Objet du Conseil n. 2681 du 13 novembre 2012 - Resoconto
OBJET N° 2681/XIII - Illustration des lois de révision de la dépense publique, de finance et de budget pour le triennat 2013/2015.
Président - La parole au Conseiller Louvin aux termes de l'article 61 du Règlement intérieur.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Colleghi, stiamo per esaminare dei documenti finanziari di grande importanza e, come ho avuto modo di preannunciare sia al Presidente Rollandin che all'Assessore poco fa, crediamo sia doveroso fare una piccola pausa, una sospensione per chiarirci le idee in ordine agli effetti di una sentenza costituzionale che è intervenuta pochissimi giorni fa. La vicenda era già stata molto sommariamente accennata in commissione, ma non disponevamo ancora del testo, che è datato 31 ottobre, il giorno di Halloween, ed è però, per fortuna, uno scherzetto abbastanza positivo per la Regione, ogni tanto succede che le cose girino nel verso giusto: si tratta della sentenza n. 241 della Corte costituzionale, che contiene una serie di passaggi chiarificatori a nostro avviso di grande importanza, perché - cerco di semplificare, la sentenza è di 30 pagine, ma il succo è molto semplice - lo Stato non poteva e non può trattenere all'Erario delle accise che sono state aumentate con il decreto legge n. 138/2011. Di tale decreto si è tenuto conto molto precisamente in questi documenti finanziari, in particolare nel bilancio 2013 tanto che la relazione esordisce proprio dicendo che il bilancio 2013 tiene conto dei seguenti riferimenti normativi e cita espressamente il decreto legge n. 138/2011 articolo 19 bis, e qui è il punto. Questa interpretazione che noi abbiamo dato in commissione - e che credo abbiano dato gli uffici finanziari della Regione, perché il bilancio è stato deliberato dal Governo regionale prima di questa sentenza - ha tenuto conto che il gettito di addizionale IRPEF, l'IMU, l'aumento dell'IVA che il "Governo Berlusconi" aveva trattenuto all'Erario invece compete alla Regione, salvo che la stessa si metta d'accordo con lo Stato per un diverso tipo di ripartizione. L'importanza di questa sentenza sta nel fatto che la Corte costituzionale ha rafforzato la misura contenuta nella norma di attuazione, a garanzia della nostra autonomia finanziaria. Se fosse solo una mia idea peregrina, non avrei disturbato quest'aula, ma la Provincia di Trento ha fatto i conti e ritiene che si recupereranno circa 500.000.000 di euro da questa interpretazione delle norme finanziarie che sono state ritenute illegittime o comunque delle quali, per quanto riguarda la nostra Regione, è stata data un'interpretazione chiara almeno stando alla sentenza della Corte costituzionale. Se così è, il Trentino ha stimato in 187.000.000 per l'anno in corso e per il triennio circa mezzo miliardo di euro la possibilità di recupero.
Presidente Rollandin e Assessore La Torre, possiamo essere indifferenti noi a questo tipo di situazione? Vorremmo capire, chiediamo in questo l'ausilio non degli uffici legali, ma degli uffici finanziari della Regione, è un'interpretazione della norma che ci fa rivedere la disponibilità di risorse per gli anni prossimi, oppure questo è totalmente irrilevante? A noi sembra, stando alle dichiarazioni che hanno reso anche suoi colleghi, Presidente Rollandin e che hanno già chiesto la restituzione di queste somme a partire dal 2013, che noi tali somme dovremmo legittimamente iscriverle in bilancio. Se sono delle somme che indebitamente lo Stato ha dichiarato di potersi trattenere per il quinquennio successivo, o comunque per un determinato periodo, e la Corte costituzionale dice che quelle spettano alla Regione, crediamo che questo debba rimettere in discussione i termini del documento finanziario. Siamo a discutere del bilancio in uno straordinario anticipo. Questa scelta del Governo regionale di discutere insieme la risistemazione dei conti per effetto della Spending review e poi il bilancio ha fatto sì che noi guadagniamo una ventina di giorni rispetto alla tempistica abitualmente seguita.
Ci sono o non ci sono i presupposti affinché noi utilizziamo semmai un tempo necessario per andare a vedere se ci sono questi soldi, soldi che, secondo la Corte costituzionale, devono essere lasciati alla Regione? Ricordo che le sentenze della Corte costituzionale non hanno un tempo di attesa per essere messe in applicazione, sono immediatamente applicabili. La Tesoreria generale dello Stato quindi ne deve tenere conto e noi crediamo che, se non ha avuto ancora il tempo, la Regione debba quantificare questa differenza, perché qui noi stiamo tirando la cinghia per tutta la comunità valdostana. Discuteremo poi se è un bene o un male che ci sia un prelievo da una parte o dall'altra, ma, siccome questa terapia d'urto potrebbe essere modificata almeno in parte dal dato significativo di una sentenza della Corte che per una volta ci dà ragione, crediamo che di questo si debba tenere conto e chiediamo che si sospenda l'adozione dei documenti finanziari in questione, in particolare il bilancio di previsione e non tanto l'attuazione della Spending review che si colloca su un binario diverso. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Capisco, collega Louvin, la sua necessità di creare una suspense o di gettare un dubbio ad effetto, però non sono d'accordo con la sua interpretazione che, a mio avviso, viene meno al primo elemento, quando si determina la costruzione di un bilancio, che è la prudenza. In questo senso non ho neanche la presunzione di interpretare una sentenza, quindi, come le ho detto prima quando abbiamo avuto modo di parlarne fuori, mi avvalgo delle valutazioni degli uffici legali della Regione e non ho nessuna difficoltà a leggerle un piccolo suggerimento che mi sono fatto dare in merito a quello che lei dice. Sul bilancio di previsione, in particolare sulla stima delle entrate da compartecipazioni, la sentenza n. 241/2012 non ha incidenza diretta ed attuale. La Corte infatti non ha dichiarato l'illegittimità delle norme impugnate, vale a dire l'articolo 2, commi 3 e 36, del decreto legge n. 138/2011, tant'è che la questione è stata dichiarata non fondata, in quanto, secondo il giudice costituzionale, le norme che stabiliscono le riserve all'Erario non sono di per sé legittime, ma le stesse devono essere applicate compatibilmente con gli statuti e relative norme di attuazione di ciascuna autonomia speciale, come prevede la clausola di salvaguardia. Per quanto riguarda la Valle d'Aosta, questo significa che le riserve all'Erario del maggior gettito derivante dall'incremento di tributi erariali sono ammissibili, in quanto contemplate dall'articolo 8 della legge n. 690/1981 a condizione che la quantificazione sia disposta di intesa con il Presidente della Regione per ciascun esercizio finanziario. Queste norme sono state indicate quali parametri interposti delle questioni di costituzionalità e la Regione in relazione a ciò ha anche promosso conflitto di attribuzione contro il decreto ministeriale che stabilisce i criteri per la quantificazione delle riserve erariali, sia quelle del decreto legge n. 138, sia quelle del successivo decreto legge n. 201/2011, proprio per violazione del principio dell'intesa e il giudizio è tuttora pendente.
In ogni caso il percorso dell'intesa non è stato avviato dallo Stato e ad oggi nessuna quantificazione puntuale per la Regione Valle d'Aosta è stata formalizzata da parte del Ministro dell'economia, con la conseguenza che in concreto non è stato possibile con ragionevole certezza e precisione tenere conto di tali meccanismi in sede di previsione delle entrate, considerati solo prudenzialmente e in ogni caso con riguardo al complesso delle riserve stabilite dalla legislazione statale vigente, quindi non solo con il riferimento alle riserve del decreto legge n. 138, cui la sentenza si riferisce. Pertanto la sentenza per quanto favorevole alla Regione non determina alcuna necessità di adattamento delle previsioni del bilancio in discussione, le quali non possono essere modificate in quanto al momento le quantificazioni non sono definite. Il principio generale della contabilità della prudenza nella stima delle entrate infatti impone che maggiori entrate possono essere iscritte solo al momento in cui le stesse diventano certe e quantificate nella loro effettiva entità. Comprendo questa suspense che lei vuole creare, ripeto, ma non sono d'accordo con la sua proposta ed invito a rigettarla.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Francamente oggi è il giorno della Corte costituzionale e delle interpretazioni, allora io dico che questo tema non mi pare fosse oggetto delle discussioni della II Commissione, noi del Partito Democratico non abbiamo membri in II Commissione, quindi credo che almeno un minimo di sospensiva per capirci e poter riflettere su questo tema sia corretto darlo. La II Commissione di questa cosa non ha neanche parlato, vorrei avere almeno il tempo di leggermi il testo e capire se il collega che è più esperto di me in materia di diritto vanta delle cose che sono sensate, oppure no. Dateci il tempo di guadare questo documento, questo è il mio atteggiamento e chiederei che venisse accolta una richiesta di sospensiva.
Presidente - Come da Regolamento, la questione sospensiva viene posta in votazione dopo aver ascoltato i due pareri: uno favorevole e uno contrario.
Pongo in votazione la questione sospensiva:
Consiglieri presenti e votanti: 32
Favorevoli: 8
Contrari: 24
Il Consiglio non approva.
Presidente - La parola al Consigliere Louvin per richiesta di sospensione dei lavori.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
È evidente che i colleghi non hanno potuto "macinare" ed esaminare questo documento, in quanto lo abbiamo avuto noi stessi poche ore fa, ci stiamo procurando i documenti. Preciso che il parere che è stato dato in commissione è antecedente alla disponibilità di questo documento e la nota che è stata letta poco fa dall'Assessore La Torre è una nota prodotta pochi minuti fa, in relazione alla discussione che abbiamo avuto prima dell'inizio dell'esame di questo documento. La questione ci pare che si ponga in termini molto diversi da quelli indicati nella nota.
Chiederemmo semplicemente a beneficio in particolare dei colleghi della II Commissione e del collega Donzel che ha chiesto dei chiarimenti, di poter chiarire i termini della questione. Se poi tutto questo appare irrilevante, si procederà tranquillamente; la Presidente ha in mano il funzionamento di quest'aula. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Affinché non ci siano equivoci...la richiesta fatta in precedenza era di sospendere ed aggiornare la discussione, abbiamo motivato con l'Assessore le ragioni di questa scelta. Se adesso la richiesta è per chiarire ai colleghi o a quelli che non sono addentro alla motivazione della richiesta, credo che si possa accettare. Quello che vorremmo che venisse detto è che le ragioni per le quali non abbiamo accettato la prima richiesta sono riferite anche a situazioni che, per quanto ci riguarda, sono completamente diverse da quelle del Trentino, dove c'è una riscossione diretta e dove il sistema di flusso è diverso e anche gli effetti sono diversi: questo lo vorremmo spiegare con tutti i crismi perché si capisca, comunque accettiamo la richiesta di chiarimento anche ai colleghi che sono interessati a questa materia.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,18 alle ore 18,26.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Sarò brevissimo, intanto ci tengo a ringraziare l'Assessore e il Presidente che ci hanno fornito dei chiarimenti. Non siamo del tutto convinti, siamo d'accordo sul principio di prudenza, per cui se non c'è certezza di un aumento di entrate non si delibera diversamente, ma sul fatto che la sentenza della Corte costituzionale non abbia dato fondamento alla rivendicazione della nostra Regione noi ne diamo una lettura diversa e siamo molto contenti, semmai espliciteremo domani in un ordine del giorno questa linea che va tracciata, per cui devono essere quantificate tali risorse. Secondo noi, ci sono delle risorse aggiuntive che arriveranno al bilancio regionale, non ci sono oggi i tempi per rivedere il documento, ma lo si dovrà fare. Ci sono dei margini per alleggerire quanto prima, anche una volta varato il bilancio, i sacrifici che verranno imposti in questa tornata alla comunità valdostana. Intanto vi ringraziamo del chiarimento, non ci è sembrato tempo perso, perché è una questione di primissima importanza quella che abbiamo sollevato e credo che lo condividano anche i colleghi che hanno preso parte alla riunione.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Per chiarezza, perché se c'è stata la sospensiva è perché a noi premeva dare una spiegazione che forse era stata restrittiva nel momento in cui è stata letta la nota che, ripeto, è tecnico-finanziaria, e non è solo del Legislativo. Sottolineo nuovamente che, rispetto all'impugnativa, la questione è stata dichiarata non fondata, ciononostante c'è un'interpretazione che condividiamo e che lascia margini per entrare nel merito di quella che sarà l'apertura di un tavolo, che deve portare ad un accordo su eventuali proventi da... Siccome questo non è possibile quantificarlo oggi, né immaginarlo, ci sembrava corretto non solo non inserire dei dati ipotetici che non hanno nessuna base, ma aprire questo tavolo e poi in Consiglio apportare le eventuali modifiche legate a questa trattativa.
Président - La parole au rapporteur, le Conseiller Rosset.
Rosset (UV) - Merci Madame la Présidente.
Cari colleghi, confesso quanto sia difficile il compito di relatore a chiusura di questa legislatura così travagliata, i fatti lo dimostrano ancora in quanto il clima di emergenza che ha caratterizzato tutte le manovre finanziarie in questo quinquennio è ulteriormente peggiorato quest'anno ed è stata come una sorta di "via crucis" per le finanze. Sin dall'approvazione della finanziaria regionale 2008, proprio misurando il tempo trascorso fra allora ed oggi con l'impressionante mole di avvenimenti, allo stato attuale le difficoltà sembrano ancora più grandi e vengono accentuate non solo dal peculiare quadro economico-finanziario dell'Italia, svelato nella sua assoluta gravità, ma anche da una crisi della politica ben visibile nelle vicende più recenti. Provo un profondo senso di amarezza e di sdegno valutando quel crescendo di "tagli" che con diverse modalità ha ridimensionato, senza mai attenersi al dettato statutario e alle norme di attuazione in materia finanziaria, il nostro bilancio regionale.
Non si tratta, sia chiaro, di fronte alla crisi globale e alla crisi politico-finanziaria dell'Italia, di chiedere chissà quale trattamento di favore, ma l'impressione è che chi nel tempo si è dimostrato complessivamente virtuoso sia stato chiamato - ed è ciò che vale per tutte le Speciali del nord - ad un prezzo superiore al dovuto e con atteggiamenti invasivi gravissimi della nostra autonomia speciale. D'altra parte perché stupirsi: la specialità è ormai da anni nel mirino di gelosie ed invidie, che sono solo la punta di un iceberg di un'acredine verso modelli di regionalismo più avanzato che stridono con la decadenza italiana; eppure questo per la nostra comunità è risultato un prezzo pesante da pagare e le cifre lo mostreranno in tutta la loro crudezza. L'impressione che si ricava dall'operazione in corso contro le "Speciali" è che vi siano di certo razionalizzazioni e tagli che potevano essere accettati nella misura del buon senso e con il principio dell'intesa, ma che si approfitti della situazione emergenziale per una forte ricentralizzazione e per un'umiliazione dei poteri locali; che il nostro non sia un vaneggiamento o, peggio, un complesso di persecuzione, è ben visibile dalle sentenze a noi favorevoli della Corte costituzionale in molti contenziosi creati da manovre e manovrine.
La Regione ha proposto l'impugnazione di numerose disposizioni delle ultime manovre statali, che hanno determinato rigorosi contenimenti alla spesa pubblica e ai trasferimenti agli enti territoriali in relazione all'eccezionale situazione di crisi economica, riducendo le disponibilità finanziarie della nostra Regione, con interventi che si sono succeduti frettolosamente e frequentemente nell'arco degli ultimi due anni, costringendo a repentini aggiustamenti dei bilanci per aggiornarne le risultanze alle predette manovre statali che incidono tanto sulla spesa quanto sulle entrate. Le manovre di bilancio e finanziarie in discussione sono dunque in buona parte derivate dalle manovre approvate a livello statale, che hanno incrementato i concorsi delle autonomie speciali agli obiettivi di finanza pubblica, anche mediante meccanismi nuovi rispetto al passato, ma particolarmente invasivi dell'autonomia finanziaria regionale, introdotti dal "decreto Salva-Italia" (il primo del "Governo Monti"), e consistenti nella ritenuta unilaterale da parte dello Stato di parti delle quote di compartecipazione ai tributi erariali, cui la Regione ha diritto per effetto delle norme di attuazione concernenti l'ordinamento finanziario. Tali meccanismi sono stati prontamente censurati dalla Regione mediante promovimento di altrettanti giudizi di legittimità costituzionale ai sensi dell'articolo 127 della Costituzione, in particolare dei seguenti tuttora pendenti: legge n. 183/2011 (legge di stabilità 2012), decreto-legge n. 201/2011, convertito dalla legge n. 214/2011 (cosiddetto "Salva-Italia"), decreto-legge n. 1/2012, convertito dalla legge n. 27/2012 (cosiddetto "Cresci-Italia"), e decreto-legge n. 95/2012, convertito dalla legge n. 135/2012 (cosiddetta "Spending review"). Ad oggi i contenziosi non sono stati ancora trattati dalla Corte costituzionale e le relative udienze non sono state ancora fissate. L'esito eventualmente favorevole rimetterebbe in discussione tutto quanto si è fatto e si sta facendo per allineare i bilanci della Regione ai contenimenti stabiliti a livello centrale, ma ciò non toglie che la vigenza delle norme impugnate impone nel frattempo l'adeguamento ai dati contabili e alle disponibilità finanziarie derivanti dalle manovre.
Prima di entrare nella sostanza dei disegni di legge, devo ancora ricordare il lavoro svolto dalla II Commissione consiliare, che ho l'onore di presiedere. Insieme ai componenti e al personale dell'Assessorato e dell'Ufficio legale, che ringrazio per l'impegno e il contributo dato, abbiamo proceduto all'analisi dei disegni di legge e abbiamo incontrato durante le audizioni i rappresentanti delle politiche sociali, sindacali, imprenditoriali ed economiche per valutare i bisogni che le diverse categorie esprimono in questa fase delicata di crisi economica.
Consentitemi, fatta questa premessa, di proporvi una visione complessiva, che sottintende le risposte che il Governo e la maggioranza offrono ai bisogni e alle necessità della comunità valdostana con elementi di ovvia continuità con l'azione degli anni precedenti e nel rispetto del programma di legislatura. È un bilancio che si muove in un contesto di crisi economica, di incertezze e di preoccupazione per la mancata crescita e la quasi totale assenza di ripresa sia a livello internazionale che nazionale, soprattutto una preoccupazione anche per i delicati risvolti finanziari e occupazionali nel mondo del lavoro.
Va detto, inoltre, che a questo si aggiunge l'effetto degli impegni assunti con lo Stato in materia di concorso al miglioramento della finanza pubblica e al miglioramento del patto di stabilità, che nessuno aveva immaginato avrebbe impattato con tempi così accelerati e così pesantemente sulla finanza locale. Va ricordato anche che dall'inizio di questa legislatura regionale ogni bilancio e ogni legge finanziaria hanno voluto adottare misure e disporre politiche di sostegno e di investimento per far fronte a quella che doveva essere una breve crisi con l'obiettivo di preparare prospettive di rilancio e con la garanzia che, una volta conclusa la fase di crisi, le risorse a bilancio potranno liberarsi e saranno disponibili come un volano per un'ulteriore opportunità di sviluppo, anche se, dopo questa crisi, nulla resterà come prima, ma aggiungo anche che tutto dovrà uscire da questo percorso migliorato e rafforzato.
Il bilancio che stiamo analizzando è un documento che tiene conto non solo della situazione di crisi, ma anche di un periodo caratterizzato da un susseguirsi di manovre finanziarie soprapponendo decisioni e provvedimenti che hanno modificato in modo sostanziale il quadro di riferimento e fortemente complicato il delinearsi di un percorso di prospettiva verso il futuro. A questo scenario si aggiungono gli effetti di una ripresa economica mondiale indebolita, frenata della stagnazione dell'Europa e dal rallentamento della crescita degli Stati Uniti e dei Paesi emergenti. L'incertezza circa l'evoluzione delle crisi del debito sovrano nell'area dell'euro condiziona pesantemente le prospettive di sviluppo. Negli anni le tensioni sui mercati finanziari nell'area dell'euro si manifestano periodicamente con l'impossibilità di creare una situazione di stabilità finanziaria. Il quadro europeo "ingloba", per così dire, la crisi italiana in un delicato momento di passaggio, irto di difficoltà, anche se le ultime decisioni dell'Unione europea, se rapidamente attuate, dovrebbero permettere di spezzare il circolo vizioso fra rischio sovrano, fragilità dei sistemi bancari e progresso economico. In Italia la tenuta dell'occupazione, la contrazione dei consumi delle famiglie e l'accesso al credito sono gli elementi di principale preoccupazione, pertanto l'incertezza sull'evoluzione della crisi è ancora molto elevata.
La Valle d'Aosta non è estranea al contesto descritto: molte regole nazionali e comunitarie agiscono sul nostro sistema economico e sulle decisioni politiche che spettano al Governo regionale e al Consiglio della Valle d'Aosta. Pensiamo al patto di stabilità, come già accennavo precedentemente e al suo impatto sulle linee importanti dei nostri documenti finanziari. Pensiamo al riparto fiscale, che ritenevamo essersi assestato con l'ultima norma di attuazione che recepiva il celebre "federalismo fiscale", mentre ci siamo trovati a subire l'incertezza degli effetti di misure drastiche, e per qualche aspetto anche improvvisate, che hanno accentuato i "tagli" nei trasferimenti che ci spettano e questo senza l'uso del sacrosanto diritto all'intesa sulla materia con la nostra Regione autonoma.
Per questioni di semplificazione, citerò solo l'articolo 16 del decreto n. 95/2012, Spending review, che ha determinato il contributo delle Regioni a statuto speciale: 600.000.000 di euro per il 2012, 1.200.000.000 di euro a decorrere dal 2013, 1.500.000.000 di euro per il 2014 e 1.575.000.000 a decorrere dal 2015. L'impatto per la Regione è di 58.000.000 per il 2013. Inoltre l'articolo 15 dello stesso decreto n. 95/2012 ha determinato un contributo a carico del servizio sanitario regionale valdostano di 1.800.000 per il 2012 e 4.600.000 per il 2013.
Ora il bilancio. Il bilancio pareggia nell'importo complessivo di euro 1.540.000.000 per il 2013, 1.510.000.000 per il 2014 e 1.480.000.000 per il 2015. Il bilancio di previsione della spesa è composto dalla parte I, che riguarda le spese per l'attività della Regione e dalla parte II, che riguarda le spese per contabilità speciali e partite di giro che trova parallelo riscontro nell'entrata. Se si considera solo la parte I, la spesa per il 2013 ammonta ad euro 1.420.000.000, per il 2014 a euro 1.390.000.000 e per il 2015 a euro 1.360.000.000. Per il 2013 il totale della spesa corrente e per investimenti è pari a 1.373.700.000 di euro, di cui l'81,75 percento è destinato alla parte corrente e il 18,25 percento a quella degli investimenti per l'importo di 250.000.000.
Per quanto riguarda la spesa corrente, è da evidenziare che nella stessa è ricompreso il cospicuo stanziamento della funzione obiettivo relativa al concorso della Regione al riequilibrio della finanza pubblica per 103.560.000, pari al 7,29 percento delle risorse del bilancio. L'analisi delle spese del bilancio regionale, con la prospettiva per legge, assume pertanto un particolare significato. Per fare ciò si sono prese in considerazione, per ovvi motivi, solo le leggi più importanti analizzando in particolare gli stanziamenti del 2013. Innanzitutto occorre osservare che oltre la metà del bilancio regionale è destinato alle prime tre funzioni obiettivo per stanziamenti previsti: personale, la sanità e la finanza locale. Le spese per il personale, che rappresentano il 18,05 percento del bilancio, comprendono quelle del personale regionale, quelle del personale direttivo e docente delle scuole e quelle dei lavoratori assunti con contratti nazionali nel settore dell'agricoltura, delle risorse naturali e dei lavori pubblici. Le spese della funzione sanità rappresentano il 19,79 percento del bilancio ripartite in trasferimenti all'Azienda USL e in spese di investimento nel settore sanitario.
Alla finanza locale sono infine attribuite risorse pari al 16,84 percento del bilancio regionale, cosi suddivise: 95.170.000 trasferimenti senza vincolo; 128.000.000 trasferimenti con vincolo agli investimenti; 11.430.000 Programma FOSPI.
Le risorse previste per lo sviluppo economico regionale rappresentano il 7,53 percento del bilancio e permettono il finanziamento per il 2013 nell'ambito del turismo e del commercio: degli interventi a sostegno delle attività turistico-ricettive di cui alla legge n. 19/2001 per 4.800.000, delle leggi n. 6/2001 e n. 9/2009, concernenti l'organizzazione turistica per 9.500.000 e degli interventi per lo sviluppo alpinistico ed escursionistico di cui alla legge n. 4/2004 per quasi 1.400.000.
Per quanto riguarda l'industria e l'artigianato, 3.000.000 contribuiranno al sostegno degli investimenti produttivi previsti dalla legge n. 6/2003. Nell'ambito dell'energia sono previsti gli interventi di cui alla legge n. 26/2012 per 3.100.000.
Per quanto attiene alle politiche del lavoro e della formazione professionale, il piano triennale previsto dalla legge n. 7/2003 viene finanziato per il 2013 con 6.000.000, mentre 4.150.000 e 5.000.000 sono destinati rispettivamente alla Fondazione per la formazione professionale turistica (legge n. 20/1991) e a quella per la formazione professionale agricola (legge n. 12/1982). Gli stanziamenti iscritti in bilancio per finanziare i programmi europei si attestano sui 40.900.000 suddivisi tra il Programma Occupazione per 13.100.000, il Programma Competitività per 11.000.000, il Programma di sviluppo rurale per 8.300.000, il Programma Cooperazione territoriale per 2.400.000 e i programmi oggetto di finanziamento FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate) per 5.800.000.
Alla funzione obiettivo "Governo del territorio" è destinato il 3,58 percento delle risorse del bilancio, che consentono il finanziamento della tutela dai rischi naturali e la protezione civile, la gestione dei rifiuti e l'ambiente.
Per quanto riguarda gli interventi per la tutela del patrimonio forestale di cui alla legge n. 44/1989 sono previsti 8.500.000 (l'autorizzazione complessiva riconosciuta alla legge ammonta a 13.500.000 di cui 5 nella funzione del personale). Nell'ambito degli interventi di protezione civile e per la tutela dai rischi naturali, la principale legge di riferimento è la n. 5 del 2001 a cui sono assegnate risorse regionali per 5.260.000 (lo stanziamento complessivo assegnato alla legge ammonta a 10.260.000 di cui 5 nella funzione della finanza locale). Inoltre sono previsti 8.500.000 per la disponibilità del servizio di trasporto a mezzo elicottero di cui alla legge n. 35/1997. In materia di gestione di rifiuti, la legge n. 31/2007 è finanziata con 5.500.000, mentre le risorse a disposizione dell'Arpa di cui alla legge n. 41/1995 ammontano a 5.800.000.
Il finanziamento degli interventi previsti nella funzione obiettivo "Agricoltura" è pari al 2,37 percento del bilancio. Per le politiche di sviluppo rurale, previste dalla legge n. 32/2007 che al titolo III disciplina gli interventi in agricoltura, sono assegnati 20.670.000. Per quanto concerne la zootecnia, le leggi di riferimento sono la n. 21/ 2001, la n. 3/2002 e la n. 4/2012, che sono finanziate complessivamente per 9.530.000.
Le risorse previste per la funzione "Infrastrutture per mobilità e reti" rappresentano il 2,52 percento del bilancio. La gestione della viabilità assorbe quasi 12.000.000, mentre le spese previste per i servizi di trasporto pubblico di linea di cui alla legge n. 29/1997 ammontano a 14.300.000 (il valore complessivo assegnato alla legge ammonta a 23.800.000 di cui 9,5 nell'ambito a funzione "Finanza locale"). Per il finanziamento dei servizi aerei e per la gestione dell'aeroporto è autorizzata una spesa di 3.500.000.
La funzione obiettivo "Cultura e sport" rappresenta l'1,95 percento del bilancio. In essa trovano finanziamento gli interventi per i beni culturali per 11.500.000, fra cui gli interventi per la promozione culturale e scientifica di cui alla legge n. 89/1993 per 3.700.000 e il contributo al funzionamento dell'Associazione del Forte di Bard di cui alla legge n. 10/1996 per 2.700.000.
Per la valorizzazione del patrimonio culturale musicale sono stati stanziati 1.570.000 quale finanziamento della legge n. 8/1992.
Per quanto riguarda lo sport, sono destinati 2.270.000 agli interventi di cui alla legge n. 3/2004 e 800.000 per la realizzazione di infrastrutture sportive previste dalla legge n. 16/2007.
L'ammontare dello risorse assegnate alla funzione obiettivo "Politiche sociali" è pari all'1,93 percento del bilancio, determinato principalmente delle provvidenze economiche a favore di invalidi, ciechi e sordomuti previste della legge n. 11/1999 per 25.790.000. Tale dato non tiene conto del fatto che il Fondo politiche sociali è confluito nell'ambito della funzione "Finanza locale".
La funzione obiettivo "Istruzione primaria e secondaria" rappresenta l'1,43 percento del bilancio e contiene le spese per il funzionamento al netto delle spese per il personale. Le principali leggi di riferimento sono la legge n. 19/2000 per quanto riguarda il finanziamento delle istituzioni scolastiche regionali, che prevede risorse per 2.800.000 e la legge n. 55/1986 concernente il finanziamento delle scuole private spese per 4.100.000. Le risorse attribuite alla funzione obiettivo "Istruzione universitaria" rappresentano l'1,15 percento e sono principalmente destinate al finanziamento dell'Università della Valle d'Aosta, previsto dalla legge n. 25/2001 per 7.490.000, a quello della Fondazione Istituto musicale di cui alla legge n. 8/1992 per 1.570.000 e agli interventi regionali per favorire il diritto allo studio previsti dalla legge n. 30/1989 per 3.800.000; queste a grandi linee le percentuali sui vari settori.
Alla luce di quanto analizzato, siamo di fronte ad una manovra che sconta le conseguenze derivanti da una finanziaria dello Stato. Sui tagli quasi tutto è stato detto, personalmente penso che, analizzando lo scenario complessivo, possiamo ancora contare su un bilancio che, proprio perché redatto in un periodo di crisi, si rivela l'asse portante della progettualità politica in grado di produrre effetti in un contesto in costante evoluzione grazie ai robusti provvedimenti anticrisi, ma anche in grado di porre grande attenzione agli investimenti nei settori strategici, ricordo l'ospedale, l'università e gli impianti funiviari.
La manovra finanziaria regionale garantisce prospettive future con investimenti nei settori chiave dello sviluppo economico, nelle politiche del lavoro, rispetto alle quali assume rilevanza centrale proprio il piano triennale, ma offre anche certezza di risorse al comparto della finanza locale, anche se gli enti locali dovranno contribuire e avranno il trasferimento di competenze. Significativa, seppure in un periodo di crisi, è l'attenzione rivolta all'istruzione, alle politiche sociali, alla salute e alle politiche della persona. Sono questi gli assi sui quali continuare a puntare per dare respiro alle linee di intervento regionali e garantire, malgrado i ridimensionamenti e l'incertezza nella quale si è costretti ad operare, una prospettiva per il futuro dello sviluppo regionale. Tutto questo coincide, purtroppo, con un periodo di profonda antipolitica, che investe noi stessi e l'istituzione che rappresentiamo. Temo che la malattia sia grave e non risolvibile con logiche di espiazione fatte di continui ridimensionamenti dello status degli eletti, perché il pozzo è davvero senza fondo. In crisi è la democrazia rappresentativa, anche per questo mi permetto un'osservazione: il contrarsi delle risorse a disposizione della comunità implica un confronto vero e partecipato su come allocare le risorse e su dove devono operare le economie. Questo va fatto per definire una manovra forte e stringente di razionalizzazione e qualificazione della spesa pubblica incentrata su un processo di modernizzazione del sistema pubblico regionale, in grado di supportare una trasformazione complessiva degli enti pubblici e dei rapporti delle amministrazioni con i cittadini e le imprese. Un sistema pubblico regionale più moderno ed efficiente e meno costoso rappresenterebbe una leva essenziale, in grado di assicurare una forte riduzione delle spese soprattutto di funzionamento, salvaguardando le risorse per gli investimenti essenziali per lo sviluppo, fornire servizi di maggiore qualità alla collettività e contribuire al corretto equilibrio della finanza pubblica.
Oggi è in atto un cambiamento che impone anche per la Valle d'Aosta di trovare un modello efficace e valido per conciliare le nostre esigenze con la nostra logica federalista; questo è un cambiamento di sistema che comporta un riposizionamento strutturale della finanza regionale e il conseguente riorientamento delle politiche e delle azioni. La crisi che viviamo oggi non è solo economica e sociale, ma è anche sfiducia nelle istituzioni, quindi è urgente ricostituire una cultura dei valori. Bisogna avere la consapevolezza che si tratta anche di un cambiamento culturale, che coinvolge tutte le istituzioni e l'intera società e che richiede a tutte le componenti della società civile una partecipazione responsabile agli sforzi che la Valle d'Aosta sta affrontando per riprendere il sentiero della crescita. Per fare questo dobbiamo salvaguardare e rafforzare l'autonomia finanziaria della Valle d'Aosta, che richiede innanzitutto la rigorosa e decisa difesa dell'assetto statutario, contrastando con gli opportuni strumenti le manovre nazionali adottate in violazione alle prerogative statutarie. Non dobbiamo accettare passivamente le imposizioni del mondo della finanza, in nome di una pretesa efficienza mal definita. Decisioni che ormai caratterizzano la filosofia dei tecnici del "Governo Monti" con una logica decisionale accentratrice contraria a tutti i principi autonomisti e federalisti, su cui dovrebbe poggiare saldamente ogni azione di governo.
Concludendo la carrellata dedicata alle cifre e ai dati contenuti in bilancio, mi avvio rapidamente alla chiusura dell'intervento, sottolineando la centralità dei provvedimenti che stiamo per approvare. Inutile quindi ribadire che proprio in un periodo di congiuntura economica negativa quante siano le difficoltà e le incertezze che ci obbligano a continui aggiustamenti in corsa e ci indicano, come metodo, una programmazione di medio e lungo periodo come antidoto a questa maledetta crisi e al rischio che essa incida sul benessere dei valdostani e sul modello di cui la Valle d'Aosta si è dotata con efficacia negli anni. Grazie per l'attenzione.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Per i disegni di legge nn. 209, 210 e 211 ho predisposto una relazione che adesso vi viene distribuita e che ho articolato in due parti: una parte politica e una parte tecnica. Consentitemi perciò di iniziare da quella politica che reputo preliminare.
Nel redigere il bilancio di previsione triennale abbiamo dovuto tener conto di molti fattori: la situazione internazionale, la situazione europea, la situazione economica italiana, le manovre finanziarie, il patto di stabilità, il rating, la dinamica delle entrate e delle spese, eccetera. Tutte cose queste fondamentali per redigere un bilancio conforme alle leggi, valido e responsabile, che, grazie alla grande competenza e al lavoro degli uffici dell'Assessorato delle finanze, sotto il coordinamento del dottor Bieler, hanno avuto puntuale risposta, considerazione ed applicazione in garanzia nel documento a vostre mani. Colgo l'occasione perciò per ringraziare, attraverso il dottor Bieler, la dottoressa Borney, il dottor Nuvolari, tutti i dirigenti e i dipendenti dell'Assessorato, che con tanto impegno e fra mille difficoltà hanno lavorato alla stesura del documento di bilancio. Un ringraziamento particolare anche al collega Rosset, Presidente della II Commissione, e a tutte le commissioni per la collaborazione e la serietà del lavoro svolto.
Credo che tutti voi abbiate maturato sufficiente coscienza della situazione nazionale ed internazionale e dei numeri ragionieristici che compongono il documento di previsione. I contenuti e il profilo tecnico del bilancio sono spiegati nella relazione allegata, che dopo avrò modo di leggere.
Mi sono chiesto come amministratore e come valdostano quali siano le considerazioni che debba fare per essere utile a voi e alla collettività nell'esame del bilancio per valutare e pianificare il nostro futuro e su questa base ho cercato di fare alcune riflessioni prevalentemente politiche. Come abbiamo detto, la crisi dell'attuale sistema politico ed istituzionale del nostro Paese è un dato di fatto oggettivo ed indiscutibile ed è drammaticamente aggravata dalla congiuntura economico-finanziaria europea ed internazionale. Tuttavia, a differenza del passato, la crisi economica che colpisce l'occidente più sviluppato non ci autorizza ad illuderci che, galleggiando sul presente, sia possibile gettare un ponte sulla crisi proiettando tale e quale il passato sul futuro, come se nulla fosse e come se esistesse una sorta di continuum e non invece una radicale ed epocale discontinuità che è tipica della crisi. Se c'è un errore che le classi dirigenti di un Paese non possono permettersi, è quello di confondere un normale ciclo economico con una crisi storica. Questa consapevolezza si sta faticosamente affermando nel nostro Paese e anche nella nostra Regione.
Sono stato nominato Assessore al bilancio il 25 luglio di quest'anno, praticamente in corsa e mi sono trovato immediatamente a fare i conti con il decreto n. 95: la Spending review, la cui applicazione è l'oggetto n. 14 dell'ordine del giorno del Consiglio. Vi chiedo e mi chiedo: come è possibile amministrare una Regione con serenità ed opportuna programmazione se al 13 novembre 2012 siamo in aula a chiudere, sotto la pressione incessante dello Stato, la manovra di contenimento? Quale continuità amministrativa si può garantire applicando a sorpresa, senza intese, manovre fortemente coercitive sulla finanza regionale? Quali prospettive di programmazione adeguate per il 2013 si possono avere nell'incertezza della mancanza di un interlocutore politico fra lo Stato e le Regioni? Quali bilanci - ve ne ricordate, colleghi? - sono stati vissuti sotto questa spada di Damocle delle continue manovre finanziarie? Che io ricordi, nessuno! Perciò non avverto un senso di colpa, semmai sento un forte senso di responsabilità verso la nostra comunità per le scelte difficili che siamo chiamati a fare.
Sicuramente non è né mia, né vostra intenzione imporre sacrifici ai valdostani, né tagliare il 10 percento di contributo alle leggi di spesa e nemmeno ridurre il sostegno alla finanza locale, che reputo fondamentale per il nostro territorio. Dobbiamo essere però consapevoli che, per presentare l'adeguamento di bilancio oggi nei termini e nei modi richiesti dallo Stato, abbiamo dovuto rompere qualche schema, qualche abitudine, dovuto spingere qualche collega Assessore ad indicare "priorità delle priorità", vincolando delibere di impegno e provvedimenti dirigenziali, limitando le dinamiche di cassa come accade in questi giorni. Non ci dobbiamo sentire in colpa, semmai amareggiati nel fare il nostro dovere, quello per cui i cittadini ci nominano e si aspettano da una classe dirigente seria e, sebbene la situazione non ci piaccia, sta cambiando sotto i nostri occhi e dobbiamo prenderne atto, specialmente quando dobbiamo comunicare solo sacrifici.
Quello che non riusciamo ancora a percepire compiutamente come valdostani sono gli effetti perversi che il combinato disposto "crisi economica epocale e crisi politico-istituzionale nazionale" potrà produrre sul "sistema Valle d'Aosta" così come si è sviluppato e definito in oltre sessanta anni dal conseguimento della nostra autonomia.
Statuto speciale uguale identità valdostana. Nous considérons que notre Statut spécial d'autonomie représente une conquête fondamentale pour toute la communauté valdôtaine, une valeur suprême à laquelle nous ne saurions renoncer et que nous entendons bien défendre car il constitue la caution institutionnelle de notre particularisme linguistique et culturel, historique et persistant de notre condition intramontagnarde et frontalière.
Il nostro amore per la Petite Patrie non è mai stato disgiunto da quello nutrito per la più grande Patria: l'Italia, per la cui costruzione in epoche storiche diverse i nostri predecessori hanno combattuto, sofferto e si sono immolati sui campi di battaglia parlando patois, francese e italiano. Non intendiamo sottrarci ai sacrifici che il "Governo Monti" - e quelli che gli succederanno - ci chiederà per ridare credibilità, competitività ed equità all'insieme del nostro Paese, respingiamo tuttavia con forza i tentativi in atto di potenti lobby mediatico-finanziarie, che trovano udienza anche in alcuni ambienti governativi, di fare di ogni erba un fascio su vicende assolutamente incresciose e da stroncare esemplarmente, che attengono al corretto funzionamento di determinati Comuni, Province e Regioni. Fare pulizia non vuol dire buttare via il bambino con l'acqua sporca, così come ipotizzare astratti parametri nazionali per prestazioni e/o servizi prescindendo dalla geografia dei territori e dalle modalità di insediamento non significa aderire efficacemente ed equamente a realtà assai differenti che si presentano nel nostro stivale: dal Monte Bianco al Capo Lilibeo. Se l'obiettivo del "Governo Monti" è quello di "stanare" e di annullare tutti i privilegi di caste, lobby e corporazioni al fine di imprimere efficienza, economicità e decoro alle pubbliche amministrazioni e al "sistema Italia", avrà il nostro plauso e il nostro contributo fattivo; se invece efficienza ed economicità si riveleranno sbrigativi pretesti per soffocare il sistema delle autonomie locali e segnatamente di quelle speciali, la nostra risposta sarà: "resistere, resistere, resistere!". Difenderemo in ogni sede giurisdizionale nazionale ed internazionale il nostro buon diritto ad esistere come Regione di speciale autonomia della Repubblica italiana così come sancito dalla Carta costituzionale. Spontaneamente sorge a questo punto una questione etico-morale e politica: è giusto questo? come devono comportarsi i cittadini, le minoranze, gli amministratori, le Regioni come la Valle d'Aosta quando coloro che governano rispettano fondamentalmente la Costituzione e le leggi vigenti portando avanti i loro scopi, ma ignorano le esigenze e i diritti di quelle rappresentanze? In tutti gli ordinamenti democratici è riconosciuto il diritto a resistere o, meglio, a difendere le proprie prerogative, il proprio modello di vita, i propri costumi, in sostanza il proprio diritto sancito costituzionalmente all'autodeterminazione. Dal mio punto di vista, quindi, affermo che la "resistenza civile" è la strada giusta da intraprendere in risposta alla persistenza delle imposizioni centralistiche del "Governo Monti".
La discussione sul bilancio 2013 non può prescindere dall'affermazione che il documento di bilancio pluriennale 2013-2015 è presentato senza alcun principio di intesa fra la Valle d'Aosta e lo Stato italiano e quindi è caratterizzato da una forte volontà centralista di politica economica dello Stato, con la chiara volontà di interferire per svariati fini sulla gestione dell'amministrazione delle Regioni a statuto speciale. Mai come in questo momento il ruolo dell'Assessorato delle finanze diventa centrale rispetto al passato, nella necessità di far quadrare il bilancio e di far rispettare agli assessorati e ai dipartimenti le indicazioni finanziarie imposte dalle manovre. Un bilancio pluriennale condizionato dallo Stato e dalla sua politica di emergenza nazionale, che trasferisce il peso della "crisi" sulla Regione, sui Comuni e, in ultima analisi, sui cittadini. Un bilancio di transizione, che passa da una visione di "federalismo fiscale" a cui la nostra Regione aveva aderito e contribuito fra le prime, ad un'inversione di rotta verso un centralismo totalitario che mette in discussione anche i fondamenti del titolo V della Costituzione.
Con queste premesse e sotto il peso di diverse manovre e di una Spending review legata a valori e parametri non accettabili, tipo i consumi intermedi, con i vincoli di un patto di stabilità su cui non vi è intesa, abbiamo dovuto redigere il bilancio di previsione 2013-2015. Lo abbiamo fatto con responsabilità, non aumentando le tasse, cercando di dare continuità ove possibile alle politiche amministrative sin qui sviluppate, ma anche con equilibrio e programmazione, cercando di dare risposte e supporto ad imprese e famiglie in tempi di grande difficoltà, e cito la riconferma delle misure anticrisi, ma anche con la convinzione della necessità di razionalizzare la struttura dell'amministrazione pubblica della Valle d'Aosta, come ben evidenziato dal collega Rosset, tagliando eventuali sprechi, sburocratizzando e migliorando le leggi di spesa per aumentarne l'efficienza, analizzando la spesa nel dettaglio e gettando i presupposti di ottimizzazione dei centri di costo. Occorrerà aprire anche ragionamenti ad ampio raggio sulle società partecipate dalla Regione, analizzando costi e benefici e traendone le adeguate conseguenze. Tutto questo però non dimenticando mai il ruolo sociale della Regione, i servizi fondamentali alla persona e i diritti dei giovani e non al lavoro. "Resistere" perciò non come un elemento di debolezza, ma come presidio della difesa dei valori dell'autonomia, resistere per evidenziare un allarmante bilancio previsionale che dovrebbe far riflettere le forze politiche regionali e, anziché dividerle, creare occasioni di coesione intorno al concetto della difesa della nostra autonomia. Un bilancio che diverrà opportunità per ridefinire il modello di vita e di regole politiche ed amministrative della Valle d'Aosta alla luce dei cambiamenti epocali in corso.
Guardando avanti, e non cedendo al pessimismo, lo sforzo che noi tutti dobbiamo fare è mettere in moto l'orgoglio valdostano, l'ambizione del "fare" e puntare sulle nostre naturali vocazioni (turismo, agricoltura, energia, eccetera), parlando anche di un possibile demanio regionale delle acque - le concessioni scadranno nel 2029, aprendo alle gare europee: le vinceremo? - per garantire e far crescere il nostro prodotto interno lordo. Mi sento perciò di affermare che il nostro bilancio contiene risorse ancora valide ad alimentare il motore dello sviluppo economico e sociale della nostra collettività. Questa potenzialità è confermata dalla valutazione dell'Agenzia Fitch Ratings, che conferma, a settembre 2012, alla Regione Valle d'Aosta il rating "AA-", risultato ottimo e decisamente superiore a quello nazionale. Il rating riflette le attese di Fitch di solidi risultati operativi della Regione, seppur tendenzialmente in riduzione a motivo del contributo della Valle d'Aosta al risanamento del bilancio nazionale. Ci viene riconosciuta una gestione del debito prudente e capace, una liquidità solida sostenuta da un elevato tasso di adempimento fiscale dei contribuenti valdostani: questo per merito loro e a differenza di tante altre regioni dove esistono molti evasori fiscali. Con una previsione di Fitch - che coincide con la nostra fra l'altro - di una crescita del PIL a partire dal 2014, che consoliderebbe la nostra posizione sopra la media nazionale della ricchezza pro capite. È fondamentale la responsabilizzazione della classe politica valdostana a tutti i livelli, che deve, attraverso l'esempio, la serietà e l'impegno, dare prova di essere credibile, riducendo se è il caso il numero dei Consiglieri regionali e modificando la legge elettorale per progettare un futuro possibile nella condivisione del cambiamento e delle difficoltà.
A Desenzano del Garda il 7 aprile 1947, con la Dichiarazione di Desenzano, gli Autonomisti friulani, tirolesi, valdostani e trentini fanno sapere all'opinione pubblica e al ceto politico dello Stato che essi "per riaffermare i diritti delle rispettive Regioni alle autonomie quali sgorgano dalla volontà delle rispettive genti e dalla loro storia e per difendere tali diritti dal risorgere del centralismo romano manifestatosi contro i principi autonomistici", affermano che respingeranno "con tutti i mezzi qualsiasi tentativo di ritorno al passato" contro la volontà delle Regioni: un'affermazione più che mai attuale. Così come il terzo punto dell'ordine del giorno, che prevedeva "l'esame della possibilità di federare i vari movimenti autonomistici in modo da costituire un fronte unico". Riflettiamo sulle azioni del passato e occupiamoci seriamente del presente, vi è molto lavoro politico-amministrativo da fare. Occorre ribadire che il Comune, la Regione, lo Stato sono dei centri concentrici che liberamente devono espandersi uno dentro all'altro e non soffocarsi a vicenda.
La scelta del "Governo Monti" di utilizzare la politica finanziaria a diversi fini per comprimere con patti di stabilità sempre più stretti le amministrazioni regionali e comunali, richiamando funzioni amministrative allo Stato centrale (vedi turismo ed energia) non va in questa direzione ed intacca in modo pericoloso il principio di sussidiarietà: ecco perché questo è un bilancio di transizione con tutti i limiti del termine anche poco elegante. Anche nel confronto amministrativo, che non qualifica e non permette di declinare il progetto che vorremmo per il futuro della Regione, un progetto oggi vincolato da un centralismo dilagante e non rispettoso delle autonomie. Un bilancio però che può e deve politicamente servire a sostenere il principio del "resistere" al centralismo del "Governo Monti" e a perseguire una coesione fra le forze politiche di questa Regione, che, anziché dividersi già da ora a scopi elettorali, utili solo ad interessi di parte, lavorino insieme, forze politiche autonomiste e non, per reagire - qui richiamo anche Obama dicendo together (tutti insieme) - per afferrare il nostro futuro insieme, perché non siamo divisi come suggerisce la nostra politica, ed insieme dobbiamo difendere l'identità valdostana, lo Statuto speciale di autonomia e gli interessi legittimi dei valdostani e della Valle d'Aosta.
Concludendo la parte politica, mi accingo alla parte tecnica. La previsione delle entrate della Regione al netto delle partite di giro è pari a 1.420.000.000 di euro per il 2013 e si riduce nel corso del triennio a 1.360.000.000 per il 2015.
L'andamento decrescente nel triennio è la conseguenza dei vincoli imposti dalle diverse manovre statali sulla spesa, che ampliano i loro effetti nel triennio e si riflette, nella parte entrata del bilancio, nella riduzione dell'indebitamento previsto.
L'indebitamento per il 2012 era infatti previsto in 87.500.000 di euro, il bilancio in oggetto presenta per il 2013 una previsione di entrate derivanti da mutui e prestiti di 64.700.000 di euro, 32.400.000 nel 2014 e 30.600.000 nel 2015. Il calo della previsione di indebitamento è coerente con il principio costituzionale dell'equilibrio di bilancio, sebbene il suo contenuto non è ancora declinato in una specie di norma attuativa. La riduzione dell'indebitamento spiega la metà della riduzione delle risorse disponibili del 2013. La dinamica delle entrate nel triennio è interamente spiegata dal combinarsi di questo effetto con il termine del periodo di programmazione 2007-2013 dei fondi comunitari. Queste circostanze dimostrano come l'andamento del sistema economico valdostano, che traspare dalla previsione delle entrate tributarie abbia retto alla crisi di questi anni meglio del previsto. Il merito di questa dinamica è di tutti gli operatori economici, ma è indiscutibile l'efficacia degli strumenti anticrisi, come riconosciuto unanimemente dagli interlocutori intervenuti nell'ambito della concertazione, che ha portato le forze di maggioranza a prorogare il pacchetto anticrisi per il quarto anno consecutivo. Il rinnovo delle misure anticrisi è il primo elemento caratterizzante del disegno di legge finanziario e del bilancio di previsione 2013-2015. Il pacchetto anticrisi è stato riproposto nel 2013, ancorché le singole misure siano state graduate in modo differente. Nello specifico, dal 2013 la sospensione dei mutui agisce per una delle due rate, anche per i mutui concessi alle famiglie, che si allineano a quanto previsto nel 2012 per il sistema delle imprese.
Dal 1° gennaio 2013 torneranno in vigore le agevolazioni IRAP disposte da norme regionali che erano state assorbite dall'agevolazione generalizzata anticrisi concessa negli ultimi anni e che termina la sua operatività il 31 dicembre 2012. Alle agevolazioni già operanti - quelle per le imprese virtuose o per le cooperative sociali - si aggiungeranno due nuove agevolazioni, sempre sotto la forma di una riduzione di imposta. La prima interessa le nuove imprese che inizieranno ad operare sul territorio regionale dal 1° gennaio 2013 e prevede una riduzione dell'aliquota da applicare per i primi quattro anni di imposta. La seconda, che ha il fine di incentivare l'occupazione, è dedicata agli operatori economici che effettueranno assunzioni di lavoratori a tempo indeterminato. Il sostegno dell'occupazione è il secondo elemento caratterizzante la manovra finanziaria regionale.
Illustrerò la parte prima del bilancio riferita alle spese per le attività della Regione per funzione obiettivo.
La funzione obiettivo 1 "Funzionamento degli organi istituzionali" ha uno stanziamento di 17.500.000 di euro in aumento di 1.170.000 rispetto al 2012. L'aumento è motivato in parte dall'aumento del trasferimento al Consiglio regionale per la coincidenza del termine della legislatura, in parte dalle spese per le consultazioni elettorali e referendarie, in crescita rispetto al 2012 per far fronte alle elezioni regionali e all'elezione del Comune di Gaby. Queste motivazioni spiegano anche l'andamento della funzione obiettivo nel triennio, dove gli importi del 2014-2015 rientrano su livelli inferiori al 2012.
La funzione obiettivo 2 "Personale" è suddivisa in tre aree omogenee: il personale regionale, il personale direttivo e docente delle scuole e il personale per interventi di settore.
L'articolo 7, "Disposizioni in materia di personale regionale", della legge finanziaria per gli anni 2013-2015, oltre a specificarne le autorizzazioni normative, quantifica la dotazione organica della struttura regionale in 2.865 unità di personale, suddivise in: Giunta regionale 2.070; istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione 396; Corpo forestale della Valle d'Aosta 167; Corpo valdostano dei vigili del fuoco (personale professionista) 232.
La previsione di 129.700.000 dell'area omogenea 1 "Personale regionale", in riduzione di 2.900.000 rispetto al 2012, fa riferimento agli oneri relativi al personale dell'Amministrazione regionale, suddiviso negli organici della Giunta regionale, delle istituzioni scolastiche ed educative dipendenti dalla Regione, del Corpo forestale della Valle d'Aosta e del Corpo valdostano dei vigili del fuoco. Lo scostamento in diminuzione della spesa 2013 risponde all'applicazione di criteri di contenimento della spesa regionale in riferimento a quanto disposto dall'articolo 9 del decreto legge n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, e alle disponibilità finanziarie globali nonché ai seguenti indirizzi programmatici: applicazione dell'articolo 9, comma 17, del decreto legge n. 78/2010 che prevede il blocco dei rinnovi contrattuali; contenimento della spesa entro i limiti di stanziamento previsti nel bilancio triennale 2012-2014 con riferimento all'annualità 2013; riduzione dello stanziamento del Fondo unico aziendale e di quello relativo alla retribuzione di risultato del personale della qualifica unica dirigenziale, nonché dei relativi oneri di legge, al fine di dare applicazione all'articolo 9, comma 4, del disegno di legge n. 78/2010, che prevede il contenimento della spesa contrattuale del biennio 2008-2009 entro il limite del 3,2 percento; riduzione dello stanziamento riferito al personale a tempo determinato e dei relativi oneri di legge nell'ottica del contenimento e mantenimento della spesa già prevista per il 2013 nel bilancio pluriennale 2012-2014. Per quanto riguarda la dinamica triennale di questo stanziamento, le previsioni di spesa evidenziano il mantenimento dei livelli registrati nel 2013 anche per il 2014, in considerazione dei vincoli di contenimento della spesa, ed un'ulteriore riduzione per il 2015 per effetto della riduzione del turnover, previsto dalla norma inserita nel disegno di legge della finanziaria regionale.
L'area omogenea 2 "Personale direttivo e docente delle scuole" ha una previsione di 118.000.000 di euro in aumento di 787.000 euro rispetto al 2012 per l'aumento del costo dei premi di assicurazione INAIL, a seguito del passaggio dal premio speciale unitario al premio assicurativo ordinario del personale docente.
L'area omogenea 3 "Personale per interventi di settore" ha uno stanziamento di 8.581.000 euro in diminuzione di 350.000 euro rispetto al 2012, parzialmente recuperati nel 2014. La leggera diminuzione è registrata in parte nel settore delle risorse naturali e in parte nel settore dei lavori pubblici per effetto di alcuni pensionamenti. L'unità previsionale di base n. 10 raccoglie i fondi per il pagamento delle retribuzioni e degli oneri previdenziali e assistenziali per gli interventi in amministrazione diretta, relativamente all'impiego di circa 81 operai idraulico-forestali, operanti con alcuni nuclei sul territorio regionale e di 90 impiegati forestali per lo svolgimento delle attività tecnico-amministrative per la gestione esternalizzata dei cantieri nel settore della forestazione. L'unità previsionale di base n. 11 stanzia i fondi per il pagamento delle retribuzioni e degli oneri connessi ai 41 impiegati e operai addetti al funzionamento dei campi sperimentali e dei laboratori di analisi, nonché per attività tecnico-amministrative di competenza del Dipartimento dell'agricoltura. L'unità previsionale di base n. 12 prevede gli oneri complessivi dei nove operai della struttura "Opere stradali" dell'Assessorato delle opere pubbliche.
La funzione obiettivo 3 "Servizi generali" è composta da quattro aree omogenee. Lo stanziamento complessivo nel 2013 è in diminuzione di 9.000.000 di euro rispetto alle previsioni del 2012, anche nel triennio la funzione obiettivo presenta un calo. L'area omogenea relativa agli oneri per servizi e spese generali ha uno stanziamento di 17.600.000 per il 2013 destinati in maggior parte all'UPB Servizi e spese generali, che presenta uno stanziamento di 14.300.000 di euro. Fra le spese di funzionamento si evidenzia il servizio di pulizia uffici, le forniture idriche ed elettriche, la fonia e la trasmissione dati, le spese postali, le spese per il centro stampa, la manutenzione di arredi e attrezzature varie, l'acquisto della cancelleria, gli abbonamenti a riviste e giornali, le spese per il noleggio di automezzi di servizio. La riduzione ha inciso in particolare sull'acquisto di mobili e arredi, automezzi e sulla manutenzione stabili adibiti ad uffici, resa possibile sia per la decisione di bloccare l'acquisto di qualsiasi automezzo, sia per il completamento nel 2012 di una fase importante di riorganizzazione logistica della Regione, che ha visto lo spostamento di diversi dipartimenti in nuove sedi: questo spiega anche perché la riduzione sia contabilmente più sensibile sulla componente investimento. È utile sottolineare che anche tutte le UPB di spesa corrente che compongono quest'area sono state ridotte: mi riferisco all'UPB 11, Comitati e commissioni; all'UPB 12, Congressi, convegni e manifestazioni; all'UPB 13, Consulenze, studi e collaborazioni tecniche, quest'ultima presenta una riduzione di 520.000 euro e, come si può notare, lo stanziamento disponibile per nuovi incarichi di consulenza è limitato a circa 500.000 euro.
Anche l'area omogenea 2 "Oneri fiscali, legali, assicurativi e contrattuali" presenta una riduzione rispetto al 2012 di circa 1.400.000 di euro. Nel triennio presenta un lieve aumento per la stima di adeguamento dei canoni assicurativi.
L'area omogenea 3 "Sistema informativo regionale" ha una riduzione di 3.400.000 di euro rispetto alla previsione per il 2012. L'importo previsto di spesa corrente garantisce i livelli di servizio nella gestione del sistema informatico regionale. L'importo per gli investimenti permetterà di realizzare interventi a supporto del funzionamento delle infrastrutture e dei sistemi esistenti, in coerenza con quanto indicato nel piano triennale 2010-2013.
L'area omogenea 4 "Interventi sul patrimonio immobiliare della Regione" ha uno stanziamento di 5.800.000, in diminuzione di 1.700.000 rispetto al 2012, concentrato nell'UPB 20 Investimenti, per la decisione di non procedere con l'acquisizione di nuovi immobili. Lo stanziamento è destinato alla sistemazione, manutenzione straordinaria ed installazione di impianti negli immobili di proprietà regionale. Gli importi stanziati ad investimento permettono il completamento dei procedimenti di acquisizione di beni tramite procedura espropriativa in corso e spiega l'ulteriore diminuzione nel triennio.
Alla funzione obiettivo 4 "Finanza locale" sono destinati nel 2013 234.800.000 di euro; questi dati sono riepilogati nell'articolo 8 della legge finanziaria. L'importo corrisponde agli stanziamenti iscritti nelle prime tre aree omogenee, che rientrano nella disciplina di cui all'articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 48/1995: "Interventi regionali in materia di finanza locale", ovvero sono finanziate con il 95 percento dei 9/10 dell'IRPEF accertata nel 2011. La finanza locale partecipa al contenimento generale cui è sottoposta la finanza pubblica regionale, facendosi carico dell'onere delle iniziative di politica sociale previste nell'ambito dell'area omogenea "Fondo per le politiche sociali"; tale onere è valutabile in circa 18.000.000 (7,66 percento). L'importo di 234.800.000 è destinato per il 40,53 percento ai trasferimenti finanziari senza vincolo di destinazione, pari ad euro 95.200.000; per il 4,8 percento agli interventi per i programmi di investimento, pari a 11.400.000, e per il 54,6 percento ai trasferimenti con vincolo settoriale di destinazione, pari a 128.000.000. I trasferimenti finanziari senza vincolo di destinazione sono attribuiti per 91.400.000 ai Comuni e per 3.750.000 alle Comunità montane. Tale trasferimento è complessivamente in diminuzione di 14.670.000, di cui 12.700.000 a carico dei Comuni e 2.000.000 a carico delle Comunità montane. L'andamento nel triennio è in leggero calo per effetto della diminuzione delle previsioni di gettito IRPEF, motivata dall'esclusione dal reddito di immobili dalla base imponibile per le persone fisiche conseguente al loro assoggettamento all'IMU.
Funzione obiettivo 5 "Istruzione primaria e secondaria". L'area omogenea 1 "Trasferimenti alle istituzioni scolastiche dipendenti dalla Regione" ha uno stanziamento di 3.200.000 di euro, in diminuzione di 777.000 euro rispetto al 2012, concentrate nei trasferimenti finalizzati agli investimenti.
Io non posso sintetizzare questi sono dati. Posso dire una cosa: lascerei proseguire nella lettura, anche perché il lavoro fatto è in risposta a chi sostiene che il bilancio non è stato approfondito e non è stato fatto un ragionamento nel dettaglio. Si è fatto un ragionamento addirittura per centri di costo, analizzando con grande attenzione le spese e le entrate di questa Regione...
Donzel (fuori microfono) - ...ti garantiamo il numero legale alla tua relazione...
Presidente - ...non interrompete mentre sta parlando, collega Donzel scusi...
La Torre (FA) - ...non ho la pretesa di interessare nessuno, ma neanche di annoiare; ritengo che però in effetti il fatto che sia nelle vostre mani vi possa permettere di leggere ed approfondire.
Va bene, vado alle conclusioni. Le conclusioni sono molto semplici: sono quelle che dicevo prima. Credo che la mia introduzione politica abbia chiarito sotto quale momento delicato politico-finanziario abbiamo dovuto redigere il bilancio, questo però non ci ha sottratto ad un senso di responsabilità nell'andare ad analizzare nel particolare tutte le voci del bilancio, proprio perché siamo rispettosi di ognuno di questi capitoli, che poi si trasformano in aspettative dei cittadini. Nulla è stato trascurato, ma sotto l'egida di un momento politico-finanziario particolare, in questo senso ho voluto fornirvi un dettaglio molto preciso dello svolgimento del bilancio in tutte le sue sfaccettature. Credo di aver fatto un lavoro che possa essere utile per voi per il prosieguo dei lavori che ci saranno domani, per aiutarvi negli interventi, e sono convinto che la lettura possa essere utile, ma, essendo il documento a vostre mani, lo stesso vi fornisce tutti i dati necessari per un lavoro compiuto e con una perfetta conoscenza di tutti i dati in tutti gli ambiti delle diverse aree omogenee. La mia introduzione politica credo sia stata significativamente interessante per le cose che ho detto, avremo modo di dibattere da domani, con gli interventi numerosi che ci saranno, la situazione e sarò lieto di prendere atto delle cose che direte e di rispondervi. Grazie.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Merci Président.
Comme le rappelle la loi n° 6, j'ai présenté trois relations. La première relation concerne les activités de développement, coopération et solidarité internationale; la deuxième est liée au "Rapporto sulla partecipazione degli enti locali sui processi decisionali dell'Amministrazione regionale"; la troisième c'est le développement des pactes de sviluppo e benessere sociale.
Merci Président. Je demanderais si gentiment on veut distribuer les trois copies, à ce point les options sont de donner une aperçue des trois relations, ou bien de les lire. Il s'agit de relations très techniques pour ce qui est de la partie sanitaire et de la question du rapport des communautés locales. Pour ce qui est du développement là aussi il y a un peu le sens des interventions. Etant donné la possibilité pour les collègues de les examiner tranquillement, s'il n'y ait pas une requête particulière, je les donne pour lues et, s'il y a des interventions spécifiques, on les fera demain quand on introduira les différents rapports. Je souligne que ce sont les rapports que le collègue Rigo demandait chaque fois et que finalement, même si à la dernière minute, ont été présentés pour avoir une aperçue de ce qui s'est passé dans ces différents domaines. En remerciant encore les collègues pour l'attention, je donne pour lues les trois relations.
Presidente - Come convenuto in Conferenza dei Capigruppo, dichiaro chiusi i lavori di questa giornata. I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9,00.
La seduta è tolta.
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La seduta termina alle ore 19,40.
