Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 133 du 25 septembre 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 133/XIV - Interpellanza: "Problematiche relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali irrigui e dei torrenti della regione".

Président - Pour l'illustration, la parole au collègue Guichardaz... Pour une question d'ordre, la parole au collègue Viérin.

Viérin L. (UVP) - Merci Madame la Présidente.

Seulement pour signaler que dans la dernière heure il y a eu des nombreuses absences de la part de la majorité, au-delà de qui a des problèmes personnels...nous n'avons pas voulu demander la vérification du nombre légal...justement pour cela. Nous vous demandons, à vous, Présidente, au moins au Président du Conseil de garantir la présence ici, comme nous sommes en train de le faire tous, le Gouvernement en tête. Merci.

Président - Merci collègue. Moi j'ai eu une petite réunion pour l'École de la démocratie, que vous savez est une initiative de tout le Conseil, on a eu vraiment...j'ai fait un quart d'heure de réunion, j'étais là quand même, dans cette salle. La parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Grazie Presidente.

Quest'interpellanza ve la sareste potuta evitare, me la sarei potuta evitare anch'io, se aveste risposto ad una nota che ho inviato agli Assessori Testolin, Bianchi e Viérin e ai loro dirigenti il 13 agosto scorso, ma, come ci insegna il Presidente Rollandin, ai Consiglieri è consentito di esplicitare il proprio mandato per lo più in quest'aula e non altrove, quanto meno noi dell'opposizione, così magari potete fare il vostro siparietto e magari rispondere con strategiche evasività, in alcuni casi, o con eccessiva pedanteria in altri casi, a seconda... Come vedete...poi glielo dico, Presidente, lo sa benissimo...mi ha risposto in due lettere che il sindacato ispettivo dei Consiglieri si deve espletare in altra sede che non attraverso le interrogazioni, ma poi torneremo anche su quest'aspetto. Come vedete, metto le mani avanti, sperando di avere dei dati precisi e non solo delle opinioni, ma ne dubito. Mi chiederete come mai uso questo tono un po' piccato: perché in meno di tre mesi, da quando sono Consigliere regionale, mi sono beccato: due negazioni di informazioni appunto dal Presidente della Giunta, dicendo che la sede della richiesta non era quella del 116, ma eventualmente questa; uno sfottò da parte di un altro Assessore e tre mancate risposte, tre. Capisco che una segnalazione non è un 116, in ogni caso non vedo che cosa cambi, è vero Presidente Rollandin? Perché tanto poi le risposte non arrivano. Una cortesia vorrebbe anche un ricevuto "grazie" eventualmente - non parlo con lei, Presidente, ma parlo con i destinatari della mia segnalazione -, o anche solo un: "grazie non mi interessa", così giusto per capire se esisto o se devo passare solo alla fine del mese in ufficio a ritirare il mio stipendio da Consigliere!

Per fortuna, una risposta qualcuno l'ha avuta, e la cosa non può che farmi piacere. Un gruppo di cittadini ha lanciato l'allarme per le pessime condizioni di manutenzione del torrente Saint-Barthélemy, memori dei fatti alluvionali del 2000. Il Coordinatore del Dipartimento protezione del suolo dell'Assessorato delle opere pubbliche, il dottor Rocco, e l'Assessore Viérin hanno risposto con dovizia di argomentazioni: l'uno dichiarando che le ramaglie nei torrenti sono utili, anzi migliorano la qualità dell'acqua, il Dirigente del Dipartimento protezione, e l'altro, l'Assessore Viérin, invocando il ritorno alle corvées, come facevano i nostri avi. Certo, in un periodo di ristrettezze economiche, visto il caos che avete ingenerato con l'esternalizzazione dei cantieri forestali, la risposta più logica non può che essere questa. Mi spiace far ridere sganasciatamente il Presidente, ma vado avanti come se non avessi visto...e la risposta è un detto e non detto, che tende a minimizzare e a rinviare il problema ai cittadini, che, a detta dell'Assessore Viérin, non fanno più la parte che gli spetta e cioè le corvées, ma la tutela del territorio richiederebbe meno risposte semplicistiche ed approssimative e più impegno ed applicazione da parte dei nostri amministratori.

Per tornare all'interpellanza, mi piace ricordare che il problema parte anche nel mio caso da una segnalazione di cittadini. Qualche tempo fa, infatti, ricevetti una mail di alcuni cittadini che si sono definiti "camminatori per ruscelli e canali" e che mi hanno raccontato le loro preoccupazioni - stralci di questa mail li ho riportati nella famosa nota a cui non è mai stata data una risposta (ma l'Assessore Viérin, in via ufficiosa, mi ha detto che presto o tardi arriva) - e dicono di una preoccupazione per il pessimo stato dei nostri canali e dei nostri torrenti, con particolare riferimento al torrente Comboé - e tutti ci ricordiamo che cosa è successo nel corso dell'alluvione del 2000 - e del canale che costeggia l'aeroporto e la zona commerciale, tanto per intenderci, quello che vi è tra l'aeroporto e il Dipartimento di prevenzione. Leggo testualmente ciò che hanno scritto i nostri amici sulla mail: "se non si provvede in tempi brevi, in caso di abbondanti precipitazioni, con una conseguente piena di tutti i corsi d'acqua, l'eradicazione di tutti questi arbusti potrebbe provocare un tappo al primo restringimento del passaggio, vanificando tutti i lavori strutturali che sono stati fatti dopo l'alluvione". Io allora ho fatto il bravo Consigliere scrupoloso e, prima di parlare, o di rispondere, o di inviare note solo per sentito dire, mi sono recato in loco, ho fatto una serie di fotografie anch'io, che ho inutilmente allegate alla segnalazione. Beh, devo dire che è peggio di quello che pensassi! La descrizione fatta dai "camminatori dei ru", di questi Signori che girano per canali e per torrenti, è ben più mite della situazione reale. Non solo quindi erbette, fiorellini e nemmeno fresche frasche, o, come le chiama il Coordinatore, ramaglie a dare ossigeno all'acqua, ma veri e propri alberi, spesso posizionati di traverso a causa dello spazio ridotto e dell'inclinazione dell'invaso, e bottiglie, sacchetti, rifiuti, ho tutto documentato. Il tutto lì accumulato in attesa che qualche volontario, in corvée, o qualche residuato di operaio forestale, se ce ne sono ancora, li tolga prima che arrivino le pioggerelline autunnali, che speriamo siano solo tali e non siano pioggerelline di forte entità. Il paventato rischio di esondazione quindi è solo una percezione di cittadini e di qualche Consigliere esagitato considerato che nessuno pare scaldarsi...

Ci sono ritornato a distanza di un mese e mezzo, proprio ieri, perché pensavo che la segnalazione avesse quanto meno indotto a dare una ripulita e gli alberi sono sempre lì, anzi ancora più vigorosi dell'altra volta, devo dire, così come i rifiuti e i sacchetti, anzi addirittura ho osservato dentro il canale di irrigazione una famigliola di anatre che nuotava tranquillamente controcorrente tra i canneti e la boscaglia. Io ho qua le foto, ne ho fatte alcune e devo dire che adesso si vedono poco, se volete, poi di là ve le faccio vedere e devo dire che non sono proprio erbacce o sterpaglie: questo è il torrente Comboé, questo è il canale, questo è un albero che tappa completamente l'uscita del canale. Ascolto con attenzione Assessore. Grazie.

Presidente - Grazie. Per la risposta, la parola all'Assessore Viérin.

Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.

Ringrazio anche il collega perché almeno ha ravvivato un po' la questione e lo ringrazio anche per la correttezza sul fatto che ha riconosciuto che ci eravamo già sentiti, anche verbalmente, in merito alla sua nota che era arrivata anche ai due colleghi di giunta. Il ritardo di questa nota, come le avevo già detto anche verbalmente, e da lei riconosciuto, è dovuto al fatto che la politica deve fare la politica e i tecnici i tecnici, quindi tutta questa tematica noi l'abbiamo data in mano ai tecnici: primo per verificare quali erano le situazioni, secondo per vedere che cosa si poteva fare e, terzo, quindi per risponderci in maniera tecnica, se è cambiata la procedura, o se bisogna cambiarla, o se è necessario procedere in altro senso. In merito a questo, la nota la riceverà, non so se è già partita, perché è stata fatta in comune tra tre Assessori per evitare di fare tre lettere.

Rispetto al primo quesito, i tecnici non rilevano situazioni di particolare criticità, se non casi occasionali di isolati alberi di altezza rilevante, che saranno oggetto di una verifica anche nel prossimo futuro, sono anche andati a fare una verifica nei contesti che lei ci ha trasmesso anche con foto.

Rispetto al secondo e al terzo quesito, rilevo che, da un punto di vista tecnico, la presenza di vegetazione naturale è di per sé, in generale, un fattore di sicurezza, consolida le ripe, rallenta il deflusso e riduce i picchi di piena a valle, ma il pensiero comune in molti casi l'ha trasformata in un potenziale fattore di rischio, non è vero, e il collega Roscio potrebbe anche confermarlo. In occasione delle piene maggiori, si verificano diffusi fenomeni franosi dai versanti boscati e vengono così trascinati negli alvei ingenti quantità di alberi sradicati, tronchi e ramaglie, che vanno ad ostruire la luce dei ponti soprattutto in aree montane e questo è un pericolo, causato dalla parte alta dei valloni o dei torrenti. Contro questo fenomeno il taglio della vegetazione d'alveo e riparia è del tutto impotente, perché chiaramente, quando partono le frane, gli alberi arrivano da monte e sono quelli che tappano poi i ponti e quant'altro. In generale assicuro che la situazione, a detta anche dei tecnici, è costantemente monitorata dalle strutture regionali competenti e dal Corpo forestale della Valle d'Aosta, che segnalano agli organi competenti lo stato di efficienza delle opere idrauliche e la necessità di eventuali interventi di manutenzione. Abbiamo quindi un monitoraggio costante da quelli che sono, diciamo, i tecnici sul territorio e anche dal Corpo forestale. Sulla base di tali ricognizioni tecniche, ripeto, si può escludere che, ad oggi, vi siano condizioni tali da favorire ondate di piena e conseguenti danni a persone o cose. Questo non solo nei casi che lei ha segnalato, perché noi abbiamo anche richiamato proprio i tecnici a verificare altre situazioni per capire se sono peggiorate o meno. Questi dati sono tenuti in considerazione nel programmare l'attività cantieristica e alcuni interventi sono già previsti. I tecnici ritengono che non sia possibile affermare a priori né che la vegetazione possa espandersi, né che essa debba essere rimossa, quindi bisogna andare a vedere sul posto. La decisione va presa caso per caso, in modo tecnico e circostanziato, considerando vantaggi e svantaggi dal punto di vista idraulico, oltre che gli impatti ambientali legati ad eventuali interventi e le adeguate misure di mitigazione. Negli ultimi anni quindi gli interventi si sono limitati ad un taglio selettivo delle piante di alto fusto negli alvei totalmente ostruiti, oppure per eliminare piante cadute.

Io ricordo, qui in Consiglio, quello che avevo già detto anche al collega: che stiamo lavorando anche per rilanciare le corvées o il concetto di corvées, che però oggi presentano effettivamente delle difficoltà difficilmente superabili, soprattutto sulle normative inerenti la sicurezza, parlo di abilitazioni di chi poi dovrebbe agire, i responsabili di cantiere, i piani di sicurezza, eccetera, tutte tematiche che il collega Guichardaz sa perfettamente. Posso poi lanciare anche un'idea, se la commissione competente è interessata a capire bene questo tema, che è più tecnico che politico...per avere dati più precisi, come lei diceva, credo quindi, infine, se i colleghi sono interessati, che sarebbe proficuo un incontro con la commissione competente e i tecnici che seguono questa problematica proprio per accrescere le conoscenze sull'argomento un po' per tutti, perché almeno possiamo anche rispondere alla gente che ci chiede di essere noi quelli che veicoliamo quelli che possono essere aspetti che vanno a favorire, anziché a sfavorire la sicurezza nei luoghi.

Président - Merci. Pour la réplique, la parole au collègue Guichardaz.

Guichardaz (PD-SIN.VDA) - Intanto è importante che sull'argomento si sia aperta una discussione, perché, ogni volta che si parla di un problema, cresce la sensibilità al problema stesso e quindi si attivano le energie necessarie. Riguardo alla questione tecnica, aspetto la nota in modo tale da potermela studiare, cercare di capire con le poche competenze che ho in materia di ingegneria idraulica, insomma, sul tema, se effettivamente non esiste o esiste un minimo problema di esondazione. Io però leggo...ho fatto alcune ricerche e gli statuti dei canali, così come la documentazione, per esempio, relativa ai servizi di bonifica ed irrigazione, ...cito il programma decennale delle opere pubbliche di bonifica e di irrigazione della Regione Friuli Venezia Giulia, a pagina 9, dove non mi sembra sia così tranquillizzante, si dice: "la necessità di intervenire con lavori di manutenzione prima e durante la stagione irrigua risulta evidentemente molto diffusa su gran parte delle strutture irrigue e di bonifica. L'esigenza di una costante manutenzione delle opere pubbliche di bonifica ed irrigazione, specialmente sfalci ed espurghi, risulta di fondamentale importanza per la corretta funzionalità delle opere realizzate". Aggiunge: "la dilazione dei tempi di inizio dei lavori manutentori comporta il pericolo di intasamento della rete irrigua e scolante per la naturale crescita della vegetazione spontanea, con conseguente compromissione dell'efficienza delle opere irrigue o nelle zone di scolo, con gravi difficoltà di sgrondo delle acque e possibilità di esondazioni, che potrebbero interessare non solo i terreni agricoli, ma anche i numerosi centri abitati esistenti sul territorio. Il buon esercizio delle opere di bonifica ed irrigazione impone pertanto di provvedere all'esecuzione dei lavori manutentori con notevole urgenza prima dell'inizio della stagione irrigua". Io non penso che quegli alberelli, se li vogliamo definire così, che ho fotografato siano proprio delle erbacce che avrebbero potuto essere tolte. Tra l'altro, se vi fate una ricerca sulle sentenze toscane del Tribunale delle acque, ci sono svariate sentenze che individuano nell'amministrazione o nell'ente, diciamo, gestore dei canali, il responsabile nel caso del risarcimento dei danni dipendenti dalla tracimazione e dall'esondazione di fiumi e torrenti, causate dall'omessa rimozione dei materiali accumulatesi nell'alveo di tali corsi d'acqua che abbiano ostacolato il libero deflusso delle acque. Questa è una sentenza, ce ne sono decine, vi invito a fare una ricerca su questo sito, potrete vedere che non sono fantasie e io - ripeto - faccio il mio lavoro di ricerca, poi probabilmente mi mancano dei pezzi o delle competenze.

Per quanto riguarda la questione delle frane, io ho citato diversi canali e diversi torrenti che sono imbrigliati, diciamo; in invasi di cemento armato? in quello, per esempio, attiguo all'aeroporto è quasi impossibile che venga giù una frana, a meno che non venga giù la Becca di Nona. Ripeto: sono contento che si sia aperta quanto meno una discussione, un ragionamento e che si siano sensibilizzate le istituzioni. A me interessa anche che quest'interrogazione rimanga agli atti e soprattutto serva poi, nell'eventualità che qualcuno abbia omesso di fare il proprio dovere, per individuare eventuali responsabilità nel caso dovessero succedere dei fenomeni come quelli del 2000. Grazie.

Président - Merci. On peut passer au point 45 à l'ordre du jour...ah, pardon, a demandé la parole la collègue Morelli...pour? Motion d'ordre? Vous avez la parole collègue.

Morelli (ALPE) - Merci Madame la Présidente.

Pour motion d'ordre, car nous sommes tous ravis de voir que dans les tribunes il y a un groupe de jeunes, nous sommes toujours heureux quand la séance du Conseil de la Vallée est suivie par des jeunes, mais je crois qu'il est notre devoir aussi de rappeler le respect du Règlement et donc, Madame la Présidente, je vous invite à relire l'article 49 (Discipline de la salle des séances et des tribunes): "les personnes étrangères au Conseil ne peuvent pénétrer dans la salle des séances, à l'exception du personnel qui est nécessaire aux services de l'Assemblée" et l'alinéa 5: "il est interdit aux journalistes et au public d'introduire dans la tribune des magnétophones ou des appareils photos, sauf autorisation du Président du Conseil". Bien gentiment, parce que nous ne voulons pas faire les rétrogrades plus que ça, mais a été publiée sur Twitter une photo du Conseil qui a été prise à l'intérieur de la salle et je ne crois pas que le photographe ait été autorisé.

Président - Oui, moi je n'étais pas là et je m'excuse encore pour l'absence...

Morelli (ALPE) - Ce qui est encore pire...je me rattache alors à l'exhortation du collègue Viérin.

Président - Moi je n'étais pas là, il y avait mon Vice-président Lanièce qui a autorisé...

(interruption d'un Conseiller, hors micro)

...oui, c'était une autorisation parce que c'était comme journaliste aussi de la presse d'un journal politique: Le Peuple. Il y a été toute la matinée aussi des journalistes des autres forces politiques, on autorise toujours les journalistes, qui soient de...et donc il y avait l'autorisation. Dans les tribunes on a invité à ne pas utiliser ni les machines à photographier et même pas les téléphones pour faire des photos, on a envoyé une personne à leur rappeler le Règlement...

(interruzione di alcuni Consiglieri, fuori microfono)

...no, scusate, però i giornalisti che sono autorizzati sono i giornalisti di qualsiasi testata giornalistica, credo che abbiamo sempre autorizzato tutti i giornalisti ad entrare nella sala per fare le foto e poter compiere il loro lavoro. Grazie.

Ha chiesto ancora la parola la Consigliera Morelli.

Morelli (ALPE) - Je ne veux pas vous demander la vérification du fait que la personne qui est entrée soit journaliste ou pas, il me suffit de vous avoir rappelé le respect du Règlement.

Presidente - Per entrare a fare delle fotografie e delle prese di immagini, basta essere anche addetti e lavorare per una testata giornalistica o per un movimento, così come succede per altre forze anche di minoranza.

Possiamo andare avanti? Passiamo al punto 45 all'ordine del giorno.