Objet du Conseil n. 2672 du 13 novembre 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2672/XIII - Interpellanza: "Comunicazione interna agli uffici dell'Amministrazione regionale in merito alle modalità di non applicazione della riduzione dei contributi di cui alla DGR n. 1952/2012".
Interpellanza
Il 24 ottobre scorso, la Segreteria della Giunta regionale ha diramato, in accordo con il Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio, una comunicazione interna in merito alla DGR n. 1952/2012 recante indirizzi per la concessione di contributi espressi in percentuale dalle leggi regionali;
Con la comunicazione in questione si chiede che gli atti amministrativi di concessione (deliberazioni della Giunta e provvedimenti dirigenziali) contengano nelle loro premesse, oltre al richiamo alla suddetta deliberazione, una precisa motivazione "nel caso in cui non si applichi la riduzione sulla percentuale massima o fissa (......)";
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) quali siano i casi in cui non si applica la riduzione sulla percentuale massima o fissa;
2) se sussistano margini di discrezionalità nella determinazione, da parte dei vari Assessorati o Servizi, dell'applicazione di tale riduzione;
3) in base a quali criteri si intende conclusa l'istruttoria in corso, nei casi in cui sia decorso senza pronuncia da parte dell'Amministrazione il termine previsto per la conclusione del procedimento senza che siano intervenuti fenomeni di sospensione o interruzione dei termini e senza che sia stato emanato un formale atto amministrativo;
4) se si intendono prevedere eventuali meccanismi di rateizzazione dei contributi oggetto di procedure in corso, alla data di entrata in vigore dei criteri di cui alla deliberazione n. 1952/2012.
F.to: Louvin - Bertin - Cerise - Chatrian - Patrizia Morelli
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.
Abbiamo già avuto modo di interloquire con l'Assessore La Torre su questa vicenda pochi giorni fa in commissione e ci torniamo avendogli dato, spero, il tempo di poter esaminare più dettagliatamente la vicenda, come si era impegnato a fare. Stiamo parlando della questione, che ha creato non poca preoccupazione in molte famiglie ed imprese, legata alla decisione del taglio generalizzato dei contributi di varia tipologia che è stato deciso dalla Giunta ad inizio ottobre in relazione alle necessità di contenimento della spesa, in applicazione di quelli che saranno i provvedimenti legislativi che andremo ad adottare fra poco. In via di anticipazione l'Assessorato delle finanze ha impostato una politica di tosatura generale dei contributi applicando la percentuale di riduzione del 10 percento.
Siamo molto perplessi di fronte alle modalità con le quali si è intervenuti. Sappiamo che è un ambito molto esteso, l'Assessore ne ha dato il perimetro qualche giorno fa in commissione parlando di 120 leggi di finanziamento di diverso tipo e d'altra parte tutti questi provvedimenti fanno riferimento all'articolo 72 della legge n. 30, che regola la nostra contabilità, per cui si parla di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, attribuzioni di vantaggi economici di qualunque genere a persone, associazioni, enti pubblici e privati, eccetera. È un ambito vastissimo, che comprende sia interventi strutturali a favore di enti - parliamo di enti pubblici e anche degli stessi Comuni, parliamo di enti come fondazioni che vivono di questo finanziamento -, ma anche contributi ad attività economiche e produttive, contributi di gestione, di sostegno alle famiglie per problematiche sanitarie e quant'altro.
Assessore, qui c'è un problema di fondo sul quale andremo a discutere nel corso di questa sessione di bilancio: è giusto o non è giusto dare un'impostazione così lineare? Io le ho tradotto visivamente questa sua politica con il taglio a scodella che facevano le nostre mamme una volta, per cui i capelli venivano tagliati con dei risultati discutibili dal punto di vista estetico e con un'equalizzazione molto brutale. Ma qui la sua scodella, Assessore, ci pare operare in modo più complesso, perché ci siamo interrogati anche sugli effetti di questi tagli, il 10 percento in meno su un contributo del 90 percento lo porta all'80 percento, 10 percento in meno, secondo la modalità che è stata impostata dall'Assessorato, di un contributo del 20 percento porta al suo dimezzamento, se poi il contributo è del 10 percento, viene addirittura annullato.
Capisce, Assessore, che abbiamo degli effetti un po' perversi di questa politica e mi permetto in particolare di attirare la sua attenzione sul fatto che da parte della Segreteria di Giunta sono stati dati indirizzi che dovevano essere di chiarimento al modo in cui procedere, nei quali si richiama la delibera generale della Giunta e si chiede una precisa motivazione ad ogni servizio nel caso in cui non si applichi la riduzione sulla percentuale massima o fissa. Questo ha fatto sorgere il dubbio - e crediamo di non essere gli unici ad averlo avuto - anche da parte degli stessi uffici che ci si trovi di fronte a delle procedure non omogenee, cioè che ci siano delle vicende nelle quali questa riduzione è applicata ed altre no.
È quindi un problema di discrezionalità, se c'è o non c'è, ma ci sono anche altri due problemi che ci sembrano importanti e li abbiamo precisati nell'interpellanza, a cui avrà la cortesia di dare qualche chiarimento: il primo riguarda la problematica dei contributi in itinere, quelli che sono partiti già con procedure avviate sei mesi, o un anno prima. Ci sono degli impianti da realizzare o strutture da creare, si fanno progetti, si individuano le ditte e si fanno realizzare, il contributo poi arriva a valle di tutto questo. Lei sa bene, Assessore, che c'è stata per anni una situazione consolidata per la quale chi presentava la domanda sapeva a cosa sarebbe andato incontro, quanto avrebbe potuto aspettarsi. La sorpresa ad ottobre non è stata poca, mentre si sapeva già forse negli uffici finanziari dal mese di marzo, aprile o maggio, comunque sia dal mese di giugno quando la Spending review è diventata una realtà, che si sarebbe dovuto tirare il freno su questa problematica. Allora si è arrivati al mese di ottobre a scoprire che c'era questo abbattimento, che in qualche caso è stato molto significativo e con dei contraccolpi molto netti. Ecco, come si interpreta la questione dell'istruttoria in corso? Se per esempio l'ufficio non ha dato risposte nei termini prescritti entro il termine per la conclusione del procedimento come stabilito dalla legge, si considera che il procedimento sia concluso e quindi sia stabilizzato questo diritto qualora vengano poi presentate le fatture, oppure no? Vi è poi eventualmente all'orizzonte un'idea di rateizzazione, di dilazione nei pagamenti di questi contributi, che possa far sì che chi non ha ancora avviato una pratica sappia che non la potrà avere, ma chi invece sulla fondata aspettativa di ricevere questa sovvenzione l'ha realizzata...la possa ricevere nella misura piena, magari in parte quest'anno e in parte l'anno prossimo?
Sappiamo tutti della gravità delle vicende della finanza pubblica, ma in questo momento abbiamo di fronte famiglie ed imprese in una certa difficoltà. Se ci sono contributi sui quali si può anche non fare affidamento, sui quali si può avere anche la mano più pesante di quanto ha avuto la Giunta, ce ne sono altri che vanno distinti, che sono essenziali sia per far girare l'economia che per far quadrare anche bilanci aziendali o familiari in questa situazione. La ringraziamo quindi di dedicare, come ha fatto in commissione, il tempo necessario affinché sia chiaro non solo a noi, ma anche a chi ci segue dall'esterno cosa sta succedendo in questo campo e se c'è un ripensamento rispetto alla logica del taglio lineare che è stata impostata. Grazie.
Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
L'interpellanza, come ha detto bene il collega Louvin, fa seguito ad un confronto avvenuto già in commissione, evidentemente un confronto che è utile per dare quelle risposte che lei nell'iniziativa chiede in modo preciso. Non sono sorpreso della sua perplessità, non vorrei che la sua perplessità fosse un modo per evidenziare posizioni diverse, perché non credo che nessuno qui abbia il piacere di andare a ridurre i contributi alla nostra collettività. Lo ha detto bene lei: esiste una situazione della finanza nazionale e locale che non può che prendere atto che, a fronte di meno risorse, ci devono essere anche meno contributi.
Se n'è parlato in commissione, le leggi di spesa sono 120, sono numerose, per cui l'intervento della Giunta ad ottobre è di contenimento, finalizzato a far sì che il sistema di contributi non abbia il sopravvento sulla dinamica e sul funzionamento della gestione finanziaria della Regione. In questo senso, specificando che la sua perplessità non deve essere una barriera per distinguere i buoni dai cattivi, rispondo volentieri alle sue domande.
Nella prima domanda si fa riferimento ai casi in cui non si applica la riduzione massima o fissa. Le dico subito che i casi di non applicazione si limitano ai contributi rendicontati e quindi cofinanziati nell'ambito dei progetti comunitari, questo è evidente, perché se andassimo ad applicare tale riduzione, è evidente che, nel momento stesso in cui andassimo a rendicontare di meno, avremmo anche un minor riconoscimento da parte degli enti cofinanziatori; quindi non si applica negli ambiti dei progetti comunitari. Non si applica neppure per i contributi agli enti locali per il sostegno delle iniziative di protezione civile, ai sensi della legge n. 5/2001, che prevedono finanziamenti al 90 percento. La deroga è intervenuta nella considerazione che questi fondi non rientrano nei vincoli statali del patto di stabilità, il cui rispetto era alla base del ragionamento che ha portato la Giunta ad adottare la delibera in parola. Questi sono gli unici casi in cui non si applica in modo dichiarato la riduzione del 10 percento.
Lei chiede: "se sussistano margini di discrezionalità...", non esistono margini di discrezionalità, ci mancherebbe altro! Tutte le strutture, come lei ha evidenziato nel fatto che c'è anche un monitoraggio da parte nostra, sono state richiamate ad applicare in maniera precisa questi atti e di specificarne l'applicazione, quindi non esiste né una volontà, né un'area grigia di discrezionalità.
Lei chiede anche: "in base a quali criteri si intende conclusa l'istruttoria in corso...", che mi sembra essere la domanda centrale. Il punto n. 3 del deliberato circoscrive l'ambito di applicazione degli indirizzi e dice che i predetti indirizzi si applicano "anche alle istruttorie in corso, non ancora concluse con il provvedimento di concessione della sovvenzione economica comunque denominata, alla data di pubblicazione sul sito internet della Regione della presente deliberazione", quindi - penso di aver capito bene la domanda - l'istruttoria si considera in ogni caso in corso se il provvedimento di concessione della sovvenzione non è stato ancora adottato alla data della delibera di Giunta. Il momento della presentazione della domanda non sancisce il diritto al contributo, ma è il momento della concessione ed è a questo punto che si applica il 10 percento. La presentazione della domanda non dà diritto al contributo, anche perché le leggi stesse prevedono che i contributi possano essere erogati nella misura massima di...nel passato noi abbiamo sempre erogato nel passato il massimo e questa è un'abitudine di cui siamo fieri, questo però oggi non è più possibile, le leggi prevedono queste possibilità di contributo comunque fino a capienza di quello che è l'aspetto finanziario...il fatto di presentare la domanda quindi non dà il titolo per ottenere il contributo.
Quarta domanda: "se si intendono prevedere eventuali meccanismi di rateizzazione dei contributi oggetto...", non è previsto nessun meccanismo di questo genere, perché i criteri sono quelli del 2012. Mi dicono che non sarebbe legittimo prevederlo senza un adeguato supporto normativo, quindi non è previsto niente che faccia riferimento alle rateizzazioni o alla possibilità di utilizzare sistemi alternativi che non siano previsti nelle leggi emanate, poi avremo modo di parlarne ancora nel bilancio.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - In verità, noi una linea di distinguo, una linea di diversa interpretazione la vediamo, non siamo del tutto d'accordo con lei. La ringrazio del tentativo di fare chiarezza, perché penso che la chiarezza si farà man mano che verranno al pettine tanti nodi di queste 120 leggi diverse con modalità le più disparate. Assessore, bene per la non applicazione ai finanziamenti comunitari - per la verità, qui ci sarebbe qualcosa da dire, ma lo rinviamo alla prossima seduta, quando parleremo del Fondo sociale europeo e degli altri finanziamenti comunitari -, giustissima l'esenzione della protezione civile.
Sul fatto che non esista discrezionalità io ho interpretato diversamente gli atti che ho sotto gli occhi finora e mi pare che si stia procedendo ancora a lume di naso, ma soprattutto mi preoccupa la questione dell'istruttoria e le dico perché. Lei ha degli uffici, come tutta la Giunta, che hanno degli obblighi di definire le pratiche entro determinati periodi; se la pratica non viene esaurita nei 120 giorni che sono previsti, il cittadino ha tutto il diritto, se non è stato interrotto il procedimento, a consideralo concluso. Se questo è, temo che lei o la Giunta vi troverete in difficoltà di fronte a situazioni in cui il richiedente dice: "insomma, ho visto concludersi con questo silenzio la procedura in corso", non vorrei che a questo punto scattassero delle responsabilità amministrative di non avere bloccato per tempo tali procedure.
Io, stando a quello che lei ha detto, esprimo forte perplessità, perché sarebbe stato più che opportuno, sapendo di dover adottare un provvedimento di questo genere, sapendo di non avere in cassa dei fondi sufficienti, sospendere dei procedimenti in maniera cautelativa. Non so se questo sia avvenuto, non mi risulta, comunque non siamo qui a cercare delle difficoltà: siamo ad evidenziare che potrebbero nascere delle liti con l'Amministrazione, perché in qualche caso può trattarsi di soldini...qui parliamo di contributi dati ai Comuni, come era successo all'Assessorato dell'ambiente, per mettere in moto una procedura per l'erogazione di un contributo di 50 euro al Comune di Chamois per una questione ambientale e invece di contributi di 3-4-500.000 euro per un'attività economica. In qualche caso ci potrà essere qualcuno che solleva il dito e chiede spiegazioni e vuole anche andare a fondo in tale questione.
Sul fatto che non si sia prevista rateizzazione credo che questo faccia parte di un approccio generale di tipo meccanico: 10 percento a tutti, finito così. Secondo noi, sarebbe stato più opportuno utilizzare i mesi estivi per fare una rivisitazione di queste leggi e presentarsi a settembre-ottobre con delle indicazioni più articolate e semmai con l'individuazione di quei casi dove la rateizzazione può essere vitale per far sopravvivere un determinato intervento. Ci troviamo in una situazione molto critica, non so se lei ha già avuto ritorni da questa vicenda, noi ne abbiamo in questo momento da parte di cittadini ed imprese che non hanno per niente apprezzato il modo in cui è stato tirato il freno a mano in tale situazione.
