Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 844 du 4 novembre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 844/XIII - Interpellanza: "Iniziative assunte per arginare il fenomeno franoso verificatosi in frazione Clos de Barme del Comune di Arnad".

Interpellanza

Un fenomeno franoso di rilevanti dimensioni ha interessato il 19 ottobre scorso la frazione di Clos de Barme in Comune di Arnad, per fortuna senza danni alle persone ma provocando allarme e il necessario sfollamento di alcuni nuclei familiari;

Il rotolamento di massi nella zona è purtroppo un fenomeno ricorrente e la pericolosità del sito è stata ripetutamente segnalata;

quanto sopra premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

1) quali iniziative siano state poste in essere dall'Amministrazione regionale e comunale nell'immediato per evitare maggiori danni e per prestare assistenza alle famiglie;

2) quali misure siano state programmate per il futuro per impedire il ripetersi del fenomeno;

3) se siano allo studio misure di delocalizzazione dei nuclei familiari maggiormente esposti al pericolo.

F.to: Louvin - Giuseppe Cerise

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Merci, M. le Président.

Abbiamo rivolto alla Giunta questa interpellanza, perché la frana che si è abbattuta il 19 ottobre scorso sulla frazione di Clos de Barme ha suscitato, non soltanto nelle famiglie più direttamente toccate, ma in tutta la comunità di Arnad e in tutta la Valle, una viva preoccupazione. Credo che oggi ci siano persone che vivono con un incubo ormai legato a questo evento franoso che si è prodotto e che sia assolutamente necessario, ad avviso del nostro gruppo, intervenire con grande sollecitudine, ma anche per quanto possibile in modo radicale e definitivo per evitare che queste situazioni abbiano a riprodursi o che si continui a vivere in una condizione di costante allarme. Purtroppo si tratta di una zona che non è nuova a fenomeni di questo genere, quindi sappiamo che anche gli interventi possono risultare molto delicati e difficili; ma l'Assessore, nel rispondere, spero avrà la cortesia di essere preciso quanto alle iniziative che intende porre in essere o che ha già posto in essere in questi ultimi giorni il Governo, attraverso le strutture tecniche che sono a sua disposizione per quanto riguarda la possibilità di evitare maggiori danni e, anche nell'immediato, di intervenire a sostegno delle famiglie che hanno dovuto abbandonare il loro domicilio.

Chiediamo che ci siano date informazioni e ragguagli, a noi e naturalmente alla popolazione, con la quale si tratta innanzitutto di interloquire in modo costante per quanto riguarda le misure programmate nel futuro, anche per il ripetersi di queste situazioni. Infine, vorremmo una parola di chiarezza in ordine alle ipotesi di delocalizzazione di cui si è letto nelle ultime settimane sui giornali, se queste abbiano ad interessare l'intera frazione o parte di essa, e quali siano le valutazioni che possono al momento essere date in ordine a queste emergenze. La ringrazio.

Président - La parole à l'Assesseur aux ouvrages publics, à la protection des sols et au logement public, Marco Viérin.

Viérin M. (SA-UdC-VdA) - Merci.

Intanto era solo per ribadire alcune informazioni già conosciute dagli interpellanti, ma che è bene ribadire oggi, e poi risponderò ai quesiti che l'interpellanza pone e, senza nessun problema, alla piccola question time che il Consigliere ha voluto porre sul discorso di informazione alla popolazione, che faremo senza problema.

Il fenomeno di dissesto che si è verificato verso le 8,30 del 19 ottobre è consistito nel crollo di materiale lapideo, per un volume complessivo di circa 150-200 metri cubi, dalle pareti rocciose che sovrastano il nucleo abitato di Clos de Barme nel comune di Arnad. Il materiale franato si è distaccato dalla massa rocciosa sovrastante il centro abitato, precipitando all'interno di un ripido canalino posto alla base della parete rocciosa, propagandosi a ventaglio e terminando la propria corsa nei pressi della sottostante strada comunale e di alcuni fabbricati, come avete potuto vedere da articoli apparsi sulla stampa. Alcuni blocchi hanno provocato il danneggiamento del manto bituminoso, della ringhiera dell'infrastruttura viaria e lo sfondamento del muro perimetrale di un'abitazione. L'area interessata dal crollo è indicata sulle cartografie degli ambiti per il rischio di frana ai sensi della legge regionale in materia urbanistica, la n. 11/1998, come ad elevata pericolosità nella parte immediatamente a ridosso della parte rocciosa e a media pericolosità nella parte consistente dell'abitato di Barme.

In questi termini si può affermare che la pericolosità dell'area era nota, anche se è importante chiarire che si ha solo notizia di crolli avvenuti nel recente passato e che hanno interessato l'area accanto al canalino, cioè in prossimità della frazione Chez Fornelle, dove si ha la presenza di vecchie gallerie minerarie. Per limitare gli effetti di tali crolli, l'Amministrazione comunale ha posizionato delle barriere paramassi, mentre il Servizio geologico ha avviato una campagna di monitoraggio con tecnologia laser dei settori potenzialmente instabili, al fine di rilevare eventuali movimenti del masso roccioso.

In relazione al primo quesito, informo che in seguito all'evento, di concerto con il Servizio geologico, l'Amministrazione comunale ha provveduto precauzionalmente all'evacuazione di alcune abitazioni poste al piede del cono detritico, interessato dal dissesto, e ha avviato la realizzazione di interventi di bonifica delle porzioni di roccia palesemente instabili in corrispondenza della parte inferiore della nicchia di distacco, di chiodatura di alcune porzioni della parete rocciosa, e di posa di una rete paramassi (quindi tre interventi che sono da fare nell'immediatezza e nella somma urgenza). I lavori avviati ammontano a circa 300.000 euro, questo dato per far capire che questi interventi comportano un impegno anche di tipo finanziario.

In relazione al secondo quesito, evidenzio che gli interventi avviati dal Comune sono rivolti esclusivamente alla mitigazione delle condizioni di pericolosità manifestatesi a seguito dell'evento di crollo del 19 ottobre. I tecnici regionali, con il geologo incaricato dal Comune di Arnad, stanno effettuando un'accurata valutazione delle condizioni di stabilità della parete e dei possibili interventi di protezione oltre quelli già avviati, cioè eventuali possibili interventi più definitivi.

In relazione al terzo quesito, ad oggi i tecnici non hanno ancora completato le loro complesse valutazioni, ma per le condizioni di instabilità della parete non viene esclusa alcuna possibilità, compresa - come riferiva il collega Louvin - l'eventuale delocalizzazione di alcuni immobili. Il tutto però potrà essere definito solo a seguito dell'esame e delle valutazioni della documentazione che i tecnici stanno approntando e che dovranno produrre all'Amministrazione comunale e all'Amministrazione regionale.

Per ciò che riguarda l'approccio e l'informazione, come avete potuto leggere oggi su La Stampa, il Comune ha provveduto a fissare un incontro il 12 c.m., per far sì che si possa dare notizie corrette alla popolazione di come si potrà procedere rispetto alle valutazioni tecniche perché la politica può decidere di fare degli interventi, ma solo a seguito di precise valutazioni tecniche che ci devono essere date.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Grazie per questa risposta, anche se la nostra impressione è che intanto sia arrivato questo masso o questa frana un po' inattesa, forse anche dopo qualche ritardo nell'individuare correttamente il margine di pericolo che poteva interessare questa frazione.

Ci sono fenomeni assolutamente imprevedibili e noi siamo una regione esposta da questo punto di vista, ma bisogna essere un passo avanti per quanto è possibile, piuttosto che un passo indietro e, se ci rendiamo conto della difficoltà di agire nello spazio di pochi giorni, crediamo che per questo, come per altre questioni che solleveremo prossimamente e che interessano questo ed altri comuni della Valle, non si debba mai tenere bassa la guardia.

Assessore, non se ne abbia a male se le chiediamo di riferire; abbiamo sentito un tono un po' indispettito dall'inizio della sua risposta. È vero, sono state conosciute alcune informazioni, ma lei dovrebbe sapere che le interpellanze devono essere presentate a termini di regolamento 12 giorni prima, e che questi fatti di cui lei ci ha messo a conoscenza sono sopravvenuti. Noi abbiamo interesse, come Consiglio regionale, a sapere cosa sta succedendo, cosa si fa, tutti assieme, per assicurare a questa parte della popolazione di poter vivere nelle sue case con assoluta tranquillità.

Mi pare di capire che il ventaglio degli interventi sia ancora assolutamente aperto, che non sia possibile, al momento, non avendo chiuso la fase di analisi, ancora definire esattamente quale sarà la strategia che si adotterà per l'intervento, né cosa si potrà o dovrà fare in termini di delocalizzazione. Su questo assicuriamo la massima attenzione e solleciteremo ancora il Governo regionale perché non si trascurino questi aspetti, che per questa volta - fortunatamente! - non hanno provocato vittime, ma siamo andati molto, "molto" vicini e credo che sia stato un vero e proprio incubo per le popolazioni.

A noi hanno preoccupato anche le dichiarazioni che sono emerse attraverso la stampa, per cui non si può parlare di messa in sicurezza, ma solo di mitigazione del rischio: qui è il dato inquietante di una situazione che rischia di permanere aperta. Su questo le chiederemo, Assessore, di esercitare la massima vigilanza, sappiamo che ci sarà questo incontro, anche a breve, con la popolazione; è stato annunciato che si muoveranno i massimi vertici della Regione e questo non può che rassicurarci in termini di presenza e di attenzione; ma, al di là di questa facile ironia, a noi preme che i mezzi tecnici che ha a disposizione la Regione siano messi in opera integralmente per far fronte a questi bisogni. Grazie.

Président - La séance est levée.

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La séance se termine à douze heures et quarante-neuf minutes.