Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 872 du 18 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 872/XIII - Interpellanza: "Predisposizione da parte dell'Azienda USL della Valle d'Aosta del progetto di telemedicina".

Interpellanza

Ricordato che nella nostra regione la gestione delle strutture residenziali e semiresidenziali così come l'assistenza domiciliare per anziani ed inabili è competenza delle Comunità montane e del Comune di Aosta;

Appreso che è stato presentato, in questi giorni, dall'Azienda USL della Valle d'Aosta il progetto di telemedicina "Partout Sanità", progetto che, tra gli altri, prevede servizi di telemonitoraggio dei pazienti a domicilio e nelle residenze per anziani;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere:

1) se sono stati coinvolti gli Enti gestori dei servizi per anziani ed inabili e quale ruolo è stato loro assegnato nel progetto di telemedicina "Partout Sanità";

2) se nella predisposizione del progetto "Partout Sanità" sono state prese in considerazione le valutazioni emerse dal progetto sperimentale concernente l'attivazione di una "Centrale operativa telematica unica e sistema di teleservizi integrati per la teleassistenza - Un supporto di assistenza telematica per i cittadini e per l'A.D.I." approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 1678 del 30 maggio 2005 ed in caso contrario quali sono gli intendimenti della Giunta in merito.

F.to: Rigo

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. L'invecchiamento demografico e la conseguente perdita dell'autonomia, come sa benissimo l'Assessore Lanièce, è forse il problema di gran lunga più importante per quanti si interessano e si interesseranno di servizi per l'assistenza; sono infatti evidenti le inevitabili ripercussioni sia sul piano economico, socio-sanitario, sia su quello culturale. Una vera politica a favore della persona inabile, della sua perdita di autonomia che conduca a fatti risolutivi non può prescindere dal potenziamento di tutte quelle strategie di intervento che favoriscano il mantenimento nella propria abitazione o nei servizi residenziali del territorio, limitando l'ospedalizzazione. Ma il benessere dell'anziano o della persona inabile è inoltre legato al contesto familiare e a quello del territorio di appartenenza, degli enti locali e dell'associazionismo, in cui egli può esercitare un ruolo attivo, là dove è possibile, ricevendo un sostegno alle proprie esigenze di assistenza nella vita quotidiana. L'assistenza di una persona inabile non riguarda solo il corpo, la sua malattia; prendersi cura di una persona anziana vuol dire attenzione ai suoi sentimenti, ai suoi valori, alle sue abitudini di vita e di relazione. La famiglia e il contesto territoriale sono determinanti nella cura e nell'assistenza di una persona. Vi è poi un altro aspetto che riguarda l'importanza delle nuove tecnologie. Sempre meno il cittadino dovrà andare a cercarsi da solo le prestazioni, come aveva già ricordato l'Assessore, e sempre più dovrà essere la rete territoriale ad assisterlo. Basti pensare al medico di famiglia di un paese montano che, attraverso la rete e le nuove tecnologie, può monitorare la posizione di parametri vitali di un anziano affetto da specifiche patologie. Questo, se non ho capito male, dovrebbe essere uno degli obiettivi del progetto "Partout sanità". Bene, dunque. Personalmente, da sempre sono convinto assertore della telemedicina. Ricordo in proposito che la legge regionale sull'emergenza molti anni fa consentiva già allora di sperimentare con uno specifico apporto del CNR, alcune di quelle nuove tecnologie cui fa riferimento il progetto "Partout sanità". La politica purtroppo, ancora una volta, forse con uno sguardo miope, snobbò allora tale possibilità. Favorevole quindi alla ricerca, alla sperimentazione, all'uso delle nuove tecnologie anche nel campo dell'assistenza.

Altra considerazione: oggi ribadisco quello che ho già detto in quest'aula. La mia impressione, supportata da quella di persone che conosco e che operano nel settore della sanità territoriale e in quello assistenziale, è di scarso coordinamento fra diverse sperimentazioni attivate, di una difficile armonizzazione dei diversi interventi condotti dall'azienda USL della Valle d'Aosta, dagli enti locali, dalla stessa Regione, per dirla tutta della difficoltà di dialogo e di relazione fra i diversi comparti. Nell'interpellanza è citata una di queste sperimentazioni tuttora in corso, ma io ne ricordo anche altre.

Ultima considerazione: la centralità degli enti locali nell'attività di assistenza alle persone anziane e inabili attraverso la gestione dei servizi domiciliari e residenziali. Lo voglio ricordare, centralità, che è stata il perno attorno al quale è stata impostata, fin dagli anni '70, la politica socio-sanitaria in Valle d'Aosta. Tutto ciò per dire che cosa. Una nuova modalità, più avanzata tecnologicamente, di intervento nel sistema socio-sanitario e socio-assistenziale deve fare i conti con l'offerta dei servizi pre-esistenti e porre particolare attenzione all'impatto che le innovazioni esercitano sui servizi e alle modalità di riallineamento di tutto il sistema. La difficoltà nell'organizzare un sistema di servizi integrato in rete e tecnologicamente avanzato per le persone anziane non autosufficienti o esposte a rischio di diventarlo può essere principalmente imputata a due fattori: il modo di concepire la vecchiaia, il modo di intendere lo star bene e lo star male dell'anziano, tutte cose che l'Assessore conosce benissimo. La vecchiaia non è una condizione omogenea per bisogni ed esigenze di una determinata fascia di età, ma un processo di perdita o di difesa dell'autonomia, essendo questa variabile quella che incide maggiormente sulla qualità della vita. Da qui deriva la difficoltà a distinguere fra bisogni sanitari e bisogni sociali e il rischio di innescare circuiti viziosi che portano ad esaltare sia problemi di natura sanitaria, sia problemi di tipo socio-assistenziale. Lo star bene e lo star male dell'anziano equivalgono al mantenimento o alla perdita di una situazione di equilibrio fra componenti fisici, psichici, sociali, deficit esistenti e condizioni ambientali. Il rischio è quello di non cogliere la fragilità di questo equilibrio e dei suoi adattamenti e di procedere verso un'eccessiva sanitarizzazione dell'assistenza. Tutto ciò per dire che le sperimentazioni non possono essere programmate solo a tavolino, ma devono essere precedute dalla condivisione e da un coinvolgimento di tutti gli attori. Non mi risulta che le Comunità montane e il Comune di Aosta siano stati coinvolti nella definizione del progetto "Partout sanità". Gli enti locali, ma anche il territorio, le associazioni, le parrocchie, le comunità, gli enti locali gestori dei servizi territoriali di assistenza alle persone non possono diventare meri esecutori di progetti decisi solo da altri sulle persone da loro assistite. Non possono essere politicamente l'anello debole della catena dell'integrazione dei servizi. Gli esempi di difficoltà di rapporti fra sanitario e sociale sono numerosi e a volte con riflessi non positivi sull'assistenza alla persona e sono sicuro che i Sindaci, oggi Consiglieri regionali, conoscono bene e meglio di me la situazione. Fino a quando attorno al tavolo della programmazione della rete dei servizi e anche delle sperimentazioni non ci sarà pari dignità, la continuità assistenziale sarà una conquista difficile da raggiungere anche con il supporto della telemedicina. Lo so, sono di parte, ma se si vuole mantenere in capo alle Comunità montane e al Comune di Aosta - cosa che si può anche togliere - la responsabilità dei servizi assistenziali sul territorio e affidare tutto quanto all'azienda USL, io non mi scandalizzo. Occorre definire con coraggio ruoli e compiti di ciascuno: del sanitario, del sociale e la Regione dovrà esserne il garante, il tutore. Con questa iniziativa abbiamo voluto segnalare che gli enti locali non devono più essere solo ospiti (graditi o meno) di sperimentazioni innovative nei servizi di loro competenza, ma protagonisti anche nei momenti dedicati all'informazione e alla stampa.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie, Presidente. Concordo fondamentalmente i principi che sono stati enunciati dal Consigliere Rigo, lui sa quanto io sia attento all'integrazione socio-sanitaria, che significa integrazione del servizio sanitario con le amministrazioni locali le quali rappresentano gli enti gestori delle strutture socio-sanitarie distribuite sul territorio. Per quanto riguarda il progetto, in particolare, ci tengo a sottolineare alcuni aspetti di questa proposta in termini di telemedicina. Si tratta di un progetto innovativo approvato nell'ambito del programma FAS, Fondo aree sottoutilizzate, che permetterà alla sanità valdostana di sperimentare l'avvio di nuovi servizi che favoriscono l'utilizzo di tecnologie avanzate, l'uso di servizi a banda larga sul territorio in ottemperanza agli impegni assunti nell'ambito del protocollo d'intesa, siglato fra Amministrazione regionale e TELECOM Italia. Le finalità del progetto sono di ridurre gli accessi inappropriati ai presidi ospedalieri regionali e di aumentare il livello di efficacia e di appropriatezza delle cure a domicilio e nelle strutture presenti sul territorio, il progetto "Partout sanità" di ampio respiro articolato in diversi filoni nei quali il ruolo dell'ospedale riveste carattere di centralità. A tal fine sono stati stanziati 3.900.000 euro di cui circa 2.100.000 euro finanziati con fondi FAS e 1.800.000 euro finanziati con fondi regionali.

Il progetto è articolato in 6 interventi: 1) la teleassistenza volta a fornire assistenza al paziente attraverso il telemonitoraggio dei parametri clinici sia in ambulanza in mobilità, sia a domicilio del paziente, ovvero presso la struttura presidiata come RSA o microcomunità, questa struttura di riferimento sarà il Dipartimento di emergenza; 2) l'accesso alla cartella radiologica, referti, immagini via internet con l'obiettivo di garantire al cittadino l'accesso alla propria cartella radiologica elettronica consultabile da qualsiasi struttura del servizio sanitario, fornito di un accesso ad internet, permette al medico di medicina generale di accedere online alle immagini radiologiche relative alle prestazioni effettuate dai propri assistiti e permette al medico radiologo di richiedere un "secondo consulto" allo specialista in modalità online, questo è un importante aspetto di collegamento fra la medicina generale e ospedaliera; 3) la trasmissione immagini video e telepresenza: intervento che si propone di creare una rete di esecuzione, trasmissione in tempo reale, archiviazione di riprese attraverso videocamere portatili e fisse che permetta la valutazione continua da parte di un centro risponditore qualificato (centrale operativa, centrale unica) della scena dove operano i soccorritori, al fine di meglio rispondere alle necessità organizzative e di impiego delle risorse dettate dall'evento di emergenza in atto; 4) il "e-refuge": l'intervento si propone di dotare i rifugi alpini della Valle d'Aosta di un sistema di trasmissione dati ed immagini, computer, webcam, corredato da una minima dotazione tecnologica sanitaria standardizzata in linea (apparecchio elettronico per la misurazione della pressione arteriosa, elettrocardiografo, saturimetro, apparecchio per la rilevazione della glicemia) che permette la trasmissione in tempo reale ad un centro risponditore qualificato, che è il Pronto soccorso o la Cardiologia UTIC, trasmissione appunto dei parametri raccolti in caso di malore e incidente presso il rifugio; 5) il teleconsulto, telelavoro, refertazione domiciliare: prevede l'attivazione della procedura di refertazione da remoto per il medico radiologo, reperibile mediante l'utilizzo di una stazione mobile di refertazione opportunamente configurata; 6) la trasmissione della scheda soccorso: l'intervento si propone di creare una rete che permetta l'esecuzione informatizzata della scheda di soccorso e la sua contemporanea archiviazione. Tale progetto consente inoltre di sperimentare l'efficacia dell'utilizzo della banda larga in condizioni di mobilità. Attualmente sono in fase di sperimentazione gli interventi e solo al termine dei test in corso, ovvero il prossimo anno, avverrà il coinvolgimento degli enti gestori, quindi gli enti locali, per condividere con loro le modalità di intervento, i protocolli nelle singole strutture socio-assistenziali, residenziali per anziani.

Per quanto riguarda la conoscenza di progetti precedenti che andavano in aiuto alla domiciliarità e alle strutture sul territorio, siamo a conoscenza di questa centrale operativa telematica unica a sistema di servizi integrati; peraltro con delibera di Giunta abbiamo prorogato fino al 31 dicembre 2009. Tenendo in considerazione che questo servizio è iniziato nel maggio 2005 e le esperienze che sono maturate in questo progetto, riteniamo che, per quelle positive, i risultati verranno messi a fattor comune con il progetto "Partout sanità", quindi tale progetto verrà fatto confluire in questo progetto più ampio. Mi rendo conto che proprio nel campo dell'informatica e delle tecnologie di questo tipo che evolvono molto velocemente un progetto a volte iniziato 4-5 anni fa ha degli aspetti ormai superati. C'è quindi la necessità di rivedere spesso questi progetti e comunque, più in generale, ribadisco il discorso come tutti questi vadano in aiuto alla gestione del territorio, alla gestione della domiciliarità e all'aiuto alle famiglie per la gestione dei non autosufficienti, in particolare degli utenti anziani.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Prendo atto della relazione svolta dall'Assessore, delle informazioni date sul progetto "Partout sanità". Dalle informazioni ricevute e dalle poche cose che ho letto, mi affascina questo progetto, non siamo contrari. Gli enti gestori, mi consenta, Assessore, non dovrebbero essere coinvolti post, ma ante, così come - l'ho già sollevato una volta, ma lo voglio nuovamente segnalare - forse nel campo delle sperimentazioni e della telemedicina dovrebbe esserci un organismo terzo con il compito di valutare e coordinare le diverse sperimentazioni, non dovrebbe essere direttamente l'organismo interessato a valutare la sperimentazione stessa. L'esperienza acquisita da amministratore, ma ancor di più la conoscenza diretta dei problemi che si presentano giornalmente alle famiglie che hanno in carico parenti anziani mi portano a dire che il percorso di un'effettiva integrazione dei servizi con nuove tecnologie è ancora lungo e tortuoso, al di là delle nuove conoscenze nel campo della medicina e dell'introduzione della telematica, che ci aiuteranno molto in questo percorso, ma non saranno esaustivi nel difficile incontro (e noi dobbiamo preparare, Assessore, questo incontro) fra culture diverse (sociali e sanitarie). Assessore, si tratta di cultura, di un approccio alla persona ammalata con visioni e forse valori differenti. La sanità salva la vita, ma la vita di ogni giorno è fatta di interventi sì professionalmente validi e aiutati dalla tecnologia, ma anche di attenzioni, di premure, di quel pizzico di aiuto che dipendono da progetti condivisi e coinvolgenti, dipendono da come non i singoli servizi, ma il territorio - in questo "territorio" metto gli enti locali e la famiglia come una cosa sola - riesce a promuovere e a dare. Ripeto: gli enti locali hanno un peso non secondario se vogliamo mantenere ancora in capo ad essi la gestione dei servizi assistenziali che però non è un obbligo divino.