Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 826 du 21 octobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 826/XIII - Approvazione di risoluzione: "Iniziative per assicurare alla Casa circondariale "Aosta" di Brissogne un direttore con continuità d'azione".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

In considerazione del fatto che il carcere viene spesso visto come luogo esterno al mondo delle relazioni civili, quando non addirittura ignorato, mentre è una realtà presente nella nostra società, nella nostra regione e nel ribadire "l'obiettivo primario dell'attuazione dei principi di rieducazione e reinserimento nella società dei soggetti in esecuzione penale", come richiamato nella premessa del Protocollo d'Intesa sottoscritto con il Ministero della Giustizia;

Preoccupato del forte sovraffollamento della Casa Circondariale "Aosta" di Brissogne e delle inevitabili ricadute: da un lato sul lavoro degli operatori della polizia penitenziaria e dall'altro sulle condizioni di vita delle persone recluse;

Tenuto conto della complessità delle procedure necessarie per ottemperare al trasferimento al Servizio Sanitario dell'Azienda dell'USL della Valle d'Aosta delle funzioni in materia sanitaria;

Sottolineata la problematica relativa all'istruzione per i detenuti e l'importanza di attivare percorsi scolastici;

Riaffermato il principio della validità della formazione professionale, adeguata alle particolari dinamiche del contesto carcerario, e quella della applicazione delle misure alternative e dell'impiego dei detenuti nei lavori di utilità sociale;

Ribadita l'importanza del volontariato nelle attività di trattamento e di reinserimento sociale dei detenuti;

Ricordato che, da troppo tempo, si stanno avvicendando direttori pro tempore;

Sottolineato che, per poter far fronte compiutamente alla applicazione del Protocollo d'Intesa e alle nuove competenze acquisite in materia sanitaria, nonché per assicurare la continuità dei progetti attivati dalle imprese sociali e dal volontariato, è fondamentale assicurare alla Casa Circondariale un direttore con continuità d'azione;

Apprezzato il lavoro condotto in questi mesi dal direttore incaricato, dottor Salvatore Mazzeo, che conosce bene la realtà locale;

Sollecita

il Ministro della Giustizia a mettere in campo, nel più breve tempo possibile, una forte iniziativa affinché la Casa Circondariale "Aosta" di Brissogne abbia un direttore con un incarico di lungo periodo, in grado di mantenere relazioni efficienti e continuative con le istituzioni e le altre risorse del territorio regionale.

F.to: La Torre - Empereur - Comé - Carmela Fontana - Zucchi - Louvin

Presidente - La parola al Consigliere Rigo.

Rigo (PD) - Cercherò brevemente di illustrare la risoluzione. Quest'anno ricorre il 25° anniversario dell'inaugurazione dell'attuale Casa circondariale situata nel comune di Brissogne e che nel 1984 ha sostituito la precedente struttura carceraria ubicata presso la Torre dei Balivi ad Aosta. Il carcere è sicuramente una realtà complessa, un mondo costituito da persone giudicate colpevoli, che hanno commesso reati, per cui scontano condanne definitive o in attesa di giudizio. Un mondo costituito da rapporti umani difficili, da situazioni disgregate e compromesse, che generano spesso ulteriori disgregazioni e disagio sociale. Un mondo costellato da aspetti drammatici (tentativi di suicidio, autolesionismo, scioperi della fame, danneggiamenti, aggressioni); un mondo dove la detenzione spesso genera in chi la subisce, anche se sta scontando una giusta condanna, frustrazione, rabbia, paura, senso di solitudine e di abbandono. Questa è la realtà che gli agenti devono tenere sotto controllo con attenzione, ma nello stesso tempo cercando di instaurare con i detenuti un rapporto di reciproco rispetto. Una realtà, quella di Brissogne, resa ancora più difficile da una condizione di forte sovraffollamento, come viene scritto nella risoluzione, una condizione che rischia di diventare cronica. Infliggere una pena serve ed è giusto, ma essa deve essere accompagnata, o accompagnarsi, o cercare di accompagnarsi ad un'azione rieducativa e di recupero sociale. Come sapete, le dimensioni del tempo e dello spazio assumono in carcere significati diversi, quasi rovesciati rispetto al mondo esterno. Il tempo è vissuto in modo passivo, scandito da ritmi decisi da altri con noia, perennemente in attesa che si verifichi qualcosa. Il protocollo d'intesa richiamato nella risoluzione indica azioni di miglioramento nei campi dell'assistenza sanitaria, lo abbiamo visto questa mattina, dell'istruzione e della formazione professionale. Azioni ed interventi per rendere più umana la vita in carcere, più dignitosa la pena e più accogliente il territorio: condizioni essenziali per aiutare le persone in un faticoso cammino di recupero di capacità autonoma.

Un mondo difficile, dicevo, in cui operare, dove i risultati richiedono sforzi ed impegno costante ed i risultati dipendono in larga parte dall'attività del direttore, una figura centrale nell'organizzazione carceraria con compiti veramente ardui. Basti pensare all'eterogeneità delle sue mansioni, alla molteplicità e spesso contrastante attività, alla responsabilità che deve assumere in relazione ai problemi che sorgono nei momenti più importanti dei vari settori che costituiscono la vita del carcere. In sostanza, una figura che si trova continuamente in situazioni di grave responsabilità e di fronte a realtà educative, penitenziarie, sociali, penali, professionali risocializzanti delle quali egli deve avere ampia e significativa consapevolezza. Una molteplicità di atti amministrativi, di interventi tecnici, di azioni e collaborazioni con il volontariato, nell'organizzazione del pianeta carcere; azioni ed interventi sempre più indirizzati a dare risposte essenzialmente sociali, d'intesa con le istituzioni ed il territorio. Ecco il senso della risoluzione: la Casa circondariale di Brissogne ha bisogno di un direttore con continuità d'azione, come viene detto, che possa organizzare al meglio la programmazione della sua attività, in grado di mantenere (leggo): "relazioni efficienti e continuative con le istituzioni e le altre risorse del territorio regionale". Un direttore insomma che rimanga a lungo, non scompaia dopo pochi mesi o pochi giorni come è successo troppe volte in questi anni. Grazie per l'attenzione.

Presidente - La parola al Consigliere Caveri.

Caveri (UV) - Poche parole, Presidente, per dire semplicemente che il nostro Capogruppo ha sottoscritto questo documento, ritenendo che si tratti di un argomento di attualità, importante...

(interruzione di un consigliere, fuori microfono)

...cosa ho detto: ho sbagliato? No, perché mi sgrida da dietro...

È una questione estremamente importante, è stata ricordata questa data del 1984 quando si lasciò la Torre dei Balivi, che era diventato esclusivamente carcere nel 1624, un carcere dove c'erano alla fine quattro ladri di polli. Nell'aneddotica, ne parlavo l'altro giorno con il dottor Mazzeo, quando era Procuratore il dottor Toni, da cui dipendeva il piccolissimo carcere della Torre dei Balivi, si davano anche i permessi ai carcerati di uscire, ossia era una cosa un po' a gestione familiare... e anche di uscire, sì, perché... però chi ha visitato quei locali sa che in effetti eravamo fermi ad un livello medioevale. Quando nel 1984 è stato aperto il carcere di Brissogne, in effetti ci siamo trovati di fronte ad un carcere molto diverso, all'epoca addirittura con una sezione femminile che poi nel tempo è stata tolta e devo dire che chi ha visitato questo carcere in momenti di scarsa presenza di carcerati ha visto che si può trattare di un carcere che può diventare anche modello.

Dopo l'indulto nel dicembre 2006, il numero dei carcerati era sceso a 117 persone, mentre negli anni precedenti e poi negli anni successivi si è saliti addirittura fino a 300 persone, oggi credo che il dato sia di 270. Siamo quindi veramente ad un livello incredibile di vita per le persone che sono all'interno, ma soprattutto per le guardie carcerarie che sono anche in una situazione di vivissima difficoltà, per non dire dei volontari, ma anche della Regione che ha siglato quell'accordo, che poi difficilmente viene riempito di contenuti, perché, ad esempio, tutti i corsi di formazione sono difficili da fare; tenendo conto, fra l'altro, che oltre il 90 per cento della popolazione carceraria è rappresentata da una miriade di extracomunitari provenienti praticamente da tutti i Paesi del mondo e ci sono dei problemi di convivenza del tutto evidenti.

Nei giorni scorsi, invitati da un sindacato, con alcuni colleghi, il Presidente Zucchi e il collega Comé, ci siamo recati al carcere di Brissogne e poi so che anche il collega Louvin vi si è recato; questa estate lo stesso Presidente del Consiglio con un'autorevole delegazione, che era frutto di un'iniziativa del Partito Radicale a livello nazionale, si è recato nel carcere.

L'esito di questo documento è un esito di buon senso, porta a dire che una soluzione che attualmente era in corso: quella di una persona come il dottor Mazzeo che una dozzina di anni fa per molti anni aveva retto il carcere con grande competenza e mettendo ordine in una situazione difficile, ebbene in questi mesi ha dimostrato anch'egli una grande capacità... Credo che un'azione congiunta quindi sia estremamente positiva, tenendo conto che il carcere è una realtà con la quale bisogna fare i conti e quindi bisogna sperare e fare in modo che la vita dei detenuti, come giustamente ha ricordato il Consigliere Rigo, in una logica di reintroduzione e reinserimento nella società e di espiazione per così dire della pena in un quadro di civiltà umana e giuridica... bisogna fare in modo che tutta l'organizzazione carceraria non venga aggravata dal problema principe e principale nel carcere di Aosta, che è quello di un sovraffollamento, che lo rende addirittura peggiore della situazione carceraria italiana.

Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.

Zucchi (PdL) - Come è stato appena ricordato dal collega Caveri, nella giornata di giovedì insieme al collega e al collega Dario Comé ho avuto modo di visitare per la prima volta la Casa circondariale di Brissogne. Devo dire che la sensazione è stata certamente di effetto e quindi per me, che era la prima volta che varcavo quelle porte con diverse mandate, diversi percorsi per giungere al nucleo del carcere stesso, è stata anche una sensazione che non ho paura di definire abbastanza forte. Ho avuto la sensazione che all'interno del carcere stesso, al di là di quelle che sono state le situazioni che sono state evidenziate dal collega Rigo, che sicuramente meritano attenzione, la sensazione è che di fatto chi viva in una situazione veramente complessa e quasi per un'ironia della sorte si trovi ad essere carcerato svolgendo il proprio lavoro, è proprio l'agente, che vive in una situazione particolarmente complessa, in una situazione che è stata anche ricordata, resa ancor più difficile dalla presenza, come è stato ricordato, per lo più di cittadini comunitari, extracomunitari, intesi non italiani per via delle nuove integrazioni.

Tralascio quelli che sono stati i miei commenti a livello di sensazione per dire che ho preso atto delle problematiche, peraltro sono delle problematiche correnti che al Ministero di grazia e giustizia sono note, ma che sono croniche: il problema del sovraffollamento nelle carceri è un problema noto. Nella giornata di ieri, avendo avuto modo di essere a Roma, parlando della questione, il problema del sovraffollamento è stato definito come "parlare del problema della pioggia nel mese di novembre", così almeno mi è stato detto. Una cosa sicuramente che è positiva è il fatto che questa risoluzione, che non sapevo venisse effettuata, è sicuramente coadiuvante al lavoro che è già stato posto in essere su richiesta delle stesse organizzazioni sindacali dei lavoratori, che hanno sollevato tali problematiche nella giornata di giovedì. In questo senso, fattomi partecipe delle problematiche che ho potuto constatare de visu, già nella giornata di ieri ho avuto modo di sottolineare al Ministero di grazia e giustizia le problematiche che sono state ricordate oggi con questa risoluzione e che questa iniziativa rende ancora più forte, ed è questo il motivo importante: che possa giungere a Roma, oltre a quelle che sono state già le sollecitazioni fatte nella giornata di ieri, anche ad aiuvandum questa risoluzione, che mi auguro possa essere votata all'unanimità per far sentire, se mai ve ne fosse bisogno - e ce n'è bisogno -, la voce di un intero Consiglio e di tutte le forze politiche, affinché il Ministero di grazia e giustizia sia sensibilizzato sulle cose che effettivamente si possono fare, non certamente sulle questioni del sovraffollamento, che sono comuni, ma nel piccolo riuscire a venire incontro alle esigenze di continuità nella presenza di un direttore che ben conosce la nostra realtà e che mi permetto di dire è stato revocato, perché c'è un provvedimento di revoca in corso che dovrebbe partire dal prossimo mese di novembre, Questa voce di questo Consiglio quindi potrebbe in qualche modo stimolare gli organi competenti, il Ministero e i vari provveditori competenti per materia per ripensare sulla decisione presa, anche alla luce di quella che è una voce di un intero Consiglio regionale che rappresenta la voce di tutta la comunità. Il nostro voto pertanto non può che essere favorevole, perché va ad aggiungersi ad un'iniziativa che è già posta in essere.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Solo per aggiungere due brevissime notazioni a quello che è stato detto: durante questo periodo gli interventi per tenere nella dovuta considerazione sia la situazione degli operatori, che è stata richiamata, laddove abbiamo avuto incontri con i sindacati per vedere cosa era possibile attivare nel merito, sia per quanto riguarda i corsi di formazione... vorrei ricordare che un corso di formazione fatto per la lavanderia non è entrato in funzione per un anno e mezzo perché il Ministero si rifiutava di pagare il contatore, per cui alla fine la Regione ha pagato il contatore, perché ci sembrava assurdo tenere... dico questi piccoli dettagli per dire come anche sulle piccole cose ci si possa inceppare.

Sulla stabilizzazione del responsabile abbiamo ogni tre mesi fatto la lettera, perché ogni tre mesi cambiava il referente; anche quando facevamo le commissioni specifiche sui problemi del sistema carcerario, regolarmente veniva un interlocutore diverso che doveva sentire le stesse cose dette tre mesi prima, questo è andato avanti regolarmente. Ad oggi quindi credo ben venga, come è stato detto, questa ulteriore sollecitazione, anche se le risposte continue del Ministero erano che noi non abbiamo personale che possa essere individuato come referente definitivo per il problema del carcere di Aosta. Ci auguriamo che questa risoluzione faccia il miracolo di sbloccare tale situazione, perché sicuramente noi riconosciamo nel periodo e nell'attività svolta dal dottor Mazzeo un fatto importante, però deve dare continuità, altrimenti torniamo daccapo. Voteremo quindi, come è stato detto, la risoluzione.

Presidente - Se non vi sono altri interventi, pongo in votazione la risoluzione:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 29

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Cari colleghi, essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale.

La seduta è tolta.

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La réunion se termine à dix-neuf heures et cinquante-cinq minutes.