Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 2179 du 25 janvier 2012 - Resoconto

OGGETTO N. 2179/XIII - Interpellanza: "Proroga di alcuni contratti di lavoro individuali in modalità di telelavoro".

Interpellanza

Vista la l.r. 18 aprile 2008, n. 16 "Disposizioni in materia di telelavoro";

Preso atto della deliberazione della Giunta regionale n. 750 del 19 marzo 2010 inerente all'approvazione di nove progetti di telelavoro per un periodo sperimentale di un anno;

Viste le deliberazioni della Giunta regionale n. 1499 del 24 giugno 2011 e n. 2159 del 16 settembre 2011 concernenti la proroga di sei dei nove contratti di telelavoro approvati con la DGR n. 750/2010, proroga necessaria "al fine di allineare la scadenza di tutti i progetti al 31/12/2011, data di termine della sperimentazione";

Evidenziato che, con deliberazione della Giunta regionale n. 3068 del 16 dicembre 2011, sono stati prorogati i sei contratti di telelavoro fino al 31/12/2012 in considerazione del "buon andamento generale dei suddetti progetti, con manifesta soddisfazione da parte dei dirigenti e dei dipendenti coinvolti" non facendo cenno alla fase sperimentale;

Considerato che il telelavoro si pone quali obiettivi strategici: la razionalizzazione dell'organizzazione del lavoro e la realizzazione di economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane, la conciliazione del lavoro con la famiglia e la vita privata, la lotta allo spopolamento delle località decentrate, il decongestionamento dei poli urbani, la riduzione dei costi, pubblici e privati, di trasporto" (DGR n. 750/2010);

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione per conoscere:

1) i motivi che hanno portato alla proroga di soli sei dei nove progetti approvati;

2) se è stata fatta una valutazione sul raggiungimento degli obiettivi strategici posti e quindi se da una fase sperimentale si sta procedendo alla disciplina vera e propria del telelavoro.

F.to: Rigo - Carmela Fontana

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Grazie Presidente.

Il telelavoro, come sapete, è una modalità da poco introdotta, nell'organizzazione delle prestazioni lavorative dei dipendenti regionali; modalità, peraltro, abbastanza diffusa presso altri uffici, pubblici e privati. Una metodologia nata dallo sviluppo della rete e dei sistemi informatici grazie a cui è possibile, con strumentazioni telematiche, bypassare i consueti canoni di lavoro d'ufficio ed operare dal proprio domicilio o da un altro luogo appositamente attrezzato. La legge regionale che disciplina questa materia è del 2008, ma l'avvio vero e proprio della progettazione e della sperimentazione dell'istituto risale a marzo 2010. Gli obiettivi strategici che, voglio ricordare, sono stati ben delineati nella deliberazione della Giunta n. 750/2010 e sono: "la razionalizzazione dell'organizzazione del lavoro e la realizzazione di economie di gestione attraverso l'impiego flessibile delle risorse umane, la conciliazione del lavoro con la famiglia e la vita privata, la lotta allo spopolamento delle località decentrate, il decongestionamento dei poli urbani, la riduzione dei costi, pubblici e privati, di trasporto". Obiettivi importanti che hanno alla base l'innovazione e il futuro con lo scopo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e realizzare anche economie di gestione, con l'impiego flessibile delle risorse umane. La rete è ormai l'ambiente nel quale si creano alternative non solo culturali, ma anche di produzione, di ricerca e, non ultima, di amministrazione. Il telelavoro ha un impatto su ambiente ed energia, su mobilità e sanità, sugli orari di vita quotidiana delle persone, sulla qualità della vita, sul modo di produrre beni e servizi. Tuttavia attorno a noi percepiamo ancora segnali di una società che stenta ad accogliere questi modelli innovativi anche fra le persone che lavorano a contatto tutti i giorni nei servizi pubblici e che anche la politica al momento non è in grado di governare.

Il Presidente Rollandin, rispondendo ad un'interpellanza, disse: "il telelavoro è una scommessa non da poco, perché è un salto culturale importante"; proprio per questo abbiamo sentito la necessità di richiamare in Consiglio regionale questa tematica anche perché abbiamo trovato poco materiale sulle sperimentazioni attualmente in corso e vogliamo invece conoscere il loro futuro sviluppo.

Vengo quindi alle domande. Dalle deliberazioni della Giunta regionale e dalle notizie giornalistiche che abbiamo letto non abbiamo capito quali sono stati i motivi che hanno portato alla proroga di soli sei dei nove progetti approvati a marzo 2010. Nel convegno di novembre di quell'anno ne furono illustrati otto su nove e nella deliberazione di Giunta n. 3068/2011, inerente alla proroga dei contratti, vengono autorizzati solo sei progetti. Non siamo riusciti a capire come e perché, o abbiamo non correttamente interpretato noi, si è passati da nove a otto e poi a sei. Con la deliberazione prima citata vengono prorogati i progetti anche se inizialmente il periodo sperimentale era di un anno dall'effettiva attuazione e doveva quindi terminare entro il 2011. Vorremmo capirne le ragioni anche perché nel convegno di novembre 2010, fra luci ed ombre, non sono stati presentati risultati significativi.

Ciò detto, riassumendo, le domande riferite al futuro sono due: se la sperimentazione di un altro anno dei sei progetti è stata autorizzata perché non si è ancora definito in modo chiaro il quadro di riferimento, non si sono ancora verificate le aree di criticità e i punti di forza di questa nuova metodologia di lavoro? ossia se non abbiamo ancora bene le idee chiare, oppure se gli elementi utili alla definizione di una vera e propria disciplina del telelavoro ci sono ormai tutti, abbiamo bene le idee chiare, ma la proroga di un anno serve più che alla sperimentazione alla necessità di precisare il quadro contrattuale per predisporre poi la messa a regime dell'istituto stesso.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Ringrazio il collega Rigo per aver voluto ricordare che lo strumento telelavoro è uno strumento recente, diciamo che ha avuto un iter molto lungo per arrivare a questa definizione e la partenza è stata anche difficile, perché, come tutti gli strumenti nuovi, sono da rodare.

Venendo alla risposta puntuale e poi ad un breve commento, primo quesito: "i motivi che hanno portato alla proroga di soli sei dei nove progetti approvati", i motivi sono i seguenti: un progetto è stato annullato il 31 dicembre 2010 per dimissioni della dipendente; un progetto non è stato attivato per maternità della dipendente; un progetto non è stato attivato, perché al mese di gennaio 2011, data della presunta decorrenza, non sussistevano più le motivazioni iniziali che avevano determinato la definizione del progetto di telelavoro; queste sono le ragioni oggettive, mi spiace che tale comunicazione non sia stata data.

Per quanto riguarda la seconda domanda: "se è stata fatta una valutazione sul raggiungimento degli obiettivi strategici posti e quindi se da una fase sperimentale si sta procedendo alla disciplina vera e propria del telelavoro", diciamo che questo è stato uno degli argomenti principali, ossia affrontare le ragioni di una parziale riuscita di tale strumento, perché ad oggi i numeri sono ridotti. Ora questo è stato fatto e si sta muovendo da una fase sperimentale verso la fase a regime del telelavoro, quindi con una caratterizzazione specifica. Nel corso del mese di dicembre è stato convocato il Comitato per il telelavoro, che è stato invitato a produrre le proprie riflessioni sulla continuazione di tale attività, in particolare per quanto riguarda le tipologie di progetti attivabili, nonché la durata e i rinnovi dei contratti. In particolare, l'Amministrazione intende procedere con l'attivazione di progetti a bando per posti di categoria B e C. Tali posti saranno istituiti presso il Dipartimento personale e organizzazione, poiché, a seguito di rilevazione effettuata nel corso del mese di agosto dello scorso anno, nessun altro coordinatore ha manifestato l'intenzione di rendere telelavorabili dei posti di lavoro, poi tornerò su questo. Inoltre potranno essere strutturati dei progetti individuali su posti di categoria B, C e D, su proposta dei coordinatori e con l'accordo dei dipendenti interessati, nei casi in cui i dipendenti si trovino nelle particolari condizioni previste dalla normativa sul telelavoro per l'individuazione dei soggetti, quali situazioni di disabilità psico-fisica, esigenze di cura dei figli e distanza dalla sede di lavoro. Nell'ambito della fase di riorganizzazione delle strutture dell'Amministrazione regionale -l'applicazione della legge n. 22 - si definiranno anche il numero massimo di postazioni da rendere telelavorabili e il numero massimo di progetti individuali. Parallelamente a tale processo si proseguirà come previsto con gli adeguamenti normativi, nonché la definizione degli aspetti contrattuali, quindi stiamo passando - come lei ricordava - dalla fase sperimentale alla fase a regime.

Ci sono sicuramente dei dati, quando ho detto: "nessuno dei coordinatori ha individuato"...questa è una riflessione che porterà a dire che un colloquio con gli stessi andrà fatto per sensibilizzarli su una maggiore disponibilità nei confronti delle esigenze del lavoratore rispetto all'organizzazione del lavoro stesso, senza pregiudicarlo, ma nemmeno sottovalutando alcuni aspetti che prima ho detto, in particolare la vicinanza con i figli, eccetera, tenuto conto che la maggioranza è personale femminile, questo dobbiamo sottolinearlo. A questo punto credo che andrà poi fatta una riflessione con tali termini precisi per dire quale può essere una programmazione più ampia, ossia dire in due o tre anni cosa possiamo prevedere, su quali settori, al di là del Dipartimento personale, possiamo vedere di insistere? La caratterizzazione principale è quella del discorso individuale, ossia che ognuno possa farsi promotore di questo e quindi avere una risposta mediata fra la parte di indirizzo che cercheremo di dare e una disponibilità di chi deve concedere tale sistema di lavoro. Riteniamo che lo strumento sia valido, sicuramente in questo anno è stato con "movimenti" piuttosto difficoltosi, ci auguriamo che questo possa andare nella direzione da noi auspicata e che era negli intenti dell'approvazione della legge.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Rigo.

Rigo (PD) - Nel dichiararmi soddisfatto delle risposte del Presidente della Regione, chiedo se è possibile avere il documento, la relazione della riunione di questo comitato che ha il compito di fare il punto della situazione e vorrei fare, per concludere, una riflessione.

La manovra che abbiamo seguito, in questi giorni io particolarmente, con tanta apprensione e attenzione, quella sulle pensioni, obbligherà tutte le amministrazioni a dover fare i conti con un rapporto di lavoro fra i dipendenti e la pubblica amministrazione che cambierà: andare a lavorare fino a 66 anni vorrà dire qualche cosa. Così come la ricaduta di questa manovra su quello che poi sarà il rapporto fra il lavoro vero e proprio e il lavoro di cura per una società che invecchia e la necessità di non gravare sulle spalle solamente della sanità pubblica questo problema. Credo che il telelavoro, in questa logica e in questo momento, possa avere una funzione e un gradimento superiore, quindi giusto mettere a bando ed opportuno l'incontro con i coordinatori per vedere quello che sarà il futuro dell'Amministrazione regionale...secondo me, questa sperimentazione viene proprio a fagiolo.