Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2823 du 6 février 2013 - Resoconto

OGGETTO N. 2823/XIII - Disegno di legge: "Disposizioni in materia di politiche abitative".

Presidente - Grazie, ha chiesto la parola il collega Comé.

Comé (SA) - Grazie Presidente.

La vicenda della funzione pubblica della casa comincia con la "legge Luzzatti" del 1903, con la quale si attribuiva ai Comuni la facoltà di garantire l'abitazione per i bisognosi. È certo che...

Presidente - Colleghi, per cortesia, un po' di silenzio!

Comé (SA) -...nel volgere degli anni, la questione del soddisfacimento del bisogno di un'abitazione per le categorie dei non abbienti è rientrata tra gli interessi pubblici ritenuti meritevoli di cura da parte dell'ordinamento e, se la Costituzione non esplicita un diritto all'abitazione in senso stretto, dal complesso delle disposizioni relative al rispetto della persona umana e delle condizioni minime di convivenza civile emerge con certezza che l'esigenza della casa assume i connotati di un interesse legittimo, di una pretesa tesa a soddisfare un bisogno sociale ineludibile, un interesse protetto, cui l'ordinamento deve dare adeguata soddisfazione, nei limiti ovviamente dei cosiddetti "diritti sociali finanziariamente condizionati". Solo successivamente, a partire dagli anni '50, lo Stato assume un ruolo più incisivo, anche se sempre indiretto, prevedendo gestioni autonome come quella dell'INA-Casa e poi nel 1963 attraverso la cosiddetta "gestione GESCAL".

Lo spostamento del baricentro programmatorio dallo Stato alle Regioni con il decreto legislativo 112 del 1998 (che ha conferito funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali), la residualità dei compiti riservati allo Stato, per lo più di regolazione dei livelli minimi del servizio abitativo, e il venir meno di politiche nazionali di stampo sociale hanno determinato, nel breve volgere di un decennio, un sistema complessivamente modificato. In materia di edilizia residenziale pubblica, si ricorda che la Valle d'Aosta esercitava le funzioni amministrative conferite alle altre Regioni dal decreto legislativo 112 sopracitato già in forza del decreto del Presidente della Repubblica 182 del 1982.

Con la riforma del titolo V della Costituzione, la materia dell'edilizia residenziale pubblica è diventata di competenza esclusiva delle Regioni.

Viste le particolari condizioni di autonomia attribuite alla nostra Regione e data la competenza legislativa primaria in materia (articolo 2, lettera g), dello Statuto), nel 2010 si è ritenuta opportuna l'estensione di alcune funzioni che lo Stato si era riservato nei confronti delle Regioni ordinarie, considerato anche...che lo Stato non aveva mai esercitato in Valle tali funzioni. Tale estensione si è realizzata con le norme di attuazione di cui al decreto legislativo 193 del 2010, con il quale si stabilisce che, con riferimento alle peculiari caratteristiche orografiche ed altimetriche del territorio e nel rispetto dei livelli minimi essenziali espressamente stabiliti dallo Stato, spettano alla Regione le funzioni e i compiti in materia di edilizia residenziale pubblica relativi: a) alla definizione di livelli ulteriori del servizio abitativo, nonché degli standard di qualità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica; b) alla definizione dei criteri per favorire l'accesso al mercato delle locazioni dei nuclei familiari meno abbienti e agli interventi concernenti il sostegno finanziario al reddito.

Le politiche per la casa sono sempre più necessarie, anche perché attualmente l'area dei soggetti che non riesce ad accedere alla casa con le proprie risorse si è notevolmente ampliata a causa di un allargamento delle categorie sociali deboli, appartenenti anche al ceto medio, dovuto alla sfavorevole congiuntura economica mondiale e al livello di crescita minimo del Paese. Tra i soggetti interessati da tale fenomeno, oltre alle famiglie a basso e medio reddito, vi sono sempre più anziani, giovani coppie e famiglie monoparentali.

Passando all'esame del disegno di legge sottoposto all'attenzione del Consiglio, vorrei sottolineare come il disegno di legge 216 abbia il grandissimo merito di garantire una maggiore equità e razionalizzazione nella distribuzione delle risorse destinate alle politiche abitative. Esso inoltre semplifica il quadro normativo accorpando in un unico testo tutte le norme concernenti la materia (vengono difatti abrogate ben 34 leggi regionali), permettendo così ai cittadini di avere un'unica legge cui far riferimento per ottenere risposte alle diverse esigenze.

In commissione sono stati auditi tutti i soggetti che fanno parte della Consulta regionale della casa. Da parte di tutti vi è stato il riconoscimento della correttezza del metodo di predisposizione di tale progetto di legge, metodo che ha permesso ad ogni soggetto di esprimere, e in molti casi anche di vedersi accogliere, le proprie osservazioni e proposte. Il coinvolgimento della consulta nella commissione stessa ha permesso la definitiva rilettura dell'articolato con gli emendamenti che la commissione, dopo un ultimo confronto con l'Assessorato, ha deciso di recepire presentando un nuovo testo. Vorrei dire che sono stati accolti anche degli emendamenti proposti dagli stessi componenti della commissione.

Passo ad illustrare le principali novità introdotte. Il titolo I contiene le disposizioni generali in materia di politiche abitative, riprendendo sostanzialmente le finalità e la pianificazione regionale previste nella legge regionale 28 del 2007.

Il titolo II, suddiviso in cinque capi, regolamenta l'assegnazione, la determinazione dei canoni, la gestione e la vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il capo I riguarda le disposizioni generali che erano previste nella legge regionale 39 del 1995, apportando delle modifiche a seguito di esigenze emerse nell'applicazione di questa legge. Nel capo II, concernente l'assegnazione degli alloggi, sono stati modificati, con l'obiettivo di semplificazione e di equità, alcuni requisiti di accesso, i punteggi a disposizione dei Comuni per le graduatorie dei bandi, le procedure di aggiornamento delle graduatorie e di assegnazione degli alloggi, di nomina e di composizione della Commissione per le politiche abitative, di ampliamento del nucleo familiare e di mobilità per il cambio di alloggio. Al capo III, riguardante il canone di locazione negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono state modificate e semplificate le modalità di determinazione dei canoni di locazione, introducendo come parametri il riferimento ai valori definiti dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate, la superficie degli alloggi e l'indicatore di reddito. Il capo IV contiene disposizioni in materia di annullamento, revoca dell'assegnazione degli alloggi e risoluzioni contrattuali. Si semplificano le procedure per l'annullamento e la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio, prevedendo che si possa rimanere nello stesso con il pagamento di un canone di locazione in linea con i canoni di mercato. Nelle procedure di risoluzione del contratto per morosità è stata definita la morosità incolpevole quale unica tipologia di salvaguardia delle prerogative dell'assegnatario. Il capo V, infine, riguarda la disciplina della vendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con l'eliminazione del piano unico regionale di vendita, al fine di semplificare le modalità procedurali e attuative dei singoli piani di vendita comunali, svincolandoli dalla preventiva approvazione di un piano di reinvestimento con la sola garanzia del vincolo di destinazione delle risorse ricavate. Sono state, inoltre, modificate e semplificate le procedure per la determinazione del prezzo di vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, introducendo quali parametri il riferimento ai valori definiti dall'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate, la superficie degli alloggi, i coefficienti di riduzione sulla base dello stato di manutenzione dell'alloggio, di vetustà dell'immobile e del numero di anni di assegnazione. Con questo disegno di legge, inoltre, si è introdotta la possibilità - questo è un passaggio che è stato dibattuto ampiamente in commissione - per tutti coloro che hanno acquistato alloggi ERP dal 1995 in avanti di estinguere il diritto di prelazione dopo i primi 10 anni di inalienabilità assoluta, salvo alcune deroghe per gravi motivi, e prima dei 30 anni previsti dalla normativa vigente, mediante il versamento di un importo calcolato in proporzione alla differenza tra il valore di mercato dell'alloggio e quello di acquisto, tenendo conto degli anni mancanti alla scadenza del diritto stesso. Si ricorda che il diritto di prelazione si estingue dopo 30 anni dalla data di acquisto senza il pagamento di alcuna somma.

Il titolo III riguarda gli incentivi per la realizzazione di interventi di edilizia abitativa convenzionata. Il capo I del titolo III appunto detta disposizioni generali e definizioni convenzionali riproducendo con alcune semplificazioni quanto già disciplinato nella legge 5.

Il titolo IV riguarda i fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia. Il capo I disciplina l'istituzione di un unico fondo di rotazione; il capo II detta disposizioni per la concessione dei mutui agevolati a favore della prima abitazione e il capo III per il recupero di fabbricati situati nei centri e nei nuclei abitati delle zone A del piano regolatore generale comunale.

Il titolo V contiene un solo capo comprendente le disposizioni finali, transitorie e abrogative...come abbiamo detto prima, di tutte le leggi che sono state abrogate.

Gli allegati, infine, riguardano i punteggi attribuibili alle condizioni oggettive e soggettive dei partecipanti ai bandi per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica di cui al titolo III e il rapporto del numero di alloggi da destinare alla locazione a canone agevolato per gli interventi di cui al titolo stesso.

Auspico - questa è la mia considerazione finale - che l'intero Consiglio condivida questo disegno di legge, che permetterà a tutti i cittadini valdostani di avere finalmente un testo unico, semplificato e di facile consultazione. Invito pertanto tutti i colleghi ad esprimersi favorevolmente sul disegno di legge in esame.

Si dà atto che dalle ore 17,34 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - Grazie, dichiaro aperta la discussione generale. Qualcuno vuol prendere la parola? Ricordo intanto che il disegno di legge ha avuto il parere favorevole, a maggioranza, sul nuovo testo predisposto dalla III Commissione; il parere favorevole, a maggioranza, sul nuovo testo della III Commissione da parte della II Commissione e il parere favorevole del Consiglio permanente degli enti locali. Sono stati presentati tre emendamenti dal Partito Democratico e un emendamento dall'Assessore Marco Viérin. Ovviamente l'esame sarà sul nuovo testo predisposto dalla III Commissione.

Ha chiesto la parola la Consigliera Carmela Fontana, ne ha la facoltà.

Fontana (PD) - Grazie Presidente. Il disegno di legge 216 presenta, a nostro avviso, alcuni importanti aspetti positivi...

Presidente - Un po' di silenzio, grazie!

Fontana (PD) - ...in primo luogo esso riunisce finalmente in un unico testo normativo la disciplina regionale sulle politiche abitative, che oggi è contenuta in numerose leggi, permettendo così di semplificare notevolmente tale materia a tutto vantaggio dei cittadini. Un altro obiettivo importante nell'interesse della collettività è rappresentato, come ci ha illustrato l'Assessore, dalla volontà di pervenire a distribuire le risorse destinate alle politiche abitative nel modo più equo possibile e nella maniera più razionale. Relativamente all'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, si sono perseguiti obiettivi, che noi condividiamo, di semplificazione, di equità, modificando alcuni requisiti per l'accesso. Con riguardo al canone di locazione negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono state modificate e semplificate in un modo che riteniamo condivisibile le modalità di determinazione dei canoni di locazione. Si elimina il piano unico regionale di vendita, al fine di semplificare le modalità procedurali e tuttavia dei singoli piani di vendita comunali. Sono state modificate e semplificate le procedure per la determinazione del prezzo di vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

A questi e tanti altri punti del presente disegno di legge che ci sentiamo di condividere si aggiungono però alcuni punti che ci lasciano perplessi: riteniamo, ad esempio, che il periodo di 30 anni per l'estinzione del diritto di prelazione sia troppo lungo, abbiamo previsto quindi un emendamento volto a diminuire questo termine da 30 a 20 anni, per permettere così agli acquirenti di liberarsi prima da questo vincolo. Il disegno di legge introduce la possibilità di estinguere il diritto di prelazione passati 10 anni dall'acquisto con il versamento all'ente titolare del diritto di prelazione di un importo pari alla differenza tra il valore minimo e il libero mercato dell'alloggio e il prezzo dello stesso come individuato nell'atto dell'acquisto, moltiplicato per il numero di anni mancanti alla data di estinzione del diritto di prelazione. L'importo così determinato deve essere diviso per 100 e moltiplicato per un coefficiente compreso tra un minimo di 1 e un massimo di 3. Il PD ritiene che tale coefficiente non debba essere stabilito dall'ente titolare del diritto di prelazione, ma debba essere fissato nella misura unica di 1,5, permettendo così ad una parte dei proprietari che vogliono estinguere anticipatamente il diritto di prelazione di pagare una somma inferiore rispetto a quanto dovrebbero pagare sulla base di quanto previsto dal disegno di legge. Noi riteniamo, inoltre, che debba essere prevista la possibilità per gli anziani sopra i 65 anni di età, a seguito di gravi motivi - quali, ad esempio, la perdita dell'autosufficienza, che si trovano ad avere bisogno di un alloggio più grande per ospitare la badante o l'infermiera - di estinguere il diritto di prelazione prima del termine previsto e senza il versamento di alcun importo, per permettere loro di vendere sul libero mercato al momento del bisogno, abbiamo quindi predisposto un emendamento il tal senso...al testo che riteniamo possa portare degli effettivi cambiamenti nella materia delle politiche abitative in una maniera che si rivelerà concretamente vantaggiosa per la vita di molti cittadini appartenenti alle fasce più deboli della popolazione. Sugli aspetti che, come ho detto, non riteniamo di poter condividere...spero che la maggioranza ponga la dovuta attenzione agli emendamenti da noi presentati giungendo alla conclusione di volerli condividere ed approvare. Grazie.

Presidente - Siamo sempre in discussione generale, c'è qualche altro collega che intende prendere la parola? Non vi sono altre richieste? Ha chiesto la parola il Consigliere Giuseppe Cerise, ne ha facoltà.

Cerise (ALPE) - Sì, una breve considerazione che ha valenza anche di dichiarazione di voto. Praticamente abbiamo già sostenuto questo disegno di legge in commissione, in seguito all'accoglimento da parte della commissione di alcuni emendamenti presentati dalla collega Fontana, che abbiamo condiviso, e anche in seguito all'impegno successivo del Presidente di verificare la possibilità con le strutture competenti dell'accoglimento di altri emendamenti sempre presentati dalla collega Fontana, di cui si condivideva il principio, ma bisognava anche un po' vedere l'attuazione tecnica da parte degli uffici di queste...

Prendiamo atto dell'emendamento proposto dall'Assessore, che va a chiudere la forbice per quanto riguarda il coefficiente di rivalutazione, perché qui bisognava essere molto pragmatici, cercare di contemperare due esigenze: quella della tutela dell'ente da una parte e l'altra l'aspetto più sociale, perché stiamo parlando di edilizia popolare, di conseguenza ha una connotazione prettamente anche sociale e non esagerare... Con il discorso con il rapporto esistente, che era 1-3, cominciavano ad esserci delle somme piuttosto importanti nel momento della cessione, passando a 1-2 si comprime questa forcella e, di conseguenza, praticamente...diventa accettabile il discorso e credo che si possa...è un punto di equilibrio, contemperare le due esigenze alle quali si era confrontati.

Vorrei però poi fare un accenno ad un particolare che ci sta particolarmente a cuore: quello che questa legge, per quanto riguarda l'edilizia convenzionata, privilegia il recupero dei centri storici, perché, in funzione dei fondi assegnati, qualora il numero delle domande superi l'assegnazione dei fondi, indipendentemente dalla collocazione in graduatoria - questo credo sia l'aspetto sostanzialmente importante -, vengono finanziati gli interventi di recupero. Penso che questo sia un segnale importante...che abbiamo sempre tutte le volte che parliamo di problemi della casa in generale, ma di piani regolatori, di urbanistica generale, di pianificazione territoriale...crediamo che occorra introdurre dei meccanismi non solo in questo provvedimento, occorre cercare di introdurre dei meccanismi che possano favorire il recupero dei centri storici, perché noi abbiamo un patrimonio edilizio esistente che va in degrado e abbiamo una sempre minor disponibilità di aree libere e dobbiamo cercare di valutare questo patrimonio esistente. Non è semplice, perché sappiamo che intervenire nei centri storici ha degli oneri maggiori rispetto agli interventi che si fanno su un'area libera, pensiamo solo al discorso...poi non parliamo poi della città di Aosta che, per tutta una serie di ragioni, difficoltà di accesso nelle zone per i trasporti che sono limitati sia in termini di ore o che...non è che uno può viaggiare con un mezzo...di carico in qualsiasi ora del giorno. Nei centri storici non ci sono delle aree libere a disposizione, di proprietà, bisogna occupare il suolo pubblico, TOSAP da pagare...ecco credo che ci siano tutta una serie di complicazioni e di vincoli che frenano gli interventi di recupero. C'è a volte la buona volontà, che poi è compromessa da una situazione che, diciamo, di fatto ne va a condizionare lo...di conseguenza, dovremmo cercare...veramente adesso il discorso...è finalizzato al discorso della casa, che ha dato un primo segnale importante, ma cercare nella complessità degli interventi e su questo discorso di andare ad individuare quelle forme che in qualche modo possano...io, ad esempio, a suo tempo...Comune di Fénis, una delibera di Giunta, proprio in virtù di questo problema qua che le zone...i centri storici hanno un certo tipo di difficoltà di aree libere disponibili...e avevamo esonerato per interventi di recupero in centri storici il pagamento della TOSAP. Non so se oggi questo sarebbe ancora possibile farlo dal punto di vista legale, perché io parlo di diversi anni fa, ma l'avevamo fatto e non era questo che salvava la situazione sicuramente, ma era un segnale di andare in una direzione ben precisa.

Voteremo di conseguenza questa legge, anche perché mi pare che c'è stata la disponibilità ad approfondire anche quegli emendamenti che erano rimasti in sospeso. Grazie.

Presidente - Grazie. Siamo sempre in discussione generale, c'è qualche altro collega che intende prendere la parola? Se non vi sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore Marco Viérin, ne ha la facoltà.

Viérin M. (SA) - Grazie Presidente.

Innanzitutto vorrei ringraziare tutti coloro che con dedizione e attenzione hanno contribuito alla stesura di questo testo, che rappresenta il frutto di un lungo lavoro, iniziato con le prime modifiche legislative approvate a partire dal 2009, quando soprattutto i colleghi anche dell'opposizione: Cerise, Fontana...grazie alle quali avevamo già semplificato, velocizzato e reso più efficaci gli interventi della Regione nel settore casa, basta ricordare che abbiamo inserito; i tassi fissi sui mutui, aumentato gli importi dei mutui...e avevamo iniziato quel percorso molto caro a Cerise - ma credo sia caro a tutti e su questo ci siamo confrontati in questi anni - del recupero. In particolare poi voglio ringraziare la struttura edilizia residenziale dell'Assessorato, che è stata indispensabile per il raggiungimento dell'obiettivo di oggi e credo che su una materia così delicata vedere un consenso, che mi sembra di percepire sia un po' di tutti. Voglio dire che si è lavorato con apertura mentale, si è lavorato sui problemi, sui temi e si è cercato di ascoltare le suggestioni, cercando di creare un prodotto il più utile possibile al cittadino, ma anche all'Amministrazione; quindi equità verso il cittadino, ma anche equità per gli enti pubblici che dovranno gestire in futuro, soprattutto in questo momento di crisi. Specificatamente poi voglio ringraziare i componenti della Consulta regionale sulla casa, il Collegio dei notai; io personalmente ho fatto due o tre incontri con il Collegio dei notai, che ci ha ringraziato di aver accolto delle suggestioni che poi ho presentato alla commissione e la commissione li ha fatti suoi proprio per evitare alcune sgradevolezze che invece esistono nella normativa nazionale, quindi abbiamo chiarito alcuni aspetti che mettevano in difficoltà anche il cittadino, l'ARER, il Comune di Aosta, il CPEL e anche gli uffici legislativi sia del Consiglio, sia della Giunta regionale, perché abrogare 34 leggi e fare un testo unico credo sia un passo molto importante.

Voglio dire anche a questo Consiglio che il ministero ci ha già chiesto di trasmettergli il testo un domani approvato, perché vorrebbe pubblicarlo sul sito del ministero, poiché ci sono dei passaggi molto importanti e questo credo che vada ad onore del lavoro che tutti insieme abbiamo svolto: ecco, poi ringrazio infine la commissione consiliare, la III Commissione, coi colleghi che ne fanno parte, perché lì, oggi discutiamo sul testo di commissione, come avevamo detto anche la Fontana e Cerise, lì sono giunti emendamenti del sottoscritto, dei colleghi e si è riusciti ad inserire tutti gli emendamenti, perché più teste assieme ragionano meglio e si sbaglia di meno, quindi abbiamo cercato di perseguire quell'obiettivo.

Io non vorrei tediare troppo l'Assemblea, ma credo che...prendo cinque minuti per evitare di intervenire sugli articolati, l'articolo sul quale ci soffermeremo, sarà il 52, dove ci sono gli emendamenti del sottoscritto e della Fontana, ma credo che fino al 52 potrei sintetizzare anche per chi ha seguito di meno, chi ci ascolta. L'obiettivo era quello di semplificare i procedimenti, l'accesso al cittadino alle diverse misure previste in materia di politiche abitative nell'interesse della collettività, dell'Amministrazione regionale: maggiore equità, razionalizzazione - questi erano degli obiettivi che ci eravamo dati anche durante i dibattiti, nelle interpellanze, nelle mozioni - nella distribuzione delle risorse ad esse destinate.

Io sinteticamente - l'ho già detto in commissione - vorrei ricordare che questo disegno di legge si compone di cinque titoli, per complessivi 90 articoli, ma soprattutto che tale provvedimento si basa su due pilastri, cioè pilastri che possano essere definiti in maniera oggettiva e questo è un valore molto importante per il futuro. Un pilastro è l'indicatore regionale della situazione economica, l'IRSEE, e l'altro pilastro è il valore di mercato sia immobiliare delle locazioni, che quello definito dall'ufficio dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate; quindi, diciamo, numeri e dati che sono oggettivi e non soggettivi all'Assessore di turno, o al Presidente di turno, o quant'altro.

Ecco quali sono le principali novità introdotte che interessano al cittadino. Partiamo dalla gestione delle regole per gli utenti degli alloggi ERP, tutte cose che il cittadino ci ha chiesto in questi anni e che noi abbiamo annotato, meglio, gli uffici hanno annotato. L'ampliamento del nucleo familiare: tenuto conto delle diverse problematiche emerse nel corso di questi anni, portate anche nell'attenzione di questo Consiglio regionale con alcune interpellanze, è prevista in legge per tutti i parenti di primo grado dell'assegnatario, la possibilità di essere inseriti nel nucleo familiare senza la necessità di nessuna autorizzazione preventiva da parte degli enti. Questo è importante, perché noi cerchiamo di riunire i nuclei familiari: se abbiamo un papà, o una mamma, o un figlio che rientra, è bene metterli sotto uno stesso tetto, perché abbiamo due effetti positivi: il primo che mettiamo insieme il nucleo che avrà minori spese; il secondo che non dobbiamo cercare due case di ERP, ma ne è sufficiente una, quindi risparmiamo un alloggio per quelli che non hanno ancora, diciamo, un tetto sotto il quale essere ospitati. In tutti gli altri casi l'ampliamento del nucleo familiare può avvenire lo stesso, ma deve essere autorizzato dall'ente gestore; è stata inoltre introdotta la possibilità di ospitare le persone dedicate all'assistenza e alle cure personali, ad esempio le badanti: questo mi sembra che sia un tema caro sollevato dalla collega Fontana e da altri e quindi questo è stato inserito.

Un'altra cosa la mobilità e i cambi consensuali: sono eliminati i piani di mobilità al fine di rendere più snelle e veloci le procedure di trasferimento volontarie di inquilini ERP, inserendo anche la possibilità di attuare cambi consensuali di alloggi tra inquilini di diversi enti gestori; avevamo accordi tra inquilini, ma uno era del Comune, l'altro dell'ARER e non si poteva fare, adesso gli enti potranno farlo.

Determinazione canoni di locazione: sono modificate le modalità di determinazione del canone di locazione degli alloggi ERP, introducendo quale nuovo parametro di riferimento il valore definitivo dell'Osservatorio del mercato immobiliare, sempre utilizzando lo stesso dato, da applicare alla superficie, si va quindi a superficie e non più a vani, più equo con la Giunta regionale che definirà con propria deliberazione le percentuali di riduzione o di maggiorazione rispetto all'IRSEE del nucleo familiare, nonché delle caratteristiche di ubicazione dell'alloggio, e dello stato manutentivo dell'alloggio questo è un altro tema sul quale abbiamo discusso per parecchio tempo, quindi un discorso di equità.

Un altro tema importante è la decadenza dell'assegnazione - gli articoli 39 e 42 -: il superamento delle soglie di reddito non è più considerato una causa di decadenza dell'assegnazione. Succedeva soprattutto agli anziani, c'erano degli anziani che vivevano nel loro alloggio, magari per l'aumento di una pensione o quant'altro, rischiavano di essere, diciamo, cacciati da quell'alloggio dopo una vita vissuta lì con gli amici, con gli inquilini, con i vicini e quant'altro. Per superare questo, quindi si è detto: "non è più un caso di decadenza", pertanto non si perde più il diritto di occupare l'alloggio ERP, ma viene automaticamente adeguato il canone di locazione al valore di libero mercato, quindi questo è un'altro ragionamento di equità.

Inoltre è stata introdotta la decadenza dell'assegnazione dell'alloggio ERP nei casi di ripetuta inosservanza dei regolamenti condominiali e delle norme di comportamento stabilite dall'ente gestore per contribuire a migliorare il decoro e la civile convivenza: questa è un suggerimento che ci è pervenuto dalle associazioni e anche dai rappresentanti dei vari quartieri, perché avevamo qualche nucleo familiare che non rispettava i regolamenti condominiali, il decoro. Se succede in maniera reiterata, quindi più di una volta questo fatto, dunque l'ente può anche procedere a, diciamo, togliere l'alloggio di ERP al nucleo.

L'altro concetto importante è la morosità colpevole o incolpevole. Voi sapete che un dato importante è il dato degli enti di morosità sull'incasso degli affitti. Qui, quindi, è stato introdotto un nuovo concetto molto importante di morosità incolpevole, che, se accertata dalla Commissione per le politiche abitative presieduta da un giudice, anche qui oggettivo, sulla base dei parametri socio-economici fissati dalla Giunta regionale con propria deliberazione, non sarà più causa di risoluzione del contratto per morosità, per questi casi, per quelle famiglie proprio in grave situazione, saranno previsti interventi da parte dell'ente pubblico, mentre per i casi ritenuti di morosità colpevole, cioè se la commissione presieduta dal giudice scopre che queste famiglie potevano e possono pagare il canone, ebbene per questi Signori è chiaro che gli enti dovranno procedere a richiedere quanto dovuto e eventualmente, se non incassato, potranno procedere a quello che è il discorso dello sfratto.

In merito alla vendita degli alloggi di ERP, sono stati riaperti i piani di vendita degli alloggi ERP e quindi, come ha detto la Fontana, già nella sua relazione il concetto molto importante per la semplificazione, questa vendita non è più stata abbinata ad un piano specifico, perché...altrimenti ci trovavamo le risorse che entravano "ingessate" per anni nelle banche, mentre non riuscivamo a ricostruire nuovi alloggi o ristrutturare altri alloggi. La destinazione dei fondi quindi rimane sempre per la casa, però gli enti devono essere responsabili ad utilizzarli immediatamente e quindi avere un percorso più celere.

L'altra questione: i prezzi di vendita - qui la Fontana anche ha già riferito e non vorrei ripetermi - sono basati sempre su quelli che sono i dati dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia delle entrate...da applicare alla superficie degli alloggi, la Giunta regionale con propria deliberazione definirà inoltre delle riduzioni del costo di acquisto che tenga conto dello stato di manutenzione dell'alloggio, della vetustà dell'immobile e degli anni di affitto pagati dal cittadino: questo è importante, è stato sempre chiesto. Chi vorrà accedere ai piani vendita futuri quindi potrà avere un prezzo che sì è determinato da un valore minimo dell'Ufficio delle entrate, dell'Osservatorio del mercato immobiliare, però a questo la Giunta regionale dovrà definire "delle detrazioni", che tengano conto della vetustà dell'immobile, degli affitti soprattutto pagati durante gli anni, quindi, se uno è stato tanti anni in ERP, avrà una riduzione su quello che è il prezzo di vendita.

L'altro concetto importante sulle vendite è il pagamento a rate. Spesso è stato chiesto di aprire i mutui prima casa a chi avesse comprato un alloggio di ERP, possiamo dire che abbiamo trovato un percorso interessante e interessante è stato giudicato anche dai funzionari del ministero. Noi abbiamo fatto un percorso dove l'ente pubblico non mette risorse per agevolare un discorso di un pagamento a rate, ma sarà l'ente che cede che dovrà incassare a rate, pertanto avremo doppi vantaggi; gli assegnatari di alloggi ERP, che compreranno il loro alloggio, possono pagare fino al 70 percento della somma dovuta a rate, con l'applicazione di un tasso di interesse equivalente a quello applicato dalla Regione per i mutui prima casa: 1 percento fisso. Così facendo si evitano al cittadino sia i costi per la pratica di mutuo e per l'iscrizione ipotecaria, sia i tempi di attesa per l'erogazione di un mutuo, evitiamo di fargli fare la pratica burocratica, riduciamo i tempi di attesa praticamente a zero e la Regione non ha bisogno di impegnare nei fondi di rotazione nessuna risorsa.

Il diritto di prelazione - l'articolo 52, che è un po' un'anticipazione agli emendamenti, e ho praticamente finito... -: è accolta la richiesta pervenuta da numerosi cittadini di prevedere la possibilità di estinguere il diritto alla prelazione dopo i primi 10 anni dalla data di acquisto dell'alloggio ERP anche per coloro, come ha detto il relatore Comé, che hanno acquistato l'alloggio ERP dopo l'entrata in vigore della legge 40/1995, versando una somma calcolata in modo proporzionale agli anni mancanti rispetto alla scadenza trentennale del diritto stesso. In sintesi abbiamo portato i 10 anni anche per quelli che hanno acquistato l'alloggio con la legge statale del 1993 e la legge regionale del 1995. Dopo il 1995 cosa succede? Questi acquirenti che hanno comprato alloggi di ERP potranno rivenderli dopo 10 anni, quindi il diritto di prelazione scade in maniera realistica dopo 10 anni. Pagheranno una quota rispetto agli anni che mancano per arrivare ai 30, mentre quelli ante pagheranno - e la legge è così, non possiamo modificarla - il 10 percento del valore basato sulle rendite catastali aggiornate. Il concetto quindi qual è: se noi - e poi "entriamo" nell'emendamento, collega Fontana - portassimo troppo giù il discorso di calcolare quello che il collega Cerise diceva: il coefficiente previsto dal comma 5 articolo 52, noi abbiamo abbassato il coefficiente con l'emendamento presentato per venire incontro a questo concetto; se noi invece abbassassimo anche i 20 anni di diritto di prelazione - oggi per parecchie case di questo tipo mancano solo 15 anni -, pagherebbero molto meno rispetto a quelli che hanno comprato nel 1977, nel 1980, nel 1985, nel 1990...e quelli ante '95 continuano a pagare il 10 percento per rivendere l'abitazione e allora ci sarebbe un discorso di iniquità. Abbiamo quindi cercato di trovare...è difficile trovare una misura perfetta, però nella media questa è una misura che permette a tutti di versare poi all'ex ente proprietario una quota abbastanza similare. Le proiezioni fatte dagli uffici...noi amministratori abbiamo detto: "cercate di equiparare quelli che hanno comprato dopo il 1995 a quelli che hanno comprato prima del 1995", hanno dimostrato equo il parametro introdotto. Io credo che sia una delle poche Regioni che è riuscita a fare questo, perché, se noi andiamo a vedere le altre Regioni, addirittura molte non hanno legiferato.

Per quanto riguarda la questione dei mutui a tasso agevolato, si è creato un unico fondo, voi sapete che avevamo due fondi di rotazione: quello per i centri storici e quello per le prime case. Noi ci trovavamo a volte nel lasciare sei, sette, dieci mesi le risorse nelle banche, perché dovevamo fare delle delibere per trasportare magari una giacenza da un fondo nell'altro, perché c'erano più domande in un fondo rispetto all'altro. Qui si è semplificato, si è unificato il fondo, in maniera che abbiamo maggiore efficienza e maggiore efficacia e maggior risparmio per la Regione.

Infine, i limiti di cui ai mutui: per la concessione dei mutui prima casa, è introdotto un limite massimo di spesa complessiva che non può superare di due volte e mezza l'importo massimo del mutuo concedibile: per esempio, per un recupero per il singolo la spesa massima è di 225 mila euro, per due o più componenti di 300 mila euro; per l'acquisto di nuova costruzione per il singolo, invece, sulla nuova costruzione è 175 mila euro, per due o più componenti 250 mila euro. Per i mutui in centri storici, proprio come aveva detto anche Cerise, abbiamo mantenuto il concetto introducendo un importo massimo di mutuo concedibile che non può essere superiore a 300 mila euro per intervento, perché questo? L'avevamo visto in commissione, eravamo tutti d'accordo...abbiamo un po' di difficoltà sulle entrate e avevamo anche delle pratiche...noi abbiamo guardato gli ultimi 20 anni, di contributi di 1 milione di euro, 700 mila euro, 900 mila euro e non è più un discorso di necessità,...allora se la necessità è di ristrutturare la casa...crediamo che 300 mila euro sia la quota che tu puoi chiedere all'ente pubblico, di più mi sembra che, se tu vai a ristrutturare un fabbricato da 10 alloggi o 8 alloggi, non è che l'ente pubblico deve darti in proporzione. Anche qui quindi è un discorso di equità, soprattutto per quelle famiglie che magari non avrebbero poi, diciamo, la possibilità di vedere accolto il loro mutuo per mancanza di fondi, quindi abbiamo cercato di vedere proprio le necessità sulla casa.

Ecco, io sono stato un po' lungo, ma ho voluto ripercorrere un po' le cose essenziali, che sono - ribadisco - pervenute da moltissimi consiglieri in questi anni, noi ne abbiamo fatto tesoro, gli uffici ne hanno fatto tesoro, la commissione ha anche condensato altre questioni e quella che è la mia soddisfazione, ma anche, credo, di tutto il Consiglio è che su una materia così delicata - lo ribadisco, perché questa è la più grande soddisfazione - abbiamo avuto una condivisione a 360 gradi, ecco: questo è importante.

Oggi siamo a discutere anche di alcuni emendamenti, però li potremo discutere all'articolo 52. La collega Fontana, secondo me, dopo che abbiamo presentato quell'emendamento da 1 a 2, anziché da 1 a 3, capirà perfettamente che il discorso è di avere accettato un'impostazione migliorativa sotto quell'aspetto, che va anche sul discorso 20-30 anni, perché alla fine restringiamo lì, anziché restringere dall'altra parte e quello è più equo soprattutto per quelli che hanno comprato le case prima del 1995, altrimenti faremmo una disparità troppo forte. Grazie.

Presidente - Grazie, procediamo ora all'esame del testo. Ricordo che si vota sul nuovo testo predisposto dalla III Commissione consiliare permanente.

Articolo 1. Posso mettere in votazione l'articolo 1? Mettiamo in votazione l'articolo 1. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Visto che ci sono tantissimi articoli, invito i consiglieri a restare in aula in modo da evitare che mi facciate rifare ogni volta la votazione. Colleghi Rosset, Praduroux votate per cortesia! Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 28

Votanti: 28

Favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 2: stesso risultato. Articolo 3: stesso risultato. Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. Articolo 7: stesso risultato. Articolo 8: stesso risultato. Articolo 9: stesso risultato. Articolo 10: stesso risultato. Articolo 11: stesso risultato. Articolo 12: stesso risultato. Articolo 13: stesso risultato. Articolo 14: stesso risultato. Articolo 15: stesso risultato. Articolo 16: stesso risultato. Articolo 17: stesso risultato. Articolo 18: stesso risultato. Articolo 19: stesso risultato. Articolo 20: stesso risultato. Articolo 21: stesso risultato. Articolo 22: stesso risultato. Articolo 23: stesso risultato. Articolo 24: stesso risultato. Articolo 25: stesso risultato. Articolo 26: stesso risultato. Articolo 27: stesso risultato. Articolo 28: stesso risultato. Articolo 29: stesso risultato. Articolo 30: stesso risultato. Articolo 31: stesso risultato. Articolo 32: stesso risultato. Articolo 33: stesso risultato. Articolo 34: stesso risultato. Articolo 35: stesso risultato. Articolo 36: stesso risultato. Articolo 37: stesso risultato. Articolo 38: stesso risultato. Articolo 39: stesso risultato. Articolo 40: stesso risultato. Articolo 41: stesso risultato. Articolo 42: stesso risultato. Articolo 43: stesso risultato. Articolo 44: stesso risultato. Articolo 45: stesso risultato. Articolo 46: stesso risultato. Articolo 47: stesso risultato. Articolo 48: stesso risultato. Articolo 49: stesso risultato. Articolo 50: stesso risultato. Articolo 51: stesso risultato.

All'articolo 52 vi sono i quattro emendamenti: gli emendamenti nn. 1 e 2 del Partito Democratico, l'emendamento n. 1 dell'Assessore Marco Viérin e l'emendamento n. 3 del Partito Democratico. Qualcuno intende illustrarli? Ha chiesto la parola la Consigliera Carmela Fontana, ne ha la facoltà.

Fontana (PD) - Emendamento 1: "al comma 4 dell'articolo 52, le parole: "trent'anni" sono sostituite dalle seguenti: "vent'anni"". Il periodo di 30 anni per l'estinzione del diritto di prelazione pare troppo lungo, con l'emendamento si vuole diminuire questo termine: da 30 a 20 anni, per permettere così agli acquirenti di liberarsi 10 anni prima rispetto a quanto previsto dal disegno di legge di questo vincolo.

Emendamento 2: "al comma 5 dell'articolo 52, il periodo: "l'importo così determinato deve essere diviso per cento e moltiplicato per un coefficiente definito dall'ente titolare del diritto di prelazione e compreso tra un minimo di uno e un massimo di tre" è sostituito dal seguente: "l'importo così determinato deve essere diviso per cento e moltiplicato per il coefficiente di 1,5"". Il disegno di legge introduce la possibilità di estinguere il diritto di prelazione passati 10 anni dall'acquisto con il versamento all'ente titolare del diritto di prelazione di un importo pari alla differenza tra il valore minimo di libero mercato dell'alloggio e il prezzo dello stesso come individuato nell'atto d'acquisto, moltiplicato per il numero di anni mancanti alla data di estinzione del diritto di prelazione, l'importo così determinato deve essere diviso per cento e moltiplicato per un coefficiente compreso tra un minimo di uno e un massimo di tre. Il PD ritiene che tale coefficiente non debba essere stabilito dall'ente titolare del diritto di prelazione, ma debba essere fissato nella misura unica di 1,5, permettendo così ad una parte dei proprietari che vogliono estinguere anticipatamente il diritto di prelazione di pagare una somma inferiore rispetto a quanto dovrebbero pagare sulla base di quanto previsto dal disegno di legge.

Emendamento 3: "dopo il comma 6 dell'articolo 52, è aggiunto il seguente: "6bis. Su richiesta dell'acquirente dell'alloggio, il diritto di prelazione di cui al comma 4 si estingue prima della fine del periodo previsto allo stesso comma quando ricorrono entrambe le seguenti condizioni: l'acquirente dell'alloggio ha più di sessantacinque anni di età; sopravvenuti gravi motivi di salute, dell'acquirente o dei soggetti di cui all'articolo 33, comma 1, determinano la necessità di un alloggio di dimensioni maggiori". Riteniamo che si tratta di un emendamento previsto nel caso di anziani sopra i sessantacinque anni di età che, a seguito di gravi motivi, quali, ad esempio, la perdita dell'autosufficienza, si trovano ad avere bisogno di un alloggio più grande per ospitare la badante o l'infermiera. L'emendamento si propone di rendere possibile in questi casi determinati l'estinzione del diritto di prelazione prima del termine previsto, per permettere al proprietario di vendere sul libero mercato al momento del bisogno.

Presidente - La parola all'Assessore Marco Viérin per la risposta, ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Sì, approfitterò per rispondere a tutti e tre gli emendamenti, come ha ben fatto la collega nell'illustrarli insieme.

Il primo emendamento - poi ci eravamo già anche parlati in questi giorni e anche prima -, che è quello di passare da 20 a 30 anni come spiegato prima, noi siamo già a 10, cioè se uno va a guardare la praticità, ossia il reale...tecnicamente è stato messo in legge 30, perché noi, per arrivare a 30, paghiamo una quota, ma dal decimo anno anche questi acquirenti di alloggi ERP dopo la legge nazionale e regionale del 1995...la nazionale del 1993...per chi ha comprato gli alloggi dopo il 1995 con questa legge approvata scade il fatto di poter vendere senza chiedere niente all'ente dopo 10 anni, l'unica cosa che cambia rispetto a quelli ante 1995 è che quelli dell'ante 1995 pagano il 10 percento fisso, questi pagheranno con il coefficiente che abbiamo abbreviato per gli anni mancanti: questo vuol dire che questi Signori dopo il ventesimo anno pagheranno meno rispetto a quelli della vecchia legge, quindi se noi mettiamo 20...no, da subito pagano meno di quello che pagano quelli prima del 1993. Facciamo un discorso addirittura a gambero doppio, quindi noi li abbiamo messi diciamo sulla stessa linearità. Il concetto qual è? Tanto per capirci: se uno è al quindicesimo anno, pagherà il "ragionamento" dal sedicesimo al trentesimo, ma lui può vendere quando vuole, se è all'undicesimo, può vendere quando vuole. Noi siamo andati incontro a quello che dicevate voi, portando il discorso, che poi è l'altro emendamento: il vostro n. 2, di ridurre il coefficiente, che ridetermineremmo quindi da 1 a 3%, a 1 a 2%, proprio perché questo permette di ridurre anche il quantum dare.

Oggi quindi noi, per essere chiari con la gente, abbiamo portato la scadenza del diritto di prelazione a 10 anni: questa è la sostanza e sul secondo emendamento...noi ne abbiamo presentato uno nostro, anche perché abbiamo discusso in commissione in questi giorni, che rispecchi la filosofia che avevate posto voi ma rispecchi anche la filosofia che avevamo impostato nella legge, cioè di dare responsabilità agli enti, ma soprattutto di dare equità, perché il discorso 1,5 fisso dell'emendamento Fontana, è scorretto nei confronti di quei cittadini che hanno magari acquistato un alloggio negli anni '70, o che è ubicato, facciamo, in viale Europa...rispetto ad altri cittadini che magari hanno comprato un alloggio negli anni '90 e che magari è ubicato in zone della città, o di un paese che sono certamente di valore aggiunto; quindi il discorso qual è? Mettere 1 a 2%, anziché 1,5 fisso, avvantaggia soprattutto il cittadino, perché gli enti sicuramente non applicheranno 2%, perché devono fare una scaletta che sicuramente andrà: 1, 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5 fino a 2 e quindi questo permetterà agli enti, sulla base di parametri oggettivi, di definire una percentuale che sia più rispondente all'equità. Noi quindi, come abbiamo accolto altri emendamenti da voi presentati in commissione, abbiamo accolto anche questa suggestione e abbiamo mantenuto la filosofia dell'autonomia agli enti, ma soprattutto di maggiore equità, riducendo quel coefficiente da 1 a 3 a 1 a 2. Chiediamo quindi di ritirare quell'emendamento, perché riteniamo che la filosofia sia la stessa, ma che sia più consono fatto in questa maniera per tutti: per il cittadino, per gli enti.

Sul discorso dei sessantacinque anni, collega Fontana, il concetto è un po' questo...io ho chiesto anche agli uffici, non possiamo ritenere questa proposta equa, perché prevede una applicazione del diritto di prelazione su parametri del tutto soggettivi, ma anche in considerazione - io credo più in questo secondo aspetto - del fatto che, per gravi situazioni intervenute, come lei ha esplicitato bene prima, dopo l'acquisto dell'alloggio le deroghe sono già possibili oggi addirittura non dopo il decimo anno, ma già al primo anno. Siamo quindi già molto più avanti, perché, se c'è un problema oggettivo, si fa la domanda e si può ottenere l'autorizzazione anche il giorno dopo che si è comprato. Se dopo che si è comprato l'alloggio succede che ci sono le situazioni che lei ha descritto, si fa la domanda all'ente e l'ente può autorizzare in deroga, senza nessun problema, quindi è già praticamente in legge...e anche addirittura nei primi 10 anni, non solo dopo il decimo anno. Io quindi credo che anche con queste suggestioni e i chiarimenti che sono dati dagli uffici, più che dal sottoscritto, perché sono aspetti tecnici, comportamenti degli enti che devono tenere rispetto alla legge. Le chiederei, rispetto all'emendamento che noi abbiamo proposto, che rispecchia le vostre richieste, che racchiude un po' i 20-30 anni e un po' l'1,5 fisso...si faccia un ragionamento nel ritirare i vostri emendamenti, perché questo emendamento che abbiamo presentato raccoglie l'obiettivo realistico, pratico che voi volevate.

Presidente - Grazie. La parola alla Consigliera Carmela Fontana per la replica, ne ha facoltà.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Per quanto riguarda l'emendamento 2, va nella direzione che avevamo chiesto noi e dunque lo ritiro, perché, diciamo, che varia di poco, anche se sono convinta che un coefficiente fisso sarebbe stato uguale per tutti e non è l'ente che va a stabilire chi ne ha diritto, però va in quella direzione, ben venga, lo ritengo positivo e lo ritiro.

Sulla questione della prelazione dai 30 ai 20 anni non sono d'accordo con quanto dice lei, perché sappiamo che ogni volta che si fa una legge si applica da quel giorno in avanti, lei adesso mi va a dire che è peggiorativa per le persone che l'hanno comprato prima. La legge però viene fatta oggi e da oggi in avanti io devo andare a vedere di fare una legge che vada bene per tutti, cioè, se andiamo a vedere, per esempio, anche chi prende il mutuo regionale, dopo cinque anni la casa la può vendere. Chi ha comprato queste case...quando l'ARER ha mandato la lettera, non c'erano tutti questi vincoli, la lettera che è stata mandata era un pochino diversa, tanta gente l'ha comprata con quelle regole e poi se le trova cambiate. Io allora penso che le leggi devono essere migliorative, poi non sono d'accordo quando si dice: "sì, ma quelle case le hanno comprate a poco prezzo", va beh, ma questa era stata voluta...no! Tante volte è venuto fuori che...

(interruzione dell'Assessore Marco Viérin, fuori microfono)

...non sto dicendo lei, Assessore...si dice che si è messa la prelazione, perché sono case dell'ARER, o del Comune che non devono essere svendute, oppure che le persone non devono fare i furbetti che vogliono vendere sul libero mercato, magari ci sarà qualcuno che farà il furbetto, però io conosco tantissima gente che ha lavorato, ha fatto tanti sacrifici per potersi comprare una casa e penso che, se ci mettiamo meno vincoli, sarebbe anche bello.

Io comunque l'emendamento della prelazione dai 30 ai 20 lo mantengo e anche quello degli anziani, perché è vero quello che dice lei: che lo può vendere prima dei 10 anni, ma io qui dico di non pagare la differenza del...

(nuova interruzione dell'Assessore Marco Viérin, fuori microfono)

...ho capito, io ho fatto un emendamento e lei, Assessore, mi dirà: "lo accolgo" o "non lo accolgo", io non le sto dicendo che è obbligato, io ho fatto una richiesta e lei mi risponda! Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore Marco Viérin, ne ha facoltà.

Viérin M. (SA) - Sì, la ringrazio per aver ritirato l'emendamento 2. Vorrei solo ricordare che sul suo primo emendamento, non volevo prima tediare, ma, se leggiamo il comma 5, c'è scritto netto e chiaro, si dice: "il diritto di prelazione di cui al comma 4 può essere estinto, decorsi dieci anni dall'acquisto...", punto; allora lei deve fare l'emendamento e portare a 20 anni anche questo. Noi qui al comma 5 abbiamo scritto: "il diritto di prelazione di cui al comma 4 può essere estinto, decorsi dieci anni dall'acquisto, con il versamento all'ente titolare del diritto di un importo pari alla differenza..."...quindi portato a 10. Se lei mi dice 20, io devo accogliere il suo emendamento: devo portare a 20 anche qui, punto; quindi, secondo me, noi siamo un passo più avanti su questo.

Dall'altra parte il concetto degli anziani...io capisco tutto, però capisco anche, se vogliamo essere equi, l'importante...se lei mi dice che un anziano può avere delle esigenze urgenti...ma se cede anche nell'arco dei 10 anni qualcosa all'ente, come per tutti, deve pagare l'estinzione del diritto di prelazione, lasciare, perché l'ente deve sopperire a pagare le morosità incolpevoli, deve poter ristrutturare gli alloggi esistenti. Io credo che soprattutto in questi casi gli enti sono sempre stati molto puntuali a guardare e a seguire quelle che sono le situazioni particolari e soprattutto sfortunate da parte di nuclei familiari anziani. Ho presente anche che sia ARER, come altri, hanno guardato quando l'anziano aveva problemi di deambulazione e quant'altro, hanno sempre autorizzato qualsiasi cosa. Qui dico: fare troppi distinguo quando questa legge prevede già la possibilità di deroga, anche dal primo anno, mi sembra una cosa un po' sui generis. Le chiedo quindi di ritirare l'emendamento, che noi non possiamo accogliere, perché altrimenti dovremmo modificare anche il comma 4...

(interruzione di un consigliere, fuori microfono)

...no, dovremmo modificare anche il comma 5 e, visto che noi abbiamo deciso di portare il diritto di prelazione a 10 anni, il comma 5 non vogliamo modificarlo.

Presidente - Procediamo, metto in votazione l'emendamento n. 1. Siete invitati a votare l'emendamento presentato dal gruppo del PD. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 29

Votanti: 3

Favorevoli: 3

Astenuti: 26 (Agostino, Benin, Bertin, Bieler, Cerise, Chatrian, Comé, Crétaz, Empereur, Isabellon, André Lanièce, La Torre, Lattanzi, Marguerettaz, Patrizia Morelli, Pastoret, Perron, Praduroux, Prola, Rollandin, Rosset, Salzone, Tibaldi, Marco Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)

Il Consiglio non approva.

L'emendamento n. 2 del PD viene ritirato. Mettiamo in votazione l'emendamento n. 1 dell'Assessore Marco Viérin? Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Ora metto in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo PD, che introduce il comma 6 bis. Siete invitati a votare, dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? No, non ancora. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 29

Votanti: 3

Favorevoli: 3

Astenuti 26 (Agostino, Benin, Bertin, Bieler, Cerise, Chatrian, Comé, Crétaz, Empereur, Isabellon, André Lanièce, La Torre, Lattanzi, Marguerettaz, Patrizia Morelli, Pastoret, Perron, Praduroux, Prola, Rollandin, Rosset, Salzone, Tibaldi, Marco Viérin, Manuela Zublena, Zucchi)

Il Consiglio non approva.

Metto ora in votazione l'articolo 52 comprensivo dell'emendamento dell'Assessore Marco Viérin approvato. Siete invitati a votare per l'articolo 52. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Articolo 53: stesso risultato. Articolo 54: stesso risultato. Articolo 55: stesso risultato. Articolo 56: stesso risultato. Articolo 57: stesso risultato. Articolo 58: stesso risultato. Articolo 59: stesso risultato. Articolo 60: stesso risultato. Articolo 61: stesso risultato. Articolo 62: stesso risultato. Articolo 63: stesso risultato. Articolo 64: stesso risultato. Articolo 65: stesso risultato. Articolo 66: stesso risultato. Articolo 67: stesso risultato. Articolo 68: stesso risultato. Articolo 69: stesso risultato. Articolo 70: stesso risultato. Articolo 71: stesso risultato. Articolo 72: stesso risultato. Articolo 73: stesso risultato. Articolo 74: stesso risultato. Articolo 75: stesso risultato. Articolo 76: stesso risultato. Articolo 77: stesso risultato. Articolo 78: stesso risultato. Articolo 79: stesso risultato. Articolo 80: stesso risultato. Articolo 81: stesso risultato. Articolo 82: stesso risultato. Articolo 83: stesso risultato. Articolo 84: stesso risultato. Articolo 85: stesso risultato. Articolo 86: stesso risultato. Articolo 87: stesso risultato. Articolo 88: stesso risultato. Articolo 89: stesso risultato. Articolo 90: stesso risultato. Allegato A: stesso risultato. Allegato B: stesso risultato.

Metto ora in votazione il disegno di legge nel suo complesso. C'è qualcuno che vuole fare dichiarazioni di voto? Ha chiesto la parola la Consigliera Carmela Fontana, ne ha la facoltà.

Fontana (PD) - Grazie, Presidente. Per dichiarazione di voto.

In commissione, come gruppo del Partito Democratico, mi ero astenuta solo perché avevamo questi emendamenti che volevamo chiarire con l'Assessore. Io voglio fare un ringraziamento al Presidente Comé, perché con questo testo di legge ci ha dato l'opportunità di audire tutti e di lavorare bene, ci ha dato una mano a chiarire ogni dubbio che abbiamo chiesto, ma anche all'Assessore, perché mi ha accolto diversi emendamenti: questo non fa altro che farmi piacere; se anche gli altri due fossero stati accolti, mi sarebbe piaciuto, se lei fosse stato così gentile, avremmo fatto l'en plein, però diciamo che il disegno di legge nell'insieme è positivo: va nella direzione di aiutare veramente i cittadini e noi lo voteremo. Grazie.

Presidente - Qualcun altro? Se non c'è nessuno, metto in votazione il disegno di legge nel suo complesso. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.

Presenti: 29

Votanti: 29

Favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Punto 25.1 all'ordine del giorno.