Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2375 du 18 avril 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2375/XIII - Interpellanza: "Definizione di un percorso concreto per la valutazione delle attività realizzate in attuazione della legge regionale sull'accesso al credito sociale".

Interpellanza

Vista la legge regionale 23 dicembre 2009, n. 52 "Interventi regionali per l'accesso al credito sociale";

Richiamato l'articolo 19 relativo al periodo di tre anni di sperimentazione della legge;

Ricordato che il periodo di sperimentazione è stato introdotto con un emendamento, presentato in Consiglio regionale dall'Assessore competente, proprio per avere la possibilità di una valutazione sull'impatto della nuova legge;

Considerato che, ai fini della valutazione del passaggio a regime della l.r. 52/2009, è importante valutare e approfondire i contenuti del monitoraggio curato dal Comitato di coordinamento per il credito sociale;

Sottolineato che il Comitato per legge deve presentare la prossima relazione entro il 30 novembre del corrente anno, periodo troppo vicino al termine della sperimentazione e, quindi, con tempi limitati per poter svolgere in modo compiuto la valutazione definita all'articolo 19;

tutto ciò premesso i Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere se è intenzione della Regione definire un percorso valutativo concreto e plurale, e non soffocato dall'urgenza, capace di rispondere appieno alle indicazioni dell'articolo 19 della legge.

F.to: Rigo - Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Il credito sociale, come sanno bene i consiglieri, è promosso a favore di coloro che versano in situazione di temporanea difficoltà economica, contingente o legata a momenti di criticità del ciclo di vita familiare e personale. Due sono le modalità per accedervi: i programmi di microcredito e il prestito sociale d'onore. La legge regionale n. 52/2009, recante: "Interventi regionali per l'accesso al credito sociale", è sicuramente un'iniziativa interessante e positiva, calata poi in un momento particolarmente difficile per molte famiglie valdostane. Una legge pensata per chi ha bisogno di un aiuto finanziario immediato, per i tanti bisogni quotidiani di una famiglia e per quelle spese impreviste (casa, malattia, figli) che spesso mettono in ginocchio le persone. Una legge però, lo abbiamo detto in sede di dibattito consiliare riprendendo parte delle osservazioni avanzate dalle parti sociali in sede di audizione, una legge - dicevo - con una logica tutta assistenziale. Va bene certo l'aiuto immediato ma, oggi più di ieri, le famiglie hanno bisogno di un accompagnamento per aiutarle ad uscire da una condizione di continua incertezza e conquistare, finalmente, una piena autonomia di vita.

Se non la disturbo, Vicepresidente e Assessore Marguerettaz, vorrei rivolgermi a lei su tale argomento, perché, a fronte di una spesa pubblica regionale sociale - con questo comprendo tutti gli interventi che non sono solo quelli prettamente assistenziali in capo all'Assessorato di riferimento -, a fronte di una spesa sociale molto elevata, abbiamo un livello di disuguaglianza sociale in aumento e i dati regionali che ce lo confermano, ma, nel contempo, abbiamo un basso livello di crescita, come abbiamo sentito questa mattina dal Presidente Rollandin. Questo significa che una quota della spesa non consegue gli obiettivi assegnati: meno disuguaglianza e più crescita. Non è quindi condivisibile l'impostazione secondo cui, da un lato, ci sono le politiche del lavoro e, dall'altro, l'assistenza che si occupa di lotta alla povertà e non solo. Per combattere l'assistenzialismo e affermare sempre più la dignità del lavoro nella vita di tutti, anche di quelli più deboli, bisogna che il lavoro comprenda anche le persone più fragili e vulnerabili. Per questo, nel momento in cui le commissioni competenti si apprestano a valutare questa legge e anche il nuovo piano per le politiche del lavoro, ci deve essere una correlazione fra il credito sociale, quindi il comitato, il Dipartimento delle politiche del lavoro e il terzo settore. Dovremmo essere capaci di metterci in rete, al di là dei sistemi informatici, anche la cultura e la conoscenza, quindi credo che, per poter dare dei risultati non dico ottimali, ma maggiori risultati in fatto di minore disuguaglianza e maggiore crescita, dobbiamo lavorare non solo con i soldi (necessarissimi), ma anche con la capacità di fare rete.

In sede di dibattito sul credito sociale abbiamo espresso alcune perplessità che non vogliamo qui riproporre, mentre ritengo opportuno ricordare l'attenzione manifestata allora dall'Assessore Lanièce alle osservazioni e alle proposte presentate nel corso dei lavori della commissione. Alcune, ricordo, furono accolte nel testo emendato del disegno di legge, altre furono inserite nella deliberazione con la quale la Giunta avviò formalmente l'attuazione degli interventi del credito sociale. In particolare, voglio riconoscere all'Assessore il merito di avere fatto propria, con un suo emendamento, l'idea della sperimentazione e della valutazione. A questo riguardo mi pare utile riportare in Consiglio un breve passaggio di quello che lei ha detto: "ci sono, è vero, delle perplessità o degli interrogativi per quanto riguarda l'applicazione - del disegno di legge - credo non sia una parola magica quella di dire sempre che ci sarà una delibera attuativa, ma presteremo molta attenzione a questa fase attuativa, perché sarà la fase che determinerà se abbiamo fatto bene o meno un buon intervento legislativo. Abbiamo detto del periodo di sperimentazione, dove a fine anno farò una relazione alla Giunta e alle commissioni consiliari competenti, quindi proprio per tre anni ci sarà questo rito, che permetterà di apportare delle modifiche proprio in seguito a ciò che vedremo applicato durante l'anno e a ciò che succederà in base alle domande che verranno inoltrate".

Per aiutare chi ci ascolta a capire meglio di cosa stiamo parlando, mi sembra corretto leggere l'articolo 19 che disciplina quel periodo di sperimentazione voluto dall'Assessore: "Gli interventi regionali per l'accesso al credito sociale di cui alla presente legge sono promossi in via sperimentale per un periodo di tre anni dalla data di entrata in vigore della stessa. Durante il periodo di sperimentazione, il comitato è incaricato di monitorarne i risultati, presentando alla Giunta regionale e alle commissioni consiliari competenti, entro il 30 novembre di ogni anno, una relazione sulle attività realizzate in attuazione della presente legge, al fine di valutare l'eventuale passaggio dal regime di sperimentazione a quello definitivo o di proporre le modificazioni, anche legislative, necessarie al sistema di accesso al credito sociale in relazione alle criticità eventualmente riscontate". Il comitato di cui si parla è il Comitato tecnico di coordinamento per il credito sociale che, in questi anni, attraverso la relazione prima ricordata, ci ha permesso di seguirne le attività. Il quadro rappresentato e le considerazioni del Comitato sono strumenti utili al fine di quella valutazione richiamata in legge.

La nostra interpellanza nasce da una semplice considerazione: se il periodo di sperimentazione termina a fine dicembre 2012 dobbiamo, entro quella data, definire il passaggio a regime della legge con le modificazioni, anche legislative, necessarie al sistema di accesso al credito sociale in relazione alle criticità riscontrate, me ne viene in mente una: quella del rapporto con gli enti locali, segnalata dalle relazioni. Se questo è il senso della legge, dobbiamo chiedere al Comitato che prima del 30 novembre ci consegni la relazione, che ovviamente non potrà essere su tutto il 2012, accompagnata in questo caso dalle considerazioni dello stesso Comitato, considerazioni che ci potranno aiutare nella valutazione dell'impatto della legge rispetto ai nostri desiderata iniziali. In sostanza, chiediamo un confronto nelle commissioni consiliari nei mesi settembre-ottobre per avere il tempo necessario per presentare in Consiglio, a novembre, un provvedimento in grado di rispondere appieno alle indicazioni contenute nell'articolo 19, cioè entro il dicembre del 2012.

Concludendo, la nostra ci sembra essere una proposta che raccoglie anche l'auspicio espresso, a dicembre 2009, dal relatore del provvedimento, il Vicepresidente Lanièce, che concludeva così il suo intervento: "...grazie all'introduzione di uno specifico articolo sulla sperimentazione, potrà permettere, nel caso in cui si evidenzino disfunzioni o criticità, di intervenire celermente apportando quelle modifiche, anche legislative, necessarie per eliminare queste problematiche. Mi sembra questo un atteggiamento serio e non di semplice facciata, anche perché lo scopo di questa iniziativa legislativa è di dare risposte concrete alla popolazione valdostana e non quello di fare tanto per fare". Credo che queste parole siano conclusive anche del mio intervento, attendo la risposta dell'Assessore. Grazie.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Approfitto dell'ultima considerazione del collega Rigo per considerarlo come un assist per iniziare il mio piccolo intervento, ossia sul fatto che l'auspicio era quello di non fare una cosa tanto per fare, ma fare una cosa concreta. La legge regionale n. 52/2009 entra in pieno regime nella seconda metà del 2010 a seguito della deliberazione di Giunta n. 961/2010; fino al 16 novembre 2011 - ecco la considerazione sull'aiuto concreto che ha portato la legge e qui richiamo la relazione che è stata consegnata ai consiglieri - sono stati concessi n. 147 microcrediti di emergenza (ai sensi dell'articolo 8), n. 34 prestiti d'onore, n. 34 prestiti sociali con restituzione attraverso l'impiego di parte del proprio tempo libero in servizi a ricaduta sociale sul territorio regionale - ricordo che proprio nell'ultima parte dello scorso anno e nella prima parte di quest'anno sta prendendo sempre più piede questo aspetto, che è una parte innovativa rispetto alle leggi precedenti, ossia la possibilità di impiego di parte del proprio tempo libero, sono di più naturalmente se calcoliamo la prima parte del 2012 -, infine numero 2 crediti per la realizzazione di progetti e forme di cooperazione, per un totale di somme erogate di 608.951,97 euro.

La legge n. 52 all'articolo 19, comma 2, prevede che il Comitato di coordinamento per il credito presenti, all'Assessore e alla commissione competente, una relazione annuale entro il 30 novembre di ogni anno; questo è avvenuto per il 2010 e per il 2011 con lettera protocollo n. 41367/ASS che tutti hanno.

Tali relazioni contengono una dettagliata analisi delle domande pervenute, con una sottolineatura rispetto al target prevalente, ossia cittadini italiani di età media o prossima alla pensione, che vivono in nuclei familiari dove almeno un componente è attivo sul mercato del lavoro, una prevalenza di coppie con figli, spesso ma non in modo prevalente, con maggiorenni disoccupati. Qui già si può capire come se a volte parlando si dice che sono tutti interventi diretti a extracomunitari, qui si sottolinei invece come le difficoltà ci siano anche nelle famiglie valdostane e italiane, per rimarcare appunto la bontà dell'intervento, la percentuale è circa il 70% di famiglie italiane. Si è registrato un importante trend di crescita delle domande di accesso al credito nel corso dei due anni, sono descritte altresì le misure adottate dal Comitato di coordinamento per regolamentare l'accesso in modo sempre più puntuale e garantista, ad esempio, fornendo agli operatori territoriali un fax simile di dichiarazione di non bancabilità da far presentare ai richiedenti (conditio sine qua non per la concessione del prestito). Infine sono offerte indicazioni utili al decisore politico, affinché possa operare in modo "concreto e plurale" la scelta del passaggio a regime della legge, le caratteristiche di dettaglio dei richiedenti, il numero delle insolvenze, la quantità e la qualità degli oneri a carico degli operatori territoriali, le conseguenze degli sbarramenti IRSEE, la risposta differenziata ai vari interventi di credito sociale attivati. L'opportunità di produrre una relazione entro il 30 novembre anche per il 2012 è dettata dalla necessità di comparare due anni interi di interventi, essendo la legge entrata a regime solo nella seconda metà del 2010. Tuttavia il sottoscritto con il Comitato di coordinamento si rende disponibile a produrre un report utile a valutare la sperimentazione entro il 31 luglio, per consentire al Consiglio di analizzare la riapertura dell'attività dopo la pausa estiva in modo utile per decidere l'eventuale passaggio a regime della legge.

Solo una puntualizzazione a mio avviso dovuta: il collega Rigo parlava di assistenza, ci tengo invece a sottolineare la differenza per quanto riguarda l'intervento del microcredito rispetto all'assistenza. Questa non è assistenza economica che è presente sul Testo unico dell'assistenza economica, che eroga tout court il contributo a fondo perso, questo dovrebbe essere un aiuto a far riprendere l'economia della famiglia, quindi il senso del prestito e della restituzione va in tale senso a differenziare la legge su quella che è l'assistenza.

Un concreto e importante aiuto, a mio avviso, la legge lo ha dato, parliamo a fine 2011 di circa 600.000 euro da quando è stata applicata la legge; nessuno di noi ha la presunzione di fare degli interventi non ritoccabili, quindi sarà una buona occasione da parte nostra già un preventivo confronto con la commissione, per poter arrivare ad una considerazione che porti ad un passaggio a regime della legge. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Sono soddisfatto della risposta, quindi attendiamo come commissione la relazione dell'Assessore. Vorrei solo precisare una cosa rispetto a quanto detto dall'Assessore sulla natura dell'intervento assistenziale o meno riferito al credito sociale. Non ho elementi per confutare ciò che lei ha detto, non conosco bene le relazioni, avremo modo a luglio di confrontarci su questo. Può darsi - l'auspicio è che sia effettivamente così - che tale legge possa interrompere o essere una strada completamente diversa dal semplice aiuto momentaneo a quella famiglia. Dovremo comunque migliorare come Amministrazione in questo campo, ossia la necessità è quella di aiutare le famiglie a crescere anche dal punto di vista della capacità delle stesse famiglie di autoorganizzarsi, quindi, laddove è possibile, passare da un iniziale intervento assistenziale per poi via via accompagnare tale processo e dare la possibilità a queste persone di continuare da sole il loro percorso di vita.