Objet du Conseil n. 848 du 4 novembre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 848/XIII - Interpellanza: "Iniziative per estendere la semplificazione delle procedure della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà anche a favore di soggetti ricoverati in strutture convenzionate".
Interpellanza
Richiamata l'interpellanza n. 26 del 23 settembre 2009 con la quale si sollecitavano iniziative tese ad estendere la semplificazione per la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà relativa alla sussistenza di uno stato di ricovero in istituto anche alle strutture convenzionate, come già avviene per le strutture pubbliche;
Preso atto della risposta dell'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali con la quale asseriva che nessuna discriminazione viene praticata dagli uffici competenti fra struttura pubblica o convenzionata e che i dirigenti delle strutture citate sono tutti abilitati a sottoscrivere tale dichiarazione;
Appreso che strutture convenzionate hanno formalmente richiesto tramite lettera di essere autorizzate a tale sottoscrizione senza ricevere alcun riscontro in merito;
Appreso inoltre che ad un familiare di un'ospite del Père Laurent, non in condizione di intendere e volere, l'Assessore Lanièce avrebbe consigliato la pratica dell'interdizione;
Considerato che la richiamata interpellanza aveva principalmente lo scopo di evitare questa soluzione in quanto onerosa e che richiede una tempistica poco compatibile con l'età e le condizioni dei soggetti interessati che purtroppo, per l'inflessibile legge della natura, anticiperebbero per via naturale la soluzione del problema;
Ritenendo improcrastinabile superare questa situazione kafkiana;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali per conoscere se vi sono la volontà e le condizioni per risolvere questo annoso problema.
F.to: Giuseppe Cerise
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (VdAV-R) - Merci, M. le Président. Mi scuso per un inconveniente, ma è successo, sono arrivato in ritardo. Adesso guardo dall'altra parte, perché manca l'Assessore competente! Io posso andare avanti anche senza l'Assessore, va bene... arriva... sono confortato che non sono solo ad arrivare in ritardo.
Ci troviamo nostro malgrado a tornare su un argomento che avevamo sollevato più o meno un mese e mezzo fa: quello riguardante la famosa dichiarazione sostitutiva e non sto a ripetere tutto quanto è stato detto già la volta scorsa. Dalle risposte che lei ci aveva dato la volta scorsa... diceva che deve essere firmata dall'interessato... nel caso di atto che attesti la nomina di un curatore... naturalmente nel caso in cui non sia in grado, che era quello che ci preoccupava maggiormente... per coloro che sono impossibilitati alla firma per problemi di salute la dichiarazione verrà raccolta dal pubblico ufficiale, previo accertamento dell'identità del dichiarante. Il dirigente delle strutture pubbliche o convenzionate può nei casi sopracitati provvedere alla sottoscrizione della dichiarazione allegata alla presente, che viene regolarmente accettata.
Lei ha confermato che non esiste diversità di trattamento per quanto riguarda le strutture pubbliche e le strutture convenzionate. Purtroppo noi abbiamo verificato che non è così la situazione, nel senso che ci è stato riconfermato che una lettera inoltrata dalla struttura convenzionata, nel caso specifico, Père Laurent, all'ufficio competente per richiedere un'autorizzazione a poter sottoscrivere queste dichiarazioni non ha avuto risposta neanche ultimamente. Pensavamo che dopo questa nostra sollecitazione vi fosse stato un intervento in questo senso, ma non solo. Successivamente a questo, si è verificato il caso di una persona che si è rivolta a lei e lei ha consigliato, proprio perché tale soggetto non è in condizioni di intendere e di volere, di procedere all'interdizione. L'interdizione era l'unica soluzione che si voleva evitare con la nostra iniziativa, in quanto ha dei tempi lunghi e degli oneri rilevanti. Riteniamo la situazione kafkiana, perché questo soggetto non solo è ricoverato al 31 marzo, che è la data di scadenza, ma è da 9 anni che è degente al Père Laurent e da 4 ha anche la residenza, dunque riceve tutte le comunicazioni degli uffici competenti riguardo all'assegno di accompagnamento e quant'altro. Mi sembra una cosa di un'estrema semplicità, è sufficiente una circolare dell'ufficio competente alle strutture dicendo che i dirigenti delle strutture sia pubbliche, sia private sono autorizzati a sottoscrivere tale dichiarazione. La invitiamo a prendere in mano questa situazione e a risolverla.
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.
Lanièce A. - Grazie, Presidente. Io ho voluto approfondire tale questione, mi ero già preso l'impegno l'altra volta, anche perché cerco di andare incontro alla facilitazione amministrativa e burocratica, quindi ho voluto guardare a fondo... anche dopo l'incontro con la persona che è stata citata prima, ma io sono imbarazzato a parlare di casi privati perché solitamente sono tenuto al segreto professionale e quindi mi spiace parlare di casi singoli. Prima di tutto c'è stato un confronto con il Père Laurent, sotto questo punto di vista perché di fatto è l'unica struttura che aveva creato questo qui pro quo, tant'è vero che per le altre strutture private, sono poche, non si era mai creato questo problema; quindi devo dire che adesso la questione si è definitivamente chiarita in un colloquio fra il dirigente della nostra struttura e il responsabile amministrativo del refuge. Vorrei solo sottolineare che le strutture convenzionate hanno formalmente richiesto tramite lettera di essere autorizzate a tale sottoscrizione senza ricevere alcun riscontro in merito: non è arrivata mai nessuna richiesta, nessuna lettera dalle strutture, abbiamo guardato dappertutto, protocollo, eccetera, ma non è arrivato nulla. Ho visto una lettera firmata dal presidente del refuge che non è mai partita, in via informale, ma nulla è arrivato in maniera formale agli uffici.
Per quanto riguarda la questione, ai sensi dell'articolo 1 della legge 11 febbraio 1980 n. 18, i titolari di indennità di accompagnamento sono tenuti a presentare entro il 31 marzo di ogni anno la dichiarazione sostitutiva di notorietà attestante la sussistenza o meno di uno stato di ricovero in regime residenziale, in caso affermativo se a titolo gratuito. La dichiarazione deve essere firmata dall'interessato o, nel caso in cui l'interessato sia un minore, interdetto o inabilitato, dal legale rappresentante, dal curatore, dal procuratore, dal tutore e dall'amministratore di sostegno e dall'eventuale erede. Qualora si verifichi il caso in cui l'interessato si trovi in una situazione di impedimento temporaneo a firmare, come la maggior parte dei pazienti, per ragioni connesse allo stato di salute, ai sensi del DPR n. 445/2000, la dichiarazione può essere resa dal coniuge o, in sua assenza, dai figli o, in mancanza di questi, da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado resa al pubblico ufficiale. Nello specifico, sempre ai sensi della legge n. 662/1996, un funzionario incaricato dell'Ufficio competente in materia di invalidità civile, questo pubblico ufficiale... ossia il coniuge, i figli, i parenti in linea retta fino al terzo grado possono fare questa dichiarazione all'Ufficio di invalidità civile. Preciso che questo risulta chiaramente nella nota esplicativa in calce al modulo da compilare e qui credo che vi sia stata una questione di moduli vecchi, perché nel modulo nuovo, dichiarazione sostitutiva di notorietà, nelle note informative si dichiara esplicitamente: "La dichiarazione dell'interesse di chi si trovi in una situazione di impedimento temporaneo per ragioni connesse allo stato di salute è sostituita dalla dichiarazione contenente espressa indicazione dell'esistenza di un impedimento resa dal coniuge, o in sua assenza dai figli, o in mancanza di questi da altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado al pubblico ufficiale, previo accertamento dell'identità", quindi con la carta di identità, fotocopia della mamma o del parente, si va all'Ufficio invalidi e le figure che ho detto prima fanno questa dichiarazione sostitutiva.
Infine, se si verificasse il caso di un soggetto che non rientri nell'ampia casistica sopracitata, ovvero un ricoverato totalmente privo di congiunti e privo altresì di amministrazione di sostegno o tutela affidato ad un ente pubblico, la struttura ospitante, nella persona del legale rappresentante, o suo delegato, può sottoscrivere la dichiarazione. Questa possibilità esiste sia per le strutture pubbliche che per quelle private. Si era creato un qui pro quo con il responsabile amministrativo del refuge che, io credo, sia stato definitivamente chiarito, quindi tutte le casistiche che ho detto, se applicate correttamente, non creano alcun problema. Ringrazio per aver fatto presente che c'erano tali problemi e siamo riusciti a chiarire con le strutture qual era il problema.
Président - La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.
Cerise G. (VdAV-R) - Ringrazio l'Assessore, speriamo che si possa mettere la parola fine su questa situazione. Il nostro intendimento non era quello di polemizzare, ma di risolvere un problema, non il singolo problema che può capitare a Tizio e a Caio, ma il problema che può capitare a tutti quelli che purtroppo si trovano in tali condizioni. Ci pareva la cosa più semplicistica quella che, quando uno è ricoverato, il dirigente della struttura potesse dichiarare che quel soggetto al 31 marzo di quell'anno era lì degente. Mi pare una cosa molto semplice, invece a volte si vanno a complicare le cose che paiono le più elementari. Grazie.
