Objet du Conseil n. 234 du 30 décembre 1964 - Verbale

OGGETTO N. 234/64 - ESAME E DISCUSSIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965. (Continuazione).

Il Presidente, MARCOZ, invita il Consiglio a continuare l'esame e la discussione del progetto di bilancio di previsione della Regione, predisposto e proposto dalla Giunta per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965-31 dicembre 1965, bilancio da approvare con legge regionale, come da relazione e da atti trasmesse in copia ai Signori Consiglieri quali allegati all'ordine del giorno dell'adunanza.

Il Consigliere GHEIS dichiara quanto segue:

"Nei vari interventi di stamane, tutti senz'altro competenti, la discussione appare limitarsi alla programmazione, che finalmente ha fatto il suo ingresso, per così dire, in questa aula: ne dò atto al Consigliere Chamonin e lo ringrazio.

Ma non vorrei che quello della programmazione fosse solo un paravento dietro il quale mascherare la inadeguatezza politica del bilancio di previsione attuale: difatti, voglio ricordare come la discussione all'oggetto sia il bilancio di previsione della Regione.

A me pare che con la Programmazione, logicamente ancora all'inizio di studio, si voglia giustificare un bilancio non politicamente impegnato.

Il Presidente Caveri stamane ha sostenuto che il bilancio di previsione non poteva essere altrimenti, in quanto i risultati della Commissione per gli studi sulla programmazione non possono essere già pronti: e di questo bisogna dare atto data la relativamente recente costituzione di detta Commissione.

Ma non è questo il punto: vale a dire che questa osservazione non toglie al bilancio in questione il fatto che in esso non sia presente alcuna volontà politica.

In sostanza è un atto di normale amministrazione: è di questo che mi preoccupo, in quanto in attesa delle conclusioni programmatiche poteva e doveva essere dato egualmente al bilancio un chiaro indirizzo politico.

Invece, dallo studio di esso non appare alcuna impostazione politica né avvio alcuno alle soluzioni programmatiche dei Partiti che compongono l'attuale maggioranza.

Anche in attesa delle conclusioni programmatiche della Commissione, è necessario che l'attività del Consiglio Regionale sia chiaramente indirizzata a soluzioni economico-sociali con una ben definita linea politica.

In una parola: i Partiti che sono alla maggioranza dovevano egualmente impegnarsi con una chiara politica di bilancio.

Invece, abbiamo un bilancio 1965 sostanzialmente statico e se ne addossa la causa alla programmazione, ancora una volta rinviando i problemi e le soluzioni.

Pur rinviando a dopo le conclusioni della programmazione i bilanci di previsione tecnicamente atti alle soluzioni dei grandi problemi, già con l'attuale bilancio si sarebbe potuto affrontare i maggiori di essi. Già l'attuale bilancio avrebbe dovuto essere almeno l'inizio di una chiara scelta politica.

Già questo doveva essere l'atto formale e pratico di una maggioranza che si è costituita - a suo dire - per le grandi soluzioni sociali ed autonomistiche.

Nel nuovo bilancio che stiamo discutendo, per quanto riguarda l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, la maggioranza chiede l'approvazione, presentando un programma tutt'altro che positivo: ed è a questo Assessore che mi indirizzo chiamandolo in causa come medico e come socialista. Come medico, chiedendo a lui, quale sia la nuova impostazione assistenziale che ha portato e che porta e quale spirito sanitario abbia improntato e impronti il bilancio del suo Assessorato.

Come socialista, l'Assessore alla Sanità avrebbe dovuto condizionare lo sviluppo sociale ed assistenziale, così come in campo nazionale fanno altri esponenti del suo Partito.

Sviluppo sociale e assistenziale che sono fra i più sentiti di tutti i settori della nostra comunità valligiana.

Come socialista, egli ed il suo compagno all'Industria e Commercio condizionano dunque l'attuale maggioranza politica: la condizionano - però - solamente con il loro voto, senza riuscire ad impostare il lavoro di Giunta su di un binario né di centro-sinistra né di sinistra.

È con un programma di rivendicazioni sociali e assistenziali che hanno giustificato il loro schieramento nella attuale maggioranza. Ma è ben triste e preoccupante dover constatare come siano essi ad essere condizionati, e non a condizionare. Dopo oltre un anno dei loro mandato noi vediamo come tutti i grandi problemi siano rimasti sui tappeto delle intenzioni: e nessuno di essi è stato almeno avviato ad una soluzione qualunque, che non sia quella dello immobilismo.

È questo - in primo luogo - l'appunto che noi facciamo alla maggioranza.

Si continua nel sistema delle piccole sovvenzioni, nell'intervento diretto che è il frutto di una miope politica di piccolo cabotaggio.

Quella della assistenza sociale è divenuta una attività solo di beneficenze: così che la Regione valdostana, che potrebbe e dovrebbe essere all'avanguardia del progresso, non sa esprimere nulla di nuovo in campo assistenziale e sanitario.

La legge sull'assistenza per i silicotici è ancora ferma: sterile fino ad oggi. I problemi del lavoro non vengono discussi né almeno avviati in una qualsiasi programmazione.

L'unica cosa fatta è quella recentissima della assistenza alle Farmacie rurali. Ed io ne dò atto, in questa sede, e ringrazio per la sua soluzione - anche se per oggi solo parziale di questo problema: ma al momento sarebbe stato difficile poter fare di più.

La nostra popolazione è insufficientemente assistita per quanto riguarda l'attrezzatura sanitaria. Si chiede da ogni parte l'attuazione del Cronicario (provvedimento, questo - primo su tutti gli altri importantissimi), e quella dei Centri pediatrico-assistenziali ed infine l'intervento non più procrastinabile nel campo dell'assistenza sanatoriale. E vediamo come il bilancio della Sanità e dell'Assistenza Sociale sia, in sostanza, pressoché immutato: quindi niente di più si potrà fare se non della normale amministrazione... cioè, dobbiamo constatare che quello della Assistenza Sociale e della Sanità, più che un Assessorato, è solo pressoché un Ente benefico.

Conosciamo anche, e vogliamo subito darne atto a riprova della onestà dell'impostazione politica nostra, le condizioni quasi proibitive nelle quali debbono lavorare i socialisti nella attuale maggioranza.

Noi vogliamo riconoscere il loro spirito di iniziativa, il loro vero animo teso ad ogni rivendicazione sociale: ma sono essi quasi i soli a dover spingere il carrozzone maggioritario immobilizzato da troppi contrasti politici, da troppo differenti valutazioni sul giudizio dei problemi prioritari, anche in questo settore.

Come facciamo a non pensare di non aver accanto i socialisti nella soluzione di questi problemi: essi che sono impegnati in un enorme lavoro impostativo di centro sinistra, addirittura in campo nazionale?

E allora? Se riconosciamo questa loro volontà politica, non possiamo non prendere in giusta considerazione come, purtroppo, siano essi i condizionati nell'attuale formazione politica di maggioranza.

Sappiamo come, nella soluzione dei grandi problemi assistenziali e sociali, essi siano nelle nostre posizioni che sono quelle del centro-sinistra.

Per tutti questi motivi, noi chiediamo ai socialisti di condizionare in senso evolutivo sociale la loro partecipazione alla maggioranza.

Ma, sino ad oggi, noi non possiamo che sottolineare la negatività della loro partecipazione al lavoro della Giunta Regionale.

In sostanza, e concludendo, noi non possiamo non sottolineare come nulla di riformativo sia stato effettuato, in oltre un anno di questa nuova amministrazione.

Tutto è fermo, continua la normale amministrazione, come se in tutto questo tempo nulla si fosse mosso anche in campo nazionale ed internazionale.

A tutti i livelli si assiste ad un tumultuoso progresso di rapporti umani e politici, ad un affanno costruttivo delle rivendicazioni sociali, nulla più è fermo: finalmente ogni conquista sociale viene intesa come piattaforma per la ricerca attuativa di una nuova rivendicazione sociale.

Il maggior partito nazionale, che si basa su principi universali, è impegnato con i più schietti partiti socialisti in un lavoro costruttivo di una nuova società, alfine basata su nuovi rapporti umani e sociali.

Questo in campo nazionale, mentre quello internazionale è messo a rumore dalle iniziative sociali e politiche in ogni campo.

E nella nostra piccola Regione, nella nostra Valle cosa facciamo? Abbiamo voluto una autonomia, che ci permettesse, su innegabili basi storiche, un diritto auto amministrativo: ma quale uso ne facciamo? A giudicare dai provvedimenti di Giunta, sembra che tutto vada bene: mentre forse è vero il contrario...

Sempre nuove conquiste in campo sanitario e sociale sono effettuate in tutta la nazione: ma non in Valle d'Aosta. Perché?

Non può essere la volontà socialista a dilettare e prova ne è l'impegno di Governo centrale di questo Partito.

Se allora non dobbiamo avere dubbi sulla volontà politica dei socialisti, possiamo solo constatare come sia la attuale formazione politica di maggioranza a condizionare gli impegni programmatici del partito socialista italiano in Valle d'Aosta.

Per tutte queste ragioni, non possiamo approvare il bilancio che viene presentato: perché esso non è frutto di un impegno politico, né nasce da alcuna programmazione: è solamente un compromesso fra disponibilità finanziarie dei vari Assessorati ed interessi elettoralistici".

Il Presidente della Giunta, CAVERI, rileva che anche la relazione che è stata letta dai Consigliere Gheis è stata, evidentemente, preparata prima degli interventi dell'Assessore alle Finanze, Fillietroz, del Presidente della Commissione consultiva per la Programmazione, Chamonin, e dell'Assessore all'Industria e Commercio, Colombo.

Fa presente di aver avuto l'impressione che il Consigliere Gheis non abbia letto l'allegato all'oggetto n. 16 dell'ordine dei giorno dell'adunanza odierna, dal quale risulta che la Giunta presenta al Consiglio ben cinque disegni di legge regionale, tutti di argomenti sociali e sanitari, disegni di legge da sottoporre all'esame delle Commissioni consiliari permanenti di studio e, in seguito, all'esame e alla approvazione del Consiglio Regionale e, precisamente, i seguenti:

a) Disegno di legge regionale concernente: approvazione di maggiore spesa per la corresponsione dell'assegno mensile di assistenza integrativa agli invalidi civili irrecuperabili, in esecuzione della legge regionale 20-5-1964 n. 6.

b) Disegno di legge regionale concernente: Approvazione di maggiore spesa per il funzionamento dell'Emoteca Regionale (Centro Trasfusionale Regionale) istituita con legge regionale 21-7-1961 n. 6.

c) Disegno di legge regionale concernente: Approvazione di spesa per indennità di residenza ai farmacisti rurali.

d) Disegno di legge regionale concernente: Corresponsione di un assegno assistenziale di accompagnamento ai ciechi civili.

e) Disegno di legge regionale concernente: Adeguamento della misura dell'assegno di riconoscimento da corrispondere agli ex Insegnanti delle Scuole sussidiate.

Il Presidente della Giunta, Caveri, rileva che, oltre ai sopraelencati disegni di legge regionale, viene presentato al Consiglio anche un sesto disegno di legge concernente l'autorizzazione alla Giunta Regionale per l'approvazione, l'impegno e la liquidazione di ulteriore spesa per la costruzione di un fabbricato in Piazza Narbonne, di Aosta.

Il Consigliere GHEIS, dopo aver affermato di avere letto tutti gli allegati all'ordine del giorno, dichiara che i sei disegni di legge di cui all'allegato n. 16, anche se concernono provvedimenti utili e necessari, non riflettono un chiaro impegno sociale da parte della maggioranza, né comprendono un programma di lavori ad ampio respiro, né significano che si voglia incominciare a risolvere i problemi sanitari della Valle d'Aosta.

Il Consigliere ALBANEY lamenta che fra gli allegati all'oggetto n. 16 dell'ordine del giorno non siano state incluse le proposte di legge, di iniziativa sua e del Consigliere Lustrissy, concernenti rispettivamente l'estensione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti e categorie assimilate e l'estensione della pensione vecchiaia ai coltivatori diretti residenti in Valle d'Aosta.

Fa presente che la proposta di legge per la corresponsione degli assegni familiari ai coltivatori diretti è stata trasmessa in copia all'Assessore alle Finanze e chiede alla Giunta di precisare il motivo per cui le menzionate due proposte di legge di iniziativa di Consiglieri regionali non siano state comprese fra gli allegati all'oggetto n, 16 dell'ordine del giorno.

Il Consigliere LUSTRISSY, in risposta al rilievo fatto dal Presidente della Giunta circa le relazioni lette in Consiglio da Consiglieri regionali, dichiara che non deve recare meraviglia alcuna che qualche Consigliere si prepari diligentemente alla discussione di determinati argomenti mettendo per iscritto le relazioni che intende fare al Consiglio.

Per quanto lo concerne personalmente, osserva che nella relazione da lui letta e ampliata ha tenuto conto delle giuste osservazioni fatte dal Consigliere Chamonin, quale Presidente della Commissione per le ricerche economiche e sociali, nonché dell'unica relazione politico-amministrativa fatta al Consiglio dall'Assessore Colombo.

Riferendosi, quindi, all'oggetto n. 16 dell'ordine del giorno, lamenta egli pure, come già il Consigliere Albaney, che fra gli allegati di tale oggetto ("Presentazione di disegni di legge da sottoporre all'esame delle Commissioni consiliari e da approvare dal Consiglio in successive adunanze") non siano state incluse le due proposte di legge di iniziativa sua e del Consigliere Albaney, concernenti entrambe provvedimenti di carattere sociale in favore dei Coltivatori diretti residenti in Valle di Aosta.

Rileva che la non avvenuta inclusione delle suddette due proposte di legge di iniziativa di Consiglieri regionali, presentate alla Presidenza del Consiglio una all'inizio del mese di luglio e l'altra a metà novembre, induce a pensare che si applichino due pesi e due misure e che si voglia fare della discriminazione nei confronti delle proposte di legge presentate dai Consiglieri regionali della minoranza.

Chiede chiarimenti al riguardo.

L'Assessore BALESTRI osserva che, secondo quanto detto dal Consigliere Gheis, l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale svolgerebbe una attività insufficiente sia nel campo sociale che nel campo sanitario.

Ritiene che il Consigliere Gheis non possa aver dimenticato le varie leggi approvate dal Consiglio durante l'anno 1964 e concernenti provvedimenti vari nel settore assistenziale, sociale e sanitario.

Accenna, fra l'altro, alla legge regionale 14 maggio 1964, n. 4, recante norme integrative e di attuazione in Valle d'Aosta del D.P.R. 20 marzo 1956 n. 648, sull'assicurazione obbligatoria contro la silicosi e l'asbestosi; rileva che tale legge, che pone a carico della Regione le spese relative agli accertamenti radiologici, è già in fase di attuazione.

Auspica che le difficoltà incontrate a causa della incomprensione di alcuni Sanitari specialisti, per questioni tariffarie, possano essere superate con il raggiungimento di un prossimo accordo nell'interesse degli affetti da silicosi e asbestosi.

Rispondendo quindi al rilievo fatto dai Consiglieri Albaney e Lustrissy, i quali hanno lamentato la non avvenuta inclusione fra gli allegati all'oggetto n. 16 dell'ordine del giorno delle due proposte di legge dagli stessi presentate, rileva che, se i predetti due Consiglieri seguissero più da vicino l'attività dell'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale, avrebbero la possibilità di constatare come presso l'Assessorato sono allo studio varie proposte di legge, oltre alle citate due proposte di legge da essi presentate.

Fa presente che il disegno di legge regionale concernente l'estensione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti e categorie assimilate e quello concernente l'estensione della pensione di vecchiaia ai coltivatori diretti richiedono uno studio approfondito della materia, che è molto complessa, per cui non è pensabile che lo studio di tali disegni di legge possa essere fatto in poco tempo.

Riferisce che il suo Assessorato, nell'intento di documentare gli atti e le proposte di cui si tratta, ha scritto all'Istituto di Previdenza Sociale ed a vari altri Istituti chiedendo notizie che potessero tornare utili per il perfezionamento dei disegni di legge in questione, richiedendo, altresì, alle Presidenze delle due Camere se fossero state presentate al Parlamento proposte di legge in tali materie.

Comunica che è pervenuta all'Assessorato proprio oggi copia di una proposta di legge per quanto riguarda l'estensione degli assegni familiari ai coltivatori diretti, proposta che è stata presentata al Parlamento Italiano nell'anno 1963.

Aggiunge che è necessario, altresì, fare accertamenti per conoscere almeno con approssimazione a quanto ammonteranno le spese che comportano le menzionate due proposte di legge, affinché non accada quanto si è verificato per l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili la cui spesa, prevista in un primo tempo in circa lire 30 milioni, è successivamente salita a 90-100 milioni in seguito all'abrogazione del limite massimo di età approvata dal Consiglio.

Rileva che le due già citate proposte di legge presentate, rispettivamente, dal Consigliere Albaney e dal Consigliere Lustrissy prevedono, la prima, una spesa annua di Lire 120 milioni e la seconda una spesa annua di Lire 100 milioni e, cioè, complessivamente un nuovo onere annuo di Lire 220 milioni a carico del bilancio regionale, onere che è tutt'altro che esiguo.

Dichiara che è, quindi, assolutamente necessario, se non si vuole andare incontro a sorprese spiacevoli, che l'Assessorato predisponga tutti gli elementi necessari per uno studio serio ed approfondito delle due proposte di legge sopra menzionate.

Conclude, sottolineando che non vi è alcun ostruzionismo né alcuna presa di posizione contraria da parte della maggioranza consiliare per quanto riguarda le predette due proposte di legge.

Il Consigliere LUSTRISSY rileva che sia egli che il collega Albaney non hanno affatto chiesto che le due proposte di legge regionali da essi presentate fossero discusse subito dal Consiglio, ma hanno soltanto chiesto che dette proposte di legge venissero incluse nell'allegato all'oggetto n. 16 dell'ordine del giorno, in analogia a quanto praticato per i disegni di legge proposti dalla Giunta e da sottoporre all'esame delle Commissioni consiliari e da approvare in successive adunanze.

Fa presente che entrambe le proposte di legge sono state formulate e presentate dopo serie e ponderate riflessioni e dopo analisi e studio delle questioni, in relazione all'esigenza che venga provveduto con norme legislative regionali di integrazione e di attuazione ad ovviare alle carenze che si registrano in materia nella legislazione nazionale.

L'Assessore BALESTRI chiarisce le ragioni per cui le due proposte di legge di iniziativa dei Consiglieri regionali Albaney e Lustrissy non possono venire prese in considerazione dal Consiglio, agli effetti della loro inclusione nell'allegato all'oggetto n. 16 dell'ordine del giorno dell'adunanza odierna.

Il Presidente, MARCOZ, informa che la prima proposta di legge, presentata alla Presidenza del Consiglio dal Consigliere Albaney, è stata dalla Presidenza del Consiglio tramessa immediatamente in copia ai Presidenti delle Commissioni consiliari permanenti di studio per l'Agricoltura e per la Sanità ed Assistenza Sociale.

Comunica che in data 23 novembre 1964 ha sollecitato i Presidenti delle predette due Commissioni consiliari con la seguente lettera, di cui dà lettura:

Aosta, lì 23-11-1964

"Prot. n. 305/497

OGGETTO: Proposta di estensione degli assegni familiari ai coltivatori diretti.

Ill.mo Sig. CASETTA Giuseppe

Presidente della Comm.ne consiliare

permanente di studio per l'Agricoltura

AOSTA

Ill.mo Sig. STRAZZA Renato

Presidente della Comm.ne consiliare

di studio per la Sanità ed Assistenza Sociale

AOSTA

Facendo seguito alla mia precedente lettera in data 2 luglio 1964, pari numero di protocollo, prego le SS. LL. di volermi cortesemente comunicare se il disegno di legge regionale di iniziativa del Consigliere regionale Albaney Giuseppe, concernente la proposta di estensione degli assegni familiari ai coltivatori diretti, sia stata già oggetto di esame da parte delle Commissioni consiliari permanenti di studio per l'Agricoltura e per la Sanità ed Assistenza sociale.

Cordialmente.

IL PRESIDENTE

f.to Avv. Oreste Marcoz"

Il Presidente, MARCOZ, informa che alla lettera di cui sopra gli è stato risposto dal Presidente della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura, con la seguente lettera, di cui dà lettura, e dal Signor Strazza Presidente della Commissione consiliare permanente per la Sanità ed Assistenza Sociale, con la seguente lettera, di cui dà lettura:

"OGGETTO: Proposta di estensione degli assegni familiari ai Coltivatori Diretti.

Aosta, lì 1-12-1964

Ill.mo Sig. Presidente

Consiglio Regionale

Palazzo del Governo

AOSTA

Ill.mo Sig. Presidente,

in riscontro alla Sua emarginata in data 23-11 u.s., Le comunico che la Commissione consiliare permanente di studio per l'Agricoltura non ha ancora preso in esame il disegno di legge regionale di iniziativa del Consigliere Albaney Giuseppe, concernente la proposta di estensione degli assegni familiari ai coltivatori diretti. E ciò perché per accordi intervenuti con il Presidente della Commissione consiliare permanente di studio per la Sanità ed Assistenza Sociale, lo stesso doveva essere oggetto di esame prima in quella sede e poi dalle due Commissioni congiuntamente. Ritengo comunque che tale riunione comune avverrà al più presto.

Con deferenti ossequi.

F.to CASETTA Giuseppe"

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Aosta, lì 30 novembre 1964

All'Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio Regionale

SEDE

OGGETTO: Disegno di legge regionale concernente l'estensione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti e categorie assimilate.

Mi riferisco alla Sua lettera del 23 novembre 1964, n. 305 e mi scuso innanzitutto di non averLe risposto prima. Il ritardo è dovuto ad una mia assenza da Aosta per impegni d'ufficio.

Il disegno di legge regionale, di cui all'oggetto, presentato dal Consigliere regionale Albaney Giuseppe non è ancora stato esaminato dalla Commissione consiliare permanente della Sanità ed Assistenza Sociale per i seguenti motivi:

a) Le precedenti riunioni della Commissione consiliare avevano già numerosi oggetti all'ordine del giorno per cui non è stato possibile inserire anche il disegno di legge di cui si tratta;

b) Si è voluto, prima di esaminare il disegno di legge presentato, sentire il parere dell'I.N.P.S., parere chiesto con nota 14447/4 del 7-10-1964, sollecitato il 23-11-1964.

Il parere dell'I.N.P.S è pervenuto all'Assessorato della Sanità e Assistenza Sociale il 27-11-1964.

c) Si è provveduto, inoltre, a richiedere il testo di un analogo progetto di legge presentato in campo nazionale.

Non appena tutta la documentazione necessaria sarà disponibile provvederò a sottoporre all'esame della Commissione il disegno di legge in oggetto.

La prego, Signor Presidente, di gradire distinti saluti.

IL PRESIDENTE DELLA

COMMISSIONE CONSILIARE

f.to Renato Strazza".

Per quanto riguarda la proposta di legge di iniziativa del Consigliere Lustrissy, il Presidente, MARCOZ, rileva che tale proposta è stata presentata alla Presidenza del Consiglio in data 16 novembre 1964 e che, quindi, l'Assessorato e le competenti Commissioni consiliari di studio non hanno avuto ancora il tempo di approfondire la questione e di sottoporre il disegno di legge al Consiglio.

Osserva che, secondo quanto previsto nei disegni di legge elaborati dai proponenti, l'estensione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti e categorie assimilate dovrebbe comportare una spesa annua di Lire 125 milioni a carico regionale e l'estensione della pensione di vecchiaia ai coltivatori diretti dovrebbe comportare, invece, una spesa annua di Lire 100 milioni. Ritiene che, pur avendo i proponenti approfondito lo studio dei suddetti due disegni di legge, essi non siano in grado di assicurare che la spesa annua non superi l'importo previsto.

Dichiara che fa, quindi, molto bene l'Assessorato alla Sanità ed Assistenza Sociale a documentarsi richiedendo all'I.N.P.S. e ad altri uffici quei dati che ritiene possano essere utili alle competenti Commissioni consiliari per lo studio e il perfezionamento delle due proposte di legge presentate dai Consiglieri Albaney e Lustrissy.

Conclude, dichiarando che è da escludere nel modo più assoluto che vi sia discriminazione o presa di posizione da parte della maggioranza nei confronti delle suddette due proposte di legge regionali, che auspica possano giungere al più presto a buon porto nell'interesse della categoria dei coltivatori diretti.

Il Consigliere ALBANEY informa di essere a conoscenza che copia del disegno di legge da lui presentato è stato dall'Assessore Balestri trasmesso all'Assessore alle Finanze in data 4 dicembre 1964, ai fini della previsione della spesa necessaria in sede di elaborazione del bilancio di previsione per l'esercizio 1965; dichiara quindi di non comprendere come mai il disegno di legge non sia stato incluso fra gli allegati all'oggetto numero 16 dell'ordine del giorno.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dopo avere premesso che indubbiamente vi sono dei malintesi da una parte e dall'altra, ritiene che per fugare tali malintesi sia sufficiente chiarire, a titolo di precisazione, che tutte queste proposte di legge, sia quelle elencate dall'allegato all'oggetto n. 16 che quelle di iniziativa dei Consiglieri Albaney e Lustrissy, dovranno essere sottoposte all'esame delle competenti Commissioni consiliari.

Fa presente che i disegni di legge proposti dalla Giunta sono già stati esaminati dalle competenti Commissioni, ma vi dovranno ritornare, tra l'altro, per l'accertamento e il finanziamento delle spese necessarie per l'applicazione dei provvedimenti legislativi.

Osserva che le proposte di legge presentate dai Consiglieri Albaney e Lustrissy si trovano attualmente già all'esame delle competenti Commissioni consiliari.

Segue breve discussione in merito fra i Consiglieri ALBANEY e LUSTRISSY ed il Presidente della Giunta, CAVERI.

Il Consigliere ALBANEY chiede che la Giunta si impegni, almeno sulla questione di principio, per quanto concerne l'estensione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti.

L'Assessore ANDRIONE fa notare che l'approvazione di un principio comporta l'assunzione di un onere annuale a carico regionale, onere che potrebbe anche essere rilevante; osserva che la cosa essenziale per ora è che vi sia la volontà politica di approvare la legge in questione.

Il Consigliere DUJANY rileva che la proposta di legge di iniziativa del Consigliere Albaney porta la data del 30 giugno 1964 e ne deduce che, non essendo ancora stata esaminata dalle competenti Commissioni, vi sia mancanza di volontà da parte delle Commissioni stesse di prendere in esame tale proposta di legge.

Afferma che le Commissioni hanno il dovere di esaminare le proposte di legge loro trasmesse per l'esame e lo studio da parte del Presidente del Consiglio.

Ritiene che il problema debba essere posto in questi termini: il Consiglio è, o no, d'accordo sulla impostazione dei due disegni di legge regionali presentati dai Consiglieri Albaney e Lustrissy?

Dichiara che, se il Consiglio si pronuncerà in senso affermativo, le competenti Commissioni, - la Commissione consiliare per la Sanità ed Assistenza Sociale per quanto di sua competenza e la Commissione consiliare per gli Affari Generali e Finanze per quanto riguarda la questione dei finanziamenti -, non potranno non prendere in esame i menzionati due disegni di legge che, ad un certo punto, finiranno per essere presentati al Consiglio per l'esame e l'approvazione.

Osserva che, a suo avviso, l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale è tenuto ad interessarsi dei due disegni di legge non già perché la questione sia di competenza dell'Assessorato stesso, ma anche come membro della Commissione consiliare per la Sanità ed Assistenza Sociale e, per essere più precisi, su incarico del Presidente della Commissione stessa, il quale deve necessariamente avvalersi degli Uffici dell'Assessorato per l'istruttoria della pratica.

Conclude dichiarando che non è ammissibile che un disegno di legge regionale presentato alla fine giugno 1964 non sia ancora stato preso in esame dalle competenti Commissioni consiliari.

Ripete che, a suo avviso, il Consiglio dovrebbe dichiarare se sia, o non, favorevole all'impostazione dei due disegni di legge proposti dai Consiglieri Albaney e Lustrissy.

L'Assessore ANDRIONE osserva che si è attualmente in fase di programmazione e che, se la Giunta concordasse sul principio informativo dei predetti due disegni di legge senza avere fatto prima i necessari accertamenti per quanto riguarda le spese annue che l'Amministrazione Regionale verrebbe ad assumersi, non si potrebbe più parlare di programmazione o di priorità di interventi regionali.

Il Consigliere LUSTRISSY fa presente che la Giunta non può rifiutare la discussione di determinati provvedimenti legislativi trincerandosi dietro la programmazione.

Rileva che il bilancio non è ancora stato impostato in base ad una programmazione degli interventi regionali e che non si può accettare che una nuova classificazione funzionale ed economica del bilancio venga, ad un certo punto, presentata come una programmazione.

Osserva che, oggi, la programmazione non esiste ancora, ma è soltanto in previsione e dichiara che ai presentatori delle due proposte di legge interessa sapere se sia intendimento della maggioranza di comprendere nel piano di programmazione, che verrà presentato nel secondo semestre 1965, l'approvazione delle predette due proposte di legge.

Il Consigliere CASETTA ritiene alquanto strano che alcuni Consiglieri della minoranza si scandalizzino perché due proposte di legge di iniziativa di Consiglieri regionali, di cui una presentata appena poco più di un mese fa, non siano ancora state esaminate dalle competenti Commissioni e non si scandalizzino, invece, che la proposta di legge per l'attuazione della zona franca, che è ferma al Parlamento italiano da quasi vent'anni e la proposta di legge sugli assegni familiari, presentata dalla sinistra alla Camera dei Deputati da circa quattro anni, non siano ancora state approvate.

Lamenta che la discussione si protragga su argomenti che esulano dall'ordine del giorno, anziché sul bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1965, che dovrebbe essere l'oggetto della discussione e sul quale intende soffermarsi.

Ciò premesso, dichiara quanto segue:

"Ritengo che l'applicazione della classificazione economica e funzionale al bilancio di previsione per l'anno 1965 sia stata fatta con la consapevolezza che esiste, a volte, una certa ingenuità che fa ritenere che basti fare delle classificazioni economico-funzionali per rende; e il bilancio uno strumento migliore.

È vero, invece, che se si trascurano le ragioni prudenziali, di carattere amministrativo, si rischia, alle volte, anche di fare un passo indietro.

Ritengo che il bilancio debba essere impostato in modo che tutti ne comprendano le classificazioni economiche e debba quindi essere strutturato in tal senso.

Il modello di bilancio che ci è stato presentato, oltre che tener conto delle cose già dette stamane da altri Consiglieri e dal Presidente della Giunta, tiene altresì conto di tutte queste considerazioni.

Si è voluto evitare, cioè, che un bilancio di tipo economico sia incomprensibile dal punto di vista amministrativo e ciò è stato possibile anche perché, evidentemente, un bilancio regionale presenta maggior semplicità di un bilancio statale, fosse solo per il fatto che è meno vasto e che vi sono meno capitoli.

Si è tenuto quindi conto di queste esigenze, esigenze che sono comprese in quelle amministrative fondamentali, poiché ogni amministrativo è anche un organo erogatore di spesa e, quindi, occorre chiarire cosa può spendere.

Inoltre permette di effettuare un controllo sull'attività dei vari organi amministrativi, sia esso preventivo, in sede di misura della loro discrezionalità, sia consuntivo, in sede di esame della onestà e della correttezza con le quali l'Amministrazione ha usato delle sue facoltà discrezionali.

Credo sia importante sottolineare i due criteri di classificazione a cui il nuovo bilancio si richiama.

Il primo criterio è quello funzionale, che consiste nell'individuare le varie spese e anche le varie entrate dal punto di vista della funzione a cui si riconnettono; coincide con la classificazione e la funzione di tipo ministeriale.

Credo che questo possa fare comprendere, ad esempio, come un Assessorato assolva a più funzioni o, viceversa, come vari Assessorati assolvano ad una sola funzione.

Ne sono un esempio le tavole a doppia entrata o le tavole incrociate che sono riportate nella relazione del Prof. Forte e del Dott Zandano nelle tabelle nn. 3, 3 bis, 4, 5 e 6, tavole che portano da una parte la classificazione e dall'altra la distinzione tra Assessorato e viceversa.

Tale criterio di classificazione evidenzia la funzione della spesa, chiarisce cosa si spende per ogni funzione, così come esse sono state individuate allo stato elementare; direi che mette in luce se si spende troppo o troppo poco per una determinata funzione.

È evidente che, con la programmazione e con un piano pluriennale di interventi, potranno essere ulteriormente meglio orientate le spese regionali.

Ma è chiaro, Consigliere Lustrissy, che lei è affaccendato a risolvere i problemi ideologici del nostro Partito e a questi problemi forse non ha avuto molto tempo di dedicarsi.

Direi che ciò non toglie che questo lavoro preparatorio sia già di per sé stesso utile per scelte più razionali e più programmate; vale a dire che è utile perché agevola il controllo della efficienza economica della spesa.

Ad esempio, nel settore scolastico si può definire il costo per alunno, indicarne la spesa totale, conoscere l'indice degli alunni che in quell'anno si sono "scolarizzati" rispetto all'anno precedente; si può vedere quello che va e quello che non va in ogni settore, come si è ampliata la spesa e così via.

Si può, cioè, introdurre in tutti i settori un controllo di efficienza, soprattutto tra funzioni e Assessorati e meditare, direi, sulle stesse competenze degli stessi Assessorati, se sono bene ripartite.

Permette quindi anche una analisi organizzativa dei vari servizi regionali.

Mentre il primo criterio a cui il bilancio è ora ispirato è quello funzionale, il secondo criterio è quello economico, vale a dire che vi è una distinzione nuova delle spese, cioè le spese correnti o di esercizio o anche di funzionamento,- le spese cioè che si concludono nel giro di un anno -, e le spese di capitale o di accrescimento o di investimento.

Il criterio adottato serve a chiarire quale politica si fa negli investimenti e serve, in sostanza, a fare trovare un giusto equilibrio nella spesa della Regione.

Un altro aspetto importante di questa nuova impostazione del bilancio è quello di mettere in luce gli investimenti indiretti, ovvero le sovvenzioni all'economia privata, quelle che noi normalmente chiamiamo incentivi, le spese correnti, che vengono classificate dal punto di vista della imputazione, ed in particolare i trasferimenti, per quanto riguarda le somme acquisite che si passano ad altri, e così via.

Per quanto riguarda le entrate, quelle della Regione sono molto diverse da quelle dello Stato che ha entrate quasi tutte tributarie.

Essendovi questa grande varietà, occorre riunire e spezzare delle voci di bilancio, trovare un collegamento fra le entrate e le spese, quali, ad esempio, quei trasferimenti di somme che sono spese per conto dello Stato.

Ed infine pare utile anche l'aver indicato con chiarezza i quattro tipi di trasferimenti: quelli globali, che vengono dati agli Enti locali, alla Regione, ma non in relazione ad una spesa specifica; quelli di scopo, che trovano una relazione precisa quali, ad esempio, il contributo scolastico o quelli del Piano Verde; quelli generali, in quanto la Regione ha assorbito servizi altrove attribuiti alle Provincie, e quelli speciali, che sono molto variabili in quanto veramente particolari della Regione.

Per concludere, poiché il bilancio, oltre ad essere un modo tecnico di esporre delle cifre, esprime anche una precisa volontà politica, io ritengo che l'aver posto ancora una volta la nostra Regione all'avanguardia, sul piano nazionale, anche sotto l'aspetto dell'adozione di una nuova metodologia amministrativa, torni tutto a vantaggio della Valle di Aosta.

Ciò non toglie, però, che emerga, forse con maggiore evidenza, quanto incerte siano le entrate fluttuanti della Casa da gioco, che sono state nel bilancio serenamente valutate, e quanto insufficienti risultino quei fondi derivanti dal riparto fiscale fra Stato e Regione, che la maggioranza di un tempo, firmataria della legge del riparto, definiva più che sufficienti non solo per allora, ma per i bisogni futuri della Valle d'Aosta.

Mentre troviamo in questo bilancio, Consigliere Albaney, la volontà politica e gli orientamenti economico e sociale che tendono ad intervenire direttamente, a volte ancora settorialmente, ma già con una tendenza all'intervento globale, seppure indiretto -, per risolvere i problemi della nostra popolazione (- si vedano, ad esempio, quei provvedimenti di carattere sociale citati dal Presidente della Giunta, provvedimenti che interessano particolarmente l'Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale -), vediamo che lo Stato, da venti anni inadempiente verso la nostra Regione, continua ancora a non prendere in considerazione le giuste richieste di adeguamento del riparto fiscale e l'aumento degli investimenti finanziari diretti in Valle d'Aosta.

Se le nostre richieste fossero prese in considerazione, la Regione avrebbe i mezzi e gli strumenti per portare decisive modificazioni nel reddito e nella occupazione della manodopera in Valle d'Aosta.

Queste inadempienze, queste carenze dello Stato verso la nostra Regione potranno solamente essere superate se unanimemente questo Consiglio, al di sopra di ogni divergenza, saprà farsi portavoce presso il Governo Centrale delle nostre necessità".

Il Consigliere LUSTRISSY dà atto al Consigliere Casetta di aver svolto una relazione analitica ed obiettiva, che però non fa che ripetere, - egli osserva -, in altri termini, la relazione fatta dall'On. le Curti alla Camera dei Deputati sul progetto di legge del bilancio di previsione dello Stato, salvo l'ultima parte riguardante i rapporti con lo Stato.

Rileva che è la prima relazione di un certo stile, di una certa impostazione politico-amministrativa che sia stata fatta in questa adunanza, relazione che contiene un esame analitico della situazione reale.

Riferendosi, quindi, al rilievo fatto dal Consigliere Casetta e concernente la stasi presso il Parlamento del progetto di legge relativo agli assegni familiari, rileva che, da un comunicato stampa, risulta che nella seduta del 4 dicembre scorso della Camera dei Deputati, l'opposizione condotta dal Partito Comunista, in occasione dell'assenza di un forte numero di Deputati della maggioranza -, fece approvare due ordini del giorno, di cui uno concernente l'impegno del Governo alla erogazione degli assegni familiari entro il 1° gennaio 1965 ai coltivatori diretti e l'altro concernente l'aumento delle pensioni.

Rammenta che vi è una proposta di legge di iniziativa del Consigliere Albaney per la corresponsione degli assegni familiari e dell'assegno di natalità ai coltivatori diretti e categorie assimilate, con decorrenza dal 1° gennaio 1965 e fa presente che, se i Consiglieri comunisti fossero coerenti e conseguenti nelle loro azioni, dovrebbero votare con la minoranza un ordine del giorno con il quale si impegna la maggioranza ad erogare gli assegni familiari ai coltivatori diretti ed anche a prendere in esame la proposta di legge concernente l'estensione della pensione vecchiaia ai coltivatori diretti.

Il Consigliere GERMANO osserva che la ragione del diverso atteggiamento tenuto oggi dai Consiglieri valdostani ha la sua ragione di essere nel fatto che, mentre a Roma vengono spesi 1.200 e più miliardi per la difesa, nella nostra Regione i milioni da spendere sono pochi, il che significa che, mancando una fonte da cui attingere, bisognerebbe stornare da alcuni capitoli di spesa i fondi occorrenti per dare attuazione alle leggi proposte dai Consiglieri Albaney e Lustrissy.

Informa di aver fatto, - nella riunione della Commissione Affari Generali e Finanze in cui fu esaminato il bilancio di previsione in discussione, una proposta che però è stata respinta dalla minoranza, proposta che intende portare a conoscenza del Consiglio.

Dichiara di aver fatto notare, in sede di Commissione, che non esiste in Valle d'Aosta, che ha una popolazione di 100 mila abitanti, che starebbe tutta nello stadio di San Siro -, una composizione sociale ed economica di tipo particolare, in quanto non vi sono in loco gruppi monopolistici di rilievo.

Rileva che i programmi presentati dalle diverse forze politiche si orientano verso la programmazione, che è alla base del programma della Democrazia Cristiana e che è anche alla base del programma della maggioranza consiliare.

Precisa di avere prospettato ai membri della Commissione l'opportunità di agire d'accordo sulla base della programmazione, procedendo assieme alla scelta e discutendo assieme il progetto di bilancio, in modo da presentare alla Giunta e al Consiglio un progetto unitario del bilancio di previsione, dando così la dimostrazione di voler fare assieme qualche cosa di serio nell'interesse della popolazione.

Ripete tale sua proposta in sede di Consiglio, rilevando che, a suo avviso, non vi è alcun punto che non possa essere discusso con la minoranza per vedere di trovare assieme una base di accordo per quanto riguarda il bilancio, in modo da poter fare pressioni sul Governo centrale affinché aumenti le quote di riparto fiscale e dia la possibilità alla Regione di affrontare i molti problemi che ancora debbono essere risolti.

Il Consigliere TORRIONE dichiara quanto segue:

"Dunque, si è detto che noi Valdostani stiamo tutti nello stadio di S. Siro; è una cosa che diciamo da anni; vorrei veramente che ad un certo punto non si dovesse dire che noi Valdostani stiamo tutti in S. Vittore; perché, se dovesse veramente prendere piede un determinato sistema ideologico che si propugna da quella parte, noi potremmo dire che ci stiamo avviando su quella strada.

Non so di quale proposta parla il Signor Germano, fatta in Commissione, perché non l'ho mai udita; comunque se la proposta la fa ora, e questa è di riportare il bilancio in Commissione per studiarlo e quindi di discuterlo, se il Sig. Germano vuole fa questo, noi siamo pronti; tant'è che noi a lui avevamo chiesto già mesi fa che, in ottemperanza dell'articolo, mi pare 98 del nostro Regolamento, la Commissione consiliare Affari Generali e Finanze da lui presieduta, fosse convocata tempestivamente, in modo che fosse resa edotta delle intenzioni della maggioranza e che potesse preparare e presentare in una relazione scritta le sue osservazioni sul bilancio; se si ritiene oggi di accedere a questa che era stata la nostra istanza, noi siamo lieti di vedere, se pure in ritardo, riconosciuti i nostri diritti, e nel giro di 20 giorni siamo pronti a presentare una relazione dettagliata, con le nostre osservazioni e critiche scritte. Comunque mi pare che l'uscita del Sig. Germano, al punto in cui siamo, oggi 30 dicembre 1964, alla chiusura dell'anno finanziario, non possa avere altro che il valore di una boutade e mi pare che non sia serio venire ad intrattenere il Consiglio Regionale con battute di quel genere.

Siamo alle ore 17,10 e ancora non abbiamo avuto una risposta a quella che era stata una nostra richiesta fatta stamane, e cioè di avere una delucidazione, non circa quelli che sono gli intendimenti ai fini di una programmazione di là da venire - parentesi che è stata aperta con il discorso Chamonin che ci ha fatto piacere ascoltare - ma un chiarimento su quelli che sono gli intendimenti economico-sociali che questa Amministrazione intende perseguire per l'anno 1965 ed in vista degli anni successivi, tenuto conto delle grandi aspettative della popolazione circa un rilancio dell'economia e del prestigio regionale.

Come si legge nella relazione sembrerebbe che questa maggioranza è d'accordo nel considerare il nuovo bilancio come espressione di volontà amministrativa orientata nel senso della programmazione. Ma ripeto, una cosa è dire che si vorrà programmare ed una altra è programmare. A noi interessa sapere quali sono i problemi di fondo che il Governo regionale intende risolvere, e come li intende risolvere, incominciando da quei 365 giorni che costituiscono l'anno 1965.

Piccolo esempio, Signori, tra gli altri già oggi trattati. Da più parte si discute, e giustamente si lamenta, lo stato di disagio in cui si trovano i lavoratori delle industrie valdostane ed, in particolare, i lavoratori della Cogne a causa di quella crisi che già si sapeva che si sarebbe manifestata, che già avevamo preannunciato da anni (suscitando nei sapienti un senso di compatimento) ed a riparo della quale non si è voluto prendere alcun provvedimento regionale tempestivo.

Ci sarebbe sembrato serio sentire dell'intenzione della Giunta, del Governo regionale in ordine a provvedimenti idonei a poter creare nuove occasioni di lavoro ai nostri lavoratori per creare una alternativa al monopolio della mano d'opera operaia da parte di queste grosse e deficitarie aziende. Si pensi che ad Aosta, oggi, o si va alla Cogne o troppo spesso si deve emigrare. Ripeto questo problema non è che uno tra i molti che il Governo regionale doveva affrontare e portare alla discussione in sede di bilancio.

Si parla sempre del Governo romano; lo si pone ad esempio e a ludibrio, ma non vorrei che qui in Valle d'Aosta, dove abbiamo costituito un ordinamento autonomo, appunto per essere sottratti il più possibile dagli orientamenti statuali, si prendesse per buoni soltanto certi sistemi romani che noi riteniamo negativi.

Noi ci domandiamo: a cosa ci serve questo ordinamento autonomistico, questa potestà legislativa primaria e secondaria, se non siamo capaci a crearci i presupposti per fare della nostra terra un qualcosa di più civile, di più prospero, che si avvicini a quanto realizzato nei vicini paesi di oltr'Alpe e nella provincia di Torino. Ci auguriamo che nessuno possa mai lamentare un giorno il fatto che l'economia valdostana durante l'attuale Amministrazione si sia distanziata da quella delle zone più evolute dell'Europa per accostarsi a quelle dell'Italia meridionale".

Il Consigliere BORDON, dopo aver accennato brevemente ad alcuni punti degli interventi dei Consiglieri Casetta e Germano, rileva come, secondo il Consigliere Germano, la minoranza dovrebbe in armonia ed in comune accordo con la maggioranza discutere il bilancio di previsione per l'anno 1965 ed approvarlo per dare maggiore forza alle richieste di ordine finanziario che la Regione deve fare al Governo centrale.

Fa presente che molte volte la minoranza ha aderito alle proposte di impostazione di una linea comune nell'interesse della Valle di Aosta, ma non può ignorare come i comunisti siano soliti accusare la Democrazia Cristiana di essere succube del Governo di Roma per cui devesi dedurre che l'invito alla concordia viene da essi fatto soltanto quando torna loro comodo.

Riferendosi all'esposizione fatta dal Presidente della Giunta, Caveri, esposizione che definisce interessante, e ribadendo quanto detto dal Consigliere Lustrissy osserva che ciò che conta non è già l'adozione di un nuovo metodo per l'impostazione delle voci del bilancio, ma è l'impostazione di un bilancio corrispondente alle necessità della Regione.

Rammenta che alcuni suoi colleghi hanno lamentato che il progetto di bilancio non sia stato corredato da una relazione economica, sociale e politica ed insiste sulla necessità di una tale relazione.

Circa il problema della programmazione, dichiara di aver preso atto con interesse di quanto è stato detto ad illustrazione di tale argomento nell'adunanza odierna; rileva, peraltro, che in conclusione non si sa esattamente cosa sia questa programmazione, di cui tanto si sente parlare anche attraverso i giornali.

Precisa di essere convinto che la Commissione di ricerche economiche e sociali per la programmazione regionale ha fatto tutto quanto poteva fare per lo studio della programmazione, che comporta un lavoro gravoso e non facile, perché lo studio va proiettato nei futuri programmi di interventi regionali.

Ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, ha detto che la Giunta ha ritenuto necessario di nominare un Consulente generale ed un suo assistente per coadiuvare la Commissione nel suo lavoro, nonché di mettere a capo di ogni tipo di ricerca un esperto che abbia la responsabilità di quel determinato ramo di ricerche economiche e sociali.

Dichiara di essere convinto che lo studio della programmazione regionale sia molto complesso e difficile e che, proprio per tale ragione, dubita che la prima fase della programmazione possa essere ultimava entro l'autunno dell'anno 1965.

Concorda con il Consigliere Lustrissy sul rilievo che il Consiglio oggi sta discutendo un bilancio di previsione sulla cui nuova impostazione i Consiglieri del Gruppo consiliare democristiano non possono aderire, anche perché la programmazione è ancora in fase di studio.

Ritiene che la discussione debba quindi vertere sul progetto di bilancio e dichiara che, per quanto lo concerne, intende fare alcune osservazioni e rilievi per la parte concernente il turismo.

Dopo aver sottolineato la necessità che il turismo sia potenziato al massimo, perché il turismo è una delle principali fonti dell'economia regionale, accenna brevemente a quanto è stato realizzato nel passato in tale settore ed informa che nell'anno 1955, allorquando egli era Assessore al Turismo, fu presa in considerazione l'opportunità di affrontare e risolvere il problema della viabilità di interesse turistico. Fa presente che la proposta non incontrò il favore dei Consiglieri dell'opposizione, i quali lo tacciarono di voler costruire soltanto delle strade turistiche.

Dichiara che fu, altresì, affrontato il problema dell'aumento della ricettività mediante l'adozione di provvidenze che consistevano non più nella concessione di sussidi, ma nella concessione di mutui alberghieri, i cui interessi venivano assunti a carico dell'Amministrazione Regionale.

Chiede alla Giunta se ritenga di aver impostato bene il problema del turismo con i pochi fondi previsti in bilancio, che egli ritiene assolutamente insufficienti.

Afferma che, per quanto riguarda il settore del turismo, l'impostazione del bilancio non corrisponde alle esigenze attuali.

Sottolinea la necessità di potenziare maggiormente la ricettività in Valle d'Aosta e ritiene che qualcosa potrebbe già essere attuato nell'anno 1965 qualora si stanziassero in bilancio i fondi occorrenti.

Rileva che occorre fare tutto quanto è possibile affinché i turisti, entrando in Valle di Aosta attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, siano invogliati a fermarsi in Valle; ritiene quindi che occorra migliorare la viabilità e dotare i principali centri turistici degli impianti e delle attrezzature occorrenti.

Accenna in proposito al centro turistico di Courmayeur, facendo presente che, se non si provvederà tempestivamente ad attrezzare convenientemente tale centro turistico, - costruendo, ad esempio, un "patinoire" e creando locali di divertimento ove il turista possa passare la serata -, si assisterà all'esodo di turisti verso il vicino centro turistico di Chamonix, attraverso il traforo del Monte Bianco di prossima apertura.

Richiama pure l'attenzione dei Consiglieri, oltre che sul Comune di Courmayeur, sui centri turistici di La Thuile, Morgex e Pré St. Didier, che hanno tutti interesse ad una soluzione turistica comune, con l'attuazione di iniziative intese a migliorare e ad incrementare le loro attrezzature turistiche.

Accenna pure alla zona turistica di Pila, rilevando la necessità che detta zona sia potenziata al massimo.

Conclude, dichiarando di non poter condividere l'impostazione data al bilancio per quanto riguarda il settore del turismo, perché, a suo avviso, si sarebbe dovuto impostare una iniziativa nuova da realizzare sia pure in tre o quattro anni.

Il Consigliere BENZO dichiara di avere ascoltato con molta attenzione i vari interventi dei Consiglieri che hanno preso la parola sull'argomento e di aver avuto l'impressione che, nella discussione che ne è seguita, vi sia stata una netta confusione tra quello che è il problema della programmazione ed il problema del bilancio di previsione per l'anno 1965.

Dichiara di aver preso atto di quanto riferito dal Consigliere Chamonin in merito all'attività svolta dalla Commissione di ricerche economiche e sociali per la programmazione regionale, come pure di quanto ha aggiunto al riguardo il Presidente della Giunta, Caveri, il quale ha precisato, fra l'altro, che nel prossimo mese di maggio sarà finita la fase di ricerche e che il Consiglio, nell'autunno 1965, si troverà di fronte ad un copioso materiale di studio attraverso il quale saranno noti tutti gli aspetti dell'economia valdostana.

Rileva che il Presidente della Giunta ha sottolineato che si avranno, cosi, i dati per pro cedere alla seconda fase della programmazione e verrà costituito l'Organo democratico, che studierà ciò che occorre attuare per il miglioramento generale della situazione economica e sociale della Valle d'Aosta in modo che si possano fare le scelte politiche decisive per la programmazione degli interventi regionali.

Fa presente che il Consiglio deve oggi prendere in esame il bilancio di previsione per l'anno 1965 in base alla situazione attuale, perché la programmazione non esiste ancora, ma vi è soltanto un bilancio che è stato impostato secondo i criteri adottati per il bilancio dello Stato.

Rammenta che, sempre secondo quanto è stato detto dal Presidente della Giunta, si è reso necessario affidare incarico ad un Consulente generale affiancato da un Assistente e che, per ogni schema o tipo di ricerca vi dovesse essere uno studioso o esperto responsabile di quel determinato ramo di ricerche economiche e sociali.

Chiede se, così stando le cose, vi sia ancora la possibilità per qualche valdostano di dire una parola in merito ai suddetti problemi.

Passando all'esame del bilancio di previsione per l'anno 1965, constata che non è ancora stata fatta alcuna scelta prioritaria.

Dopo aver rilevato che i Colleghi Consiglieri hanno trattato, a seconda della loro specifica competenza, alcuni dei vari problemi, ritiene che il più importante dei problemi da esaminare, in vista della trasformazione che avverrà nell'economia della Valle d'Aosta, sia quello che è stato trattato dal Collega Bordon e, cioè, il problema del turismo e della attrezzatura dei principali centri turistici della Valle.

Afferma che in tale settore si riscontrano gravi manchevolezze e deficienze, che sono note alla maggioranza e alla minoranza.

Lamenta che, per quanto riguarda il problema delle zone turistiche, non vi sia stata una scelta prioritaria, che potrebbe essere quella dell'Alta Valle, in previsione dell'apertura del traforo del Monte Bianco, oppure quella della Valle del Gran San Bernardo.

Ritiene che ad una scelta prioritaria si dovrebbe addivenire anche nel settore dei Lavori Pubblici mediante l'impostazione di un determinato importante problema per l'anno 1965, anziché continuare nella politica di spezzettamento dei fondi per i piccoli lavori di bitumatura o di costruzione delle strade che collegano le frazioni più alte alle baite di montagna.

Osserva che, se si fosse già impostato nel 1964 un determinato problema di interesse regionale, tale problema sarebbe già forse risolto ed aggiunge che, se uno o due problemi venissero impostati per l'anno 1965, nel corso dell'anno tali problemi verrebbero risolti, mentre, invece, alla fine dell'anno 1965 ci troveremo ancora a discutere di studi e di ricerche economiche e sociali per la programmazione e sarà nuovamente presentato al Consiglio un bilancio di previsione settoriale e particolaristico.

Dichiara che, per questi motivi, i Consiglieri del Gruppo consiliare democristiano non possono condividere l'impostazione data al bilancio di previsione per l'anno 1965 anche perché non presenta alcuna visione di risoluzione di problemi concreti.

Il Consigliere PEDRINI dichiara di dare atto della interessante relazione del Consigliere Chamonin nella sua qualità di Presidente della Commissione di ricerche economiche e sociali per la programmazione; riferendosi quindi all'intervento dell'Assessore Colombo, il quale è stato molto chiaro, - egli dice -, nella sua esposizione e nella impostazione "comunisteggiante" del problema, dichiara di avere in un primo tempo deciso di votare contro l'approvazione del bilancio, ma che, dopo l'intervento del Consigliere Gheis, il quale ha dato una impostazione tutta diversa da quella dell'Assessore Colombo, ha deciso di non votare più contro, ma di astenersi dalla votazione sul bilancio.

O vi è, - egli osserva -, una presa di posizione ben chiara e senza sottintesi da parte della Democrazia Cristiana, sapendo con esattezza da che parte stanno i Socialisti valdostani, oppure, in caso contrario, il Partito Liberale sta alla finestra a guardare il gioco.

Per quanto riguarda il bilancio di previsione per l'anno 1965, osserva che avrebbe ascoltato con piacere una relazione del Presidente della Giunta, Caveri, sui vari problemi che ancora devono essere risolti, quali ad esempio, quello della zona franca e quello dei contingentamenti, come pure avrebbe voluto sentire qualcosa circa la questione dell'aumento della quota variabile di riparto delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

Per quanto riguarda il turismo, dichiara che sarebbe augurabile che si smettesse di costruire delle piste turistiche per affrontare qualcosa di veramente serio e concreto nell'interesse del turismo.

Circa il settore dei Lavori Pubblici, richiama quanto detto dal Consigliere Bordon e dichiara che avrebbe desiderato vedere affrontato qualche problema anche per la bassa Valle e per le vallate laterali di Champorcher, di Gressoney e di Ayas.

Per quanto concerne il settore della Sanità ed Assistenza Sociale, fa presente che avrebbe desiderato che l'Assessore Balestri accennasse alla possibilità della costruzione di una clinica o di un piccolo ospedale o posto di soccorso nel Comune di Verrès, per le esigenze della popolazione della bassa Valle.

Ripete che era suo intendimento di votare contro il bilancio, ma che si limiterà, invece, ad astenersi dalla votazione e questo perché la impostazione politica data dalla D.C., tramite il Consigliere Gheis, è per i liberali totalmente errata.

Ritiene di dover precisare che la sua dichiarazione di astensione dalla votazione deve essere interpretata come non approvazione del bilancio e come non approvazione della linea politica del Gruppo consiliare della Democrazia Cristiana, che è la maggioranza nella minoranza.

Auspica che la sua dichiarazione di astensione dalla votazione possa servire a far rivedere l'atteggiamento assunto dalla Giunta Regionale.

Esprime la speranza che l'Assessorato al Turismo possa disporre dei fondi occorrenti per affrontare i problemi alla cui soluzione è condizionato l'avvenire turistico della Valle di Aosta e conclude dichiarando che soltanto lavorando in armonia di intenti si riuscirà a fare qualcosa per il bene della Valle d'Aosta.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, in risposta al quesito fatto dal Consigliere Pedrini in merito al problema della zona franca, riferisce quanto segue:

"In data 18 novembre u.s. ho scritto una lettera al Presidente del Consiglio, On. Moro, al Vice Presidente del Consiglio On. Nenni, ai vari Ministri finanziari, al Presidente del Senato, al Presidente della Camera e al Presidente della 5a Commissione del Senato sollecitando l'attuazione della zona franca, di cui da tanti anni si attende l'attuazione.

In seguito a questa mia lettera, ho ricevuto dalla Presidenza del Senato la seguente lettera in data 28 novembre u.s.:

"Signor Presidente,

Rispondo per incarico del Vice Presidente anziano del Senato, Zelioli Lanzini, alla sua lettera del 18 novembre u.s., con la quale Ella sollecita l'approvazione del disegno di legge n. 33 concernente modalità di attuazione della zona franca della Valle d'Aosta.

La sua richiesta di sollecito è stata inviata alla 5a Commissione permanente Finanze e Tesoro del Senato che ha in esame il disegno di legge.

La informo, peraltro, che il Ministro delle Finanze non ha ancora presentato il suo progetto in materia, progetto che, come Ella ricorda nella sua lettera, il Governo si era riservato di presentare nel corso della seduta tenuta alla Commissione il 24 giugno u.s.

Mi è gradito, ecc.".

Nello stesso tempo sono stati fatti dei passi da parte di altre persone, di altri Consiglieri regionali e mi permetto di dire che in seguito a queste "demarches", da me suggerite, il Vice Presidente della 5a Commissione Finanze Tesoro, cioè, il Senatore Fortunati, ha inviato al Presidente della 5a Commissione Finanze e Tesoro del Senato, Senatore Bertone, la seguente lettera:

"Con riferimento a quanto dichiarai esplicitamente allorché si iniziò la discussione sul disegno di legge concernente la istituzione della zona franca della Valle d'Aosta e alle richieste verbali che successivamente ho esposto, mi permetto di chiedere ufficialmente che, subito dopo conclusa in Commissione la discussione sul bilancio e prima di ogni altro provvedimento, sia ripreso e portato a termine il dibattito su una iniziativa che corrisponde a precise esigenze costituzionali e riflette obiettivi bisogni della Regione.

Come Ella sa, la discussione è stata a suo tempo sospesa su richiesta del Governo. Sono certo, pertanto, che Lei vorrà accogliere la richiesta che ho formulato come Vice Presidente della Commissione e a nome del Gruppo Parlamentare cui ho l'onore di appartenere".

Questo per quanto riguarda la zona franca.

Per quanto riguarda la questione del riparto delle entrate erariali e per quanto riguarda soprattutto la questione della quota annua variabile, la Giunta ha deciso di trasmettere a Roma un documentato memoriale sul problema della quota annua variabile e di richiedere che questo problema sia affrontato.

Approfittando del mio ultimo soggiorno nella Capitale, ho avvicinato dei funzionari responsabili dei Ministeri finanziari ed ho fatto loro presente che diversi mesi fa abbiamo chiesto di essere convocati per la questione finanziaria della Valle d'Aosta; ho ripetuto loro verbalmente la stessa richiesta che avevo già sollecitato parecchie volte.

Infatti, noi abbiamo scritto ripetute volte sollecitando di essere convocati per la questione finanziaria della Valle d'Aosta e sempre ci è stato risposto che saremmo stati convocati, ma questa convocazione tardava.

I responsabili dei Ministeri finanziari, a cui ci siamo rivolti, ci hanno detto che saremmo stati convocati subito dopo le Feste di Natale e di Capodanno; speriamo che questa promessa venga mantenuta.

Io credo di aver risposto alle principali domande fattemi dal Consigliere Pedrini.

Non intendo più ritornare sulla questione della programmazione, ma desidero soltanto precisare, per quanto riguarda le due date da me citate, maggio 1965 e autunno 1965 -, che tali date sono state a noi indicate dal Consulente Prof. Forte e dal Dr. Zandano, che è l'Assistente del Prof. Forte".

Monsieur le Conseiller MAPPELLI, se rapportant à la question de la zone franche, fait noter que, selon Monsieur le Président Caveri, si la zone franche n'est pas encore devenue une réalité la faute est du Gouvernement central.

Il rappelle, à ce propos, qu'il y a quelques années Monsieur le Président Caveri a déclaré, dans des discours qu'il faisait à la veille des élections régionales, que la Démocratie Chrétienne était trop soumise au Gouvernement central et que, pour faire nos intérêts, il fallait au contraire prendre une position de force pour obtenir le respect de nos droits et entre autre la réalisation de la zone franche.

Il remarque que Monsieur Caveri avait invité les électeurs à faire confiance aux forces populaires de l'Union Valdôtaine et des Partis formant la coalition pour mettre le Gouvernement régional dans un rapport de force et obtenir, ainsi, l'application de la zone franche.

Il souligne qu'il y a trop longtemps maintenant que la population valdôtaine entend parler de la zone franche sans aucun résultat et que le pouvoir politique étant dans les mains du Président de la Junte, c'est Monsieur Caveri qui doit répondre à l'électorat à propos de ce problème.

Il retient que le problème de la zone franche ne peut pas être résolu avec une position de protestation, mais seulement avec une position de coalition et de collaboration démocratique.

Monsieur le Président de la Junte, Caveri, rappelle d'avoir dit qu'une lettre de sollicitation avait été par lui envoyée au Président du Conseil des Ministres, au Vice-Président du Conseil des Ministres, aux Présidents du Sénat et de la Chambre des Députés, ainsi qu'au Président de la cinquième Commission du Senat.

Tout le reste, ajoute-t-il, n'est que du verbiage inutile quand on sait que l'article 14 du Statut établit que la zone franche doit être par une loi de l'Etat, - et non pas par une loi régionale, - en suite à un accord entre l'Etat et la Région.

Il Consigliere DUJANY dichiara quanto segue:

"Il bilancio che la Giunta sottopone all'esame e all'approvazione del Consiglio prevede per il 1965 una entrata di 12 miliardi 867.450.000 ed una spesa di importo corrispondente, con chiusura a pareggio.

La relazione della Giunta richiama la legge n. 62 del 1° marzo 1964, che modifica alcune norme concernenti il bilancio dello Stato.

1) spostamento al 1° gennaio della decorrenza dell'anno finanziario;

2) nuova classificazione delle entrate e delle spese;

3) altre norme particolari.

Si ritiene, per la chiarezza, doveroso precisare che in termini reali si tratta di una possibile disponibilità di L. 10.126.500.000, poiché 2.740.050.000 rappresentano partite che si compensano nella spesa senza alcun significato economico e finanziario.

La relazione della Giunta afferma che la Società SORIS è stata incaricata della messa a punto del piano operativo delle indagini, degli studi e dei programmi preparatori già elaborati dalla Commissione regionale di ricerche economiche e sociali per la Programmazione regionale; se ho ben capito, questo significa la stesura di un piano economico regionale.

Se si tratta effettivamente di questo, ritengo offensivo l'atto della Giunta di aver presentato ad una Società specializzata questi elaborati della Commissione senza che prima ne fossero a conoscenza i Consiglieri regionali.

Se così non fosse, ma fosse esatto quello che è stato detto stamane, vorrei fare mia la osservazione fatta dai Consigliere Chamonin secondo cui di questi Istituti non bisognerebbe fidarsi troppo, perché molto spesso sono lontani dalle esigenze pratiche e concrete della Regione.

Si dà atto della sollecitudine con la quale il nuovo bilancio della Regione viene impostato secondo i nuovi criteri che regolano la compilazione del bilancio dello Stato in base alla legge n. 62 del 1-3-1964, della quale si richiama pure l'applicazione dell'articolo 5 per quanto attiene alla presentazione dei consuntivi 1963/1964 e secondo semestre 1964, i quali dovrebbero essere rispettivamente presentati nel mese di gennaio 1965 e nel mese di luglio 1965.

Si è costretti, però, di rilevare che all'infuori della riclassificazione delle voci dei detti bilanci regionali, non si è potuto notare alcun principio di programmazione della spesa pubblica in campo regionale, conseguente almeno a primordiali scelte prioritarie che rappresentino un nuovo indirizzo politico; anzi, balza ancora più evidente il contrasto fra il desiderio di orientare il bilancio nel senso moderno ai fini della programmazione economica e la mancata impostazione di stanziamenti di fondi nei vari capitoli di spesa interessanti i diversi settori economici della Regione.

Ad esempio, le spese correnti (che non incidono sul reddito della Regione) passano dal 48,42% del secondo semestre 1964 al 49,04 per cento del bilancio 1965, mentre le spese in conto capitale o di investimento nello stesso periodo passano dal 31,19% al 27,90%. Dal che si deduce che le spese di funzionamento della complessa attività della Regione tendono ad aumentare a danno delle spese di investimento atte a creare fonti di maggior reddito a favore della popolazione valdostana.

Questo bilancio non fa che trasportare in capitoli di spesa con denominazioni differenti importi uguali che già comparivano sui precedenti bilanci regionali.

ENTRATE:

Prendo atto della nuova ed utile suddivisione delle varie voci di entrate; però ritengo doveroso chiedere alcune precisazioni sulla fondatezza delle previsioni:

1) le quote fisse di ripartizione di entrate, fra Stato e Regione, di cui ai capitoli 6 e 10 per un totale di 2.800 milioni, che, ragguagliate ad un raffronto annuo, si traduce a L. 200 milioni in più rispetto al 1964 -, poggiano effettivamente su un aumento dell'imponibile, tenuto conto che il reddito nazionale medio annuo non supererà l'1% per il 1964 e tenuto conto del mancato versamento di imposte da parte delle ex Società idroelettriche?

2) la quota variabile di cui al capitolo 13 ammontante a Lire 1.460 milioni, è oggetto di trattative che lasciano prevedere un favorevole accordo con lo Stato, tenuto conto che per il 1962-63 le trattative vertono su una base di 500/700 milioni annui?

3) è consistente la previsione di entrata di L. 690 milioni quale quota regionale di importo sull'energia prodotta dall'ENEL?

Queste sono le domande che pongo per avere maggiori elementi di discussione sulla parte Entrata.

Pur ritenendo che la legge sul riparto fiscale non rappresenti l'optimum che la Valle d'Aosta desidera, bisogna pure riconoscere, di fronte a questa possibilità di pareggiare il bilancio con un aumento di quasi 1 miliardo dei proventi delle quote stesse -, che il riparto tanto deprecato costituisce pur sempre uno strumento valido, capace addirittura di controbilanciare la minore entrata del Casinò di St. Vincent.

Ci auguriamo che sappiate utilizzare questo strumento non soltanto nella stesura del bilancio, ma che lo sappiate usare per tradurre in reali entrate le vostre previsioni di entrata di bilancio.

La relazione non fa cenno al problema della Scuola. Non se ne parla più perché non ne avete il coraggio o non se ne parla perché vi siete accordati di non accordarvi? (eppure assorbe quasi 2 miliardi).

È un tema che ci ha ben appassionati durante le competizioni elettorali! Ora silenzio.

E l'applicazione dell'articolo 39 e dell'articolo 40 dello Statuto quando sarà oggetto di discussione?

Detti articoli, che vi leggo, sanciscono quanto segue:

Articolo 39

"Nelle scuole di ogni ordine e grado, dipendenti dalla Regione, all'insegnamento della lingua francese è dedicato un numero di ore settimanali pari a quello della lingua italiana.

L'insegnamento di alcune materie può essere impartito in lingua francese".

Articolo 40

"L'insegnamento delle varie materie è disciplinato dalle norme e dai programmi in vigore nello Stato, con opportuni adattamenti alle necessità locali.

Tali adattamenti, nonché le materie che possono essere insegnate in lingua francese, sono approvati e resi esecutivi, sentite Commissioni miste composte di rappresentanti del Ministero della Pubblica Istruzione, di rappresentanti del Consiglio della Valle e di rappresentanti degli Insegnanti".

Ancora solo due osservazioni sulle spese.

Signori della Giunta, potete onestamente sostenere che il quadro generale dei vostri interventi è razionalmente equilibrato? Ditemi se potete onestamente sostenere che quello che fate nel campo dei lavori pubblici è armonizzato con le esigenze degli altri settori dell'intervento della Regione.

Io penso che onestamente dovete dire di no e confessare che questa armonizzazione non esiste, che i lavori pubblici vanno per la loro strada e intendete che continuino ad andare per la loro strada.

Ed allora ci autorizzate a ripetere quello che abbiamo sempre detto e sospettato e, cioè, che alcune centinaia di milioni dei bilanci annuali della Regione non sono destinati ad incidere in maniera determinante nell'economia e nel progresso dell'economia regionale, ma sono il tributo che il Partito Comunista ed i Partiti di maggioranza pagano alle loro fortune elettorali.

Non è un settore secondario quello dei lavori pubblici, sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista dell'importanza dell'economia, perché hanno riguardo alle strutture e alle infrastrutture indispensabili per ulteriori sviluppi; eppure si finanziano le opere pubbliche con dei criteri di curioso paternalismo.

Per cui oserei dire che, se c'è una priorità nei lavori pubblici, essa è data dalla risultante di due componenti: dalla capacità di venire a chiedere all'Assessore e farsi sentire e dal giudizio che l'Assessore, e forse un pochino anche la Giunta, dà della opportunità delle opere; ma forse soprattutto dall'intervento del tipo di popolazione ed alle relazioni politiche di quella determinata persona o popolazione.

Ed allora non si fa economia e non si fa politica programmata quando in settori fondamentali come questi si tira avanti empiricamente.

Vorrei fare in questa sede ancora una osservazione di carattere generale.

La relazione non accenna alla volontà di risolvere il problema del personale. L'onere finanziario supera il miliardo. Quasi tutti sono scontenti. Esiste un regolamento che la Giunta osserva solo quando fa comodo. Le numerose assunzioni sono fatte con delle cosiddette prove di selezione o con altri metodi di tipo paternalistico, che creano situazioni interne stridenti ed incresciose, talvolta irrisolvibili, ed all'esterno ottimi valdostani laureati devono cercare lavoro fuori Valle, dopo aver aspettato invano di partecipare a concorsi mai espletati.

Vorrei ancora accennare, brevissimamente, ai rapporti tra la Giunta Regionale e gli Enti locali.

Troppo spesso certi Enti locali, certi Comuni sono soggetti alla non sollecita approvazione delle loro deliberazioni. Troppo spesso gli Enti locali si lamentano che le loro deliberazioni sono oggetto di osservazioni continue, non sostanziali, non veramente tutelatrici e che non rientrano nell'azione che la Giunta è tenuta a svolgere quale organo di tutela.

Quindi, una vivissima raccomandazione affinché vengano rispettate le autonomie comunali, come si desidera che siano rispettate le autonomie regionali".

L'Assessore FILLIETROZ, riferendosi ai rilievi formulati dal Consigliere Dujany in merito alle previsioni di entrata relative ai proventi delle quote, fisse e variabili, di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, precisa che gli stanziamenti sono stati prudenzialmente contenuti, per ovvie ragioni, ma che in effetti il provento delle quote fisse e variabili sarà superiore alle cifre iscritte in bilancio.

Per quanto concerne in particolare le quote variabili, rileva che, ai sensi dell'articolo 4 della legge 29 dicembre 1955 n. 1179, concernente l'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta, il provento delle quote variabili deve essere tale da permettere alla Regione di adempiere alle sue funzioni normali.

Dichiara che la quota fissa del riparto fiscale ha dato un buon gettito nell'ultimo anno, ma osserva che ciò non significa che il riparto fiscale ottenuto dalla Valle d'Aosta sia migliore di quello di altre Regioni a Statuto speciale perché, - egli dice -, va tenuto presente che le entrate erariali riguardanti le attività della Valle danno allo Stato un provento annuo di circa Lire 8 miliardi e che di tale somma soltanto Lire 3 miliardi e 200 milioni entrano nelle casse della Regione quale quota di riparto.

Circa il rilievo concernente le spese correnti, che da 48,42 % del secondo semestre 1964 sono passate al 49,04 % nel bilancio dell'anno 1965, chiarisce che l'aumento della percentuale è dovuto all'aumento del costo per il personale in relazione agli aumenti verificatisi sulle retribuzioni ed indennità varie.

Fa presente che, ciononostante, le spese correnti nel bilancio dell'anno 1965 sono state assai contenute; tanto è vero che, come risulta dalla relazione del Prof. Forte e del Dr. Zandano, le spese di investimento sono superiori come percentuali a quelle statali.

L'Assessore ANDRIONE dichiara che, se il problema della Scuola non ha ancora potuto essere definito, ciò è dovuto non già all'Amministrazione Regionale, - e ne può fare fede, egli dice, il Consigliere Berthet che fu per otto anni Assessore alla Pubblica Istruzione -, ma va imputato unicamente agli organi ministeriali, i quali non hanno ritenuto di dare seguito ad alcuno dei provvedimenti proposti dalla Amministrazione Regionale.

Informa che, durante la precedente legislatura, l'allora Assessore Gex inviò al Ministero della Pubblica Istruzione un progetto di legge per l'attuazione dei ruoli regionali in base all'articolo 3 del D.L.C.P.S. 11 novembre 1946 n. 365, ma fa presente che la lettera con cui si trasmetteva detto progetto di legge non ebbe mai risposta.

Comunica che anche l'articolo 40 dello Statuto regionale non poté mai trovare applicazione perché il Ministero della Pubblica Istruzione non provvide a nominare i rappresentanti del Ministero stesso in seno alle Commissioni Miste previste dal 2.o comma di tale articolo, mentre l'Amministrazione Regionale aveva, invece, provveduto a nominare i propri rappresentanti.

Riferisce di avere avuto un lungo colloquio, circa tre mesi or sono, con il Ministro della Pubblica Istruzione, On.le Guy, in merito al problema della Scuola valdostana e di avere, in tale occasione, pregato vivamente il Ministro Guy, - andando al di là di quelle che sono le posizioni politiche dell'Union Valdôtaine affinché si compiacesse di fare pervenire all'Amministrazione Regionale delle controproposte per quanto riguarda il problema in questione.

Precisa che, dovendo recarsi a Roma in gennaio, insisterà presso il Ministro Guy affinché il Ministero della Pubblica Istruzione risponda alle proposte fatte dall'Amministrazione Regionale.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara di essere contrario a ritornare su argomenti che sono già stati trattati e che intende rispondere ai quesiti e rilievi formulati in merito ad argomenti nuovi.

Informa, quindi, per quanto concerne il rilievo del Consigliere Dujany concernente i lavori pubblici, che il programma di lavori pubblici è stato predisposto e studiato dall'Assessorato ai Lavori Pubblici e, quindi, è stato discusso e deciso collegialmente in Giunta.

Smentisce che, nella redazione di tale programma di lavori pubblici, sia stato seguito il sistema dei due pesi e delle due misure ed afferma che tutti i Comuni sono trattati in modo uguale, qualunque sia il colore politico dell'Amministrazione Comunale.

Cita, ad esempio, il Comune di Lillianes, la cui Amministrazione è di un colore diverso da quello dei componenti l'attuale Giunta Regionale: informa che la Giunta ha aiutato detta Amministrazione Comunale per la realizzazione della colonia di vacanza del Liceo di Versailles.

Cita pure, ad esempio, il Comune di Fontainemore ed altri ancora, notoriamente amministrati da democristiani, Comuni che, - egli afferma -, sono stati indubbiamente favoriti in questo ultimo programma di lavori di pubblica utilità.

Cita ancora il Comune di Châtillon, rilevando come il Consigliere Dujany sia a conoscenza che la proprietà Luda di Cortemilia dovrebbe essere acquistata dall'Amministrazione Regionale per essere trasformata in un giardino pubblico; ciò che comporterà per la Regione un onere di decine di milioni.

Circa la pretesa lentezza della Giunta Regionale nella approvazione, in sede di tutela, delle deliberazioni assunte dalle Amministrazioni Comunali, dichiara che una tale affermazione è del tutto infondata per le ragioni che illustra.

Rileva che avviene, qualche volta, che una deliberazione è assunta in violazione alle leggi; fa presente che, allorquando tale caso si verifica, la Giunta Regionale non può ovviamente approvare la deliberazione, che viene pertanto restituita all'Amministrazione Comunale interessata, con invito a regolarizzarla con successiva deliberazione.

Osserva che, in detti casi, si svolge una corrispondenza tra l'autorità regionale e l'autorità comunale e che la deliberazione non viene approvata finché, come già detto, la pratica non sia regolarizzata.

Il Consigliere DUJANY dichiara di avere preso atto della risposta data dal Presidente della Giunta, Caveri, in merito al rilievo concernente i programmi di lavori di pubblica utilità di interesse comunale, ma di non avere mutato avviso; auspica quindi che, in avvenire, abbiano a cessare gli inconvenienti lamentati.

Per quanto riguarda il problema della Scuola, ritiene che fosse suo dovere di richiamare l'attenzione della Giunta su tale problema, che incide sensibilmente sul bilancio della Regione e la cui soluzione non può essere ulteriormente procrastinata.

L'Assessore ANDRIONE dichiara che è suo vivo desiderio ed intendimento di arrivare alla definizione del problema della Scuola, anche a costo di rinunce parziali alle posizioni

politiche dell'Union Valdôtaine, ma sottolinea che, per poter arrivare ad una soluzione del problema, occorre che vi sia un minimo di volontà politica da parte del Governo centrale.

Il Consigliere BERTHET concorda con l'Assessore Andrione che vi sono difficoltà considerevoli da superare per giungere ad una definizione del problema della Scuola, in quanto occorre trovare un punto di accordo con la categoria degli Insegnanti che vede il problema sotto un altro punto di vista.

Osserva che, comunque, è assolutamente necessario che il problema venga risolto, sia pure a costo di sacrifici da una parte e dall'altra.

Constata che nel bilancio di previsione per l'anno 1965 sono stanziati 2 miliardi e 600 milioni di lire per la Pubblica Istruzione e dichiara di essere pienamente d'accordo su tale punto.

Per quanto riguarda, invece, lo stanziamento della somma di Lire 232.000.000 per l'insegnamento della lingua francese, osserva che si tratta di una cifra assai considerevole in rapporto al risultato che si ottiene e questo perché, - egli dice -, l'insegnamento del francese non viene fatto con passione e con amore.

Rammenta che la lingua francese è una delle caratteristiche basi su cui poggia l'autonomia valdostana ed è una ricchezza della Valle d'Aosta.

Segue breve discussione fra il Consigliere CHABOD, il Presidente della Giunta, CAVERI, ed il Presidente, MARCOZ, in merito alla questione della approvazione, da parte della Giunta Regionale, delle deliberazioni adottate dalle Amministrazioni Comunali.

Al termine della discussione, il Presidente, Marcoz, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni di carattere generale, dichiara chiusa la discussione generale sul progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1965.

Il Consiglio prende atto.

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