Objet du Conseil n. 877 du 18 novembre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 877/XIII - Interpellanza: "Situazione gestionale degli immobili di proprietà regionale da parte di Vallée d'Aoste Structure".
Interpellanza
Richiamato il dibattito consiliare avvenuto il 28 luglio scorso, durante il quale, a seguito di un'interrogazione presentata dal gruppo del Popolo della Libertà, sono state affrontate alcune questioni inerenti gli immobili gestiti da Vallée d'Aoste Structure, in particolare le situazioni di sofferenza e i locali rimasti vuoti;
Atteso che in tale occasione l'Assessore alle attività produttive aveva sostenuto che per quanto riguarda gli immobili inutilizzati i locali ammontavano a circa 45 mila metri quadrati, dei quali il 50% in mano alle curatele fallimentari, mentre un altro 35% in via di assegnazione al progetto Lavazza e, per quanto riguarda le situazioni di sofferenza, sussisteva un solo caso di inadempimento contrattuale, tra l'altro in via di risoluzione;
Considerato che gli immobili gestiti da Vallée d'Aoste Structure sono di importanza strategica per lo sviluppo dell'attività manifatturiera e industriale locale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) se le trattative per l'assegnazione delle strutture non utilizzate sono andate a buon fine;
2) quali sono i criteri attraverso i quali Vallée d'Aoste Structure calcola gli importi dei canoni di locazione per i vari immobili;
3) se esistono disparità di trattamento riguardo al calcolo dei canoni di locazione riferiti agli immobili a destinazione artigianale ed industriale e, in caso affermativo, quali sono i motivi;
4) se è intendimento della Giunta attuare nuove azioni politiche riguardo ad un abbassamento dei canoni di locazione degli immobili di proprietà regionale a destinazione produttiva o attraverso altre iniziative comunque atte ad incentivare tali insediamenti.
F.to: Zucchi - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Grazie, Presidente. Caro Assessore Pastoret, prima della pausa estiva abbiamo avuto occasione di parlare del problema che è oggetto anche di questa seconda iniziativa, per la quale lei aveva dato delle informazioni in aula sulla situazione generale riguardante gli immobili di proprietà regionale in gestione presso Vallée d'Aoste Structure. La nostra preoccupazione era di capire in quella circostanza qual era lo stato dell'arte riferito alle situazioni di insolvenza, alle situazioni difficili, lei in quella occasione ci disse che c'erano delle situazioni difficili, una era particolarmente difficile e che, per quanto riguarda l'occupazione degli spazi, ci aveva dato un quadro secondo il quale molti degli immobili erano in fase di trattativa, altri erano sottoposti ad una specie di blocco a seguito di alcune azioni di curatela fallimentare che impedivano lo svolgersi più puntuale e celere dell'allocazione di questi immobili. Passati alcuni mesi, noi ripresentiamo questa nuova iniziativa con delle varianti per capire se nel frattempo sono giunte delle novità per quanto riguarda le situazioni che avevamo evidenziato il 28 luglio scorso e per capire da un punto di vista politico, permanendo una situazione di immobili sfitti, qual è, se del caso, l'atteggiamento dell'Esecutivo in merito ad azioni politiche volte ad una migliore incentivazione ed utilizzo di questi immobili, che, come ho avuto modo di dire nella volta scorsa, forse erano gravati dal fatto, ossia la difficoltà di locare questi immobili era anche data dal fatto che c'erano forse dei costi che erano ritenuti dagli imprenditori poco accessibili.
Alla luce delle nostre indicazioni e anche visto che sono passati dei mesi nel frattempo, con questa iniziativa vogliamo sapere se fra le altre cose esistono sulla questione degli affitti delle disparità di trattamento in merito all'allocazione, quindi ai prezzi di locazione degli immobili, perché ci risulterebbe - il condizionale è d'obbligo - una disparità di trattamento a parità di metri quadri rispetto a delle situazioni sempre più o meno analoghe. Ci risulterebbe che immobili industriali che sono locati a privati abbiano dei canoni di affitto molto diversi l'uno dall'altro, in certi casi in maniera abnorme, il che, a nostro avviso, oltre a rappresentare una situazione di sperequazione, comporta una situazione di oggettiva difficoltà. Capire quindi se vi fosse una risposta affermativa alle nostre informazioni in merito, capire quali sono le motivazioni secondo le qual risulterebbe che ci sono degli immobili che hanno dei costi a metro quadro di oltre 50 euro, altri che ne hanno 6-7 e capire il perché. Perché un conto è per delle imprese che devono pagare dei canoni di affitto oltremodo esosi, un conto è capire come sia possibile che altri abbiano, a parità dello stesso proprietario, quindi sempre noi, Amministrazione regionale, ci siano delle sperequazioni di tale tipo. Al di là di questa, che è una domanda di carattere più di verifica e conoscitiva, quello che ci preme è capire quali sono gli intendimenti della Giunta in merito alla situazione che tutti quanti registriamo essere: quella delle difficoltà degli insediamenti produttivi in questa regione e capire se degli immobili che sono rimasti sfitti, degli immobili che avrebbero la potenzialità di essere occupati, perché sgravati da gravami di curatela fallimentare... ci possa essere una politica da parte della Regione di agevolativo, di incentivi, atta a portare degli imprenditori interessati in Valle d'Aosta per poter dare di nuovo impulso all'economia.
Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie, Presidente. Grazie anche al collega Zucchi, che mi consente di tornare sul tema che avevamo affrontato nel corso del mese di luglio, qualcosa si è mosso, cercherò di darne notizia. Viene chiesto nell'interpellanza se, rispetto alla situazione di alcuni mesi fa, vi siano stati degli sviluppi e se le trattative delle strutture non utilizzate siano andate a buon fine. Teniamo conto di quella indicazione macro che le avevo dato rispetto ad alcuni stabilimenti che avevo citato e a questi farò riferimento. Lo stabilimento ex Elelys di Hône o Qualità Building, che dir si voglia, di 5.862 metri, che era in possesso di una curatela fallimentare, è stato reso dal curatore fallimentare il 2 settembre scorso, nel frattempo è anche pervenuto il parere positivo di Finaosta ad una domanda di insediamento che riguarda Via delle Indie. È in corso di ultimazione la verifica per la realizzazione degli interventi di ripristino, perché lo stabilimento era stato abbandonato, nel senso che era del curatore, quindi tutta una serie di lavori manutentivi non erano stati fatti; questo per consentire alla ditta di insediarvisi, ovviamente previa autorizzazione della Giunta regionale, che poi dice l'ultima parola. Sarà quindi presentata a breve la delibera e la firma del contratto dovrebbe avvenire fra fine anno e il primo mese del 2010.
Per quanto concerne il capannone industriale ex Item, del quale pure avevo parlato, di 1.487 metri nel comune di Donnas, è pervenuto parere positivo di Finaosta alla domanda di insediamento di una ditta: la LVM S.r.l.. La Giunta regionale avrà in esame venerdì prossimo l'autorizzazione all'insediamento che potrà, nel momento in cui la Giunta dovesse deliberare favorevolmente, consentire la firma del contratto entro il mese di dicembre. Per il complesso ex Zincocelere di Pont-Saint-Martin avevo detto di una sua residua disponibilità pari a circa il 20 per cento del complesso, per una superficie pari a 470 metri quadri di uffici al primo piano; è stato sottoscritto con Olivetti I-Jet un contratto per la locazione temporanea a termine fino al 30 giugno 2010.
Vi è ancora l'ultimo spazio residuo, un'ulteriore parte residua di uffici pari a 200 metri quadri circa, per questa vi è una manifestazione di interesse di un'azienda, ma su questo l'esito dipenderà da fattori legati alle persistenti incertezze del quadro economico, perché, quando loro sono partiti, avevano delle prospettive, in questo momento la situazione è in fase di stallo. Nel comune di Arnad avevo parlato di due capannoni: uno dell'ex FIA, che è posto in vendita, e l'altro l'ex Tecnomec di Arnad, pari a 675 metri quadri, è stato concesso in locazione alla ditta Fratelli Rial, il contratto di locazione è pronto, sarà sottoscritto entro la fine del mese. Segnalo anche - non faceva l'oggetto di quella descrizione che avevo presentato a luglio - che nell'Espace Aosta sono stati concessi in locazione, firmato il contratto, 2.802 metri quadri, al Centro recupero autoveicoli di Demoro, contratto già sottoscritto e lavori di personalizzazione ultimati.
Mi pare necessario fornire ancora due informazioni, forse non richieste esplicitamente nell'interpellanza: un aggiornamento sugli immobili Tecdis di Châtillon e ex Balzano Veralco di Verrès. Per quanto riguarda l'ex Balzano Veralco, l'area sarà occupata da Lavazza, perché questa è la trattativa che si è portata avanti; le procedure insediative sono praticamente giunte a conclusione, non c'è ancora la firma dell'accordo, sarà una comunicazione che con il Presidente daremo non appena la questione si chiuderà in termini brevi. Per Tecdis, rispetto a luglio scorso, vi sono stati alcuni avanzamenti della questione. Il liquidatore ha accettato la proposta che era stata avanzata dopo tutto il contenzioso che si era aperto e il magistrato competente ha dato l'assenso per la restituzione dello stabilimento, con tutte le attrezzature ivi contenute a Vallée d'Aoste Structure, la quale sta iniziando l'inventario del tutto, questione che prenderà 10-15 giorni, per giungere in breve tempo - la previsione che Vallée d'Aoste Structure ci ha fornito sono massimo 2 mesi - alla stipula dell'atto di transazione. Con questo si potrà finalmente sbloccare tale situazione che abbiamo tutti criticato e ritenuto deprecabile e tutto questo dovrebbe avvenire con la fine di tale benedetto 2009, questo per quanto riguarda la questione degli immobili.
Al quesito n. 2 si chiede: "quali sono i criteri attraverso i quali Vallée d'Aoste Structure calcola gli importi dei canoni di locazione per i vari immobili", perché questa è una sua competenza, in quanto deve gestire tali immobili. Vallée d'Aoste Structure determina il canone di locazione tenendo conto delle risultanze di perizie predisposte per poter definire il valore di mercato degli immobili; finora Vallée d'Aoste Structure ha determinato il canone di locazione sulla base di una valutazione fissata nel 6 per cento del valore degli immobili oggetto di locazione, quindi: perizia, valore di mercato 6 per cento su questo. Ho detto fino ad ora e dirò alla fine perché faccio tale precisazione (ma questo riguarda la quarta domanda dell'interpellanza).
Al quesito n. 3 si chiede: "se esistono disparità di trattamento riguardo al calcolo dei canoni di locazione riferiti agli immobili a destinazione artigianale ed industriale e, in caso affermativo, quali sono i motivi", ci sono diversi canoni corrisposti a Vallée d'Aoste Structure e questo per diverse ragioni che cerco di spiegare. Gli immobili sono stati trasferiti dalla Regione a Vallée d'Aoste Structure nel 2006, precisamente con due atti: uno del 14 novembre 2006, l'altro del 28 dicembre 2006. Questi immobili sono stati trasferiti, qualora occupati, con contratti di affitto già in essere, rispetto ai quali i canoni avevano un peso diverso a seconda dei periodi in cui questi erano stati stipulati. C'era una legge regionale che prevedeva delle cose, verso la metà degli anni '90 è stata modificata e sono stati introdotti altri criteri. Ci sono quindi dei contratti che sono nati in tempi lontani e che hanno continuato ad esercitare il valore giuridico che essi avevano alla base e, pur essendo alla base di questi contratti presenti dei canoni di locazione abbastanza ridotti, ad oggi non è possibile andare ad interrompere questi contratti, bisognerebbe rinegoziarli, ma questo non è possibile farlo dal punto di vista delle aziende che dicono: "ce l'ho per venti anni, così me lo tengo, ridiscuteremo dopo", questa è una delle ragioni per cui nei contratti trasferiti dalla Regione già c'erano delle differenze.
Abbiamo poi la questione degli immobili all'interno dell'Espace Aosta. Questi sono stati realizzati facendo ricorso a cofinanziamenti dell'Unione europea. Il loro valore di mercato è quindi dato dai costi realizzativi e fissato sulla base della rendicontazione che è stata fatta all'Unione europea per i costi che si sono determinati. La questione del valore di mercato come elemento per determinare il canone di locazione ricordo che è qualcosa che discende dal fatto che bisogna osservare le regole sulla concorrenza, non intervenire con aiuti di Stato, per cui qui è giocoforza avere dei canoni di locazione che sono assolutamente aderenti alla rendicontazione dei costi per gli interventi che sono stati effettuati. Questi vanno da un prezzo minimo, in questo caso sono in grado di dirglielo, di 44 euro anno al metro quadro per gli edifici grezzi, fino a un massimo di 62 euro anno al metro quadro per i lotti industriali finiti. Tornerò poi sulla questione dell'Espace Aosta. Infine ci sono gli affitti degli immobili sul territorio, i cui contratti sono stati stipulati direttamente da Vallée d'Aoste Structure sulla base del 6 per cento del valore di mercato di cui le dicevo prima: questo come detto a partire dal 2006.
Veniamo alle conclusioni che lei ci chiede di trarre, dicendo se sia intenzione della Giunta abbassare i canoni di locazione di proprietà regionale, destinati ad attività produttiva attraverso altre iniziative comunque atte ad incentivare tali insediamenti. Per quanto riguarda le forme di incentivazione, le misure che noi possiamo mettere in campo non possono oltrepassare i limiti che ci sono posti dall'obbligo di non violare ovviamente le regole della concorrenza. Ciò significa quindi che le misure che possiamo mettere in campo, che peraltro sono previste dalle nostre leggi regionali, sono analoghe a quelle delle altre realtà produttive delle regioni a noi prossime: Piemonte, Liguria, Lombardia. Se andiamo a prendere i provvedimenti, sono sostanzialmente abbastanza analoghi. Certamente noi abbiamo sostenuto in maniera importante lo sviluppo della ricerca, la legge n. 84 di cui ho avuto modo di parlare stamattina ha contribuito fortemente al radicamento di diversi insediamenti nella nostra regione e al loro rafforzamento; questa è una politica che abbiamo potuto fare in modo più autonomo, perché, sotto tale punto di vista, le libertà che ci sono concesse sono maggiori. Ciò che possiamo poi offrire cos'è? È quello su cui dobbiamo puntare: un'organizzazione del sistema che risponda alle esigenze degli imprenditori, interlocuzione certa, notizie chiare, riduzione dei tempi di intervento, tutoraggio dei percorsi e delle iniziative; sarebbe lungo il discorso da fare, ovviamente cerco di condensarlo. Questo ci viene generalmente riconosciuto.
Per quanto riguarda l'aspetto che lei ha posto principalmente: quello degli insediamenti, uno dei fattori di maggiore apprezzamento viene dal fatto che le due aree di Pont-Saint-Martin e di Aosta offrono alle imprese una quantità e una qualità di servizi significativi, in particolare le dotazioni tecnologiche e questo continua a comportare un interesse nei confronti di queste zone industriali indipendentemente dagli oneri di affitto, che, per quanto riguarda l'Espace Aosta, sono quelli, perché sono legati ad un cofinanziamento, mentre per l'area di Pont-Saint-Martin, ad esclusione della pépinière, abbiamo degli stabilimenti che erano già in dotazione della Regione e sono stati trasferiti a Vallée d'Aoste Structure, che quindi non sono sottoposti a quel vincolo di valorizzazione che c'è per quanto riguarda l'area dell'Espace Aosta.
Per quanto riguarda i canoni di affitto, ricordo che il patrimonio è affidato a Vallée d'Aoste Structure e che è questo soggetto che deve contrattualizzare gli affitti. Quest'ultima però ha inteso verificare - le avevamo richiesto di far questo - l'effettiva incidenza sul territorio dei canoni di affitto e ha analizzato i valori di mercato delle locazioni di capannoni industriali praticati nelle province e nelle zone limitrofe alla Valle d'Aosta, perché questo è un elemento che compone la concorrenza, quindi era opportuno avere tali conoscenze. Da qui è emersa una forcella variabile fra i 24 e i 32 euro al metro quadro per anno secondo dimensioni, stato di conservazione, caratteristiche costruttive dell'immobile e ciò con un valore medio attorno ai 27 euro per metro quadro. Tale valore si discosta in parte dal 6 per cento che Vallée d'Aoste Structure ha applicato sui contratti che è andata a definire finora. La società ci ha informati del fatto che è sua intenzione prendere a parametro... però d'ora in poi questo dato più favorevole per i contratti di locazione che andrà a stabilire... fermo restando il fatto che gli aspetti che sono stati precedentemente contrattualizzati tali restano, tranne il caso in cui ci sia la volontà da parte dei due soggetti di poter aprire una rinegoziazione... però lei capisce che quelli che pagano di meno non verranno mai ad offrire di andare a rinegoziare. Spero di aver dato informazioni sufficienti e mi fermo qui per il momento. Grazie.
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Innanzitutto esprimiamo la nostra soddisfazione sull'evolversi delle vicende che sono state puntualmente relazionate dall'Assessore, di questo gliene diamo atto, quindi vuol dire che in questi mesi c'è stato un monitoraggio attento degli immobili, che ha anche comportato delle evoluzioni in alcuni casi significative e su questo, almeno dal punto di vista del primo quesito, non possiamo far altro che affermare la nostra soddisfazione, quanto meno il nostro non eccepire.
Per quanto riguarda invece il resto, compresa la questione legata ai contratti di lunga durata e che pertanto giustificano delle sperequazioni in termini di prezzi difformi da una realtà piuttosto che dall'altra, quindi compreso il fatto che gli immobili che sono stati locati antecedentemente alla dazione in gestione alla Vallée d'Aoste Structure naturalmente devono arrivare alla fine della contrattualizzazione, perché gli inquilini hanno tutto l'interesse a mantenere, se i canoni di locazione sono più favorevoli, la durata del contratto fino al termine... abbiamo qualche riserva in merito a delle situazioni di sperequazione che si sono verificate anche dal 2006 e oltre, faccio riferimento ad esempio non a caso... tengo subito a precisare che non si tratta di un fatto isolato, sapete quanto il nostro gruppo anche nella precedente legislatura abbia preso delle posizioni anche forti rispetto a delle acquisizioni che sono avvenute allora e per un'impresa in bassa Valle che, guarda caso, era un'impresa segnalata fra quelle in difficoltà economica. A ben guardare, bisogna ammettere, quindi senza entrare nelle polemiche di una legislatura fa, che i canoni di affitto di quella impresa sono umanamente molto difficili da corrispondere, perché dagli oneri che sono stati richiesti da parte della Regione... in questo caso mi rendo conto... in un regime di contratto "fresco", quindi appena fatto, comporta un onere molto, ma molto elevato, cosa che non ci risulta essere stata applicata, sempre in parità di tempi, sempre nella stessa legislatura, magari ad altre realtà credo anche molto più importanti, anche limitrofe al Consiglio regionale, che forse a parità di metrature potevano pensare di pagare qualcosa di più. Esprimiamo un poco di imbarazzo e di sconcerto di fronte a delle sperequazioni che sono in atto e che sono comunque riferite a dei momenti recenti, che non hanno nulla a che vedere con dei contratti di lunga durata, ma che sono nati - in questo caso faccio nome e cognome: Tecnomec da una parte e Cogne Acciai Speciali dall'altra - tutti in un momento storico determinato e che, a nostro vedere, hanno dei parametri che sono ben differenti uno dall'altro. In questo caso quindi si tratta di parametri utilizzati nello stesso momento storico che ci sembrano molto dissimili uno dall'altro, perché basterebbe fare due conti delle metrature di una situazione rispetto all'altra che balzerebbe immediatamente all'occhio la discrasia fra i prezzi applicati.
Ciò detto, venendo al punto che ci interessa di più, comunque ben venga l'attenzione della Giunta in merito ad una politica di maggiore attenzione rispetto ai canoni di affitto. In questo senso ci congratuliamo che sia stata adottata una politica di comparazione rispetto alle Regioni limitrofe, Piemonte e Lombardia, per avere se non altro una situazione di similitudine, di paragone tra le nostre Regioni competitor, per fare quanto meno in modo che le imprese interessate non abbiamo delle differenze così macroscopiche fra magari delle Regioni di propria appartenza e la nostra, cosa che tutt'oggi sembra purtroppo esserci.
Al di là delle situazioni legate ad aiuti europei che devono soggiacere a dei parametri che, come l'Assessore ha spiegato, difficilmente possono essere by-passabili da interventi diretti regionali, per quanto riguarda gli immobili che sono esclusi da questo tipo di vincolo, è bene che la Giunta ridimensioni gli oneri applicativi, mi auguro che possano essere anche rivisti in funzione di coloro che in questo momento magari patiscono e devono pagare delle cifre più elevate rispetto a delle risultanze che potrebbero avvenire a seguito di questa rivisitazione dei prezzi. È evidente che quelli che in questo momento pagano meno non hanno alcun interesse ad andare, come ha detto l'Assessore, a pagare 26, 32 euro al metro, ma ci risulta che ci sono delle imprese che pagano ben oltre 32 euro al metro. Anche in aiuto in questo momento particolare di difficoltà, quindi è opportuno che venga fatto dalla Giunta uno studio sulle imprese - magari saranno poche - che hanno comunque questi limiti superiori ai 32 euro al metro, che gli si dia la possibilità di scendere almeno a dei parametri simili, analoghi a quelli delle altre Regioni, credo che si possa effettuare anche per sgravare dai costi e dalle difficoltà economiche le imprese che si trovano ancora... anche se la crisi sta passando, non è ancora del tutto passata... quindi è opportuno che la Giunta ci metta la dovuta attenzione.
