Objet du Conseil n. 1680 du 9 mars 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1680/XIII - Interpellanza: "Realizzazione di interventi nell'ambito di piani di riordino fondiario da parte di consorzi di miglioramento fondiario".
Interpellanza
Richiamata la legge regionale 12 dicembre 2007, n. 32, in particolare l'articolo 66 (Infrastrutture rurali);
Richiamata la Deliberazione della Giunta regionale n. 2623/09, recante ammissibilità a finanziamento, ai sensi della legge sopraccitata, di undici Piani di riordino fondiario in varie località della Valle d'Aosta;
Preso atto delle frequenti ridefinizioni dei criteri inerenti gli aiuti al riordino fondiario effettuate dalla Giunta regionale, di cui l'ultima approvata con Deliberazione n. 2834/10 e della conseguente confusione ingenerata negli organi direttivi dei Consorzi intenzionati a portare avanti questo tipo di intervento;
Appreso della comunicazione ufficiale pervenuta nel febbraio 2010 a diversi consorzi autorizzati ad effettuare un Piano di riordino fondiario con la quale l'Assessorato autorizzava la predisposizione del progetto cantierabile delle opere e contemporaneamente, comunicava la sospensione della ricomposizione fondiaria, e della successiva richiesta, avvenuta in modo perlomeno poco ordinaria nel mese di novembre 2010, di adeguare eventualmente il progetto esecutivo alla situazione catastale ante riordino;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) a cosa è dovuta l'iniziativa descritta nelle premesse assunta nei confronti dei Consorzi di miglioramento fondiario che avevano già ricevuto dalla Giunta regionale il finanziamento degli interventi da effettuare nell'ambito di piani di riordino fondiario;
2) se, e in quale data, la Giunta regionale ha revocato la decisione assunta con Deliberazione n. 2623/09 e con quali motivazioni e se a farsi carico delle spese tecniche suppletive dovute alla rielaborazione dei progetti saranno i Consorzi o l'Amministrazione regionale;
3) considerato che è passato circa un anno dalla comunicazione scritta, a che punto sono le modifiche e gli adeguamenti delle procedure previste alla disciplina in materia di ricomposizione fondiaria;
4) quali e se ci sono garanzie per i proprietari sulla concretizzazione della ricomposizione fondiaria e in quali tempi si attuerà la stessa.
F.to: Chatrian - Bertin - Giuseppe Cerise - Louvin - Patrizia Morelli
Président - La parole au Vice-président Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Nelle premesse abbiamo cercato di inquadrare la situazione inerente i riordini fondiari. Nel settembre 2009 la Giunta regionale impegnava e finanziava undici riordini fondiari, mettendo in campo quasi 25.000.000 di euro. Queste risorse avrebbero dovuto comprendere tutti i lavori: le spese tecniche, gli accorpamenti, i passaggi di proprietà, il catasto, e non solo, e la suddetta delibera rinviava ad un successivo provvedimento del dirigente i passi successivi a livello amministrativo-procedurale.
Nel mese di ottobre 2010 l'Assessore ci faceva il punto della situazione proprio su questi undici riordini finanziati; quattro erano dei completamenti, tant'è vero che hanno ottenuto subito il nullaosta con determinazione del dirigente e la sua relativa autorizzazione a procedere. Nel febbraio 2010, per gli altri sette riordini fondiari è stata inviata una lettera in cui, per ciascuno, veniva comunicato l'importo complessivo di finanziamento, come ci spiegò molto bene l'Assessore nello scorso ottobre; la prima approvazione riguardava o un progetto preliminare o definitivo, quindi nel momento in cui la progettazione è arrivata al termine del suo iter, a quel punto c'è stata una nuova riapprovazione...diciamo così. Si davano i tempi, i modi, le relative specifiche e si rimandavano ad una nota ulteriore eventuali integrazioni e modifiche...e qui, sinceramente, mi fermo.
I nostri quattro quesiti sono dettagliati e puntuali, proprio perché, a iter quasi concluso, nel mese di novembre ci pare ci sia stata un'inversione di rotta; ascoltiamo perciò attentamente le risposte.
Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie Presidente.
Proprio a seguito di quanto si era già detto nella precedente risposta facciamo il punto della situazione. C'è stata un'evoluzione in questo periodo; innanzitutto, quello che già avevo sottolineato a suo tempo: che le questioni sollevate anche in questa interpellanza riguardano i riordini fondiari, un settore che è caratterizzato da un complesso quadro normativo, procedurale, istruttorio e finanziario.
Sul piano operativo le difficoltà emerse fin dall'applicazione della prima norma legislativa di riferimento del 1987, legge n. 70, erano insite nella definizione di "riordino fondiario" inteso come strumento di normalizzazione degli assetti patrimoniali, a seguito di appropriati interventi di miglioramento fondiario. Presumo che le difficoltà procedurali richiamate nei quesiti dell'interpellanza concernano gli aspetti amministrativi legati all'attività di ricomposizione fondiaria e non riguardino l'esecuzione delle opere di miglioramento, che da sempre sono state correttamente realizzate e finanziate fin dai primi piani di riordino fondiario, e che credo il collega conosca, in quanto erano localizzati principalmente nel Comune di Torgnon.
Venendo ai quesiti, la deliberazione di Giunta n. 2623/2009 ha previsto la concessione a favore di undici consorzi di miglioramento fondiario di contributi per la realizzazione di opere nell'ambito dei piani approvati di ricomposizione fondiaria. Nello specifico si tratta di interventi di completamento, relativi ad iniziative avviate negli anni scorsi, e in parte di interventi di recente approvazione giudicati funzionali alla prosecuzione ed al miglioramento delle attività agricole nei comprensori interessati. Qui l'aggiornamento: per otto interventi promossi rispettivamente dai Consorzi di miglioramento fondiario l'Envers di Chambave e Chambave Adret (Comune di Chambave), Ru des Gagneurs (Comune di Châtillon), Fénis (Comune di Fénis), Hône Bard (Comuni di Hône e Bard), Ru Courtaud (Comune di Saint-Vincent), Chavacourt (Comune di Verrayes) e Torgnon (Comune di Torgnon) per il completamento di un intervento già iniziato precedentemente, la spesa ammissibile è stata determinata - come riportato nella delibera - con provvedimento dirigenziale; di conseguenza le opere o sono già state appaltate o lo saranno a breve, secondo le intenzioni dei rispettivi consorzi. Per i restanti tre interventi è in corso l'attività istruttoria sulla verifica degli aspetti progettuali e di dettaglio, necessari per la corretta determinazione della spesa ammissibile a contributo. Poi se il collega lo desidera, farò avere anche dei dettagli più precisi sulle singole iniziative. Con la citata deliberazione sono state pertanto autorizzate alla realizzazione le opere comprese nei relativi piani di riordino e sono stati inoltre previsti gli impegni finanziari per le spese inerenti alla realizzazione dei progetti dei piani.
Come ho già avuto modo di accennare in premessa, l'autentica gravosa e non risolta criticità del sistema riguarda le procedure finali di trasferimento dei diritti reali, che non risultano ancora definite pur essendo trascorsi più di 20 anni dalla presentazione dei primi progetti di riordino, che - come citavo prima - riguardano Torgnon, Saint-Denis e Verrayes. Nella consapevolezza di tale criticità, gli uffici della direzione competente hanno ritenuto di convocare, nel corso dei mesi di ottobre e novembre, i presidenti degli undici consorzi richiamati nella delibera di Giunta citata, per una valutazione complessiva dei piani, delle difficoltà esistenti e dei percorsi che si intende intraprendere per risolvere tale emergenza.
Sempre in tale sede...
(interruzione del Vicepresidente Chatrian, fuori microfono)
...come? L'Assessorato. Sempre in tale sede i presidenti dei consorzi sono stati invitati, nel tempo intercorrente fra la fine dei lavori ed il riassetto territoriale post-riordino, a favorire ed a programmare per conto dei proprietari una gestione temporanea dei terreni oggetti di miglioramento fondiario, utilizzando ad esempio la formula dell'affidamento provvisorio dei futuri lotti; cosa che è già stata attuata negli interventi citati in precedenza, che ancora sono nella fase di affidamento, da 20 anni sono in affidamento temporaneo, come lei ben conosce.
Quesito numero due: come evidenziato nel punto precedente, la delibera citata non solo non è stata revocata, ma è in corso di completa attuazione come dimostrano i provvedimenti dirigenziali richiamati. I progetti delle opere dei piani di ricomposizione fondiaria degli interventi in argomento non sono stati e non saranno modificati, se non per aspetti di dettaglio accessori e marginali, e non si prevede quindi che si possano generare spese tecniche suppletive. È chiaro che interventi migliorativi e correttivi potranno essere apportati nel rispetto della normativa vigente.
I quesiti tre e quattro, le frequenti ridefinizioni dei criteri degli aiuti di riordino fondiario richiamati nell'interpellanza, in realtà sono solo due: la prima, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 3190/2009, si è resa necessaria per ripristinare l'operatività del sistema procedurale a seguito dell'approvazione della legge n. 32/2007; la seconda, approvata dalla Giunta con deliberazione n. 2834/2010, rideterminava i criteri applicativi di cui alla precedente delibera a seguito di emerse difficoltà amministrative e procedurali, correlate alle fasi di accorpamento e di trasferimento dei diritti di proprietà. La vera questione non riguarda la definizione dei criteri applicativi, ma l'eventuale predisposizione di uno strumento normativo che individui l'atto che approvi il piano e consenta il trasferimento delle proprietà in una seconda fase, e in una seconda fase definisca le modalità di attuazione del piano, secondo procedure condivise con gli uffici dell'Agenzia del territorio, della Conservatoria dei registri immobiliari e dell'Agenzia delle entrate.
Semplificata in questi termini, la questione apparirebbe di facile risoluzione; in realtà trattasi di una materia particolarmente complessa e articolata. Non aiuta lo scenario nazionale dal quale si evince che pochissime realtà regionali hanno attivato interventi di riordino fondiario; fra queste, le Province di Trento e Bolzano, i cui catasti consentono una maggiore facilità in forza del diverso assetto normativo, e la Regione autonoma del Friuli che, pur avendo una lunga tradizione ed esperienza nel settore delle bonifiche integrali, solo da pochi anni ha legiferato in materia di razionalizzazione fondiaria nelle zone di montagna. Siamo perfettamente consapevoli dell'assoluta necessità di porre fine a questa emergenza, che da troppi anni, nonostante l'impegno profuso anche dai miei predecessori, non ha trovato soluzione. Fin dai primi mesi del 2010 la direzione competente dell'Assessorato si è attivamente adoperata in tal senso, e veniamo alle azioni che si stanno facendo.
Le azioni poste in essere sono state: revisione e potenziamento del personale assegnato all'ufficio riordino fondiario, è stato attivato un sistema di controllo e monitoraggio di avanzamento delle pratiche, sono ripresi i contatti con i soggetti interessati e coinvolti nelle procedure (Agenzia del territorio, Conservatoria, Agenzia delle entrate), è stato istituito un gruppo di lavoro formato dai tecnici dell'Assessorato e da una delegazione in rappresentanza dei tre ordini professionali interessati, agronomi, ingegneri e geometri. È stato istituito un focus group fra l'Assessorato dell'agricoltura, la Segreteria generale ed il Dipartimento legislativo e legale. È stato in più occasioni contattato il notaio Guido Marcoz, che a suo tempo aveva avuto un incarico di occuparsi di questi aspetti già alcuni anni fa, e che a puro titolo collaborativo - di questo lo devo ringraziare - si è prestato a redigere una relazione informale sulle modalità tradizionali di trasferimento delle proprietà alla luce della normativa attuale. Qui vengono i punti più importanti: è stata condotta un'azione di approfondimento sulle modalità adottate dalle realtà regionali sopracitate in materia di razionalizzazione fondiaria e - questo è un lavoro in corso - una delegazione di dirigenti e tecnici dell'Assessorato, a inizio febbraio, è stata ricevuta dall'Assessorato dell'agricoltura della Regione Friuli unitamente ai responsabili regionali dei competenti uffici in materia fondiaria e da due presidenti di consorzi di bonifica del Friuli, per vedere la loro modalità di intervento. Queste sono le principali azioni che la Direzione ha concepito in questo ultimo periodo; naturalmente questo è un punto importante e noi ci stiamo lavorando in maniera assidua, al fine di arrivare alla definizione anche di queste problematiche.
Président - La parole au Vice-président Chatrian.
Chatrian (ALPE) - Grazie Presidente.
Materia interessante, anche un po' complessa, conosco abbastanza bene, viste le ingenti risorse che l'Amministrazione regionale ha messo in campo in questi ultimi 20 anni in diverse Comunità montane, fra cui la nostra, la Comunità Monte Cervino dove abito, proprio nel paese, Torgnon, ma non solo...il quesito però non era su Chambave, Saint-Denis, Torgnon, Morgex e Arvier. Il quesito era di tipo politico e con il punto 4 le avevamo dato, come un'oretta fa, un assist: "quali e se ci sono garanzie per i proprietari sulla concretizzazione della ricomposizione fondiaria e in quali tempi si attuerà la stessa". Non faccio premesse, conosciamo la nostra realtà, la parcellizzazione delle nostre piccole proprietà; l'obiettivo era creare le condizioni per le maintien du territoire, dall'altra per semplificare il quadro, dall'altra ancora per un discorso della tutela del nostro paesaggio e, ancora, per creare le condizioni ai coltivatori, alle aziende agricole di exploiter meglio il proprio terreno coltivato.
Ecco perché la domanda era di tipo politico e non abbiamo avuto risposte; lei mi ha parlato di difficoltà legislative, di un quadro difficile e complesso che da diversi anni viene trascinato. Sicuramente, da diversi anni viene trascinato, però nel settembre 2009 lei, Assessore, che da sei anni sta guidando questo Assessorato...avete approvato un impegno di 25.000.000 di euro su undici riordini fondiari! Non era il caso, forse già in quel momento, di mettere in discussione la seconda...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...nel settembre 2009, Presidente, non oggi...non era il caso, a quel punto, di invertire la rotta? Non sarebbe stato forse più chiaro? Probabilmente noi non saremmo stati d'accordo, avremmo portato in quest'aula la nostra visione, le nostre prospettive, la nostra eventuale strada; ci sono costi, difficoltà, quadro giuridico, mettiamo tutto sul tavolo, ma negli ultimi 25 anni l'Amministrazione regionale ha fatto degli sforzi non indifferenti nelle nostre vallate. È il caso, adesso, di togliere questa priorità? Registriamo questo, il posizionamento del Governo regionale è di fare un passo...
(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
...scusi, allora a domanda non abbiamo avuto risposta! Ci dice che ci state lavorando...mi scusi, faccio io la sintesi: registro che in questo momento l'accorpamento fondiario, mettere insieme le proprietà, non è una priorità del Governo Rollandin. Lo registro dopo la sua esplicitazione...possiamo dirlo? Se lei ha detto il contrario, mi scusi, non ci ha risposto e ci ha detto che ci stava lavorando...
(nuova interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)
Presidente - ...no, non mettiamoci a fare queste cose fuori microfono perché non...
...grazie Presidente. È solo per chiarezza, proprio perché la domanda era di tipo politico. L'inversione di rotta c'è, la priorità sugli accorpamenti fondiari non è di questo Governo, ne prendiamo atto!
Riproporremo, indubbiamente rilanceremo le nostre idee. Ci avete detto che avete messo in campo dei gruppi di lavoro; io dico: solo?...nel momento in cui un anno e mezzo fa approvavate 25.000.000 di euro di lavoro e all'interno di questa somma c'erano non solo i lavori, ma anche la parte catastale, la parte di proprietà e la parte di rassemblement, penso che forse dobbiamo essere onesti intellettualmente che un passo indietro, Presidente, è stato fatto! Ci sono delle difficoltà, le registriamo, ma la volontà di tipo politico è: per adesso facciamo i lavori, e di accorpamento se ne parlerà più avanti. Lei ha detto quello, a domanda non ho avuto risposte! Poi, sinceramente, le avevamo anche chiesto se e in quale data la Giunta regionale ha revocato la decisione assunta con deliberazione, con quali motivazioni. Ma quali sono le motivazioni? Non ho sentito le motivazioni di questo; con una convocazione dell'Assessorato che convoca i presidenti ed eventualmente i tecnici per dire: per adesso l'accorpamento non si fa. Anche a livello procedurale, Presidente, nel momento in cui avete approvato...
(nuova interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...l'Assessore ci ha appena detto che nel mese di novembre praticamente la convocazione è stata fatta e un passo indietro è stato fatto. Grazie.
Président - Chers collègues, nous terminons ici les travaux de la matinée; le Conseil est convoqué à quinze heures et trente minutes.
La séance est levée.
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La séance se termine à treize heures et trois minutes.
