Objet du Conseil n. 2704 du 21 novembre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2704/XIII - Reiezione della risoluzione: "Costituzione di un tavolo di confronto per una revisione del sistema di gestione dei rifiuti" e approvazione della risoluzione: "Costituzione di una Commissione consiliare speciale con l'incarico di rideterminare gli indirizzi programmatici del sistema di gestione dei rifiuti".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Preso atto dell'esito del Referendum propositivo del 19 novembre 2012 che, con il voto favorevole del 94,02% dei votanti, ha approvato la proposta di legge con cui si stabilisce che non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione;
Apprezzando l'elevata partecipazione al voto dell'elettorato valdostano nella prima consultazione popolare a finalità legislativa svoltasi con esito positivo in una regione italiana;
Ritenuto necessario creare rapidamente le condizioni necessarie per una rapida revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alla riduzione della produzione dei rifiuti, all'innalzamento della quota di raccolta differenziata, al trattamento della quota umida, al miglioramento delle possibilità di recupero di materia, al trattamento finale dei rifiuti e all'applicazione di un sistema di tariffazione che tenga conto della quantità di rifiuti prodotti;
Considerando fondamentale l'avvio, fin da subito, di un processo di ampio coinvolgimento e di sensibilizzazione della cittadinanza nella costruzione di un sistema di riduzione e smaltimento dei rifiuti efficiente, economico e ambientalmente sostenibile;
Impegna
la Giunta regionale:
- a sospendere immediatamente ogni attività amministrativa connessa con la costruzione del previsto impianto di piro-gassificazione e l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d'Aosta;
- a costituire entro 15 giorni un Tavolo di confronto e lavoro incaricato di individuare le priorità, da sottoporre all'esame del Consiglio regionale nei successivi sessanta giorni, per la messa in opera di una politica di smaltimento che prescinda da trattamenti incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione composto da:
- il Presidente della Regione;
- l'Assessore al Territorio e ambiente;
- il Coordinatore dell'Assessorato al Territorio e Ambiente;
- i componenti della V Commissione permanente - Servizi sociali;
- i componenti del Comitato promotore del referendum del 18 novembre 2012;
- due rappresentanti designati dal C.P.E.L., di cui uno in rappresentanza dei Sindaci e uno dei Presidenti delle Comunità montane della Valle d'Aosta;
- un rappresentante del Comune di Aosta e di ciascuna Comunità montana in quanto sottoambiti territoriali ottimali (subATO);
- il direttore dell'ARPA o tecnico da lui delegato;
- un tecnico esperto di organizzazione delle raccolte.
F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Donzel - Carmela Fontana - Louvin - Patrizia Morelli - Rigo
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Considerato che in data 18 novembre 2012 si è svolto il referendum propositivo, ai sensi della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19, recante "Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)";
Preso atto che l'esito della consultazione referendaria, modificando l'articolo 7 della legge regionale 31/2007, determina una modifica sostanziale del quadro normativo regionale e conseguentemente dello scenario di gestione dei rifiuti;
Considerato che lo scenario di gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta era stato determinato dopo anni di studi tenuto conto delle seguenti condizioni: il principio di autosufficienza e prossimità, la progressiva chiusura della discarica regionale di Brissogne, il rispetto dei criteri di economicità, efficienza ed efficacia, la tutela della salute e dell'ambiente, il rispetto delle gerarchie di trattamento dei rifiuti stabilito, il contenimento dell'uso del territorio;
Considerato che la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti rimane una priorità di questa regione;
Ritenuto che per avviare nuove procedure amministrative si rende necessario ridefinire gli indirizzi programmatici e di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti in un ampio confronto con la società valdostana;
Delibera
1) di costituire ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, una Commissione consiliare speciale con l'incarico di rideterminare gli indirizzi programmatici del sistema di gestione dei rifiuti, verificando la fattibilità delle proposte elaborate dalla suddetta commissione alla luce della normativa vigente;
2) di rimettere al Presidente del Consiglio entro il mese di marzo 2013 una relazione conclusiva del proprio operato;
3) di stabilire che la Commissione sia composta da 7 consiglieri regionali, di cui 2 espressi dalla minoranza;
4) di provvedere alla nomina dei componenti della Commissione speciale e del suo Presidente nel corso della prima seduta utile del Consiglio Valle.
F.to: Empereur - Lattanzi - Lavoyer - Salzone
Presidente - Riprendiamo la discussione generale sui due testi di risoluzione.
La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci Mme la Présidente.
Il referendum di domenica scorsa ha segnato un momento molto importante, oserei dire nella storia democratica della nostra Regione. A questo risultato, anche noi di ALPE - secondo le nostre forze - abbiamo contribuito a fianco dei cittadini impegnati nel Comitato del Sì, in particolare a fianco di ValleVirtuosa che, come altri colleghi hanno fatto in precedenza, mi pare doveroso ringraziare per l'impegno tenace e gratuito che hanno profuso in questi anni. Ma da Consiglieri regionali, componenti dell'Assemblea legislativa della Regione, credo che dobbiamo fare anche un'altra riflessione e non possiamo non stigmatizzare la decisione della maggioranza che ha fatto una campagna massiccia per l'astensione.
La stessa Union Valdôtaine, che credo convintamente abbia votato la legge sul referendum propositivo, per la seconda volta - dopo il 2007 - ha invitato i cittadini a stare a casa, delegittimando uno strumento di democrazia diretta straordinario, che siamo l'unica Regione in Italia a possedere. È un comportamento grave e contraddittorio che tantissimi valdostani hanno respinto, con decisione, domenica scorsa. Ma l'invito all'astensione è ancora più grave perché è stato utilizzato come mezzo strumentale per impedire ai referendari di raggiungere il quorum; sapendo che il confronto nel merito sarebbe stato perdente, si è giocata la carta legittima, è vero, ma meschina dell'astensione, dicendo ai cittadini: non occupatevene, ci pensiamo noi. Ora, l'atteggiamento di ignorare le istanze che provengono dalla popolazione, perché gli eletti siamo noi, è largamente superato dai tempi, rendiamocene conto!
Noi di ALPE riteniamo che la partecipazione sia un valore aggiunto e che si debbano rinforzare gli strumenti democratici per garantirla. È già stato annunciato: noi presenteremo una proposta di legge per ridefinire il quorum nel referendum propositivo, non prendiamo esempio dagli Svizzeri per gli inceneritori, ma sicuramente prendiamo esempio dagli Svizzeri per l'esercizio della democrazia!
Ci duole constatare che, nonostante un risultato di questa portata, ancora la maggioranza continua pervicacemente a non voler considerare le istanze dei cittadini e ignora la mano tesa dei promotori del referendum a lavorare insieme. Subito, domenica sera, le dichiarazioni dei rappresentanti del Comitato promotore sono state molto pacate, ma come tutta la campagna - nonostante qualcuno continui a sostenere il contrario - è stata portata avanti con toni moderati; invece la maggioranza cosa ci propone? Ci propone una risoluzione con cui si vuole costituire una commissione consiliare speciale, limitata ai soli eletti, senza riconoscere nessun ruolo ai promotori del referendum! Ma cosa si pensa di fare? Di nuovo tutta la serie di audizioni come è già stato fatto nel percorso di preparazione del referendum?
Se la nostra risoluzione propone un tavolo di confronto, che qualcuno ritiene troppo allargato, non è questo il problema; siamo disponibili a concordare la composizione del tavolo di confronto, ma riteniamo che al suo interno i rappresentanti dei promotori del referendum debbano esserci. Mi permetto di rivolgere un appello al Consiglio regionale: in seguito al referendum di domenica scorsa, dove la voce dei cittadini è stata talmente forte e chiara, penso che noi, Consiglieri regionali, dobbiamo farci carico di dare realizzazione immediata all'appello dei cittadini ed a trovare una soluzione che permetta una dignitosa rappresentanza di tutte le parti, per arrivare al più presto a delle soluzioni concrete. Penso che questo chiedano i cittadini valdostani al Consiglio regionale. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Secrétaire Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Non era mia intenzione intervenire, per me infatti rimane ancora molto difficile prendere la parola su argomenti di cui conosco poco, che non ho approfondito, e quindi avventurarmi su percorsi per me poco conosciuti.
Se stamani continuava la discussione, sicuramente non sarei intervenuto, ma conseguenza forse del giro in bici che ho fatto poc'anzi mi sono detto: questo è un argomento troppo importante per il futuro della Regione e se hai una proposta da avanzare devi comunque farla. Allora ci provo e vorrei rivolgermi in primis al Presidente della Regione, in qualità di capo di questa maggioranza politica. Certo, domenica sera sarà stata per lei una brutta domenica; ha incassato una sconfitta politica, ma credo che nella sua lunga carriera politica lei ne abbia incassate ben altre ed è sempre riuscito a rialzarsi molto bene e se oggi è qui Presidente, dopo una consultazione elettorale che l'ha vista grande vincitore, credo che anche da quelle sconfitte, che hanno segnato il suo percorso politico, sia maturato il risultato del 2008! Quindi mi rivolgo alla sua intelligenza politica anzitutto, al suo carisma ed alla sua capacità innovativa: capacità di guardare prima degli altri gli avvenimenti che possono succedere in Valle d'Aosta. Lo ha fatto, in modo coraggioso, nel riformare alcuni sistemi vecchi e superati quando era Assessore e poi quando è diventato Presidente della Regione per la prima volta.
Detto questo, domenica è venuto un pronunciamento chiaro rispetto al problema dei rifiuti, a cui possiamo rispondere con due percorsi. Il primo, quello di una disputa fra le forze politiche, cominciata stamani in aula, che si accusano reciprocamente: sei stato tu, tu hai cambiato bandiera, disputa che devono fare le forze politiche, ma che non deve fare il Consiglio regionale. Il secondo, quello che voi avete delineato molto bene nella vostra risoluzione; voi dite che, considerato che la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti rimane una priorità di questa Regione, ritenuto che per avviare nuove procedure amministrative si rende necessario ridefinire gli indirizzi programmatici di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti in un ampio confronto con la società valdostana, anche questo è indubitabile, non possono essere solo i gruppi consiliari a dibattere questo problema. Dobbiamo quindi avvalerci dei tecnici, ma questo è un tema che va al di là delle aule delle commissioni consiliari o del Consiglio. Queste sono le due strade che abbiamo davanti, si tratta di vedere quale vogliamo percorrere. Se vogliamo percorrere la seconda, come credo sia giusto fare, dobbiamo farlo con un po' di coraggio, quel coraggio che lei ha saputo avere negli anni, utilizzando altri strumenti rispetto a quelli che finora ci ha dato la politica, che sono i classici strumenti che voi avete indicato nella vostra risoluzione, cioè la commissione consiliare, con la classica metodologia delle audizioni e della risoluzione in Consiglio...insomma, prassi che conoscete molto meglio di me.
Non credo, collega Lattanzi, che la composizione e quindi il numero del gruppo tecnico proposto da ALPE e PD possa essere un ostacolo insuperabile: quando due commissioni lavorano congiuntamente, sono già 14-15 componenti, quando a questi si vengono ad aggiungere alcuni consiglieri, quando attorno al tavolo abbiamo anche 2-3 rappresentanti dell'Azienda USL arriviamo a 20. Non è il numero che può essere di ostacolo per una discussione aperta, plurale e laica come dovrebbe essere questa sui risultati del referendum di domenica scorsa.
Per raggiungere quello scenario indicato nella vostra risoluzione, abbiamo provato a delineare un percorso diverso, mettendo attorno ad un tavolo le persone e le competenze che dovrebbero in questi mesi dare indicazioni precise su questo confronto, e non possono che essere il Presidente della Regione, gli Assessori, il Coordinatore dell'Assessorato che sovrintende a queste politiche; non possono non esserci gli Enti locali e le Comunità montane, non può non esserci il Comune di Aosta, non possono non esserci i tecnici dell'ARPA, ci deve essere anche la politica e se non va bene la V Commissione si può coinvolgere la Conferenza dei Capigruppo, e poi credo che ci debbano essere anche alcuni di quei rappresentanti che hanno indicato una via diversa da quella segnata dalla maggioranza in questi mesi, proposta peraltro respinta dal referendum. Quindi mi sembra che questi attori, riuniti attorno ad un tavolo, sotto la Presidenza del Presidente della Regione, potrebbero, in una o più riunioni congiunte, trovare assieme degli obiettivi comuni per rispondere a quelle due indicazioni che avete messo nell'ordine del giorno. Obiettivi che poi saranno delineati in gruppi di lavoro, molto più ristretti, che dovranno a loro volta riferire in questo confronto più ampio.
Perché non provate, voi, a lanciare una sfida al Comitato promotore del referendum per vedere se sul campo è possibile trovare un'intesa comune, obiettivi comuni per dare risposte concrete e condivise al problema dei rifiuti? Credo sia importante lavorare per verificare se una parte della società valdostana e la politica possono mettersi attorno ad un tavolo ed in maniera molto plurale definire scenari ampiamente condivisi. Credo che attorno a questa proposta potrebbe svilupparsi una risposta alta alle aspettative di tutte quelle persone che, si siano o meno espresse attraverso il voto, hanno però in questi mesi discusso di un problema che rimane una priorità per questa Regione.
Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all'Assessore al territorio e ambiente, Zublena Manuela.
Zublena (UV) - Grazie Presidente.
Credo che all'indomani dell'esito referendario non resta che prendere atto che il risultato chiaro ed evidente a tutti ha profondamente cambiato - direi in modo sostanziale - la normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti; normativa che questo Consiglio aveva approvato nel 2007, così come il Consiglio aveva approvato tutti gli atti di indirizzo successivi, atti sulla base dei quali si è operato per portare avanti la proposta.
La legge regionale n. 31/2007, su cui è intervenuto il referendum, era stata redatta recependo tutti gli indirizzi della normativa dei ranghi superiori, quello nazionale e quello europeo, perché una tematica come quella dell'ambiente è inserita in un contesto normativo più ampio, sia da un punto di vista legale, sia da un punto di vista pratico-operativo. Quando si affrontano le tematiche ambientali, non si può che operare nell'autonomia decisionale locale, ma tenendo conto che si opera nell'ambito di un sistema; quello che succede qui ha impatti su quello che succede altrove, e viceversa. Quindi le scelte che fa una Regione devono armonizzarsi con quello che avviene a livello sovranazionale, in primis con gli indirizzi normativi.
Il collega Louvin ha detto: il Consiglio si adegui...ma secondo me il Consiglio "si deve" adeguare, non ha spazi per altri orientamenti, perché il quadro normativo per la gestione dei rifiuti è cambiato. Questo è un dato di fatto ed ora è richiesta la definizione di nuovi indirizzi di pianificazione, da cui poi gli atti amministrativi successivi possono prendere le mosse.
L'Assessorato non può partire con suoi orientamenti, ma deve operare come ha fatto in passato nel solco di quanto è tracciato. Certo, oggi tutto il percorso di lavoro, tutti gli approfondimenti e le valutazioni che erano state avviate fin dal 2005 e che avevano portato ad individuare comunque una soluzione con tempi, costi e tecnologia certa, è cancellato. Se da un lato il referendum è stato valutato da un punto di vista ideale, nella pratica questo referendum propositivo ha limitato l'ambito previsto dall'Unione europea delle tecnologie da utilizzare per lo smaltimento dei rifiuti. Questo è un dato di fatto, al di là delle valutazioni politiche ideali; per chi deve trovare delle soluzioni, quindi oggi non c'è un nuovo scenario, ci sono stati degli obiettivi e l'obiettivo rifiuti zero è certamente affascinante...chi non sarebbe affascinato dall'ipotesi di non produrre rifiuti? Questo principio assolutamente condivisibile, che peraltro l'Unione europea ha detto e la nostra legge regionale recepisce, va poi declinato in una soluzione praticabile e perseguibile, perché i sogni devono indirizzare gli obiettivi, ma chi è chiamato a trovare una soluzione deve trovare una concretizzazione certa, deve avere degli indirizzi per definire lo scenario da cui fare discendere tutti gli atti amministrativi conseguenti. Qui si tratta infatti di ripartire con indirizzi, con appalti, con affidi di incarichi e questo ha dei tempi tecnici molto lunghi e onerosi.
Oggi emerge la necessità di ricomporre, ma in modo organico, le diverse posizioni espresse dai cittadini; ci sono stati comitati, di cui vedo una rappresentanza ampia, ma ci sono state anche posizioni di organismi che rappresentano le diverse componenti della società, e penso a chi si è espresso, come le associazioni dei consumatori, a chi ha fatto delle espressioni meno strutturate come gli agricoltori o alcuni organi professionali, come i medici. Quindi a mio avviso tutte queste componenti devono essere sentite e deve essere fatta una sintesi per ricomporre il quadro in modo organico, che indirizzi in modo chiaro l'Assessorato di turno che deve declinare questi indirizzi. Questo richiede un ampio confronto e non è sufficiente sentire una parte, non bisogna trascurare nessuna componente della società che si è espressa votando per il sì. La commissione consiliare speciale ha questo ruolo; come ha detto il collega Louvin, il Consiglio si deve muovere, quindi la commissione deve guidare queste componenti, deve ricomporre il quadro e deve definire gli obiettivi da subito. Lei dice, collega Rigo, che si tratta di un organismo forse troppo piccolo, ma in realtà è più snello ed agevolmente può recepire tutte le istanze. La collega Morelli diceva di non ignorare le istanze della popolazione, ed ha perfettamente ragione, ma occorre tenere conto di tutte le componenti della popolazione, ognuna è stata mossa da motivazioni diverse per arrivare all'espressione di voto cui abbiamo assistito.
Qualcuno dice che il tavolo che voi proponete è ampio; io, al contrario, lo trovo limitativo e fotocopia dell'Osservatorio regionale dei rifiuti, un'entità che prevede qualche rappresentante in più, senza troppi politici, ma con la rappresentanza di alcune associazioni, oltre a quelle ambientaliste, anche quelle dei consumatori. Quindi l'Osservatorio regionale dei rifiuti, che opera e dal 2009 produce un rapporto sulla gestione dei rifiuti e fornisce tutta quella base di informazioni su cui definire le scelte successive, può e deve essere a supporto della commissione consiliare che può usare questo strumento per definire in tempi rapidi (noi abbiamo detto entro marzo, ma entro marzo può anche voler dire dicembre). Chiaramente si sono messi dei tempi che paiono ragionevoli, ma nulla vieta se si è veloci di operare molto prima.
Il collega Louvin ha sottolineato alcune priorità, per esempio la preoccupazione in merito alla raccolta della frazione organica dei rifiuti; se esiste una volontà di scorporare questa tipologia di raccolta da una pianificazione più organica, la commissione può dare questo indirizzo, ci si può confrontare con le Comunità montane per attivare questa prima azione, così come altre azioni che non sono state evidenziate in questo dibattito. Per questo motivo credo che sia lo strumento più snello e veloce, quello che può fare sintesi di tutte le istanze che sono venute dalla popolazione valdostana.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Lo sforzo che abbiamo fatto come Partito Democratico è stato quello di cercare di far capire che era finita la campagna referendaria. Non c'è nessun indirizzo, caro Assessore, da decidere, l'indirizzo glielo hanno dato una volta per tutte i cittadini: le hanno detto che l'indirizzo è il trattamento a freddo. Lo so che sono sorpreso dal fatto che qualcuno qui dentro sta già immaginando di sovvertire l'esito di un referendum, però abbiamo cercato di spiegare in tutti i modi che non è più tempo di campagna referendaria. Era il tempo oggi di decidere insieme delle cose, abbiamo cercato di dire che non deve essere una commissione consiliare che non ha le competenze tecniche per prendere delle decisioni, ma deve essere un organismo e abbiamo declinato con chiarezza questo organismo, affidando all'Amministrazione regionale, che è quella che ha il compito di fare le delibere, di prendere le decisioni insieme ai Comuni ed alle Comunità montane, attraverso il coinvolgimento del soggetto Comitato promotore, che si coordina con ValleVirtuosa ed il Comitato del Sì. Mi sembra una strategia chiara, che non era qui a rivendicare chissà quali riconoscimenti politici di una vittoria, che è una vittoria dei cittadini, di partecipazione; mi sembra una cosa assolutamente chiara, e quindi è assolutamente irricevibile una risoluzione che continua a dire: affidiamo ad una commissione (guardate, che anche questa è bella!) che si fissa come termine dei lavori "entro il mese di marzo 2013"! Sappiamo bene che ci sono le elezioni politiche che potrebbero arrivare a ridosso di quella data, vuol dire che praticamente questa Amministrazione si rifiuta di fare una sola azione diversa dallo status quo! Ma è irricevibile una cosa così, la situazione, lo dite voi stessi, è una situazione che non può essere trascurata, c'è un'urgenza, non possiamo pensare di andare avanti senza fare delle azioni particolari! Saranno delle azioni che io, non essendo un tecnico...non sono in grado di valutare se dovrà cominciare prima il Comune di Pont-Saint-Martin o insieme tre Comuni, o il Comune di Aosta, ma non accetto che ci siano degli Assessori del Comune di Aosta che comincino a dire: ma la Regione non ha fatto il centro raccolta, allora io non posso fare niente, e che ci sia uno scarica barile generale!
Qui la Regione si prende la responsabilità di coordinare questa gestione dei rifiuti, che se siamo arrivati a questo punto non è stata brillante, e si dà attuazione alla prima fase dei sei mesi per arrivare ad un successivo sviluppo completo del percorso del trattamento a freddo. È chiaro che non è che pensiamo che immediatamente viene installata una fabbrica dei materiali, che immediatamente si costruiscono strutture da un giorno all'altro, siamo perfettamente consapevoli di questo, ma non vogliamo che sia perso neanche un giorno in una commissione dove andiamo a rimpallarci: ma cosa hai detto in campagna elettorale tu? E l'altro metterà fuori un manifesto che non mi piace... Non ci interessa più la campagna elettorale, è finita, gli elettori hanno votato ed hanno detto "trattamento a freddo"; adesso l'Amministrazione regionale deve fare questa cosa qui!
Noi voteremo con convinzione la risoluzione presentata da ALPE e PD, e bocceremo questa risoluzione, ma perché è una risoluzione che ci lascia esterrefatti rispetto al tentativo, già espletato con la petizione degli 11.000 votanti, di far finta di dire: sì, prendiamo atto del voto, ma non facciamo nulla, cioè facciamo una commissione che chiacchiera, che fa vedere quanto è difficile fare questa cosa, quindi è un tentativo di riproporre sotto forma di commissione tutto il discorso che è stato battuto dal voto del referendum!
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Non si preoccupi, collega Lattanzi, i comizi ci sono già stati ed hanno già dato i loro risultati.
Abbiamo davanti due strade molto chiare: in una abbiamo provato, insieme ai colleghi del Partito Democratico, di proporre una linea di dialogo, di confronto, di collaborazione, recependo un'istanza di estremo buon senso, pacata, che è venuta dal Comitato promotore del referendum, di lavorare insieme non per scendere dai sogni - come ha detto l'Assessore Zublena - alla rude e ruvida concretezza amministrativa, ma solo per dare applicazione ad una linea, che è una grandissima opportunità di civiltà, di rilancio economico della Regione, di rilancio della sua immagine, per dare una soluzione insieme ad un problema serio e colossale come è quello dei rifiuti. Nell'altra - questo va detto con assoluta precisione - c'è una proposta della maggioranza politica che è stata illustrata stamani, che non fa neanche menzione dell'interruzione delle procedure amministrative di costruzione del pirogassificatore, che non crede utile rendere omaggio al popolo valdostano, alla sua serietà, al suo impegno ed alla sua partecipazione che chiede di costruire una commissione speciale.
Colleghi, forse non tutti mangiano pane e regolamento consiliare fuori da quest'aula, ma una cosa va detta forte: le commissioni consiliari lavorano in seduta segreta e segreti sono i loro verbali. Allora, se c'è un luogo che per definizione non può essere un dialogo aperto con la società, con chi ha altre visioni e soprattutto con chi ha quella visione che oggi è per noi legge, sono le commissioni, e in questo caso quelle speciali. Nella Napoli milionaria si dice: "Ha da passà 'a nuttata"...qui avete da far scendere la febbre, riportare tutto alla tranquillità, annacquare un poco le discussioni in qualche audizione, e poi via, tanto siamo alla vigilia delle elezioni, avremo altre cose a cui pensare, e poi dopo si ripartirà però su altre condizioni, si spingerà pian piano verso l'esasperazione del problema e allora si creeranno delle condizioni difficili e, guarda caso, sarà di nuovo troppo tardi...
Guadagnare tempo in questo momento è la strategia della Giunta. Presidente Rollandin, lei, che di solito è in prima fila, non ha detto una parola nel dibattito generale su queste risoluzioni...certo, si può riservare tranquillamente i suoi commenti di fine dichiarazioni di voto; non ha detto una parola nelle sue comunicazioni al Consiglio! Noi crediamo che dietro a questo ci sia l'alta considerazione che lei ha della comunità valdostana nel suo insieme: voi state dando uno schiaffo in questo momento, uno schiaffo non a noi 8 pellegrini dell'opposizione, noi non contiamo niente! Voi lo state dando a 50.000 persone che in questa Valle hanno ritenuto giusto partecipare ad un rito democratico fondamentale; lo considero vergognoso ed offensivo. Spero di non alzare troppo i toni rispetto alla moderazione che ci deve contraddistinguere, ma sono rivoltato interiormente, ve lo dico tranquillamente, di fronte a questo comportamento!
Mi sarei aspettato intelligenza, disponibilità ad accogliere quella mano tesa che vi hanno dato i proponenti del referendum, un comitato che ha lavorato per oltre un anno per una proposta di legge, che oggi è legge. Metterli fuori dalla porta è un errore clamoroso, ma non è un errore solo di tipo politico, è un errore perché crea una lacerazione fortissima con questa nostra comunità: voi non l'avete ascoltata, voi avete somatizzato questo risultato di domenica come un rovescio politico. Ma è molto di più e di diverso: è una Valle d'Aosta diversa che chiede oggi di essere profondamente rispettata ed è per questo che la vostra scelta riceverà un nostro "no" assolutamente convinto; siamo rammaricati e seriamente dispiaciuti che non si sia colta questa disponibilità che abbiamo manifestato stamani, di costruire insieme un percorso, e che si preferisca rinviare il tutto fra una discussione e l'altra in commissione speciale, dietro le mura e dietro le porte ben imbottite delle commissioni!
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Le interpretazioni che si danno dei silenzi sono sempre molto interessanti... Queste due proposte hanno una logica molto chiara: il voler far passare per mancanza di rispetto quello che è l'unica proposta che da un punto di vista consiliare esiste, quella di creare una commissione, è un'aberrazione giuridica. Il resto è un pasticcio fra politico e associazioni che non esiste. È un'invenzione che non esiste e questo lo dobbiamo dire in modo chiaro. La commissione ha tutti gli strumenti per lavorare, convocando ed ascoltando qualsiasi associazione e noi crediamo che sia giusto ascoltarle, quindi sentire una volta, due volte, tre volte.
La vostra proposta nel secondo punto cosa chiede? Di sottoporre all'esame del Consiglio nei successivi 60 giorni, allora fra 15 giorni andiamo a metà dicembre per la riunione, gennaio e febbraio, noi abbiamo detto massimo entro marzo...ditemi qual è l'aberrazione di creare le premesse perché ci sia una risposta da parte di una commissione che lavora e dà delle indicazioni, perché solo questo può succedere, nessun altro può fare altrettanto!
Abbiamo talmente rispetto che abbiamo detto due cose sulla campagna: uno, che noi abbiamo (chi lo ha fatto) difeso una proposta che veniva da quest'aula, quindi abbiamo difeso le scelte dell'aula e non potevamo che coerentemente fare questo, non abbiamo mai fatto altro che difendere la nostra proposta, mentre la campagna degli altri era contro la nostra proposta non per sostenere le alternative che non sono mai state spiegate! Noi abbiamo difeso una proposta che è nata qui, ora è evidente la differenza di sensibilità nei confronti di un approccio rispetto ad una proposta che di fatto era una proposta abrogativa, perché...cosa si è chiesto? Abbiamo chiesto non di fare, ma di non utilizzare sistemi a caldo, tant'è che se fosse già stato chiaro non saremmo qui a discutere cosa fare! Per quello che il tema è da affrontare a livello di commissione, quindi noi giustamente ne siamo convinti, nel rispetto del risultato; poi lo dico al collega Rigo, le sconfitte...se facciamo l'elenco, ce ne sarebbero per tutti, non è che questa è la sconfitta di A o di B, giustamente qui abbiamo parlato come maggioranza di una proposta molto seria. Non è che la stiamo facendo noi, la stanno facendo in tutta Europa. L'altra sera sentivo il Ministro Passera - per carità, questo Governo non conterà molto - che farà come proposta generale per la soluzione dei rifiuti di portare il termovalorizzatore come proposta per tutta la nazione. Lo sentiremo a breve, perché lo ha annunciato ieri, quindi non è che proprio abbiamo voluto creare le premesse per spargere il male in Valle d'Aosta! Questa almeno dovrebbe essere, con un po' di buon senso, un'analisi che ognuno deve fare.
Dire queste cose è, sì, aberrante, portare certe immagini per sostenere alcune campagne, questa è un'esagerazione, perché fa male a chi questi drammi li vive e non vorrebbe mai vederli. Ma non è legittimo portare questo a scuola, i bambini hanno visto questo, sono arrivati a casa con questo dramma; questo secondo me non è giusto! Tutto il resto...politicamente ci sono degli scontri, io questo lo ritengo un episodio che sicuramente per noi era importante, lo abbiamo detto, c'è stato un responso e lo rispettiamo; crediamo che attraverso una commissione che è libera di sentire tutti e di portare degli indirizzi...l'unica via seria, percorribile, costituzionalmente possibile, da un punto di vista regolamentare che è già stata esperita in altri campi e che può dare una soluzione, senza dimenticare nessuno e nel rispetto di tutti, di quelli che hanno lavorato da una parte come di quelli che hanno lavorato dall'altra.
Voglio rendere merito qui al lavoro di Valle Responsabile che non ha fatto altro che andare a spiegare le motivazioni di una scelta; poi, rispetto chi ha fatto scelte diverse, c'è un responso che rispettiamo ed andiamo avanti con una proposta seria e da un punto di vista regolamentare ineccepibile.
Président - La parole au Conseiller Cerise.
Cerise (ALPE) - Merci Mme la Présidente.
Io avevo intenzione di non intervenire, ma l'intervento del Presidente mi porta a farlo, perché la nostra presa di posizione di queste due risoluzioni l'aveva ben illustrata il collega Louvin...ma lei ha detto che i silenzi possono essere interpretati come si vuole, o una cosa del genere. Allora, proprio per rompere quel detto che un bel silenzio non fu mai scritto che poi può essere interpretato come uno vuole, voglio ribadire la mia ferma convinzione a sostegno della nostra risoluzione che ho sottoscritto assieme ai colleghi del PD e di ALPE.
Mi rammarico che la maggioranza non abbia capito che questa poteva essere un'opportunità per riavvicinare la società civile alle istituzioni. No, si è fatta una scelta diversa anziché un piccolo atto di umiltà, accettare che una parte di questa società civile potesse portare il proprio contributo a delineare l'alternativa che il responso elettorale aveva sancito chiaramente.
Oggi ho sentito alcune affermazioni di carattere generale nei confronti dell'Assessore Zublena, io ne vorrei prendere le difese in questa occasione, perché lei non può essere la sola a portare questa croce. Lei, di questa vicenda, ne è semplicemente l'esecutore, non so se con la E maiuscola o la minuscola, ma dietro c'è il maître de cérémonie che, come al solito, ha gestito tutto questo passaggio. E non è la prima volta che lei è stata smentita anche pubblicamente nel caso dell'approvazione del piano casa, un emendamento che lei aveva dichiarato di accettare, subito c'è stata una mano alzata che ha detto questo emendamento va respinto... Qualche tempo fa lei ha detto che il teleriscaldamento è...il giorno dopo sul giornale il maître de cérémonie dice che è in fase avanzata il discorso della realizzazione del teleriscaldamento, che nel 2018 tutto sarà completato.
Credo che un piccolo ripensamento forse sarebbe utile, riflettere pacatamente; qui non ci sono dei vinti e dei vincitori, se ci sono dei vincitori quella è la comunità valdostana che ha esercitato un suo diritto. Credo che il fatto che per la prima volta a livello nazionale un referendum propositivo raggiunga il quorum è rimarchevole, che può essere di esempio anche per altre realtà.
Lei dice che questo è un referendum abrogativo...ma allora tutte le leggi che la Giunta propone a questa Assemblea come modificazioni delle leggi esistenti, sono abrogative? Ma scherzeremo mica adesso! Sostituisce un articolo della legge, una proposta di modifica sostituisce un articolo della legge che dice che in Valle d'Aosta, anziché utilizzare un sistema di trattamento dei rifiuti, se ne utilizza un altro...a lei può non piacere, ma il responso elettorale è stato molto chiaro!
Di conseguenza, ripeto, il mio voto favorevole alla risoluzione da noi sottoscritta sarà convintamente favorevole e contrario a quella della maggioranza, che vuole riportare nelle stanze chiuse delle istituzioni il tutto, senza aprire le porte a chi ha avuto un ruolo fondamentale decisionale, per far sì che la popolazione valdostana si risvegliasse e prendesse in mano la sua potestà di indirizzo.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione dei gruppi ALPE e PD:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 8
Contrari: 25
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione la risoluzione della maggioranza:
Consiglieri presenti e votanti: 33
Favorevoli: 25
Contrari: 8
Il Consiglio approva.
Presidente - Con questo oggetto abbiamo concluso il nostro ordine del giorno.
La seduta è tolta.
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L'adunanza termina alle ore 16,26.
