Objet du Conseil n. 1685 du 9 mars 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1685/XIII - Petizione per richiedere la ristrutturazione delle palestre scolastiche fatiscenti.
Petizione
I diplomati e laureati in scienze motorie della Valle d'Aosta riunitisi in data 22 novembre 2010 presso la sala conferenze del CONI sito in Corso Lancieri ad Aosta
SEGNALANO
- la mancanza e la scarsa disponibilità di palestre scolastiche site, in particolare, nella città di Aosta;
- la grave e cronica situazione nella quale versano le strutture regionali che impedisce il regolare svolgimento delle ore curriculari e che le palestre agibili non offrono sufficienti spazi, tali da permettere l'attività a tutte le classi senza onerosi spostamenti;
- che le potenziali palestre presenti sul territorio spesso non sono agibili a causa della vetustà degli impianti, per la mancanza di manutenzione o carenza di personale ausiliario. Tali situazioni costringono le scuole a soluzioni di fortuna;
- che le strutture alternative assegnate (vedi Palaindoor, palestra Ramires...) spesso non consentono l'attività motoria scolastica sia per la mancanza di attrezzature sia perché i regolamenti interni impediscono lo svolgimento di tutte le discipline previste dai programmi ministeriali;
- che gli stessi trasferimenti dai plessi agli impianti sportivi concessi in utilizzo, costringono ragazzi ed insegnanti a rocamboleschi spostamenti esponendo gli stessi a rischi, poiché gli utenti sia che si spostino a piedi o usufruiscano del servizio di autotrasporti (con i conseguenti oneri) non godono di una copertura assicurativa secondo la legge che prevede per le uscite, la presenza di un insegnante ogni 15 alunni e non uno per classe (dai 20 ai 28 studenti) come invece avviene nella realtà.
EVIDENZIANO
- che l'educazione fisica scolastica concorre, a tutti gli effetti e con pari dignità delle altre discipline, ad uno sviluppo armonico della personalità dell'individuo. La scuola per molti alunni rappresenta l'unica occasione per sviluppare l'aspetto motorio; tale attività, insieme ad altre strategie educative, favorisce il recupero di soggetti particolarmente a rischio;
- che i 2398 studenti coinvolti negli spostamenti per raggiungere la palestra, usufruiscono solo in parte dei due moduli da 50 minuti la settimana, che per legge, devono essere garantiti a tutti gli alunni delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado;
- l'impossibilità di effettuare le ore di gruppo sportivo per la preparazione degli studenti in previsione della partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi. Tale attività permette di allontanare gli allievi da compagnie pericolose e luoghi insicuri.
Il non poter effettuare le regolari ore di gruppo sportivo da parte degli insegnanti, ha indotto gli alunni di un'istituzione scolastica ad autotassarsi, al fine di pagare un impianto preso in affitto per svolgere un torneo interno di calcio a 5, attività che dovrebbe essere proposta gratuitamente dalla scuola;
- che da poco è stata inaugurata una nuova scuola ad Aosta, l'Istituzione Scolastica Tecnica e Professionale Ragionale "Corrado Gex" che ha 39 Classi ma nessuna palestra al suo interno e che è in programma un'altra scuola definita "polmone" prevista in regione Tzamberlet con più di 50 classi ma con una sola palestra che sicuramente non basterà nemmeno per lo svolgimento delle attività interne. La stessa poi è stata progettata quasi esclusivamente per accontentare le società di pallavolo presenti in Valle e poi adattata anche per svolgere partite di basket, sempre per società esterne. Come sempre anche in questo caso prima vengono le attività federali e poi quelle didattiche scolastiche;
- che alcune strutture sportive, in passato attrezzate con porte, spalliere e canestri, dopo la ristrutturazione e la scomparsa di alcune società esterne (ad es. quelle di pallamano) che le utilizzavano, non sono più state adeguate ed ora si presentano prive di ogni attrezzatura (es. palestra e campetto esterno della scuola St. Roch di Aosta ed altre);
CONSIDERATI
gli anni di lavoro svolto in modo precario, disagevole e frammentario per assicurare comunque uno svolgimento abbastanza regolare delle lezioni e vista anche la poco convincente programmazione da parte dell'Amministrazione Regionale per ridurre in tempi adeguati i disagi;
i laureati e i diplomati in scienze motorie che operano nelle Istituzioni Scolastiche della Valle d'Aosta,
CHIEDONO
che le ingenti risorse finanziarie devolute per i trasporti e per l'utilizzo delle strutture extra scolastiche siano utilizzate per i prossimi anni, per risanare, almeno in parte, le strutture sportive fatiscenti, onde aumentare gli spazi utilizzabili;
PERTANTO
i laureati e diplomati in scienze motorie hanno stabilito di attuare, a breve, delle forme di protesta atte a sensibilizzare l'opinione pubblica, le famiglie degli alunni su questa problematica che sembra, attualmente, non coinvolgere nessuno se non gli studenti e gli insegnanti stessi.
Aosta lì 22 novembre 2010
Seguono 60 firme di insegnanti di Scienze motorie della Valle d'Aosta.
Président - Le 1er décembre 2010 une pétition pour demander la restructuration des salles de gymnastiques délabrées signée par 60 professeurs d'éducation physique de la Vallée d'Aoste a été déposée à la Présidence du Conseil aux termes de l'article 36 du Règlement intérieur.
Par sa délibération n° 207/2010, le Bureau de la Présidence a décidé de la recevabilité et de l'admissibilité de la pétition et a envoyé une requête d'informations et d'éclaircissements au Président de la Région, à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la IIIe et à la Ve Commissions du Conseil. En date 14 février 2011 les Présidents de la IIIe et de la Ve Commissions ont transmis à la Présidence le rapport conclusif. La pétition est soumise à l'examen du Conseil aux termes du 4e alinéa de l'article 36 du Règlement intérieur.
La parole au Conseiller Comé.
Comé (SA-UdC-VdA) - Grazie Presidente.
Giustamente, come ha detto lei, questa petizione è stata assegnate alle due Commissioni consiliari competenti: la mia, la terza, "Assetto del territorio", e quella del collega Maquignaz, Presidente della V Commissione, quindi io intervengo a nome anche del mio collega. Come commissioni, abbiamo iniziato a riunirci in seduta congiunta dal 28 gennaio per audire in particolare: Claudio Hérin, primo firmatario della petizione, poi l'Assessore all'istruzione e cultura Laurent Viérin, accompagnato dalla Sovrintendente agli studi dott.ssa Patrizia Bongiovanni e dal Coordinatore di educazione motoria, fisica e sportiva della Sovrintendenza Sig. Marco Luksch, l'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica Marco Viérin, il Presidente del Cpel, Elso Gerandin, il Vicesindaco di Aosta, Alberto Follien, e il Presidente del Coni Bruno Oro.
"Il Signor Hérin ha riferito che la petizione si pone l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al problema delle palestre scolastiche fatiscenti, problema rilevante soprattutto nella città di Aosta. Ha evidenziato che gli unici istituti scolastici di scuola superiore presenti nel territorio del Comune di Aosta ad avere la disponibilità di palestre al loro interno sono l'Istituto Geometri e l'Istituto Regina Maria Adelaide. Conseguentemente a tale carenza di strutture, gli studenti devono sostenere degli spostamenti per recarsi presso palestre poste all'esterno delle loro scuole, quali il Palaindoor. Ha riferito che il problema si è ulteriormente aggravato negli ultimi anni con la chiusura delle due palestre presenti presso l'ex IPR, della Salle de gymnastique e della palestra del Convitto regionale. Ha espresso le proprie perplessità in merito al fatto che non siano state realizzate palestre nella nuova scuola costruita in via Chambéry e che nella progettazione della cosiddetta "scuola polmone" sia prevista un'unica palestra, che, in quanto tale, non potrà verosimilmente soddisfare neanche le esigenze di tale scuola. Ha suggerito di valutare la possibilità di utilizzare i campi da tennis coperti siti presso il Puchoz quando l'attività del Circolo del tennis sarà spostata sui nuovi campi adiacenti al Palaindoor. Ha esposto, inoltre, le difficoltà che si incontrano nel dover svolgere l'attività di educazione fisica presso il Palaindoor, in considerazione sia del tipo di struttura che dell'elevato numero di classi che contemporaneamente vi svolgono attività.
L'Assessore Laurent Viérin ha preso atto che la petizione ha sollevato il problema della carenza di palestre e della migrazione degli studenti dalle diverse sedi scolastiche verso le palestre ubicate nelle zone periferiche della città. Ha sottolineato che diversi edifici scolastici, ubicati nel centro della città, sono edifici storici, all'interno dei quali non è possibile ricavare spazi da destinare a palestre, e ha rammentato che l'Amministrazione regionale ha stipulato una convenzione per poter utilizzare il Palaindoor. Ha riferito che la chiusura delle due palestre presso l'ex IPR in via Chabod ha creato alcuni disagi e ha fatto presente che la Giunta regionale ha approvato il progetto preliminare per la realizzazione della scuola polmone all'interno della quale sarà realizzata una palestra che avrà anche un utilizzo esterno. Ha spiegato le motivazioni per le quali nella nuova scuola di via Chambéry non sono state realizzate palestre. Ha ricordato di aver avuto alcuni incontri con i firmatari della petizione, durante i quali sono emerse proposte quali, ad esempio, quella di utilizzare le aree di proprietà del Comune di Aosta, presso il Puchoz, utilizzate attualmente per l'attività del Circolo del tennis. Sono emersi anche alcuni disagi di natura logistica, per i quali si stanno già predisponendo le risposte. Ha riferito, inoltre, in merito alla possibilità di ricavare in futuro alcune palestre nell'ambito dell'ex Caserma Testafochi, in seguito ai lavori di ristrutturazione della stessa per la realizzazione del nuovo polo universitario.
L'Assessore Marco Viérin ha fornito alcune indicazioni in merito agli interventi programmati per la ristrutturazione delle palestre, specificando che la ristrutturazione della palestra presso il Convitto regionale dovrebbe concludersi entro l'inizio del prossimo anno scolastico, mentre gli interventi presso le palestre dell'ex IPR rientrano nell'ambito della ristrutturazione dell'intero complesso scolastico e necessitano di tempi più lunghi. Ha, inoltre, riferito in merito alla progettazione della scuola polmone e al recupero della palestra in regione La Rochère.
La dott.ssa Bongiovanni ha fornito alcune precisazioni in merito ai programmi ministeriali inerenti alle attività sportive da praticare nelle ore di educazione fisica. Ha ribadito che attualmente si riscontra un forte utilizzo del Palaindoor per consentire lo svolgimento delle ore di educazione fisica.
L'Assessore Laurent Viérin ha inoltre precisato che gli alunni che frequenteranno la scuola polmone, qualora la palestra interna non dovesse soddisfare tutte le esigenze, potranno utilizzare il Palaindoor senza spostamenti, essendo le due strutture vicine. Ha ribadito, infine, la disponibilità dell'Assessorato ad affrontare la problematica e a valutare le proposte formulate dai firmatari della petizione.
La dott.ssa Bongiovanni ha riferito in merito alle difficoltà relative all'utilizzo delle palestre all'interno delle strutture militari".
Abbiamo poi avuto l'audizione con il Vicesindaco, che "ha fornito alla Commissione della documentazione inerente alla situazione delle palestre nel territorio comunale di Aosta e ha espresso le proprie perplessità in merito alla possibilità di utilizzare le strutture attualmente affidate in gestione al Circolo del tennis. Ha, inoltre, informato in merito agli interventi effettuati negli ultimi anni dal Comune di Aosta relativamente agli ampliamenti e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici e delle relative palestre.
Il Signor Oro ha riferito che la chiusura di alcune palestre ha indubbiamente creato un aumento delle difficoltà nel reperire palestre per l'attività scolastica e ha, altresì, ribadito che, attualmente, il Palaindoor funge da soluzione tampone per lo svolgimento delle ore di educazione fisica delle scuole.
Le Commissioni III e V congiunte, a maggioranza, prendono atto che:
- la petizione presentata ha avuto certamente il merito di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla carenza di palestre scolastiche nella città di Aosta;
- tale situazione, critica da alcuni decenni, si è aggravata ulteriormente con la chiusura delle due palestre ex IPR di Via F. Chabod e della palestra presso il Convitto regionale;
- alcuni edifici scolastici o alcune palestre ad uso scolastico ubicati nel centro della città non possono essere ampliati, essendo questi edifici storici, impedendo quindi la possibilità di ricavare ulteriori spazi da destinare a palestre;
- le iniziative e gli interventi programmati dai due Assessorati interessati (Assessorato dell'istruzione ed Assessorato delle opere pubbliche...) prevedono soluzioni a breve e medio termine: a breve termine la sistemazione della palestra del Convitto che sarà a disposizione dal prossimo anno scolastico e precisamente dal 1° settembre 2011; a medio termine, la ristrutturazione delle due palestre dell'Isip e della palestra in regione La Rochère e la costruzione della scuola polmone di Tzamberlet;
- gli incontri tra l'Assessore all'istruzione e i firmatari della petizione hanno permesso di concordare interventi organizzativi e tecnici per ottimizzare l'uso delle palestre disponibili.
Le due commissioni quindi chiedono agli Assessori competenti di verificare:
- la reale fattibilità dell'ipotesi di utilizzo dei campi da tennis coperti situati presso il Puchoz; - la possibilità, nelle fasi progettuali successive a quella preliminare già approvata, di ampliare la palestra all'interno della scuola polmone in zona Tzamberlet al fine di consentire la divisione mobile della stessa - in maniera tale da poter avere due palestre -;
- un impegno da parte dei due Assessori a relazionare nelle Commissioni nell'autunno 2011 rispetto: alla situazione della palestra del Convitto; al cronoprogramma dei lavori per le palestre dell'Isip e della scuola polmone in zona Tzamberlet e al recupero della palestra in regione La Rochère; alle azioni di ottimizzazione rispetto all'uso delle palestre disponibili per l'anno scolastico 2011/2012".
Questo era l'impegno e queste erano le decisioni assunte dalle due commissioni, vorrei solo aggiungere... perché, successivamente all'approvazione da parte delle due commissioni di questa relazione, ho letto alcune dichiarazioni dove viene sottolineato come la petizione abbia risvegliato la politica ad affrontare un problema che aveva dimenticato. Non voglio difendere... perché ne hanno le capacità meglio di me i due Assessori, però mi pare che se degli interventi possono già essere disponibili nell'autunno del 2011... ritengo che l'impegno da parte dell'amministrazione pubblica e quindi della Regione su questa problematica sia iniziativa ben prima della presentazione della petizione. Grazie.
Président - La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.
Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.
Il problema della carenza di palestre ad uso scolastico per gli istituti siti in Aosta dura da anni. È un problema annoso, come ha affermato l'Assessore all'istruzione rispondendo ad un'iniziativa presentata in Consiglio nello scorso mese di novembre e, come giustamente ha ricordato il collega Comé, la situazione si è ulteriormente aggravata con la chiusura nel 2008 delle due palestre dell'ex IPR. Della questione si era ampiamente occupata la stampa locale in seguito anche alle proteste degli alunni a pochi giorni dalla ripresa scolastica e i cittadini valdostani avevano avuto modo di apprendere che, per svolgere le canoniche ore di lezione di ginnastica settimanali, ben 2.398 studenti dovevano spostarsi: 706 a piedi e 1.692 alunni in pullman. "Studenti a spasso" aveva titolato un giornale locale, con una spesa annua totale pari a 82.714 euro. Alla protesta degli studenti ha fatto eco il 1° dicembre la petizione degli insegnanti: 60 firme in calce ad un documento che sottolinea la grave e cronica situazione nella quale versano le strutture regionali, che impedisce il regolare svolgimento nelle ore curriculari (cito testualmente) ed evidenziano che l'educazione fisica scolastica concorre, a tutti gli effetti e con pari dignità delle altre discipline, ad uno sviluppo armonico della personalità dell'individuo e che per molti alunni rappresenta l'unica occasione per sviluppare l'aspetto motorio. La petizione degli insegnanti che, per certi versi, si è cercato di minimizzare mettendo in luce il fatto che fosse firmata anche da insegnanti in pensione, da docenti che non svolgono la loro attività in istituti aostani, riveste, a nostro avviso, un ruolo importante perché, come è riportato nella relazione delle commissioni, essa ha certamente avuto il merito di sensibilizzare l'opinione pubblica e anche la politica su questa ormai endemica carenza nella città di Aosta.
Durante le audizioni in commissione abbiamo avuto modo di ascoltare i contributi dei rappresentanti delle varie parti coinvolte dalla problematica, in primis il rappresentante dei firmatari della petizione, che ha tracciato un quadro completo della situazione con toni pacati e con intenti assolutamente costruttivi. Se qualcuno avesse voluto ricercare interpretazioni legate a possibili strumentalizzazioni politiche o sindacali, sarebbe rimasto deluso. Gli insegnanti hanno voluto fare il punto della situazione critica indubbiamente, ma hanno anche avanzato proposte alternative per tamponare nell'immediato lacune che potranno essere risolte definitivamente solo a più lungo termine. Hanno espresso perplessità giuste e condivisibili sul progetto della scuola polmone, che prevede una sola palestra in grado di soddisfare le esigenze didattiche di 18 classi, quando il progetto comprende complessivamente ben 51 classi. Hanno ricordato che il Palaindoor come sede delle lezioni di educazione fisica da loro stessi richiesta non può costituire la soluzione definitiva e ideale, perché attrezzata specificatamente per l'atletica. È una soluzione tampone, come ha ricordato anche il Presidente del Coni Bruno Oro, che può adempiere egregiamente allo svolgimento di una parte del programma, ma non della sua totalità.
In commissione l'Assessore Laurent Viérin ha riconosciuto l'utilità della petizione, che ha favorito il confronto con gli insegnanti, cosa che fino a quel punto mancava, e che ha fatto emergere problematiche che, per scarsa comunicazione, forse non erano state palesate prima e che, grazie al confronto e al lavoro comune, potranno trovare una soluzione immediata: mi riferisco alla puntualità dei mezzi di trasporto che devono trasferire i ragazzi dalle scuole alle palestre e alla dotazione di materiale, che deve essere trasferito dalle scuole verso le palestre attualmente utilizzate. Altro aspetto importante frutto di questo confronto ci pare sia costituito dall'integrazione del gruppo di lavoro esistente per l'edilizia scolastica con una rappresentanza degli insegnanti di scienze motorie. Tutto bene? No, sfortunatamente no. Le risposte prospettate dall'Assessore Marco Viérin, ad eccezione della palestra del convitto che potrebbe essere accessibile per settembre, sono a medio e a lungo termine sia per quanto riguarda le due palestre dell'IPR, per le quali sono annunciati 800 giorni a partire dall'inizio lavori, sia per quanto riguarda la scuola polmone per la quale si è ancora alla progettazione preliminare.
In conclusione dunque l'auspicio e la richiesta che ci sentiamo di proporre alla Giunta è di impegnarsi nel ricercare le soluzioni più opportune in tempi ragionevoli, perché il fatto che il problema sia annoso non deve costituire un alibi per mantenerlo tale e rinviarlo ulteriormente. È necessario verificare nell'immediato la praticabilità delle proposte alternative avanzate dagli insegnanti, come ricordato nella relazione del Presidente Comé, riconsiderare il dimensionamento e la modularità della palestra della scuola polmone, come esplicitato nella relazione, ma anche proseguire nel confronto e nel lavoro comune con gli insegnanti, che sono coloro che si trovano ad operare sul campo nella valorizzazione di un'attività importante sia dal punto di vista didattico, sia per quanto riguarda l'educazione alla salute, dunque il problema non va sottovalutato e non va banalizzato.
In conclusione un ringraziamento ai colleghi per il lavoro svolto nelle commissioni e ai Presidenti Maquignaz e, in particolare, Comé, che in questa occasione ha messo a frutto, oltre alle sue competenze politiche, anche le sue competenze professionali.
Président - La parole au Conseiller Rigo.
(interruzione del Consigliere Rosset, fuori microfono)
Rigo (PD) - ...anche perché, Consigliere Rosset, non ci sono di solito altri consiglieri che vogliono parlare per quello...
Grazie della parola Presidente. Non so il collega Comé a chi si sia riferito, ma quello che lui ha contestato è anche il mio pensiero: la politica è stata assente, il che non vuol dire che l'Amministrazione è stata assente, non confondiamo la politica con l'Amministrazione, sono due cose diverse per fortuna e cercherò di spiegarlo, perché quello è il mio pensiero. Ecco perché prima di tutto voglio ringraziare il Sig. Hérin e, tramite lui, tutti i diplomati e laureati in scienze motorie che hanno dato vita ad una petizione su un problema reale, nessuno lo ha disconosciuto, presente in particolare nella città di Aosta, e che con la loro iniziativa hanno acceso i riflettori su una rilevante questione, che non è solo quella della mancanza delle palestre, ma delle politiche della salute come grande questione politica, parole dell'Assessore Albert Lanièce nel corso del dibattito sulla relazione annuale e sullo stato di salute e di benessere sociale della popolazione valdostana.
Al di là della forma con cui è stata pubblicizzata la petizione, credo sia stato opportuno richiamare gli amministratori e la politica a considerare con la dovuta attenzione un problema, quello della carenza di palestre, come un segnale di insufficiente impegno rispetto ad un investimento, quello sul benessere dei giovani, rilevante per la Valle d'Aosta di domani. Questa non è una delle mie idee un po' balzane, ma è una delle direttrici disegnate dal piano regionale per la salute e il benessere sociale 2011-2013. Leggo da pagina 61 del piano: "Per perseguire condizioni diffuse di salute e di benessere nella popolazione occorre passare da un paradigma a prevalente responsabilità clinico-sanitaria ad un più ampio scenario di politiche e programmi aventi la salute e il benessere come risultanti di equità dei diritti tra i vari sottogruppi sociali di popolazioni, in cui però devono essere rafforzate, nel contempo, le responsabilità individuali - è il punto della situazione - e soggettive verso il proprio patrimonio di salute in ogni individuo già dai primi anni di vita".
Cosa significa tutto ciò rispetto al tema palestre oggetto della nostra discussione? Sempre il piano a pagina 63, nel capitoletto "Promuovere la salute in rete", spiega che "promuovere la salute è una funzione centrale della sanità pubblica e, certamente, il governo della sanità ha un ruolo chiave di leadership nella costruzione di politiche e partnerships a favore della promozione della salute" e il piano prosegue scrivendo che, per il prossimo triennio, i profili di salute regionale confermano l'utilità di ricercare alleanze unitarie su alcuni specifici obiettivi e adesso vediamo quali, perché continuo la lettura.
A pagina 64 si dice: "in conformità a queste premesse è stato emanato dal Ministero della salute nel 2007 il documento programmatico "Guadagnare salute, rendere facili le scelte salutari", che consente ancora oggi di contrastare i fattori di rischio secondo un approccio non sanitario, ma attento anche alle implicazioni ambientali, sociali ed economiche, prevedendo la condivisione degli obiettivi da parte di tutti gli attori coinvolti".
Il documento nazionale di riferimento è finalizzato alla promozione di stili di vita in grado di contrastare, nel lungo periodo, il peso delle malattie croniche e far guadagnare anni di vita in salute ai cittadini ed è nato dall'esigenza di affrontare in maniera globale i fattori di rischio principali rappresentati dal tabagismo, dal consumo di alcol, da una scorretta alimentazione e dall'inattività fisica, garantendo la sostenibilità del sistema sanitario in termini economici e di efficacia. È un problema di tutti, è un problema anche di risorse economiche. Il piano regionale si articola in diverse fasi dedicate all'operatività. Mi sembra però interessante, per la nostra discussione, leggere alcune frasi di pagina 80, direttrice 5: "Valorizzare le competenze dei cittadini e degli operatori come strumento e fine per migliorare salute e benessere". Dal capitolo "Investire sulla salute e il benessere dei giovani" leggo che "l'investimento sui giovani può portare, in un futuro, migliori profili di salute e di benessere generale e, per il sistema, un'ottimizzazione delle risorse destinate alla salute - quindi riguarda anche il nostro bilancio regionale - per mantenere o raggiungere una condizione di buona salute, è necessario essere in grado di percepire e riconoscere come importante il condurre un corretto stile di vita e saperlo modificare quando abitudini scorrette lo rendono non adeguato. Educare la popolazione e in particolare i giovani ad assumere comportamenti corretti, a svolgere con regolarità attività fisica e ad alimentarsi correttamente, rafforza l'autostima, previene il rischio di malattie gravi, l'insorgere di depressioni e disturbi del comportamento e contrasta la dipendenza da sostanze nocive".
È evidente quindi, dalla lettura di questi documenti elaborati da questa Amministrazione, lo stretto rapporto fra salute e risorse finanziarie, fra salute e comportamenti, fra salute e scuola, fra salute e attività fisica, come è evidente lo scollamento fra le enunciazioni scritte e l'operare quotidiano, venuto prepotentemente alla ribalta con la petizione oggi in discussione. Ma perché il piano regionale per la salute e il benessere sociale evidenzia queste direttrici? Perché sono una costante nel dibattito nazionale sui temi della salute e l'inserto dell'altro ieri sull'ictus che accompagnava La Stampa (i lettori di tale quotidiano se ne ricorderanno) ne è l'ultimo esempio, ma anche perché lo "Stato di salute e il ricorso ai servizi sanitari in Valle d'Aosta", presentato dall'Assessore competente a febbraio 2010 sottolinea i fattori di rischio riferiti ai giovani sotto i 25 anni, ossia i nostri ragazzi. Una relazione che sollecita gli amministratori, i politici a considerare che gli stili di vita, la prevenzione occorre farli diventare principi cardine: la promozione della salute come processo attraverso il quale gli individui sono messi in condizione di esercitare il controllo sulla propria salute e sulle sue determinanti e, in tal modo, migliorare il proprio stato di salute. Un efficace piano di salute pubblica richiede però un determinato e continuo impegno politico sulla base di valori condivisi dall'insieme della società e anche dalla politica. In questo ambito risulta decisivo il ruolo della scuola ed ecco perché ho ringraziato il Sig. Hérin, perché la raccolta di firme in calce alla petizione sulla situazione delle palestre, la loro sollecitazione a considerare l'importanza dell'educazione fisica scolastica, hanno riportato in evidenza un tema come l'attività fisica, considerato rilevante nei documenti prima citati e che non riguarda solo e unicamente la scuola.
La relazione sullo stato di salute a pagina 33 evidenzia che: "il ruolo protettivo per la salute svolto da una costante attività fisica, anche se limitata, è ormai consolidato nella letteratura internazionale. Almeno 30 minuti di attività fisica, giornaliera e moderata, contribuiscono a ridurre l'insorgenza di numerose patologie". La relazione invece ci disegna un mondo giovanile che ci deve preoccupare, e in questo senso, la pagina 45 è emblematica: "è importante segnalare, soprattutto a fini preventivi, che circa un quarto dei giovani sotto i 25 anni si dichiara fumatore e dichiara di non svolgere alcuna attività fisica e di avere problemi di peso". Uno su quattro. Ecco perché è stato importante il confronto politico attivatosi a seguito della petizione. Ha costretto la politica ad aprire gli occhi su un'evidente contraddizione: fra il dire e il fare, c'è di mezzo una situazione problematica dal punto di vista strutturale - le palestre appunto -, ma questo stato di fatto determina inevitabilmente un'impossibilità anche culturale - lo hanno detto molto bene gli insegnanti - a praticare le direttrici richiamate dai documenti sopra ricordati. Come fanno le ragazze e i ragazzi, le loro famiglie a praticare corretti stili di vita se la situazione rappresentataci dai docenti di scienze motorie mortifica anche tutte quelle iniziative positive avviate in questi anni proprio nella scuola e proprio nel campo della salute?
Certo, l'Assessore Laurent Viérin, la Sovrintendenza, i diretti collaboratori conoscevano e conoscono la realtà descritta nella petizione sulla situazione delle palestre di Aosta. La petizione ha però fatto sì che anche i non addetti ai lavori, e in particolare noi Consiglieri e l'Assessore Albert Lanièce, siano stati messi di fronte ad una realtà che forse non ci accorgevamo di vedere. Non possiamo realizzare gli obiettivi previsti nel campo della salute se non ci sforziamo di comprendere che scuola e sanità, o meglio la sanità nella scuola, dovrebbe essere per noi un obiettivo prioritario, non solo con progetti specifici e con corsi che possiamo considerare piccoli gioielli, ma con una programmazione continua e periodica, con strutture, le palestre appunto, indispensabili non solo per svolgere correttamente l'esercizio fisico, ma per lanciare culturalmente un messaggio rivolto alla pratica quotidiana dell'attività fisica. Vanno bene, anzi benissimo, caro Assessore, le "Classes de neige", nate per creare le condizioni ottimali affinché i nostri studenti/sportivi possano trovare tutti i presupposti ideali per ben figurare nello studio e nello sport. Ma credo che analogo impegno dovrebbe essere messo per far diventare realtà quotidiana quei principi richiamati nei documenti ufficiali di questa Regione.
Mi scuso con i Consiglieri se l'ho fatta un po' lunga, ma credo che, ogni tanto, serva richiamare la mia e la nostra attenzione sugli scenari descritti da quei documenti, il piano regionale per la salute e il benessere, a cui io credo, documenti che disegnano gli obiettivi per la Valle d'Aosta del futuro e che noi abbiamo la responsabilità di perseguire. La petizione è stata utile per riportare di attualità l'attività fisica dei ragazzi, ma ci ha dato l'opportunità di fare il punto sulla situazione in essere e quella in divenire, lo ha detto molto bene la collega Morelli. Nella parte, che chiamerei deliberativa, viene assunto, da parte degli Assessori competenti, un impegno per un incontro autunnale con le commissioni per relazionare in merito all'evolversi della situazione ed è stata confermata - cosa, a mio avviso, importante - dall'Assessore Laurent Viérin la volontà di mantenere un confronto aperto con i diplomati e laureati in scienze motorie per tutte quelle azioni, anche minimali, di ottimizzazione, rispetto all'uso delle palestre, che potrebbero essere attivate per il prossimo anno scolastico.
Mi piace poi segnalare un punto importante, già ribadito dalla collega, presente nel documento alla nostra attenzione, per la precisione il punto n. 2, che riguarda "la possibilità nelle fasi progettuali successive a quella preliminare già approvata, di ampliare la palestra nella scuola polmone di Tzamberlet al fine di consentire la divisione mobile della stessa". Non ho competenze in merito, ma non credo sia la situazione ideale per gestire al meglio l'attività fisica, immaginiamo due classi... ma, viste le condizioni attuali, questa proposta fa propria un'osservazione fatta dai firmatari e resa possibile anche dal confronto svoltosi nelle commissioni. Un documento positivo in conclusione che raccoglie, anche grazie all'esperienza diretta maturata sul campo dal Presidente Comé, una sostanziale condivisione dei contributi emersi in sede di confronto delle competenti commissioni e anch'io ringrazio i due Presidenti per la loro opera di coordinamento dei lavori stessi.
Visto che ho ancora qualche minuto a disposizione e visto che interessa molto all'aula, colgo questa opportunità per fare qualche considerazione su un tema, la scuola pubblica, venuto prepotentemente alla ribalta in questi giorni. Come sapete, il Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi, ha recentemente affermato che nella scuola pubblica i docenti inculcano nei loro studenti principi e idee contrarie a quelle delle famiglie. Tra i tanti articoli letti vorrei brevemente riassumerne uno che ho trovato molto interessante: "Le palestre della vita" - guardate che combinazione! - di Marco Rossi Doria apparso sul quotidiano La Stampa di lunedì 28 febbraio, sperando di averne colto l'essenzialità. Rossi Doria ha scritto più o meno così. Oggi tutti gli adulti, - credenti e non credenti, genitori, docenti, educatori di ogni luogo - stanno affrontando la crescente comune difficoltà di una crisi di valori e modelli che rende faticoso educare e ogni giorno chiunque ricopra la funzione educativa sa che il bene di milioni di bambini e ragazzi sta nella responsabile ed equilibrata ricerca della concordia fra adulti. La scuola è un luogo di sapere, ma oggi anche grande palestra di ricerca di parole e azioni che uniscono socialità sana tra molte generazioni, presidio di regole e limiti e crocevia di opportunità, studio e impegni comuni.
Voglio però leggervi integralmente la conclusione, perché la considero una preziosa considerazione: "istigare alla divisione fra scuole e scuole, fra genitori e genitori, fra scuole e famiglie, come hanno fatto le parole del Presidente del Consiglio, sono, perciò, un atto di estremismo politico e di irresponsabilità civile che per il bene di tutti i nostri figli, l'Italia, già fin troppo divisa, non si può, né si deve permettere". Cosa significa inculcare? L'etimologia di inculcare è chiara: viene dal latino calcare, ossia calpestare, schiacciare con i piedi ma anche pigiare come a forza qualcosa in qualcos'altro. Chi "inculca" calpesta e limita. È evidente che sono parole che ci parlano di uno Stato sempre più eversivo contro sé stesso e verso le proprie istituzioni, in particolare la scuola, che dovrebbe essere la cultura degli italiani di domani. Perché eversivo? Perché la scuola di oggi dà sostanza agli articoli 33 e 34 della Costituzione. Era necessario per i padri costituenti stabilire la libertà di insegnamento, perché si usciva da una dittatura che aveva esercitato un controllo capillare sulla formazione dei giovani, vietando ogni forma di conoscenza non aderente ai canoni del regime. Se il quadro di riferimento è così chiaro, le recenti polemiche, non solo quelle riferite al Presidente del Consiglio, ma anche il disegno della controriforma Gelmini, le recenti polemiche sulla scuola pubblica investono direttamente il disegno costituzionale.
Ciò detto e preoccupato per questo tentativo di smantellamento della scuola come palestra di socialità, mi auguravo una presa di posizione forte e netta da parte dell'istituzione pubblica regionale. La timida espressione formulata dall'Assessore competente Laurent Viérin, "sorpreso - sono parole sue - per il fatto che certi attacchi alla scuola pubblica arrivino proprio da esponenti del Governo" mi ha lasciato profondamente deluso. Deluso perché mi aspettavo di più da parte di un movimento, l'Union Valdôtaine, da sempre orgoglioso del forte radicamento della scuola pubblica nella comunità valdostana e perché mi aspettavo di più proprio per la cultura e la formazione personale di Laurent Viérin. In Valle d'Aosta quanto oggi appare positivamente trasformato non avrebbe potuto esserlo senza la scuola pubblica, il suo radicamento, il suo essere parte vera della comunità valdostana. La nostra scuola pubblica ha proseguito e perfezionato quel disegno istituzionale autonomistico che pochi giorni fa abbiamo celebrato. Ecco perché prima ho detto eversivo, perché chi attacca la nostra scuola pubblica attacca anche l'essenza stessa del nostro particolarismo; ecco perché quelle parole mi hanno preoccupato e mi preoccupano.
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci M. le Président, s'il n'y a pas d'autres interventions, au nom aussi du collègue Marco Viérin, j'essayerai de donner quelques réponses pas tellement sur la partie qui a déjà été exposée par le Président Comé, que je remercie comme tous les Commissaires des commissions réunies, mais surtout sur les autres aspects. Non sto a ribadire tutte le azioni che sono state messe in campo e che stiamo mettendo in campo riprendendo le iniziative della mattina, dove anche per le palestre inserite nel contesto dell'edilizia scolastica abbiamo cercato di creare un dossier che seguisse l'emergenza nel senso della situazione a breve termine, ma anche una pianificazione di lungo termine.
Per quanto riguarda le considerazioni della collega Morelli, vorrei dire in premessa che abbiamo giudicato positivamente l'iniziativa della petizione, come tutte le iniziative che arrivano in questo senso quando i cittadini, o quando, come in questo caso, gli insegnanti sollecitano non solo chi per certi ruoli e funzioni ricopre certe cariche, ma penso il mondo della politica e dell'opinione pubblica in generale. Se questi messaggi vengono veicolati non con finalità di mediatizzazione tout court, ma come in questo caso c'è stata una parte di dibattito sui giornali - penso positivo - e in commissione, e oggi in Consiglio... credo che, per quanto ci riguarda, siamo sempre stati attenti e vediamo di buon occhio queste sollecitazioni, perché significa che c'è una partecipazione diretta degli attori ai problemi che non solo riguardano chi li vive direttamente, ma che in generale riguardano i giovani e chi opera nel mondo della scuola. Fra l'altro, come ricordava la collega Morelli, credo sia stato importante, perché non esisteva un coordinamento dei docenti di scienze motorie, glielo abbiamo richiesto a seguito della petizione, con la Sovrintendente abbiamo incontrato questa delegazione e ho espressamente richiesto che eleggessero al loro interno un coordinamento, in modo che, indipendentemente da questa petizione, vi fosse una possibilità di dialogo e di confronto, perché è vero che ci sono (riprendendo i titoli dei giornali) circa 2.300 studenti che devono migrare, ma anche che ogni anno prima dell'inizio dell'anno scolastico vengono concordati i piani delle palestre e che in quel momento c'era un coordinamento fra gli uffici dell'Assessorato e il mondo della scuola inteso come coordinamento anche dei docenti di scienze motorie, che è deputato a pianificare anche nel merito queste cose. Anche da parte loro, quindi, c'è stata una presa di coscienza che il metodo di lavoro forse per il futuro dovrà essere rivisto da ambo le parti, ci siamo già impegnati e quest'anno faremo già la riunione in primavera sollecitando loro di essere organizzati non solo come dirigenti scolastici, ma anche come operatori del settore intesi come docenti di scienze motorie e la nostra volontà di coinvolgere sempre la base, nel senso del mondo della scuola si è ritrovata già all'epoca della costruzione della scuola polmone, dove circa una volta al mese mi sono recato all'epoca anche con il Presidente Cerise, che era Assessore ai lavori pubblici e poi con Marco Viérin questa legislatura, a confrontarci sui progetti, sullo stato di avanzamento dei lavori con tutto il collegio docenti della scuola. In questo caso per la scuola polmone abbiamo richiesto ai docenti interessati, che poi saranno oggetto di spostamento, la firma del progetto e in quella occasione anche sulla palestra abbiamo interpellato i docenti di scienze motorie, quindi la democrazia partecipata allo stato puro è stata applicata, quindi credo che un ulteriore coordinamento soprattutto da parte loro sia positivo per quanto ci riguarda. Sulle firme non entro nel merito, la nostra obiezione non era sulle firme di chi era in pensione, ma era sulle firme di chi non insegna e di chi... allora se si connota...
(interruzione del Consigliere Rigo, fuori microfono)
...chi non insegna o chi non ha mai insegnato direi... allora era semplicemente un'obiezione dicendo che se si connota una petizione con noi docenti di... che siano docenti, ma questa era una questione marginale. Penso che forse questa petizione ha portato alla ribalta l'importanza dell'educazione fisica e delle scienze motorie per qualcuno ma, per quanto ci riguarda, sia da un punto di vista di governo con le diverse sfaccettature nei diversi settori... la nostra attenzione c'è e non starò qui ad elencare tutti i progetti che nelle scuole facciamo per l'educazione alla salute, al movimento e all'attività fisica. Abbiamo addirittura da tre anni inserito all'interno delle scuole elementari la scienza motoria che non è mai esistita. Non abbiamo fatto comunicati stampa, conferenze stampa o petizioni, ma semplicemente ci siamo resi conto che il problema andava affrontato fin dall'età più giovane e i nostri insegnanti nella scuola non avevano gli strumenti per poter supportare i nostri ragazzi nell'attività fisica. Abbiamo quindi creato un bando per giovani laureati in scienze motorie, che vanno nelle diverse scuole della Valle ad essere da supporto per l'attività motoria: ski pour tous, lo sport a tutti i livelli, c'è un calendario concordato con il collega del turismo cercando di andare a puntare sugli sport della Valle d'Aosta, ma non solo, c'è un'attività che arriva ad ogni tipo di sport, cercando di supplire e questo vorrei sottolinearlo, perché spesso c'è un problema nella società... ci sono problemi di salute, di obesità. La tendenza allora in questo caso è di scaricare tutto sulla scuola, invece no la scuola può e deve giocare il proprio ruolo, ma non è che dobbiamo scaricare completamente sulla scuola una pecca che spesso deriva da uno stile di vita, dalla società e da altri fattori ed elementi.
Vorrei semplicemente dire che, per quanto ci riguarda, da settembre, con la palestra del convitto, con la scuola polmone... è vero la scuola polmone è un progetto che sta facendo il suo corso e che avrà i suoi tempi di realizzazione ma, finché non iniziamo a realizzarlo, sarà sempre un problema irrisolto. La nostra filosofia allora è quella, perché poi all'interno dei docenti di educazione fisica non è che c'era una linea di pensiero univoca, perché tutti vedono lo sport che praticano come lo sport più importante del mondo, quindi il Palaindoor non va bene, perché c'è solo l'atletica, all'epoca però sembrava che, se non facevamo la convenzione con il Palaindoor, moriva il sistema di palestre della Valle d'Aosta, ne abbiamo dibattuto anche in Consiglio su sollecitazione di certi consiglieri. Dopodiché adesso non va più bene l'atletica e nella palestra della scuola polmone ci sarà il calcetto, ma che non va bene, ci vorrebbe anche il basket. Voglio dire che noi cerchiamo, essendo delle risorse pubbliche, di creare delle strutture che sono sì utilizzate dai docenti e dai ragazzi, ma che sono anche utilizzate esternamente per ottimizzare le risorse soprattutto in questo momento, cercare di non creare delle strutture che sono ad uso esclusivo dei ragazzi, invece anche qui una certa parte di docenti vorrebbe delle strutture ad uso esclusivo delle scuole.
La Rochère: stessa questione, il progetto sta andando avanti. È chiaro che di due cose l'una: se si vogliono creare strutture all'interno delle scuole esistenti, questo non è possibile negli edifici storici, se vogliamo le strutture delocalizzate, ci vogliono i trasporti e bisogna spostarsi, quindi sono due ragionamenti che stridono, nel senso che noi cerchiamo di dire: "vi mettiamo a disposizione anche due palestre, il Palaindoor nella località Tzamberlet", ma la migrazione ci sarà sempre. Il problema quindi è la migrazione o la carenza di spazi? Dopodiché non vogliamo delocalizzare tutto fuori dalla città di Aosta per non fare neanche morire la città, il progetto dell'università va proprio nella direzione opposta di far vivere anche il commercio, la cultura, i giovani all'interno di una città e quindi avere all'interno di una città la possibilità di continuare a vivere gli spazi utilizzati abbinati agli spazi che si trovano nella zona limitrofa, perché Tzamberlet è limitrofa ad Aosta, quindi mantenere gli spazi con un sistema di migrazione con i servizi pubblici messi a disposizione e pagati, con la possibilità con la bella stagione di avere spazi anche all'aperto - che è importante per i problemi sollevati dal collega Rigo -, credo che questa possibilità sia importante. Ritengo che bisogna tutto ricondurre però in una visione obiettiva delle cose che cerchiamo di avere, pur essendo critici spesso anche noi nei confronti di una situazione che nel tempo cronicamente si è definita. Qui forse è vero tanti non sono e non erano addetti ai lavori, ma credo che il collega Rigo, quando era in Comune, questo problema delle palestre lo ha affrontato, perché quel problema è riferito alla città di Aosta, perché invito tutti a girare nei paesi e a vedere il nostro sistema scolastico da un punto di vista edilizio. Abbiamo delle scuole da Perloz a Rhêmes-Notre-Dame, a Oyace e in tutti i piccoli comuni spesso con palestre e spazi che, da un punto di vista della didattica, sono dei gioielli e che mi sento di difendere, in quanto, avendo una visione parziale e catastrofica dell'educazione dei giovani, che adesso sembra che sia compromessa dal fatto che devono spostarsi con il pullman dalla stazione fino a Tzamberlet... credo sia una visione abbastanza parziale. Il benessere dei giovani credo sia una delle priorità che da sempre e, per quanto ci riguarda, con il collega Lanièce stiamo cercando di portare avanti anche con progetti scolastici; gli spazi, la salute, la didattica sono connessi e un'attenzione particolare si ritrova anche in questa miriade di progetti che noi proponiamo alla scuola.
È chiaro che, per quanto riguarda il dibattito in generale sulla scuola, in questo momento con certe proteste che ci sono nella scuola... sono proteste che pare vadano contro decisioni nazionali, che qui in Valle non vedono risvolti e, come atti concreti di protesta, vanno a sopprimere le attività dei ragazzi. Credo che qui sia un altro dei discorsi che stride, in quanto nella scuola del Pont-Suaz, Monte Emilius per citare, gli insegnanti come forma di protesta hanno bloccato i giochi sportivi studenteschi. Credo che lì nessuna voce si sia levata, nessuna presa di posizione da parte di nessuno tranne che da parte di chi ha queste responsabilità. Noi abbiamo cercato di invitare a rivedere tali posizioni, che poi vanno a penalizzare esclusivamente i ragazzi e le famiglie, stanno sacrificando con questa protesta... pur nella legittimità di ogni forma di protesta però si fa una considerazione generale sul mondo della scuola, su tutta una parte di attività didattica e culturale che crea anche un indotto sul territorio valdostano, da chi fa i trasporti a chi gestisce attività turistico-ricettive. Il sistema scolastico è comunque un indotto proporzionato e rapportato a tutto ciò che è l'indotto in generale, ma credo che la riflessione giustamente sollevata da Rigo vada inserita e anche sollecitata all'interno del mondo della scuola, affinché alla fine ci sia non solo l'Amministrazione, che crea una miriade di progetti che vengono veicolati alla scuola e che poi però non ci sia un raccordo fra tutti i soggetti...
(nuova interruzione del Consigliere Rigo, fuori microfono)
...sì, difatti lo dico per rafforzare quello che lei ha detto.
Credo che per quanto riguarda il progetto in questione... noi assieme al progetto di edilizia scolastica in generale abbiamo anche un occhio di riguardo per le palestre, sicuramente sollecitato ulteriormente da questa petizione. A chi sta operando per la Caserma Testafochi abbiamo chiesto se c'era la previsione all'interno di spazi per i giovani, essi sono previsti. È chiaro che sarà un campus universitario, quindi non è che andremo a creare palestre o luoghi scolastici all'interno, ma sarà un altro polmone all'interno della città di Aosta che potrà creare delle sinergie con l'attività dei giovani in generale. Senza disegnare delle situazioni catastrofiche ma, riprendendo la sollecitazione di questi firmatari della petizione, credo che la nostra attenzione sarà sempre puntuale.
Per quanto riguarda la polemica, credo che, come ho avuto modo di sottolineare ad una domanda di un giornalista, noi in questo momento non abbiamo bisogno di alimentare polemiche, tanto meno in Valle d'Aosta, dove abbiamo creato un dialogo nell'ambito del sistema scolastico con le organizzazioni sindacali e con il mondo della scuola per costruire un sistema scolastico valdostano e migliorarlo. Visto il dialogo esistente in Valle d'Aosta in questo momento, seppur commentando puntualmente una questione, credo che la Valle d'Aosta stia cercando di difendere il sistema scolastico Valle d'Aosta, scuola pubblica e scuole paritarie, un acquis di sistema scolastico che nel tempo si è consolidato, che oggi ha un certo equilibrio. Con le organizzazioni sindacali stiamo addivenendo ad un percorso e ad un tavolo di confronto che dura da diversi mesi per vedere come migliorare il sistema scolastico valdostano anche da un punto di vista tecnico-contrattuale, cercando di fare un'analisi comparativa di tutto ciò che sta avvenendo a livello nazionale per vedere se ci sono gli strumenti per migliorare la situazione e riconoscere le specificità della scuola valdostana. In questo momento cerchiamo principalmente e in modo efficace di lavorare ad un miglioramento dell'offerta scolastica e del sistema scolastico valdostano nel suo insieme.
Président - S'il n'y a pas d'autres conseillers qui souhaitent intervenir, le Conseil prend acte.
Il Consiglio
Premesso che:
- in data 1° dicembre 2010 è stata presentata alla Presidenza del Consiglio, ai sensi dell'articolo 36 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio, una petizione popolare, sottoscritta da 60 Insegnanti di Scienze motorie della Valle d'Aosta, per richiedere la ristrutturazione delle palestre scolastiche fatiscenti;
- a norma del suddetto articolo 36, l'Ufficio di Presidenza, con deliberazione n. 207/2010 del 9 dicembre 2010, nel decidere sulla ricevibilità ed ammissibilità della petizione, ne ha avviato l'istruttoria con richiesta di informazioni al Presidente della Regione, in quanto legale rappresentante della Regione, all'Assessore all'Istruzione e Cultura, in quanto provvede alla programmazione del sistema edilizio scolastico, all'Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, in quanto collabora alla programmazione dei lavori inerenti all'edilizia scolastica, infrastrutturale e sportiva e ne gestisce la progettazione e la realizzazione, e alle Commissioni consiliari competenti "Assetto del territorio" e "Servizi sociali";
- i Presidenti delle Commissioni consiliari permanenti "Assetto del territorio" e "Servizi sociali", con lettera in data 14 febbraio 2011, prot. n. 1236, hanno comunicato le risultanze degli approfondimenti svolti;
Ai sensi del quarto comma dell'articolo 36 del Regolamento interno.
Prende atto
della petizione e della documentazione ad essa relativa.
