Objet du Conseil n. 1686 du 9 mars 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1686/XIII - Sostituzione di una componente della Consulta regionale per le pari opportunità di cui alla legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53.
Presidente - Colleghi, con nota in data 8 febbraio 2011, la Signora Cristina Bo, eletta dal Consiglio regionale con provvedimento n. 1165/2010 tra le componenti della Consulta regionale per le pari opportunità, ha comunicato di rassegnare le dimissioni per motivi personali; è quindi necessario procedere alla sua sostituzione. Ricordo che la Signora Cristina Bo era stata eletta in seno alla Consulta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale n. 53/2009 fra le componenti degli organismi di cui alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 7 della stessa legge, il suo nominativo era stato proposto dal Capogruppo di Fédération Autonomiste.
Comunico che ieri 8 marzo 2011 con nota pervenuta alla Presidenza, prot. n. 2047, i Capigruppo di ALPE e PD hanno richiesto - riprendo la motivazione della loro richiesta -, alla luce dei recenti sviluppi politici regionali e in vista dell'annunciato nuovo assetto della maggioranza regionale, che comporterà una ricomposizione di tutti gli organismi rappresentativi del Consiglio o ad esso collegati, di rinviare la sostituzione della consultrice dimissionaria ad una prossima seduta consiliare in attesa della formalizzazione dei nuovi equilibri politici. Sottopongo pertanto la questione all'attenzione del Consiglio regionale per ogni decisione in merito.
La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Grazie Presidente. Innanzitutto prendo la parola per ringraziare per l'ottimo lavoro svolto da Cristina Bo all'interno della Consulta per le pari opportunità per la competenza con cui ha affrontato le problematiche trattate dalla consulta. Il Presidente ha citato correttamente l'articolo 7 della legge n. 53, che dà con chiarezza l'impostazione del come devono avvenire le designazioni e in tal senso alla precedente consulta la Fédération Autonomiste aveva indicato, in quanto di derivazione del movimento femminile della Fédération Autonomiste, la Signora Cristina Bo. Oggi, con la stessa logica e nel rispetto della legge, dell'articolo 7 in particolare, mi permetto di indicare al Consiglio la figura di Barbara Grange con le stesse motivazioni.
Per quel che riguarda la comunicazione che è stata mandata al Consiglio dai colleghi delle forze di opposizione, mi pare assolutamente ininfluente, anche perché la consulta svolge un lavoro che poco attiene alla politica, se non per quello che la legge n. 53 le compete, ossia l'articolo 7 che dà la facoltà alla politica di fare questa indicazione. Sicuramente la consulta non fa nessun riferimento a fantomatici posizionamenti a cui fanno riferimento ALPE e PD, con mia grande sorpresa, perché non è nel loro stile; capisco che il PD è in un periodo un po' confuso, ma l'ALPE, che in genere ha uno stile un po' più elevato...
(interruzione dei Consiglieri di ALPE, fuori microfono)
...vi stavo tirando fuori dallo stato di confusione del PD, vi riconoscevo uno stile più elevato e una qualità della politica superiore, però capisco che "chi va con lo zoppo impara a zoppicare", evidentemente vi state frequentando o troppo, o troppo poco, ancora non riesco a capire bene, specialmente dopo l'intervento di Donzel... all'ALPE non è ben chiaro... ma vedo che, quando c'è da fare un po' di confusione, siete sempre insieme, mi fa piacere, d'altronde è nella linea del vostro comportamento. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente. Mi vorrà perdonare, Presidente, se richiamiamo qualche secondo lo spirito che aveva una legge anteriore relativa alla Consulta femminile e lo spirito che ha avuto in disaccordo con la nostra volontà... ma sulla base dell'opinione prevalsa all'interno di questo Consiglio nel nuovo assetto di questo organismo... che dovrebbe essere rappresentativo del mondo femminile prima che dei partiti politici. Avevamo anteriormente una consulta femminile nella quale ogni organismo, organizzazione, partito, movimento, organismo sindacale poteva esprimere proprie rappresentanze e all'interno di questa Assemblea si poteva strutturare l'opinione di tale organismo consultivo della Presidenza del Consiglio regionale. La modifica che è stata apportata a questa legge ha fatto sì che vi fosse un assetto diverso da quello attualmente previsto, che dà a tale Consiglio la facoltà di indicare le rappresentanze all'interno di questo organo particolare competente in materia di pari opportunità, nel fare ciò tale Consiglio ha stabilito che ci dovessero essere delle salvaguardie di rappresentanza della minoranza politica presente all'interno di questo Consiglio. Ora è singolare che si sia alzato per fare la sua proposta, più che legittima naturalmente, il collega La Torre che otto settimane fa ha stabilito che il 9 marzo fosse una data epocale per questa Regione, non l'8 di marzo, festa della donna, ma il 9 marzo, secondo una sua autorevolissima opinione, doveva essere il momento nel quale si sarebbero sciolti - mi corregga se sbaglio, Presidente del Consiglio - i nodi dell'entrata all'interno della maggioranza del Popolo della Libertà. Questo ci hanno detto gli organi di informazione, riportando la sua opinione, e lei stesso, Consigliere, ha dichiarato che in quella data ci sarebbe stato il coup de théâtre o comunque l'accomplissement di un percorso politico che portava il Popolo della Libertà nella maggioranza regionale. Adesso comprendiamo bene che ci possa essere qualche necessità, qualche sezione ancora recalcitrante in giro per la Valle, non siamo attenti a ciò che avviene nel dettaglio all'interno delle forze politiche di maggioranza, ma ci pare essere sul tavolo una discussione di allargamento della maggioranza politica. Nel momento in cui in una questione che per noi non vuole essere di lottizzazione, tant'è che non rivendichiamo nessun posto all'interno di questo... ma vorremmo che fosse una rappresentanza autentica di opinioni delle opposizioni politiche di questa Regione, noi vi chiediamo di sospendere quanto meno il voto di oggi in attesa dello scioglimento di tale nodo. Non credo che la Consulta per le pari opportunità crollerà se aspettiamo 2 o 4 settimane a rinnovare questa carica. Non è un problema, collega La Torre, di assicurare o meno alla Fédération un proprio spicchietto di potere, ma credo che anche lei convenga che non è lì il nodo, il nodo è di altra natura: il nodo è di sapere se in questo Consiglio c'è o non c'è il rispetto per le regole di minoranza, perché per noi in questo momento il Popolo della Libertà non è una forza di minoranza, si richiama ormai fuori dalla minoranza politica, ha dato sostegno al bilancio regionale, si è attestato su altre posizioni. Se così non è, mi rivolgo al Capogruppo del Popolo della Libertà, ci dica che, nel momento in cui entrerà in maggioranza, metterà a disposizione questo... come ci auguriamo magari qualche altro posto che sta occupando a titolo di forza di opposizione e lo rimetterà sul tavolo, altrimenti mi permetta che il dato di una votazione su tale tema il 9 marzo... con le premesse che ha posto non questo versante dell'aula, ma quel versante dell'aula, in particolare il collega La Torre, dando "l'aut aut" al partito di maggioranza relativa... è una data alquanto inopportuna per procedere ad una votazione di tale tenore. Questo è il significato semplicissimo di una nostra richiesta al Presidente Cerise di tenere conto di tale sviluppo e di prenderne atto di conseguenza. Grazie.
Presidente - Chiedo scusa, collega Louvin, io non ho formalmente nessun atto che mi dichiari il cambio di appartenenza di una o dell'altra forza politica, certo mi comporterò di conseguenza, ma "di conseguenza" significa che per me si tratta di mettere in votazione se del caso la vostra proposta di rinviare o meno la nomina di questa persona nell'ambito della consulta. Non posso andare più in là di lì, quindi il nominativo è stato fatto, vedo che ci sono dei colleghi che hanno chiesto di intervenire, però è chiaro che alla fine di tale discussione non si potrà che andare alla votazione per un eventuale rinvio o meno, questo è il punto.
La parola al Consigliere Donzel.
Donzel (PD) - Nel condividere pienamente l'impostazione che il Presidente del Consiglio ha dato a questo dibattito, pur non sapendo in tale fase di dibattito quante volte possiamo intervenire, se possiamo intervenire tre o quattro volte, ce lo faccia sapere, vorrei tornare su questa legge, perché su tale legge abbiamo lavorato in modo assiduo, serio e puntuale. Vorrei ricordare che in nessun punto della legge e magari sarebbe stato opportuno da parte della maggioranza metterlo in luce attraverso una cosa non così partitocratica come quella che ci è stata presentata oggi: un posto alla Fédération, via una di Fédération, dentro una di Fédération, persone fra l'altro stimabilissime tutte quante, vorrei ricordare che la legge parla di quote di maggioranza e quote di minoranza, nessun posto è assegnato ai singoli partiti. Che poi nella maggioranza la spartizione sia stata: 4 all'Union, 2 alla Stella Alpina e 1 alla piccola Fédération, questa è una cosa che non deve riguardare questo Consiglio, ma riguarda la maggioranza che qui presenta una serie di nomi e poi, se vuole dare l'indicazione del partito a cui appartengono, quello è affare loro, non è un affare che concerne la legge sulla consulta. Io parlo di cosa è scritto nella legge: nella legge non si fa riferimento a nessuna forza politica, quindi è stato molto sgradevole il modo in cui il collega La Torre e la maggioranza hanno posto tale questione oggi all'aula, tanto per cominciare, visto che ribadite continuamente per voce della consulta che non si fa politica nella sede della consulta e continuate a dire che la consulta non è una sede di dibattito politico e poi venite qui e dire: "quota Fédération uno e Fédération sostituisce con uno", ossia, invece che politica, fate partitocrazia! Grazie della comunicazione!
Per quanto attiene noi, visto che c'è stata recentemente una votazione in quest'aula che riguardava i revisori dei conti, abbiamo chiesto un'interruzione per sentire il Capogruppo del PdL Lattanzi e chiedergli se voleva condividere con noi la persona che doveva essere indicata dalle forze di minoranza per assumere questo delicato ruolo di revisore dei conti. La risposta è stata: "noi non facciamo parte della minoranza e quindi non veniamo neanche alla riunione organizzata per decidere l'indicazione di questo nominativo", tant'è che c'è stata una sospensione, una riunione nell'altra aula di là e il PdL non si è presentato, ma è rimasto in aula, proprio con un atto formale ha detto: "noi non facciamo più parte della minoranza del Consiglio regionale". Se siete un ibrido, poi è un problema vostro, ma la legge parla chiaro: deve essere data rappresentanza nella consulta a tre donne che rappresentino la minoranza del Consiglio; in questo momento di donne che rappresentano la minoranza del Consiglio nella Consulta ce ne sono due. Se lei mi dice che ce ne sono tre, riconosce che il PdL è una forza di minoranza, allora vuol dire che un giorno è in minoranza, un giorno è in maggioranza, continuate questo show! Noi chiediamo per correttezza un rinvio, ci chiarite se il PdL è una forza di supporto esterno, interno, laterale, sotto, tappeto, cappello, diteci voi che ruolo ha il PdL e allora noi rinunciamo a questa rivendicazione. È una rivendicazione che è ai sensi di una legge regionale, non potete occupare posti, dico tutti, sia di maggioranza che di maggioranza, già occupate tutti i consigli di amministrazione! Lasciateci quei due posti di rappresentanza della minoranza per portare avanti delle idee che non sono allineate a tutte quelle degli altri. Questa cosa che poniamo quindi è molto seria ed è una lettura corretta della legge regionale che voi vi siete dati, che voi avete imposto in qualche modo. Volevamo una consulta più aperta, più larga? No, avete imposto questa legge e adesso anche in tale provvedimento volete imporre una logica di conquista del territorio, è una cosa che non riesco ad accettare. È talmente ampia la maggioranza delle donne nella consulta... avete lì una rappresentanza tale che non si capisce questa ossessione di controllare anche i posti di minoranza! Che problema vi dà la consulta, che problema vi dà una quota di minoranza nella consulta? Volete azzerare la possibilità della comunità valdostana di partecipare liberamente al pensiero? Su questa cosa non siamo attaccati alle poltrone, ma c'è chi vuole anche le poltrone che la legge affida agli altri! In tale senso allora il nostro rilievo qui è un rilievo puntuale, ringrazio ancora il Presidente del Consiglio per aver preso in considerazione la nostra lettera e su questa cosa rimarremo fermissimi. Certo, si può procedere con il "Governo Berlusconi", visto che la filosofia è quella: a colpi di maggioranza! Pestiamo la minoranza, cancelliamola, mandiamola via, mettiamo delle leggi che non si può neanche più entrare nel Consiglio regionale, nella consulta e da nessuna parte, tutto alla maggioranza, il 100 percento e vedete che società create!
Presidente - Grazie Consigliere Donzel, credo di doverle una risposta ad una sua domanda che non è stata posta in maniera molto cortese. Qui sono in discussione due punti: il primo è la questione se rinviare o meno tale elezione e su questo si interviene una volta e basta; la seconda questione è relativa, nel caso dovesse essere respinto il rinvio, alla votazione e quindi si aprirà la discussione sulla candidatura o sul deliberato e anche lì si interverrà una volta; di conseguenza, sono ammessi due interventi.
La parola al Consigliere La Torre.
La Torre (FA) - Intervengo per mozione d'ordine, perché mi sembra irrituale questo modo di procedere. Intanto mi chiedo di cosa stiamo discutendo, perché c'è una legge molto precisa, che è la n. 53, c'è un articolo 7 che regolamenta in maniera chiarissima come avvengono le nomine al punto n. 4: "dalle commissioni o movimenti femminili, a livello regionale, dei partiti, movimenti o gruppi politici" e lo dice nero su bianco e poi sono anche scritti dietro i nominativi con le rispettive indicazioni. Si vuole fare confusione, l'ho detto prima, fra i tavoli politici e le istituzioni, ma è un gioco stupido che va a scontrarsi con le procedure; c'è una legge e la procedura prevede una sostituzione, questa sostituzione deve essere fatta come è previsto dalla regola, io penso - e penso che il Consiglio si voglia muovere su tale base -, che è totalmente irrituale, da qui la mia mozione d'ordine, che una lettera di un gruppo politico possa andare ad invalidare la funzione e l'esercizio di una legge. C'è una legge e una procedura: la legge n. 53 con i suoi articoli e a questo noi ci dobbiamo attenere. Non è una motivazione... irrituale, fuori dal Consiglio con una lettera, fra l'altro indirizzata solo a lei e neanche comunicata agli altri Capigruppo... perché, se questo è il modo di procedere, d'ora in avanti su ogni nomina mi riservo anch'io di fare delle lettere in questo senso.
Presidente - La parola al Consigliere Rigo sulla questione sospensiva.
Rigo (PD) - Intervengo sulla questione sospensiva, sulla lettera che nessuno ha visto, ma non è un problema nostro...
Presidente - ...volete una fotocopia? Distribuite la lettera...
Lattanzi (fuori microfono) - ...siamo mica al bar...
Rigo (PD) - ...proprio perché non siamo al bar, caro collega Lattanzi e caro collega La Torre, è stata antipatica la discussione e la votazione lo scorso Consiglio sui revisori dei conti, non è stata una buffonata. Lì si trattava di decidere quale consigliere rappresentasse la minoranza all'interno di un organo istituzionale, quello che deve verificare e controllare i nostri conti. Come è stato risposto da una parte della minoranza, come dire?... abbandonando le sue posizioni per quel momento e per quello specifico argomento? Bene, come è stato antipatico allora per noi, è antipatico forse adesso la lettera. Quando uno fa parte della minoranza, fa parte della minoranza sempre, così come fa parte della maggioranza sempre e si deve assumere i ruoli piaccia o non piaccia! Ecco credo che l'altra volta non sia stato molto corretto il comportamento di una parte della minoranza, abbiamo voluto rimarcarlo in questa sede facendo emergere le contraddizioni.
Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.
Lattanzi (PdL) - Chiedo di tornare all'ordine del giorno, perché questa lettera, questa discussione non fanno parte dell'ordine del giorno; essere "tirato per la giacchetta" su dichiarazioni che ho fatto, che sono state capite o interpretate è una discussione che va bene nei bar, ma non può essere accettata qua dentro! Chiedo al Presidente di ripristinare l'ordine... di andare avanti in base all'ordine del giorno, quindi c'è una sostituzione da fare. Comunicheremo, vi terremo informati, se eventualmente cambieremo, non saremo minoranza, ma saremo maggioranza, ve lo faremo sapere. Al momento il Popolo della Libertà è in minoranza, c'è un dialogo politico, i dialoghi politici si fanno su altri tavoli, non in Consiglio regionale, se ci permettete, noi in questo momento rivendichiamo il diritto di essere rappresentati come minoranza. Dopodiché, se le cose cambieranno, correttamente cambieremo le nostre posizioni, se così sarà.
Aggiungo anche che la legge prevede sì 3 su 10, perché c'erano delle proporzioni, che magari andremo a ridiscutere. Ci avete fatto delle lezioni di moralità politica sui posti, le poltrone, i sottogoverni, lo spoil system, siete qui che discutete da mezz'ora per un ruolo che non ha nessun significato se non per quella consulta, mi fa piacere che adesso siete passati da quelli che erano a spiegare la morale politica agli altri a quelli che "grattano" per avere una poltroncina in più. Noi non siamo così interessati, se volete vi diamo la nostra, basta che la chiudiamo questa discussione e andiamo avanti con l'ordine del giorno!
Presidente - Ho ricevuto una lettera, non è che la posso cestinare, sono obbligato a prenderla in considerazione; se vogliamo chiudere la discussione su tale questione, chiudiamola qui e pongo in votazione la questione sospensiva.
Consigliere Louvin, lei era già intervenuto prima... la parola al Consigliere Louvin.
Louvin (ALPE) - Grazie Presidente, per la verità non sono l'unica persona che in questo Consiglio è già intervenuta, anche altri colleghi sono intervenuti più di una volta...
Presidente - ...no... ha la parola sulla questione sospensiva.
Louvin (ALPE) - ...farò un intervento brevissimo. Devo, se vuole è una questione di chiarimento della posizione personale, una spiegazione ai colleghi per avere indirizzato una lettera al Presidente del Consiglio insieme alla collega Fontana: due Capigruppo di questo Consiglio hanno ritenuto fosse trasparente anticipare al Presidente del Consiglio una questione che infatti, come avete visto, è stata oggetto di discussione, l'abbiamo ritenuto assolutamente necessario, abbiamo dato conto delle ragioni. Ci viene detto in questa sede che il bambino non è ancora arrivato al nono mese, il parto si annuncia podalico, eccetera, tutto può essere; a noi risulta sul piano delle dichiarazioni formali sul tavolo della politica che era stato dato un ultimato, una dead line per la questione dell'ingresso in maggioranza da parte di un altro collega Capogruppo, che lei non penso vorrà smentire in questa sede, che ci ha anticipato che oggi ci sarebbe stato un cambiamento. Evidentemente stanno passando le ore non abbiamo ancora avvisaglie che questo stia avvenendo, forse domani, forse più avanti, non sappiamo... comunque sia resta una questione molto seria. Il fatto che il collega Lattanzi metta gli stivaloni e prenda la bacchetta per cominciare a dare anticipazioni sull'assetto e sul regime futuro quando sarà in maggioranza non è cosa che ci faccia entusiasmare particolarmente.
Noi abbiamo chiesto che tale questione, che è minimale, ci rendiamo conto, ma politicamente significativa, venga riportata ad altra data. Non siete d'accordo? Avete i numeri, votate. Questo è il punto, noi non parteciperemo a tale votazione perché riteniamo che sia fondata sul momento politico nel quale il rapporto maggioranza/minoranza è inquinato da situazioni in forte evoluzione. Grazie.
Presidente - Pongo in votazione la questione sospensiva, ossia si vota il rinvio della sostituzione di cui in oggetto:
Consiglieri presenti: 34
Votanti: 33
Favorevoli: 8
Contrari: 25
Astenuti: 1 (Tibaldi)
Il Consiglio non approva.
Presidente - Pongo in votazione la proposta fatta dal collega La Torre, ricordo che il nominativo proposto dal collega La Torre è quello di Barbara Grange:
- Consiglieri presenti: trentacinque;
- Consiglieri votanti: ventisei;
- Schede nulle: una;
- Schede valide: venticinque;
Ha riportato voti:
- Barbara Grange: venticinque.
Presidente - In base all'esito della votazione, risulta eletta in seno alla Consulta regionale per le pari opportunità la Signora Barbara Grange in sostituzione della Signora Cristina Bo.
Il Consiglio
Premesso che:
- con legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53, concernente "Disposizioni in materia di Consulta regionale per le pari opportunità e di consigliere/a regionale di parità", la Regione ha provveduto al riordino della Consulta regionale per la condizione femminile, istituita ai sensi della legge regionale 23 giugno 1983, n. 65, che ha assunto la nuova denominazione di Consulta regionale per le pari opportunità;
- l'articolo 7 della legge regionale 53/2009 prevede che la Consulta per le pari opportunità è composta nel modo seguente:
"a) da quattro componenti, designate congiuntamente:
1) dalle associazioni e dai gruppi femminili che abbiano un'effettiva rappresentatività a livello regionale, abbiano come finalità istituzionali quanto previsto dall'articolo 5, comma 1, siano democraticamente strutturate e svolgano a livello regionale attività non circoscritte ad interessi di categoria professionale;
2) dalle commissioni femminili delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale;
3) dalle commissioni o movimenti femminili delle organizzazioni dei lavoratori autonomi e delle organizzazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative a livello regionale;
4) dalle commissioni o movimenti femminili, a livello regionale, dei partiti, movimenti o gruppi politici;
5) dalle commissioni o movimenti femminili delle organizzazioni di volontariato maggiormente rappresentative a livello regionale;
b) dal/dalla consigliere/a regionale di parità di cui all'articolo 14;
c) da tre consigliere regionali elette dal Consiglio regionale con voto limitato a due nomi. Almeno una consigliera deve essere espressione della minoranza consiliare. La perdita della condizione di consigliera regionale comporta la decadenza dalla Consulta;
d) da dieci componenti elette dal Consiglio regionale fra le componenti degli organismi di cui alla lettera a) con voto limitato a sette nomi. Almeno tre componenti devono essere espressione della minoranza consiliare;
e) da cinque componenti designate dal Consiglio permanente degli enti locali e scelte fra le donne elette negli enti locali della Regione, rispettando la proporzione fra le elette nelle assemblee e negli organi esecutivi degli enti stessi. La perdita della condizione di eletta negli enti locali comporta la decadenza dalla Consulta.";
Visto che con deliberazioni n. 1165/XIII del 21 aprile 2010 e n. 1216/XIII del 26 maggio 2011 il Consiglio regionale ha provveduto all'elezione delle componenti in seno alla Consulta regionale per le pari opportunità, ai sensi delle lettere c) e d) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53, per la legislatura in corso;
Precisato che, ai sensi della lettera d) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53, sono state elette le seguenti componenti:
1 - Ester FONTE (Stella Alpina) nata ad Aosta il 15 novembre 1978;
2 - Erika RAMOLIVAZ (Stella Alpina) nata ad Aosta il 14 marzo 1980;
3 - Luciana BLANC PEROTTO (Entraide des Femmes Valdôtaines) nata ad Aymavilles il 25 giugno 1949;
4 - Cristina BO (Fédération Autonomiste) nata a Chiavari (GE) il 17 marzo 1968;
5 - Giuliana ROSSET (UV - Union Valdôtaine) nata ad Aosta il 19 maggio 1961;
6 - Sheila VERONESI (AVCU - Association Valdôtaine Consommateurs et Usagers) nata a Ivrea il 9 aprile 1972;
7 - Valeria SAPONE (Union Valdôtaine) nata ad Aosta il 26 dicembre 1985;
8 - Giuseppina TERRITO (PdL - Popolo della Libertà) nata ad Aosta il 20 agosto 1972 (espressa dalla minoranza);
9 - Liliana CORNAZ (ALPE) nata ad Aosta il 10 maggio 1952 (espressa dalla minoranza);
10 - Erika GUICHARDAZ (PD - Partito Democratico) nata ad Aosta il 25 novembre 1976 (espressa dalla minoranza);
Considerato che con nota in data 8 febbraio 2011, la Signora Cristina BO ha comunicato di rassegnare le dimissioni per motivi personali da componente della Consulta regionale per le pari opportunità;
Ritenuto, pertanto, opportuno proporre al Consiglio di procedere all'elezione di una nuova componente, ai sensi della lett. d) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53, in sostituzione della Signora Cristina BO;
Richiamata la legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Direttore della Direzione Affari generali della Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, della legge regionale 23 luglio 2010, n. 22, sulla legittimità della presente deliberazione;
Procedutosi a votazione a schede segrete, con l'assistenza del Consigliere segretario Emily RINI e degli scrutatori Consiglieri COMÉ, Carmela FONTANA e Hélène IMPÉRIAL;
Delibera
di eleggere in seno alla Consulta regionale per le pari opportunità, ai sensi della lett. d) del comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 23 dicembre 2009, n. 53, fra le componenti degli organismi di cui alla lett. a) del comma 1 dell'articolo 7 della predetta legge regionale, la Signora Barbara GRANGE in sostituzione della Signora Cristina BO, per la durata della legislatura in corso.
