adempiuti, sarà in vigore o no il regime transitorio.

Questo regime transitorio prevede poi il principio della imputabilità formale al Mauriziano di tutti i provvedimenti che possono far riferimento a questo Ordine. Se per caso - altra domanda - fra tre anni, per una ragione che non sappiamo, il Mauriziano decidesse di rescindere il contratto o la Regione cambiasse idea, che cosa capiterebbe degli atti imputati al Mauriziano? Non porterebbero a un'ulteriore complicazione della situazione?

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Viberti; ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Non solo il peggiore, di capestro, ma secondo me è quello che proprio dimostra come la linea vincente dell'Assessore sia passata sopra a quelli che sono i diritti che la Valle d'Aosta ha circa quell'ospedale. Non sto a rileggere le cose che ho detto prima, ma qui si dice che l'Ente Mauriziano ha tutte le ragioni e noi abbiamo tutti i torti; e questo, secondo me, non va bene. Non va bene non per la figura che ci fa fare l'Assessore, ma per la figura che ci fanno tutto il Consiglio e la Regione Valle d'Aosta e i suoi abitanti.

E questa iniziativa demagogica, Assessore, forse le porterà qualche voto in quel di Saint-Vincent, però non sappiamo fra qualche anno quali danni potrà procurare, oltre a quelli che ci procura adesso dal punto di vista della figura che facciamo come Consiglio Regionale.

Presidente - L'Assessore intende rispondere? Ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Tralascerò di rispondere a quelli che fanno cenno a possibilità divinatorie che non ho, né voglio scendere a toni di bassa polemica che non mi interessa.

L'art. 10 vede legati i singoli articoli come deve essere in qualsiasi convenzione. L'art. 8 è un articolo abbastanza chiaro e leggibile. Dice: "Nelle more del perfezionamento delle intese contenute nel presente atto...", non parla del presente comma, del presente articolo, ma del presente atto; cioè dice, al di là di quello che è l'iter preciso dell'art. 10, cosa si fa nel frattempo, visto che noi abbiamo l'intenzione di passare il tutto alla gestione dell'Unità Sanitaria Locale.

E dice che si arriva a un regime transitorio, di cui non posso prevedere la durata, e questo lo ammetto francamente, perché non ne so i termini. Però dico che in termini abbastanza brevi vogliamo arrivare a questa convenzione che preveda l'imputazione formale degli atti, per quello che ho spiegato prima; dopo di che, con questo accordo, noi passiamo la gestione dell'ospedale all'Unità Sanitaria Locale. Ecco il motivo e la funzione di questo articolo, il che non è in contrasto, e non è capestro, tutt'altro; è liberatorio semmai, perché, al di là di quello che può succedere, questo comunque l'abbiamo adesso, ed è uno degli accordi previsti dall'art. 80, una parte di quello che è previsto dall'art. 80.

Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Solo per dare un suggerimento. Mi pare che la materia del contendere stia nelle diverse interpretazioni che si danno di questo articolo, credo allora che una sua posposizione all'art. 10 potrebbe rendere più chiare le cose. L'art. 10 infatti fa riferimento a tutti i termini previsti nel documento, mentre questa è una norma transitoria che normalmente nelle leggi si mette in fondo. Non so se è possibile, visti gli accordi già intercorsi, per chiarire meglio il significato, posporre quest'articolo all'art. 10.

Presidente - Dò lettura del comma 9°:

"Le parti concordano sulla opportunità che la durata del regime transitorio, di cui al punto precedente, debba essere limitata quanto più è possibile; si impegnano pertanto, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e - ove occorra - congiuntamente, a promuovere e richiedere alle competenti Autorità statali i provvedimenti necessari alla operatività delle presenti intese.

Rimane comunque stabilito che la cessione dell'ospedale di Aosta dall'Ordine alla Regione non potrà essere perfezionata prima dell'acquisizione della garanzia formale del finanziamento della nuova opera, di cui al precedente n. 6".

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Al comma 9° si stabilisce che la cessione dell'ospedale avverrà soltanto quando ci sarà la garanzia formale del finanziamento della nuova opera; vorrei conferma dall'Assessore che garanzia formale significa quando da parte dello Stato ci sarà un provvedimento deliberativo che stabilirà questo, e che altrimenti non ci sarà la cessione.

Presidente - Dò lettura del comma 10°:

"Le parti si danno reciprocamente atto che le intese contenute nel presente documento, e che sono tra loro connesse ed interdipendenti ad ogni fine, acquisiranno piena efficacia ed operatività al verificarsi delle seguenti condizioni:

1) approvazioni da parte delle competenti Autorità di Vigilanza degli atti formali di recepimento;

2) conseguimento delle garanzie di finanziamento da parte dello Stato;

3) approvazione dei progetti ed elaborati tecnici da parte degli Organi statali e locali competenti, e rilascio delle prescritte autorizzazioni e licenze".

C'è qualcuno che chiede ancora la parola? Del comma 10° è stato già parlato prima; quindi do lettura del comma 11°:

"Le parti si danno reciprocamente atto che il perfezionamento e l'efficacia delle presenti intese consentiranno di ritenere cessata la materia del contendere nel giudizio di ottemperanza promosso dall'Ordine Mauriziano per l'esecuzione delle sentenze del Giudice Amministrativo, in premessa richiamate."

Nessuno chiede la parola sul comma 11°.

Colleghi Consiglieri, ci sono due questioni che sono rimaste in sospeso: al comma 2° c'è la definizione di una data che si tratta di vedere se è opportuno, sulla proposta dell'Assessore che è il proponente della convenzione, venga precisata o meno; e poi c'è la proposta del Consigliere Nebbia di spostare il comma attualmente 8 dopo il comma attualmente 10, cambiando quindi la numerazione e la collocazione dei commi stessi.

La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Per quanto riguarda la questione della formulazione della convenzione e della validità di un comma dovuta alla sua posizione nella convenzione, francamente non mi saprei esprimere, perché non penso che questo comma, comunque sia inserito, cambi la sostanza di quello che viene detto. Non è una norma transitoria, è una norma integrante. Si dice: "Nelle more di...", è un comma come tutti gli altri, che prende in considerazione un fatto: la necessità di ottenere quello che la situazione transitoria detta nel comma; ma non è il comma che è transitorio, è transitorio quello che viene detto, quindi non è che sia meno importante.

Per quanto riguarda la data, la difficoltà di porre una data indicativa era che venisse posto il 31 ottobre 1981.

Presidente - L'Assessore Rollandin chiede che nello schema sia inserita questa data. Pertanto il comma 2° va integrato con la data 31/10/1981.

Terminato l'esame dell'articolato, il Consiglio è chiamato per votazione palese a pronunciarsi sulla deliberazione che vi rileggo, che dice:

"Di approvare il sottoriportato schema di convenzione da stipulare tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano per la regolamentazione dei rapporti relativi all'utilizzazione dello stabilimento ospedaliero di Aosta".

Questo è il dispositivo su cui il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per votazione palese.

È stata aggiunta al Punto 2 la data del 31/10/81; se ho ben capito la numerazione rimane quella della convenzione: da 1 a 11, così come proposto e trasmesso ai Consiglieri.

C'è qualcuno che intende prendere la parola per dichiarazione di voto?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

Mafrica (PCI) - Noi abbiamo fatto dei rilievi sul metodo seguito dall'Assessore. Possono essere anche comprese le argomentazioni che aveva fatto prima il Consigliere Faval che, fino a quando la controparte non era d'accordo, potesse non essere opportuno far conoscere le cose, che comunque questa era una responsabilità della Giunta. Io mi chiedo però perché, dopo che l'accordo con la controparte su questo testo era stato raggiunto, l'Assessore, invece di portare la cosa in Commissione e in Consiglio, abbia preferito darne immediatamente notizia alla stampa e alla radio. La ragione non è, per caso, quella di voler presentare questa convenzione sotto un certo aspetto, in una determinata chiave che poi all'opposizione può anche diventare difficile - perché il primo colpo è sempre quello più efficace - smontare? Io credo che l'Assessore in questi anni abbia acquistato in competenza per quel che riguarda la Sanità, ma ho l'impressione che abbia anche acquistato due altre prerogative non così positive, che sono: una accresciuta arroganza che supera quella dovuta forse al temperamento, che quindi dipende dalla funzione; ed anche, forse, un gusto - legittimo - nel senso di mettere in evidenza a tutti i costi la sua attività come Assessore e quella del suo movimento. Questo non è che sia criticabile, però bisogna anche avere, allora, la pazienza di ascoltare le argomentazioni dell'opposizione senza prenderle sempre come accuse personali, ma come valutazioni politiche quali sono in realtà.

Per quel che riguarda la validità di questa convenzione, noi rileviamo innanzi tutto che c'è stato un capovolgimento della linea politica. Dal nostro punto di vista decidere di fare un ospedale in più a Saint-Vincent significa aver fatto per il numero delle sedi ospedaliere, al di là delle differenze che possono esistere tra una sede e l'altra, una valutazione diversa rispetto a un accordo che aveva visto larghi consensi nella maggioranza ed anche all'esterno. Quindi crediamo che questa sia una cosa che dobbiamo rilevare e che non ci vede d'accordo, perché, mentre si è lavorato per avere un'unica Unità Sanitaria Locale respingendo le argomentazioni dell'opposizione che ne chiedeva due, adesso si è cambiata impostazione e invece di andare, come si diceva nell'accordo della maggioranza, possibilmente verso un'unica sede ospedaliera, si va di fatto a tre sedi ospedaliere.

Dal punto di vista dell'indirizzo da seguire a noi sembra che, contrariamente a quanto ha detto più volte l'Assessore, con questa convenzione non si sia ancora risolto il problema, ma si sia preso un provvedimento che è un primo passo di una marcia che è ancora lunga; la marcia per la soluzione del problema del Mauriziano è lunga e irta di ostacoli.

Abbiamo cercato di far rilevare come il numero dei rimandi a documenti e atti successivi sia numeroso: c'è innanzi tutto da concordare col Mauriziano il documento tecnico per il progetto; c'è da lavorare per ottenere da parte dello Stato i 20 miliardi che sono da imputare allo Stato; c'è da stipulare, ovviamente quando l'ospedale ci sarà; il tipo di prestazioni che si richiedono e quindi la convenzione relativa; si tratta di ottenere dal Comune di Saint-Vincent le autorizzazioni necessarie. Si tratta poi, ovviamente, di costruire l'ospedale, e anche questo richiede tempo; ci auguriamo che i tempi non siano analoghi a quelli del Beauregard perché altrimenti queste alte specializzazioni sarebbero molto lontane nel tempo.

Quindi noi diciamo che non condividiamo lo spirito di questa convenzione perché dal nostro punto di vista essa significa rendere al Mauriziano in Valle d'Aosta un ruolo che a nostro giudizio non dovrebbe avere; cioè permettendo al Mauriziano di gestire una struttura ospedaliera si ridà a questo Ente, che non è stato abolito perché la Costituzione non lo permette, un ruolo e un peso che vanno al di là della stessa Valle d'Aosta e che invece avrebbero potuto, continuando nella posizione che l'Assessore aveva prima, essere ridimensionati o ridotti al nulla. Pertanto noi avremmo preferito insistere perché si arrivasse all'applicazione dell'art. 41, quindi a quel provvedimento nazionale che può ancora risolvere definitivamente la questione. Noi non sappiamo se siamo noi la forza risolutiva in questo senso; prima di fare richiami a noi l'Assessore forse dovrebbe farli ad altre forze sue alleate e che sono anche al Governo del Paese.

Comunque, per concludere, a noi sembra che andare nella direzione dell'aumento delle sedi ospedaliere, per il costo che comunque in qualche modo queste sedi avranno anche sul bilancio disponibile per la Valle d'Aosta per le spese sanitarie, sarà in qualche misura un rallentamento di quel processo che noi vediamo più giusto e corretto, che è quello che deve andare nel senso di rendere più ricche le strutture preventive rispetto invece al momento della cura. Questo è l'elemento che vogliamo sottolineare.

Ci sembra che su questa convenzione oggi siano ancora molti i dati incerti; c'è una indeterminatezza tale che non ce la fa ritenere positiva, e quindi noi non la voteremo. L'Assessore ha detto che non è profeta; non ci sono profeti e neanche credo si debba credere ai profeti, però noi pensiamo che si sia scelto una strada sbagliata, che potrà incontrare ostacoli tali da poter in seguito far tornare lo stesso Assessore e la stessa maggioranza su questa impostazione.

Noi crediamo ancora che prima di dire che si è risolto un problema si debba fare qualche altro passo in più nella direzione della soluzione. Molto spesso questa maggioranza, dal nostro punto di vista, gabella per risolti dei problemi che non lo sono ancora. La cosa è stata fatta per l'autostrada, e poi abbiamo visto che un anno dopo l'approvazione del progetto siamo sempre allo stesso punto. La cosa è stata fatta per il riparto fiscale, e fino ad oggi, nonostante le cose siano cambiate perché perlomeno è stato coinvolto il Consiglio, non ci sembra che le notizie siano così positive come in quel caso ci augureremmo che fossero. Lo si fa oggi dando per risolta la controversia per il Mauriziano, quando a noi sembra che si sia preso una strada - che noi non condividiamo - che però è ancora molto lunga da percorrere.

Presidente - È iscritto a parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Nebbia; ne ha facoltà.

Nebbia (PSI) - Intervengo a nome del nostro partito e anche a nome del P.S.D.I.

Questa bozza di convenzione ci è sembrata piuttosto di difficile lettura e comprensione; l'Assessore si è sforzato di meglio chiarirne gli aspetti, tuttavia ci pare che qualche parte oscura rimanga.

Ci sono però due parti che, malgrado questo, ci sembrano di notevole importanza. La prima è che, almeno stando alle dichiarazioni, il contenzioso cui si deve dare più rapidamente soluzione, quello relativo alla gestione, verrebbe immediatamente risolto. La seconda che questo è l'inizio di una procedura che prima si intraprende meglio è. Queste, ripeto, sono le parti positive; tuttavia rimangono delle imprecisioni; il testo ci pare decisamente mal scritto perché lascia spazio a diverse e anche contrastanti interpretazioni, d'altra parte permette di prevedere una in definizione nei tempi e nei termini proprio perché (l'ha detto anche l'Assessore) i contraenti non sono due ma tre, e il terzo non ha firmato questa bozza di convenzione e quindi bisogna attendere che sia consenziente. Direi anzi che i contraenti sono più di tre, perché ci saranno delle remore anche da parte di Enti locali e di terzi.

Per i motivi appena detti, riteniamo che il problema non debba essere frenato, pur avendo noi una notevole mole di perplessità.

Quindi esprimiamo la nostra astensione su questo oggetto perché non ci sentiamo di votare a favore di una bozza così chiaramente poco intelligibile.

Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il Consigliere Viberti; ne ha facoltà.

Viberti (DPROL) - Io credo che si debba tornare un attimo indietro, per capire perché noi non voteremo a favore, bensì contro la proposta che l'Assessore ha portato. E non voglio tornare indietro fino al 1700 circa, anno in cui la famosa bolla papale di cui vi ho letto prima ha permesso al Mauriziano di mettere piede in Valle d'Aosta, con i soldi dei valdostani costruire un ospedale e, con i lasciti che i valdostani nel corso dei secoli passati hanno lasciato sempre a questo ente, di migliorare e aumentare il suo patrimonio; né voglio sottolineare il fatto che questo patrimonio doveva essere gestito per curare la salute dei valdostani gratuitamente. Non voglio tornare così indietro - pare che su queste cose ormai anche l'Union non sia più molto interessata -; voglio tornare solo indietro all'inizio del mio precedente intervento, quando facevo una considerazione e dicevo che è dalle esigenze della popolazione che bisogna partire per risolvere il problema sanitario della nostra regione. Se noi abbiamo un contenzioso con il Mauriziano, noi dobbiamo cercare in tutti i modi possibili di far valere i nostri diritti. L'Assessore Rollandin ha scelto una strada - e qui veniamo alla questione di metodo - e ammesso e non concesso che quanto ha detto Faval circa il metodo sia valido per questo specifico, l'Assessore comunque quando ha avuto a disposizione questa convenzione - l'ha già detto il collega Mafrica ma lo ribadisco - non si è premurato di farla avere non al Consiglio, ma agli organi di informazione, strombazzando ben forte - non sappiamo con quali intenti, se quelli che intendevo io prima, o solo quelli di dimostrare che aveva risolto un problema - che la soluzione era stata raggiunta.

Ora, questa convenzione non risolve assolutamente niente, e mi pare che l'abbia ammesso lo stesso Assessore quando ha detto che è un primo passo verso la soluzione del problema.

Ma è un primo passo che vede completamente sconfitta una certa linea che era stata portata avanti anche da questo Consiglio e che voleva essere una linea di difesa dell'autonomia della nostra regione. L'autonomia serve solo per sciacquarsi la bocca, a qualcuno? Vorrei che qualcuno mi rispondesse.

La questione delle Terme. Non si capisce come il Mauriziano vada a valorizzare le terme, poiché non abbiamo niente di quello che riguarda il progetto, il "documento tecnico da redigersi entro il 31". Sarebbe stato magari possibile accettare una convenzione del genere quando avessimo saputo che cosa si viene a costruire e come si viene ad agganciare alle terme, sempre ammesso che sia possibile uscire da quel 6% di posti letto che prevede la 833.

Un'altra questione che non ho sollevato perché mi sembrava minimale è quella del denaro: si parla di 6 miliardi e di 14 miliardi. A quale anno verranno legati questi importi? Verranno rivalutati nel corso della costruzione? Perché non credo che un ospedale si costruisca in un anno; credo che ci vorrà, semmai questa cosa dovesse succedere, molto tempo. Chi si farà carico della differenza dei costi? Non vorrei che venissimo a trovarci poi con un nuovo Beauregard, e non al livello in cui si è trovato per anni quello, ma ad un livello ancora peggiore, senza neanche aver posto una pietra, perché noi non abbiamo nessuna garanzia, a parte la rudezza e la capacità dell'Assessore di buttare giù ostacoli. Questo però è facile forse qui, ma al di fuori della nostra regione ci si scontra con ben altre forze, tanto è vero che l'Ente Mauriziano ha fatto chinare la testa alla Regione Valle d'Aosta, e la convenzione che ci viene proposta è una dimostrazione di questo fatto.

E l'Ente Mauriziano sappiamo benissimo a chi è legato; fa piacere vedere che una Giunta in cui sono presenti queste forze china la testa di fronte all'Ente Mauriziano: alla faccia dell'autonomia!

Dicevo, un nuovo Beauregard, perché questi soldi, Assessore, voglio proprio vedere chi ce li darà. E poi, a che cosa ci serve, se non sappiamo neppure quale tipo di specialità ci saranno in questo ospedale? Come possiamo ipotizzare di aprire al bacino del Piemonte per un utilizzo di questa struttura, quando non sappiamo che cosa sia? D'accordo che il metodo adottato forse è giusto, ma il Consiglio deve avere degli elementi per dare delle valutazioni, Assessore, e non soltanto sempre e comunque credere alla buonafede e alle buone intenzioni. Siamo stufi di parole, almeno io personalmente sono stufo, perché ho più volte dimostrato di essere ben disposto nei suoi confronti, ma ogni volta sono rimasto gabbato. Adesso basta; certe cose d'ora in poi non mi preoccuperò più di non dirle, le dirò e anche forte, e non solo qui dentro, ma anche fuori.

Questa infatti è una manovra, se non proprio elettoralistica, almeno di propaganda, perché il problema con questa convenzione non lo risolviamo, ma andiamo a peggiorare la nostra situazione. Io non voglio fare la Cassandra, non voglio fare il profeta, ma vedrete che ci troveremo poi ben fregati ancora una volta dal Mauriziano; quella gente sono tre secoli che frega i valdostani e ci fregherà di nuovo, per cui io personalmente non voglio assumermi responsabilità di questo genere. Invito il Consiglio a riflettere su questo.

Il Mauriziano ha potuto costruire delle cose con il denaro dei valdostani, e queste sono cose che non dico io - la citazione di prima è tratta dai Compte-rendus des séances de la Société Académique Religieuse et Scientifique du Duché d'Aoste -; non credo che si possa venir a contestarle come scritte da qualcuno della Nuova Sinistra. Noi allora non c'eravamo ancora a piantare grane, però c'era della gente che prendeva nota di quel che succedeva, e i valdostani avevano la capacità se non proprio di vincere, perlomeno di sostenere i propri diritti.

Presidente - Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'Assessore Rollandin; ne ha facoltà.

Rollandin (UV) - Per dichiarare che voto a favore voglio ribadire che le considerazioni che sono state fatte le ho già ampiamente confutate. Se si vuole capire quello che è scritto, il testo è a disposizione; se invece si vuole discutere di costi, di opere, di scelte politiche che sono state cambiate, è chiaro che possiamo stare in Consiglio anche tre giorni, perché noi parliamo di una cosa, voi parlate di un'altra. È scritta una cosa, se ne dice e se ne legge un'altra; non penso che valga la spesa di continuare su questo tono.

Abbiamo voluto chiarire qual era la posizione, e non abbiamo mai dichiarato di aver risolto nessun problema, ma di aver raggiunto un accordo che prevedeva una soluzione e che almeno "a due" era la soluzione di un problema: perché lo è, perché tra le parti è un accordo.

Presidente - L'Assessore Rollandin vota a favore del provvedimento che sottopone al Consiglio.

Prima di passare alla votazione palese sul dispositivo io do atto, e credo che il Consiglio prenda atto, che con la discussione si è esaurita anche la trattazione degli oggetti 11 e 12, cioè delle interpellanze che erano state iscritte all'o.d.g. a questi punti e che sono state abbinate alla discussione dell'oggetto n. 20. Pertanto il Consiglio prende atto della conclusione della discussione sulle interpellanze iscritte ai Punti 11 e 12 e procede per votazione palese all'approvazione del dispositivo, così come già è stato letto.

Ricordo l'iscrizione al Punto 2 della data 31/10/81 e la numerazione che rimane quella originaria dall'1 all'11 nell'allegato trasmesso.

Metto in approvazione l'oggetto n. 20.

Esito della votazione:

Presenti: 30

Votanti: 27

Astenuti: 3 (Gruppo PSI e PSDI)

Maggioranza richiesta: 16

Voti favorevoli: 19

Voti contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - Colleghi Consiglieri, sono le 19,41; ci sono due disegni di legge dell'Assessore alla Sanità che domani sarà fuori sede per partecipare al Consiglio Nazionale della Sanità. La proposta dell'Assessore è di continuare la discussione, perlomeno dei due argomenti iscritti ai punti 21 e 22; cosa intende fare il Consiglio?

Proseguiamo nella discussione dell'o.d.g.