Objet du Conseil n. 18 du 14 janvier 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 18/81 - PREDISPOSIZIONE DI UN PROGETTO DI LEGGE REGIONALE SULLA FORMAZIONE PROFESSIONALE. (Ritiro di mozione)
Presidente - Do lettura della mozione presentata dai Consiglieri Cout, Carral e Péaquin.
MOZIONE
RILEVATA la necessità di un maggiore dibattito tra le varie forze sociali e politiche e di un maggiore coordinamento delle iniziative di formazione professionale da attuare nella Regione Autonoma della Valle d'Aosta;
TENUTO PRESENTE che si è legiferato in modo innovativo su questo argomento sia da parte del Parlamento che da parte di numerose Regioni;
RITENUTO OPPPORTUNO che si arrivi al più presto in Valle d'Aosta ad un progetto di legge generale su questo argomento;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
DELIBERA
di impegnare la Giunta regionale a:
formare una Commissione di studio composta da rappresentanti del Consiglio regionale, delle Organizzazioni Sindacali, dell'Ufficio del Lavoro e da tecnici, con il compito di predisporre un progetto di legge generale per la Valle d'Aosta sulla formazione professionale da presentare in Consiglio regionale entro il termine di 90 giorni.
Presidente - La parola al Consigliere Cout, che illustra la mozione.
Cout (PCI) - Non si tratta di discutere di una legge sulla formazione professionale, ma piuttosto di vedere se è necessario arrivare a questa legge, quindi cercherò di essere abbastanza breve, illustrando solo i motivi per cui secondo noi è necessaria in valle una legge sulla formazione professionale.
Intanto direi che la formazione professionale è sempre più necessaria, non solo, penso, per la Valle d'Aosta, ma per l'Italia e addirittura per la Comunità Europea, visto che, tra l'altro, una serie di disposizioni ci arrivano appunto dalla CEE.
Sinora però la formazione professionale era avvenuta su basi abbastanza disorganiche in tutta Italia. Quindi questa carenza riguarda non solo la Valle d'Aosta, ma tutto il Paese.
Infatti da tempo in Italia si era pensato di arrivare ad una legge che cercasse di coordinare e raggruppare le iniziative che stavano andando avanti. Ci sono state diverse proposte di legge, che sono poi sfociate nella legge 845 del '78.
Questa legge, che delega alle Regioni i compiti di formazione professionale, cerca però di tracciare alcuni ordinamenti generali, facendo della formazione professionale non una cosa a sé, o parallela alla scuola, ma un discorso che cerchi di coordinare queste iniziative con quelle più generali alla scuola anche dell'obbligo del periodo successivo all'obbligo.
Ci sono anche altri motivi: quello dei collegamenti con gli sbocchi occupazionali e quindi il mercato del lavoro (tant'è che i diplomati, i laureati o qualificati incontrano sempre più difficoltà a trovare un lavoro per le loro qualifiche specifiche) è tutto un discorso di formazione professionale inerente ai nuovi posti di lavoro. Lo stesso Presidente della Giunta, ieri, in occasione di una risposta che ci aveva dato sull'IMVA, ha detto che c'è un problema di formazione professionale per gli stessi lavoratori che dovrebbero andare in settori di industrie riconvertite.
In Valle d'Aosta, le iniziative di formazione professionale che ci sono state sinora sono andate abbastanza per conto loro, nel senso che i vari Assessorati le portavano avanti senza sentire gli Assessorati più vicini. Si è arrivati, alla fine, a cercare di riunire la formazione professionale almeno per ciò che riguarda le quote in bilancio, formando un settore a sé, anche se poi mancavano dei coordinamenti. Questi sono stati trovati formando, con una delibera di Giunta, una Commissione interassessorile della quale facevano parte i dirigenti dei vari Assessorati, coordinata dal Segretario generale. Tra l'altro non sono chiari i motivi per cui per questa funzione di coordinamento s'è scelto un Segretario al posto di un Assessore, né quanto sia produttivo un coordinamento che avviene in questo modo.
Direi che tutto questo va superato, e secondo noi è necessario arrivare a una proposta di legge che dovrebbe essere formulata da tecnici, da membri del Consiglio regionale e da rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, visto che le stesse al momento attuale stanno interessandosi di questo problema. Mi risulta che anche nell'ultimo incontro del Presidente della Giunta con le Organizzazioni sindacali si è parlato di questo (almeno, è quanto era riportato dai giornali). È una delle richieste che stanno andando avanti.
Si parla anche di organizzare, da parte del Comitato per le 150 ore, un convegno sulla formazione permanente, di cui appunto la formazione professionale è parte abbastanza consistente.
Secondo noi è necessario arrivare a una proposta di legge anche perché s'è visto nella Commissione impiego dell'Ufficio del Lavoro che ci sono delle carenze notevoli; gli stessi collegamenti tra questa Commissione e gli interessati della Commissione interassessorile vengono tenuti solo tramite i "foglietti".
Molte volte le proposte che sono discusse non hanno attuazione nel loro contenuto; molte volte vengono addirittura dimenticate, come è stato fatto nell'ultima formulazione della proposta della Giunta da inviare al Ministero.
Inoltre, noi pensiamo che si debba arrivare a una discussione diversa sulla formazione professionale, proprio ricordandoci di come si è arrivati a quella ratifica di deliberazione di Giunta sul quadro di formazione professionale per l'80-81 che comprende una spesa, nei due anni, di oltre 5 miliardi. Noi pensiamo che, trattandosi di 5 miliardi, debbano essere maggiormente coinvolti i Consiglieri regionali e la competente Commissione consiliare, che non ne ha neanche preso visione. E pensiamo quindi che un quadro generale di formazione professionale in Valle d'Aosta non sia solo una deliberazione di Giunta che debba essere ratificata dal Consiglio senza che questo possa entrare nel merito, visto che, quando la deliberazione arriva in Aula, è addirittura già stata inviata al Ministero; per cui o la si accetta, o la si potrebbe al limite, rifiutare, al pari di un decreto, se è valido il confronto, senza poter entrare nel merito.
Noi abbiamo il timore che, se non si arriva ad una legge sulla formazione professionale, il prossimo anno si arriverà in Consiglio regionale ancora in questo modo. Poiché vorremmo evitare questo, ecco la nostra proposta.
C'è forse una inesattezza da chiarire nel deliberato, quando si parla della Commissione che dovrebbe predisporre un progetto di legge da presentare in Consiglio; l'intenzione non era di dire che la Commissione può proporre al Consiglio, ma evidentemente di dire che la Commissione porterà questi elementi per un progetto di legge alla Giunta, alla Commissione consiliare competente e poi saranno i Consiglieri, o la Giunta, a presentare alla discussione del Consiglio questo progetto di legge.
Presidente - È aperta la discussione sulla mozione testé illustrata dal collega Cout. Chi chiede la parola?
Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, Andrione, ne ha facoltà.
Andrione (UV) - La mozione certamente tocca un punto utile; io non concordo, invece, sulla formazione della Commissione che dovrebbe formulare il progetto di legge. Per la formazione professionale, come per tutte le formazioni, non c'è bisogno di politica: non è che per insegnare la matematica, o il greco, o la formazione professionale, in genere ci sia bisogno di un Assessore; è una questione tecnica che pensiamo possa essere discussa e preparata a livello tecnico, dopo di che verrà esaminata a livello politico.
Con lettera del 3 dicembre il Comitato interassessorile ha proposto la creazione di una Commissione di studio per preparare la legge in questione - poi darò la delibera al Consigliere Cout -: ne fanno parte la dottoressa Maria Valsania, la dottoressa Alessandra Della Guardia, la professoressa Gianna Bonis e un tecnico designato dall'ISFOL del quale non ho ancora ricevuto la segnalazione. Quando la Commissione in questione avrà rassegnato il progetto di legge, questo verrà discusso in Giunta; penso che la Giunta lo approfondirà, ma grosso modo il testo sarà quello preparato. Lo passeremo, magari con urgenza, alla Commissione, e la Commissione potrà invitare le Organizzazioni sindacali, l'Ufficio del Lavoro a discuterlo; quindi il Consiglio esaminerà e approverà un testo lungamente discusso, però mi sembra che la procedura di formazione delle leggi debba essere rispettata, anche per un certo tecnicismo della formazione legislativa.
Io pregherei allora, se si può trovare un accordo, dato che quello che si vuole è la stessa cosa, che voi ritiraste la mozione, e io potrei prendere l'impegno di dire alla Commissione in questione, se ci sono delle proposte concrete, di interpellare i Consiglieri che hanno voglia di apportare, già in fase di preparazione della legge, delle opinioni o delle idee.
Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Minuzzo, ne ha facoltà.
Minuzzo (PSDI) - Mi fa piacere aver sentito il Presidente della Giunta dire che è stata fatta una deliberazione con la quale si istituiva una Commissione per predisporre una nuova legge; ritengo tuttavia che quella delibera abbia una leggera carenza, e chiederei al Presidente se può integrare quella Commissione con un rappresentante della Commissione per l'Albo Artigiani, tenendo conto della grossa funzione che hanno le attività artigiane oggi. Non bisogna dimenticare, fra l'altro, che la legge regionale del 10 maggio '57, n. 2, che è la legge istitutiva della Commissione regionale per l'Albo Artigiani, prevede fra i compiti di questa lo studiare e il formulare delle proposte concrete per la formazione professionale. Di questo avevamo iniziato a discutere nella Commissione consultiva istitutiva dall'Assessore Chabod, che adesso è assente; poi, probabilmente per impegni del Presidente, Dott. Marconi, non abbiamo potuto proseguire questo discorso. Però ritengo che sarebbe importante inserire in questa Commissione, se il Presidente lo ritiene opportuno, un rappresentante della Commissione per l'Albo, o per lo meno sentire la Commissione per l'Albo, perché certamente avrebbe delle proposte concrete e ritengo valide da fare.
Andrione (UV) - Si tratta di predisporre un progetto di legge che è un progetto di legge tecnico; il Dott. Marconi può prendere contatto con la Signora Valsania e, se c'è qualche necessità, possiamo modificare la delibera; se invece riescono a trovare una concordanza, è tutto fatto.
Minuzzo (PSDI) - Sarebbe sufficiente sentire la Commissione, anche perché, e concludo, è un problema che stiamo alquanto dibattendo all'interno della nostra Associazione, perché ci rendiamo conto che non ci sono più giovani che si avviano alle attività artigianali.
Presidente - Vi sono altri colleghi che intendono chiedere la parola?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Cout, ne ha facoltà.
Cout (PCI) - L'intenzione nostra era che in qualche modo si potesse arrivare a una legge che mettesse un po' di ordine in tutte queste iniziative, che stanno andando avanti comunque. Il fatto che sia stata formata già una Commissione da parte della Giunta, può indubbiamente far ritenere superata l'iniziativa della mozione. Chiederemmo quindi al Presidente della Giunta, se fosse possibile, visto che questa Commissione è formata, che comunque si dessero delle disposizioni affinché possano essere sentiti i Consiglieri regionali di maggioranza o di minoranza che eventualmente fossero interessati alla cosa, le Organizzazioni sindacali, e appunto, un rappresentante dell'Ufficio del Lavoro (visto che anche in questo settore sono molto interessati) e non compaiono nella composizione della Commissione preposta dalla Giunta.
A questo punto non ci rimane che ritirare la mozione.
Presidente - Colleghi Consiglieri, la mozione è ritirata, a seguito degli impegni assunti dal Presidente della Giunta di realizzare questi contatti, formali ed informali, nel corso della predisposizione del disegno di legge.
