Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 869 du 18 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 869/XIII - Interpellanza: "Attivazione di interventi di sostegno al reddito a favore dei lavoratori privi di ammortizzatori sociali".

Interpellanza

Ricordato che la Regione in questi mesi ha messo in campo iniziative anti-crisi;

Evidenziato che ci sono lavoratrici e lavoratori che, perso il lavoro, sono completamente privi di ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga, indennità di mobilità o di disoccupazione ordinaria e in deroga);

Preso atto che nel vicino Piemonte la Regione ha deliberato un intervento specifico per le persone che hanno perso il lavoro dal 1° settembre 2008 e sono prive di ammortizzatori sociali;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere se intende attivare anche nella nostra realtà regionale un intervento di sostegno al reddito per questa tipologia di lavoratrici e lavoratori.

F.to: Rigo - Donzel - Carmela Fontana

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Una interpellanza sul lavoro. Oggi nell'Italia precaria della crisi forse il sogno dei sogni è il lavoro. Mentre provavo a pensare le cose da dire per presentare questa iniziativa, mi è tornata alla mente una recente notizia che mi ha lasciato basito: la lotteria lavoro. Finora era un'auto, un motorino, un viaggio, un servizio tarocco di posate d'argento. E soldi, certo, a cascate o a piccole gocce, in contanti o in monete d'oro. Adesso si aggiunge un posto di lavoro, pronta consegna, cedibile ad un amico o ad un parente più bisognoso, un anno a 1.000 euro al mese e poi chissà che non arrivi la riconferma. Con 30 euro di spesa si può partecipare al concorso "Vinci il tuo lavoro". È accaduto in un supermercato prima a Varese e poi a Cagliari. E allora la scuola, il diploma, la laurea, il corso di formazione, il nostro piano per le politiche del lavoro, il curriculum vitae, il merito? Il mondo sta precipitando o sono io che cammino troppo lento? Sicuramente si sta perdendo il valore del lavoro come promozione umana, come realizzazione di sé, ridotto a variabile come un premio a catalogo fra il forno a microonde e un set di asciugamani.

Al di là dei timidi segnali annunciati e preannunciati, con proclami televisivi, che stiamo per superare l'emergenza di una crisi finanziaria, economica e produttiva, siamo sempre in presenza di una situazione occupazionale che invece è fatta di mobilità, ristrutturazione, chiusura, cassa integrazione, licenziamenti e via elencando; il lavoro rimane comunque un'emergenza nazionale così come rimane pesante la situazione del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori. La crisi è ancora presente e per questo non siamo d'accordo con il Governo centrale e con alcuni giornali che cercano di minimizzare gli effetti drammatici, sociali ed occupazionali che si stanno ancora scaricando sulle famiglie.

La Valle d'Aosta ha attivato in questi mesi, con il concorso di tutte le componenti, misure anticrisi per fronteggiare la situazione di difficoltà e di disagio economico prodottasi. Le diverse normative emanate sono il segnale della gravità della crisi che anche sul territorio valdostano ha prodotto e sta producendo forti conseguenze in termini occupazionali. A farne le spese sono in primis i lavoratori cosiddetti "flessibili", ossia coloro che finito il contratto non hanno più avuto rinnovi. Oltre a ciò, vista la situazione contingente, si riducono al minimo le possibilità per queste lavoratrici e per questi lavoratori di trovare altre occupazioni.

La nostra preoccupazione però è quella di non avere sufficienti informazioni per sapere se anche in Valle d'Aosta ci sono lavoratrici e lavoratori privi di ammortizzatori sociali, ossia che non possono usufruire né di indennità di cassa integrazione, né di disoccupazione. La nostra preoccupazione poi è la stessa avanzata dal SAVT industria nel corso del suo XV Congresso, svoltosi proprio in questi giorni. Nel documento sindacale infatti si sottolinea (leggo): "la necessità di individuare ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali, in modo particolare per tutelare chi si è trovato espulso dal mercato del lavoro ed è in cerca di occupazione". Preoccupazione questa espressa anche dal Segretario generale della CISL da quanto abbiamo appreso dai giornali, che, nel corso dell'incontro sul bilancio regionale 2010 con il Presidente della Regione e l'Assessore alle finanze, ha posto l'accento sul tema dell'occupazione (leggo): "ritenendo opportuno un intervento soprattutto nei confronti di coloro che hanno perso il lavoro, hanno usufruito degli ammortizzatori sociali e ora si ritrovano completamente al di fuori del mondo del lavoro e non possono essere lasciati soli".

Nell'interpellanza abbiamo messo in evidenza un intervento specifico, messo in atto in queste settimane dalla Regione Piemonte, ma ancor più vicino a noi nel Canavese, il Comune di Ivrea e decine di altri piccoli Comuni, hanno attivato azioni di contrasto alla crisi del mercato del lavoro con un intervento diretto. Un'iniziativa di sostegno al reddito di euro 530 per tre mesi, in concomitanza con la sottoscrizione di un patto di adesione che impegna a brevi percorsi di orientamento volti a sostenere il reinserimento lavorativo. Una cosa analoga l'aveva anche proposta il Presidente della Regione nel corso di una riunione del Consiglio per le politiche. Un'iniziativa considerata un intervento-ponte dal Comune di Ivrea e dai Comuni vicini, in attesa delle azioni previste nell'ambito del POR 2007-2013, nonché della definizione del sistema degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive del lavoro per quanto riguarda la Regione Piemonte.

Ora siamo in presenza di un piano triennale per le politiche del lavoro, recentemente approvato dal Consiglio regionale, nel quale sono previsti precisi percorsi di politiche attive; c'è l'avvio delle prime azioni e del conseguente monitoraggio, così come siamo in presenza di misure regionali di sostegno agli ammortizzatori sociali nazionali. Rispetto al piano per le politiche del lavoro, ho visto ieri nell'elenco dei provvedimenti assunti dalla Giunta regionale di venerdì 13 scorso quello relativo all'incarico per lo studio relativo ai servizi per l'impiego. Bene. Le chiedo però, Presidente, di assicurarsi che lo studio prenda anche in considerazione i documenti che negli ultimi 6-7 anni sono già stati prodotti su questo settore; forse la mia è una preoccupazione inutile, ma io comunque gliela segnalo.

La nostra iniziativa vuole essere un ulteriore stimolo per fare il punto della situazione e per capire se è possibile costruire qualcosa in due direzioni: la prima, verificare se ci sono soggetti titolari di lavoro subordinato a tempo determinato, collaborazioni a progetto, contratti di somministrazione inferiori a sei mesi, scaduti e non rinnovati, che non danno diritto ad alcun tipo di ammortizzatore sociale; in questo caso prevedere l'erogazione di un sostegno al reddito, così come prevederne per coloro che hanno potuto usufruire per un brevissimo periodo di ammortizzatori specifici. La seconda direzione riguarda le azioni di informazioni utili a diffondere la conoscenza sulle possibilità offerte per quelle lavoratrici e quei lavoratori precari che non hanno ancora avuto la possibilità o l'opportunità di usufruirne. Tutto ciò per fornire informazioni esaustive ed omogenee a coloro che si trovano privi di occupazione, al fine di permettere a questi soggetti di cogliere tutte le possibili opportunità che vengono offerte sia a livello nazionale, sia a livello più strettamente locale. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. L'introduzione fatta dal collega Rigo a questa interpellanza credo che abbia messo a fuoco la problematicità del lavoro nelle sue varie sfaccettature, arrivando addirittura a quei casi limite che ha voluto ricordare. Sono emblematici, è un po' come tutto quello che viene fatto a favore di alcuni interventi, vedi la lotteria per l'Abruzzo, è tutto fatto con questo metodo, il che lascia perplessi, ma tant'è. Ogni riferimento a maggiore entrata è un nuovo gioco, questo è l'assioma su cui siamo confrontati oggi, quindi non è da escludere che anche su questo tema ci siano ulteriori provvedimenti che vadano in tale direzione.

Venendo alla risposta puntuale e sottolineando ancora una volta che... sotto il profilo dell'attenzione al "problema lavoro", che poi si traduce nel problema del sostegno alla famiglia, nella difficoltà di riuscire a superare il punto nodale della crisi, che è lo sbocco all'occupazione, credo che a livello regionale con i vari provvedimenti che sono stati qui discussi e condivisi si siano individuati dei percorsi che ritengo abbiano una possibilità operativa molto ampia.

Venendo alla domanda posta: "se la Giunta intende attivare anche nella nostra realtà regionale un intervento di sostegno al reddito per questa tipologia di lavoratrici e lavoratori", senza riprendere tutti i punti che si conoscono del programma che è stato qui approvato qualche mese fa: il programma per l'obiettivo del lavoro - credo che questo sia stato un momento qualificante laddove tutta una serie di temi sono stati non solo analizzati, ma hanno avuto delle risposte anche nei singoli settori -, quindi senza riprendere tutta la gamma di ammortizzatori sociali e di trattamenti di disoccupazione attualmente attivi, va ricordato che l'accordo quadro sottoscritto con il Ministero il 28 aprile 2009 ha esteso la possibilità di utilizzo temporale degli ammortizzatori in deroga a tutti i settori. Questo lo voglio sottolineare, perché è stato uno sforzo non indifferente, comunque credo sia molto importante per sottolineare come una parte dei problemi sia stata risolta. L'accordo quadro ha previsto la possibilità, nel caso di crisi occupazionale e al fine di salvaguardare le capacità produttive, i livelli occupazionali e le professionalità esistenti, di estendere la cassa integrazione guadagni in deroga e la mobilità in deroga a tutti i datori di lavoro, operanti in qualsiasi settore di attività ad eccezione del lavoro domestico - quindi tranne quest'ultimo sono compresi tutti -. purché abbiano esaurito l'utilizzo degli strumenti di sospensione del lavoro previsti dalla legislazione ordinaria e a condizione che il personale interessato sia impiegato in unità operative ubicate sul territorio della nostra Regione. Le domande di accesso ai benefici di legge possono riguardare tutte le tipologie di lavoro subordinato, uno dei punti che è stato sottolineato dal collega, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione e i soci di cooperativa, anche questo è stato un tema molto importante, anche i soci lavoratori hanno potuto accedere alla cassa integrazione - credo sia la prima volta che succede -, con un contratto di lavoro dipendente, ai sensi dell'articolo 19, comma 8, della legge n. 2/2009.

Relativamente ai contratti a tempo determinato e ai contratti di somministrazione, l'accesso ai benefici della cassa integrazione in deroga e di mobilità in deroga è consentito solo nel caso in cui la durata minima dei rapporti sia rispettivamente pari o superiore a 60 giorni e a 40 giorni di attività lavorativa, anche non continuativi, alla data della prima concessione; quindi sono dei limiti che in Valle sono abbastanza fuori...

Rigo (fuori microfono) - ...non i 90 giorni...

Rollandin (UV) - ...fuori da quelli...

Per quanto riguarda la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, sono interessati al trattamento i lavoratori (operai, impiegati, intermedi e quadri) con un'anzianità lavorativa di almeno 90 giorni occupati in imprese ubicate nella nostra regione. L'accordo quadro ha permesso di "coprire" tutti i settori e tutti i lavoratori che potrebbero essere toccati dalla crisi. Occorre inoltre tener presente che, oltre all'accordo quadro, la Regione è intervenuta per fronteggiare la crisi con la legge anticrisi, che, come il collega ricorderà, prevedeva degli interventi straordinari nei settori dell'agricoltura, quindi con operai, che ha impiegato la gran parte di quelli espulsi che non avevano trovato altra occupazione. Detto questo, è possibile che tra le maglie dei vari interventi - ordinari, straordinari e in deroga - e dei trattamenti di disoccupazione esistenti possano esservi dei soggetti che temporaneamente, a causa del mancato possesso dei requisiti soggettivi (i 40 o i 60 giorni o i 90 giorni per i dipendenti) o oggettivi, non rientrino fra i beneficiari delle misure sopraricordate.

Da una prima verifica effettuata presso i centri per l'impiego della regione, sono sporadici i casi che lamentano una totale assenza di copertura sociale e comunque in tale situazione sono state date indicazioni agli uffici di indirizzarli presso i servizi sociali dei Comuni e della Regione per utilizzare le formule già previste dal piano lavoro.

In conclusione riteniamo che, data la complessità della materia, sia opportuno, come veniva sollecitato, effettuare un'indagine approfondita, anche se a campione, e incaricando a tal fine il gruppo di lavoro costituito al Consiglio per le politiche del lavoro, che si occupa delle tematiche legate alla crisi e degli interventi a sostegno del reddito per verificare la necessità e l'opportunità di attivare ulteriori eventuali misure. Ciò anche considerando che occorrerà comprendere i contenuti e la portata delle misure sul lavoro, che saranno inserite nella legge finanziaria dello Stato - il cosiddetto "pacchetto lavoro" - per il sostegno al reddito dei collaboratori a progetto che restano senza lavoro o altri eventuali ritocchi agli ammortizzatori sociali, come il raddoppio della cassa integrazione guadagni ordinaria da 52 a 104 settimane.

Credo non sia sfuggito uno dei temi sul welfare che è stato previsto, laddove si parla di una tantum per i soggetti che hanno un periodo di non occupazione anche di 20-30 giorni. Al di là di queste misure, quindi condividiamo sugli obiettivi da dare al consulente che attiverà questo ulteriore approfondimento nel settore per verificare come intervenire più puntualmente per quanto riguarda la problematica lavoro, dando la massima informazione; su questo stiamo facendo il possibile affinché tutti possano accedere ai mezzi che sono a disposizione. Per il resto vedremo a conclusione di questo periodo se sono necessari ulteriori interventi, credo però che con la collaborazione di tutti e come abbiamo detto... e vorrei ricordare in merito all'informazione come anche nel documento approvato in Consiglio avevamo fatto presente che dovevamo allargare i mezzi di informazione esistenti oggi, che non sono più sufficienti, i mezzi specializzati sono letti solo dagli addetti ai lavori, quelli che sono interessati non li leggono... allora il sistema radio - ricordo che su questo c'era stato un approfondito dibattito - che possa far raggiungere questa informazione a tutti e capillarmente. Su questo quindi c'è il massimo impegno, poi, se ci saranno altre novità, terremo aggiornato il Consiglio sull'evoluzione dei fatti nel merito delle problematiche del lavoro. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Prendo atto della relazione svolta dal Presidente. Il fatto che non siano presenti in Valle d'Aosta lavoratrici e lavoratori con contratti atipici senza ammortizzatori, senza il cosiddetto "paracadute", ci rassicura. Detto questo, ritengo anch'io necessaria, come ha detto il Presidente, un'informazione più mirata ancora. La nostra preoccupazione è quella di non dimenticare nessuno: che nessuno sia escluso, per non conoscenza, da provvedimenti anticrisi relativi al sostegno al reddito. La crisi economica non è passata, come hanno detto i rappresentanti delle associazioni degli artigiani nel corso dell'audizione in II Commissione; in Valle d'Aosta si prevedono tempi lunghi ed è proprio per questo che il Governo regionale ha deciso di prolungare i provvedimenti anticrisi per tutto il 2010. Bene. Va bene il monitoraggio del piano di politica del lavoro, la costituzione di appositi gruppi decisi nell'ultima riunione del Consiglio, però io chiedo al Presidente di fare uno sforzo in più. Chiedo se non è il caso di prevedere uno specifico incontro della Presidenza con i sindacati e i patronati per vedere se è possibile, per quelle persone a cui non verranno rinnovati i contratti, prevedere un effettivo intervento di sostegno o, ancora di più, se non è possibile attivare nel 2010 degli specifici piani di occupazione, specifici per alcuni settori del precariato. Credo che la riunione proposta degli addetti ai lavori potrebbe essere utile per fare un passo in più nel percorso finora intrapreso da questa Regione. Grazie.