Objet du Conseil n. 2374 du 18 avril 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2374/XIII - Interpellanza: "Rispetto delle tempistiche per l'assunzione dei lavoratori del settore idraulico-forestale".
Interpellanza
Preso atto dell'avvio della procedura di aggiudicazione degli appalti nel settore idraulico forestale, a seguito dell'esternalizzazione di gran parte dell'attività facente capo all'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali;
Rilevato che cresce l'incertezza occupazionale dei 660 occupati presso la Società dei Servizi S.p.A. nell'anno 2011;
Ribadito che era previsto nel processo di esternalizzazione il rispetto della "clausola sociale" e l'applicazione del contratto integrativo regionale applicato anche per l'anno 2011;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere se intenda:
1) confermare che le procedure in atto rispettano le tempistiche necessarie alla realizzazione dei lavori e a garantire il tempestivo avvio delle assunzioni;
2) verificare che le assunzioni siano in linea con quanto previsto dalla "clausola sociale", che siano garantiti i precedenti livelli occupazionali e che sia applicato il CIR.
F.to: Donzel
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, fino a due anni fa in questo periodo dell'anno si udiva il rombo delle motoseghe nei nostri boschi, si udivano i colpi di scure, di accetta; l'anno scorso a metà maggio circa non abbiamo avuto l'opportunità di vedere le squadre che risalivano i sentieri e ripulivano con i decespugliatori e facevano quei lavori ritenuti così preziosi e utili da tutta la comunità. Quest'anno ci era stata garantita una certa accelerazione nei termini della procedura, ma evidentemente qualche difficoltà ancora sussiste, perché comunque i lavori che erano stati annunciati adesso per metà aprile non sono ancora del tutto partiti, speriamo che gli ultimi adempimenti formali abbiano corso affinché ciò possa decollare il prima possibile. Rispetto ad alcune procedure che avevamo ritenuto indispensabili per l'avvio dei lavori, ci è giunta oggi notizia che si sta firmando in via definitiva il contratto integrativo. Era stata firmata una pre-intesa, mi risulta di oggi la firma definitiva dell'accordo con le imprese artigiane, però non è stata fatta analoga cosa con il settore dell'industria edile. Siccome fra i vincitori degli appalti c'è un'impresa che non appartiene agli artigiani...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
...non dica "no", perché se glielo dico...è esattamente come dico io. Non tutte le imprese aderiscono all'Associazione artigiani, esiste un'impresa vincitrice di appalto che aderisce a Edilizia Impresa, che non fa parte...non si riconosce nella firma dell'accordo fatto, quindi stanno per partire gli appalti e non tutti i soggetti che partecipano - anche la parte industriale può partecipare a questi appalti - hanno aderito a tale tipologia di accordo. Io avevo detto che bisognava darsi da fare e coinvolgere tutti i soggetti, perché, mentre prima c'era un unico soggetto, l'Amministrazione regionale, poi c'era la fantomatica società "salvaprecari", adesso i soggetti sono più di uno e non tutti rappresentati dagli artigiani. È vero che ci sono i piccoli artigiani, ma partecipano anche ditte che non aderiscono all'Associazione piccoli artigiani, che, dal punto di vista tecnico, vuol dire che ci sono imprese che non si riconoscono ancora oggi nel contratto integrativo regionale. Questo è un aspetto, a mio avviso, estremamente delicato rispetto a quelle tempistiche che avevamo cercato di dire, ossia, almeno dal punto di vista burocratico, siano fatti fino in fondo tutti gli adempimenti. È chiaro che questo non è un adempimento dell'Amministrazione regionale, si può dare libero corso all'accordo fra le parti, d'altronde ci lamentiamo delle società liberali in Europa e in Italia, poi qui da noi a tale punto aderiamo, io dico, al liberalismo più spinto, non facciamo neanche più un minimo di tentativo di mediazione regionale, lasciamo che sia il libero mercato a decidere e i più deboli a soccombere; può darsi che sia questa nuova cultura ispirata anche in Valle d'Aosta dal liberismo spinto a portarci su tale strada. Da tale punto di vista, a nostro avviso, c'è una preoccupazione rispetto alla questione dei tempi, perché lo slittamento ormai ci porta ad immaginare che, se tutto va bene, i lavori forse inizieranno ai primi di maggio. Rispetto poi alla questione della clausola sociale, io dico: non aspettiamo l'ultimo giorno per arrivare alla constatazione che non tutti i 660 sono assunti, ma mettiamo già subito in campo un piano di attività da eventualmente far svolgere, di concerto con i Comuni, come diceva il Presidente della Regione, per vedere di dare delle risposte, anche se parziali, insoddisfacenti e quant'altro, a tutti quelli che non saranno coinvolti in questo percorso lavorativo. Spero che non scopriamo a metà maggio che 100 o 200, non so quanti, non lavorano, e adesso che si fa? Mettiamoci in moto prima, cerchiamo di avere già pronto qualcosa, altrimenti siamo davvero a guardare gli effetti devastanti di una clausola sociale. Questa è la nostra preoccupazione più forte: quella che è legata al problema di tali lavoratori, non vorremmo che pian pianino intanto il tempo passi, le giornate di lavoro rischiano di essere meno di quelle dell'anno precedente e questo è l'allarme che continuiamo a lanciare da tali banchi.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie Presidente.
In merito all'evoluzione ultima relativa all'applicazione del contratto integrativo dopo gli accordi a cui sono addivenuti gli enti datoriali e i sindacati, se ci sono delle verifiche da fare, mi prendo l'impegno di farle, non è che posso rispondere così, cash, a queste domande che riguardano degli aspetti specifici, in quanto, se oggi lei è venuto a conoscenza di una cosa, io ne prendo atto e verifico.
Per quel che riguarda le domande contenute nell'interpellanza, la prima: "confermare che le procedure in atto rispettano le tempistiche necessarie alla realizzazione dei lavori e a garantire il tempestivo avvio delle assunzioni"; si informa che, rispetto all'ipotesi iniziale che prevedeva le prime consegne verso il 15-20 aprile, si accusa un ritardo di un paio di settimane. Tale ritardo è dovuto in parte ad un iniziale posticipo, circa 10 giorni, dell'avvio dei bandi, dovuto alla necessità di meglio approfondire certe tematiche e soprattutto alla successiva verifica delle autocertificazioni rilasciate in sede di gara da parte delle ditte, che sono risultate poi aggiudicatarie dei lavori. Voglio ricordare che deve essere verificato il possesso dei requisiti generali previsti dall'articolo 38 del decreto legislativo n. 163/2006, tramite richiesta al casellario giudiziale, deve essere verificata la regolarità fiscale presso l'Agenzia delle entrate, devono essere richieste le misure di prevenzione e le eventuali sanzioni amministrative, deve essere richiesto il certificato presso la Cancelleria fallimentare del tribunale (il DURC: Documento Unico della Regolarità Contributiva) e deve essere verificato il rispetto della legge sulle pari opportunità presso la Direzione provinciale del lavoro. Si deve sottolineare che tutti gli enti stanno rispondendo con celerità anche attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie, quali programmi, mezzi di trasmissione, posta elettronica, certificata, certificazioni massive, eccetera, previsti dalle normative vigenti. Tuttavia i tempi di risposta per legge possono anche essere di 30-60 giorni, anche se questo non è l'obiettivo di nessuno. In questo momento siamo in una fase avanzata per la consegna del primo gruppo di affidi. Informo inoltre che, a seguito dell'apertura delle offerte del primo gruppo di appalti, alcune ditte risultate vincitrici di due lotti hanno purtroppo con ritardo rinunciato all'esecuzione di uno dei due lavori aggiudicati; questo ha automaticamente generato un ritardo nelle procedure di affido, in quanto sono stati svolti accertamenti e redatti atti amministrativi inutili da parte degli uffici, la situazione adesso dovrebbe essere quella definitiva.
Secondo punto: "verificare che le assunzioni siano in linea con quanto previsto dalla "clausola sociale", che siano garantiti i precedenti livelli occupazionali e che sia applicato il CIR", il Contratto Integrativo Regionale; si informa che, al fine di consentire alle imprese aggiudicatrici di potersi avvalere e contattare direttamente il personale inserito nell'elenco formato ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 44/2010, gli uffici del Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale hanno richiesto agli operai con nota informale il consenso alla comunicazione dei dati personali alle ditte, secondo le norme vigenti relative al trattamento dei dati. Le imprese aggiudicatarie, anche se ancora in via ufficiosa, avendo dichiarato in sede di gara l'adesione alla clausola sociale, si sono già attivate per individuare le maestranze da assumere in attesa dell'aggiudicazione definitiva, sulla base delle regole che sono state fissate relative per ogni singolo appalto al numero minimo di assunzioni da prevedere nell'ambito di coloro che ne hanno diritto. La situazione è in itinere e da tutti è auspicato che i tempi siano i più brevi possibili; di questo è stata fatta sollecitazione a tutti coloro che sono coinvolti anche, come dicevo prima, nella fornitura di elementi per arrivare alla conclusione delle verifiche nel più breve tempo possibile.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Grazie Presidente.
Le riconosco, Assessore, l'onestà intellettuale con cui ha riconosciuto il ritardo, che naturalmente non è imputabile allo zelo e all'impegno dei funzionari, ma effettivamente esistono tutta una serie di adempimenti burocratici tali da far slittare nel tempo questi lavori. È chiaro che ci riferiamo comunque alla prima tranche di lavori, quella più importante se vogliamo, ma diciamo che, per quanto riguarda una seconda tranche di lavori, stiamo stringendo i tempi, siamo all'apertura delle buste, poi ci vorrà un mese per la seconda tranche di lavori, un mese circa per l'aggiudicazione. Sappiamo che questa tipologia di contratto non dà alcun vincolo ultimativo alle imprese per l'inizio dei lavori, ossia si consiglia l'avvio urgente dei lavori, ma tecnicamente dal momento dell'aggiudicazione all'inizio dei lavori può decorrere il tempo che l'impresa ritiene necessario per mettere in piedi la sua struttura organizzativa, anche qui abbiamo un leggero slittamento.
Il tema forte sarà quello delle giornate di lavoro, perché il fatto che si parta in ritardo e che la consegna dei lavori sarà sempre quella vuol dire che le giornate di lavoro saranno contenute; quindi un grosso ragionamento andrà fatto sul raffronto fra le giornate lavorative fatte in passato e quelle attuali, una cosa che crea delle preoccupazioni. Lei ha fatto riferimento al problema delle rinunce delle ditte, che non è imputabile all'Amministrazione in sé, ma è imputabile a questo tipo di modello scelto. Se si sceglie un modello di tale tipo, si sa che c'è il rischio che l'impresa nei termini di legge, senza nessuna violazione di norme, possa rinunciare con le ricadute che ci possono essere.
Mi permetto di precisare - perché di solito sono ripreso, dato che nelle mie interpellanze a volte mi riferisco a cose non molto esplicite - di avere scritto qui: "che siano garantiti i precedenti livelli occupazionali e che sia applicato il contratto integrativo regionale" per dire che avevo chiesto che venisse verificata l'applicazione del contratto integrativo regionale. Non sono un mago che ha scoperto oggi che Confindustria per la parte impresa edile non ha firmato questo contratto, lo sanno tutti quelli dell'ambiente, non è qualcosa che si scopre oggi; sono stati sollecitati più volte dai sindacati e magari una sollecitazione da parte dell'Amministrazione per evitare che un'impresa non sia inserita dal punto di vista formale della firma del contratto insieme a tutti gli altri...è una cosa che non si scopre oggi: è una cosa che è nel dibattito su questa tipologia di problema. Probabilmente, come io auspico, a breve si chiuderà questa cosa, perché il paradosso è che il piccolo artigiano edile è tenuto ad applicare un contratto integrativo oneroso, mentre l'impresa edile di carattere industriale non avrebbe tale onere aggiuntivo del contratto...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
...questo è quello che c'è in questo momento mentre stiamo parlando. Speriamo che non sia domani mattina di fatto sui luoghi di lavoro, ossia con lavoratori che guadagnano in modo diverso e con competizioni diverse fra le imprese, quindi la nostra preoccupazione è assolutamente legittima e motivata.
L'altra questione è che, come dice lei, le imprese si sono attivate in attesa dell'aggiudicazione definitiva per avere i riscontri di quelli che sono assunti, quindi è possibile da parte dell'Amministrazione avere idea di chi è chiamato e di chi no e di farsi un'idea di cosa far fare a quei "chi no", che non hanno nessuna tutela dal punto di vista degli ammortizzatori sociali. Tali lavoratori non sono come gli occupati di un'impresa industriale, essi hanno lavorato per 15 anni per la Regione, per una partecipata regionale e sono cacciati in mezzo ad una strada; non si possono lasciare lì questi lavoratori senza ammortizzatori, senza immaginare per loro qualcosa!
