Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1990 du 4 octobre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1990/XIII - Interpellanza: "Individuazione di misure per un'agevole identificazione delle assistenti domiciliari".

Interpellanza

Avendo appreso che le Assistenti domiciliari di alcune Comunità montane non dispongono di un camice/divisa né di un tesserino di riconoscimento da esibire all'utenza, quando si presentano al domicilio dell'assistito;

Constatato che vi sono spesso delle sostituzioni nel personale, il quale è in larga parte a tempo determinato;

Rilevato che l'utenza è costituita da anziani e malati, che per varie ragioni hanno problemi ad identificare chi entra in casa;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere se intenda prendere misure che consentano una più agevole identificazione degli assistenti domiciliari; non ultime la stabilizzazione di questo personale e la creazione di graduatorie per il personale a tempo determinato.

F.to: Donzel - Rigo

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, questa interpellanza nasce da due ordini di ragioni che, come cercherò di illustrare, in realtà si tengono molto vicine. Intanto più volte abbiamo appreso dagli organi di stampa che, per ragioni di sicurezza, gli anziani non devono aprire la porta di casa loro al primo che passa, al signore dell'ENEL, al vigile, ad una persona che non presenti un tesserino identificativo e che non si faccia riconoscere e si qualifichi in modo corretto. Sappiamo che questo non è sufficiente, perché alle volte sono tesserini falsi, eccetera, per questo ci siamo preoccupati rispetto al fatto che abbiamo appreso che le assistenti domiciliari di alcune realtà - penso alla Comunità montana Grand Paradis - si recano sul posto di lavoro in abiti normali, non hanno neanche un camice ufficiale, un tesserino su cui ci sia la foto con scritto nome e cognome. È chiaro in un ambiente di paese ci si conosce e quindi l'assistente domiciliare diventa una persona di casa, fra l'altro sono persone che lavorano molto bene, sono apprezzate sul territorio, il servizio va elogiato e rafforzato, perché consente anche di mantenere gli anziani a casa, anche se ammalati, ossia vi è tutta una serie di situazioni molto positive di questo servizio, quindi non vuole essere una critica allo stesso. Questo problema, che mi sembrava marginale quando l'ho incontrato, non è così marginale, perché è emerso che, in realtà, anche tale personale - qui ci si ricollega al discorso che faceva prima il collega Rigo, un discorso che stiamo portando avanti non adesso perché c'è la crisi, ma da anni in questo Consiglio - è assunto a tempo determinato, quindi a rotazione, per cui l'assistente domiciliare che si reca a casa dell'anziano non è mai lo stesso, cambia. Di conseguenza, l'anziano fatica ad identificare il suo referente, questa persona cambia, fino ad arrivare - ed è giusto che si sappia, lo comunico anche ai colleghi della maggioranza, che forse potrebbero essere interessati ad approfondire tale tema e che si lamentano e dicono: "certo che la gente dovrebbe avere più voglia di lavorare, c'è gente che rifiuta posti di lavoro...", eccetera - ad un meccanismo di reclutamento veramente curioso, ovvero tramite collocamento. Cito solo un esempio dei tanti che potrei citare: se una persona accetta per un periodo breve, perché si crea una situazione di uno o due mesi di emergenza, accade che la persona che ha bisogno di lavorare lavora, ma, nel momento in cui termina questi due mesi di lavoro, anziché essere premiata dicendo: "questa persona si è resa operativa per due mesi, adesso che parte un'attività di 6-7 mesi prendiamola"...non è così, nel sistema del collocamento scatta il meccanismo che la persona che è in condizioni peggiori dal punto di vista economico passa davanti, per cui quella che è stata a casa diventa prima e quella che ha lavorato passa ultima! Quando diciamo: "vediamo di fare qualche concorso, di mettere delle graduatorie", lo diciamo anche rispondendo ad un'esigenza che qui bisogna davvero premiare chi ha voglia di lavorare! Ci sono invece dei meccanismi perversi, naturalmente non è di responsabilità...ma all'Amministrazione regionale glielo segnaliamo, perché queste cose si possono correggere con meccanismi di graduatoria, di selezione del personale, eccetera, fermo restando che diciamo che si deve risparmiare, si deve tagliare, ma i costi di un camice e di un tesserino identificativo non sono quelli che fanno saltare la pubblica amministrazione ed è un servizio di qualità che si dà all'utenza.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente. Per quanto riguarda il primo punto di questa interpellanza, al fine di garantire un quadro puntuale e dettagliato dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata (ADI) erogati sul territorio regionale attraverso la definizione di indicatori quantitativi e qualitativi minimi (i famosi requisiti minimi), la Giunta regionale ha approvato il 30 settembre la trasmissione al Consiglio permanente degli enti locali della proposta di deliberazione avente come oggetto l'approvazione degli standard organizzativi dei servizi di assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata resa da soggetti pubblici e privati. La nostra attenzione va al miglioramento e alla qualificazione di questo importante servizio offerto alla popolazione, con particolare riferimento alla fragilità degli utenti che ne usufruiscono, ha già portato alla programmazione e alla messa in atto di azioni mirate concrete.

In risposta alla domanda posta quindi posso sottolineare che tra i requisiti previsti è richiesto che (cito la delibera di venerdì): "gli operatori siano facilmente identificabili dagli utenti con tesserini, foto...", eccetera; quindi questa delibera degli standard non c'era ancora sul servizio domiciliare, ma c'era sulle strutture. Al fine di facilitare gli enti gestori, pubblici e privati nell'adeguamento organizzativo richiesto, il termine dell'applicazione degli standard è stabilito alla data del 31 dicembre 2013. Si tratta di un termine congruo, perché gli adempimenti sono complessi e da tale data sarà a regime un sistema che consentirà di rendere operativo il procedimento di rilascio dell'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio delle attività e un più puntuale monitoraggio su tutte le caratteristiche del servizio erogato. Sarà comunque mia cura, in accordo con gli enti locali, dare disposizioni affinché le misure per il riconoscimento siano adottate nei tempi più rapidi possibili.

Per quanto riguarda la stabilizzazione, in parte ho già risposto al collega Rigo: come ben sapete, la competenza sul personale addetto al servizio di assistenza domiciliare è in capo agli Enti Locali e le misure restrittive in materia di reclutamento del personale, a tempo determinato e indeterminato, sono estese anche a loro. Mi preme sottolineare che nell'ambito degli standard, sono diversi i requisiti che riguardano l'organizzazione e la qualificazione delle risorse umane impiegate nell'erogazione del servizio, compreso l'investimento nella qualificazione e riqualificazione professionale dello stesso; pertanto la stabilizzazione è auspicabile, ma attualmente le norme non lo consentono. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Ringrazio l'Assessore che mi ha citato la delibera del 30 settembre; siccome non faccio parte della maggioranza e non prevedo il futuro, ho presentato questa interpellanza il 22 settembre, è abbastanza curioso che il 22 venga depositata un'iniziativa e che il 30 parta la delibera!

(interruzione dell'Assessore Albert Lanièce, fuori microfono)

...sì, mesi di lavoro, certamente! È da anni però che c'è il problema, comunque meglio così che ci arriviamo insieme, c'è sintonia una volta tanto fra minoranza e maggioranza...questo problema che abbiamo sollevato prima - ci tengo a dirlo - che vi fosse la delibera è un problema serio, mi fa piacere che venga affrontato e condivido con lei che i tempi sono congrui, ossia non è una questione che si possa risolvere in così poco tempo, mi fa piacere però che venga presa in considerazione.

Sull'altro punto cosiddetto "della stabilizzazione" invece ho fatto notare che ci sono forme di reclutamento tramite collocamento....che possono trovare anche per il personale a tempo determinato altre soluzioni. Invito l'Amministrazione regionale - al di là che è sempre preferibile il tempo indeterminato, ma lei giustamente risponde che non ci sono le condizioni legislative per farlo - a considerare che ci sono altre forme di reclutamento che non siano queste procedure - ripeto - tramite collocamento, le quali ingenerano fenomeni premianti per chi non svolge correttamente il lavoro. È tutto interesse dell'Amministrazione quindi non limitarsi a dire che non si può assumere a tempo indeterminato, ma a mettere in atto procedure che consentano anche il reclutamento a tempo determinato tramite un sistema che garantisca che chi dà di più, chi è più disponibile, chi fa di più abbia la precedenza rispetto a chi aspetta l'occasione buona. Grazie.