Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1991 du 4 octobre 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1991/XIII - Interpellanza: "Dismissione di parte del patrimonio immobiliare della società Cervino S.p.A.".

Interpellanza

Si è appreso che la Società CERVINO S.p.A., controllata pubblica regionale tramite FINAOSTA S.p.A., avrebbe recentemente deciso di dismettere parte del patrimonio immobiliare disponibile e di porre in vendita una serie di appartamenti, alcuni dei quali utilizzati finora da dipendenti o dirigenti della società stessa e da personale della Polizia di Stato.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) quanti appartamenti e per quale superficie complessiva saranno dismessi;

2) quanti degli stessi erano in passato occupati a qualsiasi titolo (locazione, uso o comodato) da personale della società o della Polizia di Stato e quante comunicazioni siano state inviate per ottenerne il rilascio;

3) con quali modalità saranno alienati gli alloggi e per quali motivi la Giunta regionale non ha ipotizzato per gli stessi forme di edilizia convenzionata.

F.to: Louvin - Chatrian

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Merci M. le Président.

Siamo in presenza di un'operazione che in qualche modo richiama e ricalca uno schema che abbiamo già conosciuto per il Comune di Courmayeur, dove c'è stata una dismissione di patrimonio immobiliare ad opera di società funiviarie. Abbiamo avuto modo di apprendere nelle settimane scorse che ci sarebbe stata una volontà di dismissione di patrimonio immobiliare all'interno dei cespiti che la società Cervino S.p.A. ha consolidato in mano alla controllata regionale, dopo l'acquisizione dalla famiglia Cravetto e dagli altri proprietari privati. Si tratta di un certo numero di unità immobiliari, per le quali abbiamo avuto informazione che sono state date comunicazioni agli interessati, alle famiglie che ne erano beneficiarie a vario titolo (in base a contratti di locazione, di comodato o ad altro titolo), in una certa misura si tratta di persone che hanno rapporti di tipo lavorativo con la località e che si sono trovate a subire i riflessi negativi di questa decisione. A noi preme che lei, Presidente, ci faccia il punto della situazione per quanto riguarda la natura di tali immobili per la parte che ha una finalità abitativa e di sapere a quanto ammonta il complesso di tale operazione, per poter valutare il suo interesse, ma ci interessa anche sapere quali sono i legami con le persone impegnate: se è personale della società, o della Polizia di Stato, o chi ancora a diverso titolo sia interessato all'utilizzo di questi immobili. Naturalmente questo ha uno sguardo prospettico da parte nostra, ci interessa fare in quest'aula una valutazione complessiva sulla politica che stiamo adottando sugli immobili che sono di proprietà pubblica, nella misura in cui la quasi totalità di tale società è di competenza della Regione tramite Finaosta. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Credo che il problema sollevato dal collega Louvin sia importante, nel senso che il tema degli impianti di risalita è un tema che ha un grosso impatto sulla nostra economia: senza impianti di risalita e senza l'ammodernamento degli stessi, sarebbe difficile immaginare un turismo invernale e lo sarebbe ancora di più nella zona di Valtournenche e Breuil. A questo proposito, come il collega sa, c'è una serie di esigenze di investimenti nella zona riferiti agli impianti di risalita, oltre che ad infrastrutture sempre di proprietà della società nel suo insieme; c'è ancora una parte di privati, come lei ha ricordato, che è modesta, però la maggioranza è pubblica fra Comune e Regione. Ci sono investimenti da fare sulle infrastrutture presenti lungo le piste da sci: bar, ristoranti, che sono da intrattenere...e ci sono interventi sulle piste molto importanti che dovranno essere realizzati. Ora un impegno in generale è quello di valorizzare al meglio le possibilità che la società ha di autofinanziare gli investimenti, portando come esempio il fatto che nel caso di specie la società Cervino ha anche una serie di terreni che saranno oggetto di esame nel piano regolatore per futuri investimenti proprio nella zona strategica, dove arrivano le piste di discesa. Nell'ambito dell'utilizzo ottimale del patrimonio, è emersa l'esigenza di tener conto degli stabili che, essendo a Breuil Cervinia, non sono degli stabili che non hanno valore, ma hanno un prezzo importante, quindi bisognava prima prendere in considerazione l'utilizzo attuale per poi poterli valorizzare; questo come premessa.

Venendo alle risposte puntuali, "quanti appartamenti e per quale superficie complessiva saranno dismessi": gli appartamenti che la società Cervino intende dismettere sono 19 e si trovano all'interno di sette fabbricati, la superficie complessiva è pari a 2.448 metri quadri, di cui 1.546 di residenziale, 713 di spazi accessori, terrazzi, posti auto e 189 di autorimesse (le do poi una copia per comodità).

"Quanti degli stessi erano in passato occupati a qualsiasi titolo da personale della società o della Polizia di Stato e quante comunicazioni siano state inviate per ottenerne il rilascio": gli appartamenti assegnati ai dipendenti e alla Polizia di Stato erano 15, la società ha inviato 12 richieste di rilascio, che hanno riguardato 11 appartamenti, in quanto uno era assegnato ad una coppia di dipendenti, uno era assegnato ad un dipendente andato in pensione, uno era assegnato ad un dipendente che la società ha liquidato e due assegnati alla Polizia di Stato. Al riguardo si segnala che il 2 settembre 2011 la società ha siglato con le rappresentanze sindacali unitarie una conciliazione sulla questione avente ad oggetto la revoca delle unità alloggiative assegnate dalla Cervino a parte dei propri dipendenti: 10 operai e impiegati e per questi che hanno avuto la conciliazione è ancora in corso la trattativa con due dirigenti.

Per quanto riguarda l'altra domanda: "con quali modalità saranno alienati gli alloggi e per quali motivi la Giunta regionale non ha ipotizzato per gli stessi forme di edilizia convenzionata", la società intende procedere all'alienazione tramite asta pubblica. Per quanto concerne il tema dell'edilizia convenzionata, la ragione è quella che ho detto prima: che con questo sistema c'è un autofinanziamento della società per gli interventi che sono già programmati nella zona. Sotto questo profilo, credo che la logica, come in altre zone dove la situazione è meno rosea da un punto di vista della disponibilità finanziaria vada nell'ottica di valorizzare tutto quello che si può tenendo conto delle difficoltà ad intervenire su tutti gli impianti in Valle.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. È ormai abitudine comune, Presidente Rollandin, approccio molto diffuso privilegiare il momento finanziario rispetto alla sostanza dei rapporti della vita e dell'economia. Apparteniamo ad una comunità che si è fatta nel tempo carico di assicurare condizioni di vita adeguate in montagna anche a persone che non raggiungono economicamente il livello di disponibilità che possiamo avere in capo a persone che investono e stiamo parlando di una località in cui sappiamo che il mercato immobiliare ha una presa fortissima. Proprio per questo riteniamo che debbano essere messe in opera a Breuil Cervinia, come a Cogne o a Courmayeur, come in tutte le località in cui il mercato immobiliare tende a respingere lontano dalla località chi non ha i mezzi per assicurarsi una proprietà di abitazione, o non può conseguire una locazione ad oneri ragionevoli...e crediamo che questo obiettivo debba essere perseguito utilizzando gli strumenti esistenti, laddove possibile, facendo leva su un patrimonio che è già in mano pubblica. Abbiamo già avuto modo di dire a proposito della questione di Courmayeur, dove un'intera palazzina...poi se avremo occasione nelle prossime settimane, torneremo sull'argomento per avere informazioni sullo sviluppo della vicenda...ma abbiamo avuto modo di dire in quella occasione che non condividiamo questa politica di dismissione del patrimonio pubblico - tale la consideriamo, perché ne ha la totale disponibilità l'Amministrazione attraverso le sue società controllate - e riteniamo che esso debba essere utilizzato intelligentemente per fare una politica residenziale adeguata.

Lei sa bene che di queste 15 unità di persone, dipendenti, polizia, eccetera, la maggior parte sarà costretta ad emigrare lavorativamente e a trovare casa altrove che nella località dove presta servizio, con un danno indiretto per la stessa società e per la comunità locale, che si ritroverà a non avere più presente sul posto, anche in termini di rapidità, di possibilità di intervento, del personale per il quale era stata fatta dalla gestione privata in passato una scelta diversa. Capiamo che non sempre la società che svolge un'attività imprenditoriale può farsi carico di tutto, ma noi crediamo che questo aspetto della residenzialità...avendo a disposizione il bene, avendo a portata di mano tali immobili e parliamo di una superficie significativa, lei diceva 2.500 metri quadri poi depurati...insomma sono una quindicina di unità immobiliari che possono essere salvaguardate nell'interesse della popolazione locale, non gratuitamente, ma attraverso normali canoni di locazione convenzionati, che possono permettere a famiglie di vivere in quella località e non di fare loro stessi i migranti quotidiani da una località all'altra per andare a servire altri migranti che vengono su per sciare. Trovo che ci sia una contraddizione nella catena economica che stiamo creando, pertanto dobbiamo creare delle condizioni di vivibilità e di residenzialità adeguate. Qui paradossalmente un Governo, che si proclama autonomista, attento alle esigenze del territorio e della popolazione montana, dà un colpo di pialla deciso su un'opportunità residenziale ragionevole, che sarà stata da rivisitare, perché immagino che gli accordi di un tempo non potessero essere mantenuti in eterno, ma riportiamoci esattamente all'economia reale...non viviamo solo della visione finanziaria, abbiamo bisogno di far cassa? E avanti, quindi dismettiamo, ma stiamo dismettiamo le cose che non dovremmo dismettere! La società faccia l'operazione semmai con i suoi terreni, faccia i suoi PUD - cosa sulla quale sarebbe il caso di discutere -, ma non disperda questo grosso valore che aveva in mano e sul quale la preghiamo, Presidente, lei e la sua Giunta, di fare quanto possibile per evitare che si proceda in una direzione assolutamente antisociale. Grazie.