Objet du Conseil n. 806 du 21 octobre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 806/XIII - Interpellanza: "Interventi per la soluzione dei problemi relativi all'assegnazione a sedi estere di personale docente dei ruoli regionali".
Interpellanza
Appreso che, a distanza di un anno, dopo le interrogazioni presentate dal Partito Democratico nel luglio 2008 e nell'ottobre 2008, riguardo alla questione della "Destinazione all'Estero di personale docente appartenente ai ruoli della regione Valle d'Aosta", la situazione non solo non è migliorata ma anzi, come denunciato da alcune organizzazioni sindacali di categoria, è addirittura peggiorata;
Acclarato che i docenti della Valle d'Aosta, pur appartenendo ai ruoli regionali, sono soggetti alle stesse norme di stato giuridico del corrispondente personale docente dello Stato (DPR n. 861/75) e che, in analogia alla situazione nazionale, per garantire parità di opportunità, la Regione Autonoma Valle d'Aosta ha finora consentito al proprio personale della scuola di partecipare alla procedura concorsuale per l'assegnazione dei docenti alle scuole europee ed italiane all'estero e, quindi, in caso di esito positivo del concorso e di posizione utile in graduatoria, di essere assegnati a sedi estere;
Ravvisato che normalmente l'assegnazione a sedi estere prevede un collocamento fuori ruolo, a disposizione del MAE con un apposito Decreto dello stesso Ministero, di concerto con il MIUR, ma a farsi carico degli oneri finanziari è stata fino ad oggi la Regione Autonoma Valle d'Aosta;
Visto che di fatto il personale docente, dirigente e ispettivo della Regione Autonoma Valle d'Aosta appartiene ai ruoli regionali e si trova ad operare per Istituzioni e scuole italiane all'estero, a disposizione dei suddetti Ministeri, non è accettabile che gli oneri ricadano sulla Regione Autonoma Valle d'Aosta, oneri resi ancora più gravosi dall'attribuzione dello "stipendio metropolitano" e dalla necessità di ricorrere a personale supplente in loco;
Ribadito nuovamente che sia del tutto legittimo e auspicabile che l'Amministrazione regionale richieda, come un atto dovuto, al MIUR di farsi carico del pagamento di personale "prestato" dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, per scopi istituzionali definiti dalle disposizioni della Repubblica Italiana;
Riconosciuto però quanto sia utile e formativa per il nostro personale l'opportunità di crescita professionale offerta dal distacco all'estero e come sia importante mantenere in vigore questa condizione;
Attesa dunque l'urgenza di una procedura concordata con i Ministeri competenti per trovare una soluzione che non arrechi danno economico e giuridico ai docenti e ai dirigenti interessati da tali provvedimenti e non faccia incorrere l'Amministrazione regionale in spese indebite di risarcimento danni;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere se intenda:
1) limitare definitivamente l'accesso all'esperienza professionale di insegnamento in una scuola europea o italiana nelle sedi estere al personale della scuola valdostana;
2) rimuovere gli ostacoli burocratici che si frappongono alla soluzione auspicata dalla larga maggioranza della scuola valdostana che chiede l'accordo con i Ministeri competenti.
F.to: Donzel - Rigo
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, si tratta di un argomento non nuovo, un argomento che è stato già sollecitato forse anche da altri gruppi, ma in particolare dal nostro, l'anno scorso, in ben due interrogazioni. È un argomento in cui si è trovata sempre una sintonia anche con la posizione dell'Amministrazione regionale, ma che noi non potevamo non richiamare all'attenzione di questo Consiglio, perché a distanza di un anno e con responsabilità che, a mio avviso, per quanto ho potuto appurare, non stanno tanto nell'Amministrazione regionale, ma stanno nell'atteggiamento del Ministero dell'istruzione nazionale che definire "irresponsabile", direi "superficiale", è dire poco!
Si tratta di una questione - l'abbiamo già sollevata in aula - che riguarda la possibilità che hanno i docenti valdostani di poter partecipare ai consorzi istituiti dal Ministero degli esteri, dal MAE, che consentono di essere inseriti in graduatorie per insegnare nelle scuole italiane all'estero. Naturalmente è un'esigenza dello Stato italiano, quella di promuovere questo tipo di scuole all'estero per mantenere un contatto con i cittadini italiani, e i nostri insegnanti della Valle d'Aosta hanno spesso risultati molto brillanti in queste prove di conoscenza della lingua straniera, sia francese che inglese, una cosa che non può che onorarci. Spesso denigriamo molto la competenza, la conoscenza del bilinguismo in Valle d'Aosta; invece, dai risultati che vengono da queste prove nazionali, sicuramente è ragione di orgoglio poter dire che i valdostani che partecipano a questi concorsi hanno sempre degli esiti brillanti. Quindi si collocano nelle prime posizioni di queste graduatorie e ciò dà loro la possibilità di essere chiamati ad insegnare in una scuola italiana, in una scuola europea all'estero.
Si tratta di posizioni di prestigio, di posizioni anche particolarmente favorevoli dal punto di vista remunerativo, perché oltre allo stipendio base - stipendio cosiddetto "metropolitano" - c'è una compensazione per la distanza, per le spese che si hanno ad affrontare il tenore di vita nei paesi lontani dall'Italia, quindi il Ministero degli esteri eroga una retribuzione aggiuntiva. Questo spiega anche le ragioni che spingono molti ad avere un'esperienza professionale qualificante dal punto di vista della professione, ma anche che offre un riconoscimento economico significativo. Nell'accesso a questi ruoli è stato sempre consentito, fino a qualche anno fa, da parte dell'Amministrazione regionale, la quale ha posto un diniego nel momento in cui il Ministero della pubblica istruzione - che dovrebbe erogare quella parte di stipendio, cosiddetto "stipendio metropolitano" riguardante lo stipendio base dell'insegnante - si è rifiutato di rimborsare l'Amministrazione regionale per questa parte di competenza; quindi correttamente l'Amministrazione ha sollecitato questo problema.
Ora siamo a distanza di un anno dall'interrogazione dello scorso anno e dagli impegni presi dall'Amministrazione di risolvere questo problema; sappiamo che l'Amministrazione si è attivata, ma non c'è a mio avviso una volontà politica da parte del Ministro Gelmini di riconoscere questo passaggio, soprattutto dal punto di vista tecnico-burocratico... naturalmente queste informazioni non le ho, ma mi risulta che sia tutto bloccato negli uffici del Ministero di viale Trastevere, quindi che non si riesca a sbloccare questa situazione... gli insegnanti vengono utilizzati, la corresponsione del loro stipendio non arriva alla Valle d'Aosta, che fra l'altro si è addirittura impegnata ad erogare in anticipo la retribuzione ai docenti valdostani e di accettare successivamente il rimborso da parte nazionale, ma nonostante questa disponibilità a livello nazionale il ministero non dà risposte concrete!
Il risultato qual è? È che, spinti dalla legittima aspirazione ad occupare un posto di prestigio, spinti dalla legittima aspirazione, credo che nessuno neghi la legittima aspirazione ad avere un compenso retributivo maggiore e anche una posizione pensionistica di altro tenore, gli insegnanti della Valle d'Aosta coinvolti in questa vicenda hanno proceduto per via legale per tutelarsi da questo punto di vista. Però si è innescata una procedura legale, che rischia di compromettere questo che ritengo un importante istituto e un'importante possibilità per la Valle d'Aosta.
Mi risulta che finalmente si mette in moto anche la Commissione paritetica; non so se questo argomento che magari è ritenuto di minore importanza per chi potrà adire in quell'alto consesso, ma effettivamente è tempo che questa cosa si sblocchi, è tempo che il Governo regionale si faccia sentire presso il Ministero della pubblica istruzione, perché questa procedura deve essere risolta e risolta non nel senso che si affonda tutto, ma in modo tale che i nostri insegnanti possano accedere a questo percorso. Si potrà poi valutare, in sede anche di contrattazione locale, di contrattazione con il ministero, di provare a immaginare dei contingenti; non so quali formulazioni si potranno trovare, ma sicuramente questa situazione così com'è oggi non è accettabile, tanto più che ci stiamo perdendo in un contenzioso che, secondo me, rischia di essere dannoso sia per gli insegnanti, sia per l'Amministrazione regionale.
Président - La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Laurent Viérin.
Viérin L. (UV) - Merci, M. le Président. Avant d'aborder la question, j'aimerais apporter quelques précisions.
L'article 2 du décret qui a été cité, n° 861/1975, indique que - pour ce qui est du statut juridique, de leur traitement économique, de leur progression en carrière - les dirigeants et le personnel enseignant relavant du cadre régional de la Vallée d'Aoste sont soumis aux mêmes règles que le personnel des divers établissements repartis sur le territoire italien.
Me semble-t-il de rappeler que si toutes les dispositions y afférentes figuraient auparavant dans le décret du Président de la République n° 417/1974, certaines se trouvent aujourd'hui dans la partie III du décret législatif du 16 avril 1994 et d'autres, dans les chapitres II et IX de la convention collective des enseignants, qui a été signée en novembre 2007. J'y tiens à faire remarquer que ces textes ne renferment aucune disposition concernant la nomination d'enseignants - voilà un premier problème - à des postes situés à l'étranger et, par conséquent, aucune indication quant à un droit spécifique qui pourrait être garanti à ceux-ci. Il s'ensuit que la réglementation relative aux nominations à l'étranger ne relève pas expressément des dispositions inhérentes au statut juridique du personnel national, dispositions qui, en vertu de l'article 2 du décret n° 861/19975, s'applique également au personnel relavant du cadre régional de la Vallée d'Aoste.
Malgré tout, étant donné que plusieurs enseignants de la Région avaient été admis par l'Etat à participer à cette sélection en vue de la nomination à l'étranger, comme Assessorat nous avions décidé par le passé de prendre certaines mesures à caractère exceptionnel en présupposant que les frais y afférents auraient été remboursés par l'Etat dans un second temps et à un certain moment donné nous avions trouvé un accord, là vous savez qu'il s'est établi et s'est étalé sur deux ministères. Sur cette base, nous avions autorisé, au cas par cas, la mise en position hors cadre desdits enseignants pour que ceux-ci puissent éventuellement bénéficier des avantages liés à cette sélection. Entre parenthèses, je souligne que, contrairement à ce que vous dites, nous n'avons jamais autorisé le personnel au préalable. Le personnel a participé à cette procédure de sélection en vue de cette nomination et nous avons été mis à connaissance de ces choses a posteriori. Il s'agit d'une procédure interne, gérée directement par le Ministère des affaires étrangères et, pour y participer, le personnel ne doit demander aucune autorisation, ni à l'Assessorat, ni aux établissements scolaires pour les autoriser, donc la procédure était correcte. Donc c'est une question des ministères, là nous nous étions activés et un ministère nous avait répondu que c'était l'autre ministère - c'est-à-dire celui de l'éducation - qui aurait dû payer et s'engager à s'activer pour cela.
Il est à aujourd'hui désormais impossible d'avoir recours à cette solution qui avait été adoptée à titre exceptionnel et qui n'est plus justifiable d'un point de vue légal pour les raisons que je viens de vous citer pour ce qui nous concerne: un, les administrations compétentes de l'Etat ont refusé de rembourser la Région, pour ce qui est des frais qu'elle a soutenu au titre de traitement économique métropolitain d'une vingtaine d'enseignants, qui ont été nommés à l'étranger au fil du temps (là on parle de 3 millions d'euros) et, d'autre part, de mettre au point, de concert avec cette dernière, un mécanisme de transfert temporaire à la charge de l'Etat du personnel régional appelé à travailler à l'étranger, ce qui pourrait donner solution à ce que vous disiez.
Deuxième chose: le nombre d'enseignants de la Région qui décident de participer à cette procédure de sélection nationale n'est pas fixe, donc elle pouvait augmenter ou diminuer, c'est là aussi une incertitude, et elle est proportionnelle au personnel dont dispose l'Etat largement plus élevée.
Troisième chose: du fait des contraintes introduites par le pacte de stabilité interne les dépenses additionnelles qui ne sont pas expressément étayées par des textes de loi sont désormais injustifiables, on nous a répondu ça de Rome.
Quatre: les frais supportés par l'Administration régionale - en raison du séjour à l'étranger des enseignants jusqu'ici nommés dans ce cadre - sont disproportionnés par rapport aux avantages que les écoles de la Région retirent. Ce que vous citiez se passait à l'époque, mais aujourd'hui ce n'est plus vraiment comme ça, dans la mesure où la moitié seulement des titulaires revenus de l'étranger a effectivement repris son activité didactique. L'investissement de la Région donc n'a pas pu être d'une utilité que l'on espérait, que vous espérez aussi, pour offrir aux enseignants des avantages d'ordre pédagogiques, didactiques et de ressort du monde de l'école: ça pour la prémisse.
Par contre, ce qu'on peut faire, il nous faut attendre, parce que vous savez qu'il y a un contentieux, que la justice tranche définitivement sur ce contentieux ouvert pas les enseignants. Indépendamment de cela, l'Administration envisage sans réserve la possibilité de conclure un accord avec l'Etat pour que le personnel régional puisse, lui aussi, être nommé à l'étranger, à la condition toutefois que sur la question des dépenses il y ait un accord; si les dépenses sont à faire sur le budget de l'Etat pour ce qui est juste, car c'est quelque chose qui dépend d'eux, nous serons d'accord sur cette chose, comme d'ailleurs le prévoient les dispositions spécifiques en ce domaine (c'est la partie V du décret législatif n° 297/1994 et le chapitre X de la convention collective que je vous citais).
L'Administration a demandé à plusieurs reprises la mise au point d'un accord de ce type et a même proposé à l'Etat une solution concrète fondée sur des bases juridiques. Il est clair que cet accord ne pourra jamais être trouvé sans l'apport des deux ministères compétents et que ceux-ci ont de fait, à aujourd'hui, démontré concrètement leur indifférence totale à cet égard, en dépit des multiples rencontres organisées à ce propos avec la participation des Parlementaires (aussi nous avons là demandé la disponibilité des Parlementaires) et le soutien direct des organisations syndicales et aussi du monde de l'école, qui se sont engagés sur ce dossier.
Nous considérons donc qu'il est de notre devoir, comme Administration, de poursuivre les tentatives de médiation avec le Ministère de l'éducation, d'un côté, et celui des affaires étrangères, de l'autre, et on espère que ce dernier fera preuve d'un peu plus d'esprit de collaboration. Voilà.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Ringrazio l'Assessore, perché soprattutto nella parte conclusiva ha ribadito l'intenzione ferma di smobilitare un ministero abbastanza indifferente alla situazione regionale, cioè che utilizza il nostro personale, ma in alcun modo riconosce questo fatto.
Vorrei puntualizzare due cose. Nel mio intervento, qui, oggi, mai ho fatto riferimento alla parola "diritto", lei ha parlato di aucun droit est dû; ho parlato spesso di aspirazione, perché non volevo venir qui a rivendicare un diritto, ma la legittima aspirazione in un quadro professionale in cui solo uno su mille diventa dirigente, in cui si è a vita, dal primo giorno, sempre, nella stessa posizione. Credo che molti capiscano che là dove ci sono "possibilità", fra virgolette, di crescita di carriera, questo fa sì che ci sia una mobilità anche dentro un'attività professionale che è abbastanza paralizzata. Una volta si insegnava per 19 anni 6 mesi 1 giorno, oggi lo si deve fare per 40 anni, quindi che ci siano possibilità di progressione della propria esperienza professionale la giudico una cosa assolutamente utile, perché ciò avviene in moltissimi altri lavori, soprattutto di concetto.
Un'altra piccola questione tecnica è: on n'a jamais autorisé le personnel au préalable; vorrei dire che questo personale fa una domanda di permesso per accedere al concorso alla Sovrintendenza agli studi che autorizza questo personale a partecipare al concorso. È chiaro che non è un'autorizzazione che porti a dire: bravo, fai il concorso, se lo vinci, vai; però la sovrintendenza... se questo personale non va in giorno libero, cosa che è abbastanza rara, è obbligato a fare domanda - faccia un verifica, Assessore, se ho detto una cosa errata - perché spesso per recarsi a Roma bisogna stare almeno via due giorni ed è difficile che l'esame sia fatto di domenica, è fatto in orario di scuola, quindi il personale fa domanda e l'Amministrazione sa che questo personale sta andando a Roma a fare questo esame. Che poi sia giusto che questo esame lo facciano o no, sono d'accordo con lei: la cosa non è definita.
Sarei dell'avviso che nella nostra realtà si riuscissero a trovare gli elementi giuridico-contrattuali per definire dei contingenti, perché non possiamo immaginare che la maggior parte dei nostri insegnanti vanno via dalla scuola e vanno all'estero, perché sono bravi, e noi, qui, ci mettiamo supplenti che spesso sono senza titolo! Quindi è un argomento di grande complessità, molto delicato, che non va trattato in modo superficiale, è il motivo per cui non ho usato la parola "diritto", ed è per questo che spero che questo confronto con il ministero possa risolversi in modo positivo dal punto di vista economico per quanto ci riguarda, anche perché vorrei capire se la Corte dei conti potrebbe contestare alla Valle d'Aosta che spende dei soldi per pagare degli insegnanti che vanno ad insegnare per lo Stato italiano... sarebbe ridicolo! Se queste sono le spese illegittime, siamo alla follia! Ma è assolutamente legittimo che lo Stato riconosca l'intervento della Valle d'Aosta e ci ridia indietro quei soldi.
Ribadisco, non è solo una questione di dare via libera a tutti gli insegnanti valdostani, ma dovrebbe essere l'occasione anche per affrontare la questione del contingente, quindi anche la questione che dice lei: non sappiamo quanti vanno a fare questo esame. È vero, potrebbero andarci tutti, sarebbe una follia; immaginiamo se i cento insegnanti della Valle d'Aosta decidessero di andare a Roma a fare un concorso... cosa facciamo? Restiamo senza insegnanti per un giorno? Ci vogliono delle regole; allora, la questione che si è aperta adesso per una questione economica può essere l'occasione per andare a chiarire meglio questi aspetti. Grazie.
