Objet du Conseil n. 2821 du 6 février 2013 - Resoconto
OGGETTO N. 2821/XIII - Disegno di legge: "Modificazioni alle leggi regionali 23 luglio 2010, n. 22 (Nuova disciplina dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli enti del comparto unico della Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, e di altre leggi in materia di personale), 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell'organizzazione del servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali prodotte ed erogate nella regione) e 20 dicembre 2010, n. 44 (Costituzione di una società per azioni per la gestione di servizi alla pubblica Amministrazione regionale)". (Reiezione di un ordine del giorno)
Presidente - Dopo il rapporto...le rapport du Conseiller Crétaz, on peut ouvrir la discussion générale. Il y quelqu'un qui veut intervenir? J'invite les conseillers qui veulent prendre la parole à s'inscrire. Personne? Si personne veut intervenir, je ferme la discussion. A demandé la parole le collègue Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Al di là del fatto che su questo disegno di legge abbiamo presentato degli emendamenti, il giudizio complessivo è un giudizio che è positivo relativamente all'acquisizione di alcune richieste che gli organismi sindacali da tempo avevano avanzato, ma riteniamo importante al di là del giudizio che si dà positivamente di una correzione importante alla legge del 2010...intanto si arriva con due anni di ritardo a prendere coscienza della necessità di apportare questi correttivi e soprattutto l'unico aspetto che noi riteniamo che sia, diciamo, grave di questo percorso legislativo è che si arriva a fine legislatura. Il fatto di arrivare a fine legislatura può essere frutto del fatto che si sono fatte, diciamo, tante riflessioni; c'è stato un grosso percorso per arrivare a questo disegno di legge, l'unica perplessità, senza nulla togliere ai lavori positivi che sono stati fatti in commissione e dall'Assessorato, è che, diciamo, alcune questioni sono già state in qualche modo regolate, cioè nel senso che sono stati fatti già dei concorsi, dei posti sono già stati banditi, delle persone sistemate ed ora a fine legislatura arriva il disegno di legge che forse avrebbe avuto ben altro peso se fosse stato fatto ad inizio legislatura. Questo quindi è l'unico rilievo politico che ci sentiamo di fare rispetto ad un disegno di legge, che di per sé contiene aspetti estremamente positivi, salvo appunto gli emendamenti che riteniamo opportuno proporre perché ulteriormente migliorativi, ma lascia perplessi, ecco, questo arrivo tardivo, peraltro successivo al fatto che alcune situazioni non siano state regolate tramite questa legge. Grazie.
Presidente - Grazie, ci sono altri che intendono prendere la parola? Ha chiesto la parola il collega Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Qualche considerazione. Tre anni fa è stata modificata la legge che regolarizzava l'organizzazione dell'Amministrazione regionale, la famosa, entre guillemets, "45"; all'epoca avevamo presentato una serie di emendamenti che andavano nella direzione alternativa e, riprendendo la posizione del gruppo ALPE, che aveva tenuto in quella sede, avevamo evidenziato su una serie di articoli un aumento di quella che è la discrezionalità della macchina regionale e della macchina amministrativa. Da subito avevamo cercato di proporre, dal punto di vista emendativo, soluzioni che andavano a semplificare realmente l'organizzazione da una parte e, dall'altra, la riduzione al minimo delle eventuali discrezionalità maggiori, che si andavano ad inserire nell'impianto legislativo.
Qualche riflessione su questo testo: a nostro avviso, si assiste di nuovo ad una modifica di legge tardiva, lo diceva poc'anzi il collega Donzel, a ridosso anche di due campagne elettorali, accanto al piccolo intervento modificativo dovuto per intervenuti indirizzi a livello statale, cito l'articolo 38, comma 1 bis, 1 ter, relativo all'obbligo di pubblicazione dei dati inerenti alla concessione di sovvenzione, contributi alle imprese, all'attribuzione di vantaggi economici di qualsiasi genere a persone, enti pubblici e privati di importo superiore a 1.000 euro, troviamo comunque un paio di pesanti interventi modificativi, che hanno tutta l'aria delle norme ad personam, certamente produttive dal punto di vista elettorale per chi se ne potrà vantare con i diretti interessati. In regalo con l'articolo 11 bis, altro esempio concreto, la figura del veterinario regionale, ecco spuntare un nuovo posto dirigenziale da una parte, che può essere conferito con le modalità e sulla base dei criteri e dei requisiti professionali previsti per i restanti incarichi dirigenziali, o mediante comando di un dirigente veterinario da altro ente pubblico con almeno tre anni di servizio. Ci pare anche questa un'ulteriore norma ad personam; fra l'altro, da una parte si chiedono solamente tre anni di servizio per essere chiamati a dirigere una struttura organizzativa continuativa, quando per dare una consulenza e quindi essere considerati esperti in materia, il periodo minimo di esperienza che si usa...richiesto è di cinque anni, se non mi sbaglio, quindi due pesi e due misure e articoli che vanno ad inserirsi a cuneo all'interno di questo impianto legislativo, con un disegno chiaro, che è quello della norma comunque molto personalizzata, molto discrezionale. Non so cosa ne pensate dell'articolo 41, 14 bis, un "contorno" per sistemare numerose persone negli anni a tempo determinato o incaricati, con contratti di collaborazione coordinata da una parte e continuativa dall'altra, che derivano indubbiamente da anni ed anni addietro, con questa modifica di legge si crea, entre guillemets, una "riserva", con un limite massimo addirittura del 40 percento dei posti messi a concorso. Anche su questo qualche dubbio ce l'abbiamo, ma ce l'abbiamo dal punto di vista a un'eventuale discriminazione, una discriminatoria rispetto a chi invece partecipa per la prima volta e ci riserveremo comunque di verificare e dettagliare meglio questa scelta, questa scelta che, a nostro avviso, va a penalizzare comunque chi non ha avuto questa chance, questa possibilità.
Ho fatto questi quattro esempi principali proprio per dire che il gruppo ALPE vigilerà attentamente su quelle scelte che sono state messe in campo in questo disegno di legge. Qualche perplessità, sono arrivato anch'io in ritardo, sull'articolo 71 anche, per quanto riguarda il beneficio, diciamo, dell'agevolare anche chi svolge dell'attività a favore di società cooperative. Qualche perplessità, qualche dubbio ce l'ho, ce l'abbiamo sinceramente, comunque su questo approfondiremo ulteriormente, certi nomi che ricorrono mi fanno anche un po' specie, anche un po' paura, quindi, quando uno cerca di non interpretare, ma entrare nel merito dell'impianto legislativo, i dubbi aumentano e le certezze diminuiscono, come gli esempi che ho fatto poc'anzi, per quanto riguarda l'articolo 38, l'articolo 11 bis, il 14 bis nell'articolo 41, e non per ultimo l'articolo 71, che citavo poc'anzi. Ho voluto in maniera esemplificativa fare queste considerazioni puntuali su questi articoli.
Altre modifiche inserite all'interno di questo testo vanno nella direzione invece obbligata a livello nazionale, quindi recepisce solo esclusivamente quelli che sono gli indirizzi di natura legislativa nazionale, quindi potremmo fare anche delle nostre riflessioni sui vari temi, ma recepiscono direttamente quelli che sono gli indirizzi a livello nazionale. Termino dicendo che forse c'è l'inopportunità temporale. Forse si dovevano affrontare questi dettagli un po' di tempo prima, però, il dubbio che ci rimane - e ascolteremo attentamente anche la controrelazione del Presidente Rollandin - e che a questo punto non è più un dubbio, è che ci sia sempre quella volontà di inserire all'interno di un articolato così complesso tutta una serie di passaggi, norme ad personam, che vanno a garantire una certa discrezionalità...come si può dire? con il nom e il "cognom" all'interno di impianti comunque importanti a ridosso di due campagne elettorali. Grazie.
Presidente - Qualcun altro intende prendere la parola? Nessuno? La parola al collega Gianni Rigo.
Rigo (PD) - Sì, grazie Presidente.
Approfitto della discussione generale per chiedere al Presidente della Regione l'interpretazione autentica di un articolo di questo disegno di legge. Non ho potuto, Presidente, essere in commissione, anche se avrei partecipare al dibattito ma non è possibile seguire l'iter di tutti i disegni di legge in discussione nelle competenti commissioni. Si tratta del capo che disciplina il telelavoro: una nuova modalità introdotta nell'organizzazione delle prestazioni lavorative dei dipendenti che da sperimentale diventa vera e propria tipologia lavorativa. Ci siamo arrivati in "zona Cesarini", Presidente; c'è voluta, infatti, un'intera legislatura per portare a compimento una legge approvata ad aprile del 2008, nella precedente legislatura, questa la considerazione, peraltro già fatta questa mattina, se si ricorderà, quando abbiamo discusso l'iter del disegno di legge relativo alla promozione delle politiche giovanili...anche lì tempi infinitamente lunghi. Capisco che non sia stato facile introdurre nella macchina burocratica elementi di razionalizzazione e di modernità, come vengono chiamati, posso capire che non sia stato facile accogliere queste nuove modalità, che modificano anche culturalmente, lo aveva detto il Presidente, il classico "lavoro amministrativo", nuove attività che sono spesso viste o possono essere viste, vissute anzi, meglio, da parte dei colleghi come un privilegio, o come una posizione che rende difficoltosa la comunicazione immediata, l'interazione continua, anche spicciola, con una struttura di riferimento e quindi creare ulteriori elementi di conflittualità interne, come se non ce ne fossero già poche. Capisco che non sia stato facile coniugare snellimento organizzativo e possibilità di conciliare lavoro e attività extra lavorativa partendo dalle mansioni o dai posti e non dall'individuazione dei soggetti...ma cinque anni mi sembrano un periodo troppo lungo per rispondere con cognizione di causa agli obiettivi che la Giunta regionale si era data approvando i progetti! Infatti, l'avvio vero e proprio - lo ricordo - della sperimentazione dell'istituto risale al 2010, con la deliberazione della Giunta n. 750, con la quale, promuovendo il telelavoro, si intendevano perseguire alcuni obiettivi strategici, che poi sono stati raccolti, e che troviamo presenti nella disciplina, nel disegno di legge alla nostra attenzione. I progetti approvati - lo ricordo per i consiglieri - furono allora nove, per il periodo sperimentale di un anno, ma di proroga in proroga, di disattivazione in disattivazione, con l'ultima deliberazione, quella della fine di dicembre dell'anno scorso, i contratti di lavoro sono poi diventati quattro. I numeri, Presidente, direbbero che questa scommessa - come lei l'ha definita rispondendo ad una nostra interpellanza - non è stata vinta, non è stata accolta dall'organizzazione dell'apparato burocratico. Siccome non abbiamo informazioni precise, almeno non abbiamo tutte le informazioni, mi sembra sbrigativo fare questo tipo di affermazione, ma, detto questo, veniamo all'interpretazione autentica e riguarda, in particolare, Presidente, l'articolo 73 quater: l'attuazione vera e propria del telelavoro, che riprende pari pari l'articolo 6 della legge regionale 16 del 2008, tranne in un termine, in una parola: "posti di lavoro", che diventano "le specifiche mansioni"... Io ho provato a capire la differenza, ma non ne sono venuto a capo, per questo chiedo a lei, anche perché il documento che gentilmente i dirigenti dell'Ufficio personale mi hanno dato a febbraio dell'anno scorso - il monitoraggio fatto dal Comitato per il telelavoro - nelle linee guida dei progetti, dove dava delle indicazioni per passare dalla fase di sperimentale a quella definitiva, diceva - leggo -: "l'esperienza fatta porta alla considerazione che è meglio aprire posizioni telelavorabili partendo dalla mansioni, individuare cioè mansioni che per la loro natura siano facilmente eseguibili in remoto e che non richiedono particolari accorgimenti tecnici", poi faceva alcuni esempi: ecco, Presidente, vorrei capire come mai abbiamo modificato del vecchio articolo 6 solo quel termine: da "le specifiche mansioni" a "posti di lavoro". Grazie.
Si dà atto che alle ore 15,52 assume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.
Presidente - Chi vuol prendere la parola? Non vi sono altre richieste di intervento? Se non vi sono altre richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Chiedo scusa ai colleghi che sono intervenuti, mi è stato detto anche dell'intervento precedente, quindi solo per non mancare di rispetto a quello...credo che abbiano sottolineato due aspetti: che questa proposta è una risposta ad una serie di problematiche che sono emerse, che hanno creato delle interpretazioni difficili e che quindi meritavano un ulteriore...in qualche modo chiarimento o approfondimento. Questa poi come ha detto il collega Chatrian...alcuni aspetti...trasparenza...sono legati ad esigenze...l'articolo 11 che è stato proposto...sono legate ad esigenze di adeguamento corretto alla normativa nazionale, quindi in questo senso stanno andando. Per quanto riguarda...poi credo che su ogni articolo, come si è rilevato, ci saranno interventi puntuali, però vorrei subito sgombrare il campo da un aspetto che penso fosse un po', nemmeno tanto, tra le righe dell'intervento del collega Chatrian prima, poi verrò alle osservazioni degli altri colleghi. Non è una questione di avere delle risposte ad personam, né nel 71, né nel 38, né nell'11 bis, né nel 14 bis, poi, quando arriveremo, se vuole...cioè si tratta di vedere in particolare per i casi che lei ha ricordato...di adeguare una specificità che noi abbiamo ad esempio nei confronti di quello che è l'utilizzo di una figura all'interno dell'Assessorato della sanità che faccia da ponte con quello che è il servizio veterinario. Non si tratta di un discorso ad personam, ma si tratta invece di dare la possibilità di avere un minimo di ragguaglio di scelta rispetto a quello che succede adesso e di fare chiarezza su quelli che sono i percorsi che possono essere attivati. Stesso discorso vale per il problema del volontariato, dove abbiamo cercato di spiegare e in qualche modo dare un'opportunità in più a chi svolge questo lavoro di non essere sottoposto come gli altri ad autorizzazione, perché ci sembrava obiettivamente un di più e così per gli altri articoli; allora, poi, come dico, quando arriveremo, se ci saranno altri chiarimenti, interverrò puntualmente.
Per quanto riguarda il telelavoro, evidentemente i richiami che sono stati posti puntualmente dal collega Rigo sono corretti, nel senso che vorrei ricordare che il telelavoro è un'esperienza che non è matura da nessuna parte in Italia. Stanno tutti cercando di capire come poter riuscire a risolvere il problema dell'avvicinamento del lavoratore a quello che è il proprio domicilio, a quella che è la...e nel contempo rendersi disponibili per il tipo di lavoro, quindi mansioni, che deve comunque esercitare, cioè io dovrei poter dire: per quelle mansioni che sia qui ad Aosta, che sia a Pont-Saint-Martin o che sia a Valtournenche, o a Torgnon, non importa dove, io devo essere a disposizione del servizio...dell'organizzazione del servizio, legando questo ad un posto di lavoro, perché io devo tener conto che questi sono comunque dei posti di lavoro a tempo indeterminato. L'esperienza che è stata legata prima ad un anno, è continuata perché c'erano comunque delle difficoltà anche di collegamento nell'architettura della stessa, quindi abbiamo dovuto prorogare per arrivare oggi a dire: "bene, teniamo conto che questo principio rimane solido, decidiamo i posti di lavoro, che possono essere in qualche modo disponibili per questo...", sapendo che questo è adeguato a queste mansioni, perché io posso avere un posto di lavoro che, se lo intendo collegato, collegabile alla possibilità di diventare un posto di telelavoro, posso avere l'esigenza di adattare le mansioni, adattarle rispetto ad un posto analogo, stesso...dico dei B, dei C2, dei D, devo poter adattare, perché altrimenti rischio di far saltare il sistema o di non avere delle richieste, perché poi la persona interessata, abituata in un certo modo, si trova a dover lavorare in termini diversi rapportato con l'insieme della struttura, perché non può diventare un corpo estraneo: questo è quello che non deve diventare! Io quindi avevo detto allora la scommessa...e lo è ancora, perché, secondo me, la...cioè con questo volevo dire che la volontà di mantenere il principio, a mio avviso, è un aspetto importante, come man mano adattare quelle regole che rendano possibile questo, senza svilire da una parte il collegamento con l'insieme dell'organizzazione dell'Amministrazione, perché non deve nemmeno apparire che la persona che fa il telelavoro come un "privilegiato", tra virgolette, perché se no sembra: "hai visto, lui se ne sta vicino a casa, tranquillo e noi siamo qui...", oppure "io faccio ancora 50 chilometri e lui è tranquillo". Questa è la...ecco, poi dico delle cose scontate, però devono essere in qualche modo regolate senza che ci siano questi sospetti di fondo, sapendo che chi lavora lì lavora e svolge il suo ruolo come se fosse alla porta accanto, ormai i mezzi informatici ce lo permettono, però uscendo da questo tipo di cliché.
Ecco, questa è nella sostanza la logica con cui si è cercato di operare e di attivare queste modifiche, che sono a diversi articoli, quindi evidentemente non è un progetto di legge lineare che dica con una certa consecutio...no, è un progetto di legge che risolve una serie di problemi. Come gli emendamenti che poi illustrerò, che sono stati presentati e che vanno nella logica di meglio qualificare alcuni aspetti, di interpretare bene ad esempio il discorso della Società dei Servizi, e del suo nell'ambito del pubblico. Allora, oggi siamo nel contratto unico, siamo in una situazione nella quale non facciamo più in modo che ogni Comune faccia il suo concorso, facciamo un concorso unico, sperando che i concorsi unici non siano così difficili come quelli che stiamo vedendo per i vigili del fuoco, perché se no siamo rovinati, ma se c'è una possibilità di evitare che ci siano tutta una serie di concorsi ad hoc, credo che si fa un'economia di scala molto importante, e lì è la stessa cosa. Per i Comuni in particolare, questo lo abbiamo introdotto...lo dico già, perché nell'ambito della discussione sull'esternalizzazione del servizio nella Comunità montana Grand-Paradis, è emerso il discorso di difficoltà di avere l'utilizzo del personale a tempo determinato, che quindi portava a dire: "piuttosto di trovarci con queste grane, diamo fuori il servizio". Noi abbiamo detto: facciamo in modo che ci sia l'utilizzo di persone che sono della Società dei Servizi, che quindi possono essere coinvolte, come succede per la scuola, per il turismo...quindi quella è solo un'interpretazione, perché nel pubblico c'era già, però rafforza questa possibilità che rende possibile una garanzia nell'ambito occupazionale per quello che è il servizio che in diversi casi è necessario. Grazie.
Presidente - Passiamo ora all'esame dell'ordine del giorno presentato dai gruppi PD e ALPE. C'è qualcuno che intende illustrarlo? Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Rigo, ne ha facoltà.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
L'ordine del giorno, che si riferisce alla Casa di riposo Jean-Boniface Festaz, evidenzia un problema, sottolineato da parte dei sindacati nel corso delle audizioni in II Commissione sul disegno di legge alla nostra attenzione: la questione relativa al modello organizzativo della casa di riposo. Come sapete, la vita di questa struttura è disciplinata dalla legge regionale n. 34 del 23 dicembre 2004 e, in particolare, l'articolo 13 regola il rapporto di lavoro dei dipendenti dell'azienda e il comma 2 di questo articolo recita: "fino alla stipulazione del nuovo contratto collettivo di lavoro, al personale dell'azienda continua ad applicarsi il contratto collettivo regionale..." sul territorio regionale. Questo comma credo non sia più attuale, anche perché la situazione della casa alquanto confusa che era presente - ne abbiamo discusso anche più volte in questa sala - qualche anno fa, oggi, a quanto mi risulta, è mutata: il personale è inquadrato o a tempo indeterminato, o a tempo determinato; quindi quando e come sarà dato corso al comma 2...non credo lo sarà mai. Forse non è un'operazione più giustificata, tant'è vero che nel protocollo di intesa sottoscritto tra la Regione, la casa di riposo, il Consiglio permanente degli enti locali e i sindacati per la definizione di un nuovo modello organizzativo e della pianta organica della casa di riposo all'articolo 2, comma 7, si dice esattamente: "la Regione Valle d'Aosta si impegna a valutare in questa fase delicata il mantenimento del contratto collettivo regionale di lavoro di comparto unico di cui all'articolo 13 della legge regionale 34/2004 per i dipendenti della casa di riposo, percorso condiviso con le organizzazioni sindacali". Alla casa di riposo mi risulta che, per l'espletamento dei concorsi, vengano applicate le stesse norme del comparto unico, il regolamento 6, anche se il consiglio di amministrazione della casa potrebbe applicare un proprio regolamento, perché non è scritto da nessuna parte che sono costretti, obbligati ad utilizzare il regolamento 6.
In sostanza, in questi ultimi anni la casa di riposo prima ha applicato il contratto degli enti locali, poi, come azienda di servizi alla persona, ha continuato ad applicare il contratto del comparto unico; credo che oggi Jean-Boniface Festaz abbia titolo per essere riconosciuto ente del comparto. Non abbiamo presentato in questo senso uno specifico emendamento al disegno di legge per l'applicazione alla casa di riposo delle disposizioni che verranno con questo testo applicate alle università, perché per un emendamento di questa portata credo non sia sufficiente una discussione in Consiglio senza un confronto preventivo più largo, a partire dalla necessità di sentire le organizzazioni sindacali. Abbiamo quindi, Presidente, scelto la strada dell'ordine del giorno, e per questo motivo di fondo presentato nell'ordine del giorno e quello di fare il punto della situazione, di regolamentare le disposizioni fino ad oggi applicate dalla casa di riposo e concordare con i sindacati una linea che sia quella che, a mio modo di vedere, dovrebbe vedere inserita la casa di riposo nel comparto unico, come è per l'università. L'ordine del giorno impegna quindi "la Giunta regionale a proporre e concertare con le organizzazioni sindacali soluzioni che facciano superare l'attuale situazione di incertezza circa la situazione contrattuale del personale della casa di riposo per giungere all'inclusione della casa di riposo nel novero degli enti del comparto unico del pubblico impiego della Valle d'Aosta". Credo in questo senso che l'ordine del giorno sia chiaro e quindi attendiamo la risposta del Governo regionale.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. C'è qualcuno che intende intervenire su questo ordine del giorno? Se non vi sono richieste di intervento, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Regione Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Il tema del G.B. Festaz è ricorrente in quest'aula, e non solo, per una ragione storica, perché arriviamo da una condizione particolare di questa struttura: era un IPAB, l'ultimo e l'unico a livello regionale...poi successivamente con la legge ricordata si è passati ad un regime che riconosceva questa struttura come parte del sistema assistenziale e da questo poi c'è stato un periodo nel quale soprattutto il tema dei contratti applicati all'interno della stessa ha fatto molto discutere, sono stati oggetto di riferimento non semplice per quella che era la trattativa e l'organizzazione della stessa casa. Ora, la parte pubblica, cioè la Regione, riconosce la possibilità di attivare le regole che attua per il resto dell'organizzazione assistenziale al G.B. Festaz, senza entrare nel merito della modalità con cui si arriva alla scelta del personale, perché qui c'è uno storico, è vero che dagli ultimi due anni della gestione anche i concorsi sono fatti con regole di un certo tipo, ma voglio ricordare che all'interno c'è un numero di personale che è stato assunto, che è stato in qualche...io non entro nel merito, ma che è stato assunto senza che ci fosse da parte del pubblico la minima, non dico ingerenza, ma nemmeno controllo. Allora questo fa dire che oggi non è immaginabile che ci sia un passaggio tout court del Festaz nel comparto unico, che quindi ci sia un travaso automatico di una serie di persone che avevano un certo regime; noi abbiamo auspicato con i sindacati che si facesse chiarezza, che si arrivasse ad una determinazione corretta di quello che è il rapporto con l'ente e a cui la Regione riconosce un certo tipo di trattamento come intervento finanziario, ma non per il resto... Voglio quindi sottolineare che io non sono contrario a che si arrivi progressivamente ad un'analisi attenta di quello che è successo e di come si può uscire da quello che è successo nella storia, però non è possibile automaticamente dire: "bene, facciamo un accordo per cui passiamo automaticamente nel comparto".
Lei ha ricordato l'università, voglio ricordare però che l'università prima di tutto noi abbiamo...l'università è l'Università della Valle d'Aosta, il discorso del comparto pubblico l'abbiamo ultimamente accettato dopo che è entrato nel patto di stabilità, dopo che ha accettato le regole del pubblico, quindi con un percorso molto differenziato e molto attento. Su questo, invece, sul G.B. Festaz io credo che si può apprezzare il fatto di dire, proporre, concertare con le organizzazioni sindacali le soluzioni che facciano superare l'attuale situazione di incertezza circa la situazione contrattuale del personale della casa da gioco, però mi fermerei lì...per il momento, anche perché vorrei ricordare che anche nell'utilizzo degli spazi del G.B. Festaz c'è un discorso in atto per cercare di ottimizzare il tutto, per avere, ad esempio, la possibilità di utilizzare altri 10 posti che sono necessari per quanto riguarda i malati di Alzheimer, che darebbe un ulteriore sostegno a quello che è il sistema di assistenza oggi in difficoltà per quanto riguarda questo tipo di malattia. Non siamo quindi ancora nella situazione...anche perché poi c'è la scadenza...di poter fare il passo successivo da lì per giungere all'inclusione della casa nel...questo è oggettivamente impossibile, non è nemmeno una questione di volontà, ma credo che anche i sindacati si siano resi conto che c'è un percorso da fare, con gradualità, per arrivare prima di tutto alla definizione del primo punto, che io credo possa essere accettato, ecco, se ci fermiamo a questo punto, il discorso...il discorso ci può stare, ma sul resto non è pensabile che si possa automaticamente entrare nel discorso del comparto. Grazie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Segretario Rigo, ne ha la facoltà. Un po' di silenzio grazie.
Rigo (PD) - Sì, provo a rispondere a mia volta alla risposta del Presidente della Regione, e chiederei al Presidente del Consiglio di accogliere la richiesta di due minuti di sospensione, perché vorrei sapere cosa ne pensano gli altri firmatari, insomma mi sembra corretto, concordare con gli altri firmatari una posizione comune.
Non abbiamo presentato questa proposta, come lei avrà capito, in maniera provocatoria o demagogica, perché altrimenti avremmo proposto un emendamento. Abbiamo indicato invece una strategia per arrivare a chiudere una vicenda che durante gli anni ha preso degli indirizzi non molto corretti, ed impedire la possibilità di compiere atti arbitrari. L'importante per noi è cominciare a capire dove vogliamo arrivare e vedere di concertare un percorso, che non può certo concludersi in questa legislatura. Credo sia necessario cominciare con le organizzazioni un confronto sul futuro della casa di riposo e la concreta possibilità che sia organicamente inserita all'interno del comparto. Ci sono le difficoltà che ha delineato il Presidente, il percorso non è certo facile, il primo passo potrebbe essere quello di far sì che sia definita la questione relativa all'utilizzo del regolamento regionale del personale del comparto unico per impedire la possibilità di compiere nel futuro atti arbitrari. Per rispondere alla proposta del Presidente quindi chiedo al Presidente del Consiglio una breve, brevissima interruzione. Grazie.
Presidente - Il Consiglio è sospeso per cinque minuti. Grazie.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 16,15 alle ore 16,23.
Presidente - Si riprendono i lavori del Consiglio dopo la sospensione richiesta dal Consigliere Gianni Rigo, che ha chiesto la parola, ne ha facoltà.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Il percorso delineato dal Presidente della Regione è condiviso dal gruppo dell'ALPE e dal gruppo del Partito Democratico e, proprio perché è un percorso che raccoglie praticamente l'impegnativa dell'ordine del giorno che abbiamo presentato, ci sono le condizioni, secondo noi, perché questo ordine del giorno rimanga così come è stato presentato, anche perché non ci sono impegni temporali precisi: nel documento si dice di iniziare con le organizzazioni un percorso partendo dalla situazione contrattuale e poi vedere con loro, discutendone prima in commissione, quali potrebbero essere i tempi perché il passaggio al comparto unico. Percorso concordato quindi capace di assorbire eventuali contraccolpi all'interno della casa di riposo, oppure le difficoltà di interpretazioni rispetto alle regole seguite in passato della stessa casa di riposo. Secondo noi quindi il nostro ordine del giorno raccoglie il percorso indicato dal Presidente della Regione, perché c'è un obiettivo finale, che è quello di verificare la possibilità concreta di inserire la casa di riposo nel novero degli enti del comparto unico cominciando proprio dalla situazione contrattuale e quindi noi manteniamo l'impegnativa com'è stata formulata.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Sì, grazie Presidente.
Non ripeterò le ragioni per le quali...credo che qui la risoluzione, l'ordine del giorno impegni a fare due cose, non solo una e a...quindi si fa questo per...siccome io ribadisco che sul secondo passo non siamo in condizione di poter garantire questo, né di poter supporre, perché oggi non ci sono le condizioni. Mi sembrava che fosse già un passo avanti importante quello di arrivare ad una definizione puntuale di quello che succede, che era una premessa per poter ragionare in futuro, perché ci sono questioni finanziarie, ci sono questioni da mettere a posto da un punto di vista legale, che non possono essere prese come impegno oggi quando la Giunta con tutta evidenza lavora ancora qualche mese: questo mi sembrava esagerato, mi sembrava più corretta la prima parte, per cui su questo noi ci asterremo.
Presidente - Procediamo alla votazione dell'ordine del giorno. Dichiaro aperta la votazione. Siete invitati a votare. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 31
Votanti: 10
Favorevoli: 10
Astenuti: 21 (Agostino, Benin, Bieler, Comé, Crétaz, Empereur, Hélène Impérial, Isabellon, La Torre, André Lanièce, Lattanzi, Maquignaz, Marguerettaz, Pastoret, Praduroux, Prola, Emily Rini, Rollandin, Salzone, Tibaldi, Manuela Zublena)
Il Consiglio non approva.
Passiamo ora all'esame del testo, abbiamo diversi emendamenti: quattro emendamenti del Presidente della Regione, tre emendamenti dei gruppi ALPE-PD, l'ordine del giorno l'abbiamo già analizzato e noi discuteremo del nuovo testo predisposto dalla II Commissione consiliare competente, che ha dato parere favorevole a maggioranza, e c'è anche il parere favorevole del Consiglio permanente degli enti locali.
Il primo emendamento è un emendamento al titolo. Qualcuno vuole illustrarlo? Lo diamo allora per illustrato. Di conseguenza quindi mettiamo in votazione l'emendamento n. 1. Siete invitati a votare, dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 31
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Articolo 1. Qualcuno vuole prendere la parola? Metto in votazione l'articolo 1. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 32
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Articolo 2: posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. All'articolo 3 c'è l'emendamento n. 2 del Presidente della Regione...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...eh? Si! Articolo 2. Ha chiesto la parola sull'articolo 2 il Vicepresidente Chatrian, ne ha la facoltà.
Chatrian (ALPE) - Ci asterremo sul provvedimento, come poc'anzi già detto in sede di discussione generale.
Per quanto riguarda l'articolo 2 - il Presidente della Regione forse non era ancora entrato in aula - le riflessioni che, come gruppo ALPE, avevamo fatto erano legate al fatto che in questo articolo 11 bis si cita: "l'incarico di veterinario regionale è conferito con le modalità e sulla base dei criteri e dei requisiti professionali previsti dalla presente legge per il conferimento dei restanti incarichi dirigenziali o mediante comando di un dirigente veterinario da altro ente pubblico, con almeno tre anni di servizio...". La riflessione che noi avevamo fatto in sede di dibattito era: si richiede il quinquennio di professionalità nelle consulenze e in questo caso si chiedono solo tre anni per quanto riguarda la figura del veterinario, ecco perché avevo fatto questa riflessione, mi sembra una norma un po' ad personam e manca un nome e un cognome. Non capivamo perché i requisiti, invece di alzare l'asticella, si sono abbassati: ecco perché avevamo fatto queste riflessioni di natura generale, dato che si crea comunque una nuova figura e una possibilità comunque ben definita e molto puntuale.
Presidente - Il Presidente Rollandin per la risposta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Semplicemente perché in questo caso, rispetto alle altre figure dell'Amministrazione, noi diamo la possibilità di spostamento per..."previsti dalla presente legge per il conferimento dei restanti incarichi dirigenziali o mediante comando di un dirigente veterinario...". Ora, per fare il dirigente, comunque il veterinario deve avere già i cinque anni svolti come veterinario in uno dei tre comparti. Abbiamo quindi già i cinque anni lì per diventare dirigente, oltre che dirigente, chiediamo i tre anni in più, quindi non è in meno: è in più. Non è che noi abbiamo tolto, perché approvando quell'incarico professionale per il quale abbia svolto la sua funzione almeno per cinque anni...questo lo ha già fatto per diventare dirigente e in più deve aver fatto il dirigente almeno per tre anni per dire...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...eh sì perché...nell'amministrazione di provenienza, nel senso che, se uno ha fatto nell'area A, nell'area B o nell'area C un anno, il discorso...qui deve venire a fare il responsabile regionale e quindi deve avere un po' di esperienza in una delle tre...allora ha chiesto tre anni, oltre a quello che ha già fatto...i cinque anni precedenti, quindi tre anni, perché è come quello che viene richiesto per le specializzazioni in altri settori.
Presidente - Posso dare allora lo stesso risultato di prima come votazione? Stesso risultato per l'articolo 2. All'articolo 3, come detto prima, c'è l'emendamento n. 2 del Presidente della Regione. Intende illustrarlo Presidente?
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...no. Se siete d'accordo, io quindi metterei in votazione l'articolo 3 comprensivo dell'emendamento n. 2 del Presidente della Regione. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione sull'articolo 3 comprensivo dell'emendamento, grazie. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 31
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Articolo 4: posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato? Stesso risultato.
Sull'articolo 6 ha chiesto la parola il Vicepresidente Chatrian, ne ha la facoltà.
Chatrian (ALPE) - Una riflessione sull'articolo 6: sul comma 14 bis dell'articolo 41. Ci pare che si vada in una direzione di creare una riserva, inserendo comunque una percentuale riferita ai chiamiamoli "posti certi". Se non mi sbaglio, se non ricordo male, si era già tentata a livello nazionale una qualche forma di regolarizzazione dei precari che è stata bocciata proprio perché palesemente o in parte discriminatoria. La riflessione che facevamo, che facevo poc'anzi in sede di dibattito generale era: creiamo le condizioni, ma diamo la stessa opportunità, le stesse chances a tutti quelli che partecipano nel momento in cui decidono di mettersi in discussione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin per la risposta, ne ha facoltà.
Rollandin (UV) - Sì, Presidente, credo che questa sottolineatura...se è vero che nel tempo addirittura anche una norma regionale è stata cassata, quando si pensava di dover fare un concorso riservato per quanto riguarda ad esempio il comparto del lavoro...questa norma che qui inseriamo è ripresa dalla norma nazionale, che ha inserito adesso questo tipo di...40 percento.
Presidente - Articolo 6: posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Articolo 7...
Si rivota l'articolo 6. Siete invitati a votare, grazie. Articolo 6: tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 31
Votanti: 23
Favorevoli: 23
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Articolo 7: stesso risultato. Articolo 8: stesso risultato. Articolo 9: stesso risultato. L'emendamento n. 3 del Presidente della Regione inserisce l'articolo 9bis. Lo dà per illustrato o vuole illustrarlo Presidente? Lo dà per illustrato, quindi posso dare la stessa votazione anche sull'emendamento n. 3, che si "trasforma" in articolo 9bis? Stesso risultato. Articolo 10: stesso risultato.
Articolo 11: stesso risultato...no, scusate, ha chiesto la parola sull'articolo 11 il Vicepresidente Chatrian, ne ha la facoltà.
Chatrian (ALPE) - Sì, grazie Presidente.
Sull'articolo 11 nutriamo qualche perplessità nel momento in cui si va ad inserire nella lettera b) una reale volontà che ci lascia in parte qualche dubbio di agevolare anche chi svolge delle attività. Si inserisce all'interno del comma, non si specifica nel momento in cui si parla di associazione: di società cooperative o che cosa? Ripeto: è una perplessità che abbiamo, vorremmo capire qual è la filosofia di questa modifica all'indirizzo di tale comma.
Rollandin (UV) - La scelta è di attivare questo meccanismo direttamente in legge in modo che non ci sia più bisogno di fare una richiesta di deroga perché lo si può concedere, ma oggi si deve fare la richiesta, allora diciamo che questo è possibile automaticamente tenendo conto, cioè io porto...so che va...lavoro per un'associazione di volontariato e...credo che il discorso sicuramente non sia in conflitto, naturalmente già tutto non può essere in conflitto con quella che è l'attività normale, solo che non devo, soprattutto quando il volontariato può essere casuale...non è come se io facessi un altro lavoro, dico: fuori dall'orario faccio anche questo tipo di figura, allora faccio la domanda...
(interruzione di alcuni consiglieri, fuori microfono)
...anche cooperative...ci sono cooperative che sono collegate con questi settori, col terzo settore, che hanno lo stesso problema.
Presidente - Articolo 11: stesso risultato.
All'articolo 12 ci sono tre emendamenti: gli emendamenti 1, 2 e 3 dei gruppi ALPE e PD. Intendete illustrarli? Tutti assieme? Uno per volta? Ha chiesto la parola il Consigliere Gianni Rigo, ne ha facoltà.
Rigo (PD) - Sì, se mi è permesso, li illustrerei tutti e tre.
La formulazione del primo emendamento forse non è molto elegante, ma credo che corrisponda, che espliciti meglio, un'osservazione espressa in quest'aula dal Presidente della Regione. In occasione di una discussione su un'interpellanza relativa all'attività di telelavoro, il Presidente disse: "a seguito di rilevazione effettuata nel corso del mese di agosto dello scorso anno, nessun altro coordinatore ha manifestato l'intenzione di rendere telelavorabili dei posti di lavoro...questa è una riflessione che porterà a dire che un colloquio con gli stessi andrà fatto per sensibilizzarli su una maggiore disponibilità nei confronti delle esigenze del lavoratore...." insomma di questa nuova modalità di lavoro. Io allora credo, ma lo ha già detto il Presidente poc'anzi, necessario che gli stessi dirigenti, gli stessi coordinatori siano coinvolti in processi formativi, anche perché devono presentare i piani triennali e voglio capire come presentano i piani triennali se non hanno dimestichezza, con questa nuova disciplina. L'attività di formazione prevista nella precedente legge sperimentale adesso è stata tolta e sono rimasti solo i percorsi formativi presenti all'articolo 73 quater. Certo credo necessaria la formazione per i dipendenti interessati al telelavoro, ma credo anche necessario per l'Amministrazione tutta di fare formazione su un nuovo modo di organizzare il lavoro.
Per quanto riguarda gli altri due emendamenti le considerazioni sono queste.
Nel primo, si ribadisce la necessità di monitorare ed aggiornare continuamente le attività di progetto, nel precedente articolato il monitoraggio era previsto e così dovrebbe essere anche in questa fase.
Per quanto riguarda il secondo, io credo che nella formulazione originaria, presente nella legge che si vuole abrogare, l'esigenza di conciliare il lavoro e la vita privata venisse delineata meglio. La vecchia formulazione riprende il documento elaborato dal comitato tecnico, che evidenzia molto bene queste necessità, anzi uno dei possibili motivi ostativi alla nuova disciplina è la distrazione interna proprio rispetto ai bambini al di sotto degli otto anni. Credo che la formulazione che noi abbiamo proposto, che è ripresa sostanzialmente dalla precedente legge, caratterizzi meglio quelle che sono le esigenze di un'attività di conciliazione tra il lavoro e la vita privata e chiarisca meglio anche quali sono gli obiettivi strategici che sottintende questo disegno di legge.
Presidente - Grazie. Ha chiesto la parola il Presidente Rollandin, ne ha la facoltà.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Sulla formulazione dei tre emendamenti devo dire che l'emendamento n. 1 di fatto si inserisce in un discorso che qui era mantenuto generico nella formazione - non si diceva se erano i dipendenti, i dirigenti...- ed era onnicomprensivo, con quello che lei ha spiegato faccio una sottolineatura "per i dipendenti interessati, nonché quello..." che fa riferimento...non è proprio il massimo da un punto di vista...ecco, mi hanno fatto notare, non io eh...
(interruzione di alcuni consiglieri, fuori microfono)
...no no...ecco, sì sì...non è proprio il massimo...
(nuova interruzione di alcuni consiglieri, fuori microfono)
...ho capito che il percorso che era legato a questo sostantivo era quello, però voglio solo sottolineare...io non ho problemi ad accettarlo, però vorrei solo che ci capissimo sul fatto che non era escluso nessuno nella dizione come era messa, perché non diciamo il percorso formativo né del dipendente A, né del dipendente B, perché poi il dipendente è anche...cioè il dirigente o il dipendente...rischiamo di dimenticare qualcuno, anche se qui ci sono tutti, quindi se non ci sono...io preferirei lasciare com'è la dizione, anche da un punto di vista normativo...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...ci sono tutti, questo va a verbale, quindi ci sono...
(nuova interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...ecco, sì sì, ma io difatti avevo lasciato indefinito proprio per dire: il percorso deve essere per tutti.
Sul secondo tema invece la sottolineatura "e di monitoraggio e aggiornamento delle attività di progetto" è accettabile, perché mi sembra corretto quello che lei ha detto: che giustamente, come abbiamo fatto nel periodo sperimentale, si continui a fare monitoraggio, perché è interessante.
Anche l'ultimo aspetto...lì noi avevamo semplificato il discorso dei figli, la cura dei figli, se viene sostituito con una dizione che è ancora più ampia, credo che possa...
(interruzione del Consigliere Rigo, fuori microfono)
...non voglio entrare in questo difficile argomento, ma credo sia comprensibile, quindi accettiamo gli altri due, chiederemmo sul primo di non insistere, anche perché da un punto di vista...ecco lessicale non è proprio il massimo. Grazie.
Presidente - Il primo emendamento viene ritirato o viene messo in votazione comunque?
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...perfetto.
Metterei in votazione l'articolo 12 comprensivo dei due emendamenti: il n. 2 e il n. 3 sui quali c'è la convergenza con la maggioranza. Mettiamo in votazione gli emendamenti allora? Scusi, collega Rigo, mettiamo in votazione l'articolo comprensivo degli emendamenti o i singoli emendamenti? Metto allora in votazione l'articolo 12 comprensivo degli emendamenti n. 2 e n. 3 presentati dai gruppi ALPE e PD. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Un po' di silenzio grazie. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 32
Votanti: 32
Favorevoli: 32
Il Consiglio approva all'unanimità.
Articolo 13: posso dare lo stesso risultato? No. Mettiamo in votazione l'articolo 13. Siete invitati a votare l'articolo 13. Tutti quanti avete votato? Grazie. Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 32
Votanti: 24
Favorevoli: 24
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Abbiamo poi l'emendamento n. 4 del Presidente della Regione, che introduce l'articolo 13 bis. Lo diamo per letto? E diamo lo stesso risultato? Stesso risultato, con l'introduzione quindi dell'articolo 13 bis. Articolo 14: posso dare lo stesso risultato? Stesso risultato. Articolo 15: stesso risultato. Articolo 16: stesso risultato. Articolo 17: stesso risultato.
Metto in votazione il disegno di legge nel suo complesso. Siete invitati a votare. Dichiaro aperta la votazione. Tutti quanti avete votato? Dichiaro chiusa la votazione.
Presenti: 33
Votanti: 25
Favorevoli: 25
Astenuti: 8 (Bertin, Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Patrizia Morelli, Perron, Rigo)
Il Consiglio approva.
Punto 27 all'ordine del giorno.
