Objet du Conseil n. 1988 du 4 octobre 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1988/XIII - Interpellanza: "Riorganizzazione del servizio di vaccinazione dell'USL".
Interpellanza
Atteso che in Valle d'Aosta le vaccinazioni pediatriche sono da anni eseguite prevalentemente nei consultori da medici pediatri o di sanità pubblica in collaborazione con gli assistenti sanitari;
Considerato che l'attività vaccinale rientra tra i compiti dei profili di posto e dei contratti delle figure professionali sopra citate e che rientra dunque nelle mansioni quotidiane normalmente retribuite;
Preso atto della complessità di tale attività in quanto abbraccia un vasto campo organizzativo che spazia dalla promozione ed informazione all'approvvigionamento e controllo dei vaccini, dalla convocazione dei bambini, esecuzione ed assistenza dei casi avversi alle registrazioni e gestione delle inadempienze;
Ritenendo in virtù delle informazioni assunte di poter asserire che il servizio in oggetto rappresenta uno dei fiori all'occhiello della sanità valdostana in quanto tutti i minori residenti in Valle vengono regolarmente convocati nei consultori e che negli anni si sono ottenute ottime coperture vaccinali in linea con gli obiettivi aziendali e nazionali collocando la Valle d'Aosta tra le regioni italiane con più ampia copertura;
Constatato che negli ultimi anni l'U.S.L. ha investito notevoli risorse finanziarie per rendere a norma le sedi vaccinali con l'acquisto di attrezzature e materiali atti ad assicurare all'utenza un servizio di qualità;
Appreso che l'Assessore, su proposta di un sindacato di categoria ha deciso, senza nemmeno come atto di garbo consultare le figure professionali che hanno sino ad oggi assicurato l'eccellenza di questo servizio, di utilizzare dei fondi per riorganizzare lo stesso prevedendo la possibilità che i pediatri di libera scelta si occupino di questa attività con relativa remunerazione;
Ritenendo questa scelta onerosa per l'Amministrazione e non giustificata da esigenze funzionali, dunque in palese contrasto con la linea di rigore imposta per il contenimento della spesa pubblica;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono le ragioni a noi sconosciute che hanno portato a questa scelta;
2) quali sono gli intendimenti della Giunta in merito.
F.to: Giuseppe Cerise - Bertin
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Merci M. le Président.
Assessore, normalmente noi siamo portati a salutare con favore le innovazioni e le organizzazioni che vengono introdotte nei vari servizi, perché crediamo che lo scopo di queste iniziative sia quello di ottimizzare il servizio. Questo però è un elemento che non siamo riusciti a cogliere nella scelta di utilizzare delle risorse per organizzare l'attività vaccinale, prevedendo che i pediatri di libera scelta si occupino di tale attività con relativa remunerazione, quando la stessa veniva ormai da anni esercitata nei consultori dai medici pediatri, o di sanità pubblica in collaborazione con gli assistenti sanitari, tenuto conto anche del fatto che questa attività rientra fra i compiti dei profili di posizione dei contratti di tali figure professionali, di conseguenza in quelle mansioni quotidiane normalmente retribuite. Abbiamo cercato di capire la complessità di tale attività, che abbraccia un vasto campo organizzativo, che spazia dalla promozione ed informazione all'approvvigionamento e controllo dei vaccini, dalla convocazione dei bambini, esecuzione ed assistenza dei casi avversi fino alle registrazioni e alla gestione delle eventuali inadempienze.
Dalle informazioni che abbiamo raccolto, riteniamo di poter asserire che il servizio in oggetto rappresenta uno dei fiori all'occhiello della sanità valdostana, in quanto tutti i minori residenti in Valle vengono regolarmente convocati nei consultori e negli anni si sono ottenute ottime coperture vaccinali in linea con gli obiettivi aziendali e nazionali, collocando la Valle d'Aosta tra le regioni italiane con più ampia copertura. Senza poi trascurare il fatto che negli ultimi anni l'USL ha lodevolmente investito notevoli risorse finanziarie per rendere a norma le sedi vaccinali, con l'acquisto di attrezzature e materiali atti ad assicurare all'utenza un servizio di qualità e direi di eccellenza. Confesso che non siamo dunque riusciti a cogliere in questa iniziativa quelle ragioni di interesse generale che dovrebbero guidare le scelte di chi amministra e gestisce la cosa pubblica. Lei vorrà gentilmente, Assessore, ragguagliarci in merito e dissipare i nostri dubbi piuttosto forti sulla bontà di tale scelta, che inevitabilmente farà lievitare notevolmente i costi di questo servizio, che veniva normalmente assolto dalle figure professionali sopracitate, operanti nel contesto della sanità pubblica. Non riusciamo a collocare questa scelta fra quelle dettate da illuminata nobiltà sociale, ma purtroppo semplicemente come un banale agrément ad una categoria professionale; questo sotto il profilo sostanziale, ma ci permettiamo di sottolineare anche l'aspetto formale: a nostra conoscenza, tutto ciò è avvenuto senza nemmeno, come atto di garbo, consultare le figure professionali che hanno finora assicurato l'eccellenza di tale servizio. Non siamo particolarmente inclini a tenere atteggiamenti ossequiosi, ma nemmeno a scendere sotto il livello del dovuto rispetto della persona. Questo è quanto al momento ci è dato di conoscere, lei vorrà gentilmente portarci a conoscenza di quelle ragioni a noi sconosciute che hanno portato a tale scelta e quali sono gli intendimenti in merito per il futuro. Credo che l'atto amministrativo si riferisca alla delibera n. 931 di aprile, ma è una delibera molto articolata, che fa riferimento ad una serie di accordi sia a livello nazionale, sia a livello locale, ad una serie di precedenti delibere, dove effettivamente il termine "vaccinazione" non compare, quello che compare nel deliberato è: "di dare atto della spesa derivante dall'allegato accordo con l'Azienda USL Valle d'Aosta attraverso l'utilizzo delle somme assegnate attualmente alla spesa per il finanziamento del servizio regionale". Auspichiamo un ripensamento da parte sua, perché tornare sui propri passi quando ci si rende conto di aver intrapreso una strada sbagliata, a nostro avviso, non è un segno di debolezza, ma di saggezza; anche perché non ci pare al momento opportuno fare delle scelte che faranno lievitare la spesa senza un proporzionale aumento della qualità del servizio, che non siamo riusciti, ripeto, a percepire nel caso specifico. Le saremo poi grati se ci vorrà ragguagliare meglio su tale atto amministrativo, forse all'interno dello stesso ci è sfuggito qualcosa, a parte che tale operazione dovrebbe avere un successivo onere sulla sanità valdostana. Grazie.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie Presidente. Grazie anche al collega Cerise, che mi permette di chiarire gli aspetti riguardanti l'organizzazione del servizio di vaccinazione soprattutto concernente l'accordo regionale e l'accordo nazionale con la medicina generale, pediatri di libera scelta. Non è sicuramente colpa sua, perché lei poi sente chi le sollecita alcune cose, però sono contento di poter rispondere, perché ci sono tantissime inesattezze nella sua esposizione non per colpa sua, ma perché tutto il discorso degli accordi è un discorso complesso. Devo già subito smentire categoricamente una parte della sua interpellanza, dove si dice: "appreso che l'Assessore, su proposta di un sindacato di categoria ha deciso, senza nemmeno come atto di garbo consultare le figure professionali...", qui c'è una contrattazione sindacale di tre mesi e mezzo, dove l'accordo regionale è stato firmato all'unanimità da tutti i sindacati, un accordo regionale che recepisce l'accordo nazionale. Se - e questo non poteva saperlo - non è stato richiamato il discorso della vaccinazione, è perché tutto quello dell'accordo regionale precedente che non viene modificato dall'attuale è considerato attivo. La possibilità di vaccinare da parte di pediatri di libera scelta risale all'accordo del 2002, con riferimento alla delibera di Giunta n. 3781/2002, dove oltretutto il prezzo della vaccinazione di 18 euro è il prezzo di quella delibera, quindi noi non abbiamo toccato nulla proprio per non incidere sul bilancio. Quello che voglio dire è che non abbiamo assolutamente modificato l'organizzazione della vaccinazione; qui c'erano dei dati, ma voglio rispondere a braccio, perché ho portato avanti io personalmente le trattative. Si tratta di confermare un modello di organizzazione: quello di prevedere che la sanità pubblica sia il punto di riferimento della vaccinazione e confermo che sarà così anche da ora in avanti, mentre il fatto di poter usufruire dell'intervento dei pediatri di libera scelta - scelta fatta nel 2002 -, permette di raggiungere quella percentuale di vaccinazione, che è intorno al 95% nella nostra regione, che viene ottenuta grazie all'impiego anche dei pediatri di libera scelta, e non vi dico la contentezza delle mamme di poter andare dal pediatra di libera scelta! Il sistema pubblico quindi non viene assolutamente smantellato, ma continueranno a vaccinare assistenti sanitari, medici di sanità pubblica, ecc.
L'accordo ci permette di mettere in piedi dei piani particolari di vaccinazioni - vedasi H1N1, antimeningococcica, eccetera - che permettono di toccare il numero maggiore di bambini, tant'è vero che, quando c'è stata la famosa H1N1, lì c'è stato un accordo con i pediatri e i medici di medicina generale che ha permesso di toccare quasi tutta la popolazione; quindi non vaccinavano solo i medici di sanità pubblica, ma c'è stata un'azione collettiva di tutto il corpo sanitario valdostano. Riguardo ai costi, essi sono in linea e devo dire che il costo delle vaccinazioni, quindi dei vaccini, del personale, eccetera, è stato di 25.488 nel 2009, 23.202 nel 2010 e il dato di quest'anno sarà presumibilmente invariato, quindi si tratta sempre di queste cifre. Spero di essere stato chiaro, oltretutto leggo qui una nota del Presidente nazionale dei pediatri, dove si dice: "sono lieto che si sta elaborando un programma di elaborazione di un adeguato calendario vaccinale dell'età infantile per garantire un uso ottimale dello strumento vaccinale nella prevenzione delle malattie. Tale collaborazione deriva dalla consapevolezza che il contesto storico odierno rende necessaria una presa in carico globale anche di quelle sacche di popolazione ancora non toccate". In tutte le regioni quindi è in piedi tale sistema e noi in questo modo riteniamo di dare una qualità maggiore soprattutto a quella fascia di popolazione infantile che non è ancora toccata in modo adeguato dalla vaccinazione. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (ALPE) - Grazie Assessore per la risposta. Credo di aver evidenziato nell'illustrazione dell'iniziativa che potevano esserci alcune inesattezze, in quanto le informazioni in possesso erano quelle e, come ripeto, la delibera n. 931 di riferimento era una delibera di alcune pagine di premesse con tutto un rimando ad una serie di accordi e deliberati precedenti. Quello che non ho ben chiaro dalla risposta è: da quanto abbiamo capito, questa possibilità ai pediatri di libera scelta di praticare il discorso delle vaccinazioni ad un costo di 18 euro, così viene remunerato...e non mi importa quand'è che questo è stato deciso, perché, se 18 euro sono stati decisi alcuni anni fa, ci sarà inevitabilmente un aggiornamento e sarà ancora maggiore per il futuro...allora diciamo, se tutte le vaccinazioni, che è un numero piuttosto consistente (adesso non mi ricordo), per ogni bambino fino a due anni, poi se andiamo nella fascia da due a sei anni, il numero si eleva notevolmente...se teoricamente tutti facessero questa scelta, il costo comincerebbe ad avere dei riflessi importanti sulle spese del servizio sanitario regionale. Non ho alcun dubbio su quanto lei ha detto, ossia che le mamme sono tutte soddisfatte se il pediatra dice: "guarda, se vuoi, puoi evitare di andare al consultorio per la vaccinazione, ma lo posso fare io tranquillamente come attività remunerata". Almeno su questo vorrà convenire con me, perché, dalle informazioni assunte, tale servizio era ad un livello di eccellenza e di questo va reso merito alla Dirigenza dell'USL. E questo comunque più o meno nella misura in cui verrà utilizzato, avrà dei riflessi sulla sanità. Abbiamo visto che nell'Osservatorio civico, a cui ha partecipato la Segretaria del Tribunale dei malati, è emerso un dato: che nel 2008-2009 la passività del servizio sanitario regionale è aumentata di 2.000.000 di euro, passando da 13 a 15.000.000; con questo, non so in che misura, si andrà nella direzione di consolidare quel passivo. Pare che lei sia stato invitato a partecipare a tale riunione dell'Osservatorio; posso capire che lei poteva essere in altre faccende affaccendato, perché abbiamo tutti degli impegni, ma la presenza di un rappresentante della Regione sarebbe stata auspicabile...
(interruzione dell'Assessore Albert Lanièce, fuori microfono)
...dico che se questo veniva assolto dal personale che fa normalmente nell'esercizio delle sue funzioni tale servizio...se devo pagare 18 euro e se ogni genitore fa la scelta di farlo vaccinare al pediatra di libera scelta, vi sarà un costo maggiore o no? È questo che mi deve spiegare!
Comunque non siamo del tutto soddisfatti della sua risposta, anche se ci possono essere alcune inesattezze nel discorso della presentazione in relazione alle informazioni che si hanno, logicamente.
