Objet du Conseil n. 2703 du 21 novembre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2703/XIII - Inizio della discussione sulla risoluzione: "Costituzione di un tavolo di confronto per una revisione del sistema di gestione dei rifiuti" e sulla risoluzione: "Costituzione di una Commissione consiliare speciale con l'incarico di rideterminare gli indirizzi programmatici del sistema di gestione dei rifiuti".
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Preso atto dell'esito del Referendum propositivo del 19 novembre 2012 che, con il voto favorevole del 94,02% dei votanti, ha approvato la proposta di legge con cui si stabilisce che non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione;
Apprezzando l'elevata partecipazione al voto dell'elettorato valdostano nella prima consultazione popolare a finalità legislativa svoltasi con esito positivo in una regione italiana;
Ritenuto necessario creare rapidamente le condizioni necessarie per una rapida revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alla riduzione della produzione dei rifiuti, all'innalzamento della quota di raccolta differenziata, al trattamento della quota umida, al miglioramento delle possibilità di recupero di materia, al trattamento finale dei rifiuti e all'applicazione di un sistema di tariffazione che tenga conto della quantità di rifiuti prodotti;
Considerando fondamentale l'avvio, fin da subito, di un processo di ampio coinvolgimento e di sensibilizzazione della cittadinanza nella costruzione di un sistema di riduzione e smaltimento dei rifiuti efficiente, economico e ambientalmente sostenibile;
Impegna
la Giunta regionale:
- a sospendere immediatamente ogni attività amministrativa connessa con la costruzione del previsto impianto di piro-gassificazione e l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani della Valle d'Aosta;
- a costituire entro 15 giorni un Tavolo di confronto e lavoro incaricato di individuare le priorità, da sottoporre all'esame del Consiglio regionale nei successivi sessanta giorni, per la messa in opera di una politica di smaltimento che prescinda da trattamenti incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione composto da:
- il Presidente della Regione;
- l'Assessore al Territorio e ambiente;
- il Coordinatore dell'Assessorato al Territorio e Ambiente;
- i componenti della V Commissione permanente - Servizi sociali;
- i componenti del Comitato promotore del referendum del 18 novembre 2012;
- due rappresentanti designati dal C.P.E.L., di cui uno in rappresentanza dei Sindaci e uno dei Presidenti delle Comunità montane della Valle d'Aosta;
- un rappresentante del Comune di Aosta e di ciascuna Comunità montana in quanto sottoambiti territoriali ottimali (subATO);
- il direttore dell'ARPA o tecnico da lui delegato;
- un tecnico esperto di organizzazione delle raccolte.
F.to: Bertin - Cerise - Chatrian - Donzel - Carmela Fontana - Louvin - Patrizia Morelli - Rigo
Risoluzione
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste
Considerato che in data 18 novembre 2012 si a svolto il referendum propositivo, ai sensi della legge regionale 25 giugno 2003, n. 19, recante "Modificazione alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)";
Preso atto che l'esito della consultazione referendaria, modificando l'articolo 7 della legge regionale 31/2007, determina una modifica sostanziale del quadro normativo regionale e conseguentemente dello scenario di gestione dei rifiuti;
Considerato che lo scenario di gestione dei rifiuti in Valle d'Aosta era stato determinato dopo anni di studi tenuto conto delle seguenti condizioni: il principio di autosufficienza e prossimità, la progressiva chiusura della discarica regionale di Brissogne, il rispetto dei criteri di economicità, efficienza ed efficacia, la tutela della salute e dell'ambiente, il rispetto della gerarchia di trattamento dei rifiuti stabilito, il contenimento dell'uso del territorio;
Considerato che la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti rimane una priorità di questa regione;
Ritenuto che per avviare nuove procedure amministrative si rende necessario ridefinire gli indirizzi programmatici e di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti in un ampio confronto con la società valdostana;
Delibera
1) di costituire ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio regionale, una Commissione consiliare speciale con l'incarico di rideterminare gli indirizzi programmatici del sistema di gestione dei rifiuti, verificando la fattibilità delle proposte elaborate dalla suddetta commissione alla luce della normativa vigente;
2) di rimettere al Presidente del Consiglio entro il mese di marzo 2013 una relazione conclusiva del proprio operato;
3) di stabilire che la Commissione sia composta da 7 consiglieri regionali, di cui 2 espressi dalla minoranza;
4) di provvedere alla nomina dei componenti della Commissione speciale e del suo Presidente nel corso della prima seduta utile del Consiglio Valle.
F.to: Empereur - Lattanzi - Lavoyer - Salzone
Presidente - La parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Presidente, ci sono delle modalità stamani un po' singolari di procedere, non da parte sua, ma nello sviluppo di una discussione che immaginavamo essere ovvia, naturale all'indomani di un fatto storico come la votazione del 18 novembre 2012. Siamo stati per questo sorpresi stamani di non sentire comunicazioni in proposito, di non avere nemmeno un accenno ancora di introduzione dell'argomento; ce ne siamo fatti carico e vediamo adesso con interesse - anche se non siamo in grado di valutarla, perché l'abbiamo avuta in questo stesso istante - la presa di posizione della maggioranza su questo tema. Un tema su cui abbiamo tutti molto da dire, credo, a commento del risultato di domenica. La prima cosa che vorrei dire, e pensiamo sia la più importante, è che per la prima volta nella storia in Valle d'Aosta e in Italia il popolo ha assunto direttamente la qualità di legislatore, non solo abrogando, cancellando una norma di legge, ma adottandola esso stesso, esprimendo così la sua diretta e precisa volontà. Questo Consiglio, che ha volontariamente introdotto nel proprio ordinamento questa possibilità, si deve perciò rallegrare sinceramente di tale evento storico, di questo che consideriamo un fattore fortissimo di specialità, proprio di quella autonomia che oggi da molte parti viene contestata, ritenendo che abbia perso originalità e presupposti. È invece grazie a decine di migliaia di valdostani di ogni età ed estrazione che oggi l'autonomia valdostana è più forte, lo è anche direi particolarmente grazie ai giovani che hanno dimostrato di avere fiducia nella democrazia e hanno esercitato con entusiasmo, in qualche caso commovente, fatto eccezionale ai nostri giorni, per la prima volta il loro diritto di voto.
La seconda considerazione che vorremmo fare riguarda la dimensione di questa partecipazione; vorremmo sottolineare che è stata, nonostante sia avvenuta in autunno avanzato, in un momento difficile, su una tematica complessa, con un'intensità straordinariamente significativa e sentita. Dobbiamo essere tutti, quale che sia stata l'opzione che abbiamo scelto durante il confronto referendario, orgogliosi di essere valdostani, di appartenere ad una comunità che assume consapevolmente, collettivamente, con metodo democratico una decisione fondamentale sul proprio avvenire. Il nostro popolo ha parlato, la sua istituzione eletta: il Consiglio regionale, si adegui, il Consiglio regionale dia la concreta attuazione. Noi riteniamo valida la massima che hanno distillato dopo secoli di esperienza referendaria i nostri vicini svizzeri: "lorsque le peuple a parlé, les institutions s'inclinent".
Oggi la palla passa perciò nel campo delle istituzioni e nulla è più come prima. Tutto è diverso per la direzione da seguire nell'affrontare il tema dello smaltimento dei rifiuti, ma tutto speriamo cambi anche nel metodo da applicare, per mettere in opera questa nuova politica, accantonando logiche di scontro per procedere sulla strada di un rapporto di continuo, di serio, di permanente confronto, ce ne sono sia le vie che i tempi. Per questo la risoluzione che abbiamo presentato stamani, in cui abbiamo volutamente omesso ogni considerazione sulle vicende degli ultimi mesi, guarda in positivo al futuro. Ci pare necessario che si parta dagli atti dovuti ed indispensabili: dall'interruzione immediata dell'iter di costruzione dell'impianto di pirogassificazione e dell'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Vorremmo che questo fosse fatto con una grande fiducia, alla ricerca di soluzioni migliori per ridurre progressivamente la produzione dei rifiuti, per far crescere da subito fin dove è possibile, anche oltre i limiti minimi fissati dalla legge, la quota di raccolta differenziata. Il momento richiede una preparazione immediata, seria e generalizzata del trattamento della quota umida, richiede innalzamento delle possibilità di recupero di materia e che si inizi subito a trattare, senza rinviarle alla prossima legislatura, anche le questioni del trattamento finale dei rifiuti e dell'applicazione di un sistema di tariffazione che tenga conto della quantità dei rifiuti prodotti da ciascuno. Non tutto può essere fatto subito, ma tutto deve essere preparato fin da subito. Essere impreparati come Esecutivo, come Giunta, non avere pronto un piano alternativo dopo l'esito di un referendum chiesto ed ottenuto dagli elettori oltre un anno fa è un segno per noi di grave inadeguatezza e di imprevidenza. Dichiararsi però oggi rinunciatari di fronte alla linea tracciata dalla volontà popolare sarebbe sicuramente come riconoscere di non essere all'altezza del proprio compito di governo. Se la "Giunta Rollandin" non è pronta a parlare subito di questo tema, se non se la sente di preparare onestamente il terreno alle decisioni e ai cambiamenti profondi di comportamento che la decisione di domenica ci impone, ha un solo dovere ed è quello di fare le valigie. Se è poi l'intero Consiglio regionale che considera di non essere in grado di assumere delle responsabilità conseguenti al voto referendario, è tutto il Consiglio che deve trarne le naturali conseguenze e rimettere al suo padrone, il popolo valdostano che lo ha eletto, il proprio mandato.
Per quanto consideriamo essere stato un gravissimo errore politico da parte di tutti i partiti di maggioranza aver invitato il popolo valdostano a disertare le urne, vi invitiamo ora a pensare in positivo e a guardare come noi e con noi, con fiducia, alle grandi prospettive che questo voto ha aperto. Questa è un'occasione per un radicale e convinto cambiamento di linea, nello spirito dei tempi nuovi, di cambiamento dello stile di vita, in funzione di un'economia produttiva e familiare fatta di maggiore sobrietà, puntando ad un sistema di eccellenza in linea con le prospettive indicate dall'Unione europea, ma è anche - forse questo è stato sottovalutato in questi ultimi tempi - un'occasione eccezionale di rilancio dell'immagine della Valle d'Aosta. Un'immagine di cui oggi in questo momento il Paese percepisce di nuovo serietà civica, tensione etica, volontà di preservazione dell'ambiente, orgoglio della propria autonomia, anche questo è un atout turistico ed economico di eccezionale importanza. Questa è poi un'occasione per noi tutti di stabilire un modo diverso di lavorare insieme, di collaborazione con chi si è fatto portatore della linea di cui dobbiamo dare attuazione, a partire dal Comitato promotore che al referendum ha dato vita con convinzione e con un'encomiabile tenacia. La dichiarazione di questo Comitato di poche ore fa, secondo cui "siamo disponibili alla formazione di un tavolo tecnico insieme all'Amministrazione regionale per risolvere insieme il problema della gestione dei rifiuti, non si può aspettare la prossima legislatura, bisogna agire subito" deve essere letta, vista, interpretata come una mano tesa che si deve stringere e non rifiutare. Dialogo e confronto con umiltà da parte di tutti giorno dopo giorno. Questa è anche però l'occasione propizia - ne parleremo presto in quest'aula - anche per migliorare il sistema della nostra democrazia bilanciata fra poteri del popolo e funzioni delle sue istituzioni elettive, eliminando un quorum altissimo che obbliga ad estremizzare da ogni parte le posizioni facendo sì che l'appello al voto popolare non sia mai interpretato come scontro fra maggioranza ed opposizione, ma solo come la naturale integrazione su temi di vasta portata della democrazia rappresentativa.
Colleghi, non abbiamo mai avuto tante occasioni in una volta sola, sarebbe un peccato sprecare queste opportunità, il nostro invito è a mettersi tutti immediatamente al lavoro.
Presidente - La parola al Consigliere Empereur.
Empereur (UV) - Grazie Presidente.
Brevemente per illustrare la risoluzione che ho sottoscritto, a nome della maggioranza, con i colleghi Capigruppo. La nostra risoluzione prende atto dell'esito della consultazione referendaria di domenica scorsa, consultazione che, modificando l'articolo 7 della legge n. 31/2007, determina una profonda e sostanziale modifica del quadro normativo regionale e conseguentemente dello scenario di gestione dei rifiuti, che in Valle d'Aosta era stato determinato dopo anni di studi, tenuto conto delle seguenti condizioni: il principio di autosufficienza e prossimità, la progressiva chiusura della discarica regionale di Brissogne, il rispetto dei criteri di economicità, efficienza ed efficacia, la tutela della salute e dell'ambiente, il rispetto della gerarchia di trattamento dei rifiuti, il contenimento dell'uso del territorio. Considerato che la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti rimane una priorità di questa Regione e di questa maggioranza, ritenuto che, per avviare nuove procedure amministrative, si rende necessario ridefinire gli indirizzi programmatici e di pianificazione del sistema di gestione dei rifiuti, anche in un ampio confronto con la società valdostana, proponiamo a questo Consiglio la costituzione, si sensi dell'articolo 21 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, di una commissione consiliare speciale "con l'incarico di rideterminare gli indirizzi programmatici del sistema di gestione dei rifiuti, verificando la fattibilità delle proposte elaborate dalla suddetta commissione alla luce della normativa vigente". La commissione dovrà "rimettere al Presidente del Consiglio entro la fine di marzo 2013 una relazione conclusiva del proprio operato". La commissione sarà composta da sette consiglieri regionali, di cui due espressi dalla minoranza e, se questo Consiglio è d'accordo, la nomina dei componenti della Commissione speciale e del suo Presidente sarà fatta nella prima seduta utile del Consiglio Valle.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Scusate, colleghi, se sono particolarmente emozionato, perché credo sia un intervento fra i più difficili che ho dovuto fare in questi quattro anni. Mi sento emozionato come il primo giorno che sono entrato in questo Consiglio, consentitemi, visto che le risoluzioni si riferiscono all'esito di un referendum, di esprimere la grande soddisfazione e il ringraziamento per tutti quelli che hanno lavorato ad un risultato straordinario, soprattutto essendo cittadini comuni, non professionisti della politica, che si sono messi a disposizione di una grande battaglia civica che oggi permette alla Valle d'Aosta di valorizzare il suo Statuto speciale, la sua condizione di autonomia.
Quando durante l'analisi del bilancio l'Assessore La Torre disse: "ci vorrebbe un altro popolo, un popolo capace di scendere in piazza a difendere l'autonomia nei confronti dello Stato"...credo che il popolo valdostano con la consueta pacatezza, ma determinazione abbia avuto la capacità di dire quanto crede nell'autonomia andando a votare per un referendum propositivo che abbiamo solo noi in Valle d'Aosta; in pratica ci ha confermato questa sua volontà tenace di essere un popolo autonomista.
Nel merito la questione era legata alla gestione dei rifiuti, il successo del "sì", che ribadisce che non si realizza nessuna struttura di trattamento a caldo, impone, come avevano sempre detto i proponenti del referendum, una strategia alternativa, non ci si è limitati a dire "no", quelli che, con molta amarezza da parte mia, qualcuno aveva definito degli ecoterroristi sono persone di buon senso, che hanno invitato esperti a loro spese, affinché disegnassero uno scenario alternativo. Non sono neanche presuntuosi, non hanno avanzato nessuna messa in discussione del Governo regionale, ma gli chiedono di realizzare lo scenario alternativo che esiste. Per fare questo, ecco le ragioni della risoluzione presentata da ALPE e da PD: bisogna fare un comitato in cui siano rappresentati questi soggetti che hanno vinto il referendum. A parte la non delicatezza di degnare neanche di una parola la nostra risoluzione, visto che si è scelto di fare una discussione congiunta, qui si parlava di illustrazione congiunta, allora o abbiamo diritto a tre, quattro, cinque interventi e andiamo avanti fino a notte, oppure cerchiamo di dire le cose insieme.
È assolutamente irricevibile la risoluzione di maggioranza che nelle premesse dice delle cose che condividiamo, cioè la corretta gestione dell'intero ciclo dei rifiuti rimane una priorità di questa Regione, perché immagina che, dopo un risultato di questo tipo, ci sia una procedura ordinaria, nel senso di fare una commissione, dei consiglieri regionali si ritrovano a parlare per dei mesi in una commissione fino ad avere come obiettivo marzo 2013 per la consegna dei lavori. Questo è un modo politichese di nuovo di rispondere all'esigenza rappresentata dai cittadini di dire: "guardate, non se ne fa nulla fino alla prossima legislatura", ma non è questo che chiedono i cittadini, non è questo che chiede il Comitato promotore! Il Comitato chiede un'azione immediata e trovo scorretto anche che alcuni Assessori - fra questi l'Assessore al Comune di Aosta - comincino questo gioco del rimpallo: "io farei...ma la Regione deve fare quest'altro...". Non è il momento di fare questi rimpalli giornalistici: è il momento di sedersi attorno ad un tavolo, noi abbiamo indicato i soggetti che devono riunirsi, a cominciare dal Presidente della Regione, dall'Assessore, dai Coordinatori dell'Assessore, dai componenti della V Commissione, poi i componenti del Comitato promotore, i Presidenti delle Comunità montane, un rappresentante del Comune di Aosta, i rappresentanti del CPEL, il Direttore dell'ARPA e un tecnico esperto dell'organizzazione delle raccolte. Un tavolo tecnico, perché è finita la campagna elettorale, non vogliamo fare nessuna guerra politica, ma vogliamo che ci si occupi tecnicamente della soluzione per la raccolta dei rifiuti! La campagna elettorale per le regionali sarà un altro argomento, basta, è finita; continuate in questi giorni a fare la campagna elettorale, a ripetere il PD: "aveva detto questo...", ma ai cittadini non interessa niente, a loro interessa una sola cosa...
(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)
...no, non ho nessuna rimozione, è lei che ha rimosso che in quest'aula aveva detto: "io andrò a votare "no"", e poi ha firmato l'astensionismo. Le rimozioni quindi se le tenga per sé, io non ho vergogna di quello che ho detto e quello che ho fatto, l'ho scritto in tutte le salse che l'ho fatto, perché voglio bene a questa terra, quindi confermo le mie idee. È lei che è andato a dire che avrebbe votato "no" in quest'aula e quindi si è rimangiato lei la parola!
Non è comunque una questione che interessa la gente la battaglia politica, la campagna referendaria è finita e si deve passare al momento tecnico della realizzazione di quello che oltre 50.000 cittadini valdostani hanno chiesto, cioè che la gestione dei rifiuti avvenga secondo le gerarchie previste dall'Unione europea, che si rafforzino le politiche di riduzione del rifiuto, si proceda ad una raccolta differenziata spinta e che nella parte finale si vada ad un trattamento a freddo, che non è solo il TMB, ma è la fabbrica dei materiali e tutte quelle soluzioni che si stanno con innovazione introducendo in tanti territori italiani. La nostra risoluzione quindi va in questa direzione e ci saremmo aspettati da parte della maggioranza un atteggiamento più responsabile e non un tentativo di metterla di nuovo in politica. Se i cittadini sono venuti a votare, non lo hanno fatto perché c'erano degli schieramenti politici: lo hanno fatto perché erano convinti che il tema era un tema preciso, sono venuti in modo trasversale e chiedono di partecipare, chiedono che la politica li ascolti, per cui, di fronte ad un risultato del genere, sarebbe davvero sbagliato essere di nuovo sordi alla loro esigenza di partecipazione. È una partecipazione di cui dobbiamo andare orgogliosi, dopo che avevamo visto i dati delle elezioni siciliane, un po' tutti ci eravamo interrogati su cosa stava succedendo in questo Paese, il disamore per la politica, eccetera, invece il popolo valdostano, che tutti noi amiamo - non è una questione di maggioranza o di minoranza -, ha dimostrato che è un popolo attento, sensibile e vuole essere parte attiva della vita politica, vuole partecipare. Lo ha fatto nel modo più rivoluzionario che ci possa essere in una democrazia: ha usato la matita, ha fatto una "x" per dire "sì". Adesso questo Consiglio regionale deve dire "sì" alla risoluzione, che è una risoluzione che viene dal Comitato promotore, da Valle Virtuosa, dal Comitato per il "sì", di cui siamo qui in minima parte a dare voce, perché hanno la capacità di parlare, come hanno fatto in conferenze stampa e continueranno a farlo, senza bisogno che ci sia qualcuno del nostro partito a rappresentarli in Consiglio. È un'esigenza forte, non siate sordi a questo appello, grazie ancora di cuore a tutti i valdostani!
Presidente - La parola al Consigliere Salzone.
Salzone (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Non entrerò nel merito della risoluzione che peraltro abbiamo firmato, perché è già stata illustrata. Il responso referendario di domenica 18 novembre è stato sufficientemente chiaro, a noi non resta altro che prendere atto della volontà espressa dalla comunità valdostana. Resta, per quanto ci riguarda, l'amaro in bocca non tanto per il risultato, quando per il modo con cui è stata condotta la campagna referendaria. I toni hanno rappresentato il peggio che ci si potesse aspettare, gli argomenti difficili non hanno consentito un dialogo sereno, non tutti infatti hanno potuto approfondire la tematica che era prevalentemente tecnica. Partiamo da un dato di fatto incontrovertibile che ci aveva portati, dopo nove anni di studi, a proporre un provvedimento, quello sul pirogassificatore, che in Consiglio aveva trovato l'unanimità della maggioranza regionale, ma anche l'approvazione del PD valdostano con la sola astensione di ALPE. Cammin facendo le cose sono mutate, molti, non solo dell'opposizione, hanno cambiato idea. Quanto ci sia di elettoralistico nel cambiamento non è dato sapere, certo tutto è parso molto singolare, molti questo lo capiranno.
Oggi siamo di fronte ad un volere popolare che prevede la promulgazione di una nuova normativa in merito allo smaltimento dei rifiuti, escludendo qualsiasi impianto con trattamento a caldo e, prendendone atto, non intendiamo in alcun modo ostacolare ciò che è diventato legge, ma ancor più intendiamo collaborare affinché tutto venga rispettato anche nei particolari. Sarà necessario coinvolgere entrambi i Comitati, Valle Virtuosa e Valle Responsabile, senza sottacere le difficoltà cui andremo incontro, coinvolgendo anche gli esperti che hanno contribuito in modo fattivo al successo del referendum, per arrivare ad una definizione che possa calmierare le tensioni nate e soddisfare nell'interesse generale la nostra comunità. Grazie.
Président - La parole au Vice-président Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Il collega Louvin ha illustrato la nostra proposta di risoluzione e ha fatto anche delle considerazioni legate al periodo epocale di qualche giorno fa. Ormai il risultato è quello, la volontà popolare è stata molto chiara e diretta, mi scuso con l'Assessore Laurent Viérin, ma utilizzerò una sua riflessione fatta in aula qualche settimana fa: il pubblico parla tramite atti amministrativi. Non so come si chiuderà questo dibattito, ci sono due risoluzioni sul tavolo: una che va in una certa direzione e l'altra che mantiene invece un'asticella più bassa, perché forse dobbiamo affrontare due temi principali in maniera diretta, forte "prendendo il toro per le corna", perché sono i valdostani che hanno deciso stavolta.
Capisco le riflessioni che il collega Salzone ha fatto sul percorso compiuto, ma domenica il risultato è stato un altro e, proprio per questo, i due temi da affrontare sono, in primo luogo, il discorso amministrativo, cioè dobbiamo sospendere l'attività amministrativa connessa alla costruzione dell'impianto e dobbiamo dirlo oggi in Consiglio regionale; in secondo luogo, penso che sia doveroso aprire almeno ai componenti del Comitato promotore e non rimanere su un'eventuale commissione speciale chiusa nella propria aula di discussione. Se non vogliamo fare i sordi, il risultato di domenica è chiaro, possiamo mettere mano a queste risoluzioni in maniera pesante e trovare un equilibrio forte per affrontare i due temi principali: uno di tipo amministrativo legato all'impianto che si doveva costruire e l'altro quello di predisporre un tavolo di lavoro subito, non prorogare a marzo 2013...cosa la commissione speciale ha potuto fare, ma da subito dobbiamo dare delle soluzioni per avere una volontà certa di questo Consiglio, che non è quella di fare melina, ma di prendere coscienza di quello che 51.000 persone domenica hanno esplicitato in maniera inequivocabile.
Président - La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.
A nome del mio gruppo, esprimerò quello che è il nostro sentimento, che, come sempre, è quello di affrontare tematiche come queste così importanti e delicate in maniera pragmatica. Non perderemo molto tempo nel raccontarci come è stata questa campagna referendaria, le analisi sono state fatte nelle sedi dovute, ognuno per sé, non crediamo sia utile tornarci. Stiamo sulle due risoluzioni, che sono la risposta ad un referendum che ha visto una minoranza dei valdostani determinare con il loro voto una volontà diversa dalla maggioranza di questo Consiglio, che nel 2010 aveva votato in maniera diversa. Di questo dobbiamo parlare, perché, se guardiamo i numeri, vediamo che la maggioranza del popolo valdostano...e qui vorrei che correggeste le vostre affermazioni, Raimondo, voi non rappresentate il popolo valdostano, voi rappresentate a malapena i vostri partiti, la minoranza di quelli che si sono espressi e a meno che non vi vogliate far sostituire da Valle Virtuosa...
(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)
...anzi sono qui proprio per fare correttezza, perché tu dici cose che sono scorrette, quindi ti devo citare, non ti accalorare, stai sereno! Capisco che il grande risultato di Valle Virtuosa vi mette in fibrillazione, state sereni!
Parliamo della soluzione, perché i cittadini vogliono sapere dopo questo referendum, che ripeto ha messo in discussione una decisione presa da questo Consiglio...il Consiglio, a nostro avviso, deve dare un'immediata risposta, la quale non può essere di mettere in piedi un carrozzone di 30 persone che si devono incontrare fra 15 giorni e cominciare a discutere dello scindibile umano, perché questo ci state proponendo come strumento! Cito dal vostro documento: "il Presidente della Regione; l'Assessore al territorio e ambiente; il Coordinatore dell'Assessorato del territorio e ambiente; i componenti della V Commissione; i componenti del Comitato promotore - saranno quattro o cinque? Gli altri li lasciamo fuori? - i due rappresentanti designati dal CPEL, di cui uno in rappresentanza dei Sindaci e uno dei Presidenti delle Comunità montane della Valle d'Aosta; un rappresentante del Comune di Aosta e di ciascuna Comunità montana in quanto sottoambiti; il Direttore dell'ARPA o tecnico da lui delegato; un tecnico esperto di organizzazione delle raccolte", sono fra 25 e 35 persone. Se voi ci convincete che la risposta vostra concreta, operativa, la tempestiva risposta di questo Consiglio ai referendari e ai cittadini che hanno espresso la volontà di andare avanti in un'altra direzione è questa...noi vi diciamo semplicemente che non ci convincete! Siamo più convinti che un organo di questo Consiglio, dove sono rappresentati sia una parte - quelli che hanno sostenuto le decisioni del pirogassificatore -, sia l'altra - quelli che hanno determinato un risultato diverso, cioè voi -, a meno che voi non vi sentiate più rappresentanti di quella parte, perché siete stati politicamente sostituiti...riteniamo che quella commissione composta da sette consiglieri, che avranno il compito entro una data precisa di fare un excursus della situazione che si è creata...ed è quello che voi citate nel vostro documento, ve lo leggo - perché scrivete cose anche giuste, non tutte sbagliate -: bisogna "creare rapidamente le condizioni necessarie per una rapida revisione del piano regionale di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento alla riduzione della produzione dei rifiuti, all'innalzamento della quota di raccolta differenziata, al trattamento della quota umida, al miglioramento delle possibilità di recupero di materia, al trattamento finale dei rifiuti e all'applicazione di un sistema di tariffazione che tenga conto della quantità di rifiuti prodotti...", vi siete scordati alcuni passaggi logistici, ovvero l'identificazione delle aree di stoccaggio, lo smaltimento del CDR, la condivisione con le comunità per i terreni necessari agli espropri, o cose del genere, cioè una serie di processi che hanno una complessità che non crediamo possa essere risolta in quattro mesi. Se voi volete sostenere che con il vostro comitato di 30 persone in quattro mesi avete risolto i problemi dei rifiuti della regione: 70.000 tonnellate, state prendendo in giro le persone che avete chiamato a raccolta!
Siamo convinti che il Consiglio debba prendere atto che questo referendum dà un'indicazione precisa su come muoversi, siamo consapevoli che quello che può fare il Consiglio è mettersi in moto subito con una commissione speciale, interloquire immediatamente con le persone proposte, i comitati virtuosi, i responsabili e tutti quelli che possono darci un contributo, perché qui siamo all'anno zero e fra tre anni siamo sommersi! Crediamo allora che un lavoro serio e responsabile che dà delle risposte a chi ha delle aspettative, cioè ai cittadini, è come smaltiremo i rifiuti dopo Brissogne e non crediamo che si possa fare in tre mesi con trenta persone che dibattono in un'assemblea, che forse è cara al vostro modo, ma non è cara al nostro, che vuole dare delle risposte! Vi invitiamo quindi a ragionare sullo strumento che dà una risposta a questo referendum, che, per quanto ci riguarda, deve essere il più efficace possibile.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
La prima interpellanza che ho presentato in questo Consiglio nel luglio 2008 riguardava l'inceneritore e quella ipotesi di realizzare questo impianto. Era stata l'occasione anche per ribadire la contrarietà a tale scelta, ma avevamo soprattutto evidenziato che in questa legislatura si doveva prendere una decisione finale sulla questione della gestione dei rifiuti, non si poteva continuare a non decidere. Domenica 18 novembre si è presa una decisione, i valdostani che sono i titolari della sovranità hanno deciso, ormai dobbiamo solo adeguarci alla decisione presa, finalmente! La percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti in Valle d'Aosta supera di poco il 40 percento, ben lontana dai limiti di legge, che sono il 65 entro la fine del 2012. Dobbiamo raccogliere l'umido e reimpostare la politica della maggioranza nell'ambito della gestione dei rifiuti. In questi anni vi siete concentrati sul trattamento finale dei rifiuti, sull'impianto di incenerimento prima e di pirogassificazione poi e avete trascurato tutto il sistema integrato di gestione dei rifiuti, adesso bisogna ripartire dall'inizio. Affinché queste cose riescano e si tramutino in opportunità e in successo, è necessario coinvolgere i cittadini e chiedere una collaborazione, anche perché la gestione dei rifiuti necessita di tale partecipazione. Il referendum è stata l'occasione per i valdostani di dare la propria disponibilità ad andare in questa direzione, non possiamo perdere tale opportunità che ci è stata data e dobbiamo sfruttarla. È essenziale coinvolgere chi è stato promotore di questa legge regionale, vale a dire i promotori e i comitati che gli si sono affiancati, senza i quali diventa difficile far partecipare i cittadini. La risoluzione presentata dalla maggioranza pertanto è inaccettabile, perché non ha coscienza del risultato del 18 novembre. Sarebbe un errore far finta che non sia successo niente, il risultato è stato chiaro: una bocciatura del piro-inceneritore e della politica dell'Assessorato. Si può ripartire solo coinvolgendo i cittadini e bisogna farlo subito, altrimenti ci potrebbero essere delle situazioni spiacevoli. Non perdiamo tempo e agiamo subito.
Presidente - Sono le tredici, se siete d'accordo, sospendiamo i lavori e riprendiamo alle 15,30.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 12,58.
