Objet du Conseil n. 2737 du 19 décembre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2737/XIII - Interpellanza: "Impegni per risolvere la situazione occupazionale dell'Olivetti I-Jet di Arnad".
Interpellanza
Preso atto della drammatica situazione della crisi industriale in Valle d'Aosta;
Rilevato che stanno scemando i possibili acquirenti dell'Olivetti I-Jet di Arnad, che avrebbero consentito una ripartenza dell'attività di ricerca e di produzione;
Ribadito che per affrontare la crisi serve l'impegno congiunto del mondo dell'imprenditoria, delle Amministrazioni pubbliche e del sindacato;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere se intenda spiegare quali contatti ci siano stati con Telecom e quali impegni per risolvere la situazione dell'Olivetti I-Jet di Arnad.
F.to: Donzel
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Solo poche settimane fa in una manifestazione sindacale che aveva degli scopi nazionali si trovava in Piazza Chanoux una delegazione molto corposa dei lavoratori dell'Olivetti I-Jet di Arnad per richiamare l'attenzione su quanto sta accadendo in quello stabilimento. È noto che non sono tenero con l'Amministrazione regionale quando ritengo che non faccia fino in fondo quello che è il suo dovere, devo riconoscere su questa vicenda che non sono qui a mettere in luce delle mancanze, o un ruolo non corretto da parte della Presidenza della Regione o dell'Assessorato dell'industria: sono qui a risollecitare però la necessità di uno sforzo congiunto di tutte le amministrazioni a livello locale, regionale, di concerto anche con la Regione Piemonte, che è interessata a questa realtà, dove sono occupati anche tanti lavoratori piemontesi, che non hanno altro sbocco lavorativo se non presso l'Olivetti I-Jet; quindi sono a risollecitare un'attenzione perché? Perché credo che in Italia - e noi come Valle d'Aosta ne siamo coinvolti - ci sia una sorta di impazzimento generale, cioè a parole si dice: "bisogna fare fronte comune, rilanciare lo sviluppo", ma, ogni volta che ci troviamo a mettere in campo delle azioni conseguenti rispetto a questa necessità, ci troviamo di fronte a delle società grandi - in questo caso Telecom, che controlla Olivetti S.p.A., che a sua volta controlla l'Olivetti I-Jet di Arnad - e vediamo che c'è una scarsa attenzione al vero problema di oggi: il lavoro.
Capisco che bisogna fare i conti con il mercato, che ci sono le logiche dell'impresa, che bisogna far quadrare i conti, ma penso che la parte politica ed amministrativa debba farsi carico e dare voce a questi lavoratori. Lo fanno anche attraverso i loro sindacati, ma ci rendiamo conto che tale sforzo non è sufficiente, chiediamo uno sforzo anche all'Amministrazione, perché la voce del lavoro arrivi su questi tavoli e sia una componente essenziale delle scelte strategiche. Non possiamo immaginare una logica puramente economica di mercato che dice: "vedremo se dopo il 2014 ci sarà una ripresa, cosa fare", e intanto questi lavoratori cosa fanno? Tutto il loro sforzo che è ancora contenuto in quella azienda, perché in quella azienda sono ancora conservati tutti gli sforzi di ricerca, di progettazione che questi lavoratori hanno fatto, tutto questo rischia di essere malamente sciupato e purtroppo l'Italia in questo ha una bruttissima storia alle spalle, in cui abbiamo dismesso in modo superficiale interi settori produttivi e manifatturieri, dove avevamo delle eccellenze importanti, per insipienza delle classi dirigenti e manageriali e non per responsabilità del mondo del lavoro. Bisogna allora che questo Paese non scarichi il costo della crisi solo sugli ammortizzatori sociali, qui sentiamo parlare all'infinito di cassa integrazione, eccetera, questa la paghiamo tutti, sono gli stessi lavoratori in primis che fanno solidarietà ad altri lavoratori, noi vorremmo che ci fosse uno sforzo anche da parte delle grandi imprese. Devo riconoscere che tanti piccoli artigiani e piccole imprese stanno facendo uno sforzo incredibile per difendere il lavoro in questo momento e mantengono sul lavoro dei lavoratori quando sarebbe loro conveniente procedere al licenziamento, ma lo fanno per solidarietà e allora perché le grandi imprese non fanno questo sforzo, non si muovono in tale direzione?
Ci sono delle trattative in corso, credo che l'Assessore ne sia al corrente, bisogna che queste trattative trovino uno sbocco nel più breve tempo, bisogna fare ogni sforzo per sollecitare l'azienda, in particolare Telecom, che, valutate tutte le condizioni economiche dei piani industriali, eccetera, faccia il ragionamento della logica del lavoro, degli investimenti che sono stati fatti da questa Regione in quello stabilimento, quindi del contributo di solidarietà che tutta la comunità valdostana ha dato nei confronti dell'impresa e che non possono essere sottaciuti. Questi lavoratori non devono essere da soli in tale difficile situazione in cui sono abbandonati alla logica del mercato: "se l'affare si farà, bene, altrimenti andrà come deve andare". Dentro questa logica di mercato deve esserci una logica di solidarietà e di sostegno al mondo del lavoro. Credo che ci siano le condizioni affinché quella impresa possa continuare ad operare in Valle d'Aosta, con tutte le ricadute positive non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale per la nostra regione, perché è importantissimo che ci siano delle realtà produttive come quelle, che riescono a mettere insieme ricerca e produzione. È quindi una scelta che va riconosciuta all'Amministrazione regionale di importanza strategica valida, ma dobbiamo fare l'impossibile e non lasciare cadere ogni sforzo, perché la grande multinazionale non dimentichi che esiste la componente lavoro e non scarichi su tutta la comunità valdostana i costi di una crisi come quella aziendale, perché, quando c'è da fare i profitti, vanno all'impresa e, quando c'è la crisi, la paghiamo tutti; allora ci vuole una sollecitazione politica forte ed è quella che chiediamo all'Assessore.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente.
Il collega Donzel ci dà l'occasione di tornare su tale questione e fornire alcune informazioni che credo significative. A seguito della situazione che si era venuta a creare presso l'Olivetti I-Jet di Arnad e soprattutto della risoluzione adottata dal Consiglio il 12 luglio scorso, unitamente al Presidente della Regione, abbiamo seguito con attenzione e costanza le sorti dell'azienda, in particolare per quanto rileva l'eventuale cessione, che è una delle ipotesi che i lavoratori avevano posto come una delle possibilità. Già a fine luglio abbiamo avuto i primi contatti con la direzione aziendale, che poi abbiamo incontrato ad agosto e da lì si sono sviluppati diversi incontri con i responsabili di Olivetti, in particolare con il dottor Forlenza, Presidente di Olivetti. In occasione del primo incontro, abbiamo manifestato la nostra volontà e soprattutto quella espressa dal Consiglio, che sintetizzava le richieste dei lavoratori. L'Olivetti a sua volta ha assicurato la sua disponibilità e la sua volontà di tenerci costantemente informati sull'evoluzione delle cose, sottolineando il fatto che era loro desiderio mantenere dei contatti costanti con la Regione. Ad agosto c'è stata una volontà significativa da parte di Olivetti di cedere alcuni rami della sua compagine: ciò ha significato una rilevante inversione rispetto alla precedente messa in liquidazione, annunciata e resa operativa con l'accordo chiuso con le organizzazioni sindacali, perché lì non si parlava di cessione, ma si parlava solo di chiusura. Annunciata questa volontà, in questi mesi l'azienda si è mossa su questi obiettivi: continuazione della produzione di testine a getto di inchiostro fino a fine 2012, che ora è stata prolungata, outplacement del personale in esubero secondo piani da definire con attenzione alla possibile collocazione sul mercato nel settore della ricerca per la quale Olivetti era oggetto di interesse. Nel mese di settembre, in un incontro avvenuto presso la Presidenza della Regione, Olivetti aveva annunciato la volontà di chiudere entro fine anno le trattative per un'eventuale cessione del gruppo, con particolare attenzione a tutto il settore di sviluppo legato al settore della ricerca. Ci è stato rappresentato il fatto che l'azienda poneva delle priorità che aveva individuato nella cessione globale e non di una liquidazione dei singoli asset della produzione. Non voleva fare uno spacchettamento del settore della ricerca, ma vendere insieme a questo.
Nel corso degli ultimi mesi il collegio dei liquidatori - ricordo che Olivetti è stata messa in liquidazione - ha ricevuto manifestazioni di interesse da parte di vari soggetti: la prima è stata un'azienda franco-americana, che si è ritirata dopo un lungo lavoro di acquisizione di dati e informazioni, ma la cosa non è andata a buon fine; poi vi è stata un'azienda italiana, che è però stata considerata priva di garanzie di solidità economica ed industriale e in grado di assicurare la stabilità e la durata del piano industriale. Bisogna considerare che la difficoltà di una tale trattativa è dovuta al fatto che essa deve essere sviluppata con evidenti elementi di riservatezza e non può in certe fasi essere condotta in parallelo, cioè mentre si tratta con un'azienda e ci sono possibilità di chiudere, ovviamente bisogna fare aspettare l'altra, non si può andare avanti contemporaneamente. Olivetti ha continuato, nella sua convinzione di poter concludere la cessione, a ricercare e a mantenere rapporti con aziende interessate all'acquisto, ma in un'ottica che ci è stata confermata dall'azienda: quella di non svendere a pezzi gli asset societari e di garantire un trapasso di proprietà che mantenga insieme i vari settori, questo nell'ottica di assicurare il migliore reimpiego delle maestranze, che ovviamente costituiscono un elemento di ricchezza di Olivetti, perché vendere solo i macchinari va bene, ma c'è anche da tenere in considerazione chi ci lavora. Nei giorni scorsi Olivetti ci ha aggiornato sulla situazione, come peraltro non ha mancato di fare regolarmente in questi mesi, ci ha confermato che ad oggi sono in corso due trattative con importanti aziende: una europea ed una extraeuropea e che nei prossimi mesi conosceremo l'esito delle manifestazioni di interesse presentate. Il dottor Forlenza, Presidente di Olivetti, ha ribadito che nel confronto continuerà ad essere privilegiata la soluzione che garantisca certezza nel tempo al ramo di azienda per il quale si tratta e che impieghi un numero di dipendenti significativo. Queste recenti informazioni e quelle relative all'andamento delle varie trattative sono state trasmesse alle organizzazioni sindacali, infatti venerdì 14 dicembre la Direzione aziendale di Olivetti nella persona del dott. Forlenza e la Direzione del personale con il dottor Coi hanno incontrato le rappresentanze sindacali e hanno loro illustrato lo stato attuale della liquidazione e le manifestazioni di interesse da parte di società terze, quelle che ho rappresentato adesso, a seguito dei sopralluoghi fatti e poi ha parlato del piano di ricollocazione dei lavoratori. Questo è lo stato dell'arte, queste sono le cose che abbiamo fatto.
Per quanto ci riguarda, continueremo a seguire la questione. La raccomandazione che Olivetti ha avuto, e che per adesso ha dimostrato di mantenere, è quella di avere con noi rapporti continui e uno stato di informazioni a scansioni temporali continue per quanto riguarda l'evoluzione della situazione. Dobbiamo dare atto ad Olivetti, nella persona del dottor Forlenza, di averci fornito sempre le informazioni sull'andamento della vicenda, di avere impegnato la sua parola nei rapporti con Telecom per cercare di giungere alla convinzione - che poi si è fatta strada - di lavorare per la cessione del ramo di azienda nell'interesse del riposizionamento di questo ramo di azienda e della ricollocazione e del mantenimento in forza dei lavoratori.
Si dà atto che dalle ore 10,19 riassume la presidenza il Presidente Emily Rini.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Assessore per la ricostruzione utile anche a far capire la delicatezza della situazione che stiamo vivendo e il fatto che la fiammella della speranza non si è spenta, che rimangono ancora aperte delle possibilità, che sono quelle che abbiamo rivendicato fin dal primo annuncio della chiusura dello stabilimento, cioè è uno stabilimento che ha un valore, e la ringrazio per aver ricordato il valore della qualità del lavoro e delle intelligenze che sono al servizio di quella impresa. Non posso però nasconderle - questa è la ragione per cui ho risollecitato l'attenzione in Consiglio - la preoccupazione, perché Olivetti sta spremendo fino in fondo il suo limoncino, nel senso che ancora oggi vengono prodotte delle testine e questa produzione dovrebbe arrivare a fine anno, o al limite ai primi di gennaio, dopodiché si fermano le macchine. Ecco la preoccupazione di dire: "ma sì, teniamo vive le trattative, teniamo buoni i lavoratori che non ci fanno né scioperi, né manifestazioni, gli diamo l'ultima spremutina, portiamo via le testine che ci servono per garantire le commesse che avevamo preventivato, poi il buio"! È in questo momento che bisogna spingere fino in fondo affinché questa storia della trattativa non si riveli un bluff, affinché non venga fuori che non ci sono le condizioni economiche, ma affinché questi impegni diventino realtà. Sarebbe un'amara sorpresa per la lealtà con cui questi lavoratori si stanno ancora spendendo nell'azienda fino all'ultimo giorno, non stanno boicottando la produzione...probabilmente qualche idea c'era di fermare tutto, così l'azienda non avrebbe avuto la produzione lì e sarebbe stata obbligata a fare una scelta...invece c'è stato un atto di responsabilità e non vorrei che questo atto di grande responsabilità del mondo del lavoro, che anche nei momenti difficili dimostra che a fianco delle battaglie ci mette sempre la ragione...che venisse meno da parte dell'azienda l'impegno e ci trovassimo di fronte al giochino del rinvio del rinvio. Grazie per l'attenzione all'Amministrazione regionale, ma vediamo di vigilare affinché questa trattativa arrivi in porto nell'interesse della collettività valdostana. Grazie.
