Objet du Conseil n. 2373 du 18 avril 2012 - Resoconto
OGGETTO N. 2373/XIII - Interpellanza: "Tempistica per l'istituzione del Consiglio sanitario e sociale".
Interpellanza
Vista la legge regionale 25 ottobre 2010, n. 34 recante approvazione del Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2011/2013, in particolare, l'articolo 3 (Istituzione del Consiglio sanitario e sociale), proposto e accolto durante la discussione consiliare del disegno di legge n. 104/2010 e il comma 2 dello stesso articolo 3 che recita "La Giunta regionale definisce con propria deliberazione, previa illustrazione alla Commissione consiliare competente, il numero di componenti e le modalità di funzionamento del Consiglio";
Preso atto del parere favorevole espresso all'unanimità il 16/11/2011 dalla Commissione consiliare competente sulla proposta di deliberazione assegnata l'8/11/2011 alla Commissione stessa;
Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 2951 del 9 dicembre 2011 "Istituzione del Consiglio sanitario e sociale, di cui all'art. 3 della l.r. 25 ottobre 2010, n. 34";
Richiamata la lettera di convocazione della Conferenza dei Capigruppo del 5 marzo 2012 con all'ordine del giorno, tra gli altri, il punto relativo alla "Designazione dei 3 rappresentanti del Consiglio regionale quali membri del Consiglio sanitario e sociale...";
Ricordato che al Consiglio sanitario e sociale spetta il compito di favorire, attraverso il confronto, "...la definizione e l'attuazione delle politiche contenute nel Piano della salute e del benessere sociale..." e che lo stesso "...è nominato dalla Giunta per la durata della legislatura" (art. 3 commi 1 e 2);
Evidenziato che il Consiglio non può essere operativo in quanto mancano ancora i necessari atti amministrativi di nomina dei suoi componenti e che l'attuale legislatura termina nella primavera del 2013;
tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale per sapere:
1) le ragioni del ritardo nell'istituzione del Consiglio sanitario e sociale, a partire dalla approvazione della DGR 2951/2011 (ben 13 mesi dopo l'entrata in vigore della legge);
2) quali sono i componenti non ancora nominati;
3) se è già stato immaginato un piano operativo dei futuri lavori del Consiglio per cercare di ottimizzare il poco tempo che rimane a disposizione prima della naturale scadenza del mandato.
F.to: Rigo
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Care colleghe e cari colleghi, come ricorderete, il 21 ottobre 2010, dopo un interessante dibattito, l'Assemblea consiliare approvò il piano regionale per la salute e il benessere sociale 2011-2013. Un documento apprezzabile, in quanto descrive un sistema salute che vuole puntare sulla promozione della qualità della vita di tutti coloro che vivono in Valle d'Aosta. Un documento di programmazione delle politiche sanitarie e sociali di cui abbiamo condiviso i principi affermati e i valori di riferimento; un documento in cui sono individuate linee di azione: facilità ed equità nell'accesso ai servizi; sicurezza, umanità e qualità delle cure; integrazione e "prendersi cura"; promozione di stili di vita; sostenibilità finanziaria.
Il piano però, come già sottolineato in Consiglio - e, per la verità, ricorderanno i Consiglieri componenti la quinta Commissione, anche dalle parti sociali (i sindacati, le associazioni e in parte anche gli enti locali) -, non individuava nelle sue articolazioni soluzioni o interventi concretamente praticabili, insomma non scendeva nel dettaglio dei singoli aspetti e problemi evidenziati, ma proponeva soluzioni universalmente valide e modelli di riferimento. Proprio perché, passatemi l'espressione libro aperto, da tutti gli attori sociali sentiti nel corso delle audizioni era venuta forte la richiesta di un confronto e di una più efficace azione concertativa durante il percorso di vita di questo piano; un confronto, un coinvolgimento dei cittadini attraverso le parti sociali come uno dei momenti necessari a garantire l'insieme dei processi e dell'attività dei servizi. Con questo spirito e con questo fine, i gruppi consiliari di ALPE e PD, presentarono allora due emendamenti (approvati all'unanimità dall'aula) per far sì che, attorno al piano, alle sue linee generali, si riuscisse a costruire una vera integrazione di servizi e di culture. Una Consulta e un Consiglio come strumenti di sostegno e di promozione sociale, di inclusione, di coinvolgimento per un piano che riuscisse, attraverso il confronto, a creare le alleanze: quelle alleanze già richiamate nel piano e nella deliberazione della Giunta, per sapere valorizzare il ruolo e l'azione degli enti locali, delle associazioni, dei sindacati, del volontariato, del terzo settore e anche della politica, praticando la sussidiarietà. Due emendamenti pensati e scritti per l'esigenza di delineare, attraverso culture, linguaggi e stili diversi, un modello valdostano di società capace di costruire condizioni sostenibili di uguali opportunità di vita, di eque prestazioni sociali, ristabilendo il primato del confronto politico sull'economia e sull'amministrazione. La salute e il benessere delle persone sono per noi obiettivi che si devono perseguire attraverso il confronto e la concertazione e non solo a tavolino, con la sola preoccupazione di far quadrare i conti economici. Proposta, ripeto, accolta all'unanimità dal Consiglio regionale, perché - cito le parole dell'Assessore Lanièce - "nell'ottica di una condivisione partecipata di quello che può essere il monitoraggio e l'applicazione di quelle che saranno fasi operative del piano, direi che si possono accogliere questi due emendamenti, con l'auspicio che abbiano una funzione di portare concretamente delle sollecitazioni e che non siano luogo per creare delle possibilità di polemiche", ed io sottoscrivo quest'ultima parte del discorso dell'Assessore. Questo era allora l'auspicio dell'Assessore che terminò la dichiarazione di voto con quest'ultima frase che, alla luce dell'interpellanza, non so quanto profetica: "poi tenendo conto che sarà la Giunta a definire quali sono i termini di questi due organismi, in termini di componenti e modalità di funzionamento, accogliamo questi due emendamenti". Da allora dovevano trascorrere ben 13 mesi, dopo l'entrata in vigore della legge, affinché la Giunta disciplinasse l'istituzione della Consulta regionale e del Consiglio sanitario e sociale.
Nelle premesse all'interpellanza ho voluto ricordare le tappe di questo lungo percorso, fra l'altro, vorrei far notare come la commissione competente, come spesso avviene, con celerità, - a otto giorni dall'assegnazione - abbia espresso il suo unanime parere favorevole. Fra un anno termina la legislatura, così come, lo dice la legge regionale all'articolo 3, "il Consiglio sanitario e sociale è nominato dalla Giunta regionale per la durata della legislatura"; all'articolo 5 dell'allegato alla deliberazione della Giunta n. 2951/2011 si dice: "il Consiglio esercita il proprio ruolo rispetto agli sviluppi delle scelte operative indicate nel piano regionale per la salute e il benessere sociale, esaminando quanto è stato realizzato in termini di processo o di esito". Oggi, 18 mesi dopo l'approvazione dei due emendamenti, al Consiglio sanitario e sociale rimane poco tempo per esercitare il suo ruolo. Come detto, questo organismo scade ad aprile 2013 e non, come erroneamente scritto nella deliberazione di Giunta, per il periodo di validità del piano. Spiace rilevare che non sia stata colta dal Governo regionale l'opportunità data per un coinvolgimento effettivo delle diverse componenti della società valdostana nell'attuazione delle politiche contenute nel piano regionale per la salute e il benessere sociale.
Non so - me lo dirà l'Assessore - se il ritardo sia dovuto a ragioni tecniche, organizzative, oppure malauguratamente per mera dimenticanza. Voglio sperare però, non a ragioni politiche, di non volontà di dare seguito ad una proposta che allora diventava difficile non accogliere in Consiglio regionale ma, letta oggi, ripeto, la risposta data dall'Assessore e ricordata poc'anzi, mi fa pensare che, forse, in fondo era manifesta la volontà di istituire con prudenza e con molta calma i due nuovi organismi. Non ho elementi per provare che le cose siano andate in questo modo, ma la tempistica seguita favorisce il dubbio e i cattivi pensieri. Termino qui e mi accingo ad ascoltare con attenzione le risposte dell'Assessore, anche se so che stamani la Conferenza dei Capigruppo ha dato il "là" a quello che potrà essere domani il Consiglio sanitario e sociale. Grazie.
Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente.
Il tempo trascorso dall'approvazione, che è stato ricordato prima dal collega Rigo, è stato impiegato dall'Assessorato anzitutto per la ricerca e l'analisi di esperienze analoghe, consigli e consulte in altre realtà regionali, al fine di valutare la fattibilità di una trasposizione, che tenesse però in debita considerazione le esperienze culturali maturate fino ad oggi in Valle d'Aosta; un lavoro, come è stato detto, che si è tradotto in una proposta di deliberazione ricordata prima. Ricordo anche come tutto l'allegato della delibera che istituisce questi due organismi sia stato quello che ha impegnato in particolare le strutture, perché, come avete visto, abbiamo voluto mettere, visto che il piano è un piano che dà le direttive generali, in modo concreto un cronoprogramma per quanto riguarda gli argomenti che possono essere stati soggetti al cronoprogramma. Come potete vedere, si tratta di 37 pagine con un cronoprogramma attento e preciso, quindi è stato fatto un lavoro non banale; con questo voglio subito sgombrare il campo da ogni dubbio di interpretazione politica di tale tempo che è stato dilazionato ulteriormente.
Come ricordato, noi aspettavamo la designazione dei componenti del Consiglio regionale, gli altri sono stati tutti identificati, dopodiché, per rispondere alla seconda domanda, per i componenti che non sono ancora stati nominati aspettiamo la designazione da parte dei Capigruppo e, per quanto riguarda la terza domanda, il piano operativo consiste nell'allegato che ho citato prima, nel quale c'è una verifica dello stato di attuazione del piano per la salute e il benessere, quindi l'oggetto, quello su cui è impegnato questo organismo, è proprio quello di monitorare il percorso del piano. Come è stato ricordato, la commissione - che ringrazio - ha celermente lavorato e approvato all'unanimità anche questo programma, il quale quindi non ha subito modifiche, pertanto sarà operativo al più presto nel momento in cui ci sarà tale designazione. Ricordo che nel frattempo sono stati avviati i lavori della Consulta regionale per la salute e il benessere, che si è riunita recentemente e anche lì abbiamo dato il via a questa attività. Era importante far partire già l'attività della consulta, in quanto il Coordinatore della Consulta è un componente del Consiglio sanitario, quindi spero a brevissimo di poter convocare, una volta che ci siano le indicazioni da parte del Consiglio dei suoi rappresentanti, il Consiglio sanitario. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Assessore, ho parlato, come è mia abitudine, francamente rispetto anche ai retro-pensieri che possono essermi venuti nella mente. Ho ascoltato con attenzione la risposta dell'Assessore, ma non mi ha convinto, non sono soddisfatto né della tempistica messa in atto dalla struttura competente, anche capendo la necessità della ricerca sulle altre esperienze e la preparazione dell'allegato alla deliberazione della Giunta che ho visto sui lavori preparatori al monitoraggio del piano stesso e al di là degli intoppi burocratici procedurali che ci sono stati, né dell'attenzione da parte della politica e sua su questo argomento. Dalla prima riunione che farà il Consiglio da qui a qualche settimana, mancheranno 7-8 mesi al termine del suo mandato, e non credo che in questo tempo possa assolvere pienamente le finalità e i compiti che gli erano stati affidati dalla legge. In considerazione del fatto che la scadenza naturale del piano è a dicembre 2013, a mio avviso, questo organismo e anche la Consulta dovrebbero lavorare sì per un primo monitoraggio delle cose fatte, ma anche cominciare a delineare gli scenari e le prospettive che il prossimo Consiglio regionale dovrà elaborare per scrivere il piano triennale 2014-2015. Mi piacerebbe che questo Consiglio sanitario potesse affidare ai futuri 35 consiglieri un documento che non sia solo l'elenco delle cose fatte e delle cose in divenire, ma anche quelli che potrebbero essere i futuri scenari rispetto al sistema socio-sanitario, e le problematiche che dovrà affrontare il prossimo piano indicando delle linee di risoluzione; in tale senso credo che il Consiglio potrebbe avere una sua validità. Ritengo però che bisognerebbe cambiargli la mission, ma, ovviamente, sarà il Consiglio sanitario nella sua autonomia a decidere come programmare i suoi lavori. La nostra proposta va nella direzione di preparare, cercando di ottimizzare il tempo rimasto, una relazione di prospettiva più che una relazione su quello che è stato fatto. Con questo animo abbiamo presentato l'interpellanza e speriamo in questo anno che il lavoro sia fruttuoso per l'attività del prossimo Consiglio regionale.
