Objet du Conseil n. 17 du 14 janvier 1981 - Resoconto
OGGETTO N. 17/81 - PROPOSTA DI LEGGE CONCERNENTE: "REGOLAMENTAZIONE DELLO SVERSAMENTO E DELL'ABBANDONO DEI RIFIUTI E RESIDUI SOLIDI".
Presidente - Questo provvedimento è già venuto in Consiglio alcune volte ed è stato rinviato sia su richiesta dell'Assessore, sia su richiesta dei proponenti. La Commissione permanente per l'Assetto del Territorio e la Tutela dell'Ambiente ha espresso, il 7 gennaio, un parere articolato: i Consiglieri Baiocco, Nebbia e Tonino hanno espresso parere favorevole; i Consiglieri Lanièce e Faval si sono riservati di esprimere il parere in Aula.
Pertanto il Consiglio è chiamato ad esaminare il provvedimento.
La parola al Consigliere Nebbia, che è uno dei presentatori, per la relazione.
Nebbia (PSI) - Questo provvedimento affronta aspetti parziali del più ampio problema dello smaltimento dei rifiuti, che è un problema tipico della società moderna; aspetti parziali, perché sappiamo benissimo che il problema è molto ampio e che, per molti aspetti non è ancora perfettamente conosciuto. Si sa che dai rifiuti, che costituiscono una miniera, in senso letterale, di risorse, è possibile ricavare materiale ed energia. Le forme di utilizzazione, però, non sono ancora sufficientemente sperimentate e ciascuna di quelle sino ad oggi utilizzate, oltre ad una notevole serie di vantaggi, ha dimostrato anche di possedere alcuni svantaggi. Mi riferisco, ad esempio, alla diossina, che, è stato dimostrato, è il risultato dei fumi degli inceneritori; mi riferisco all'inquinamento aereo o delle falde idriche, oppure a tutta un'altra serie di aspetti secondari e negativi che oggi vengono man mano meglio conosciuti.
Si pensa, però, che nell'arco di qualche anno ci sarà la possibilità di affrontare globalmente il problema e di recuperare proprio da questa quantità di rifiuti, che oggi ammonta a circa un chilogrammo per persona al giorno, tutta una serie di prodotti e una quantità di energia che in questo momento noi sprechiamo.
Per poter affrontare il problema quando la soluzione ottimale sarà stata trovata, è opportuno però che la Regione nel suo complesso si prepari, sia dal punto di vista organizzativo, sia per quanto concerne l'educazione dei cittadini, poiché oggi vediamo e sappiamo tutti come i rifiuti vengano abbandonati: ne sono esempio la collina che si sta formando, uscendo da Aosta, subito prima della stazione dell'autostrada ed i vari depositi che vengono scaricati in diversi Comuni che ospitano rifiuti di altri Comuni. È opportuna una forma di organizzazione in modo tale che quando si conosca con precisione quali possibilità e forme di recupero ci siano, non ci si trovi di fronte a montagne di rifiuti indifferenziati, marciti o deperiti, ma si sia già operata una cernita preventiva di questi materiali. Mi riferisco, ad esempio, al vetro, per il quale basti ricordare che nelle città della vicina Svizzera la sua raccolta viene effettuata addirittura separando il colore dello stesso. Mi riferisco alla raccolta di materiali metallici, alla raccolta delle materie plastiche e della carta, alla raccolta di tutti quei materiali che sono bio-degradabili, come i residui alimentari e simili. Quindi è importante una cernita preventiva dei rifiuti non solo all'atto della discarica, ma all'atto della raccolta, attraverso sistemi differenziati di raccolta e per l'educazione della popolazione alla cernita preventiva dei materiali.
Altro aspetto che la legge tocca, sempre sul piano dell'educazione della popolazione, è quello dell'abbandono incontrollato dei rifiuti effettuato sul territorio non solo dagli abitanti della regione, ma anche dalla massa dei turisti. Basta girare un pochino per prati, per boschi o per pascoli per vedere che i rifiuti dei pic-nic o delle merende sono dispersi un po' dappertutto, in particolare nelle località a più alta concentrazione turistica, dove sarebbe opportuna invece una maggiore pulizia. Mi riferisco ad esempio alla zona di Valnontey nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, che è il punto dove arrivano tutti, si fermano e lasciano il loro ricordo. È quindi opportuna una regolamentazione anche di questo aspetto, e una campagna di educazione da parte della Regione e dei Comuni, che eviti, ad esempio, che durante le famose giornate ecologiche effettuate in molti Comuni, che forse recentemente non sono più state molto frequenti, si trovino tonnellate di rifiuti, per cui si debba fare gli spazzini per conto terzi.
Il significato della legge è questo: è un significato direi limitato, è un intervento parziale in attesa di migliori e ulteriori definizioni del problema, che potranno venire in futuro
Presidente - È aperta la discussione generale sulla proposta di legge n. 213. C'è qualcuno che intende prendere la parola?
La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Rollandin.
Rollandin (UV) - Già partecipando ai lavori della Commissione sull'Assetto del Territorio avevo avuto modo di dire qual'era la nostra posizione, e di illustrare qual'era il lavoro della Commissione che, da quasi due anni, sta studiando il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi per cercare di trovare, da una parte, la soluzione più idonea in relazione alle caratteristiche della nostra regione, dall'altra quelle che sono le tecniche più aggiornate, più all'avanguardia, per il recupero di quell'energia che, senza dubbio, è contenuta nei rifiuti, concordando in questo con quanto detto dal Consigliere Nebbia.
Fin ora una delle più grosse difficoltà incontrate dalla Commissione è stata quella di avere dei supporti tecnici validi sulle tecnologie più avanzate e sulle metodologie che stanno attuandosi in diversi Paesi, senza avere quei raffronti e quella possibilità di confronto indispensabili per proporre soluzioni definitive per la nostra regione.
Non sto qui, in quanto dovrebbe essere oggetto poi della discussione generale in Aula quando si parlerà della soluzione definitiva, ad accennare alle varie metodologie, ad alcune delle quali ha già accennato il Consigliere Nebbia.
La Commissione ha preso in esame praticamente tutti i sistemi di recupero attualmente esistenti, e si è fatta premura, fra l'altro, di valutare, a livello economico, quali possono essere i risvolti di questi trattamenti. Per fare un esempio, il famoso procedimento Rossi, dal quale con un sistema di pirolisi frazionata, si ottengono i derivati del petrolio, con un procedimento che sulla carta era definito come simile a quello avvenuto in natura nel corso di millenni, fatto in modo accelerato con delle macchine, per cui si ottiene dal trattamento dei rifiuti fino al 30% di petrolio rispetto al peso dei rifiuti utilizzati.
Non sto qui a fare delle considerazioni in merito, comunque è chiaro che l'esame di questo procedimento ha impegnato la Commissione per molto tempo. Per ottenere dei ragguagli è stato interessato il CNR, che ha un progetto finalizzato allo smaltimento dei rifiuti, e che ci sembrava l'organo nazionale più idoneo a dare dei chiarimenti su questo problema.
Proprio da questo organismo non c'è stata data garanzia su questo procedimento, al di là di quello che succede alla periferia di Milano, dove un impianto del genere è funzionante, però riguarda essenzialmente lo smaltimento di rifiuti industriali e in particolare di pneumatici di auto, che, come sappiamo, sono già derivati del petrolio, per cui è logico che il ricavo possa essere più alto.
Gli altri tipi di smaltimento lasciano ancora il fianco a delle critiche, e quindi non ci è stato possibile arrivare a una soluzione.
Uno dei problemi che era stato posto all'attenzione della Commissione era quello della raccolta differenziata; esiste in materia una legge che detta norme di comportamento specificando gli impegni della Regione e dei Comuni e la competenza a fornire indirizzi in materia. Quindi la raccolta differenziata è stata presa in considerazione ed è senz'altro una via da percorrere, tenuto conto che i problemi di educazione sono alla base dell'intera questione. Anche qui concordo con quanto detto dal Consigliere Nebbia, che va fatto un grosso sforzo per sensibilizzare e coinvolgere non solo la nostra popolazione, ma in questo caso anche coloro che poi sono i fruitori delle nostre bellezze, cioè i turisti, che troppe volte vediamo dare degli esempi piuttosto negativi di comportamento, in quanto lasciano dappertutto le immondizie sparse sul terreno, per cui noi diventiamo gli spazzini dei turisti.
Per questi motivi noi concordiamo sullo spirito di questo provvedimento che, come è stato detto dai proponenti, non è senz'altro la soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti, ma riprende in parte una normativa che già alcuni Comuni hanno adottato; infatti laddove si fa la raccolta dei rifiuti in zone delimitate, già esiste una regolamentazione concernente la raccolta e i punti di deposito per il successivo trasporto in una delle varie discariche. Queste, purtroppo, nonostante si chiamino aree controllate, sono incontrollate, perché tutte le norme che dovrebbero essere osservate, finora non sono state applicate. Infatti, sia le norme di ricoprire continuamente gli strati di deposito, che di ripristinare le discariche, non sono purtroppo osservate, nonostante i ripetuti solleciti. Questo ha portato pericoli effettivi di epidemie, oltre che ad esempio l'invasione di ratti e altro. Cose che non sto a ricordare, perché abbiamo degli esempi eclatanti non solo all'uscita dell'autostrada, come si diceva prima, ma anche ad Arnad, dove la discarica è al limite del controllo, ed è comunque un problema di tutta una parte della bassa Valle, che francamente deve trovare una soluzione.
Dicevo che concordiamo con questo provvedimento, che è essenzialmente una regolamentazione e che prevede sanzioni che possono essere applicate nel caso di inosservanza; però, ripeto, come anche in Commissione era stato detto, il provvedimento poteva essere un'appendice a quella regolamentazione che potrà essere data al momento della soluzione, o almeno dell'indicazione regionale per lo smaltimento rifiuti: il precederla non preclude nulla. È chiaro che è e rimane una normativa, e quindi, come tale, prevede delle indicazioni essenzialmente repressive sulla questione in esame.
Resta, lo ripeto, l'importantissimo problema di educazione e di rispetto della natura, che va al di là di quelle che possono essere le norme repressive; è indispensabile che ci sia un comportamento di collaborazione da parte sia della popolazione che in questo caso è la meno responsabile, sia di chi viene nella nostra Valle, perché senza questa collaborazione non risolveremo senz'altro il problema apponendo nei punti più disparati determinate tabelle. In certe zone infatti queste esistono già, e ciò nonostante non succeda nulla, anzi, abbiamo degli esempi esattamente contrari.
Voteremo questo provvedimento con la precisazione che si tratta di una regolamentazione e come tale va intesa. Il problema dei rifiuti dovrà essere rivisto e indirizzato appena la Commissione si troverà nelle condizioni di fornire le proprie indicazioni, speriamo al più presto, a una soluzione idonea.
Avevo detto anche in Commissione che uno dei problemi è quello di non sprecare a priori questo potenziale energetico che è nei rifiuti; se troviamo la soluzione che possa, diciamo così, mantenere congelato, senza il pericolo di contaminare l'ambiente, un potenziale energetico valido, questa può essere utile in attesa che le ricerche, che impegnano abbastanza seriamente tutte le nazioni per trovare la soluzione ottimale, diano quei risultati che speriamo possano venire al più presto, e che possano permettere anche a noi, senza avventurarci in investimenti che sono al di là delle nostre capacità - perché dovremmo spendere 5-6 miliardi per un impianto senza sapere, tenuto conto delle previsioni dei tempi, se al momento in cui potrà funzionare sarà sorpassato già da tecniche nuove, soprattutto perché determinate procedure sono in fase avanzata di studio - possano permettere, dicevo, anche a noi, di risolvere questo problema.
Con questo, ripeto, noi voteremo a favore di questo provvedimento.
Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Tonino, ne ha facoltà.
Tonino (PCI) - Il valore che noi diamo alla proposta di legge presentata dal Consigliere Nebbia è soprattutto quello di sollevare il problema dello sversamento dei rifiuti da un punto di vista di conservazione del paesaggio e di tutela dell'ambiente.
È senza dubbio vero che le soluzioni per il riciclaggio dei rifiuti, le soluzioni per il recupero energetico dai rifiuti, le sperimentazioni, le ricerche che la Regione deve fare sollecitamente, sono importanti e in tal senso sta lavorando quel gruppo di studio di cui faccio parte, e occorrerà che al più presto si arrivi a una scelta e a una definizione. In quel momento potremo dare indicazioni più precise ai Comuni e alle Comunità Montane per un utilizzo, nel vero senso del termine, dei rifiuti.
L'aspetto principale di questa proposta di legge, sta invece nel dare subito una indicazione ai Comuni che non lo abbiano già fatto - perché alcuni Comuni si sono dati già una autoregolamentazione, ma è necessario che sia generalizzata - sulla necessità di scaricare in aree controllate e ben determinate, e di fare in modo che lo scarico sia fatto prevedendo uno sversamento differenziato dei vari rifiuti; perciò una sollecitazione ad una educazione sia nella raccolta che nello sversamento.
Questi sono gli aspetti che ci sembrano più importanti di questo progetto di legge, che, è vero, è oggi limitato, non è completo, e vedremo di completarlo non appena ci sarà un pronunciamento del Consiglio sulle tecniche di utilizzo dei rifiuti.
Tuttavia la sua importanza sta in questo: è opportuno anche con delle sanzioni che colpiscono chi trasgredisce, cominciare a dare una indicazione precisa da parte del Consiglio regionale a tutti gli Enti locali, a tutti i cittadini della Valle d'Aosta, e non solo della Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Tamone, ne ha facoltà.
Tamone (UV) - Brevemente, perché ho sentito l'Assessore Rollandin che parlava di un processo, che mi pare sia il processo Rossi. Sul n. 2 di "Famiglia Cristiana" di quest'anno, 1981, c'è appunto un articolo che concerne questa questione, articolo che io consiglierei di leggere all'Assessore Rollandin. L'inventore di questo processo dice tra l'altro di mettere a disposizione di un'autorità pubblica qualunque, non importa se Stato o Regione, comunque non un privato, questa apparecchiatura. E dichiara pubblicamente, sfidando lo Stato in pratica - perché si tratta di una sfida allo Stato - che se questa non funzionasse, lui ripagherebbe le spese. Forse sarebbe il caso che l'Assessore desse un'occhiata a questo articolo, così per informazione!
Presidente - È iscritto a parlare il Consigliere Lustrissy, ne ha facoltà.
Lustrissy (DP) - Solo per esprimere il nostro consenso a questa proposta di legge che, in attesa della definizione del problema generale dello smaltimento dei rifiuti del quale la Commissione si sta occupando, può costituire un modo per regolamentare meglio la situazione attuale, per evitare di agire solo con divieti, ed agire invece in termini propositivi, in modo da organizzare meglio la raccolta e il deposito di questo materiale da smaltire.
Per quanto riguarda il problema in generale ed il lavoro già svolto dalla Commissione speciale la relazione è già stata fatta dall'Assessore; la Commissione ha trovato delle grandi difficoltà, esaminando tutte le situazioni possibili e immaginabili, e ancora non ha intravisto una soluzione propositiva definitiva da portare in discussione al Consiglio regionale.
Mi permetterei solo di dire, per quanto riguarda il problema sollevato dal collega Tamone, che la Commissione ha già avuto degli incontri con questo professore di filosofia Rossi, da non confondere con l'altro Rossi, filosofo e politico. Purtroppo dai dati forniti e dalle informazioni avute in quelle occasioni, esaminando anche gli elaborati che ci erano stati presentati, abbiamo avuto la sensazione che si trattasse di una cosa che andava bene come riciclo di rifiuti all'interno di un certo tipo di azienda industriale, ad alta produzione di materia organica, dalla quale si poteva ricavare una serie di prodotti che potevano essere riciclati e riutilizzati all'interno dell'azienda; però niente era dato di conoscere in modo preciso sulla pratica utilità di questo procedimento esteso allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Anche perché il procedimento, a quanto pare, è molto segreto, e non è possibile neanche esaminarlo sotto il profilo tecnico in quanto c'è il segreto dell'invenzione, per cui nessuna valutazione positiva, secondo me, la Commissione ha potuto fare di questa proposta.
È chiaro che questo signore propaganda un suo prodotto, e a diverse riprese - abbiamo una collezione di articoli di stampa pubblicati dal "Corriere della Sera", e da altre pubblicazioni specializzate, ove lo stesso ripropone la sua offerta; le sue avances sono continue nei confronti delle Amministrazioni che sanno di avere questi problemi, allo scopo di commerciare un prodotto che egli ritiene utile. Però al momento non c'è ancora nessuna realizzazione pratica di questo brevetto, se non un tentativo fatto nello Stato di Washington che però è ancora da definire; in pratica si trattava solo di una commessa che è ancora in fase di studio e di progettazione, e che non si sa bene se verrà realizzata. Cioè, al di fuori delle aziende industriali, di esempi concreti di questo tipo di procedimento utilizzati dalle Pubbliche Amministrazioni, non è ancora dato di conoscere.
Pertanto credo che valga la pena, in attesa di definire meglio tutta questa problematica, di accettare questa proposta di legge, in modo da regolamentare meglio tutta questa situazione.
Presidente - Ci sono altri colleghi che intendono prendere la parola? Possiamo considerare chiusa la discussione generale? Allora, è chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Rollandin.
Rollandin (UV) - Volevo solo fare una precisazione riguardo all'art. 1, per un problema che a mio avviso doveva essere visto anche con i Comuni, perché questo li impegnerà in modo non indifferente. Al 3° comma si dice: "Le aree o attrezzature, devono prevedere lo sversamento differenziato"; allora sorge un problema, perché se la raccolta a monte non è differenziata, il mezzo di trasporto porterà nelle aree attrezzate quello che trova. Io ritengo che questo punto avrebbe dovuto essere oggetto di chiarimento, perché francamente metterà in difficoltà i Comuni, i quali attualmente non possono prevedere questo tipo di impostazione, se noi non diamo delle indicazioni in materia. Avevo dato anche al Consigliere Nebbia i testi delle leggi vigenti in materia che prevedono per Comuni al di sotto di 50.000 abitanti, la proposta di raccolta differenziata che, se accettata, acquista carattere impositivo.
Una formulazione del genere può creare disorientamento tra i Comuni per l'applicazione della legge, poiché non si può esigere in assoluto la discarica differenziata, finché chi si occupa della raccolta dei rifiuti non sarà nelle condizioni di trovarli preventivamente separati.
Me ne ero dimenticato prima, ma francamente questo è un punto che dovremmo chiarire meglio; oppure trovare un'altra formulazione; perché non mi risulta che la proposta di legge sia stata esaminata da parte dei Comuni, né che sia stata sentita l'Associazione Comuni - che avrebbe, penso, avuto modo di esprimersi in materia ma sarebbe stato opportuno verificarlo meglio, perché potrebbe effettivamente prestarsi a delle interpretazioni che potrebbero mettere in difficoltà i Comuni.
Per quanto riguarda il sistema Rossi, Lustrissy ha già detto che avevamo invitato ufficialmente il suo ideatore, oltre ad aver preso attraverso il CNR tutti i ragguagli in merito; avevamo chiesto addirittura, in un primo momento, di poter sperimentare questo metodo, cioè di prendere i nostri rifiuti e provare che cosa succedeva. Ci hanno risposto che questo avrebbe comportato una perdita secca per l'industria perché avrebbe significato bloccare l'apparecchiatura per un certo numero di giorni, in quanto è comprensibile che quel sistema di cilindri, con i vari meccanismi di triturazione e quindi di procedimento per arrivare al prodotto definitivo, avrebbe dovuto essere bloccato e svuotato completamente.
C'è inoltre il rebus degli additivi, sulla cui formulazione chimica nessuno sa niente, che è l'altro punto non chiaro.
Presidente - Passiamo all'esame dell'articolato.
Visto che sono state date alcune informazioni, la Presidenza ne dà un'altra, rapidissima, a chi si interessa di questo problema.
Nei giorni dal 10 al 13 marzo avrà luogo a Roma un convegno organizzato dal Consiglio dell'Europa, dall'Agence Technique des Cités Unies e da alcune grandi città - Roma, Parigi, Amburgo, Sofia, Fez, cioè città europee dei Paesi occidentali e socialisti e città dell'Africa - sul problema della raccolta, del trasporto e dell'utilizzazione dei rifiuti solidi urbani. L'originalità di questo incontro-convegno, articolato in quattro giorni, è di prevedere confronti ed esami delle situazioni nelle grandi città e in certe aree turistiche: un giorno di dibattito fra amministratori; un giorno di dibattito fra tecnici, esperti, studiosi in materia; e un giorno - questa è l'originalità - di dibattito e confronto, a fianco di una esposizione di materiali, anche con i produttori, le imprese che producono i forni, i mezzi di trasporto e di riciclaggio.
Ho dato questa informazione perché i colleghi che seguono questo problema riceveranno in seguito la documentazione, ed eventualmente le modalità di partecipazione.
Presidente - Do lettura dell'art. 1.
Art. 1
Ai fini sia di una migliore conservazione del paesaggio e del patrimonio naturale sia della salvaguardia della salute degli abitanti della Regione, come del riciclaggio delle materie più pregiate, lo sversamento di rifiuti e residui solidi è consentito nelle sole aree o attrezzature a ciò autorizzate, chiaramente indicate sul terreno mediante apposite tabelle di segnalazione.
Le aree, o attrezzature, sono individuate, entro nove mesi dalla entrata in vigore della presente legge, da Comuni singoli, o associati per l'individuazione di aree comprensoriali, mentre le tabelle saranno apposte dai singoli Comuni interessati, su parere conforme degli Assessorati regionali all'Agricoltura, alla Sanità ed al Turismo, per quanto di competenza.
La non comunicazione del suddetto parere entro sessanta giorni dalla richiesta equivale a parere positivo.
Le aree, o attrezzature, devono prevedere lo sversamento differenziato dei rifiuti, o residui solidi, a seconda se si tratti di macerie e materiali inerti vari, carcasse di automobili e di elettrodomestici, rifiuti organici, vetro, materiali metallici ferrosi e non ferrosi, carta e materie plastiche in genere.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Per quanto riguarda l'argomento che ha sollevato l'Assessore Rollandin, mi rendo benissimo conto che esiste quel problema, ma direi che scopo della legge è di provocare anche la raccolta differenziata; cioè è evidente che lo sversamento differenziato non può avvenire se non avviene la raccolta differenziata, che, ripeto, in altre località della vicina Svizzera avviene, perché vengono raccolti separatamente, per esempio, i giornali, cioè la carta, dai rifiuti organici. Quindi noi dobbiamo fare in modo, prevedendo una maniera indiretta di educare, quella di cui parlavo in precedenza, che tutti i cittadini si rendano conto del valore dei rifiuti, cosicché già all'origine ne facciano la cernita.
So che ci sono degli impianti di cernita anche in sede di raccolta generale, che però hanno dei costi elevati, evidentemente, e non credo che questa soluzione sia possibile. Penso che sia molto più semplice, con il tempo, fare in modo che i Comuni raccolgano separatamente, o meglio, che la gente selezioni i diversi rifiuti. È chiaro che la cosa non può avvenire da un giorno all'altro, però scopo della legge, e in senso educativo in questa materia, sarebbe proprio quello di fare in modo che questa scelta sia fatta all'origine.
Presidente - Vi sono altri che intendono parlare sull'art. 1?
Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità e Assistenza Sociale Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Vorrei solo chiedere se fosse possibile precisare, e a questo punto mettere una formula per cui si preveda la raccolta differenziata a monte, perché altrimenti questo problema sarà irrisolvibile.
Potremmo dire, specificando: "Qualora entri in funzione la raccolta differenziata nei singoli contenitori previsti dai Comuni, le aree o le attrezzature devono ..." o un'altra formula che sia soddisfacente.
Io sono aperto a qualsiasi soluzione, ma ripeto, questo punto deve essere formulato con precisione.
Presidente - Ha chiesto di parlare il Consigliere De Grandis, ne ha facoltà.
De Grandis (PRI) - Credo che senza penalizzare quello che è lo spirito dell'articolo, che vuole educare e favorire la raccolta differenziata per mettere in evidenza l'importanza di questo tipo di raccolta dei rifiuti, e viste le difficoltà reali che ci sono, specialmente per i piccoli Comuni, nell'organizzazione di una raccolta di questo tipo,si potrebbe, al 3° comma, dopo le parole: "Le aree, o attrezzature, devono prevedere" aggiungere le parole: "ove possibile", cioè: "Le aree, o attrezzature, devono prevedere, ove possibile, lo sversamento differenziato dei rifiuti ...". Questa piccola aggiunta lascerebbe già lo spazio a coloro che non hanno potuto organizzare ancora la raccolta differenziata, e evidentemente non possono procedere allo sversamento in zone differenziate.
Presidente - Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Non per essere troppo minuzioso, ma vorrei precisare che con la legislazione attuale - a parte che esiste un progetto di legge, il 1044, che da anni si discute a livello nazionale, ed è uno dei tanti che non va a buon fine - i singoli Comuni possono, se vogliono, proporre un provvedimento del genere, cioè possono proporre la raccolta differenziata dei rifiuti a scopo educativo, come norma di comportamento, ecc., ma non possono obbligare ad attenervisi. Avevo anche dato copia della legislazione in materia al Consigliere Nebbia perché potesse vederla; si può solo proporre, perché al momento attuale dovrebbe esserci l'approvazione addirittura del Ministero degli Interni per un tipo di impostazione del genere, per i Comuni al di sotto dei 50.000 abitanti.
Quindi sta bene anche "ove possibile", però è la classica formula all'italiana, per cui rimarrà tutto come prima. Cioè, o intendiamo andare avanti, e quindi far nostra una proposta del genere, chiedendo che in tutti i Comuni, dopo aver sentito il loro parere, questo venga proposto in modo organico e definitivo, oppure, in questa fase, inserire l'"ove possibile", però avendo chiaro che tutto rimarrà come prima.
Presidente - Io sommessamente mi permetto di far presente ai colleghi che la Presidenza non intende sollevare eccezioni se il Consiglio all'unanimità intende derogare al Regolamento. Ricordo che gli emendamenti devono essere presentati prima della chiusura della discussione generale, e che io ho ben precisato che la discussione generale era chiusa prima delle conclusioni dell'Assessore Rollandin. Tuttavia, se questa formulazione che corregge l'art. 1 può servire a migliorare non solo la legge, ma eventualmente, in futuro, a facilitarne l'applicazione, io credo che il Consiglio vorrà confortarmi con il suo parere unanime sulla deroga, anche perché non trattasi di emendamento che stravolge o modifica sostanzialmente l'articolo.
Era mio dovere farvi presente che ci troviamo di fronte a questa difficoltà procedurale. Se il Consiglio è d'accordo di superare la difficoltà procedurale e concorda sulle due parole "ove possibile", non ci sono obiezioni particolari da parte della Presidenza.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Nebbia, ne ha facoltà.
Nebbia (PSI) - Per quanto riguarda quanto ha detto il Presidente, io sono d'accordo, cioè sono disponibile anche a un emendamento in questa fase. Vorrei solo far notare che forse la lettura precisa del testo, con il verbo "prevedere" - che vorrebbe dire: "vedere prima quello che si potrà fare in futuro" - potrebbe rendere superflua qualsiasi precisazione. Chiedo al Presidente se dal punto di vista giuridico questa interpretazione sarebbe possibile. Se no, mi va bene "ove possibile", o anche, non so: "Le aree, o attrezzature, devono rendere possibile pervenire anche a un non immediato sversamento differenziato": è un po' troppo complesso, ma renderebbe chiare le cose.
Comunque, lasciamo "ove possibile", se siamo d'accordo.
Presidente - Vorrei l'unanimità del Consiglio ad accettare, data la limitatezza dell'emendamento e il fatto che il medesimo è, diciamo così, non sostanziale, di derogare al Regolamento e di presentarlo, discuterlo e concordarlo in sede di esame di articolato e non in sede di discussione generale.
Allora, il Consiglio deroga per questo caso particolare, in via eccezionale, alla presentazione degli emendamenti in sede di discussione generale.
Presidente - Metto in approvazione l'emendamento del Consigliere De Grandis al 3° comma dell'art. 1.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 1 nel testo che ha recepito l'emendamento.
Art. 1
Ai fini sia di una migliore conservazione del paesaggio e del patrimonio naturale sia della salvaguardia della salute degli abitanti della Regione, come del riciclaggio delle materie più pregiate, lo sversamento di rifiuti e residui solidi è consentito nelle sole aree o attrezzature a ciò autorizzate, chiaramente indicate sul terreno mediante apposite tabelle di segnalazione.
Le aree, o attrezzature, sono individuate, entro nove mesi dall'entrata in vigore della presente legge, da Comuni singoli o associati per l'individuazione di aree comprensoriali, mentre le tabelle saranno apposte dai singoli Comuni interessati, su parere conforme degli Assessorati regionali all'Agricoltura, alla Sanità ed al Turismo, per quanto di competenza. La non comunicazione del suddetto parere entro sessanta giorni dalla richiesta equivale a parere positivo.
Le aree, o attrezzature, devono prevedere, ove possibile, lo sversamento differenziato dei rifiuti, o servizi solidi, a seconda se si tratti di macerie e materiali inerti vari, carcasse di automobili e di elettrodomestici, rifiuti organici, vetro, materiali metallici ferrosi e non ferrosi, carta e materie plastiche in genere.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 1.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 2.
Art. 2
Sono incaricati della sorveglianza e dell'applicazione della presente legge gli agenti del Corpo Forestale Valdostano, gli organi di polizia locale e gli organi di pubblica sicurezza.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 2.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 3.
Art. 3
Per la violazione alle disposizioni della presente legge mediante il getto, lo sversamento o l'abbandono di rifiuti e residui solidi di qualunque genere effettuato al di fuori delle aree e delle attrezzature, a ciò appositamente destinate, si applicano le seguenti le seguenti sanzioni amministrative:
a) da £. 20.000 a £. 60.000 per oggetti singoli, o per un complesso di oggetti anche racchiusi in contenitore, il cui trasporto sia agevolmente effettuabile a mano;
b) da £. 80.000 a £. 240.000 per oggetti singoli o per loro complessi per il cui trasporto si reputi necessario o sia stato accertato l'uso di un mezzo a trazione animale, ovvero di un mezzo motorizzato a tre ruote destinato al trasporto di cose, ovvero di un mezzo motorizzato a tre o quattro ruote destinato al trasporto di persone, ovvero per l'abbandono di carcasse di automobili, motociclette od altri mezzi di locomozione;
c) da £. 200.000 a £. 600.000 per oggetti singoli o per loro complessi per il cui trasporto si reputi necessario o sia stato accertato l'uso di un mezzo motorizzato a quattro o più ruote destinato al trasporto di cose.
Le sanzioni amministrative di cui sopra sono ridotte della metà qualora il trasgressore provveda, all'atto della contestazione dei fatti, al recupero di quanto gettato o lasciato.
Le sanzioni amministrative previste sono altresì raddoppiate quando la violazione sia effettuata da un'ora dopo il tramonto a un'ora prima del levar del sole.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 3.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 4.
Art. 4
Per l'accertamento delle infrazioni delle relative sanzioni, si applicano le disposizioni della legge statale 24 dicembre 1975, n. 706.
I proventi delle sanzioni amministrative sono introitati dai Comuni qualora l'accertamento dell'infrazione sia avvenuto ad opera di agenti comunali e, negli altri casi, dalla Regione.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 4.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 5.
Art. 5
I comuni sono tenuti a rendere nota, mediante manifesti, la localizzazione delle aree e delle attrezzature, specificando inoltre le modalità per lo sversamento differenziato dei rifiuti.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 5.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Do lettura dell'art. 6.
Art. 6
I proventi delle sanzioni amministrative di spettanza regionale saranno introitati al Capitolo 7700 "Proventi pene pecuniarie per contravvenzioni" della parte Entrata del Bilancio di previsione della Regione per l'anno 1980 ed ai corrispondenti capitoli di Bilancio per gli anni successivi.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Presidente - Metto in approvazione l'art. 6.
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità.
Presidente - Non ci sono dichiarazioni di voto.
Il Consiglio è chiamato a pronunciarsi per votazione segreta sulla proposta di legge n. 213.
Votazione segreta
Esito della votazione:
Presenti e votanti: 30
Favorevoli: 28
Contrari: 2
Il Consiglio approva.
