Objet du Conseil n. 851 du 4 novembre 2009 - Resoconto
OBJET N° 851/XIII - Interpellations: "Initiatives pour sauvegarder l'activité didactique dans le pôle universitaire de Verrès du Polytechnique de Turin".
Interpellanza
Appresa la grave notizia della decisione di chiudere le sedi periferiche del Politecnico di Torino, compresa quella di Verrès;
Rilevate, con sorpresa e sconcerto, alcune dichiarazioni dell'ex-Rettore, Rinaldo Bertolino, che non limitano a esigenze di razionalità economica le scelte anti-decentramento ma le inseriscono nel quadro più ampio di una visione veteronazionalista e urbanocentrica dello sviluppo socio-culturale del paese;
Constatato che esiste una volontà diffusa anche in Piemonte di contrastare tale decisone e che potrebbe aprirsi una pericolosa concorrenzialità tra sedi periferiche;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere se intenda:
1) coordinare con la Regione Piemonte un'azione concertata che possa contenere o modificare gli effetti negativi del provvedimento del governo nazionale;
2) reagire politicamente ad una lettura amministrativa che finisce per squalificare la ricchezza culturale e sociale dei territori e per noi in particolare della Regione Autonoma Valle d'Aosta.
F.to: Donzel - Carmela Fontana
Interpellation
Vu les décisions prises par le Sénat académique du Polytechnique de Turin en date du 21 octobre 2009 quant à "lo spegnimento dei corsi di Laurea presso le sedi non metropolitane" qui concernent le pôle universitaire de Verrès;
Rappelant que l'argument a fait l'objet d'une question à réponse immédiate dans la séance du Conseil de la Vallée du 21 octobre dernier qui a fait ressortir l'hypothèse de remplacer la didactique sur place avec des cours en téléconférence;
Considérant l'importance stratégique pour notre Région du pôle universitaire de Verrès;
les soussignés Conseillers régionaux
Interpellent
le Gouvernement pour savoir:
1) quelles ont été les conclusions de la rencontre du 3 novembre entre la Région et le recteur du Polytechnique quant à la réorganisation de l'activité didactique dans le pôle universitaire de Verrès;
2) quelles initiatives il entend assumer afin de sauvegarder l'activité de cet important pôle universitaire.
Signé: Patrizia Morelli - Bertin
Président - Chers collègues, le point n° 25 à l'ordre du jour sera discuté avec le point n° 10.
La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, non è certo per pedanteria che si ritorna su questo argomento e neppure perché i media hanno un po' trascurato la posizione del Partito Democratico rispetto alla questione che era stata posta nell'interrogazione breve nel Consiglio passato; naturalmente piace sempre di più lo scontro, il bianco e il nero e quindi le sfumature lasciano a desiderare.
Le ragioni sono sostanzialmente tre: una questione di carattere sociale, una questione di carattere economico e una, su cui vogliamo richiamare l'attenzione, per noi molto grave e importante di tipo politico e culturale. Quanto alla prima, quella di carattere sociale, è evidente che c'è un problema riguardante degli studenti che non hanno semplicemente scelto una scuola, ma hanno fatto un investimento e un progetto di vita. Quando noi l'altra volta abbiamo detto che, quand'anche di minor peso, sicuramente non stimolante una lezione fatta in videoconferenza, era pur sempre importante mantenere un minimo di attività didattica nella sede di Verrès, lo abbiamo detto con piena coscienza, ossia siamo consapevoli che non sia la stessa cosa avere di fronte un docente a cui porre delle domande, con cui interloquire, ma vorrei anche dire che il fatto di sconvolgere il proprio progetto di vita e quindi delocalizzarsi per molti è un problema serio e non superficiale. Anche la possibilità residuale del mantenimento di lezioni in videoconferenza non è da sottovalutare, ci sarebbe, secondo noi, da lavorarci sopra, perché non sarei così convinto che il politecnico ci dia queste lezioni a distanza, penso che anche quella sia una dura battaglia da fare, una battaglia che in questo momento può essere marginale, ma che può garantire alla scuola di Verrès di continuare a rimanere efficiente e di ipotizzare nel corso degli anni di trovare situazioni miste in cui non venga completamente abbandonata la sede.
Vengo alla seconda ragione, quella di tipo economico: non è soltanto una questione di studenti, di sede, di sindaci che si battono per avere un presidio sul loro territorio, secondo noi, quello è un ulteriore colpo mortale all'industrializzazione in bassa Valle. Vi leggo, per darvi conto dell'importanza che ha un sito di ricerca del politecnico su un territorio, quello che dice il Preside della facoltà di Vercelli, Marco Parvis: "Nella peggiore delle ipotesi i corsi sarebbero trasferiti a Torino e soltanto chi è già immatricolato e iscritto potrà terminare gli studi a Vercelli, una perdita che la città non può permettersi e non deve permettere. Potenziali nuovi insediamenti produttivi sono legati proprio alla presenza del politecnico. Anche a Vercelli, come è già accaduto a Mondovì, amministrazioni e parlamentari dovrebbero far sentire la loro voce". La presenza del politecnico non è solo una questione di ragazzi che fanno meno strada per andare a studiare: è una questione che può diventare attrattiva per imprese ed aziende che sono interessate alle attività di ricerca. Questa è l'altra cosa su cui vale la pena di riflettere, ecco perché non liquidare con un'interrogazione e una scaramuccia, teniamo le lezioni o non teniamo le lezioni, ma capire l'importanza che c'è dietro la "questione politecnico", una questione che non è soltanto di ragazzi che vanno al bar e mangiano più panini o cose del genere, è una questione che attiene allo sviluppo della Valle d'Aosta.
La terza ragione, che a noi pare assolutamente la più grave e che volevamo stigmatizzare nell'aula del Consiglio regionale, è il grave attacco che viene mosso di nuovo con un pensiero risalente nel tempo agli anni '80 secondo cui certe attività non possono essere svolte fuori dai grandi centri urbani, perché è lì che ci sono le menti pensanti, è lì che si sviluppa il sapere. Per chi volesse trarre delle considerazioni di tipo diverso su questo tipo di ragionamento, invito a leggere l'interessantissimo saggio di Albino Impérial su "Filosofia, scienza e tecnologia" nel volume "La Valle d'Aosta e l'Europa", è davvero molto interessante e lo Consiglio per dire come in Valle d'Aosta furono fatte scoperte importanti, ci fu una ricerca scientifica, non è vero che la ricerca scientifica viene fatta soltanto nei grandi centri, può esserci sviluppo intellettuale e culturale anche in zone periferiche. Dico questo, perché l'ex rettore del Politecnico di Torino, Rinaldo Bertolino, non ha esitato a dichiarare...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
...adesso è docente all'università, è stato ex rettore del politecnico, così dice la Repubblica. Dice che più volte si era battuto per evitare questo decentramento del politecnico, ma allude a motivazione di questa bellissima razionalizzazione un ragionamento che abbiamo più volte sentito: "si regalerà finalmente agli studenti la possibilità di confrontarsi con altri studenti, di condividere esperienze in una fase importantissima della crescita; è assurdo pensare che i ragazzi stranieri trascorrano almeno due semestri in Paesi diversi e che qui non si cambi neppure dialetto". Come a dire: cosa ce ne facciamo di questi luoghi decentrati di apprendimento, Verrès, Vercelli, Mondovì, facciamo sparire tutto e di nuovo è Torino il punto in cui aggregare tutti i saperi e formare culturalmente le persone, in una concezione un po' sabauda dell'idea di questa Torino grande capitale.
Noi vorremmo che, come ha reagito anche la Regione Piemonte, che è interessata anche al politecnico, anche da parte della Valle d'Aosta si facesse ogni sforzo per combattere queste tre cose: il problema di carattere sociale, questo problema di carattere economico e sappiamo quant'è in difficoltà l'industria e tale problema politico-culturale, non possiamo lasciar passare come idea che fuori dalla città di Torino non potrebbe mai essere fatta quella didattica di alto respiro che solo lì è possibile fare. Noi, per fortuna, abbiamo uomini che testimoniano, anche in testi e volumi pubblicati in Valle d'Aosta, che ciò non è e che anche in Valle d'Aosta si può imparare. Auspichiamo che sia fatto il possibile per mantenere una didattica anche in una fase di parziale periodo in videoconferenza, ma che lì venga difesa la possibilità di imparare e studiare.
Président - La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.
Morelli (VdAV-R) - Merci, M. le Président. Notre interpellation est également la suite logique du question time qui avait été présenté lors de la précédente séance du Conseil et concerne le risque de rationalisation des activités didactiques dans le Polytechnique de Verrès, qui serait remplacé par la téléconférence. Suite à cette possibilité, qui avait été illustrée par le Président en réponse à notre initiative, des réactions se sont déclenchées dans le monde des étudiants, j'ai vu les titres des journaux, on parle de "delusione e sconcerto, studenti in rivolta, rammarico, incredulità e rabbia", parce que, oui, évidemment les étudiants qui voyaient dans le pôle de Verrès une importante opportunité se font des soucis justement. Egalement des inquiétudes ont été exprimées par la Commune de Verrès et là moi je ne voudrais pas minimiser ces inquiétudes, car je pense que dans cette commune justement, aussi liées à la crise de la basse Vallée, certaines idées d'investissement avaient commencé à avancer. Voilà la nécessité exprimée par notre interpellation de connaître la suite et les conclusions de la rencontre que le Président a eu hier avec le recteur Profumo, dont nous avons déjà eu des anticipations soit dans le communiqué ANSA que dans les journaux, des anticipations qui, du point de vue de la didactique, semblent confirmer la nécessité de leçons en téléconférence à partir de 2010.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. La problematica, come è stato ricordato dai colleghi, aveva già avuto un'anticipazione nel precedente Consiglio; l'incontro che si è tenuto ieri presso l'ex cotonificio Brambilla di Verrès, sede anche del polo universitario, con l'Assessore Pastoret, il Consigliere Prola e con il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, era un incontro previsto da tempo, perché avere la disponibilità del rettore non è facile in quanto arrivava da Boston, è in una fase molto delicata per quanto riguarda l'organizzazione della stessa università, in particolare del politecnico, perché su questo si fonda gran parte del successo di una serie di iniziative che negli anni sono venute avanti.
Sicuramente noi condividiamo le preoccupazioni dei colleghi, sicuramente sono apprezzabili le valutazioni fatte sotto i tre profili: sociale, economico e politico, che questa presenza a Verrès di un polo universitario di eccellenza come è quello del Politecnico di Torino è un elemento positivo che può dare un sostegno ad una serie di iniziative, come è stato detto nell'incontro ma, come voi stessi avete sottolineato, soprattutto in collaborazione con delle imprese, valdostane e non, che già oggi con la meccatronica hanno dimostrato che si può fare molto, elaborando ricerche importanti con applicazioni varie nell'ambito dei vari settori: da quello dell'energia a quello dell'auto, a quello dei settori produttivi (macchine e non), con delle soluzioni che sicuramente possono cambiare molte cose, che possono dare delle risposte positive e propositive per le aziende che in queste credono e in queste hanno investito. Noi quindi siamo ben consci di questa tematica e dell'interesse che c'è in tale presenza forte a Verrès, una presenza qualificante, non è solo una presenza di didattica, è soprattutto una presenza di laboratorio e di ricerca, perché, se vi fosse solo la didattica, sarebbe ad alto rischio, in quanto probabilmente la presenza fisica degli studenti verrebbe affievolita dal fatto della videoconferenza. Credo invece sia stato importante chiarire come il fatto di avere un certo numero di ore di didattica... quelli che hanno già iniziato il percorso universitario andranno fino alla fine con il metodo del "contatto diretto", con la lezione del professore presente sul posto, mentre per gli altri ci sarà il discorso probabile e possibile della videoconferenza che, guardata sotto un altro profilo, può avere dei risvolti anche qui molto positivi. Perché la lezione che viene data in videoconferenza viene data da Torino, vista a Verrès, a Vercelli e in altre parti ed è una lezione oggettivamente preparata in modo tale da essere vista e rivista, perché potrà essere successivamente dagli studenti rivisitata con i vari mezzi che oggi sono alla portata degli studenti, con tutta una serie di vantaggi.
Quello che era importante sottolineare e che è stato chiesto con forza in questo incontro con il rettore è di essere sicuri della continuità che doveva essere data alla parte relativa alla ricerca e al settore dei laboratori e la presenza di tutor che possano seguire le lezioni che vengono fatte insieme a tutta l'attività che viene svolta a Verrès. Su questo c'è stata non solo la disponibilità, ma anche la voglia di continuare tenendo conto del successo che ha avuto Verrès, perché, al di là delle notizie giornalistiche che davano, facendo il raffronto con Vercelli: "pochi studenti a Verrès", gli studenti a Verrès sono numerosi, oggi ci sono 150 studenti rispetto ai corsi, quindi è una delle più numerose. Abbiamo portato avanti anche una politica di borse di studio per vedere a Verrès anche studenti stranieri, che sono venuti, l'esperienza è da ritarare, c'è una presenza di persone che arrivano da altri settori per avere questo scambio positivo con gli studenti che oggi già sono a Verrès. Credo che si possa essere tranquillizzati sulla situazione ad oggi non solo dalle parole, ma dai fatti e dalla voglia di dare continuità a questo settore.
Non è una questione solo economica: è una questione di riorganizzazione dell'università - che non sto qui a commentare, ma che ha dei punti di criticità che sono stati sottolineati in altra veste - e, dall'altra parte, c'è una possibilità di approfittare di queste modifiche per andare nella direzione che nella didattica si abbiano delle soluzioni che non sono negative, ma possono essere molto positive nei confronti degli studenti della scuola di Verrès. Credo sia interessante a questo proposito avere un incontro con le commissioni consiliari competenti (glielo abbiamo chiesto al rettore che ha dato la disponibilità) per evidenziare quelle che sono le attività previste a Verrès di ricerca e di laboratorio, per meglio apprezzare il ritorno della disponibilità ad investire che la Regione ha dato a Verrès, perché la Regione investe non poco in questo settore. Adesso le date sono da verificare, ma c'è la disponibilità del rettore ad essere presente con le commissioni competenti per avere un chiarimento ulteriore su queste tematiche, che credo possono essere non solo di interesse, ma possono meglio specificare gli investimenti che verranno fatti a Verrès. Sotto questo profilo, non possiamo che, rispetto a tale incontro, essere fiduciosi del futuro per quanto riguarda il polo di Verrès, seguiremo con molta attenzione l'evoluzione in tal senso tenendo conto di quello che è stato detto e di quello che si fa. Credo che andare a Verrès, vedere i vari prototipi e avere conferma di quanto sta avvenendo in associazione con le varie società sia un fatto molto positivo della vitalità e della garanzia che viene data prima di tutto da professori molto competenti e quindi da un impegno forte che c'è stato a Verrès, e anche da studenti che sono motivati e seguono questi temi con molto, molto interesse.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Ringrazio il Presidente, perché ci sentiamo rassicurati. Noi lo avevamo già detto l'altra volta: vediamo nella possibilità della videoconferenza non la soluzione definitiva, ma la soluzione di un passaggio in questa fase difficile. Riteniamo che in questo momento di crisi economica vi sia un tentativo anche... sappiamo che non è solo la Valle d'Aosta che ha problemi economici, anche città importanti come Torino conoscono fenomeni di deindustrializzazione, quindi portare a casa certe risorse vuol dire far ripartire quei luoghi. Noi non dobbiamo mollare, sono rassicurato dal fatto che gli investimenti su quei laboratori ci sono, quindi vediamo nella fusione fra didattica e ricerca un elemento fondamentale. È poi anche l'occasione per ribadire, proprio dai risultati provenienti dalle ricerche effettuate lì, che si può fare ricerca anche in una valle alpina, non bisogna andare a Torino per fare ricerca; se c'è un laboratorio attrezzato che funziona, quello è il luogo migliore per fare la ricerca.
Président - La parole à la Conseillère Patrizia Morelli.
Morelli (VdAV-R) - Merci, M. le Président. Franchement j'aurais préféré entendre dire que la didactique était maintenue telle quelle, car je crois que la différence entre la possibilité de suivre une leçon frontale et le fait de regarder un écran de télé, avec lequel on ne peut pas interagir ou dialoguer, soit évidente. Nous prenons acte que les conditions sont restées les mêmes par rapport à ce que vous nous aviez répondu au question time: l'activité didactique sera rationalisée, intégrée par la téléconférence et par l'e-learning (j'ai lu cela dans le journal). Pour quelqu'un c'est une opportunité, pour moi c'est une perte, je crois que malheureusement ce sera la mort de l'activité didactique à Verrès, mais nous nous rendons compte que l'on ne peut faire autrement.
Pour ce qui est du renforcement du pôle technologique, il s'agit sûrement d'un filon qu'il faut exploiter pour les liens qu'il peut avoir avec le territoire, pour les retombées positives sur l'économie, parce que là aussi il y a la vocation du Pôle de Verrès. Nous pensons que c'est quand même un filon qu'il aurait fallu exploiter quand même, indépendamment du fait que l'on réduise l'activité didactique. Nous suivrons avec beaucoup d'intérêt les développements, évidemment nous sommes intéressés à rencontrer les responsables pour comprendre et connaître ce qu'il est prévu de faire.
