Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2208 du 8 février 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2208/XIII - Interpellanza: "Iniziative per superare la crisi aziendale della Verrès S.p.A.".

Interpellanza

Premesso che:

- Verrès S.p.A., industria valdostana dedita alla monetazione, controllata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e partecipata da Finaosta S.p.A., è stata messa in liquidazione nel novembre 2011;

- durante la presentazione del piano di liquidazione, i vertici della Regione hanno rassicurato le maestranze, anticipando "che nel 2012 l'azienda potrà continuare la propria attività, sulla base della conferma di alcune commesse già pervenute, stimabili in 17 milioni di euro";

- i debiti dell'azienda, calcolati in una decina di milioni di euro, sarebbero coperti dal Poligrafico dello Stato, mediante l'acquisizione dei macchinari, e dalla Regione, attraverso l'acquisto dello stabilimento ad opera della sua controllata VdA Struttura;

Appreso che:

- ad oggi risulta che la produzione sia ridotta allo stampaggio di un solo tipo di moneta (dinaro algerino) e che non ci sarebbero risorse finanziarie per acquistare ulteriori partite di materiale per ottemperare integralmente all'ordinativo;

Vista la carenza di lavoro, è stata attivata la cassa integrazione per una ventina di dipendenti e sembra prevista a breve un'estensione della medesima ad altri lavoratori;

Considerate le legittime preoccupazioni di coloro che sono impiegati presso la Verrès S.p.A.;

ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) se gli risulta la grave situazione di stallo produttivo denunciata in premessa e se ritiene verosimile la previsione di 17 milioni di euro di commesse per l'anno in corso;

2) se sussiste ancora l'interesse al subentro da parte di un gruppo francese nella compagine azionaria della Verrès S.p.A. e, nel caso, con quali intenzioni;

3) se le prospettive di liquidazione in bonis hanno tuttora un margine di fondamento ovvero se gli intenti salvifici del Poligrafico dello Stato e della Regione sono confermati;

4) quali sono gli intendimenti per affrontare concretamente la criticità di tale situazione aziendale: in caso affermativo, con quali modalità ed entro quali termini.

F.to: Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Grazie Presidente.

La questione della Verrès S.p.A. è purtroppo all'ordine del giorno perché, nonostante certe rassicurazioni che sono state diffuse sia da parte sindacale che da parte politica, l'azienda da novembre è in fase di liquidazione e proprio in queste settimane a gruppi di 10 i vari dipendenti sono stati messi in cassa integrazione. Quando parlo di "dipendenti", mi riferisco alla parte produttiva, agli operai, mentre la parte amministrativa è ancora al servizio del liquidatore, che sta svolgendo le sue funzioni di liquidazione auspicabilmente in bonis. Il discorso allora è molto semplice: da una parte, ci sono delle rassicurazioni che sono confortanti perché, secondo un comunicato diramato il 5 gennaio scorso, i vertici della Regione hanno rassicurato i quattro rappresentanti sindacali e con essi le maestranze, anticipando che nel 2012 l'azienda potrà continuare la propria attività sulla base della conferma di alcune commesse già pervenute, stimabili in 17.000.000 di euro; dall'altra parte, c'è una messa in cassa integrazione di dipendenti a pacchetti, che si trovano disorientati di fronte a questa scelta che è stata intrapresa dal liquidatore. L'azienda, fra l'altro, ha dei debiti, di cui si è parlato anche ampiamente sugli organi di informazione, debiti che verrebbero coperti sia con l'intervento di Finaosta per quanto riguarda l'acquisizione dello stabilimento - abbiamo letto anche qui che la Giunta ha dato mandato a Finaosta di avviare questa procedura -; d'altro canto, il Poligrafico dello Stato, che è il socio di maggioranza assoluta, ha messo invece all'asta i beni aziendali per ricavare un'altra parte di liquidità e poter cercare di coprire questa voragine di 10.000.000 di debiti. Sembrerebbe che a tale situazione debitoria si aggiunga anche la voce di un ulteriore ammanco, ma è una voce che l'Assessore magari confermerà o smentirà, ammanco che consiste in una penale richiesta dalla zecca tailandese, perché la produzione, che era stata commissionata a Verrès, è stata realizzata solo in parte, non era poi conforme alle specifiche tecniche richieste, di conseguenza la zecca tailandese l'ha rifiutata chiedendo alla Verrès il pagamento delle penali. Sembra che questa cifra ammonti a circa 4.000.000 di euro. Resta il fatto che ci sono 70 operai che hanno il posto fisso e che giustamente oggi chiedono qual è il futuro che si prospetta loro alla luce di una crisi che nel corso degli anni ha eroso non solo la capacità di Verrès di restare sul mercato, ma ha gradualmente ridotto la sua potenzialità occupazionale, la sua capacità produttiva e ha lasciato a casa prima gli operai a tempo determinato e oggi anche gli operai a tempo indeterminato.

Sulla base di queste considerazioni, ho formulato quattro domande, che sono molto semplici, dirette a sapere se la grave situazione di stallo produttivo è verosimile e la previsione di 17.000.000 di euro di commesse per l'anno in corso ha un suo fondamento e vorrei sottolineare che neanche all'epoca in cui Verrès S.p.A. coniava l'euromoneta per lo Stato italiano ci fu una commessa di una così enorme portata; "se sussiste ancora l'interesse al subentro da parte di un gruppo francese - o della zecca francese - nella compagine azionaria della Verrès S.p.A. e, nel caso, con quali intenzioni", a questo proposito sappiamo che i francesi hanno fatto un sopralluogo in quel di Verrès, non ne conosciamo gli esiti e sarebbe opportuno avere qualche informazione in più; "se le prospettive di liquidazione in bonis hanno tuttora un margine di fondamento ovvero se gli intenti salvifici del Poligrafico dello Stato e della Regione - tramite Finaosta - sono confermati" e serviranno al rilancio di questo stabilimento; infine "quali sono gli intendimenti per affrontare concretamente la criticità di tale situazione aziendale: in caso affermativo, con quali modalità ed entro quali termini".

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie Presidente.

Nel corso del 2011 la situazione della Verrès ha continuato a deteriorarsi e ci siamo trovati di fronte al rischio di chiusura dello stabilimento. Nel mese di agosto, unitamente al Presidente della Regione, sono stati incontrati i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, dagli incontri sono emerse le gravissime difficoltà dell'azienda, peraltro note e raccontate con dovizia di particolari dagli organi di stampa, e soprattutto il serio rischio di chiusura. In quella sede si è assicurato l'impegno della Regione per addivenire ad una possibile soluzione che vedesse il rafforzamento anzitutto della presenza del Poligrafico e di Finaosta nell'azienda. La condizione essenziale per non arrivare alla chiusura dell'azienda era quella di mantenere viva la presenza del Poligrafico nella Verrès non solo come socio di maggioranza, ma come uno dei principali possibili committenti di questa azienda. Avevamo quindi la necessità di assicurare la continuazione dell'impegno in tal senso. Sono stati compiuti i passi necessari, gli incontri dovuti, numerosi e complicati, fra Poligrafico e Finaosta, nel corso dei quali si è potuto concretizzare la volontà comune dei due azionisti pubblici di salvare e tentare di rilanciare la Verrès. Per fare questo, è stata messa in campo una strategia, che doveva portare alla messa in liquidazione della società per poter procedere poi, attraverso varie tappe, alcune delle quali ancora da venire, alla definizione di un nuovo soggetto che vedesse presenti Finaosta e il Poligrafico e con la disponibilità ad accogliere eventuali altri partner, ovviamente all'interno di un quadro aziendale risanato; tutto ciò detto in termini banali, ma cosa non semplice da farsi. Si è giunti alla definizione di un percorso a tappe, del quale abbiamo costantemente tenute informate le organizzazioni sindacali, come ci eravamo impegnati a fare e ovviamente credo che loro abbiano riportato ai lavoratori in sede di assemblee il percorso che è stato messo in campo.

Nell'ottobre 2011, dopo che una serie di cose erano già state fatte, in un successivo incontro le organizzazioni sindacali erano state informate che, entro la fine di ottobre, ci sarebbe stata un'assemblea degli azionisti della Verrès nel corso della quale vi sarebbe stata una riduzione del capitale sociale pari all'ammontare delle perdite evidenziate e la convocazione di un'assemblea con all'ordine del giorno la proposta di scioglimento della società e della sua messa in liquidazione. Il 18 ottobre si è tenuta tale assemblea, che ha assunto la decisione di mettere in liquidazione la società, rinviando e quindi evitando la nomina degli amministratori e dei sindaci, che erano scaduti dall'incarico già a maggio 2011. Nel novembre 2011, con deliberazione straordinaria degli azionisti Finaosta e Poligrafico - perché l'altro azionista di riferimento non era presente come ci si aspettava -, è stato nominato il Commissario liquidatore unico della società nella persona del dottor Carlo Pessina. Il 5 gennaio 2012 nuovamente e unitamente al dottor Cilea di Finaosta e il Presidente Rollandin abbiamo incontrato le organizzazioni sindacali, a cui sono stati indicati i percorsi individuati per il salvataggio della Verrès. In particolare è stato ricordato che il liquidatore unico aveva potestà di compiere tutti gli atti per la conservazione dell'azienda, compreso il suo esercizio provvisorio e l'acquisizione di contratti per acquisire nuovi ordinativi. Da ciò si spiega la ragione della cifra della quale si parlerà in seguito, perché è stato dato mandato al liquidatore di acquisire commesse. In questa fase era già acquisito il principale punto di forza del piano, che si intendeva sviluppare, ossia la presenza effettiva del Poligrafico all'interno dell'azienda, rischio che è stato scongiurato solo negli ultimi mesi, perché con la situazione esistente in Italia e con tutte le questioni in ballo anche dal punto di vista economico, la presenza del Poligrafico nell'azienda non era assolutamente garantita, anzi era in una fase di massima incertezza. Il 19 gennaio 2012 è stato presentato agli azionisti il piano di liquidazione della società, gli azionisti presenti erano Finaosta e l'Istituto poligrafico Zecca dello Stato; è stato questo l'atto conclusivo della vicenda che ha visto di fatto l'uscita del socio privato della Verrès.

Quali erano gli obiettivi che ci si era posti - poi arrivo alla risposta nel concreto alle domande -: il primo era quello di tentare di salvare l'azienda, assicurando la presenza del Poligrafico per il prosieguo futuro dell'attività, cosa che è stata fatta con grande perizia da parte di Finaosta, che ha mantenuto sempre rapporti costanti con il Poligrafico; assicurare la continuazione dell'attività attraverso acquisizioni di commesse in primis dal Poligrafico, che al momento dell'uscita del socio privato può affidare adesso direttamente alla Verrès la sua necessità di monetazione, senza l'esperimento di gare come in passato, perché la presenza di un socio privato comportava a detta loro il fatto di dover rispettare gli obblighi di concorrenza e non consentiva l'affidamento diretto; continuare ad acquisire commesse anche da altri soggetti che possono concorrere a mantenere i livelli produttivi dell'azienda; mantenere i livelli occupazionali dei dipendenti a tempo indeterminato attraverso il salvataggio dell'azienda; ricercare eventuali partner che potessero entrare nella compagine societaria.

La richiesta è se sia verosimile la previsione di 17.000.000 di euro di commesse per l'anno in corso; parliamo dell'anno in corso, perché il processo di liquidazione si dovrebbe concludere entro il 2012, primi mesi del 2013. Ovviamente, malgrado queste commesse che sono state acquisite recentemente, è stato necessario procedere da parte dell'azienda - cioè del liquidatore - a dei periodi di cassa integrazione sulla base delle previsioni operative dell'azienda, ma, per quanto riguarda il fatturato, secondo quanto risulta dal piano di liquidazione del liquidatore, nel corso del 2012 sono previste commesse per Algeria, Perù, Filippine, Bulgaria, Francia, Italia e Belgio per 17.000.000 di euro, la cui produzione e i relativi incassi producono i loro principali effetti nel primo semestre 2012. Cito la questione Tailandia, anche se non richiesta: questo paese non ha effettuato il pagamento degli ordinativi che le sono stati consegnati e il liquidatore ha già aperto una vertenza per procedere all'eventuale incasso di queste somme, perché esse rappresentano un problema nel bilancio della società e delle procedure di liquidazione.

Seconda questione: "se sussiste ancora l'interesse al subentro da parte di un gruppo francese nella compagine azionaria...", il liquidatore ha incontrato i rappresentanti del gruppo francese che hanno confermato il loro interesse all'attività produttiva del sito di Verrès.

Terzo quesito: "se le prospettive di liquidazione in bonis hanno tuttora un margine di fondamento...", l'intervento del Poligrafico dello Stato e della Regione è destinato a salvaguardare l'integrità della struttura produttiva, la prosecuzione dell'attività per il 2012, con la volontà di mantenere per il futuro l'attività produttiva del sito. Come è noto, tale intervento dovrebbe permettere la chiusura in bonis della liquidazione nel breve periodo.

"Quali sono gli intendimenti...": come si evince dalle precedenti risposte, tutto quanto posto in essere è finalizzato alla prosecuzione dell'attività per il 2012, alla chiusura in bonis della liquidazione, tenuto conto della ferma volontà dell'Amministrazione regionale in primis di mantenere per il futuro l'attività produttiva nell'attuale sito industriale. Tutto questo si è confermato con la delibera di Giunta n. 97/2012, che ha conferito a Finaosta l'incarico di procedere all'acquisizione degli immobili di proprietà della Verrès per un importo di 4.467.000 euro e questo a fronte della contestuale acquisizione degli impianti della Verrès da parte del Poligrafico dello Stato per un importo di 5.533.000 euro; questo significa che da parte dei due soggetti che diventano proprietari di tali impianti vi sarà un forte impegno.

Concludo sottolineando come nel corso degli ultimi mesi vi sia stato un impegno constante per salvaguardare l'attività della Verrès attraverso tutti gli atti messi in campo, culminati con l'acquisizione degli impianti e degli immobili e grazie all'impegno costante di tutti i soggetti che hanno operato. Si chiederà il collega Tibaldi se questa sia la parte conclusiva. In effetti siamo ancora in una fase di divenire, perché l'obiettivo è di giungere a costituire, passata la fase della liquidazione e della gestione commissariale, una società che vedrà presenti Poligrafico e Finaosta e, come noi speriamo, anche qualche altro soggetto all'interno di questa compagine azionaria.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Come si suol dire, se sono rose fioriranno e speriamo che la primavera sia vicina nonostante il grande freddo che sta attanagliando il Paese e in questo caso anche la Verrès S.p.A.. Prendo atto delle sue risposte, Assessore, che hanno una visione positiva prospettica per questa azienda. Mi sono annotato meticolosamente tutto quello che ha detto: lei ha affermato che l'intervento di Finaosta e del Poligrafico sono volti proprio a risanare questa situazione. Vivaddio aggiungo io, perché sono tre anni che la Verrès chiude con un bilancio in negativo e sappiamo che l'amministrazione che c'era non si è distinta per efficienza o per capacità di orientarsi in nuovi mercati.

Da parte dei lavoratori c'è preoccupazione, penso che anche a lei sia giunto questo messaggio, anche perché i lavoratori, che sono quelli che stampano le monete, vengono mandati a casa in cassa integrazione per quattro, cinque settimane e si chiedono come mai a loro tocca andare a casa per quattro, cinque settimane, mentre tutto il comparto impiegatizio - proveniente peraltro anche da fuori Valle, anche da Torino con tanto di auto, viaggi e vitto pagati - sia invece ancora reclutato e al servizio dell'azienda, come lo sono ancora due pensionati della stessa, che sono stati riassorbiti come consulenti. Ci sono alcuni fattori che stridono e spero che quanto prima il liquidatore, essendo un professionista stimato e apprezzato, sappia risolvere queste contraddizioni. Nei giorni scorsi è stato distribuito a tutti gli operai un documento da parte dell'INPS con la dichiarazione di immediata disponibilità ad un percorso di riqualificazione professionale e all'adesione di una proposta di lavoro congrue, come dire: "sappiate che qui il futuro non è così certo, preparatevi anche se avete 50 anni o più ad imparare ad utilizzare word, excel, altri programmi perché non è detto che continuerete a stampare monete".

Alla luce di queste considerazioni e soprattutto delle sue risposte, che sono la parte autorevole di questo dibattito, non posso che prenderne atto, farne tesoro e auspicare che quelle che sono state delle dichiarazioni oggi rese in aula si concretizzino nei prossimi mesi.