Compte rendu complet du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 99 du 25 février 1981 - Resoconto

OGGETTO N. 99/81 - SCHEMA DI CONVENZIONE DA STIPULARE TRA LA REGIONE VALLE D'AOSTA E L'ORDINE MAURIZIANO PER LA REGOLAMENTAZIONE DEI RAPPORTI RELATIVI ALL'UTILIZZAZIONE DELLO STABILIMENTO OSPEDALIERO DI AOSTA. (Inizio discussione interpellanze e proposta)

Presidente - Colleghi Consiglieri, avevamo rinviato, per abbinarne la discussione all'oggetto n. 20, le interpellanze n. 11 e n. 12. Direi che, anche se poi dovessimo interrompere il dibattito per la chiusura della seduta antimeridiana, potremmo iniziare con le illustrazioni delle interpellanze.

Oggetto n. 11 - Notizie di una convenzione con l'Ordine Mauriziano approvata dalla Giunta regionale (Interpellanza dei Consiglieri Mafrica, Péaquin, Tonino)

Oggetto n. 12 - Notizie concernenti l'annunciato accordo tra la Regione e l'Ordine Mauriziano (Interpellanza del Consigliere Viberti)

Presidente - Do lettura del testo dell'interpellanza di cui all'oggetto n. 11:

INTERPELLANZA

VENUTI A CONOSCENZA, attraverso gli organi di informazione, che la Giunta regionale avrebbe approvato un atto di convenzione con l'Ordine Mauriziano secondo il quale a quest'ultimo verrebbe affidato "il compito di progettare, costruire e gestire a Saint-Vincent uno stabilimento ospedaliero destinato ad accogliere specialità mediche e chirurgiche nonché le eventuali conseguenti attività didattiche...;

RICORDATO l'impegno di tutte le forze politiche, sottoscritto circa due anni fa, a non aumentare il numero dei posti letto ospedalieri in Valle ed a ultimare le varie strutture sanitarie a suo tempo programmate ed a tutt'oggi disattese;

RIBADITO lo spirito della legge di riforma 833 secondo il quale dovrebbe essere prioritario lo sviluppo della medicina preventiva e riabilitativa nonché delle strutture sanitarie e territoriali decentrate al fine di porre un freno al ricovero ospedaliero indiscriminato;

NEL DENUNCIARE, qualora le notizie venissero confermate, il modo personalistico e prevaricatore nei confronti del Consiglio regionale con cui si muove l'attuale maggioranza anche su temi che dovrebbero comportare un ampio ed articolato dibattito politico;

INTERPELLANO

l'Assessore regionale alla Sanità per conoscere quanto segue:

Se rispondono al vero le notizie riportate dagli organi di informazione.

In caso affermativo:

1) perché il problema non è stato preventivamente affrontato nella competente Commissione consiliare;

2) a quali scelte programmatiche si è inteso fare riferimento stipulando una convenzione che prevede la costruzione di un nuovo Ospedale;

3) che tipo di Istituto Ospedaliero si intende costruire, con quanti posti letto, in base a quale bacino di utenza;

4) quali sono i costi di previsione di tale opera e quali enti ne dovranno garantire la copertura finanziaria;

5) se è stato consultato il Comune di Saint-Vincent per verificare se l'opera edilizia programmata è compatibile con il suo Piano Regolatore.

Presidente - Illustra l'interpellanza il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

Péaquin (PCI) - Credo che ci sia poco da illustrare; noi siamo venuti a conoscenza di questa proposta di convenzione tra la Regione e l'Ordine Mauriziano aprendo la radio a mezzogiorno, "La voix de la Vallée". Ci pare che non sia il canale più adatto per venire a conoscenza di queste cose, con tutto il rispetto che abbiamo per la radio.

Ne abbiamo visto, successivamente, notizia sugli organi di stampa. Noi ricordiamo che il Consiglio regionale si era espresso, nel '77, con altri indirizzi per quanto riguarda la programmazione, i posti-letto e la prestazione ospedaliera in Valle d'Aosta; non abbiamo potuto partecipare a un dibattito che ci facesse capire che era necessario cambiare questa impostazione, e pertanto chiediamo all'Assessore quali ne siano i motivi.

Ricordiamo ancora che tutto lo spirito della legge di riforma 833 va in un senso ben preciso, e a noi pare che questa iniziativa vada in un senso diverso.

Pertanto chiediamo informazioni in merito a questi punti, che sono poi elencati nella nostra interpellanza.

Presidente - Do lettura del testo dell'interpellanza di cui all'oggetto n. 12, a firma del Consigliere Viberti:

INTERPELLANZA

APPRESO dagli organi di informazione che la questione Mauriziano-Regione sarebbe risolta;

CONSIDERATO che finora nulla è trapelato circa la soluzione adottata;

SI INTERPELLA

l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale per avere notizie precise ed eventuali documenti circa l'accordo.

Presidente - Il Consigliere Viberti ha facoltà di illustrare l'interpellanza.

Viberti (DPROL) - Non posso che concordare con quanto ha detto il collega Péaquin, e infatti avevo scritto nell'interpellanza "Appreso dagli organi di informazione che la questione Mauriziano-Regione sarebbe risolta; considerato che finora nulla è trapelato circa la soluzione adottata" e richiedevo all'Assessore notizie precise ed eventuali documenti. I documenti, per lo meno se questa convenzione è l'unico documento esistente, li abbiamo avuti insieme agli allegati.

Anche secondo noi questo metodo di condurre le cose porta dei gravi disguidi e non produce del materiale valido. Comunque di questo parleremo in seguito, dopo eventualmente la relazione dell'Assessore Rollandin riguardante più specificamente la convenzione.

Vorrei solo ricordare all'Assessore che da questa parte dell'aula non c'è della cattiva volontà nei suoi confronti, ma semplicemente la volontà di partecipare e di dare un contributo alla soluzione dei problemi.

Presidente - Ovviamente gli interpellanti potranno intervenire in sede di discussione generale.

La parola va ora all'Assessore Rollandin per l'illustrazione dell'oggetto n. 20. Ha facoltà di parlare l'Assessore Rollandin.

Rollandin (UV) - Le richieste che sono oggetto delle interpellanze trovano risposta già nella relazione che accompagna in Consiglio lo schema di convenzione da stipulare tra la Regione e l'Ordine Mauriziano.

Si dice nella relazione che le sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d'Aosta del 10 dicembre '75 e del Consiglio di Stato del 5 luglio '77 hanno assegnato all'Ordine Mauriziano di Torino la titolarità dello stabilimento ospedaliero di Aosta. E che il disposto di cui all'ultimo comma dell'art. 80 della legge 23 dicembre '78, n. 833, demanda ad appositi accordi o convenzioni la regolamentazione dei rapporti tra la Regione Valle d'Aosta e l'Ordine Mauriziano per quanto riguarda l'utilizzazione dello stabilimento di ricovero e cura di Aosta.

Più volte in Consiglio si è parlato di questo problema e ci sono state sollecitazioni per arrivare il più presto possibile a questo accordo. Accordo che, lo ripeto - come è già stato sottolineato nell'assemblea che era stata fatta con le forze sociali e sindacali nel Palazzo regionale - è possibile grazie all'articolo che citavo prima, l'art. 80 che è stato voluto proprio dal Consiglio regionale, su sollecitazione della Giunta, perché altrimenti non sarebbe stato possibile far altro che aspettare le disposizioni del nuovo ordinamento dell'Ordine Mauriziano, come è previsto dall'art. 41 della 833.

I rapporti con l'Ordine Mauriziano non sono stati sempre idilliaci, e soprattutto non è sempre stato possibile far capire quali fossero le esigenze della Regione, tenuto conto delle funzioni demandate dalla legge 833. Ho già avuto occasione di dire che con la nomina del nuovo Commissario, Roux, il rapporto è cambiato, ed è stato possibile impostare il dialogo che ci ha permesso di arrivare a questa convenzione.

Una convenzione che tiene conto di un dato di fatto, e cioè che la legge 833 dà mandato all'Ordine Mauriziano di svolgere una determinata funzione. Quello che noi abbiamo preteso è che non venisse, con questo, svuotata la funzione dell'Unità Sanitaria Locale, e dei suoi organismi, che sono organismi demandati e che lavorano per conto dei Comuni. E che quindi non venisse intralciata una funzione specifica che gli Enti Locali devono svolgere.

Per arrivare a questi risultati, già con la legge di approvazione dei ruoli nominativi regionali abbiamo risolto un grosso problema, cioè il problema occupazionale, il problema del rapporto d'impiego dei lavoratori ospedalieri. Difatti con quella legge abbiamo previsto che nel ruolo nominativo regionale venissero iscritti tutti i lavoratori dell'attuale ospedale, senza ritornare sulle distinzioni - che tra l'altro erano oggetto di controversie - legate alla pianta organica e quindi alla dipendenza funzionale di 264 persone, lavoratori dell'ospedale, rispetto alla rimanenza che era stata assunta successivamente alla costituzione dell'Ente ospedaliero.

Pertanto quello era un primo passo avanti, un impegno che ci eravamo assunti al momento della definizione della sentenza, e quindi un obbligo che avevamo nei riguardi delle esigenze dei lavoratori. Noi pensiamo con quella legge di aver assolto a questo primo grosso impegno, e con questa convenzione di risolvere l'altro annoso problema dei rapporti legati alla struttura dell'ospedale.

Come ho ricordato, la sentenza dà all'Ordine Mauriziano la proprietà di una parte degli immobili e quindi riconosce che il Mauriziano può svolgere questa funzione. Per evitare che al momento del passaggio delle funzioni ospedaliere, che saranno regolamentate dall'apposita legge sull'istituzione dei servizi che andremo a discutere nel pomeriggio e gestite dall'Unità Sanitaria Locale, quindi per evitare che ci sia una posizione di subordine dell'Ente locale rispetto ad un Ente sovraterritoriale quale è il Mauriziano, noi abbiamo sollecitato un accordo e, con questo accordo, pensiamo di aver garantito la potestà dell'Unità Sanitaria Locale di gestire in campo sanitario quanto è demandato dalle leggi vigenti.

Perché l'Esecutivo, quindi la Giunta, ha portato avanti questi accordi? Per arrivare a una definizione, a uno schema che servisse da base per una discussione.

Quindi, prima di portare in aula un documento che potesse essere oggetto di discussione, dovevamo sapere come pensava la controparte, in quanto di accordo si parla, e non di potestà legislativa, cioè impositiva da parte del Consiglio regionale, che vada a dire al Mauriziano cosa deve fare e cosa non deve fare. Qui, se non si raggiungeva un accordo, andando per le vie legali sappiamo quali sarebbero stati i risultati. E questa è la risposta a quanti volevano tacciare la Giunta di metodo scorretto di lavoro, e soprattutto di segretezza su un documento. Non avevamo nulla da tenere segreto; avevamo semplicemente l'esigenza di arrivare a un documento che fosse tale, che permettesse di discutere.

Per quanto riguarda il problema delle scelte programmatiche e soprattutto degli accordi che sono stati oggetto di un primo programma nel '77, questi hanno subito, in particolare al livello ospedaliero, una modifica legata proprio ai programmi che l'attuale maggioranza si è posta, che l'attuale Giunta ha verificato ancora ultimamente, e che tengono conto di quelle che sono le procedure per preparare il Piano sanitario triennale. Piano sanitario triennale che deve tenere conto delle indicazioni e dei progetti-obiettivo del Piano sanitario nazionale.

L'accenno che viene fatto al superamento del numero dei posti-letto, quindi del limite che viene posto con la 833 e con il Piano sanitario che doveva essere '80 '82, che è già slittato, sta diventando '81 - '83, e vediamo che i tempi continuano a slittare senza arrivare ad un'approvazione, il che ci pone in serie difficoltà soprattutto per quanto riguarda le possibili deduzioni che se ne possono trarre e quindi le indicazioni per formulare il Piano sanitario triennale che deve vincolare la politica sanitaria sul nostro territorio. Il vincolo, dicevo, dei sei per mille riguarda i posti - letto, che sono relativi al bacino d'utenza e alle esigenze delle specialità che sono previste come normali - e qui voglio anche dissipare una di quelle insinuazioni polemiche, per cui sembrava che noi come Regione con quest'accordo volessimo fare della bassa assistenza, perché l'alta specializzazione veniva fatta in questo centro gestito dal Mauriziano. Qui si tratta di non voler capire; se mai c'è la possibilità di capire, perché basta osservare come viene svolta la medicina in tutte le sue branche, basta fare una visita all'ospedale per vedere che quello che si sta facendo, quello che abbiamo discusso e che riguarda sia l'edilizia ospedaliera, sia la ristrutturazione e quindi la rideterminazione di organici, va verso una medicina qualificata che tenga conto di quanto è previsto a livello nazionale per tutte le Regioni.

Diverso invece è il discorso dei progetti - obiettivo, e ne accenno uno in particolare, che dovrebbe essere finanziato ad hoc, che tiene conto delle esigenze dell'Italia settentrionale accorpando la Regione Valle d'Aosta al Piemonte, e per altri versi alla Liguria; tiene conto ad esempio delle necessità di avere proprio quello che avevo indicato: ospedali ad alta qualificazione, cioè ospedali che tengano conto della non concorrenza che ci deve essere tra la medicina pubblica e la medicina privata, e quindi essere in grado di dare, ad esempio nella cardiochirurgia delle prestazioni di cardiochirurgia che siano tali da evitare il continuo movimento che noi notiamo verso i paesi stranieri, oltre che verso centri specializzati che attualmente sono estremamente ridotti.

Che quindi tiene conto di un'esigenza programmatoria che non è legata al limite dei sei per mille posti - letto; limite che noi abbiamo rispettato e che rispettiamo nel momento in cui definiamo, in modo, pensiamo, finalmente corretto, la struttura del Beauregard. Questo, una volta definiti gli obiettivi e stabiliti i finanziamenti, è andato in appalto ed è stata assegnata finalmente l'esecuzione di quest'opera. I posti - letto della nuova sede del Beauregard con i posti - letto che sono programmati all'interno della sede ospedaliera portano al coefficiente dei sei per mille che è rispettato come media regionale.

Ci sono Regioni in cui la media è attualmente del 13 per mille - cito il Veneto - che dovranno rientrare in quella che è la media dei posti - letto; noi eravamo al di sotto, ed è per questo che abbiamo richiesto dei finanziamenti ad hoc per definire e chiudere la struttura che abbiamo ancora in sospeso. In particolare, appunto, il Beauregard.

Per il resto, queste strutture ad alta qualificazione non incidono e non vengono di converso ad essere incluse in questa media, ed è per questo che noi richiediamo una verifica di questo schema - che ovviamente è da sottoporre congiuntamente agli organi competenti. Questa è una proposta, è un accordo che noi abbiamo fatto tra le parti, che può premiare una Regione che ha delle difficoltà obiettive legate a determinate situazioni geomorfologiche, che non sto a richiamare, che ci mettono sovente in difficoltà. Già solo la dislocazione dell'unica sede ospedaliera è disomogenea e non è così comoda per gli abitanti di Gressoney come lo è per quelli delle valli site ad arco rispetto all'ospedale regionale. E tutte queste situazioni vanno tenute presenti.

Noi chiediamo che questa parte si inserisca nel contesto della regione senza andare a incidere su quella che è la struttura del piano sanitario, che noi verremo a discutere nel Consiglio, e che tiene conto dei limiti che richiamavo prima e dei relativi finanziamenti. Ma tiene conto anche della possibilità di avere un nuovo insediamento che possa offrire a regime di convenzione, come offrono tante altre strutture sia nel territorio nazionale che nelle nazioni limitrofe, una serie di interventi proprio - e lo ripeto - legati al bacino di utenza, che non sarebbe possibile gestire e tenere come parte vincolante e quindi richiedere al livello nazionale. E tiene conto della possibilità di avere questa struttura a due passi anziché doversi rivolgere ad altri centri più lontani.

Il problema del finanziamento è un altro problema, perché noi chiediamo che i costi di previsione vengano accollati allo Stato. Perché questa richiesta specifica? Perché chiaramente la Regione di per sé non può pagare un onere che non ha voluto; noi ci troviamo a discutere di una situazione che in un certo senso subiamo. Noi non abbiamo chiesto la presenza del Mauriziano, abbiamo anzi chiesto che i rapporti con il Mauriziano siano il più svincolati possibile, cioè che la presenza del Mauriziano non ci limiti la politica sanitaria in Valle; se vuole essere mantenuto per altre finalità, deve essere legato a una struttura a parte e quindi non deve incidere nel bilancio regionale. Se questa struttura può insistere nella nostra regione, dev'essere finanziata a parte dallo Stato, che ha voluto che l'Ordine Mauriziano sopravvivesse. Questo non è da imputare alla Giunta né tanto meno dall'Union Valdôtaine - tanto per citare, visto che la colpevole è sempre la stessa, - perché chiaramente non abbiamo mai fatto una richiesta in questo senso.

I contatti col Comune di Saint-Vincent. Il Comune di Saint-Vincent aveva già previsto nel Piano regolatore un terreno per un insediamento del genere nell'area prospiciente le attuali Terme, quindi questo non crea delle difficoltà, né va a sovvertire un indirizzo e una politica comunale, che andava già in quella direzione.

Non condivido pertanto le critiche che sono state mosse al nostro operato in questa vertenza. Riteniamo di aver fatto l'interesse dei valdostani e dei malati che attualmente continuano a dover far riferimento a centri fuori valle, cercando, visto che dovevano arrivare a chiudere questa vertenza, di avere una struttura che in qualche modo potesse costituire un vantaggio per i residenti.

Ripeto che non abbiamo voluto nascondere nulla; portiamo una convenzione che è chiara nelle sue parti, che poi discuteremo punto per punto, e che tiene conto di queste esigenze.

Ordine dei lavori.

Presidente - Colleghi Consiglieri, potrebbe aprirsi qui la discussione generale. Se ci sono dei Consiglieri che intendono intervenire in sede di discussione generale, potrei dare la parola a uno o due; altrimenti, se l'Assessore e il Consiglio sono d'accordo, anche perché i Consiglieri possano prepararsi in base alla relazione dell'Assessore, potrebbe esserci la proposta di sospendere ora i lavori di questa mattina e iniziare oggi alle 4 la discussione generale?

C'è qualcuno che si iscrive per la discussione generale?

Ha chiesto di parlare il Consigliere Péaquin, ne ha facoltà.

Péaquin (PCI) - Sarei d'accordo sulla proposta di rinviare la discussione generale al pomeriggio, anche perché prevedo che sarà abbastanza lunga, e mi sembra che non sarebbe opportuno interromperla a metà, oppure portarci adesso a un'ora troppo tarda. Penso che potremmo iniziare la discussione generale nel pomeriggio.

Presidente - Non discutiamo tanto se fare o no la discussione generale. Se c'è qualcuno che ha l'intervento pronto, potremmo farne almeno uno questa mattina, sennò rimandiamo al pomeriggio.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Voyat, ne ha facoltà.

Voyat (UV) - Come ha già detto il Presidente, se c'è qualcuno che può intervenire subito, bene, altrimenti che si sappia, fin da adesso, chi deve intervenire oggi pomeriggio: cominci a mettersi in lista, almeno sapremo chi dovrà parlare e fino a che ora si protrarrà la discussione.

Presidente - L'abitudine di mettersi in lista non è prerogativa di questo Consiglio regionale. Comunque, c'è qualche Consigliere che intende intervenire? Io penso che si possa fare un intervento; però sono d'accordo, anzi sono uno dei sostenitori della prenotazione della richiesta di parola. Pertanto potrei aderire alla sospensione - sono le 12,17 - della seduta, ed alla ripresa alle ore 16 con la discussione generale.

Mi assocerei vivamente alla proposta del Consigliere Voyat riguardo alle iscrizioni per il dibattito sulla discussione generale.

Sono iscritti a parlare i Consiglieri Minuzzo, Péaquin, Tonino, Viberti, Clusaz, Lustrissy, Nebbia, Fosson.

Colleghi Consiglieri, vi ricordo che oggi alle ore 15 - e quindi facciamo anche bene a interrompere i lavori prima della mezza - si riunirà la V Commissione. Pertanto i Commissari della V Commissione - Promozione Sociale e Formazione Professionale - sono pregati di essere presenti perché non manchi il numero legale.

Inoltre, se i Capigruppo sono d'accordo e sono disposti a fermarsi cinque minuti, darei loro la proposta di calendario per le riunioni di marzo e aprile.

La seduta è sospesa. Riprenderà alle ore 16.