Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 871 du 18 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 871/XIII - Interpellanza: "Interventi di ordinaria manutenzione degli alvei dei torrenti".

Interpellanza

Constatato che in data 3 novembre, come documentato da una serie di fotografie realizzate nell'esercizio della funzione ispettiva, risultava non essere stata eseguita alcuna opera di pulizia dell'alveo del torrente Comboé nel tratto a monte delle briglie selettive nei pressi della frazione di Chenaux nel Comune di Pollein, gravemente colpita dall'alluvione del 2000;

Atteso che, tra i motivi che possono acuire la gravità delle esondazioni, si considera anche la mancata pulizia e manutenzione ordinaria degli alvei;

Riconosciuto che significativi interventi sono stati eseguiti su tutto il territorio regionale ed anche sul torrente Comboé, in particolare nella zona del cono di deiezione nei pressi dell'abitato di Chenaux;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per conoscere se intenda:

1) verificare se l'ordinaria manutenzione ordinaria dei torrenti sia stata opportunamente eseguita;

2) se non si ravvisi la necessità di sperimentare nuove formule organizzative che garantiscano una maggiore efficacia, tempestività e regolarità nei lavori di manutenzione degli alvei.

F.to: Donzel

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Purtroppo quando arriva il mese di ottobre, ci vengono alla mente tristi ricordi legati alla terribile alluvione che ha colpito la nostra regione; da allora va riconosciuto che importanti interventi per garantire la sicurezza dei cittadini e mettere in sicurezza il territorio regionale sono stati fatti, davvero interventi di grande importanza. A nostro parere però non dovremmo, visto che abbiamo costruito importanti opere edili, quindi argini, briglie selettive, eccetera, trascurare gli interventi di normale manutenzione del territorio. È per questo che, avendo rilevato che nell'alveo del torrente Comboé ci sono delle situazioni che giudichiamo di una certa gravità, abbiamo voluto sollecitare l'Amministrazione regionale, perché ciò che avviene nell'alveo del torrente Comboé non vorremmo avvenisse anche in altre situazioni. Più che raccontare, ho proprio le immagini fotografiche di cosa succede nell'alveo del torrente Comboé e vi posso garantire che ormai gli alberi hanno superato l'altezza delle briglie selettive come si vede da questa immagine: ci sono degli alberi che sono cresciuti nell'alveo del torrente e sono più alti delle briglie selettive. È vero allora che qualcuno ha detto: "non hanno ancora la misura di dieci centimetri di diametro", ne hanno 9,5 o 9,8, siete andati a misurare con il calibro? Sono molto preoccupato, perché non è tanto la grandezza dell'albero che può creare dei problemi, ma alcuni esperti - come dimostra questa immagine - dell'importanza della crescita di alberi mi hanno spiegato che gli alberi messi in questo modo nell'alveo fanno come da rampa di lancio piegandosi, quindi tutto il materiale che deve essere trattenuto dalla briglia selettiva passa oltre e va a valle. È chiaro che questi interventi hanno dei costi enormi, ci siamo resi conto, anche discutendo di bilancio, e poi ci torneremo, che già ingenti sono gli investimenti che l'Amministrazione regionale fa per la messa in sicurezza del territorio. Io allora mi chiedo: se le risorse sono poche, il territorio da tutelare è tanto, anche alla luce di una legge importante che abbiamo fatto, come quella sul Corpo dei vigili del fuoco che valorizza il volontariato, non si può tornare in questi Comuni, come Pollein, Charvensod ed altri, e trovare forme che valorizzino il volontariato, che intervengano prima che si creino situazioni in cui l'albero supera i dieci centimetri di diametro e quindi intervengano tempestivamente? Mi ricordo che in passato l'utilizzo delle corvées era una prassi comune presso i centri abitati della Valle d'Aosta per intervenire in situazioni di questo tipo, quindi non possiamo immaginare risposte di tipo semplicemente burocratico-amministrativo: "aspettiamo che ci siano i fondi, poi, quando ci sono i fondi, interveniamo, tagliamo...", eccetera. Dobbiamo anche intervenire politicamente, perché non riusciremo mai a far fronte economicamente alle immense attività di manutenzione di tutto il territorio regionale; dobbiamo politicamente mettere in campo anche soluzioni di tipo diverso, proprio fra quelle che ritengo di promuovere... non limitandomi a dire: "non vanno bene le cose", ma con lo spirito del Partito Democratico dire: "proviamo a trovare delle soluzioni". Penso che bisogna valorizzare attività di volontariato anche su queste tematiche, perché semplicemente mandare la lettera al Sindaco per dirgli che l'alveo non è pulito oggi non è più sufficiente, intervenire nei confronti dell'Assessore non è più sufficiente... Bisogna che la politica dia delle risposte anche politiche a questi temi e non solo burocratiche, perché vedere degli alberi che hanno già superato in altezza e le mie foto lo dimostrano... le briglie selettive è un segno di... abbiamo fatto un importante intervento... adesso passano 4-5-10 anni, poi torniamo lì a vedere. Non siamo purtroppo in grado di prevedere la gravità di certi fenomeni meteorologici, ci possono essere situazioni imprevedibili e, se l'uomo non può prevedere il fenomeno meteorologico, può però fare di tutto, perché sia meno grave l'impatto del fenomeno sul nostro territorio. Ritengo quindi che in una situazione come questa che ho rappresentato sia urgente un intervento che sia fatto dal Comune, dall'Assessore, non è quello che mi interessa, ma che la politica si attivi affinché situazioni di tale tipo non si diffondano sul territorio regionale.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Per il primo quesito devo evidenziare che la maggior parte degli interventi previsti e realizzati dalle due strutture dell'Assessorato che si occupano di assetto del territorio sono classificati come interventi di manutenzione. Il Servizio opere idrauliche che si occupa dei corsi d'acqua principali, ha realizzato o sta per realizzare, a valere su finanziamenti del 2009, 15 interventi di manutenzione di reticoli idraulici principali per circa 3 milioni di euro, oltre a una decina di altri interventi con importo inferiore ai 20.000 euro, quindi praticamente oltre 25 interventi. La Direzione assetto idrogeologico dei bacini montani è stata impegnata nel 2009 nella realizzazione di alcune altre decine di interventi urgenti, 19 dei quali finalizzati ad intervenire prima che il degrado delle sponde potesse causare danni maggiori o per l'asportazione dei materiali depositati in alveo e negli impluvi a seguito di valanghe e frane per un importo di spesa complessivo di 1.300.000 euro. Se andiamo a sommare questi 19 più gli altri 25 citati quindi abbiamo una cinquantina di interventi di questo tipo. Posso quindi assicurare che ogni anno viene svolto dalle strutture dell'Assessorato un ampio programma di interventi finalizzato a meglio garantire il regolare deflusso delle acque negli alvei. Sul caso specifico citato dal collega, i tecnici dell'Assessorato hanno effettuato un ulteriore sopralluogo in questi giorni, riscontrando la solita crescita di vegetazione nell'area golenale delle briglie, che per il suo attuale stato di sviluppo non comporta assolutamente alcuna limitazione e riduzione del deflusso idraulico anche in caso di piena. Se poi il collega mi vorrà citare il tecnico che ha interpellato, lo mettiamo a confronto con la struttura e, anche poiché abbiamo fatto anche noi le foto, si potrà avere un raffronto sulla situazione reale.

Per quanto riguarda il secondo quesito, è necessario chiarire come è organizzata la programmazione degli interventi. I tecnici delle due strutture dell'Assessorato operano quotidianamente sul territorio con rapporti continui sia con i Comuni, sia con le stazioni forestali, raccogliendo e verificando tutte le segnalazioni e accertando direttamente lo stato dei corsi d'acqua e delle opere di protezione realizzate. Sulla base di queste ricognizioni sono progettati e realizzati gli interventi necessari. Per quanto riguarda l'asportazione della vegetazione degli alvei, viene chiesta spesso la collaborazione delle strutture dell'Assessorato dell'agricoltura, dove operano squadre specializzate a questo specifico intervento e, oltretutto, in generale i tecnici intervengono quando il diametro, come ha ricordato il collega, delle piante supera i 10 centimetri, ossia quando la pianta ha perso molta della sua flessibilità e può ostruire gli attraversamenti dei corsi d'acqua in caso di piena. Tenendo anche conto del ruolo del consolidamento delle sponde che esercitano le piante stesse, non sempre è necessario intervenire. Non si ravvisano quindi ad oggi carenze evidenti del sistema attuale, anche se in teoria tutto è migliorabile; ad esempio, al momento si sta sviluppando una modalità operativa informatizzata per poter acquisire le segnalazioni di intervento provenienti dal Corpo forestale e dai tecnici dell'Assessorato per avere più immediatezza nella risposta. Per il futuro si potrebbe anche pensare di eseguire piccoli interventi di rimozione ordinaria, e qui posso concordare personalmente, con l'ausilio delle corvées coinvolgendo Comuni e consorzi di miglioramento fodiario. Fermo restando la salvaguardia e la applicazione delle norme di sicurezza.

Président - La parole au Conseiller Donzel.

Donzel (PD) - Sono davvero curioso di confrontare queste foto che abbiamo. Capisco e le ho dato atto degli importanti investimenti che vengono fatti per garantire la gestione del territorio, ma io mi aspettavo una risposta leggermente più politica che non semplicemente un elenco della spesa, che peraltro conosciamo e che abbiamo già dichiarato essere importantissimo, quindi la quantità di denaro speso è enorme. Ciò però non è sufficiente a garantire certe attività, altrimenti - faccio vedere questa foto ai colleghi - non si spiega come un torrente abbia degli alberi di altezza di 5 metri; poi andiamo con il calibro a misurarli e non so a chi conviene. Sono convinto che questi alberi in fondo hanno un diametro di più di 10 centimetri, ma non è una polemica sul centimetro o sul millimetro, la situazione in una zona particolarmente colpita, dove gli alberi superano l'altezza della briglia selettiva, secondo me e secondo le persone che ho consultato, poi sono anch'io a disposizione per mettere a confronto i tecnici, richiederebbe da tempo un intervento. E io lo sollecito questo intervento, naturalmente mi rendo conto che non si può scaricare tutto sull'Assessorato dell'agricoltura, ai Lavori pubblici, eccetera, ma allora ripeto la politica deve attivarsi affinché le nostre comunità ritornino a quell'antico principio, che è quello del coinvolgimento del cittadino, ma chi lo deve fare: il cittadino singolo che deve partire con la sua situazione o c'è un dovere della politica di rispondere e di mobilitare i cittadini in questa direzione? Secondo me, c'è anche un dovere della politica, perché è comodo fare l'intervista sul ponte che attraversa il torrente Comboé, come è stata fatta solo 15 giorni fa, con le telecamere della RAI, un Sindaco era su un ponte del torrente Comboé intervistato dalla RAI con le telecamere della RAI che facevano vedere che non c'era acqua nel Comboé. Le foto che mostro sono esattamente 2 chilometri a monte: bastava andare 2 chilometri a monte e probabilmente lo stesso Sindaco non avrebbe rilasciato quella intervista, ci avrebbe pensato un attimo, avrebbe chiamato due operai e gli avrebbe mandati a fare un intervento. Lì, per quanto mi compete, non siamo neanche più in grado di intervenire semplicemente con la roncola, ma ci vuole ormai l'intervento di una motosega per liberarsi di quegli alberi; se lasciamo ancora un anno o due, l'intervento avrà dei costi altissimi, perché ci vogliono le gru per prendere gli alberi, la sicurezza, eccetera. È chiaro che o si interviene subito e l'attività può essere svolta da cittadini in corvée o, se aspettiamo degli anni, è chiaro che, quando gli alberi come in questo caso hanno già 5 metri di altezza, ci sono problemi di sicurezza negli interventi. Io dico: attiviamoci, perché non è più sufficiente dire all'Amministrazione pubblica: "risolvimi queste cose", perché ce lo dirà lei nel bilancio: non sono sufficienti i soldi a bilancio per far fronte alla tutela di un enorme territorio come il nostro, ci vuole più volontariato, più partecipazione dei cittadini alla tutela del loro territorio.