Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 334 du 28 janvier 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 334/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'applicazione ai dipendenti del comparto regionale della norma riguardante le assenze per malattia, di cui alla legge n. 133/2008".

Interpellanza

Evidenziato che in data 25 giugno 2008 il Governo nazionale ha approvato il decreto n. 112/08 recante: "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito in Legge n. 133 del 6 agosto 2008 e in particolare l'articolo 71 "Assenze per malattia e per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni" commi 1, 2 e 3, contiene disposizioni inerenti l'applicazione del diritto all'assenza per malattie dei dipendenti pubblici;

Preso atto che il provvedimento e la sua applicazione ha evidenti impatti sulla finanza pubblica;

Evidenziato che in Valle d'Aosta risulterebbe applicato dai soli comparti Sanità e Scuola e non dall'intero comparto pubblico;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale al fine di conoscere:

1) i dati riferiti all'applicazione in Valle del suddetto provvedimento in riferimento alle assenze del medesimo periodo luglio-agosto-settembre-ottobre-novembre-dicembre 2008 su 2007;

2) se risulta vero che il comparto regionale non ha applicato tale dispositivo e chi ha assunto la responsabilità di tale eventuale "non applicazione" di un provvedimento di chiara indicazione finanziaria, atta a produrre risparmi di spesa nel bilancio regionale;

3) gli intendimenti della Giunta circa l'applicazione del provvedimento 112/08 e in particolare dell'articolo 71 commi 1, 2 e 3.

F.to: Lattanzi - Benin

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie, Presidente. Ringrazio anche il Presidente Rollandin per la disponibilità di anticipare l'ordine del giorno.

Torno su Brunetta. Qualcuno si chiederà: come mai torniamo su Brunetta, quando ci sarà la possibilità di discutere della "Brunetta" e dei suoi effetti in Valle d'Aosta fra qualche ora, quando discuteremo della proposta di legge 13 della Giunta, chiamata "Brunettina"? La risposta è semplice: perché quando abbiamo presentato questa interpellanza non era certo che l'on. Caveri avrebbe avuto modo di presentare questa proposta in questo Consiglio, e poi perché riteniamo che questa interpellanza abbia il merito di portarci su due questioni importanti, utili al dibattito che faremo sulla proposta regionale. La prima questione è avere maggiore conoscenza di alcuni dati che, nonostante il lavoro proficuo delle commissioni ancora ci mancano, quindi potrebbe essere questa l'occasione di avere i dati dell'effetto dell'applicazione della "Brunetta" nei comparti scuola e sanità, sui quali è stata applicata essendo comparti che fanno riferimento alla contrattazione nazionale.

La seconda questione è quella di affrontare un tema che a me è apparso immediatamente enorme, ovvero l'applicazione delle leggi di rango nazionale e regionale piuttosto che comunale. Ho avuto modo di evidenziare subito ai colleghi in commissione come ci fosse un conflitto di competenza legislativa, perché se è vero che la nostra Regione può avere il diritto costituzionale di fare una propria proposta, ammesso che trovi accoglimento sia in questo Consiglio che alla Corte costituzionale, rimane irrisolta una domanda che per strada mi fanno gli operatori della sanità e della scuola, comparti che hanno applicato questa norma, ma anche i cittadini verso i quali questa norma è stata fatta. Non dobbiamo infatti dimenticare che lo spirito con cui il Ministro Brunetta ha partorito il decreto 112, convertito nella legge 133 per gli articoli che lo competono, articoli 71-72, va nella direzione di rendere maggiormente efficiente e meno costosa la macchina statale, regionale, provinciale, di tutti gli enti dell'apparato pubblico.

A testimonianza che questa non è solo un'operazione contro i fannulloni, ma a favore delle persone che lavorano bene nel pubblico impiego, c'era il titolo della conferenza stampa con la quale il Ministro Brunetta presentò quel decreto: "non solo fannulloni", perché le prime misurazioni dell'applicazione di quel decreto evidenziavano, con dati che pervenivano anche dalla nostra regione, che i primi effetti nei mesi luglio, agosto, settembre, ottobre dell'applicazione di questa normativa erano quelli di un notevole risparmio in termini economici e di una maggiore presenza sul posto di lavoro dei dipendenti pubblici, i quali forse avevano un poco abusato del diritto - ripeto: diritto - di assenza per malattia. Infatti i numeri delle presidenze dei consigli dei ministri e dei ministeri erano a meno 44 percento di assenze, gli organi costituzionali e di rilievo costituzionale meno 35 percento di assenze, pubbliche amministrazioni centrali meno 43 percento di assenze, enti e istituzioni di ricerca meno 45 percento di assenze, le Regioni (con i dati forniti anche dalla nostra Regione) meno 43 percento di assenze, amministrazioni provinciali meno 49 percento di assenze, comunali meno 44 percento di assenze, ASL meno 47 percento di assenze, aziende ospedaliere pubbliche meno 43, enti nazionali di previdenza ed assistenza meno 35, per una media totale in Italia di meno 44. Cioè il 44 percento degli assenti dell'anno precedente non erano più assenti per malattia l'anno successivo, dopo l'introduzione di questa norma che disincentivava.

Dico subito, perché condividevo alcune delle riflessioni che faceva il collega Donzel stamani, che la "Brunetta" è una legge in evoluzione, non è una legge perfetta. È una legge che ha dato un segnale molto importante in termini politici, di come questo governo e i governi degli enti ai vari livelli che l'hanno sostenuta vogliono dare alla popolazione che lo richiede con il proprio voto democratico una rigorosità, un rispetto delle risorse che i cittadini pagano e i servizi che i cittadini hanno diritto di ottenere. In termini di risorse soltanto nei primi tre mesi di quella misurazione, il risparmio per le amministrazioni era stato di oltre 40 milioni di euro solo per quel trimestre.

Noi oggi siamo qui per capire cosa è successo in Valle d'Aosta in termini di numeri nei comparti sanità e scuola, numeri che ancora non abbiamo e siamo curiosi di sapere come da ottobre in avanti è proseguita questa misurazione. Spero che questa interpellanza ci dia gli argomenti per poter dibattere meglio la "Brunettina" regionale. Chiedo al Presidente di illustrarci le posizioni rispetto a queste cose. L'interpellanza pone tre domande: i dati, perché gli enti regionali non hanno applicato inspiegabilmente una legge dello Stato che è in vigore dal 25 luglio; chi si è assunto la responsabilità di non applicarla, perché è come se la Regione emanasse una legge regionale per i Comuni e il Comune di Aosta decidesse di non applicarla, perché crede di avere dei conflitti legislativi, per i quali però ci sono sedi idonee per discuterne. Mi sembrerebbe abnorme che il Comune di Aosta, o qualunque altro Comune della valle, non applicasse una legge regionale. Mi è sembrato strano che in un grande silenzio molti comparti del lavoro pubblico in regione non abbiamo applicato: c'è stato il Comune di Aosta che ha tentato di applicarla e poi ci ha ripensato, forse su input politico o in attesa di chiarimenti, certo è che a noi ha sorpreso molto. Quindi vorremmo sapere chi ha assunto la responsabilità politica o dirigenziale di non applicare questa norma, che è una norma finanziaria e che dal 25 giugno avrebbe potuto far risparmiare molti denari alle amministrazioni locali valdostane.

L'ultima domanda è superata dal fatto che è stata presentata la norma regionale, che discuteremo fra qualche ora.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Ringrazio i colleghi che hanno voluto anticipare per una parte una discussione che sicuramente è interessante, e credo che ci permetta anche (poi quando discuteremo la legge entreremo più nel vivo) di dire chiaramente quali sono gli intendimenti.

In questi giorni si discute molto sull'effetto placebo di alcuni medicamenti. L'effetto placebo più importante lo ha fatto l'annuncio che è stato dato. Guardate che c'è un discorso che va nella direzione di attivare dei meccanismi che hanno due effetti: uno il controllo sulla presenza della malattia e l'altro (l'effetto maggiore) il fatto di rimetterci in termini economici. Questa mattina è stato detto cosa succede nella scuola.

Voglio fare una sottolineatura: qual è stata rispetto a questo provvedimento la posizione delle Regioni a statuto speciale? Ci sono fenomeni che si attivavano, la conoscenza del sistema esistente sul territorio nazionale e come adeguare o non adeguare la norma prevista dal 133 alle Regioni a statuto speciale, che hanno competenze specifiche. La Regione Valle d'Aosta, a differenza di altre regioni a statuto speciale, ha da subito trasmesso i dati (questo lo potete verificare), altre non li hanno ancora trasmessi.

Le Regioni a statuto speciale hanno sostenuto a buon diritto le competenze statutarie e in questo senso si è mossa la Valle d'Aosta, che non ha mai detto di non condividere lo spirito che anima la legge - lo voglio sottolineare - perché qui si è fatto grossa confusione sull'atteggiamento nei confronti dello spirito della legge e sul giusto adeguamento che poi discuteremo nel pomeriggio. Anzi, questo pomeriggio verrà fuori che quello che proponiamo è ancora più avanti di quello che la norma dice, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo della norma che vale solo per gli statali, ma anche per il comparto unico regionale. Oggi è importante fare questa prima osservazione sui dati e al riguardo non posso che condividere quanto ha detto il collega Lattanzi, sul fenomeno che si è prodotto da quando è entrata in vigore la legge su tutti i comparti. In Valle d'Aosta c'è la differenza fra il comparto unico regionale, e quello che succede nella scuola e nella sanità, dove l'applicazione è stata automatica avendo il contratto nazionale, tranne le indennità che sono state ricordate stamani.

I dati che sono richiesti, adesso non so se il collega Lattanzi vuole che li legga tutti o posso riassumerli; ecco, riassumendo, si va anche in Valle d'Aosta, dal momento dell'attivazione del meccanismo, sia in sanità che nella scuola a una riduzione dal 40 al 50 percento con differenze in alcune scuole, cioè ci sono stati dei casi dove c'è, malgrado questo, stata nel 2008 qualche assenza in più, però numeri piccoli. Quindi diciamo che queste sono le considerazioni generali sulla valenza dei dati. Nel comparto unico le percentuali sono inferiori, dal 35 al 45 percento, in media, poi darò tutti i dati al collega.

Quindi c'è stato questo effetto anche in Valle d'Aosta ed è su questo punto che faremo alcune considerazioni nel pomeriggio, perché questo la dice lunga sul meccanismo con cui si interviene. Giustamente viene da chiedersi: sono tutti guariti improvvisamente o è successo qualcosa di diverso? Questa è la ragione del perché si è provveduto.

Altrettanto interessante sarà l'altra domanda: perché non si è applicata subito? A questo proposito la risposta va nella direzione che da parte delle Regioni a statuto speciale, tra cui anche la nostra in materia di ordinamento degli uffici, stato giuridico ed economico del relativo personale di cui all'articolo 2 lettere a) e b), non ha applicato tale dispositivo che, pur avendo risvolti finanziari, attiene direttamente alla materia delle disposizioni inerenti il pubblico impiego, con particolare riguardo alla disciplina specifica delle assenze per malattia, pienamente rientrata sotto la competenza esclusiva della Regione.

Va anche detto che analoghe posizioni, con le dovute differenziazioni derivanti dalla specificità di ogni singolo ordinamento, sono state assunte dalle altre Regioni a statuto speciale e Province autonome, e non si tratta di una casualità o di un volontario disinteresse rispetto alla sopravvenienza di norme statali, ma si tratta di scelte conseguenti alla considerazione delle particolarità che in tali entità territoriali (compresa la nostra) assume la competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici, stato giuridico del personale, che si è da sempre espressa con regolamentazione e disciplina autonome pur nel quadro dei principi costituzionali e delle norme fondamentali di riforma economico sociale. Disciplina e regolamenti che, in ossequio agli spazi lasciati dal legislatore statale, hanno consentito alla Regione e agli altri enti del comparto di dotarsi, in seguito al processo di privatizzazione del pubblico impiego, di una propria agenzia di contrattazione distinta, dall'ARRS, e di propri autonomi modelli contrattuali. Non si tratta quindi di assumersi la responsabilità della non applicazione, ma di rivendicare nella giusta misura le prerogative regionali dal punto di vista legislativo e contrattuale, adeguando la nuova disciplina, di cui si condividono appieno le finalità generali, alle peculiarità della nostra realtà organizzativa, mediante il concreto esercizio delle potenzialità e delle competenze statutarie, del quale costituisce evidenza il disegno di legge che andremo a discutere.

Voglio dire a supporto che anche la Regione Friuli, che ha fatto proprio il contenuto della "Brunetta", ha fatto una legge di recepimento, cioè ha deciso che con propria norma accoglieva integralmente il "Brunetta", ma non è stato l'adeguamento automatico, è stato un recepimento a dimostrazione della volontà di avere con proprio...

(interruzione del Consigliere Lattanzi, fuori microfono)

...è un discorso non secondario, ma sancisce il fatto che con legge puoi recepire se vuoi o adeguare. Noi abbiamo previsto un adeguamento che sarà oggetto di dibattito oggi pomeriggio, che ha conformato in alcuni punti il discorso della possibile contrattazione legata ad alcuni aspetti peculiari, per evitare difformità nel trattamento con la situazione generale.

Sull'ultimo punto, come ha detto il collega, sugli intendimenti c'è la legge. Darò poi copia di tutti gli allegati, in modo che il collega possa avere contezza della situazione.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Il punto 3 lo rimandiamo alla discussione del pomeriggio, quando dibatteremo degli intendimenti di questa Regione, perché giustamente diceva il Presidente che alcune Regioni, pur avendo recepito totalmente, hanno provveduto con provvedimenti loro, come il Friuli, cosa che avremmo potuto fare anche noi. Quindi noi facciamo nostri alcuni spiriti della legge, come lei diceva, perché la Regione li ha condivisi in maniera tangibile inviando i dati, cosa che altre Regioni a statuto speciale e magari di colore politico uguale a quello del governo nazionale non hanno fatto, di questo va dato atto.

Però mi soffermo su due aspetti, che saranno ripresi nel pomeriggio nel dibattito sulla legge. Il primo è che sappiamo pubblicamente anche in Valle d'Aosta qual è stato l'effetto della "Brunetta" nella nostra regione, nel comparto pubblico che lo ha applicato e lo hanno applicato i due comparti che hanno contrattazione nazionale, scuola e sanità. Prendiamo atto con soddisfazione che sono guariti il 50 percento degli ammalati dello scorso anno, e a questi noi auguriamo tanta salute, perché se loro staranno bene da ora in avanti, il prossimo anno spenderemo molti meno soldi, non solo perché bisogna sostituire gli assenti, ma perché con le sostituzioni si aumenta il comparto dei pubblici dipendenti, si aumentano i costi, ma si aumentano anche le inefficienze, perché i malati guariscono e dopo aver sciato un paio di settimane tornano e creano queste disfunzioni che sono tutte a carico del cittadino. Quando parliamo delle disfunzioni che gli utenti hanno in campo sanitario o scolastico, una parte rilevante è per una mancanza di continuità nei processi di fornitura di servizi agli utenti, che pagano come nessuno in Europa un carico fiscale del 43 percento, che è il carico più alto in Europa e il sesto nel mondo. Gli italiani e i valdostani pagano tasse che non paga nessun altro cittadino europeo e a fronte di questo si aspetterebbero delle straordinarie eccellenze che non ci sono!

Se poi leggiamo La Stampa di oggi che mette in evidenza quanto spendiamo per la sanità valdostana: rispetto ai 98 euro per abitante delle regioni normali, noi spendiamo 340 euro per abitante per la sanità. Ci rendiamo conto - e non voglio dare tutta la colpa al mal funzionamento o alle assenze per malattia - che le assenze per malattia erano un abuso su cui la politica doveva dare un segnale. In momenti come questi, a maggior ragione la politica deve dare dei segnali di rigore, di disciplina, di servizio. Siamo qui per servire i cittadini che ci pagano, e tutto l'apparato pubblico deve avere molto chiaro questo concetto. Infatti nei provvedimenti del governo non si farà più cenno agli utenti, ma ai clienti, e clients è un'altra cosa, non è essere utenti, per cui il servizio che mi viene dato lo pago e quello che mi viene dato me lo prendo. No, io sono un cliente, pago e voglio avere una qualità del servizio. Con questo approccio si cerca di stimolare nel comparto del servizio pubblico una competitività, una predisposizione alla qualità del servizio di cui si parla in tutti i settori, meno che nel comparto pubblico, che i cittadini clienti hanno diritto di avere considerato le enormi somme che pagano.

Quindi sono contento che siano guariti molti valdostani del comparto sanità e scuola. Prendo atto che invece quelli del comparto unico regionale hanno anche loro avuto delle percentuali importanti, forse - come diceva il Presidente - per quell'effetto placebo di minaccia della possibilità da parte della Regione di applicare. Ma quello che diceva il Presidente, l'adesione allo spirito anche se non all'applicazione, anche quello ha creato certo l'effetto che noi auspichiamo, cioè che stiano a casa e vengano ben pagati gli ammalati veri, che sono i più deboli, e che quelli che non stanno così male, anzi, a volte stanno perfino bene per andare a sciare, vadano a lavorare visto che sono pagati. Se così non è, possono licenziarsi o possono essere licenziati con provvedimento disciplinare che nel comparto pubblico è sconosciuto. Non si riesce neanche a licenziare neanche uno che ruba, che spaccia, che va a sciare: non si riesce! Nel comparto pubblico può fare qualunque cosa che nel comparto privato non è assolutamente permesso, perché ci sono delle garanzie che sono dei veri e propri inaccettabili privilegi, soprattutto da parte degli utenti-clienti che pagano per avere un servizio di qualità. A maggior ragione in Val d'Aosta, dove paghiamo di più per avere qualcosa di più, visto che abbiamo le risorse finanziarie ci aspettiamo come clienti valdostani che il comparto pubblico regionale produca quelle efficienze che tutti ci aspettiamo.

Ho parlato dei dati che saranno sicuramente elementi di valutazione per il pomeriggio.

Sull'altra questione, che è quella centrale, in questo lei ha ragione, Presidente. Lei risponde: la Regione Autonoma Valle d'Aosta, in accordo con le altre Regioni, ha assunto una posizione che nella migliore delle ipotesi (Friuli) è l'applicazione con una norma per ribadire una autonomia e una competenza legislativa, facendo proprio lo spirito della legge. Questo avrebbe potuto essere fatto anche dalla Valle d'Aosta che invece ha assunto una posizione intermedia, né contro, come hanno fatto anche Regioni di centro destra che non solo non l'hanno applicata (sono quelle del sud tanto per non fare nomi), ma non hanno neppure mandato i dati; del resto il comparto pubblico lì è una questione talmente clientelare che mica si possono disturbare parenti, amici e conoscenti che lavorano in quel comparto! Quindi lì hanno assunto una posizione che crediamo sia il vero problema di questo paese, che è un Mezzogiorno che non ha una classe politica dirigente che si prende delle responsabilità. Siccome non ci sono le responsabilità ognuno va per conto suo e qualcun altro paga.

Prendiamo atto che la Regione Valle d'Aosta ha assunto questa posizione intermedia, ma la domanda è: chi ha assunto la responsabilità della non applicazione? Lei mi dice che l'avete assunta voi con un provvedimento politico, un approccio politico che ha detto: condividiamo lo spirito, ma siccome faremo una legge nostra in attesa non l'applichiamo. Mi soffermo solo su un passaggio: se la Regione Valle d'Aosta avesse voluto il 26 giugno, il giorno successivo all'approvazione del provvedimento, acquisire questa posizione, avrebbe potuto fare la legge in un mese! Noi il 30 luglio avremmo potuto avere la legge regionale che copriva, in termini di competenza legislativa, la Regione autonoma Valle d'Aosta, assumendo una decisione politica. Il Presidente mi dice: ma se sono tre mesi che ne discutiamo! Guardi che non è che ne discutiamo perché vogliamo perdere del tempo, ne discutiamo perché quello che volete fare come legge, è un tantino diverso. Lei dice migliorativo, io ho qualche dubbio che il tantino migliorativo sia molto ben evidenziato in quel 10 percento in meno di dipendenti regionali che sono ancora assenti per malattia rispetto a quelli statali, che hanno dovuto rientrare al lavoro se non stavano proprio male.

Allora credo che avremmo potuto coprire quel vuoto legislativo. L'assunzione di responsabilità politica ci può stare, anzi credo sia cosa buona che la politica si assuma delle responsabilità, ma il 25 giugno una legge nazionale prevedeva l'applicazione per il comparto pubblico statale e/o regionale di norme, sanzioni, controlli e provvedimenti nel caso di abuso di assenze per malattia; questa regione ci ha messo sei mesi e oggi pomeriggio discuteremo della legge. Mi permetto di dire che potevamo farlo molto prima, se avevamo la voglia, come ha fatto il Friuli, di coprire con una legge regionale una intenzione di tipo nazionale. Invece ci abbiamo messo sei mesi e in questi sei mesi è vero che l'effetto placebo si è visto, ma è stato l'effetto "placebo Brunetta" non Rollandin, non è stato Rollandin che ha permesso al comparto pubblico di avere meno 35 percento di assenze, è stato Brunetta! Se fosse stato l'effetto della Giunta Rollandin, avremmo dovuto dopo il 25 giugno, data di approvazione della legge nazionale, fare la nostra legge e il 25 luglio approvare la nostra legge prima delle vacanze, così eravamo coperti e l'approccio politico del "noi quella legge l'applichiamo, ma con legge nostra", sarebbe stato corretto sotto l'aspetto dei tempi. Ora siamo a gennaio e credo che questi sei mesi abbiano creato un danno economico alla Regione: mi riferisco a questo vuoto di legislazione regionale che voi volete colmare, anche se a mio avviso non c'era nessun vuoto legislativo, c'era da applicare solo quella statale. Ma se volevamo ribadire le nostre competenze legislative, dovevamo farla un mese dopo il "Brunetta" e non sprecare sei mesi di denari per mantenere in assenza per malattia gente che forse non aveva il diritto di farlo.

Oggi pomeriggio porteremo altri argomenti sulla contrarietà ad alcuni aspetti della legge e ci riserviamo di aggiungere ulteriori elementi di costituzionalità sul tema, perché crediamo che i cittadini-clienti abbiano il diritto di avere i servizi, e i cittadini-dipendenti pubblici abbiano il dovere di fornirli senza abusare di un diritto, che è il diritto sacrosanto dell'assenza per malattia, proprio a danno di quelli che ammalati sono veramente! Questa è una battaglia non contro i fannulloni, ma a favore di tutta quella gente che lavora bene nel comparto pubblico, ma soprattutto degli utenti-clienti.