Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 808 du 21 octobre 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 808/XIII - Interpellanza: "Riconoscimento agli operatori del settore di una remunerazione differenziata per la produzione di latte di qualità".

Interpellanza

Vista l'importanza che da sempre viene attribuita nella nostra realtà sociale ed economica alla produzione del latte per remunerare in modo equo gli operatori del settore;

Vista la volontà di premiare la qualità del latte prodotto, concretamente attuata con le Misure del Piano di Sviluppo rurale che per 5 anni hanno consentito ai caseifici aderenti al progetto "latte Qualità" di distribuire incentivi specifici a questo scopo;

Constatato che ciononostante la remunerazione del latte ai produttori in questi stessi anni invece di aumentare è spesso diminuita, soprattutto per coloro i quali conferiscono a cooperative di trasformazione;

Constatato che recentemente alcune cooperative hanno deciso, per migliorare i risultati gestionali, di affidare ad altri soggetti la fase di trasformazione;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore all'Agricoltura e Risorse Naturali:

1) affinché illustri al Consiglio se la remunerazione differenziata per incentivare la qualità del latte destinato a produrre Fontina DOP sia ancora applicata e con quali modalità;

2) affinché illustri quale risulti essere attualmente il prezzo medio, minimo e massimo del latte conferito a cooperative e privati trasformatori al netto dei costi di trasporto;

3) per conoscere quale sia il giudizio dell'amministrazione rispetto al fatto che cooperative di trasformazione del latte degli associati, per loro stessa natura giuridica destinate a questo scopo, affidino a terzi la gestione proprio di questa fase;

4) per sapere se sia a conoscenza di episodi di remunerazione del latte destinato a produrre Fontina DOP marcatamente inferiore rispetto ai prezzi correnti del mercato nazionale per latte a destinazione generica e quali iniziative, nell'ambito delle proprie funzioni, si intendono porre in essere affinché agli operatori del settore sia riconosciuta una remunerazione più equa.

F.to: Chatrian - Giuseppe Cerise

Président - La parole au Vice-président Chatrian.

Chatrian (VdAV-R) - Merci, M. le Président.

Assessore, con questa interpellanza volevamo conoscere nel dettaglio, la prospettiva, visto che l'analisi della situazione in parte la conosciamo. Un settore, ne parleremo nel primo pomeriggio, in difficoltà, un settore che ha l'acqua alla gola, usando forse un'espressione persino troppo gentile.

Visti gli sforzi fatti, visti gli incentivi messi in campo, viste le misure inserite, viste le programmazioni di questi ultimi anni ed i relativi nuovi regolamenti, il piano di sviluppo rurale passato ed il nuovo, e non solo, ci sembra che qui sia in gioco la politica della Regione verso questo settore, politica che a nostro avviso è non poco chiara. Vorremmo avere qualche informazioni in più proprio da lei, legata all'applicazione e alle modalità da una parte, per la remunerazione del prodotto principe, a monte, il latte, i suoi parametri, le sue difficoltà, e poi soprattutto la valutazione di questa Amministrazione, vista la situazione. Oltre a tale valutazione, vorremmo conoscere soprattutto le iniziative, gli intendimenti, che si vogliono apportare verso questa difficoltà, prendendo atto che siamo in un momento particolare dove non c'è offerta in esubero, (e questo è già un messaggio che ci deve far riflettere), in cui il prodotto... non è assolutamente in esubero e i magazzini non sono pieni.

Detto questo, aspettiamo da lei delle risposte possibilmente chiare, dirette e anche un po' concrete, se possibile.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Vedrò di essere il più possibile chiaro e soprattutto di fornire degli elementi oggettivi per valutare la situazione.

Al primo quesito, riguardante "la remunerazione differenziata per incentivare la qualità del latte", è importante dire che il progetto "latte Qualità" gestito dall'Assessorato agricoltura è terminato con la campagna lattiero-casearia 2007-2008 e non è più possibile procedere ad un suo rifinanziamento, in quanto non più compatibile con le vigenti normative comunitarie. La remunerazione differenziata del latte in base alla qualità è tuttora attuata da 11 caseifici cooperativi sui 17 presenti in Valle e da un caseificio privato. È importante dire che chi non effettua questo pagamento differenziato sono soprattutto i caseifici di piccole dimensioni, come Gressan, Pollein, Ollomont. Effettua la remunerazione differenziata in base alla qualità anche la Centrale Laitière, a titolo di informazione. Il pagamento avviene sulla base dei valori dei principali parametri analitici del latte: tenore di grasso, tenore di proteine, cellule somatiche, coliformi e proteolitici. Questi sono gli indicatori oggettivi che vengono presi in considerazione, utilizzando opportune griglie e tabelle di punteggio che sono stabilite in maniera indipendente da ciascun caseificio.

Punto due: "quale risulti essere attualmente il prezzo medio, minimo e massimo del latte conferito", anche qui fornirò dei dati. Con riferimento alle società cooperative il prezzo medio del latte al netto dei costi di trasporto per la campagna 2007-2008, l'ultimo dato aggiornato, è di 0,50 euro/litro, con un valore massimo di 0,57 euro/litro e un valore minimo di 0,45 euro/litro. Questi sono i dati forniti dalla Fédération des coopératives valdôtaines. Il prezzo medio liquidato dai caseifici privati è stimato in 0,52 euro/litro, quindi leggermente superiore.

Punto tre: "per conoscere quale sia il giudizio dell'amministrazione rispetto al fatto che cooperative di trasformazione del latte degli associati... affidino a terzi la gestione proprio di questa fase", sono due le cooperative di produttori latte sul totale delle 17 presenti in Valle d'Aosta che hanno affidato la fase di trasformazione ad altri soggetti. Questa esternalizzazione dell'attività di trasformazione, che rientra nelle normali e possibili operazioni di natura contrattuale, è collegata a ristrutturazioni e riorganizzazioni messe in atto a fronte di situazioni critiche a livello gestionale ed economico. In entrambi i casi l'esternalizzazione dell'attività di trasformazione è avvenuta a favore di una cooperativa di grado superiore, della quale le cooperative primarie e gli allevatori aderenti sono soci.

Punto quattro: "per sapere se sia a conoscenza di episodi di remunerazione del latte destinato a produrre Fontina DOP marcatamente inferiore rispetto ai prezzi correnti del mercato nazionale per latte a destinazione generica e quali iniziative, nell'ambito delle proprie funzioni, si intendono porre in essere affinché agli operatori del settore sia riconosciuta una remunerazione più equa". Si può rispondere in questo modo: non si hanno informazioni riguardanti pagamenti di latte destinati a fontina DOP significativamente inferiori ai prezzi di mercato nazionale per il latte a destinazione generica. Cito alcuni dati a supporto di questo. Per contro, si forniscono alcuni esempi di quotazione del latte crudo alla stalla a destinazione generica, ovvero destinato a latte alimentare. La quotazione media del 2009 in Lombardia è di 0,33 euro/litro; recentemente è stato siglato un protocollo d'intesa che durerà fino a marzo 2010 e che fissa il prezzo base a 0,31 euro/litro. In Piemonte - parlo delle realtà più vicine - la quotazione si aggira attorno a 0,38 euro/litro. Nel Rhône-Alpes e in Baviera le quotazioni sono rispettivamente pari a 0,27 euro/litro e 0,25 euro/litro. Si cita infine la remunerazione media del latte destinato alla produzione del Parmigiano Reggiano DOP che, nell'anno in corso, risulta di circa 0,30-0,40 euro/litro. Tutte queste quotazioni risultano inferiori alla quotazione media di 0,50 euro/litro destinata a produrre fontina nel circuito delle cooperative.

Ciononostante, considerate le innumerevoli difficoltà del nostro settore zootecnico e le complessità legate alla produzione del latte in un territorio montano qual è quello valdostano, non si può considerare congruo il livello di remunerazione raggiunto ed è pertanto necessario impegnare tutte le risorse a disposizione, affinché si riesca ad ottenere un livello di remunerazione adeguato. A tale scopo l'Amministrazione è impegnata su due fronti: da un lato, nell'impegno ad utilizzare nel modo più appropriato gli strumenti messi a disposizione dalle attuali normative comunitarie, PSR, aiuti di Stato, compreso il decreto anticrisi di cui di recente sono stati approvati i criteri applicativi; dall'altro, nel farsi attiva portavoce presso la Commissione europea delle esigenze peculiari dell'agricoltura di montagna. Per quel che riguarda il decreto anticrisi è evidente che il fatto di intervenire sui costi delle cooperative, come si è visto, non può che avere un effetto benefico anche su quella che è, al netto, la remunerazione del latte conferito.

In merito invece alla prospettiva del futuro, dobbiamo lavorare - ne abbiamo discusso recentemente anche in questa sede - in funzione della prossima programmazione. È in atto un rapporto di reciproca collaborazione con altre realtà simili alla nostra, ne abbiamo parlato lo scorso Consiglio; fra l'altro credo che sia stato condiviso da tutti il fatto di procedere in questa direzione, al fine di predisporre degli strumenti che siano utili per raggiungere lo scopo di avere un maggior ritorno economico per i produttori di latte, in quanto alcune delle misure ipotizzate in questa risoluzione di cui abbiamo discusso la volta scorsa ed è stata approvata da tutto il Consiglio, sortiscano degli effetti positivi.

Un solo dato che non avevo citato prima - ricordo che in Valle d'Aosta siamo stati in controtendenza rispetto ad un trend purtroppo negativo per tutto il comparto a livello generale, si parla in questi giorni di dimostrazioni a Bruxelles di agricoltori, sempre tutto legato al prezzo del latte -: la cooperativa quest'anno ha potuto riconoscere ai conferitori un non magari molto elevato... ma un significativo segnale di controtendenza che è quello di riconoscere un prezzo maggiore per il prezzo della fontina.

Président - La parole au Vice-président Chatrian.

Chatrian (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Assessore, lei è stato molto chiaro nelle risposte.

I nostri intendimenti erano di fare non solo il punto della situazione, ma erano intendimenti anche futuri. Lei ha citato dati nel settore privato e dati nel settore cooperativistico. Qualche considerazione per quanto riguarda i punti uno e due, sulle tabelle, sulle oggettività degli indicatori e poi sui costi.

Abbiamo qualche sentore... lei ci ha dato dei parametri, delle medie, ci sembra che questa differenza sia più marcata fra il settore privato e il settore cooperativistico. Entrerei in dettaglio su questo legato al ruolo, al percorso, alla via che agli albori si era messo nero su bianco, a questo ruolo sociale legato al territorio, lo abbiamo detto più volte in questo Consiglio, legato all'ambiente, all'abitare in montagna e soprattutto alle difficoltà che ne conseguono. Questo ruolo ci sembra un po' messo in discussione, soprattutto dal fatto che forse le cooperative avevano quel ruolo di trasformazione e di conferimento e non di acquisto del latte. Su questo vorrei soffermarmi perché sono due concetti diversi, privatistici, da un lato, e, dall'altro, cooperativistici, ma sono nettamente diversi: uno è un conferire e l'altro è un acquistare. Ci sembra che l'indirizzo vada nel senso di incentivi a detrazione, questa è l'asticella e da lì si inizia a scendere. È una considerazione che vorrei fare proprio in seguito alle sue risposte.

Per quanto riguarda la natura contrattuale, lei diceva nella risposta numero tre che sono dei contratti fra cooperative, con la cooperativa più piccola piuttosto che con la cooperativa più ampia; ci sembra che ci siano delle condizioni diverse da cooperativa a cooperativa di natura contrattuale, di dettaglio di valori e di prezzi.

Lei prima parlava di prezzo della Fontina, che è il termine della filiera. Capiamo il termine della filiera, qui siamo all'inizio della filiera: al prezzo del latte; capiamo il termine, ma facciamo qualche passo indietro e andiamo al valore della materia prima, del latte e, legandomi al nostro quesito numero quattro, dove si chiedevano quali erano le iniziative, e se si era a conoscenza di episodi di remunerazione del latte destinato a produrre fontina DOP marcatamente inferiore rispetto ai prezzi correnti... siamo a conoscenza che questi valori in certi casi sono nettamente più bassi dei valori che lei ha citato! Mi spiace che lei non ne sia a conoscenza, ma noi siamo a conoscenza che ci sono dei casi in cui questo latte conferito e destinato a produrre fontina DOP è marcatamente inferiore ai dati che lei ha citato in maniera chiara e dettagliata: Lombardia, Piemonte piuttosto che Rhône-Alpes. Siamo un po' preoccupati che lei ci dica che non ne è a conoscenza e che non si sia messo in campo, con nessuna iniziativa; non è che nella risposta alla nostra di iniziativa ci si aspettasse un'iniziativa puntuale e dettagliata, ma ci fa strano il fatto che lei non sia a conoscenza di questi fattori e di queste mancanze! Grazie.