Objet du Conseil n. 2141 du 22 décembre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 2141/XIII - Discussione generale congiunta sulle proposte di legge n. 156, n. 157, n. 161, n. 164 e n. 171, relative al contenimento dei costi della democrazia.
Presidente - Con la seduta pomeridiana di ieri si sono concluse le relazioni relative agli oggetti n. 18, n. 19, n. 21, n. 22 e n. 23; ne consegue che apriamo la discussione generale sugli stessi.
La parola al Consigliere Segretario Rigo.
Rigo (PD) - Grazie Presidente.
Comincio io, ma, per la verità, ci aspettavamo che dopo le relazioni vi fosse qualcuno che...pazienza, pazienza...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...abbiamo presentato le relazioni del PD e dell'ALPE, allora una voce dissonante diciamo così, per quell'equilibrio...tutto lì...poi qualcuno...sì, sono dei trentacinque, siamo tutti qualcuno.
Ieri abbiamo cercato di parlare di costi della politica: costi della politica diretti, indiretti, della casta. Credo sia interessante affrontare questo argomento, quindi, prima di spiegare il senso della proposta che, insieme ai colleghi dell'ALPE, abbiamo presentato sulla riduzione del trattamento indennitario dei Consiglieri regionali, vorrei fare alcune considerazioni sul dibattito relativo alla "casta dei politici", e più in particolare degli amministratori pubblici siano essi Parlamentari o Consiglieri regionali. È fuori di dubbio, lo diciamo tutti in quest'aula, che i tagli devono essere anche incisivi, ma vorrei che questa necessaria riforma potesse produrre anche cambiamenti profondi nei modi in cui lo Stato tutela l'equità e la giustizia sociale. Da mesi e mesi si parla soltanto o quasi di "casta". Sembra che non ci sia altro problema in Italia. Pagine su pagine, libri su libri, con molte critiche giuste per carità, anzi doverose: i troppi Parlamentari, i Consiglieri, le loro remunerazioni, la proliferazione di società partecipate, di scranni e relative prebende. Permettetemi però di dire che, parlando di costi della politica, quello su cui dovremmo riflettere di più è il dato per cui gran parte delle persone che sono cresciute in questi anni intorno al mondo e alla visione rappresentata dal Presidente Berlusconi ha guardato all'attività politica come ad una possibilità di diventare ricchi. I costi della politica non sono solo quelli legati al numero e allo stipendio degli eletti, sono anche - direi soprattutto - quelli legati alla corruzione, ai comitati di affari, al movimento delle tangenti che pesano sui costi di gran parte delle attività legate al pubblico. Ridurre i costi della politica richiede certamente un intervento diretto sui soldi che si spendono per i Parlamentari e i Consiglieri, ma chiede anche - almeno io la penso così - una lotta serrata alla corruzione e l'impegno ad una selezione attenta degli amministratori pubblici.
In Italia è già successo. Si parla della virtù e si arriva a demonizzare tutto ciò che è Stato, struttura pubblica di governo, forme e modi della politica. È già successo con la prima repubblica di buttare, insieme alla non poca acqua sporca, anche il bambino e di rimpiangere poi la capacità di governo dei partiti d'antan. Abbiamo sentito in questi giorni invocare i partiti di una volta. Temo però tre cose: che sparare ogni giorno a raffica equivalga a sparare nel mucchio, incidendo piuttosto poco alla fine sui tagli strategici; che così si concorra a suscitare l'idea che tutto sia da buttare: politica, partecipazione, Parlamento, autonomia e a suggerire, come aveva detto il collega Caveri, che una bella tecnocrazia di competenti sia la soluzione ideale; che quest'ultima possa procedere passando sopra le regole costituzionali. Partiamo allora da due dati. In Italia ci sono ogni anno, come è stato detto ieri, 120.000.000.000 di euro di evasione fiscale e 60.000.000.000 che se ne vanno in tangenti, per la corruzione. Fanno 180.000.000.000 all'anno, in 10 anni 1.800.000.000.000, pari quasi all'intero stock del debito pubblico calcolato proprio sabato scorso dalla Banca d'Italia in 1.900.000.000.000 di euro.
In questi giorni abbiamo sentito e letto di una "manovra Monti lacrime e sangue", di aumenti, di super prelievi, di tagli. Manovra necessaria, come è evidente a tutti, necessaria, possiamo dire grazie soprattutto al contributo di Berlusconi e Bossi che hanno lasciato a partire dal 2001 l'Italia a rischio di default, ossia di fallimento. Vale a dire una situazione in cui lo Stato non sarebbe più in grado di onorare i suoi impegni (salari, pensioni, interessi, eccetera) con conseguenze devastanti per l'economia mondiale. Pur di evitare tale eventualità qualsiasi intervento, per quanto invasivo e doloroso, risulta giustificato, oltre che necessario. Lontana da me l'idea che un aggiustamento delle dimensioni necessarie a salvare il nostro Paese potesse essere messo in conto solo al 10 percento più ricco del Paese. Sicuramente però si poteva fare di più, si poteva trovare più equilibrio, più equità: una manovra molto generosa per le imprese e molto severa per le famiglie, per i lavoratori, per i pensionati. Mi viene da pensare che, forse, come ho trovato scritto su un giornale in questi giorni, che riportava una relazione sui reati finanziari, basterebbe ridurre del 10 percento le voci dell'economia sommersa e il pareggio del bilancio del 2013 sarebbe assicurato, senza sfiorare le tasche di chi le tasse già le paga.
Per tornare al tema iniziale degli stipendi dei Consiglieri regionali, nonostante l'economia illegale valga 15 volte la "casta della politica", il tema non viene enfatizzato dai media che preferiscono concentrarsi sui prezzi stracciati - è comunque senza dubbio una vergogna - del ristorante di Montecitorio. Intanto è passato sotto silenzio che negli ultimi mesi alcune delle principali banche italiane sono state costrette a restituire all'Agenzia delle entrate centinaia di milioni di euro che avevano evaso. Non è curioso? 13 agosto 2011 una grossa banca, Unicredit, presente anche in Valle d'Aosta, peraltro tesoriere regionale, ha fatto pace con il fisco pagando 99.000.000 di euro per un accertamento relativo al 2005, gliene deve ancora 450.000.000. Altre banche hanno patteggiato per milioni e milioni di euro, ma la stampa preferisce stigmatizzare l'evasione, pur grave, dello scontrino fiscale al bar o della fattura dal dentista. C'entrerà qualcosa il fatto che le proprietà dei giornali italiani facciano capo a gruppi industriali o finanziari? Certo, a mio modo di vedere, forse questo non aiuta la diffusione di certe notizie Così pochi sanno che il 50 percento delle imprese italiane ha una sede nei paradisi fiscali e insieme a loro le principali banche, in tutto 320 istituti, oppure che negli ultimi 12 mesi i reati fiscali all'attenzione della sola Procura di Milano sono aumentati del 400 percento. È la tangentopoli della società civile. L'Agenzia delle entrate avrebbe tutti gli strumenti per intervenire con efficacia. Ci sono 440.000.000.000 di imposte accertate come evase negli ultimi 10 anni e mai riscosse dal fisco; troppe leggi hanno indebolito la lotta al crimine finanziario (vedi la depenalizzazione del falso in bilancio). Possibile, mi chiedo, che fra i 68.000 detenuti nelle nostre carceri non ci sia l'ombra di un evasore? Eppure si apprende da Il Sole 24ore del 10 dicembre che il 42,4 percento delle barche di lusso è intestato a contribuenti che a malapena guadagnano in un anno 20.000 euro. A causa di chi evade ogni contribuente in regola paga 3.000 euro all'anno in più e i lavoratori dipendenti hanno pagato per questo 850.000.000.000 di tasse in più negli ultimi 30 anni. Dati questi contenuti in una relazione fatta quest'anno da un organismo europeo sull'illegalità economica per calcolare i costi di reati tributari, finanziari, eccetera.
Ritornando sulla "manovra Monti", certo sull'evasione fiscale si poteva, si doveva, fare di più. Tuttavia la storia europea del professore e la recente disposizioni sulla trasmissione al fisco dei conti finanziari e bancari dei contribuenti lascia sperare in un cambio di rotta. Ed allora nella situazione descritta quale deve essere il ruolo della politica in futuro? Il governo del mondo può continuare ad essere affidato solo ai banchieri e quando serve ai generali? Come superare l'imbarbarimento e l'imbastardimento della politica attuale, che non sembra e non è assolutamente all'altezza dei nuovi compiti? Ho voluto ricordare queste cose, perché è giusto discutere per poi decidere che bisogna intervenire sui privilegi e sugli stipendi dei Consiglieri regionali, ma vorrei anche che la stessa attenzione e determinazione in Italia fossero indirizzate a suscitare nell'opinione pubblica la giusta battaglia alla lotta all'evasione, vincendo le resistenze corporative, (anche quelle della politica) e finanziarie.
Detto questo la proposta di legge preparata insieme ai colleghi dell'ALPE vuole essere una prima risposta e un segnale in un momento in cui ai cittadini sono chiesti importanti sacrifici per uscire dalla crisi economica che sta attraversando il Paese e in un momento in cui l'insopportabilità dei costi della politica e dei privilegi non è più un luogo comune legato all'italica diffidenza nei confronti degli eletti, che c'è sempre stata in Italia, bensì un sentimento popolare sempre più profondo e travolgente. I criteri adottati sono stati sostanzialmente tre: trasparenza nell'identificazione dei parametri, riduzione dei costi e razionalità dei tagli. Il nostro è stato un taglio lineare per intervenire subito, per poter dimostrare nei fatti che intendiamo affrontare questa questione ma, a mio avviso, non risolve il problema alla radice. Al di là delle numerose semplificazioni che circolano tanto nel dibattito pubblico che nelle proposte politiche, è necessario introdurre meccanismi sistematici che dimostrino al cittadino come il denaro "investito" nella politica sia utilizzato per lo scopo assegnato, gestito correttamente e debitamente controllato.
Veniamo dunque alla proposta di legge relativa alla riduzione del trattamento indennitario dei Consiglieri regionali. La prima operazione, fortemente voluta, è stata quella della trasparenza: tagliare quel cordone ombelicale riguardante il meccanismo automatico che aggancia l'indennità del Consigliere all'indennità mensile lorda di carica percepita dai componenti della Camera dei Deputati. Per i colleghi di ALPE e per noi era fondamentale che il nostro stipendio venisse sganciato da quello dei deputati per due motivi: per perseguire quel principio di autonomia decisionale che dovrebbe contraddistinguere il lavoro della nostra Assemblea legislativa; per perseguire, in un'ottica di assunzione di responsabilità e di chiarezza, l'obiettivo di rendere identificabile e facilmente misurabile lo stipendio del Consigliere. In sostanza, volevamo quantificare, attraverso un'equiparazione con una figura dirigenziale, l'aggancio del lavoro del Consigliere con una delle figure apicali dell'Amministrazione regionale. Il coordinatore, per esempio, è investito della responsabilità burocratico-amministrativa di un dipartimento e, a parer mio, poteva essere un metro di raffronto con la responsabilità politica in capo al Consigliere eletto. In sostanza dare dei pesi, a questi due piatti di un'ipotetica bilancia, a quel difficile equilibrio fra impegno politico e amministrativo. Per vari motivi di scomposizione dell'attuale legge regionale, la n. 33/1995, non è stato possibile definire, ancora, una proposta valida, sostenibile e - quello che più contava - applicabile subito. A mio avviso, rimane il fatto che dovremo lavorare ancora per riuscire a trovare una figura professionale dirigenziale operante in Valle d'Aosta che possa essere punto di riferimento quindi, anche valore stipendiale, ma non in maniera automatica, a cui agganciare il trattamento indennitario del Consigliere regionale; lo dobbiamo per quella trasparenza che tanto invochiamo. Non potendo praticare questa via abbiamo optato per determinare con un importo fisso, pari a 6.700 euro lordi, naturalmente, l'indennità mensile di carica. Per i Consiglieri poi che svolgono particolari funzioni - Presidente, Assessore, eccetera - abbiamo previsto un'indennità di funzione determinata con un'operazione di bilanciamento rispetto a quella prevista dalla legge attualmente in vigore. In soldoni con la nostra proposta si potrebbe ottenere un risparmio per le casse regionali del 20 percento della spesa fino ad oggi sostenuta con un avanzo per il bilancio regionale di oltre 1.000.000 di euro.
Continuando a parlare di cifre e di minori spese le proposte di legge presentate dal gruppo del Partito Democratico potrebbero portare ad ulteriori risparmi. Un Consiglio regionale composto da 29 Consiglieri eletti comporterebbe, a valori attuali, ossia quelli definiti dalla deliberazione dell'Ufficio di Presidenza volta ad accertare la riduzione dell'indennità parlamentare, dal 1° ottobre scorso, un'indennità di carica pari a 7.898,30 euro, anziché a 8.192,55 euro, ad una minore spesa tra i 700 e gli 800.000 euro. Se a questa sommiamo quella riferita alla riduzione del numero degli Assessori, proposta che di fatto impediva anche la nomina di Assessori tecnici, che comporta un minor costo rispetto all'attuale di oltre 300.000 euro, otteniamo un risparmio complessivo dei cosiddetti "costi della politica diretti", quelli nostri, che supera abbondantemente 1.000.000 di euro.
Vorrei brevemente accennare anche all'altra proposta di legge del PD: quella in materia di soppressione di facilitazioni e liberalità, i cosiddetti "benefit", che fanno tanto infuriare le persone fuori di qui. In altre parole non vediamo logico ed equo che il Consigliere regionale, a differenza dell'impiegato, del tecnico, dell'operaio, del funzionario regionale, debba avere un trattamento di riguardo - per chi abita fuori Aosta - e ottenere rimborsi chilometrici per le spese di viaggio, o per la possibilità di non pagare l'autostrada, o anche gli abbonamenti a quotidiani o settimanali. Piccole spese, certo, ma che incidono per oltre 100.000 euro l'anno, 65.000 per le indennità di trasporto (rimborso chilometrico) alle cifre attuali e non dopo la modifica che verrà introdotta con la legge della maggioranza, 60.000 per i pedaggi autostradali. Non abbiamo calcolato poi l'impatto sui costi, quindi sulle minori spese su cui potrebbe incidere la proposta sulla non cumulabilità del trattamento indennitario di chi svolge attività politica con altri emolumenti. Un Consiglio regionale innovato nel ruolo e nelle competenze deve avvalersi di un Consigliere a tempo pieno, che quindi non può mantenere in parallelo altre attività o, se lo fa, deve avere una riduzione dell'indennità. In conclusione, 1.000.000 di euro riferito alla riduzione del numero dei Consiglieri e degli Assessori, ipotetico visto che non è stato approvato, 1.000.000 mal contato, relativo alla proposta congiunta ALPE e PD, possiamo tranquillamente affermare che il risparmio poteva superare la cifra di 2.000.000 di euro l'anno, ripeto: 2.000.000 mal contati. Tanti, pochi? Se però confrontiamo questa cifra con quella spesa nel 2011, per le sole indennità di carica, per la diaria, l'indennità di funzione dei 35 Consiglieri regionali, degli Assessori, dei Presidenti, dell'Assessore tecnico, che supera di poco i 5.000.000 di euro, vediamo che il taglio sarebbe considerevole.
Infine vorrei citare un pensiero di Corrado Alvaro: "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile". La frase è fulminante e racchiude il senso di frustrazione che angoscia molti italiani, ma è un dubbio che non ci si può permettere il lusso di coltivare, non solo per motivi etici ma anche perché poi non ci resta più nulla a cui aggrapparci.
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Grazie Presidente.
Proseguiamo e definiamo oggi con un provvedimento che credo nella mattinata andremo a votare quella che è la diminuzione delle indennità di quell'agglomerato odioso di parassiti, come viene considerato da un certo tipo di opinione, ossia noi, senza distinzioni, senza fare valutazioni. Dico questo perché devo condividere le premesse del collega Rigo, che, al di là delle spiegazioni sulle loro proposte di legge, ha fatto notare quanto questa situazione sia emersa anche a seguito di una campagna molto roboante, avvenuta ultimamente in Italia in un contesto abbastanza unilaterale. La casta dei politici è stata vista sotto i riflettori, mentre tutto il resto è stato assolutamente offuscato ed è su questo ragionamento che vorrei fare due riflessioni, perché ritengo che sia un processo doveroso quello che faremo anche sull'onda dell'opinione pubblica, ma certo che almeno personalmente...e il mio gruppo non è particolarmente convinto che questa sia la strada migliore. Infatti, qualunque iniziativa noi prenderemo, ho il dubbio che, con tale tipo di clima, venga ritenuta insufficiente dall'opinione pubblica. A proposito dell'opinione pubblica, mi dispiace doverlo dire, anche il quotidiano più importante della nostra regione titola stamani: "Il Consiglio regionale blocca le poltrone"; quando si nominano le poltrone volendo significare presso l'opinione pubblica un senso negativo del termine, è logico che dopo non ci si debba stupire di come la gente si riferisce a quello che è invece il nostro lavoro, a cui deve essere dato un rispetto che è nelle cose. Senza fare distinzioni, sicuramente ci sono stati degli abusi soprattutto a livello nazionale, ma non credo che a livello locale ci siano le storture che si verificano in campo nazionale, che hanno anche dato il "là" ad una giusta critica, perché distinguere il ruolo dei Consiglieri regionali che operano sul proprio territorio senza doppi, né tripli incarichi dalle realtà che avvengono nel resto d'Italia mi sembra un fatto doveroso. In Italia ci sono delle situazioni, soprattutto a Roma, vergognose, la nostra è una posizione che mi sento di dire anche sobria, che non necessita di tutta quella caccia alle streghe che è stata in qualche modo ingenerata qua. Noi quindi faremo questo gesto sull'onda popolare, il mio gruppo lo fa anche perché è convinto che si debba dare un segnale, che si debba dare un esempio che deve però essere seguito anche da altri, perché siamo convinti che i costi della politica non siano circoscritti - poi dopo lo dirò perché mi sono preparato due cifre - all'emolumento dei Consiglieri. Fra i Consiglieri ci sono quelli buoni, quelli cattivi, come in tutte le categorie, quelli che producono, quelli che producono meno, c'è una media; io ritengo che debbano essere i cittadini a dover poi valutare...l'aumento del voto ogni cinque anni...se ognuno di noi ha operato in un determinato modo ed è meritevole di una riconferma, che deve essere quindi guadagnata sul campo giorno dopo giorno: dal momento dell'elezione fino a quello dell'elezione successiva, lavorando sul territorio come credo stiamo facendo tutti quanti noi.
Non ritengo che l'emolumento che percepiamo oggi siano un emolumento scandaloso, anche perché, se rapportato con altri dipendenti dell'Amministrazione regionale, mi sembra essere addirittura riduttivo, poco rispettoso del ruolo che stiamo compiendo in questa Assemblea. Infatti mi sembra paradossale, perché i riflettori li abbiamo addosso noi, che ci siano anche all'interno della nostra Regione dei dirigenti che agiscono nell'ombra, che non sono sottoposti al vaglio elettorale, che non devono molto spesso rispondere dei loro obiettivi, che guadagnano forse il doppio del Presidente della Regione, che ha una responsabilità e un ruolo di un certo tipo, che sovrintende un bilancio delle dimensioni che sappiamo, mentre ci sono dei manager pubblici che guadagnano il doppio, o il triplo di quello che guadagnano noi. Se questa vi sembra una cosa da non evidenziare, è quasi paradossale, per non parlare delle storture che avvengono ad altre latitudini, dove ci sono Consiglieri politici e tutto un apparato di sottobosco che regna anche a livello dei dipendenti semplici nella Camera dei deputati, che quello sì urla vendetta, ma qui io non lo ritengo... Tutti voi sapete, come me, che il nostro emolumento deve essere anche visto - lo sanno bene i colleghi dell'ALPE e del PD - rispetto alla difficoltà di sostenere i costi della politica di chi la fa con scienza e attenzione. Il nostro emolumento è decurtato di quelle che sono delle percentuali più o meno ampie, che nel nostro caso diamo ai partiti per sostenere la macchina amministrativa, per compiere delle iniziative, pertanto non mi sembra assolutamente indignitoso l'emolumento che noi attualmente percepiamo. Se lo facciamo, è perché abbiamo deciso di seguire questa impostazione che ci viene data dalla pubblica opinione, da una certa stampa che si accanisce senza fare le distinzioni; lo facciamo, Signor Presidente, anche con l'auspicio che ci siano degli esempi analoghi in settori anche della pubblica amministrazione, che forse hanno più delta su cui operare delle decurtazioni. Lei sa, Presidente, che noi queste cose le abbiamo dette sia in sede politica, sia in sede di maggioranza; speriamo vivamente che con l'entrata in vigore di questa legge, che sancisce la decurtazione dell'emolumento di poco più del 10 percento nei nostri riguardi, ci sia un'altrettanta attenzione, ci sia un attento invito suffragato dai fatti alle società partecipate dalla Regione, che facciano altrettanto, con la stessa decorrenza con cui ci accingiamo a farlo noi, perché esistono delle nicchie in questa regione che evidentemente sfuggono ai canali ufficiali e alle attenzioni della stampa.
Concludo dicendo che sono convinto, come ha detto il collega La Torre ieri, che il costo della politica non sia rappresentato dai nostri emolumenti, ma dalle decisioni che qui prendiamo, ossia il costo della politica è legato alle decisioni che la politica prende. Per tale motivo ricordo che il costo della politica complessivo - perché in questo momento mi soffermo sui nostri costi, della nostra Assemblea - ammonta a poco più di 7.000.000 di euro, a cui si aggiungono poco più di 3.000.000 di euro, che sono riferiti ai vitalizi dei Consiglieri che ci hanno preceduti, per un totale di poco più di 10.000.000 (lo 0,66 percento dell'intero bilancio). Mi chiedo allora se effettivamente questo non sia un falso problema e se non sia necessario concentrarsi su anche la necessità che in tale Assemblea venga espressa, nelle legislature e nelle elezioni che via via si svolgono, in qualche modo la possibilità che su queste sedie...dal momento che le decisioni lì sì rappresentano poi dei costi...ossia la qualità delle decisioni è quella che poi fa scaturire i veri costi della politica; ieri ne ha accennato anche il Presidente della Regione, io ne sono fermamente convinto.
Se si va avanti con il fatto di dare comunque la sponda alle opinioni dei mass media, in un modo che è stato assecondato dalle proposte di legge presentate dall'opposizione, che in qualche modo hanno cavalcato tale sentimento demagogico, perché è indubbio che presentare tutte queste proposte di legge facendo a gara ad aumentare il taglio delle indennità, a togliere i vitalizi e quant'altro è un modo di compiacere la folla...è un modo non opportuno che si ritorce contro lo stesso obiettivo che ci si vuole prefiggere, ossia il fatto di combattere i veri costi della politica. A meno che qui si voglia far sedere in questo Consesso progressivamente solo persone che non hanno particolari velleità, che addirittura prendono meno dei dirigenti della stessa Amministrazione. Ritengo che questa non sia la strada corretta e che sia irrispettosa nei confronti di chi su queste sedie deve prendere delle decisioni, quindi che sia una strada populista, demagogica e scorretta. Per tale motivo se qualcuno ritiene che sia necessario dare maggiori segnali nel senso di maggiori diminuzioni degli attuali trattamenti che ci riguardano, lo può fare. Mi dispiace di aver letto su qualche giornale della scorsa settimana che la norma, che è stata inserita per dare la facoltà a ciascuno di noi di fare maggiori tagli nel caso lo reputasse opportuno, è stata considerata e definita una norma da guitti. Io, collega Donzel, più che una norma da guitti, la considero una norma anti-guitti, perché è la dimostrazione che chi ritiene che il proprio emolumento sia commisurato all'impegno e alla dedizione che ognuno di noi sente di dovere assumere nell'esercizio della sua funzione può peraltro decidere di fare diversamente. Questa non è una norma da guitti: è una norma liberale che pone in cantina anche il dubbio di chi vuole farsi bello sull'onda della demagogia e del movimento popolare e poi, di fatto, quando le cose non vengono approvate, dà la colpa alla maggioranza, che è cattiva, che non ha voluto compiere determinati atti. Con questa norma, che non è una norma da guitti, ma anti-guitti, si vedrà, con la stessa decorrenza con cui tale legge andrà in vigore, se chi ha proposto determinate norme con tagli di vitalizi, eccetera, è veramente convinto che questa sia la strada migliore ed è naturalmente libero di farlo. Noi non riteniamo che questa sia la strada, come ho cercato di spiegare nel mio intervento, ma addirittura che il nostro emolumento, per le ragioni che ho detto, sia più che rispettoso delle nostre funzioni e, se lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto per dare un esempio a quelli che ci sono vicino, soprattutto quelli che hanno di più, per indurli a fare altrettanto, ma non riteniamo che si debba fare di più. Reputiamo che il taglio del 10 percento delle indennità è di fatto...perché i cittadini magari non lo sanno, noi siamo i Consiglieri meno pagati d'Italia, non abbiamo un benefit, perché i benefit sono stati quasi eliminati anche con la norma che ci accingiamo a votare con la proposta della maggioranza, non abbiamo niente di paragonabile agli altri Consiglieri regionali. Mi sembra quindi riduttivo non evidenziare che il nostro è un Consiglio che si regge su delle regole sobrie, pertanto, almeno da parte nostra, non vediamo la necessità di far vedere il sangue, anche perché siamo convinti che non basterebbe mai. Se c'è qualcuno che ritiene di essere coerente e di poter dare di più, lo può fare con questa norma, lo vedremo nei prossimi giorni; la cosa che però è da evitare è che ci siano i cattivi che votano contro e i buoni che vorrebbero fare delle cose, che a questo punto le possono fare e non si devono trincerare dietro le decisioni della maggioranza.
Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.
Paul Martin, all'epoca Sindaco di Losanna, Presidente della SISEX, persona di grande pragmatismo, quando presiedeva le riunioni e riteneva che l'argomento in discussione fosse stato sufficientemente sviluppato, era solito dire: "S'il y a encore quelqu'un qui a quelque chose d'utile ou d'intelligent à dire, bien, autrement on va conclure". Difficilmente qualcuno alzava ancora la mano, perché non era così scontato di avere sempre qualcosa da dire che, oltre ad essere utile, fosse anche intelligente, perché le due cose non erano alternative, ma cumulative: utile e intelligente. Quando intendo prendere la parola, cerco sempre, in virtù di quella esperienza, di conformarmi a questa logica; di conseguenza, il più delle volte taccio. Questa volta sento questa regola un po' stringente e ho dunque deciso di trasgredire a tale buona prassi. Non so se quello che ho da dire può essere intelligente, ma quel che è certo è perfettamente inutile, in quanto, come si dice nel gergo del gioco di azzardo - ieri si è parlato del casinò -, rien ne va plus, les jeux sont faits e ancora una volta l'elefante partorirà il topolino sottoponendo al voto di questa Assemblea un testo blindato che esprime tutta la generosità e la sensibilità di cui è capace una maggioranza a guida unionista, come l'ha qualificata il collega Empereur nella discussione generale sul bilancio regionale; generosità e sensibilità accresciuta, come vuole la tradizione, dal periodo natalizio alle porte.
Commovente l'introduzione della relazione alla proposta di legge della maggioranza: "Il momento storico attuale è caratterizzato da una profonda crisi economico-finanziaria e tutti i cittadini sono tenuti a condividere i sacrifici necessari per risanare la situazione delle finanze pubbliche. In questo contesto anche la classe politica regionale deve assumersi i propri oneri, provvedendo ad una riduzione dei costi della democrazia che appare non più procrastinabile. Si tratta di un tema fortemente sentito dalla popolazione, correlato all'esigenza di eliminare situazioni che sono percepite come fonte di privilegio ingiustificato". Per un minimo di rispetto nei confronti di quella popolazione che richiamate, va almeno tolto "percepite", ovvero situazioni che sono fonte di privilegio ingiustificato. Peccato poi che la sostanza di questa nobile premessa si esaurisca sostanzialmente nella riduzione dell'indennità attuale dal 70 percento di quella percepita dai Deputati al 65,10 percento. Perdonatemi, cari colleghi, ma non mi sento di definire questo un atto di alta nobiltà istituzionale, tutto qui? Non vi siete accorti di avere smarrito qualche pezzo per strada? La diaria per esempio, 2.685 euro al mese esentasse, secondo voi queste sono noccioline trascurabili? Quanti lavoratori, anche di elevato profilo professionale, percepiscono uno stipendio netto di questo tenore? Il vitalizio, dove la quota della Regione - è stato ben ricordato ieri - di 2/3 rispetto al terzo a carico del Consigliere, ammonta a circa 200.000 euro nel quinquennio, bazzecole anche queste? Indennità di fine rapporto: un piccolo pourboire. Tralasciando l'aspetto del finanziamento dei gruppi che, a nostro avviso, va fortemente ridimensionato, la percentuale effettiva di riduzione degli emolumenti complessivi previsti dagli istituti sopracitati scende sotto il 5 percento; bello sforzo! Facendo il conto della serva, la somma - perché a tutti sia chiaro - a diverso titolo accumulata nel quinquennio da un Consigliere è (parlo di somma netta) di 600.000 euro, 120.000 euro annui! È bene che tutti sappiano lo sforzo che ci proponete, cari colleghi della maggioranza! Questa proposta è offensiva nei confronti della comunità valdostana, in particolare dei ceti sociali più vulnerabili, e non potrà che accrescere il distacco e lo sfaldamento già fortemente percepito fra la gente da una parte e le istituzioni dall'altra. A mio avviso, ancora una volta si sta perdendo un'occasione per dare un segnale forte e unitario su un problema di tale natura, indipendentemente dalla corrente di pensiero di ciascuno di noi. Questa è l'occasione per dimostrare che c'è la volontà di ricomporre quella frattura sempre più marcata che citavo prima. Purtroppo, colleghi della maggioranza, la vostra proposta va in senso diametralmente opposto: ha la valenza di una paglia per saziare un mulo.
All'atto dell'insediamento di questa tredicesima legislatura che ho avuto l'onere di presiedere per un momento, merito dei miei barba e capelli bianchi, avevo auspicato che questa Assemblea potesse esercitare al meglio l'importante strumento di autogoverno, rappresentato dalla nostra autonomia nell'interesse comune, ciascuno di noi secondo la sua ideologia, le sue sensibilità, in quanto ognuno di noi espressione di movimenti o partiti politici, senza tuttavia dimenticare di essere nell'esercizio delle nostre funzioni soprattutto dalla parte dei cittadini. Non mi pare che la scelta scontata che scaturirà da questa Assemblea vada in quella direzione.
Colleghi e Sindaci, a voi mi rivolgo ancora una volta: quante volte in quel di piazza Narbonne, quando si facevano i ragionamenti sull'indennità, era comune e condiviso il giudizio critico sull'ammontare degli emolumenti percepiti dai Consiglieri, definito spesso - anche se ieri qualcuno non ha voluto usare tale termine - scandaloso! Non io, qualcun altro collega aveva definito questo scandaloso, specialmente se confrontato a quello percepito dai Sindaci in rapporto agli impegni e alle responsabilità dirette che incombono su di essi! Qualcuno anche decisamente più critico del sottoscritto al riguardo. Ma come può il passaggio da piazza Narbonne a piazza Deffeyes, 100 metri in linea d'aria, rovesciare così radicalmente questo concetto? L'ammorbidente usato deve essere di straordinaria efficacia. Personalmente ho solo cambiato la caschetta, non quello che essa copre. Il nostro gruppo già nel 2008 aveva presentato una proposta di legge per una sostanziale riduzione dei costi della politica, proposta che è stata tacciata demagogica e populistica dalla maggioranza. Le proposte congiunte ALPE e PD che sono oggi in discussione hanno ricevuto da parte della maggioranza lo stesso giudizio: populistiche e demagogiche. Ebbene vi invito, cari colleghi, per una volta a rinunciare ai vostri rigidi principi morali e ad essere come noi populisti e demagogici, votando assieme a noi queste leggi e vi assicuro che mai populismo e demagogia saranno così apprezzati dall'intera comunità valdostana!
Al di là del valore esiguo della riduzione proposta dalla maggioranza, che, per dirla in modo metaforico, avrà l'effetto del solletico fatto ad un asino con una piuma, mi riesce difficile capire le ragioni per cui si vuole mantenere il riferimento all'indennità dei Consiglieri legata percentualmente all'indennità dei Deputati. Se la scelta scaturisce da un'esigenza di autotutela, il ragionamento non fa una grinza viste le resistenze dei cosiddetti "Onorevoli" a vedersi ridotte le indennità, certo è un elemento di garanzia, ma se così non fosse, mi verrebbe difficile capire come una maggioranza a guida unionista possa rinunciare all'esercizio della propria autodeterminazione in questa materia. Autonomia e autodeterminazione vuol dire assumersi la totale responsabilità dell'azione e delle scelte che vengono esercitate sia nel bene che nel male e non solo quando fa comodo. Non vorrei che ogni tanto prevalesse il concetto all'epoca espresso da Scelba, che diceva che le autonomie sono una bella cosa, ma ogni tanto bisogna metterle in frigorifero.
Vorrei concludere rivolgendo un plauso all'illuminata mente che ha ideato il comma 3 dell'articolo 1: "I Consiglieri regionali possono rinunciare all'indennità". Se era una prova di selezione per reintrodurre la figura professionale del giullare e del buffone di corte, direi che ha brillantemente superato la prova. Confesso la mia ignoranza: non sapevo che fosse interdetto questo, il rinunciare alla propria indennità, lo confesso, non lo sapevo, anche perché non mi sono mai posto il problema in quanto onestamente non ho mai pensato di rinunciare ad un'indennità. Credo che un'indennità vada stabilita in termini equi e corretti, che siano rispettosi di chi la percepisce e di chi la dà, che sono i cittadini che stanno al di fuori di questo palazzo. Sono certo che, se avessi voluto farlo, nessuno me lo avrebbe impedito comunque. Mi rammarico per quella schiera di ignari che fino ad oggi non hanno potuto dare libero sfogo al loro filantropismo convinti che sarebbe stato impedito loro; purtroppo vedete come una semplice mancanza di informazione e di conoscenza possa compromettere a volte l'espressione di nobili sentimenti... Certamente costoro, credendo di non poter rinunciare a favore dell'Amministrazione in via formale, avranno trovato il modo di devolvere le corrispondenti somme in iniziative di beneficienza e solidarietà altrettanto lodevoli, certamente questo nel rigoroso rispetto dell'anonimato, perché la beneficienza si fa e non si dice, altrimenti diventa carità con il pelo. Sempre meglio applicare il nobile principio che l'importante è il bene fatto, poco importa il benefattore. Perdonatemi, colleghi, la punta di ironia, ma ho unicamente applicato ad una cosa immateriale il terzo principio della dinamica, legge di Newton, che vuole a che ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria. Una legge simile a quella del karma di ispirazione più spirituale e astrologica forse più appropriata al caso, in quanto un discorso immateriale come enunciazione, ma poi materiale, perché si traduce in denaro, si riferisce unicamente alla legge universale della causa ed effetto. Grazie per la vostra attenzione.
Presidente - La parola al Consigliere Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, la battaglia per gli emolumenti dei politici è una vecchia battaglia, portata avanti in particolare dalle forze di sinistra, cominciata già prima della seconda guerra mondiale e definitivamente concretizzatasi con la Costituzione. La richiesta e la rivendicazione forte delle forze di sinistra ai padri costituenti si basavano sul concetto di permettere a tutti di fare politica, e non permettere solo all'élite, in maniera tale che anche la sinistra fosse in condizione di fare politica e non solo la destra, ossia i ricchi. Negli ultimi anni assistiamo ad una situazione capovolta, ossia alla battaglia per la riduzione degli emolumenti da parte della sinistra; allora mi viene il sospetto che nelle file della sinistra l'élite e i ricchi siano ben presenti.
Oggi ci troviamo in un momento di grave crisi economica e come abbiamo sostenuto nel corso dell'ultima adunanza consiliare al momento dell'approvazione del bilancio...e di conseguenza con responsabilità la maggioranza ha voluto presentare una proposta di legge per la riduzione della nostra indennità, consapevole che nei prossimi giorni il Parlamento, avendo autonomia di bilancio, deciderà di apportare degli ulteriori tagli e degli adeguamenti. Consci che in futuro vi sarà forse un'ulteriore riduzione, ritengo che questa maggioranza stia quindi dimostrando di voler assumere dei comportamenti in sintonia con il rigore che la grave crisi economica e finanziaria impone a tutti. Leggo invece dichiarazioni forti da parte di ALPE e PD che rivendicano con grande risalto le loro proposte, le loro intenzioni di ridurre maggiormente le indennità, non in misura minimalista come - questo detto da voi - sta facendo la maggioranza. Cari colleghi dell'opposizione, vorrei sottolineare come la proposta della maggioranza abbia voluto con una disposizione apposita venire incontro anche a questa vostra intenzione e a questa vostra necessità. Vedete, sono alla terza legislatura, devo dire che ho assistito ad una serie di proposte e di iniziative che i gruppi politici e in maniera particolare quelli di sinistra, sapendo che sarebbero rimaste allo stato di proposte, hanno sempre presentato con una scadenza o annuale, o semestrale. Proposte che chiedevano riduzioni forti, ma che non potevano essere applicate in quanto l'aula non le approvava; certo, vedere persone deluse dal fatto di essere obbligate a ritirare l'intera indennità faceva piangere il cuore. Avevo apprezzato e condiviso l'iniziativa del Presidente del Consiglio, che su questo tema riteneva importante predisporre un testo il più possibile condiviso fra tutte le forze politiche presenti in Consiglio ma, essendo ormai prossimi al Natale, c'era chi riteneva farsi più buono degli altri, quindi abbiamo visto due giorni dopo delle fughe in avanti con la presentazione delle proprie iniziative senza aspettare un'eventuale condivisione e così facendo hanno spostato la rabbia dei cittadini, come è stata definita ieri, su una sola parte di questo Consiglio, ossia sulla maggioranza, secondo il solito giochetto: "noi avremmo fatto delle proposte massimali dove c'era una grande riduzione, ma la maggioranza...", ma...ma...ma... Questa volta il giochetto non è completamente riuscito, perché con la nostra proposta di legge sono state accolte le vostre richieste! Penso quindi che la proposta della maggioranza di concedere la facoltà all'opzione per un diverso trattamento sia un passaggio legislativo che per la prima volta mette ogni singolo Consigliere nelle condizioni di decidere sulla propria indennità. Fino ad oggi ci si nascondeva dietro il partito, il Consiglio, la maggioranza...oggi invece noi diamo la responsabilità personale e veniamo incontro a chi su questo tema ha una grandissima sensibilità.
Concordo con quanto detto pochi giorni fa dal collega Donzel: ogni componente della società deve concorrere allo sforzo di contenimento della spesa. Vedete, colleghi, oggi c'è il caso di Monti - lo aveva già sottolineato ieri il collega Donzel -, che, quando ha assunto la carica di Premier, ha dichiarato di lasciare la propria indennità, sottolineando che questa decisione era individuale e non coinvolgeva i colleghi Ministri, questo spettava al singolo. Nel mese di ottobre ricordo che il Governatore della Regione sarda, Cappellacci, ha tagliato la propria indennità di funzione per tutta la durata del mandato, portandola ad un euro, e anche qui lo ha fatto lui solo. Sia l'uno, sia l'altro hanno fatto questo senza fare conferenze stampa, in particolare senza avere l'ansia dell'ANSA o dei giornali con annunci quasi quotidiani. Leggendo i giornali, scopro che il Segretario del PD e nostro collega, Consigliere Donzel, esplodendo di rabbia - mi chiedo perché - dichiara che è una norma vigliacca, una cosa da guitti e che vuole vedere quale sarà il primo Consigliere che volontariamente si ridurrà lo stipendio. "Il termine "guitto" - cito - genericamente aggettiva la condizione di chi vive in maniera misera e sporca; in gergo teatrale veniva adoperato un tempo per definire in senso dispregiativo un attore di basso livello e poco preparato, la cui recitazione era considerata sopra se non fuori le righe". Cerco quindi di rispondere alle domande che si è fatto il collega Donzel. Intanto, a nome dell'intera maggioranza, vorrei esternare l'ammirazione per la conoscenza dei vocaboli, a volte dispregiativi, che il collega Donzel negli ultimi mesi sta sfoggiando: "soldatini" per i Sindaci della Valle d'Aosta, fra cui anche il suo; "fantocci" per i Presidenti delle società pubbliche; "guitti" per i Consiglieri regionali. Vorrei ricordargli che la Presidente nazionale del PD, Onorevole Bindi, pochi giorni fa ha fatto inserire nel nuovo Regolamento della Camera la possibilità a titolo personale di rinunciare al vitalizio o di concordare una somma meno favorevole rispetto a quella prevista, proposta che permette una riforma ancora più avanzata di quella approvata, che prevede un nuovo sistema contributivo a partire dal 2012. Ora, chiedo a Donzel se anche l'Onorevole Bindi si potrà aggiungere ai guitti di questa maggioranza. Venendo al quesito posto dal collega Donzel su chi sarà quel Consigliere che si riduce lo stipendio, noi non ci siamo mai posti la domanda, perché in noi vi era la certezza che quei partiti e quei Consiglieri che per mesi hanno annunciato il contenimento dell'indennità sia del vitalizio lo avrebbero applicato immediatamente per coerenza!
Entrando nel merito dei diversi progetti, esprimo condivisione sulla proposta di legge della maggioranza, volta a dare un'ulteriore decurtazione all'indennità di carica dei Consiglieri apportando una riduzione del 10,43 percento. In questo periodo da parte del Governo nazionale e del Parlamento escono proposte di modifiche regolamentari per quanto riguarda le indennità e i vitalizi. Si parla di una riforma per i vitalizi dal prossimo mandato, dove si passerà al sistema contributivo, mentre l'età pensionabile salirà a 65 anni. Ebbene, colleghi, vorrei solo ricordare che, quando non vi era la crisi attuale, non vi era la pressione dell'opinione pubblica come oggi, già con la legge regionale n. 28/1999 si era andati a sostituire il precedente sistema previdenziale a prestazione con il regime di capitalizzazione, che venne poi applicato a tutti i Consiglieri eletti a partire dal 2003, inoltre veniva fissata l'età per conseguire il diritto alla corresponsione dell'assegno a 65 anni; siamo stati quindi largamente in anticipo sui tempi rispetto alla riforma oggi così acclamata. Fra l'altro, vorrei sottolineare che in Friuli - è notizia di ieri, o l'altro ieri - hanno abolito il vitalizio, ma, leggendo tutto il testo di legge, loro dicono che nel 2012 predisporranno un nuovo sistema con il vitalizio previdenziale, quindi andranno sul nostro sistema, dunque niente di nuovo. Volevo fare - lo ha sottolineato oggi il collega Zucchi e ieri il mio Capogruppo - una distinzione fondamentale fra i compensi e i privilegi che ci sono nella nostra regione rispetto alle altre regioni; noi per cultura siamo sempre stati sobri, parsimoniosi e non vi sono mai stati eccessi sui privilegi e sui benefit, dando da sempre un'immagine di serietà e mai di spreco. Per quanto riguarda il trattamento indennitario dei Consiglieri, pari al 70 percento dell'indennità mensile lorda di carica percepita dai Deputati, esso è stato nel tempo aggiornato ai vari adeguamenti apportati dai Deputati. Nel 2006 si era provveduto ad una riduzione del 10 percento e vorrei ricordare che dal 2008 con legge finanziaria è stata bloccata l'indennità dei Parlamentari e di conseguenza l'indennità dei Consiglieri, che non ha più subito variazioni fino alla riduzione di pochi mesi fa, che già stata applicata automaticamente a tutti i Consiglieri.
Termino questo intervento ricordando come bene ha fatto la maggioranza in un momento difficile per tutti a presentare una legge di riduzione dell'indennità ai Consiglieri, pur sapendo che questo provvedimento potrebbe essere non definitivo, in attesa della determinazione che assumerà il Parlamento in seguito al lavoro di ricognizione che la commissione appositamente incaricata sta compiendo, al fine di definire le indennità dei Parlamentari per allinearle a quelle di Parlamentari europei. Concludo con una citazione di pochi giorni fa effettuata dal Presidente delle Regioni Errani: "bisogna assolutamente intervenire, partendo però da un'idea di equità, senza rincorrere la propaganda della cosiddetta "antipolitica"".
Presidente - La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, non pensavo di dover intervenire, perché era stato più che esplicito l'intervento del collega Rigo, in cui pienamente mi riconosco, ma, visto che tutta la maggioranza ha nominato portavoce il collega Comé per mettermi alla sbarra, è giusto che dia una risposta a questa cosa. Non si preoccupi, collega Comé, non avrò la bava alla bocca come aveva lei nell'aggredirmi in questo tema, non userò i suoi toni, né i toni leghisti del collega La Torre, che tanto appassionano, perché sono quei toni, cari colleghi, che hanno fatto sì che i cittadini dicessero che questi teatrini, a cui giustamente si affida il nome di guitto, se li possono risparmiare, vorrebbero sentire parlare di cose concrete, di fatti e non assistere a spettacoli che non sono richiesti!
Certamente non ripeto tutto il ragionamento di Rigo, che sottoscrivo, aggiungo alcune considerazioni successive che mancano a questo dibattito. Era evidente che il nostro partito - scopro che il collega Comé conosce molto bene la storia del Partito Comunista, mi fa piacere che la rivaluti in quest'aula - crede nella politica e nella partecipazione, crede anche che si debbano creare le condizioni affinché i cittadini possano esercitare il loro ruolo. Non si può però immaginare questo pueblo...allora io ho detto: soldatini, guitti, eccetera in riferimento alla politica, mentre qualcuno sta insultando da giorni tutti i cittadini: folla incoerente, massa gridante...voi è da mesi che insultate i cittadini chiamandoli pueblo, chiamando gente "che, se dovesse decidere o votare, non è in grado"...tranne quelli che vi hanno eletto! Mi sono preso la responsabilità di dire che i Sindaci alle volte si comportano come soldatini e non mi rimangio quello che ho detto, mentre voi avete insultato tutti i cittadini, trattandoli tutti come degli ignorantoni, che non sono in grado di capire, di decidere e di votare coerentemente: "se facessimo un referendum sui costi della politica, i cittadini distruggerebbero la democrazia"! I cittadini hanno costruito la democrazia di questo Paese e di questa Regione, i cittadini, non i politici, tanto per capirci! Perché i cittadini di colpo si infervorano contro la politica? Ce l'hanno con qualcuno, sono invidiosi di noi? No, assolutamente, è che la politica in questi anni ha costruito dei comportamenti...ci metto in primis la politica del mio partito, alcune persone di spicco anche del mio partito hanno tenuto dei comportamenti immorali; abbiamo dovuto allontanarli dalle loro cariche, cariche importanti come la Presidenza del Lazio! Ma non ricordiamo che un Presidente del Consiglio ha avuto dei comportamenti assolutamente riprovevoli in giro per tutto il mondo, la politica veramente era interpretata da persone che tutto erano fuorché l'idea di moralità e serietà! È chiaro che un cittadino poi fa anche l'errore di fare di tutta un'erba un fascio, voglio qui dire che voi, colleghi, non c'entrate nulla in tutto ciò, ma fate parte di un gruppo - come succede in una squadra di calcio: se uno gioca malissimo, risulta che tutti giochino male -, dove ci sono degli esponenti politici non di basso livello, ma di altissimo livello (di entrambi gli schieramenti) che hanno dei comportamenti riprovevoli e la gente dice: "non ne possiamo più di questi Signori!". Non è quindi che la gente si è di colpo svegliata e ce l'ha con i politici della Valle d'Aosta, non ce l'ha affatto con noi, non ho mai messo in dubbio il comportamento di nessuno dei colleghi! Dico però che il comportamento che è stato riportato dai giornali di alcuni politici è davvero riprovevole! Alcuni hanno dei rapporti con la mafia, altri con organizzazioni malavitose, insomma non è un bel vedere, quindi da qui nasce il comportamento di ostilità dei cittadini. Dopodiché anche qui il ruolo dei giornali non lo vedo così in negativo, certo alle volte anch'io ho delle perplessità sui titoli, ma state sereni: il titolo de La Stampa di oggi è uno spot alla maggioranza, non c'è una riga delle parole che hanno detto quelli di minoranza! Vi siete fatti un autospot, ma per piacere non venite a piangere che non avete i giornali dalla vostra parte, ma almeno non fateci di nuovo assistere a questa farsa: "poverina, la maggioranza non riesce a far sentire la sua voce in Valle d'Aosta, la stampa è invasa da quelli della minoranza...", ma non ci crede nessuno a queste cose! Avete in mano il controllo dei giornali locali e qualcuno che se ne distacca un po', fa qualche titolo un po' forte...ma un titolo forte dove poi prendono la parola i soliti, ma per piacere! Certamente, se uno mangia la mortadella in aula, l'altro mette fuori un cartello, questo succede a Montecitorio, non è che i cittadini dicono: "che bella roba che abbiamo lì"! Ma questa non è antipolitica: questo è il politico che non fa bene il suo mestiere, che non esercita correttamente le sue funzioni e fa delle cose che non sono quelle che deve fare. Francamente in tale legislatura in quest'aula non ho assistito a nulla che possa essere giudicato in quel senso, quindi quest'aula non c'entra nulla, però non possiamo non dire che le persone accendono la tivù e vedono dei comportamenti riprovevoli.
Vengo a dei ragionamenti più concreti. Qualcuno ha detto: "vogliamo ridurre lo stipendio dei Consiglieri regionali quando dei dirigenti guadagnano molto di più". Finalmente la maggioranza si è accorta di quella critica che da tempo vado facendo: che i precari dell'USL sono maltrattati e ci sono degli stipendi vertiginosi, ma siete in maggioranza, siete voi che potete determinare lo stipendio della dirigenza! Ben venga che state prendendo coscienza che avete degli stipendi della dirigenza che non sono corretti in questo momento, mi fa piacere tale assunzione di responsabilità. Successivamente parleremo magari di quelle cose, mi fa piacere che questa battaglia che stiamo facendo, senza che ci siano chissà quali toni, considerato che qualcuno comincia a dire che forse abbiamo dei dirigenti strapagati, è una battaglia che sta aprendo qualche breccia...ben venga questa voce dalla maggioranza, ci fa piacere sentirla.
Si è detto, per riprendere un'altra affermazione che mi ha molto colpito: "è come se qualcuno di noi avesse chiesto sangue da dare in pasto al popolo", state tranquilli, non si svena nessuno. Vi voglio assicurare che noi del Partito Democratico non siamo né super ricchi, né gente benestante, abbiamo approvato recentemente il bilancio certificato del Partito Democratico, dove si evince qual è la quantità di denaro che al Consigliere regionale del Partito Democratico, ossia 2.100 euro nette, viene dedotta dal suo stipendio netto, quindi, visto che voi considerate al limite quello che guadagna un Consigliere regionale, noi ce lo deduciamo...di 2.100 euro nette, ma è certificato, è scritto lì, è una cosa verificabile, è trasparente! Nel frattempo non è che siamo morti di fame, insomma.
Verrò allora a quella norma tanto cara a qualcuno, che ha detto: "adesso vi mettiamo alla prova se ridurrete lo stipendio". Vi posso garantire che lo ridurrò e che anche con i miei colleghi valuteremo delle forme di riduzione dello stipendio da Consigliere regionale. Siete più sereni di tale applicazione della normativa, avete ottenuto questa piccola soddisfazione? Naturalmente verrete anche a controllare se lo riduciamo di 1 euro, 2 euro, 3 euro, perché certamente vorrete verificare puntualmente, lo faremo in conferenza stampa così sarete sereni che la cosa è trasparente, visto che avete inventato questa norma che trasformerà la politica della Valle d'Aosta.
Visto che citate sempre quelli del PD, la Bindi, Vasco Errani, eccetera, allora vi cito io quello che ieri la Regione Toscana ha votato, intanto facendo esattamente la stessa cosa che aveva chiesto il PD, ossia di inserire i costi della politica in legge finanziaria, perché questi risparmi per noi non devono essere finalizzati ad un altro buffet della Giunta, o del Consiglio regionale e avanti a buffet, ma devono essere finalizzati alla riduzione del lavoro precario e alla possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Ha un senso allora questa riduzione dei compensi della politica, perché se riduciamo i costi della politica con la leggina regionale della maggioranza, dopodiché questi soldi vanno nei mille rivoli in cui si disperde il denaro pubblico, è certo che non abbiamo fatto un buon servizio, perché non è cambiato proprio nulla! Ecco perché chiedevamo questa cosa e in Toscana, visto che citate i Vasco Errani dell'Emilia Romagna, grande Presidente del PD, vi cito io la Toscana, che ha votato la riduzione dei Consiglieri da 55 a 50, degli Assessori da 10 a 8 e hanno visto quel processo di costruzione, come diceva correttamente Comé, del passaggio dal sistema vitalizio al sistema contributivo per i Consiglieri, tutto questo inserito in legge finanziaria, di modo che è possibile anche verificare tale passaggio di risorse dai costi della vita della politica verso forme che siano quelle a sostegno dell'occupazione, del welfare, di chi è più debole in un momento di grandissima difficoltà.
Come voi verrete a controllare noi del PD che ci riduciamo lo stipendio, quindi anche noi verremo a controllare voi, dove andate a mettere questi soldini nel bilancio regionale, cosa di cui peraltro nella relazione di maggioranza non vi è traccia, mentre noi da tempo dichiariamo tale condizione. Questo è un altro aspetto assolutamente importante della questione, quindi il ragionamento è: i cittadini non sono stati aizzati da nessun politico valdostano, ma i cittadini sono davvero disgustati da un certo modo di fare politica, che ripeto non attiene a quest'aula, ma quest'aula non vive fuori dal mondo: quest'aula ha anche espresso simpatie e sostegno per il "Governo Berlusconi", che è stato il campione che ha alimentato il movimento dell'antipolitica. Non penso che sia una forma di politica girare con un casco da vichingo, urlando contro i meridionali e cose del genere, questa non è buona politica, questo è alimentare voto per un certo partito. Non è fare un servizio alla crescita della qualità della politica girare con caschi da vichingo, girare con spade celtiche e cose del genere, questa è una carnevalata della politica che qualcuno fa e che dà anche dei risultati concreti in alcuni territori, ma alimenta, a mio avviso, comportamenti di antipolitica. Di questo io ne sono certo, così come il linguaggio che lei ha trovato riprovevole...fantoccio, soldatino, guitto sono parole che rientrano nel vocabolario italiano, ma non appartengono a quelle usate dai Ministri della Lega, da alcuni Ministri del "Governo Berlusconi" che facevano gesti violenti, che incitavano alla violenza, che avevano linguaggi dissacratori nei confronti delle istituzioni di questo Paese, dall'uso delle bandiere per fare certe cose in bagno e avanti di questo passo. Se c'è qualcuno qui che deve essere messo alla gogna, permettetemi l'autodifesa, non è il Signor Donzel, ma sono i Signori Bossi e Berlusconi che hanno molto contribuito ad alimentare l'antipolitica. Io davvero conto nulla e l'antipolitica non l'alimento, perché anzi ci metto sempre la faccia per dire che sono per i partiti e a sostegno di un partito, cosa che vi assicuro anche all'interno del mondo della sinistra non è così facile da sostenere in questo momento, quindi assolutamente non mi potete qualificare come esponente dell'antipolitica.
Rispetto al merito delle nostre proposte e ad una cosa che è venuta fuori spesso: "ah ma avete anticipato, avete voluto conquistare le pagine dei giornali...", eccetera, scusate, quando le pagine dei giornali le conquista il Presidente della Regione - e ne ha pieno titolo in qualità di Presidente della Regione -, c'è l'ovazione: "ha fatto bene il Presidente a dire che bisogna ridurre i Consiglieri regionali", "ha fatto bene il Presidente a dire che bisogna ridurre i vitalizi". A me va bene che avete questo rapporto di stima e di fiducia nei confronti del Presidente, ma non è che il Presidente può dire delle cose e tutti gli altri stanno zitti; voi avete scelto questa linea di condotta che rispetto, fa parte della vostra scelta di appartenenza politica, ma non potete pensare che il Presidente esce a commentare delle notizie mentre gli altri se ne stanno zitti e voi dite: "cosa uscite ad anticipare?", ma qui nessuno ha anticipato niente! Qui il primo che ha parlato di tali notizie - dico doverosamente - è stato il Presidente della Regione, che in questo caso doveva esprimersi su tale tema, perché era il tema in oggetto, la stampa gli chiedeva conto di notizie che giravano a livello nazionale. Volete allora che la minoranza non esprima una sua posizione? Ma quali anticipazioni, quale rincorsa? Abbiamo affannosamente noi rincorso le dichiarazioni del Presidente della Regione! Voi sapete che voi, quando volete, in 15 giorni fate un disegno di legge, ce lo piombate in commissione e dite: "questo è estremamente urgente!", qui sono passati mesi, ragazzi miei, su questo tema...
(interruzione del Consigliere Zucchi, fuori microfono)
...Zucchi, ho capito, bisognava parlarsi, però altre volte su altri temi piombano in commissione disegni di legge che passano via con la velocità del mondo, invece questo, che aveva una certa urgenza per essere inserito in legge finanziaria, non ha avuto la stessa rapidità nella tempistica. Le nostre proposte sono dunque proposte disfattiste che mettono in difficoltà il funzionamento del Consiglio regionale? Ma se per assurdo venisse votata la proposta del PD, che abolisce la possibilità di utilizzare lo skipass regionale per i Consiglieri regionali, scontatissimo, ma cambia qualcosa nella nostra vita di tutti i giorni? Non cambia nulla, è un gesto di sobrietà nei confronti dei cittadini! Questo Consiglio, lo condivido, è decisamente più sobrio di altri Consigli regionali, ma è un gesto di immagine! Qualcuno poi dirà che non è così, ma non importa! Ma diciamo pubblicamente: "state tranquilli valdostani, non c'è nessuno skipass scontato per i Consiglieri regionali", che problema c'è a dirlo?
(interruzione del Consigliere Agostino, fuori microfono)
...Consigliere Agostino, tutto è già tolto, voi avete già fatto tutto, allora se avete già fatto tutto, cosa contestate le proposte provenienti da questi banchi? Trattate queste proposte come demagogiche...
Presidente - ...evitiamo i discorsi fuori microfono, per cortesia.
Donzel (PD) - ...nel merito non è che si richiede questo dissanguamento, come se fossimo dei vampiri lanciati...assolutamente no: era una proposta che aveva una sua ragion d'essere, che è assolutamente in linea con proposte che vengono fatte in altre Regioni qui citate. Vi è quindi un'esigenza non di anticipazione della minoranza, ma è un tema discusso in ogni Consiglio comunale d'Italia; allora perché questo modo di finire in bellezza tale discussione con questo attacco spropositato alla "cattiveria della minoranza" che vorrebbe fare questo discorso? In tutti i Consigli, ad esempio in Puglia la maggioranza di centro-sinistra propone un taglio di 10 Consiglieri, il PdL propone un taglio di 20, fa parte del dibattito; qui perché non potrebbe avvenire un confronto di questo tipo? Non è che potete imporre il pensiero unico a tutti! C'è anche qualcuno che magari non ha un pensiero su questo tema in contrasto con il vostro, ma pone delle modifiche di merito e di contenuto ad alcuni punti. Cos'è questa aggressività, questa virulenza? Non riesco a capirla. Siete preoccupati allora della percezione che la vostra proposta ha sui cittadini, ma non del dibattito in aula, ma è una preoccupazione interna vostra, perché è un dibattito se si deve o no consentire il rimborso a chi abita a più di 20 chilometri da Aosta, oppure no? Di queste cose stiamo parlando, allora se siete già stati voi che avete detto: "prima era fino a 5 e poi è fino a 20", avete deciso un parametro. Noi diciamo di abolire il parametro, ma stiamo parlando tutti di rimborsi chilometrici e stiamo dicendo che ci sono dei Consiglieri che stavano percependo un rimborso chilometrico, perché abitavano fuori da 5 chilometri, che con la vostra legge non riceveranno più. Li avete dissanguati? Li avete fatti morire? No. Noi allora chiediamo semplicemente che questo rimborso chilometrico venga completamente abolito.
Voi parlate in generale... "Donzel, comportamenti..."... di fumo e non parliamo delle cose concrete, noi diciamo questa cosa. L'autostrada sta aumentando, sta soffocando i cittadini valdostani, tanto che gli amici di Fédération hanno fatto una proposta di legge regionale per ridurre i costi dell'autostrada. Noi abbiamo fatto la stessa cosa ma, essendo loro di maggioranza, non potevano sostenere una petizione del PD, ma loro non cavalcano la tigre dei cittadini, ossia "il PD era demagogico, il PD correva dietro ai cittadini, invece la Fédération no, sta rappresentando una giusta esigenza dei cittadini...", ma stiamo scherzando? Se lo fate voi di maggioranza è giusto, se lo facciamo noi di minoranza, è una burla? In questo momento in cui il Presidente ci dice: "sto lavorando alacremente per ridurre questi costi, ce la sto mettendo tutta, ma non ci riesco" possiamo dire che i Consiglieri regionali fanno un sacrificio? No, i Consiglieri regionali un sacrificio non lo fanno. Va bene, ma se il Presidente poi porta a casa una riduzione per tutti i valdostani, sarà anche per i Consiglieri regionali, no? No, su questo tema no, non ci stiamo: su tale tema i Consiglieri regionali gratis e i cittadini in attesa...e io la sosterrò quella proposta di legge popolare di riduzione dei costi dell'autostrada di Fédération, perché non è che se lo dice Fédération, non è più buona: è buona, è molto buona e noi del PD la sosteniamo perché siamo coerenti con la raccolta firme che abbiamo fatto. Avrei preferito che loro fossero coerenti a sostenere anche le ragioni della nostra petizione, cosa che è mancata.
In fatto di comportamenti, travestimenti, eccetera, quanto alle battute: "ma nei corridoi cosa si dice...", eccetera, guardate che su questa cosa non lo accetto, io posso dire qui davanti a tutti cosa dico! Certamente ad una persona come me che è di umili origini il fatto che venga meno un vitalizio è una perdita secca! Sarei un bugiardo se dicessi che non ci rimetto con le riduzioni che abbiamo proposto noi, ma soprattutto a noi del PD le riduzioni fanno un danno enorme: al nostro partito più che a noi Consiglieri, è chiaro? Non è allora che non lo dico ma, di fronte ad una richiesta netta proveniente dai valdostani, ho il dovere di ascoltare queste persone, che non sono un pueblo: sono il peuple valdôtain, che qualcuno usa come titolo di un giornale e poi lo chiama pueblo in quest'aula! Non sono una folla informe, sono cittadini con diritto di voto e che ci hanno votato con diritto di preferenza! Devo allora rappresentare qui quelli che hanno fatto la "ics" e hanno detto: "Raimondo Donzel vatti a sedere in quel Consiglio regionale", mi hanno dato mandato di venire qui a dire che bisogna tagliare i costi della politica e io, anche a malincuore per quanto riguarda la mia condizione personale, lo devo fare per rispetto a quelle persone! È chiaro questo? Quello che dico nei corridoi a malincuore quindi lo posso dire qui, davanti a tutti, al microfono: devo rappresentare le persone che in assemblea del PD, in direzione del PD, in segreteria del PD hanno ribadito che bisogna fare di più per la riduzione dei costi della politica. Noi siamo chiamate a rappresentare tali persone e questo senza alcun astio nei confronti dei colleghi, che hanno fatto le loro valutazioni, le loro considerazioni rispetto a tale riduzione. Sicuramente va riconosciuto che si va nella linea della riduzione, però non accetto l'aggressione rispetto a chi dà voce ad altre sensibilità nella società. Non è che ci sono solo unionisti in Valle d'Aosta, esistono anche altre persone che non sono dell'Union; quindi se agli unionisti sta bene questo sistema, c'è una minoranza...stia tranquillo, Assessore Marguerettaz, è una minoranza, ma essa ha il diritto di sopravvivere e di potersi esprimere in quest'aula e noi abbiamo il dovere di rappresentarla. Fossimo più bravi, lo faremmo ancora meglio, ce la mettiamo tutta, però se io ho usato dei termini forti, vi assicuro che i termini da voi usati nei confronti dei cittadini sono molto più pesanti di quelli che ho utilizzato io e che avevano forse una raffinatezza, cercati nel vocabolario, anche perché non fossero quel linguaggio che parla una certa politica, che è stata maggioranza in questo Paese per tanti anni e che ha distrutto le istituzioni e l'immagine della politica. Bisogna quindi tutti fare un passo indietro e ripartire da più in basso per risalire la china. È la nostra opinione e la sosteniamo fino in fondo.
Presidente - La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente.
Cari colleghi, ma non nel senso che costate caro, vorrei iniziare questo mio intervento magari ponendo una domanda al Consigliere Donzel, che ha dato il via al suo intervento con una sceneggiata, a mio avviso, abbastanza discutibile, su cui poi parleremo: ma lei, Donzel, ha parlato con Cerise prima di venire qui? Non so se vi siete parlati, perché il collega Cerise ha detto che oggi bisognava dire cose intelligenti e utili, allora sarebbe importante che, prima di fare le sceneggiate qua, vi metteste almeno d'accordo sul tipo di linea da tenere. Sì, perché lei ha fatto una sceneggiata, collega Donzel, perché è riuscito a mischiare, partendo da un attacco alla stampa come se essa la ignorasse, ma evidentemente non ha detto delle cose utili. Guardi che la stampa non è altro che uno specchio che riflette quel che vede e quel che sente, quindi se lei non è sui giornali - e capisco che il suo ego e il suo desiderio di apparire in questo caso non sono appagati -, è perché non ha detto niente di intelligente, né di utile, o comunque niente di interessante per la stampa.
Lei poi confonde l'etica con i costi della politica! Ci parla di Penati, io capisco il senso di colpa, però vada a confessarsi, non venga a farlo qui! Il senso di colpa se lo tenga! L'etica con i costi della politica è un'altra cosa, quella attiene ad una morale diversa! E poi ci fa il pistolotto, perché sembra che solo lui parli con i cittadini, solo lui ha un partito, solo lui ha un movimento, solo lui deve rispondere! Lui ha questo problema, che deve rispondere a tutti! Guardi anche noi abbiamo dei partiti e dei movimenti e li abbiamo riuniti! Guardi anche noi abbiamo dibattuto a lungo sul territorio queste problematiche e le abbiamo affrontate seriamente e mi dispiace quando sento dei colleghi che sottovalutano il loro ruolo, che sentono di non produrre a sufficienza, quindi si sentono strapagati. Ritrovate anche un po' il vostro orgoglio, colleghi, perché non dovete venire qui a dire che vi sentite strapagati, probabilmente è un problema che voi avvertite dentro di voi per ciò che non fate, perché la democrazia non è un costo, come ho cercato di spiegare. Al limite, il problema è il ruolo e l'impegno che ci mettiamo all'interno di questo, che è un impegno per la collettività ed è un impegno sociale. Allora al di là delle parole, i fatti, collega Donzel, i fatti! Lei nella sceneggiata ha voluto aggiungere anche il colpo di teatro: "ebbene io con grande patema d'animo e sacrificio mi ridurrò quello che è il mio emolumento". È troppo facile così, Donzel, perché, quando si parla di concretezza e di fatti, uno non è che dice: "io mi ridurrò il mio emolumento" e poi si toglie 10, 20 o 100 euro per dire: "io mi sono ridotto l'emolumento", perché quella sì che poi diventa una presa in giro! Io non verrò a controllarla, perché io non ho una visione stalinista, non ho il problema di venire a controllare lei, io sto bene con me stesso e cerco di impegnarmi per me stesso e per quello che devo alle persone che mi hanno sostenuto. Non verrò a controllarla stia tranquillo, lei si potrà togliere anche 1 euro e potrà dire che se lo è tolto, io glielo dico solo per rammentare che non è sufficiente dirle certe cose, ma bisogna farle con correttezza. Lei poi, a mio avviso, è addirittura libero di non aderire, quindi non si deve sentire adesso in necessità di aderire a questa clausola; dovrebbe, per le cose che ha detto, ma non si senta in dovere, perché io non verrò certamente a controllarla.
I fatti parlano chiaro: che questa maggioranza, che ha un suo territorio, i suoi elettori, i suoi cittadini è una maggioranza che si è interrogata a lungo, che ha fatto delle proposte e le ha mediate, perché ha avuto anche rispetto di un rapporto politico. Non è stato facile mediare le istanze provenienti da tutte le forze politiche della maggioranza, ma noi abbiamo tentato e siamo riusciti a fare questo sforzo, tant'è vero che la dinamica della presentazione della legge lo rappresenta anche nel suo passaggio consiliare, perché abbiamo preferito - per non voler caricare di un valore diverso che non fosse quello di una coesione - farla passare attraverso l'Ufficio di Presidenza, nel rispetto di un lavoro che abbiamo cercato di portare avanti in commissione. In quella sede lei non può dire che non c'è stato il lavoro, perché il Presidente Zucchi ci ha provato in tutti i modi, fuori dalla commissione e dentro la commissione, spendendosi personalmente in questa direzione; peccato che non si è fatto in tempo a dire: "iniziamo a parlarne" che c'erano già una, due, tre, quattro, cinque proposte! Capisco che il problema è anche quello di cavalcare certe situazioni, non me ne stupisco, ma restiamo sui fatti. Noi oggi presentiamo una proposta di legge, che è sempre migliorabile, adesso si prevede 10...ma può diventare 11, 12, il problema non è quello: il problema è l'assunzione delle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini. Sa cosa le dico? Ce ne fossero tante di Regioni come la Valle d'Aosta, che sono Regioni virtuose, che non sono mai state ai primi posti per gli stipendi, al contrario, sono sempre state ai primi posti per l'efficienza, per il rapporto con il territorio, per i bilanci in ordine, per aver firmato i patti di stabilità e averli mantenuti, per aver firmato il federalismo fiscale prima di altri ed essersela presa in quel posto! Ce ne fossero tante di Regioni come la nostra! Altro che venire qui a lamentarsi! Di Regioni che sono attente ai problemi della gente, e abbiamo appena approvato un bilancio e tutta l'anticrisi c'è e si aiutano le famiglie e si cerca di creare con tante discussioni momenti di salvataggio dei posti di lavoro!
Certo, i problemi ci sono, ma chi dice il contrario? Ma oggi siamo qui coscientemente, assumendoci una responsabilità, a dare un segnale. Un segnale piccolo, un segnale grande? Ma siamo qui a dare un segnale concreto. E questa è una Regione anche all'avanguardia per quel che riguarda il vitalizio, perché il nostro non è un sistema di vitalizio, ma un sistema contributivo. L'intuizione, lo voglio riconoscere pubblicamente perché credo sia un merito, è stata del Presidente Louvin, perché, mentre le altre Regioni lo stanno inseguendo, il nostro è già un sistema contributivo, abbiamo lasciato il termine "vitalizio", ma è stato un errore, perché non è un vitalizio, è un sistema contributivo. Certamente poi dovrà essere un sistema da rivedere nelle percentuali, ci mancherebbe altro e qual è il segnale? Ma il segnale c'è ed è un segnale di concretezza, è un segnale di serietà, non è un segnale di sceneggiata, non è neanche un problema di guitti o non guitti, qui non è che dobbiamo contrapporci, dovremmo invece trovare un terreno di incontro e di intelligenza come invitava Cerise. Mi consenta però Cerise, senza cadere nella presunzione, perché essere intelligenti e dire cose utili non vuol dire che le dici solo tu, altrimenti diventa presunzione. Può darsi che questo pistolotto che ho fatto io è qualcosa di intelligente, magari no, quindi l'intelligenza e l'utilità partono già da un presupposto che possiamo essere in molti a dire delle cose intelligenti e utili, a parte Donzel, che oggi, secondo me, doveva parlarti prima, ma può succedere.
Ciò detto, credo che vada rispettata la nostra posizione, poi è legittimo un confronto in aula, ma la nostra posizione va rispettata, perché è una posizione che viene dalla base, dal territorio, dai partiti, dai movimenti, da un confronto politico che c'è stato, da un dibattito che è stato fatto in commissione, di una presa d'atto di quello che accade a livello parlamentare, del fatto che noi eravamo già posizionati ad un livello basso rispetto alle altre Regioni italiane, del fatto che noi già alcuni anni fa siamo passati ad un sistema contributivo, del fatto che comunque la nostra è una Regione che legifera, che non ha province, del fatto che la nostra è una Regione efficiente, del fatto che la nostra è una Regione autonoma, del fatto che la nostra è una Regione che difende il presidio del territorio e la rappresentanza, del fatto che è una Regione che riconosce la sua autonomia, il termine è questo: la sua autonomia. Ecco perché deve essere rispettata la nostra proposta. Voi mi potete dire che non vi piace, ma dovete rispettare la nostra proposta perché è una cosa seria!
Presidente - La parola alla Consigliera Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
Le proposte di legge che stiamo trattando mirano a ridurre i costi della politica. Personalmente penso che mai come in questo contesto di crisi economica mondiale dobbiamo dare un segnale molto forte. Ci saremmo aspettati di condividere le proposte di legge e poterle votare all'unanimità, purtroppo questo non è stato possibile. La politica ha perso credibilità, come possiamo dare torto a quei cittadini arrabbiati che non sanno come mantenere la propria famiglia o come pagare il mutuo o, ancora peggio, hanno perso il lavoro e non hanno un futuro certo? Si chiedono ancora dei sacrifici, penso che non se ne possa più; per le famiglie normali ogni giorno è un sacrificio e non è giusto che paghino sempre gli stessi. Penso alle donne che vedono allontanarsi sempre più la pensione e a rimetterci è sempre la famiglia, penso ai giovani che non hanno un futuro lavorativo certo, ai nuovi poveri, ai pensionati che non arrivano a fine mese; la politica deve riappropriarsi del suo ruolo e ridare quella fiducia che i cittadini si aspettano. È questa la sfida che ci aspetta, non sarà facile, stiamo vivendo un brutto momento.
Devo sottolineare che non condivido che la politica è tutta sporca e tutti sono disonesti, ritengo che ci siano dei politici che lavorano onestamente e non è giusto che per colpa di qualcuno debbano pagare tutti. Noi del Partito Democratico lasciamo 2.100 euro al partito e con questa convinzione voteremo queste leggi, nel rispetto di tutti quei cittadini che non sanno come arrivare a fine mese. La politica ha il compito di dare risposte e soprattutto serenità a tutti quei cittadini che non hanno un futuro certo. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Caveri.
Caveri (UV) - Mi spiace di aver perso l'intervento del collega Donzel, che, pur senza citarmi esplicitamente, ha ripreso una parte del mio intervento di ieri. Devo dire di averlo conosciuto in questi anni e purtroppo non sempre capisce le cose che dicono gli altri, forse è caratteristico dei fini intellettuali quello di entrare in rotta di collisione talvolta con la logica. Con molta pazienza allora cercherò di dire a cosa mi riferissi nel mio intervento di ieri, perché questa cosa del pueblo lo ha impressionato e accetto volentieri la lezione sul fatto che in Valle d'Aosta non c'è il pueblo, ma c'è il peuple, cosa che mi era del tutto oscura e quindi ringrazio il collega Donzel di avermi illuminato con la sua cultura. Vede, collega Donzel, il mio ragionamento sul pueblo era strettamente legato alla questione della legge statutaria, quindi aveva una sua logica causa-effetto. Se fosse stata vera la logica affermata - e ne ho molto rispetto - da parte del Consigliere Louvin, come da lui stesso spiegato ieri, il meccanismo della legge statutaria consente, anche a seconda dell'esito del voto in quest'aula, di avere o non avere un referendum sulle questioni concernenti la legge statutaria. Visto che io sono contro la democrazia plebiscitaria e invece sono favorevole alla democrazia rappresentativa - e potrei citare a lungo quali sono stati i regimi che si sono rifatti alla democrazia plebiscitaria -, ma non lo farò perché ritengo che la mia cultura politica sia quella del federalismo personalista, che prima di molti altri pensieri aveva dimostrato un'assoluta equidistanza rispetto ai totalitarismi che hanno adoperato la democrazia plebiscitaria nel secolo scorso, volevo dire che il termine "pueblo" - termine che peraltro dovrebbe commuoverla, perché immagino che lei da giovane ascoltasse gli Inti-Illimani - non era niente affatto negativo o sarcastico: era la semplice considerazione che, a mio avviso, alcuni temi, come quello della fissazione del numero degli eletti in un'assise democratica, non possono essere oggetto della capricciosità di un referendum. Mi ha capito perfettamente nelle mie intenzioni il collega de La Stampa, che oggi ha citato all'inizio del suo articolo la mia frase, considerandola - questo è invece un termine giusto - come una sorta di epitaffio rispetto ai rischi di scarsa considerazione che oggi in generale l'opinione pubblica può avere nei confronti degli eletti.
Al di là delle emozioni di affetto e delle lezioni di democrazia che mi sono state ammannite, purtroppo quindi devo dire di ritenere oggi la politica in grave crisi...certamente per una gravissima crisi di identità della politica, ma non si può negare, perché i conti bisogna farli tutti, il fatto che la democrazia rappresentativa è in parte fallita anche a causa del fatto che non sempre i nostri elettori hanno una conoscenza dei meccanismi che possano consentire loro di potersi esprimere su determinati argomenti di grande delicatezza. Sappiamo che oggi i meccanismi della democrazia anche in Valle sono oscuri ad una parte della popolazione, questo è certamente colpa nostra, ma esistono anche in politica delle responsabilità soggettive, legate alla partecipazione, a quelli che vengono definiti i diritti di cittadinanza, sui quali fiumi di inchiostro sono stati scritti da filosofi e pensatori della politica, che il collega Donzel conosce sicuramente meglio di me.
Ci tenevo a fare questo breve intervento, perché già ieri ho visto che il mio discorso era stato usato da lei con intenti distorsivi che mi dispiacciono dal punto di vista personale e mi turbano dal punto di vista politico, per cui ci tenevo a dire...come un epitaffio, che mai da parte mia ci può essere nei confronti del popolo elettore, che ha ripetutamente dimostrato in 25 anni di carriera politica di avere fiducia in me...e io ho sempre avuto fiducia nei miei elettori e non solo in quelli che mi hanno votato, ma nell'insieme della comunità valdostana, per cui sono dispiaciuto e offeso di queste sue dichiarazioni.
Presidente - La parola al Consigliere Bertin.
Bertin (ALPE) - Grazie Presidente.
Non avevo una grande voglia di intervenire in questo dibattito, anche per la piega che ha preso e dopo quanto citato dal collega Cerise, perché poco di utile e di intelligente ho da aggiungere a quanto detto oggi. Non sarò l'unico ad aggiungere cose poco intelligenti, se non altro sarò breve. Tutti in quest'aula in campagna elettorale abbiamo presentato dei programmi che prevedevano una qualche riduzione dei costi della politica, perché per tutti questo era diventato un argomento centrale, tutti i partiti sentivano questa necessità. Diversamente da quanto ci si poteva aspettare, però siamo arrivati ad oggi in extremis a prendere delle decisioni. Decisioni che andavano prese, visto che le avevamo messe nei nostri programmi ad inizio legislatura con un ragionamento forse più ampio e in un clima migliore. La nostra piccola parte all'epoca l'avevamo fatta presentando una proposta globale per niente demagogica o populista, ma che voleva portare quest'argomento al centro dell'attenzione, coerentemente con i programmi che avevamo presentato. Purtroppo all'epoca questa proposta è stata tacciata di demagogica e populista e si è chiuso un dibattito che invece andava aperto in un clima diverso. Un po' come diceva Comé, abbiamo anticipato i tempi per quanto riguarda il passaggio del vitalizio, avremmo dovuto farlo anche in questo caso, concentrandoci subito su tale argomento ad inizio legislatura ed eravamo già in ritardo visto che da più tempo si parlava di questa necessità e che tutti ne eravamo consapevoli. Adesso si dice altro, ma in campagna elettorale tutti lo dicevamo. Come dicevo prima, era il tempo di anticipare, abbiamo anticipato sul vitalizio nel 2003, dovevamo farlo anche noi in questa legislatura.
Oggi le altre Regioni intervengono sul vitalizio perché non possono farne a meno per questioni di bilancio, perché i bilanci dei Consigli regionali rischiavano di esplodere non avendo accantonato i soldi per pagare i vitalizi; pertanto non è che lo scelgono, lo fanno per necessità. Noi lo abbiamo fatto all'epoca essendo lungimiranti e avremmo dovuto fare lo stesso ragionamento adesso, anticipando i tempi e uscendo, in considerazione della nostra proposta, da questi meccanismi, anticipando i tempi e non essendo sempre alla rincorsa.
Da questo punto di vista, in fatto di rincorse dell'opinione pubblica, il Presidente della Giunta è stato il campione: ha iniziato con il Messager valdôtain annunciando chissà quali riduzioni, poi non si è tradotto in niente tutto questo, ad agosto quando l'attenzione dei giornali è cresciuta moltissimo (concordo sul fatto che si è esagerato) ha riaperto la discussione sul numero dei Consiglieri, sui vitalizi, su tutto, discussione poi chiusa con una proposta minima e che non risponde a tutti gli annunci e alle aspettative create. Ci accusate di aver voluto cavalcare l'opinione pubblica, mi sembra che, da questo punto di vista, vi siano maestri ben più bravi di noi, che poi andranno in giro a dire: "io la volevo fare la riduzione, ma la mia maggioranza non ha voluto". Di maestri che cavalcano l'opinione pubblica ce ne sono molti e non è da questa parte che dovete guardare, ma da un'altra parte. Come detto, siamo in ritardo, sull'onda diceva il collega Zucchi...sì sull'onda dell'opinione pubblica e sotto la pressione dell'opinione pubblica...arriviamo tardi con un provvedimento che non farà crescere la credibilità di questo Consiglio, che doveva essere l'obiettivo di tutti noi. Era perlomeno il nostro obiettivo ad inizio legislatura, c'è un problema di credibilità della politica e del ruolo di questo Consiglio, intervenire sui costi della politica al momento giusto significava ridare credibilità al Consiglio e al ruolo dei Consiglieri. Non lo abbiamo fatto e oggi, sulla spinta dell'opinione pubblica, facciamo una proposta minima, che verrà percepita come inutile - e lo è - e che non darà credibilità a questo Consiglio o una credibilità in più. Era qualcosa che dovevamo affrontare prima, perché tutti ne eravamo consapevoli, lo facciamo adesso e il risultato è che usciremo da quest'aula con un provvedimento minimo, dopo una discussione demagogica e, come diceva il collega Cerise, poco utile e anche poco intelligente. Il risultato sarà soltanto negativo. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Donzel, per fatto personale.
Donzel (PD) - Una breve replica al collega Caveri, che giustamente mi ha chiarito; non avendo io tali capacità di capire alcuni passaggi dei suoi ragionamenti, era opportuno che me li spiegasse meglio. Sarò brevissimo, lo status di repubblica non fu affidato ad un gruppo di saggi, fu affidato ad un referendum; fu il popolo italiano, i cittadini italiani che si recarono alle urne e decisero la cosa più importante, ossia se saremmo stati una repubblica o una monarchia; quindi alle volte la storia affida anche ai cittadini delle scelte molto difficili. Capisco la sottigliezza del ragionamento di Caveri: non possiamo sottoporre qualsiasi materia a referendum, sarebbe una procedura non opportuna, quindi anche l'utilizzo dei referendum va guardato con attenzione e su certe materie ci vuole, ha ragione, prudenza. Bisognerebbe anche che parallelamente, per avere un uso più sereno e più partecipato dei referendum, che sono uno strumento previsto dalla Costituzione, ci fosse una maggiore capacità della politica di interloquire con i cittadini e di costruire un rapporto con loro, in modo da non essere preoccupati cosa succede se domani i cittadini si dovessero esprime su una certa materia. Questo è l'atteggiamento che ho, rispetto il suo chiarimento, anzi lo ringrazio di avermi aperto nuovi orizzonti.
Mi permetto, vista la delicatezza dell'argomento, di comunicare all'aula che l'assenza del collega Rigo è legata ad un grave motivo personale: per la mancanza di un militante del nostro partito lui deve tenere un'orazione funebre, quindi non è un fatto politico l'assenza di Rigo da questo dibattito; mi sembrava un chiarimento doveroso. Grazie.
Presidente - Se non ci sono più iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Ho ascoltato con molta attenzione sia le relazioni alle proposte di legge, sia gli interventi a supporto o a critica delle iniziative presentate. Come metodo credo sia stato giusto sottolineare che si era cercato, all'inizio, di avere un tavolo dove analizzare le eventuali proposte, ma questo non è stato possibile. Per un certo periodo si aveva l'impressione all'esterno, che da parte della maggioranza non ci fosse la volontà di presentare una proposta. Non era così, ma oggi siamo al dibattito finale di questo tema, quindi abbiamo l'opportunità di valutare le scelte. Non penso di dover ripetere una serie di considerazioni importanti che sono state fatte dai colleghi della maggioranza, in particolare sui riflessi che nell'insieme, al di là delle proposte presentate, hanno sull'organizzazione generale della nostra amministrazione e sull'impatto sul bilancio. Si è molto enfatizzato che, se si andasse ad una certa riduzione, si arriverebbe a 1.000.000 di euro, mentre con questa si arriva ad un po' di meno...Noi ribadiamo che il momento cruciale della valutazione, da parte di chi oggi sicuramente ha avuto una reazione nei confronti della politica, non è così generalizzata nei confronti di chi rappresenta, perché eletto, i singoli cittadini. Voglio ricordare che a livello nazionale, dove la proposta è più intensa, si lamenta il fatto che uno non si sente rappresentato dall'eletto, perché l'eletto è stato scelto dalle segreterie. Dobbiamo renderci conto che questa scelta è stata fatta concordemente da sinistra e da destra, sperimentata dalla sinistra nella Regione Toscana e poi fatta propria da tutto il sistema, perché tutti hanno ben chiaramente esplicitato la scelta che fossero le segreterie gli artefici delle elezioni; gli eletti si sanno già prima che ci siano le elezioni, come ordine. Questo è un punto delicato, allora quanti sentiamo dire: "ma noi non abbiamo mai visto il Parlamentare che è stato eletto nella provincia di Cuneo o nella provincia di Torino, perché c'è gente di Catanzaro che è stata eletta nella provincia di Torino, che non ha nessun rapporto con il territorio, non ha mai visto i propri elettori"...questo è un punto delicato! Qui, malgrado tutto, per fortuna, ma non solo perché siamo pochi, credo che con la gente ci sia un rapporto costante che fa la differenza, per cui ci prendiamo anche delle critiche ed è giusto così! Ci rendiamo conto, quando usciamo, quando partecipiamo alle varie manifestazioni, che non è solo per fare festa, è anche per partecipare alla vita della nostra regione, che non avviene dappertutto e non in questi termini e credo che sia una differenza sostanziale! Il peuple, o come lo vuoi chiamare, allora dove lo troviamo? Una volta ogni tanto? Oppure quando facciamo delle assemblee organizzate e nelle quali spesso si cerca di monopolizzare l'attenzione? Credo sia corretto ricordare che la fiducia viene anche dal rapporto che si ha con la gente, non è da sottovalutare questo aspetto, per cui non riteniamo che la gente sarà contenta di quello che è successo stamattina. Penso che la gente prenderà atto che c'è stata una discussione che ha dato un certo risultato, ma non è su questo che ci saranno dei salti di qualità né da una parte, né dall'altra. Era un atto dovuto e credo sia anche giusto così, perché non è la differenza dal 10 al 20 percento in meno che porta a differenze sostanziali, per cui ci sono i bravi e i cattivi. Sono proposte diverse, noi abbiamo ritenuto che la proposta fosse sufficiente.
A chi vuole sottolineare che la proposta doveva essere fatta molto prima qualcuno ha già replicato; quello che è successo a livello di Consiglio regionale, dove sono stati bloccati gli stipendi per anni, poi è passato in cavalleria nel senso che nessuno se lo ricorda. Altri hanno aumentato gli stipendi, come hanno aumentato i Consiglieri regionali e io l'ho già detto in altre sedute: molta gente ha ridotto adesso quello che aveva moltiplicato pochi mesi fa, sia nel numero dei componenti della Giunta, sia nel numero dei Consiglieri. Ci sono esempi eclatanti nelle regioni dove questo è avvenuto. Per farla breve, non ritengo sia in questo che si traduce il costo della politica, come abbiamo detto ieri, perché parte del discorso di oggi è stato anticipato nei concetti ieri; credo che lo sforzo che la gente chiede sia di far funzionare la macchina amministrativa sia a livello comunale, e la collaborazione che chiediamo ai Comuni ha questo senso, sia a livello regionale. Se la gente si arrabbia e non è contenta, è perché i servizi non funzionano. Quando parliamo di ospedale, di assistenza agli anziani, ai bambini, agli handicappati, di tutta una serie di servizi...oggettivamente ci sarà qualche disfunzione, ma non possiamo dire che non ci siano dei servizi all'altezza di una realtà come la nostra. Questi apprezzamenti dobbiamo dire che li abbiamo più dalla gente di fuori, che viene in Valle e per disgrazia deve passare in ospedale, arrivano lettere di complimenti una volta dopo l'altra, come se qualcuno viene a trovare le persone nelle nostre microcomunità, o per quella che è l'assistenza; allora lì abbiamo la misura del servizio che diamo e l'utilizzo corretto dei fondi che sono a disposizione dell'Amministrazione; ritengo che sia lì il problema essenziale.
L'altra mistificazione è stata sul vitalizio. Questa è una classica disinformazione che è stata data per anni, purtroppo si è scritto malauguratamente il termine "vitalizio" quando invece doveva essere un atto legato ad un sistema pensionistico come ce ne sono altri, un sistema previdenziale. Voglio ricordare al collega Donzel che io ho detto che in alcuni incontri con gli altri colleghi Presidenti si era preso l'impegno, come ha fatto anche la Presidenza del Consiglio, di eliminare il vitalizio così come era concepito, non nel senso di non prevedere un sistema di previdenza per chi fa questo tipo di lavoro. Lo spiego solo per dire che non ho voluto anticipare le soluzioni di cui oggi discutiamo, ho solo voluto dire che l'impegno corale era quello di passare ad un regime diverso, noi ce lo abbiamo già e quindi il discorso era...
(interruzione del Consigliere Donzel, fuori microfono)
...noi...sicuramente da correggere, ma abbiamo un sistema che non è come quello di alcune Regioni, questo voglio sottolineare. Il nostro sistema è già un sistema previdenziale, non vitalizio e come sistema previdenziale va adattato e rivisto...correttissimo...e noi dobbiamo farlo, ma parte da presupposti che sono, per fortuna, già molto diversi.
Proprio per stare nelle regole a cui accennavano i colleghi, di non insistere su concetti già ampiamente illustrati, credo che la proposta della maggioranza sia una proposta che ha buon senso, logica, non demagogica, semplicemente va nella direzione auspicata, ma senza cadere nell'eccesso né da una parte, né dall'altra. Credo sia una risposta meditata, una risposta condivisa dalla maggioranza. Speravamo che fosse condivisa anche di più dalla minoranza, che poteva presentare soluzioni che potessero convergere in quel tavolo di mediazione per arrivare qui con una proposta condivisa da tutti. Non è così, ce ne dispiace. Non siamo sicuramente qui a criticare le proposte presentate dagli altri: abbiamo solo voluto spiegare la differenza e il perché siamo convinti che la nostra sia una scelta corretta.
