Objet du Conseil n. 233 du 30 décembre 1964 - Verbale
OGGETTO N. 233/64 - ESAME E DISCUSSIONE DEL PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965.
Il Presidente, MARCOZ, dichiara aperta la discussione generale sul progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, bilancio da approvare con legge regionale.
L'Assessore alle Finanze, FILLIETROZ, riferisce al Consiglio in merito al progetto di bilancio trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con relazione dell'Assessorato alle Finanze ed altri allegati, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 30 dicembre 1964:
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Relazione al Disegno di Legge Regionale per l'approvazione del Bilancio di Previsione della Regione per l'Esercizio Finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965.
La Giunta sottopone all'esame e alla approvazione del Consiglio Regionale l'allegato progetto di bilancio recante gli stati di previsione dell'Entrata e della Spesa della Regione per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 31 dicembre 1965.
In allegato al progetto di bilancio si trasmette un disegno di legge regionale per l'approvazione del bilancio di cui si tratta ed una relazione di consulenza rilasciata dalla Società SORIS (Società Ricerche di Mercato e Studi Economici), di Torino - Via Filangieri n. 14.
La Società SORIS è già stata incaricata della messa a punto del Piano Operativo delle indagini, degli studi e dei programmi preparatori già elaborati dalla Commissione regionale di Ricerche Economiche e Sociali per la Programmazione regionale.
Come è noto, con legge 1° marzo 1964, n. 62, l'esercizio finanziario dello Stato è stato /issato ad anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre, a decorrere dal 1" gennaio 1965.
In seguito alla avvenuta adozione di un esercizio finanziario semestrale di collegamento (2° semestre 1964), la Regione adegua ora la decorrenza del suo esercizio finanziario annuale alla decorrenza dell'esercizio finanziario annuale dello Stato, a' sensi del 2° comma dell'articolo 29 dello Statuto Speciale Valdostano ("L'esercizio finanziario della Regione ha la stessa decorrenza di quello dello Stato").
Il progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno 1965 è stato, inoltre, già impostato secondo i nuovi criteri funzionali ed economici previsti dalla legge 1° marzo 1964 n. 62 per la classificazione delle Entrate e delle Spese del bilancio dello Stato, in relazione al previsto coordinamento dei bilanci degli Enti pubblici territoriali con il bilancio dello Stato.
È noto che, in seguito al maturarsi della nuova concezione della finanza statale che configura il bilancio come strumento iniziale di programmazione e di attuazione della complessa azione del pubblico potere, è stata approvata la riforma dei criteri che regolano la compilazione del bilancio dello Stato, riforma che si impone anche sul piano degli Enti pubblici locali e, in primo luogo, per le Regioni.
La Giunta regionale ha quindi ritenuto opportuno di adeguarsi, nella impostazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1965, alle nuove norme già in vigore per il bilancio dello Stato, compiendo così un primo passo, anche se modesto, verso l'obiettivo dell'adozione del bilancio di previsione impostato ed orientato nel senso moderno e ai fini della programmazione economica, analogamente a quanto già avvenuto per il bilancio dello Stato.
Questa decisione riflette il legittimo desiderio di andare al di là delle tradizionali enunciazioni programmatiche annuali, tradotte in termini quantitativi in un bilancio di previsione formulato con criteri puramente contabili, per sostituirvi una determinata espressione di volontà amministrativa orientata nel senso della programmazione o pianificazione della spesa pubblica.
Una ulteriore ragione giustifica poi la menzionata riforma del bilancio regionale: in base al progetto di PROGRAMMA statale di sviluppo economico per il quinquennio 19651969 le Amministrazioni pubbliche locali, ed in primo luogo le Regioni già interpellate in merito dal Ministero del Bilancio (Ufficio per la Programmazione Economica Nazionale Piano Quinquennale 1965-1969) - sono già considerate soggetti attivi del PROGRAMMA in questione.
Si pone, quindi, il problema del coordinamento delle attività e degli interventi delle Regioni con le attività e gli interventi dello Stato ai fini dell'attuazione del PROGRAMMA; il che costituisce un ulteriore motivo per l'adozione della analoga riforma del bilancio della Regione.
D'altra parte, la riclassificazione delle voci del bilancio regionale secondo i nuovi concetti di cui sopra è una condizione preliminare necessaria per poter procedere alla formulazione di un Piano di Programmazione Regionale collegabile con la Programmazione del Piano Nazionale Quinquennale.
Nel procedere alla riclassificazione delle varie voci del bilancio regionale ci si è uniformati, in generale e per quanto possibile, ai criteri già in vigore per il bilancio di previsione dello Stato.
Per l'illustrazione della nuova classificazione delle Entrate e delle Spese adottata per il bilancio della Regione per l'anno 1965 si fa riferimento alla apposita relazione di consulenza rassegnata dalla già citata Società SORIS, di Torino.
Si osserva, peraltro, che la numerazione progressiva dei capitoli della Parte Entrata e della Parte Spesa del bilancio è interrotta, con i necessari numeri di capitoli omessi e di riserva, in relazione alle necessità della codificazione meccanografica già adottata dall'Amministrazione Regionale.
Si aggiunge, inoltre, che l'adozione del nuovo sistema di classificazione della materia dei bilancio, particolarmente per quanto riguardala parte SPESA, ha comportato un complesso lavoro di revisione delle singole partite ai fini della riclassificazione secondo criteri economici e funzionali; tale lavoro si è rivelato a volte difficoltoso in sede di specificazione della natura e della destinazione precisa di numerosi capitoli di spesa del precedente bilancio che raggruppavano elementi promiscui ed eterogenei in rapporto ai nuovi criteri di classificazione.
Non essendo ancora state emanate le attese disposizioni previste dall'articolo 6 della legge 1° marzo 1964 n. 62, per il coordinamento delle norme in vigore peri bilanci degli Enti pubblici territoriali con le nuove norme dettate dalla citata legge per il bilancio dello Stato, sono state tenute presenti le disposizioni già impartite dai vari Ministeri per l'impostazione del bilancio di previsione dello Stato per l'anno 1965.
Si fa riferimento espresso a quanto già illustrato in merito ai seguenti punti della Parte Entrata e della Parte Spesa nella relazione al progetto di bilancio preventivo della Regione per il precedente esercizio finanziario (2° semestre 1964):
a) carattere particolare dell'entrata derivante alla Regione dalla gestione della Casa da Gioco di St-Vincent e destinazione dell'entrata stessa;
b) numero, importanza e onerosità dei servizi devoluti per legge all'Amministrazione Regionale, particolarmente per quanto riguarda i servizi e le spese per la Pubblica Istruzione;
c) inadeguatezza dei proventi derivanti alla Regione quali quote fisse e quali quote annuali variabili di ripartizione di entrate erariali fra lo Stato e la Regione, a' sensi della legge 29 novembre 1955 n. 1179, sull'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta, e conseguente necessità di addivenire allo aumento delle quote di riparto fiscale di cui si tratta, in relazione alle necessità dei servizi di istituto della Regione.
Il progetto di bilancio per l'esercizio finanziario 1965 presentato all'approvazione del Consiglio è stato, per maggior chiarezza, suddiviso in due parti: la prima riguardante gli stanziamenti del bilancio per il 1965 e la seconda riguardante i corrispondenti stanziamenti del bilancio della Regione per il II semestre 1964.
Ai fini dell'adozione della nuova classificazione economica delle Entrate e delle Spese, molti stanziamenti del bilancio del II semestre 1964, aventi voci promiscue, sono stati ripartiti in due e più stanziamenti.
Il raffronto degli stanziamenti attivi e passivi fra il bilancio 1965 ed il bilancio della Regione per il II semestre 1964 può essere così riassunto:
ENTRATE
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Descrizione dell'entrata |
Stanziamenti per il II semestre 1964 |
Differenza in più |
Stanziamenti 1965 |
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TITOLO I - Entrate Tributarie
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1.792.620.000 |
3.452.860.000 |
5.245.480.000 |
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TITOLO II - Entrate extra Tributarie
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4.119.165.000 |
3.191.205.000 |
7.310.370.000 |
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TITOLO III - Alienazione, ammor- tamento di beni patrimoniali e rimborso crediti |
299.300.000 |
12.000.000 |
311.300.000 |
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TITOLO IV - Accensione di prestiti
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___ |
___ |
___ |
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TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE |
6.211.085.000 |
6.656.065.000 |
12.867.150.000
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TITOLO I - ENTRATE TRIBUTARIE
La maggior entrata di L. 3.452.860.000 fra le previsioni 1965 e le previsioni del II semestre 1964 risulta così ripartita:
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Cap. 6 e 10 |
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Provento quote fisse di riparto fra lo Stato e la Regione |
in più |
L. |
1.500.000.000 |
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Cap. 13 |
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Provento quote variabili di riparto fra lo Stato e la Regione |
in più |
L. |
1.110.000.000 |
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Cap. 14 |
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Riparto imposta uni-a sull'energia elettrica |
in più |
L. |
690.000.000 |
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Altre entrate tributarie |
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L. |
152.860.000 |
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Totale variazioni |
in più |
L. |
3.452.860.000 |
QUOTE FISSE DI RIPARTIZIONE DI ENTRATE ERARIALI FRA LO STATO E LA REGIONE
La maggior entrata di L. 1.500.000.000, che ragguagliata ad un raffronto annuo si riduce a L. 200.000.000, è dovuta al normale incremento del gettito dei tributi ammessi a ripartizione e corrisponde al carico dei ruoli attualmente in corso.
QUOTE VARIABILI DI RIPARTIZIONE DI ENTRATE ERARIALI FRA LO STATO E LA REGIONE
La maggiore entrata di L. 1.110.000.000, che ragguagliata ad un raffronto annuo si riduce a L. 760.000.000, è stata stanziata in relazione alle effettive necessità dei servizi e del bilancio della Regione per l'esercizio 1965 ed il relativo gettito risulta destinato per oltre l'85 % del suo importo a copertura di spese correnti e per il 15% circa a copertura di spese produttive di investimento o in conto capitale.
Fra la Regione e lo Stato sono attualmente in corso trattative intese a determinare lo ammontare delle quote variabili di ripartizione di entrate erariali per i decorsi esercizi finanziari; l'importo richiesto in relazione alle necessità del bilancio della Regione per il II semestre 1964 ammonta a complessive Lire 790.000 pari ad annue L. 1.580.000.
Nelle previsioni del bilancio per l'anno 1965, è stato possibile ridurre lo stanziamento ad annue L. 1.460.000.000 in relazione alla possibilità di realizzare quale quota regionale di importo dell'imposta unica sull'energia elettrica prodotta dall'ENEL a' sensi dell'art. 8 della legge 6-12-1962 n. 1643, un gettito di annue L. 690.000.000.
QUOTA REGIONALE DI RIPARTO IMPOSTA UNICA SULL'ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA DALL'E.N.E.L.
La maggior entrata di L. 690.000.000 costituisce il possibile gettito derivante alla Regione quale quota di riparto dell'imposta di cui sopra, tenuto conto delle quote fisse di riparto fiscale di pertinenza della Regione sui redditi accertati a carico delle Imprese elettriche operanti in Valle d'Aosta e assorbite dall'E.N.E.L.
Il riparto dell'imposta in questione è tutt'ora pendente, ma si ha ragione di ritenere che, comunque venga effettuato il riparto, dovrà essere corrisposta alla Regione, o in conto quota di riparto imposta unica sull'energia elettrica, o in conto quote variabili di riparto di entrate erariali, una somma commisurata a quella percepita dalla Regione per quote fisse di riparto sugli 8110 dei redditi accertati a carico delle Aziende Elettriche operanti in Valle assorbite dall'E.N.E.L. dall'1-1-1963.
Lo stanziamento di L. 690.000.000 è stato calcolato sul presumibile gettito delle quote di riparto spettanti alla Regione sulla base dei redditi che presumibilmente verranno accertati in conto 1962 a carico delle Aziende Elettriche operanti in Valle d'Aosta assorbite dall'E.N.E.L.
ALTRE ENTRATE TRIBUTARIE
La maggior entrata di L. 152.860.000 che ragguagliata ad un raffronto annuo si riduce a L. 10.240.000 è irrilevante e riflette il carico attuale dei ruoli delle diverse imposte, sovrimposte e tasse regionali.
TITOLO II - ENTRATE EXTRA TRIBUTARIE
La maggior entrata di L. 3.191.205.000 tra le previsioni 1965 e le previsioni del II semestre 1964 risulta in ordine di consistenza così ripartita:
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CAT. VI - PARTITE CHE SI COMPENSANO NELLE SPESE |
L. |
1.532.425.000 |
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Questa categoria non merita particolare commento in quanto tutte le entrate trovano corrispondente copertura nelle spese |
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CAT. I - PROVENTI SPECIALI |
L. |
835.050.000 |
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Ragguagliando le spese del II semestre ad un intero esercizio annuale, questa categoria di entrate presenta una flessione di entrata per oltre un miliardo, dovuta alla sensibile riduzione dei proventi derivanti alla Regione dalla Casa da Gioco di St-Vincent, in conseguenza dell'attuale sfavorevole congiuntura economica generale. Le gravi conseguenze della flessione di questo importante cespite della Regione si ripercuotono sugli investimenti produttivi della Regione che, in conseguenza del nuovo gettito della Casa da Gioco, deve ridurre di oltre un miliardo i suoi interventi nel campo degli investimenti. |
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CAT. V - TRASFERIMENTI |
L. |
468.380.000 |
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Ragguagliando ad anno gli stanziamenti del II semestre 1964, la categoria fa registrare una maggior entrata annua di Lire 97.440.000, rappresentata per la maggior parte di tale somma dai fondi assegnati dallo Stato alla Regione in conto Piano Verde (L. 355.500.000) che trovano corrispondente copertura fra le spese in conto capitale del bilancio per l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste per il 1965. |
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CAT. III PROVENTO DEI BENI DELLA REGIONE |
L. |
245.000.000 |
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Ragguagliando ad anno gli stanziamenti del II semestre 1964, questa categoria di entrate presenta una minore entrata di Lire 281.000.000 dovuta in gran parte: a) alla riduzione dei gettiti dei proventi sulle concessioni e subconcessioni di acque pubbliche in seguito alla non avvenuta stipulazione da parte dell'E.N.- E.L. di convenzioni già concordate con la S.I.P. b) al contenimento del provento dei 9/10 dei canoni statali al loro gettito effettivo; c) alla riduzione dello stanziamento per interessi attivi a seguito dell'utilizzo delle giacenze di cassa |
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CAT. II - PROVENTO DEI SERVIZI PUBBLICI |
L. |
87.600.000 |
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Per questa categoria le entrate ragguagliate ad anno restano sostanzialmente identiche alle previsioni del II semestre 1964 e meritano particolare rilievo i proventi dell'Istituto Regionale Maternità ed Infanzia (L. 155.000.000) ed i proventi di analisi del Laboratorio di Igiene e Profilassi (L. 14.000.000). |
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CAT. IV - RICUPERI E RIMBORSI |
L. |
22.750.000 |
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La categoria raggruppa le entrate per ricuperi e rimborsi da parte di terzi per ricoveri e contributi diversi e ragguagliando ad anno le previsioni del II semestre 1964 si registra una flessione di L. 14.500.000 annua, per riduzioni di previsioni conseguenti agli accertamenti 1963-64. |
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TOTALE |
L. |
3.191.205.000 |
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TITOLO III ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO DI CREDITI |
L. |
12.000.000 |
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In questo titolo sono stati riportati tutti gli stanziamenti per il rimborso di crediti concessi dalla Regione su garanzie fideiussorie di importo identico a quello previsto nel bilancio del II semestre 1964 per un intero anno solare. I rimborsi in questione trovano corrispondente copertura nella parte spesa del bilancio. |
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TITOLO IV - ACCENSIONE DI PRESTITI |
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Non è stato previsto alcun stanziamento per l'accensione di mutui passivi. |
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SPESA
Anche per le spese è stato riportato, nel progetto di bilancio della Regione per l'anno 1965, il raffronto per capitoli fra gli stanziamenti per il 1965 e gli stanziamenti del II semestre 1964. Gli stanziamenti promiscui del bilancio del II semestre 1964, in relazione alla necessità della nuova classificazione economica della spesa, sono stati ripartiti in due o più nuovi capitoli.
Gli stanziamenti delle singole voci e capitoli di spesa sono stati impostati e previsti in base alla nuova classificazione delle spese ed alle accertate necessità dei vari servizi regionali ed in base ai seguenti criteri:
a) per quanto si riferisce alle spese per il personale: in base agli emolumenti spettanti ed al numero dei dipendenti addetti ai servizi e uffici dell'Amministrazione Regionale ed al numero del personale, insegnante e non insegnante, addetto alle Scuole ed ai servizi scolastici.
Rispetto ai bilanci dei decorsi esercizi finanziari, nel progetto di bilancio per il 1965 le spese per il personale sono state attribuite agli Assessorati e Servizi di competenza e classificate sotto una identica categoria (Cat. II Personale e Cat. III Personale scolastico) per consentire una più facile individuazione delle spese per il personale sia nel complesso delle spese che nell'incidenza di spese per ogni Assessorato o Servizio.
b) Per altre spese: in relazione ai programmi di lavoro, all'attività ed ai costi dei vari servizi calcolati in base agli attuali prezzi delle prestazioni, delle mercedi, dei materiali e delle forniture.
In relazione all'ordinamento dei servizi regionali di cui agli articoli da 1 a 65 delle norme approvate con Legge regionale 28 luglio 1956, n. 3, la Regione Valle d'Aosta, provvede a' sensi delle vigenti Leggi, alle spese per i Servizi devoluti alla sua competenza amministrativa in seguito all'avvenuta soppressione di Enti e Uffici locali disposta con vari provvedimenti legislativi; si citano ad esempio, i seguenti provvedimenti: D.L.L. 7-9-1945, n. 545; D.L.C.P.S.11-11-1946 n. 365 e D.L.C.- P.S. 23-12-1946 n. 367.
Le spese di parte corrente non abbisognano di particolare illustrazione, trattandosi di spese di carattere obbligatorio, non dilazionabili e necessarie per il normale espletamento dei servizi di istituto della Regione.
Particolare menzione meritano invece le spese in conto capitale finanziate, in massima parte, con i proventi della Casa da Gioco di St-Vincent e con le altre entrate derivanti da proventi speciali e da trasferimenti da destinare ad investimenti (Piano Verde).
RAFFRONTI FRA LE SPESE DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER IL 1965 ED IL BILANCIO PER IL II SEMESTRE 1964
Un raffronto riassuntivo fra le previsioni di spesa del bilancio 1965 e le previsioni di spesa per il bilancio per il II semestre 1964 consente di mettere in evidenza i seguenti dati percentuali:
SPESE RIPARTITE PER I TITOLI
|
TITOLO |
Stanziamenti 1965 |
Stanziamenti II semestre 64 |
||
|
Importo |
% |
Importo |
% |
|
|
TITOLO I - Spese correnti di funzionamento (escluse le partite che si compensano con l'entrata) |
6.310.434.565 |
49,04 |
3.007.354.800 |
48,42 |
|
TITOLO III - Rimborso di prestiti
|
226.365.435 |
1,76 |
60.055.200 |
0,97 |
|
TOTALE |
6.536.800.000 |
50,80 |
3.067.410.000 |
49,39
|
|
CAT. X - Partite che si compensano con l'entrata |
2.740.650.000 |
21,30 |
1.206.225.000 |
19,42 |
|
TOTALE TITOLO I E TITOLO III
|
9.277.450.000 |
72,10 |
4.273.635.000 |
68,81 |
|
TITOLO II - Spese in conto Capitale o di investimento |
3.589.700.000 |
27,90 |
1.937.450.000 |
31,19 |
|
TOTALE GENERALE DELLA ENTRATA |
12.867.150.000 |
100 |
6.211.085.000 |
100 |
SPESE RIPARTITE PER ASSESSORATO
|
ASSESSORATO |
Stanziamenti 1965 |
Stanziamenti II semestre 64 |
||
|
Importo |
% |
Importo |
% |
|
|
TITOLO I - SPESE CORRENTI FINANZE |
|
|
|
|
|
Spese correnti |
1.522.934.565 |
11,84 |
781.504.800 |
12,58 |
|
Partite che si compensano con la spesa |
2.740.650.000 |
21,30 |
1.206.225.000 |
19,42 |
|
Rimborso di prestiti |
226.365.435 |
1,76 |
60.055.200 |
0,97 |
|
TOTALE FINANZE |
4.489.950.000 |
34,90 |
2.047.785.000 |
32,97 |
|
AGRICOLTURA |
348.400.000 |
2,71 |
157.950.000 |
2,54 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
97.500.000 |
0,76 |
43.050.000 |
0,69 |
|
LAVORI PUBBLICI |
276.500.000 |
2,15 |
134.300.000 |
2,16 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
2.656.100.000 |
20,64 |
1.182.050.000 |
19,04 |
|
SANITA' |
1.007.300.000 |
7,82 |
522.150.000 |
8,41 |
|
TURISMO |
401.700.000 |
3,12 |
186.350.000 |
3 |
|
TOTALE TITOLO I - SPESE CORRENTI E TITOLO III RIMBORSO DI PRESTITI |
9.277.450.000 |
72,10 |
4.273.635.000 |
68,81 |
|
TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
|
|
|
|
|
FINANZE |
848.300.000 |
6,59 |
561.050.000 |
9,03 |
|
AGRICOLTURA |
1.219.500.000 |
9,48 |
529.500.000 |
8,53 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
82.500.000 |
0,64 |
36.500.000 |
0,59 |
|
LAVORI PUBBLICI |
1.135.400.000 |
8,82 |
635.400.000 |
10,23 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
30.000.000 |
0,23 |
29.000.000 |
0,47 |
|
SANITA' |
7.000.000 |
0,06 |
15.000.000 |
0,24 |
|
TURISMO |
267.000.000 |
2,08 |
131.000.000 |
2,11 |
|
TOTALE TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
3.589.700.000 |
27,90 |
1.937.450.000 |
31,19 |
|
TOTALE GENERALE SPESE |
12.867.150.000 |
100 |
6.211.085.000 |
100 |
Nel suo complesso il bilancio della spesa per il 1965 pareggia nella somma complessiva di L. 12.867.150.000 così determinata e ripartita:
ENTRATE
|
ENTRATE
|
Ammontare delle previsioni 1965
|
|
|
TITOLO I - ENTRATE TRIBUTARIE |
5.245.480.000 |
12.555.850.000
311.300.000 --- |
|
TITOLO II - ENTRATE EXTRA TRIBUTARIE |
7.310.370.000 |
|
|
TOTALE TITOLO I E II |
12.555.850.000 |
|
|
SPESE CORRENTI |
9.051.084.565 |
|
|
DIFFERENZA |
3.504.765.435 |
|
|
TITOLO III - ALIENAZIONE DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO DI PRESTITI |
|
|
|
TITOLO IV - ACCENSIONE DI PRESTITI |
||
|
TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE |
12.867.150.000 |
|
SPESE
|
SPESE |
Ammontare delle previsioni 1965 |
||
|
TITOLO I Spese correnti |
TITOLO II Spese in conto capitale |
TOTALE |
|
|
FINANZE |
4.263.584.565 |
848.300.000 |
5.111.884.565 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
348.400.000 |
1.219.500.000 |
1.567.900.000 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
97.500.000 |
82.500.000 |
180.000.000 |
|
LAVORI PUBBLICI |
276.500.000 |
1.135.400.000 |
1.411.900.000 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
2.656.100.000 |
30.000.000 |
2.686.100.000 |
|
SANITA' E ASSISTENZA |
1.007.300.000 |
7.000.000 |
1.014.300.000 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ E BELLE ARTI |
401.700.000 |
267.000.000 |
668.700.000 |
|
TOTALE PER TITOLI |
9.051.084.565 |
3.589.700.000 |
12.640.784.565 |
|
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI |
226.365.435 |
||
|
TOTALE COMPLESSIVO DELLE SPESE |
12.867.150.000 |
||
PROPOSTA DI VARIAZIONI AL PROGETTO DI BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1965.
In seguito a segnalazione pervenuta all'Assessorato regionale all'Agricoltura dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste, si rende necessario provvedere alla istituzione di nuovi capitoli alla Parte ENTRATE e alla Parte SPESE del progetto di bilancio preventivo della Regione per l'anno 1965, per l'incasso e la erogazione di somme messe a disposizione dal predetto Ministero ai sensi della legge 23 Maggio 1964 n. 404, concernente provvidenze straordinarie a favore della zootecnia.
Si propone, pertanto, di approvare le sotto riportate relative variazioni al progetto di bilancio preventivo di cui si tratta, unitamente alle altre seguenti variazioni:
A) VARIAZIONI ALLA PARTE "ENTRATE"
|
PROVVIDENZE STRAORDINARIE PER LA ZOOTECNIA (legge 23-5-1964 n. 404) Capitolo 85: Fondi assegnati dallo Stato per interventi diretti al risanamento, al miglioramento e all'incremento del patrimonio zootecnico, con particolare riguardo agli allevamenti di bovini (art. 1 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
45.000.000 |
|
Capitolo 86: Fondi assegnati dallo Stato per incremento fondo di rotazione istituito con legge 8 agosto 1957 n. 777 (art. 3 legge 23-51964 n. 404)
|
|
|
|
Capitolo 87: Fondi assegnati dallo Stato per concorso in spese per mutui di miglioramento fondiario destinati alla costruzione, ampliamento e ammodernamento di ricoveri per il bestiame e connesse strutture, comprese attrezzature mobili complementari, nonché alla costruzione, ampliamento e ammodernamento di alloggi per salariati fissi addetti alla attività zootecnica (art. 4 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
3.000.000
|
|
Capitolo 88: Fondi assegnati dallo Stato per contributi nelle spese per acquisto, ampliamento, ammodernamento, costruzione e attrezzatura di impianti collettivi per la raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita diretta al consumo di prodotti zootecnici e relativi sottoprodotti, compresi macelli, mangimifici e stalle sociali (art. 5 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
6.000.000
|
|
VARIAZIONI IN AUMENTO ENTRATE |
L. |
84.000.000 |
B) VARIAZIONI ALLA PARTE "SPESE"
|
ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA E FORESTE TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE SEZIONE IV - AZIONE E INTERVENTO IN CAMPO ECONOMICO CATEGORIA III - TRASFERIMENTI |
|
|
|
Capitolo 248: Erogazione fondi assegnati dallo Stato per attuare interventi diretti al risanamento, al miglioramento e all'incremento del patrimonio zootecnico di bovini con particolare riguardo agli allevamenti di bovini (art. l legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
45.000.000 |
|
Capitolo 249: Erogazione di fondi assegnati dallo Stato per incremento fondo di rotazione istituito con legge 8 agosto 1957 n. 777 (art. 3 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L.
|
|
|
Capitolo 250: Erogazione di fondi assegnati dallo Stato per concorso in spese per mutui di miglioramento fondiario destinati alla costruzione, ampliamento e ammodernamento di ricoveri per il bestiame e connesse strutture e attrezzature, comprese attrezzature mobili complementari, nonché per costruzione, ampliamento e ammodernamento di alloggi per salariati fissi addetti alla attività zootecnica (art. 4 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
3.000.000 |
|
Capitolo 251: Erogazione di fondi assegnati dallo Stato per contributi nelle spese per acquisto, ampliamento, ammodernamento, costruzione e attrezzature di impianti collettivi per la raccolta, conservazione, lavorazione, trasformazione e vendita diretta al consumo di prodotti zootecnici e relativi sottoprodotti, ivi compresi macelli, mangimifici e stalle sociali (art. 5 legge 23-5-1964 n. 404)
|
L. |
6.000.000 |
|
VARIAZIONI IN AUMENTO |
L. |
84.000.000 |
|
ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE SEZIONE III - AZIONE E INTERVENTO IN CAMPO SOCIALE CATEGORIA I - BENI ED OPERE IMMOBILIARI A CARICO DELLA REGIONE |
|
|
|
Capitolo 313: Si propone di ridurre a L 1.000.000 lo stanziamento in quanto per il 1965 alla costruzione di acquedotti si provvederà normalmente con la concessione di contributi ad Enti e Consorzi - in meno
|
L.
|
64.000.000
|
|
VARIAZIONI IN DIMINUZIONE |
L. |
64.000.000 |
|
CATEGORIA III - TRASFERIMENTI |
|
|
|
Capitolo 318: Si propone di aumentare da Lire 21.000.000 a Lire 70.000.000 lo stanziamento per contributi ad Enti e Consorzi per la costruzione di acquedotti - in più
|
L. |
49.000.000 |
|
SEZIONE IV - AZIONE E INTERVENTO IN CAMPO ECONOMICO CATEGORIA I - BENI ED OPERE IMMOBILIARI A CARICO DELLA REGIONE |
|
|
|
Capitolo 323: In relazione alle previsioni di spese per studi, progettazioni e per compensi a tecnici estranei all'Amministrazione per perizie, direzione e contabilizzazione di lavori a carico della Regione, si propone di aumentare lo stanziamento da L. 60.000.000 a L. 68.000.000 - in più
|
L. |
8.000.000
|
|
Capitolo 325: Si propone di completare come segue la denominazione del capitolo: "Spese per costruzione di opere stradali e di altre opere a mezzo di cantieri di lavoro (legge regionale 26-6-1964 n. 8) CATEGORIA II - BENI IMMOBILI, MACCHINE E ATTREZZATURA A CARICO DELLA REGIONE |
|
|
|
Capitolo 332: Si propone di aumentare da L. 8.000.000 a Lire 10.000.0000 lo stanziamento per acquisto di macchinari e attrezzature diverse stradali - in più
|
L. |
2.000.000
|
|
CATEGORIA III - TRASFERIMENTI |
|
|
|
Capitolo 342: In base al programma di lavori per il 1965, si propone di aumentare da Lire 4.000.000 a Lire 9.000.000 lo stanziamento per contributi e sovvenzioni per impianti di linee elettriche e telefoniche di allacciamento - in più
|
L. |
5.000.000 |
|
VARIAZIONI IN AUMENTO |
L. |
64.000.000 |
QUADRO DI CLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DEL BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ANNO 1965
ENTRATE
TITOLO I - ENTRATE TRIBUTARIE
CATEGORIA I - IMPOSTE SUL REDDITO E SUL PATRIMONIO
CATEGORIA II - IMPOSTE SUGLI AFFARI
CATEGORIA III - IMPOSTE SULLA PRODUZIONE E SUI CONSUMI
CATEGORIA IV - TRIBUTI SPECIALI PER ATTIVITA' DI GIOCO
TITOLO II - ENTRATE EXTRA TRIBUTARIE
CATEGORIA I - PROVENTI SPECIALI
CATEGORIA II - PROVENTI DI SERVIZI PUBBLICI
CATEGORIA III - PROVENTI DEI BENI DELLA REGIONE
CATEGORA IV - RICUPERI E RIMBORSI
CATEGORIA V - TRASFERIMENTI
Trasferimenti globali
Trasferimenti di scopo:
PER ISTRUZIONE E CULTURA
PER AZIONE ED INTERVENTO IN CAMPO SOCIALE
PER AZIONE ED INTERVENTO IN CAMPO ECONOMICO
Piano verde
Provvidenze straordinarie in favore della zootecnia (L. 23-5-1964 numero 404)
CATEGORIA VI - PARTITE CHE SI COMPENSANO NELLA SPESA
Partite di giro
Contabilità speciali
TITOLO III - ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO DI CREDITI.
CATEGORIA I - VENDITA DI BENI IMMOBILI E AFFRANCAZIONE DI CANONI
CATEGORIA II - AMMORTAMENTO DEI BENI PATRIMONIALI
CATEGORIA III - RIMBORSO DI ANTICIPAZIONI E DI CREDITI VARI DELLA REGIONE
TITOLO IV - ACCENSIONI DI PRESTITI
CATEGORIA I - ACCENSIONE DI PRESTITI
SPESE
ASSESSORATI: FINANZE
AGRICOLTURA E FORESTE
INDUSTRIA E COMMERCIO
LAVORI PUBBLICI
PUBBLICA ISTRUZIONE
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
TURISMO ANTICHITÀ E BELLE ARTI
TITOLO I - SPESE CORRENTI
SEZIONI
SEZIONE I - AMMINISTRAZIONE GENERALE
SEZIONE II - ISTRUZIONE E CULTURA
SEZIONE III - AZIONE E INTERVENTO IN CAMPO SOCIALE
SEZIONE IV - AZIONE E INTERVENTO IN CAMPO ECONOMICO
SEZIONE V - AZIONE E INTERVENTO NEL CAMPO DELLE ABITAZIONI
SEZIONE VI - ONERI NON RIPARTIBILI
CATEGORIE
CATEGORIA I - SERVIZI DEGLI ORGANI REGIONALI
Consiglio e Giunta regionali
Commissioni
CATEGORA II - PERSONALE
Ass. Finanze: Uffici centrali
Uffici distaccati
Ass. Agricoltura: Servizi agrari e zootecnici
Servizi forestali
Ass. Sanità: Uffici centrali
Istituto regionale assistenza Materna ed Infantile
Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi
CATEGORIA III - PERSONALE SCOLASTICO
Scuole elementari
Scuole medie
Scuole di istruzione secondaria
Scuole di istruzione professionale
Scuola popolare
CATEGORIA IV - ACQUISTO DI BENI E SERVIZI
Ass. Finanze: Consiglio e Giunta regionali
Patrimonio regionale
Spese generali
Ass. Agricoltura: Servizi agrari e zootecnici
Servizi forestali
Ass. Sanità: Sanità e assistenza
Istituto regionale di assistenza Materna ed Infantile
Laboratori di Igiene e Profilassi
CATEGORIA V - TRASFERIMENTI
CATEGORIA VI - INTERESSI
CATEGORIA VII - AMMORTAMENTI
CATEGORIA VIII - POSTE CORRETTIVE DELL'ENTRATA
CATEGORIA IX - SOMME NON ATTRIBUIBILI
CATEGORIA X - PARTITE CHE SI COMPENSANO NELL'ENTRATA
Partite di giro
Contabilità speciali
TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE
SEZIONI
= Come per il Titolo I - Spese correnti
CATEGORIE
CATEGORIA I - BENI E OPERE IMMOBILIARI A CARICO DELLA REGIONE
CATEGORIA II - BENI MOBILI MACCHINE ATTREZZATURE A CARICO DELLA REGIONE
CATEGORIA III - TRASFERIMENTI
CATEGORIA IV - PARTECIPAZIONI AZIONARIE E CONFERIMENTI
CATEGORIA V - CONCESSIONE DI CREDITI E DI GARANZIE PER FINALITA' PRODUTTIVE
CATEGORIA VI - SOMME NON ATTRIBUIBILI
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI
Estratto copia di articoli della Legge 1° marzo 1964, n. 62 (in Gazz. Uff. 9 marzo, n. 61). - Modificazioni al regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, per quanto concerne li bilancio dello Stato, e norme relative ai bilanci degli Enti Pubblici.
"La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica;
Promulga la seguente legge:
ART. 1- Gli articoli 30, 34, 35, 36, 37 ed 80 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 sull'amministrazione del patrimonio e la contabilità generale dello Stato sono sostituiti dai seguenti:
ART. 30 -"L'anno finanziario comincia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno.
Per gli incassi ed i versamenti delle entrate accertate e per i pagamenti delle spese impegnate entro il 31 dicembre la chiusura dei conti è protratta al 31 gennaio successivo".
(Omissis)
ART. 37 - "Le entrate dello Stato sono ripartite:
in titoli, secondo che siano tributarie, extra-tributarie o provengano dall'alienazione e dallo ammortamento dei beni patrimoniali e dal rimborso di crediti;
in categorie, secondo la loro natura; in rubriche, secondo l'organo al quale ne è affidato l'accertamento;
in capitoli, secondo il rispettivo oggetto.
Le spese dello Stato sono ripartite:
in titoli, secondo che siano di pertinenza della parte corrente (o di funzionamento e mantenimento) ovvero della parte in conto capitale (o di investimento). La parte in conto capitale comprende le partite che attengono agli investimenti diretti ed indiretti, nonché ad operazioni per concessione di crediti. La parte corrente comprende le altre spese e l'onere degli ammortamenti;
in sezioni, secondo l'analisi funzionale; in rubriche, secondo l'organo che amministra la spesa od a ai cui servizi si riferiscono gli oneri relativi;
in categorie, secondo l'analisi economica; in capitoli, secondo il rispettivo oggetto.
Nel bilancio di previsione, nel quadro generale riassuntivo e nel rendiconto generale trovano esposizione distinta dalle precedenti entrate e spese quelle connesse alle operazioni di accensione e rimborso di prestiti.
Nel quadro generale riassuntivo è data distinta indicazione:
1) del risultato differenziale tra il totale delle entrate tributarie ed extra-tributarie ed totale delle spese correnti (o di funzionamento e mantenimento);
2) del risultato differenziale tra il totale complessivo delle entrate e delle spese di qualsiasi natura, comprese quelle connesse ad operazioni di accensione e di rimborso di prestiti».
(Omissis)
ART. 37 bis. - "La numerazione delle sezioni, delle rubriche, delle categorie e dei capitoli, può essere discontinua in relazione alle necessità della codificazione meccanografica».
ART. 3. - Nelle disposizioni legislative intese a regolare la gestione delle entrate e delle spese dello Stato nonché delle dipendenti aziende autonome e non contemplate nella presente legge è soppressa la distinzione delle entrate e delle spese in ordinarie e straordinarie.
Alle espressioni "spese ordinarie" o "di parte ordinaria" e "spese straordinarie" o "di parte straordinaria" sono sostituite rispettivamente le espressioni "spese correnti (o di funzionamento e mantenimento)" e "spese in conto capitale (o di investimento)».
(Omissis)
ART. 6. Con decreti del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il tesoro, sarà provveduto, entro un anno dalla data di pubblicazione della presente legge, a coordinare con le disposizioni della medesima le disposizioni legislative vigenti per le Amministrazioni dello Stato, comprese quelle con ordinamento autonomo, per gli enti territoriali, nonché per gli enti pubblici di cui all'art. 3 della legge 21 marzo 1958, n. 259, in modo da far coincidere con l'anno solare i termini di riferimento dei rispettivi bilanci e da adottare un conforme sistema di classificazione delle entrate e delle spese".
RICLASSIFICAZIONE DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DEL BILANCIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1965
Prof. Francesco Forte
Dott. Gianni Zandano
NOTA ILLUSTRATIVA
Questa nota è composta di due parti. La prima parte contiene una breve introduzione ed una più estesa esposizione dei criteri metodologici seguiti per la riclassificazione della materia di bilancio. La seconda parte contiene un breve commento ai dati di bilancio, ed alcuni prospetti riassuntivi dai quali emergono considerazioni utili per una prima valutazione dell'incidenza dell'attività dell'Ente Regione sull'economia valdostana.
LA CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE ED ECONOMICA DELLE PARTITE DI BILANCIO
1.1. Sino all'entrata in vigore della legge l marzo 1964, n. 62, l'impostazione della contabilità pubblica mirava esclusivamente a stabilire la responsabilità finanziaria dell'organo competente ad effettuare le spese, rispetto al potere che queste spese autorizzava, cioè dell'organo legislativo. L'applicazione di questo criterio tradizionale, tuttavia, se da un lato consentiva un rigoroso controllo giuridico-contabile dell'attività di prelievo e spendita della Amministrazione Pubblica, dall'altro comportava un frazionamento delle poste di bilancio così accentuato da non consentire né una facile valutazione dell'incidenza globale dell'attività pubblica sull'economia, né un controllo della efficienza dei vari organi nell'espletamento delle loro funzioni.
Il progressivo aumento delle dimensioni del settore pubblico e la necessità di una programmazione organica delle attività economi che nel cui quadro potesse trovare sistemazione logica il bilancio dello Stato e degli Enti locali, ha sollevato l'esigenza di ricondurre la molteplicità delle partite di bilancio a gruppi omogenei e classi razionalmente ordinate. Da questo punto di vista, la riclassificazione della materia di bilancio secondo criteri "funzionali" ed "economici" proposta dalla legge Curti risponde ad esigenze conoscitive di importanza fondamentale, non soltanto se si voglia procedere ad una formulazione razionale degli obbiettivi della programmazione, dei loro vincoli, e degli strumenti da impiegare, ma anche se si voglia esercitare un controllo più rigoroso dell'efficienza della Pubblica Amministrazione in relazione ai suoi compiti specifici.
A quest'ultimo riguardo, si può dire che l'autorità amministrativa dello Stato o degli Enti Pubblici abbia due compiti ben precisi nel presentare un bilancio.
Il primo compito consiste nell'assicurarsi che, sul piano della spesa, i mezzi finanziari disponibili siano ripartiti ed erogati nel modo che contribuisce più efficacemente alla realizzazione degli obbiettivi di governo e che corrisponde meglio ai desideri della popolazione amministrata.
Il secondo compito della Pubblica Amministrazione, sin da quando si accettò comunemente il principio che il dovere del governo si spinge oltre la semplice organizzazione delle spese pubbliche, è di assicurare l'equilibrio (1) e lo sviluppo della economia cioè una combinazione di obiettivi a breve ed a lungo termine.
Questi due compiti debbono essere affrontati con metodi diversi.
---
(1) È chiaro che l'onere maggiore di mantenere la stabilità grava sul governo centrale. Tuttavia l'Ente Locale ed in particolare l'Ente Regione può contribuire in misura notevole al perseguimento di questo obbiettivo.
---
Nel primo caso le autorità amministrative debbono soprattutto prendere in considerazione i risultati che le spese pubbliche permetteranno di ottenere in relazione agli obbiettivi ed ai gravami che esse impongono, l'utilità di aumentare o ridurre le spese ad un certo titolo, e l'efficacia delle spese effettuate per questo e quel fine.
Ad agevolare questo controllo è appunto rivolta la "classificazione funzionale".
Nel secondo caso, è importante conoscere quale frazione delle spese effettuate in relazione ad un certo servizio sia rappresentata da spese correnti, e quale parte invece si tradurrà in un beneficio permanente nel senso che darà origine a redditi nuovi.
È importante anche sapere se l'Ente fornisca questi servizi direttamente o indirettamente per mezzo di sovvenzioni, prestiti e contributi ad altri organismi.
Questa analisi più approfondita del carattere della spesa pubblica può soltanto essere effettuata qualora si proceda ad una "classificazione economica" delle varie voci di spesa.
È per dare soddisfazione a queste esigenze che, in relazione al maturarsi della concezione della finanza statale che configura il bilancio come strumento essenziale di programmazione e di attuazione della complessa azione del pubblico potere, si è proceduto alla riforma di criteri regolanti la compilazione del bilancio dello Stato.
Questa riforma si impone anche sul piano degli Enti Locali, in primo luogo alla Regione.
L'evoluzione socio economica degli ultimi anni è venuta attribuendo ai governi locali compiti quantitativamente e qualitativamente più gravosi e importanti, che impongono nuove concezioni e nuove strumentazioni.
Di fronte a questi sviluppi la Regione può soltanto porsi sul presupposto attivo di affrontare in maniera consapevole la realtà delle cose, per proporsene ove necessaria una certa modificazione in conformità agli obbiettivi plasmati dai giudizi politici di valore. Amministrativamente questo significa concepire la Regione come fattore di sviluppo, in grado di orientare e disciplinare la comunità ch'esso rappresenta e come organismo che non può limitarsi a complementare lo sviluppo autonomo e spesso disordinato degli interessi dominanti ma deve avere un disegno suo dello sviluppo, insieme anticipatore e compensatore. (1)
È proprio in relazione a questo ruolo che la Regione deve assumere, che si è ritenuto di compiere un primo passo anche se modesto, verso questo obbiettivo col presentare un bilancio di previsione orientato in senso moderno.
Questa decisione riflette il desiderio di andare al di là delle tradizionali enunciazioni programmatiche annuali tradotte in termini quantitativi in un Bilancio di previsione formulato con criteri puramente contabili, e sostituirvi invece una precisa espressione di volontà ammnistrative, cioè un vero e proprio piano.
Vi è poi un'ulteriore ragione per la riforma del bilancio regionale.
In base al progetto di programma di sviluppo economico per il quinquennio 1965/1969, le Amministrazioni Pubbliche, ed in primo luogo le Regioni, sono considerate soggetti attivi del Programma.
---
(1) Bassetti P., Sul carattere e la metodologia di un bilancio di comune metropolitano, Rivista di Scienze Economiche e Commerciali, Settembre 1964, n. 9.
---
Si pone cioè il problema del coordinamento delle loro attività alle attività dello Stato ai fini dell'attuazione del Programma.
È chiaro che questo configura un ulteriore motivo per la riforma del bilancio: la Regione avrà una responsabilità riguardante la conformità delle sue decisioni agli obbiettivi del Programma formulato dal Ministero del Bilancio.
Tuttavia la riforma del bilancio regionale, pur adeguando per molti aspetti la politica della spesa alle esigenze della programmazione, rappresenta un punto di partenza piuttosto che un punto di arrivo. Restano numerosi problemi, per menzionarne solo alcuni, quello di preparare piani di spesa pluriennali, di definire il "margine di manovra" in termini di mezzi finanziari e, infine, di valutare e controllare l'insieme dei contributi, oneri ed incentivi a favore della attività economica gravanti oggi sulla spesa pubblica a ragioni diverse e con scopi non coordinati.
La riclassificazione delle poste di Bilancio è parsa essere una condizione preliminare necessaria per poter procedere alla formulazione di un vero e proprio piano.
Nel procedere alla riclassificazione delle varie voci di bilancio, l'Amministrazione si è uniformata, in generale, al Bilancio di Previsione dello Stato, seguendone per quanto possibile gli indirizzi metodologici.
Naturalmente, questa decisione non poteva essere attuata senza difficoltà notevoli riconducibili da un lato alle complicazioni di natura tecnica che la riclassificazione delle partite di bilancio comportava, dall'altro all'esistenza di problemi peculiari della Regione che non trovano riscontro a livello nazionale né in altre esperienze a livello locale.
Nell'affrontare queste difficoltà, si è cercato, mentre si procedeva alla riclassificazione funzionale ed economica, di salvaguardare nel contempo anche la caratteristica che fa del Bilancio uno strumento valido per l'esercizio di un efficace controllo giuridico-amministrativo.
Al paragrafo successivo sono illustrati in maniera più specifica i criteri metodologici seguiti.
1.2. Verranno ora analizzati i tipi di classificazione delle entrate e delle spese dello Stato che hanno trovato concreta applicazione nella legge 1° marzo 1964.
Questo consentirà di vedere in che misura sia stato possibile adeguare ai problemi finanziari specifici della Regione i criteri ed i principi informatori delle classificazioni adottate nella riforma del bilancio dello Stato.
Classificazione adottata per le entrate dello Stato.
La legge di riforma del bilancio statale ha adottato la seguente classificazione per le entrate:
Titolo I. Entrate tributarie, che comprendono:
|
1. 2. 3. 4. 5. |
Imposte sul reddito e sul patrimonio Tasse e imposte sugli affari Imposte sulla produzione, sui consumi e dogane. Monopoli. Lotto, lotterie ed altre attività di gioco. |
Titolo II. Entrate extra-tributarie:
|
6. |
Proventi speciali (raggruppa quei cespiti che per le loro particolari caratteristiche, presentano elementi che consentono, in genere, di ritenerli assimilabili ai tributi, pur non rientrando in questo titolo). |
|
7. |
Proventi di servizi pubblici minori. |
|
8. |
Proventi dei beni dello Stato. |
|
9. |
Prodotti netti di aziende autonome ed utili di gestione. |
|
10. |
Interessi su anticipazioni e crediti vari del Tesoro. |
|
11. |
Recuperi che si compensano nella spesa. |
|
12. |
Partite che si compensano nella spesa. |
Titolo III. Alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e rimborso di crediti.
|
13. |
Vendita di beni immobili ed affrancazione di canoni. |
|
14. |
Ammortamento di beni patrimoniali. |
|
15. |
Rimborsi di anticipazioni e di crediti vari del Tesoro. |
Come si può constatare, sono venute a cadere le tradizionali classificazioni delle entrate in ordinarie e straordinarie, effettive e per movimento capitali.
In particolare, per quanto riguarda la soppressione della distinzione tra entrate ordinarie e straordinarie, vale la pena di ricordare quanto, tra l'altro, asseriva al riguardo la relazione parlamentare:
"...l'adozione di un criterio (di classificazione) determina la necessità di rinunciare ad altri criteri con quello incompatibili, se si vuole evitare che in luogo della chiarezza che si tende a raggiungere si accresca la confusione ...".
Ed ancora:
"...La ripartizione in ordinarie e straordinarie delle entrate e delle spese, nel modo in cui è effettuata, non coincide con il significato di normalità e di eccezionalità che si è portati ad attribuire rispettivamente alle due denominazioni ...".
Il problema di adattare il bilancio regionale agli indirizzi della riforma del bilancio dello Stato poneva l'esigenza:
a. di rispettare il più possibile le linee del nuovo bilancio dello Stato;
b. di dare adeguato sviluppo a certe voci tipiche o di particolare importanza del bilancio regionale.
Si è pertanto adottata la seguente classificazione:
Titolo I. Entrate tributarie
|
cat. |
I. |
Imposte sul reddito e sul patrimonio. |
|
|
II. |
Imposte sugli affari. |
|
|
III. |
Imposte sulla produzione e sul consumo. |
Titolo II. Entrate extra-tributarie
|
cat. |
I. |
Proventi speciali. |
|
|
II. |
Proventi di servizi pubblici. |
|
|
III. |
Proventi dei beni della Regione. |
|
|
IV. |
Recuperi e rimborsi. |
|
|
V. |
Trasferimenti diversi: contributi, sovvenzioni, quote di partecipazione al gettito globale di tributi di altri enti. |
|
|
VI. |
Partite che si compensano nella spesa. |
Titolo III. Alienazione e ammortamenti di beni patrimoniali e rimborso di crediti.
|
cat. |
I. |
Vendita di beni immobili e affrancazione di canoni. |
|
|
II. |
Ammortamenti. |
|
|
III. |
Rimborso di anticipazioni e di crediti vari della Regione. |
Titolo IV. Accensione di prestiti
|
cat. |
I. |
Accensione di prestiti. |
Questa classificazione, dati i problemi particolari dovuti al carattere delle entrate regionali, esige alcune spiegazioni.
a. Si sono ricomprese nella nozione di Entrate Tributarie, oltre alle imposte locali e le sovraimposte, le addizionali e le quote di partecipazione al gettito di imposte riscosse da altri enti su materia imponibile facente parte dell'area geografica su cui opera la Amministrazione Regionale.
Perciò sono state considerate entrate tributarie le entrate che, nella precedente classificazione del bilancio, erano collocate sotto la voce "quote di tributi dello Stato devoluti alla Regione", facendo parte, dette quote, di un prelievo esercitato nell'ambito della Regione.
b. La voce "Provento della Casa da Gioco di St. Vincent" è stata ricompresa nella cat. I, Proventi speciali, del Titolo II, Entrate extra-tributarie, con il che si è voluto sottolineare non solo un carattere di specialità, quale viene dato nella definizione della classificazione del Bilancio dello Stato, ma anche la loro caratteristica di entrate soggette a grande variabilità: due caratteristiche che rendono inopportuna una loro utilizzazione ai fini di copertura delle spese correnti.
c. Un particolare rilievo è stato dato alle entrate derivanti alla Regione da trasferimenti.
In questa categoria si sono ricomprese le entrate derivanti da contributi e sovvenzioni a vario titolo, quanto le quote di partecipazione al gettito globale di tributi dello Stato, ripartite con vari criteri (popolazione, sviluppo della rete stradale, superficie della Regione).
Queste entrate, non derivando da una partecipazione ad un prelievo esercitato sulla materia imponibile facente parte dell'area della Regione, non possono essere considerate entrate tributarie.
Tra queste voci, rientrano l'Addizionale E.C.A., la compartecipazione al provento dell'I.G.E.
Si è ritenuto, inoltre, di dover dare un quadro più analitico di questi trasferimenti, suddividendoli:
1. Trasferimenti globali: attribuiti senza una specifica indicazione e destinazione di spesa.
2. Trasferimenti di scopo: quelli attribuiti con una specifica indicazione o destinazione di spesa.
d. Nella categoria III, Proventi dei beni della Regione, si sono ricomprese anche le entrate rappresentate dalla devoluzione alla Regione da parte dello Stato di redditi patrimoniali. Il gettito derivante dalla imposizione di canoni viene prevalentemente considerato reddito patrimoniale, e nel nostro caso, analogamente a quanto avviene per le quote di partecipazione a tributi, il prelievo di questi canoni avviene su materia all'interno della Regione.
e. Si sono infine lasciate riunire in apposita categoria "partite che si compensano nella spesa", le contabilità speciali e le partite di giro.
Data la natura delle contabilità speciali, si sottolinea per altro non solo una semplice corrispondenza dal lato della spesa, ma altresì una vera e propria specialità contabile e pertanto si suggerisce la distinzione di questi due aggregati.
Ben più complessa appare la nuova classificazione della spesa, in relazione alle varie finalità che si sono precedentemente analizzate.
La classificazione adottata per la nuova struttura del bilancio statale colloca, all'interno di ogni singolo ministero, una prima fondamentale distinzione tra spese correnti e spese in conto capitale. Giova ricordare che tale distinzione è una tra le più ibride e controverse, potendosi, a seconda dei punti di vista, avere risultanze diverse se non contrastanti.
Nella formulazione del bilancio dello Stato sono state adottate le definizioni che seguono.
Il titolo I, Spese correnti, attiene a tutte le erogazioni riferite al normale svolgimento dell'attività statale, vale a dire alle spese rivolte alla produzione ed al funzionamento dei vari servizi, oltre che all'azione di redistribuzione dei redditi posta in essere dallo Stato.
Nel titolo II, Spese in conto capitale, confluiscono tutte le spese per "investimenti", sia diretti che indiretti (questi ultimi realizzati mediante somministrazione ad altri soggetti) nonché le concessioni di crediti e le anticipazioni per fini non produttivi.
In particolare, sotto questo profilo, sono spese di investimento:
- le spese dirette per acquisto, costruzione, ripristino e trasformazione di beni immobili;
- le spese dirette ed i contributi per acquisto e costruzione di beni mobili durevoli destinati alla riproduzione di redditi, esclusi quelli per i servizi delle amministrazioni statali (attribuiti alla parte corrente);
- le spese dirette ed i contributi destinati ad incrementare il valore dei beni suddetti, escluse le spese di manutenzione aventi lo scopo di mantenere immutata l'efficienza (che sono spese correnti);
- le spese per la ricerca scientifica;
- le sovvenzioni, i contributi, la concessione di credito e le anticipazioni per fini di sviluppo produttivo o di finanziamento;
- le partecipazioni al capitale od ai fondi di dotazione di organismi economici e finanziari e gli acquisti di valori mobiliari.
Accanto a questa prima classificazione di tipo economico, per titoli, il nuovo bilancio dello Stato introduce la classificazione di tipo funzionale, per sezioni, come segue:
1. Amministrazione Generale
2. Difesa Nazionale
3. Giustizia
4. Sicurezza Pubblica
5. Relazioni Internazionali
6. Istruzioni e Cultura
7. Azione ed interventi nel campo delle abitazioni
8. Azione ed interventi nel campo sociale
9. Azione ed interventi nel campo economico
10. Oneri non ripartibili.
Il bilancio dello Stato introduce quindi con le rubriche, la classificazione per servizi amministrativi, individuando nell'ambito delle singole sezioni il raggruppamento di spese secondo l'organo che le amministra od ai cui servizi esse si riferiscono.
Infine la classificazione delle spese statali si completa con la suddivisione in categorie intese a porre in evidenza l'analisi della spesa sotto il profilo economico. Le categorie sono:
Spese correnti
1. Servizi degli organi costituzionali dello Stato
2. Personale in attività di servizio
3. Personale in quiescenza
4. Acquisto di beni e servizi
5. Trasferimenti
6. Interessi
7. Poste correttive e compensative dell'entrata
8. Ammortamenti
9. Somme non attribuibili
Spese in conto capitale
10. Beni e opere immobiliari a carico diretto dello Stato
11. Beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifiche a carico diretto dello Stato
12. Trasferimenti
13. Partecipazioni azionarie e conferimenti
14. Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità produttive
15. Concessioni di crediti ed anticipazioni per finalità non produttive
16. Somme non attribuibili
Sulla base di tale classificazione, ed in conformità alle già indicate esigenze di rispettare da un lato il più possibile lo schema di classificazione del bilancio statale, e dall'altro di adeguarsi alla particolare esigenza della Regione, è stato formulato il seguente schema:
Assessorati:
FINANZE
AGRICOLTURA. E FORESTE
INDUSTRIA E COMMERCIO
LAVORI PUBBLICI
PUBBLICA ISTRUZIONE
SANITÀ E ASSISTENZA SOCIALE
TURISMO, ANTICHITÀ E BELLE ARTI
Titolo I: Spese correnti
Titolo II: Spese in conto capitale
Titolo III: Rimborso di prestiti
Sezioni (classificazione per funzioni)
1. Amministrazione generale
2. Istruzione e Cultura
3. Azione ed intervento in campo sociale
4. Azione ed intervento in campo economico
5. Oneri non ripartibili
6. Azione ed intervento nel campo delle abitazioni
Categorie (Spese correnti)
I. Servizi degli organi regionali
II. Personale
III. Personale scolastico
IV. Acquisto di beni e servizi
V. Trasferimenti
VI. Interessi
VII. Ammortamenti
VIII. Poste correttive dell'entrata
IX. Somme non attribuibili
X. Partite che si compensano nell'entrata
Categorie (Spese in conto capitale)
I. Beni e opere immobiliari a carico della Regione
II. Beni mobili, macchinari e attrezzature a carico della Regione
III. Trasferimenti
IV. Partecipazioni azionarie e conferimenti
V. Concessione di crediti e di garanzie per finalità produttive.
VI. Somme non attribuibili.
Come si può rilevare i maggiori scostamenti rispetto alla classificazione del bilancio statale consistono:
a. per quanto riguarda le sezioni (classificazione funzionale) esse si presentano più ridotte di numero, date le più ridotte competenze della Regione.
b. Non è stata effettuata in modo sistematico la classificazione per rubriche relative ai servizi di ogni singolo assessorato: essa avrebbe appesantito, in modo superfluo, le classificazioni adottate, già sufficientemente analitiche.
c. Per quanto riguarda le categorie (classificazione economica) si noti innanzitutto come si sia ricompreso sotto una identica categoria le spese per il personale, a differenza della classificazione dello Stato, che distingue tra personale in attività di servizio e personale in quiescenza (cfr. le raccomandazioni). Si sono poste, per altro, in apposita categoria (la III) le spese per il personale insegnante e scolastico, spese che sono a totale carico della Regione.
1.3. Definita la nuova strutturazione dell'entrata e della spesa della Regione, si è proceduto alla ricognizione della materia delle singole unità elementari del bilancio - i capitoli - onde procedere alla loro attribuzione ai suddetti aggregati.
Non sempre la cosa è stata agevole, data la promiscuità con la quale i capitoli considerano talvolta spese relative a funzioni e, soprattutto, a categorie economiche diverse. Si è proceduto quindi a riconsiderare la materia dei capitoli stessi onde delimitarne l'oggetto sotto il profilo sia funzionale che economico, secondo un criterio di prevalenza.
Sarebbe opportuno, per un'applicazione pienamente rigorosa dei criteri di classificazione adottati per la riforma del bilancio dello Stato, procedere:
- alla semplificazione, per quanto possibile, della terminologia usata;
- alla omogeneizzazione delle denominazioni dei capitoli aventi corrispondente oggetto, per i vari Assessorati;
- al frazionamento dei capitoli contenenti poste di natura eterogenea, soprattutto dal punto di vista delle classificazioni economica e funzionale.
In particolare occorrerebbe per quanto riguarda le spese, procedere alla distinzione tra le spese per il personale in attività di servizio e spese per il personale in quiescenza. Inoltre, procedere all'attribuzione delle spese per il personale ai vari Assessorati in cui il personale stesso presta o prestava servizio nella funzione prevalentemente assolta dall'Assessorato stesso (ad esempio, le spese per il personale dell'Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale, andranno ricomprese sotto questo Assessorato, nel titolo 1, Spese Correnti, nella Sezione "Azione ed intervento in campo sociale", mentre attualmente tutte le spese del personale sono state attribuite all'Assessorato alle Finanze, Sezione I, Amministrazione Generale).
Per quanto riguarda le "Contabilità speciali", sarebbe opportuno dare adeguato sviluppo ai bilanci di tali gestioni, tanto in entrata che in uscita.
Si noti tuttavia, che questi problemi non hanno trovato ancora una soluzione anche nello schema del bilancio dello Stato.
La categoria delle partite di giro è stata abolita dalla classificazione del bilancio a partire dall'esercizio 1927-1928, ed inoltre le varie gestioni o vengono inserite nell'ambito delle voci di spesa di ogni singolo Ministero, ovvero, in relazione a diversi gradi di autonomia contabile o amministrativa (es. le aziende autonome), non trovano collocazione nel bilancio dello Stato, ma eventualmente in conti consolidati.
2. Si cercheranno ora di valutare brevemente i grandi aggregati della spesa e dell'entrata al fine di giungere ad alcune considerazioni che possono servire di introduzione ad un discorso più approfondito del ruolo del Bilancio Regionale nell'economia valdostana.
I limitati margini di tempo disponibili non hanno permesso di poter procedere a estesi raffronti intertemporali che avrebbero potuto essere di grande interesse al fine di individuare le tendenze, ma che avrebbero comportato la riclassificazione delle voci dei bilanci degli anni precedenti, un compito complicato dalle diverse decorrenze degli esercizi finanziari.
2.1. Per quanto riguarda le Entrate, come si può osservare dalla tav. n. 2, le entrate tributarie (in base alla classificazione adottata) rappresentano circa il 40 % del totale entrate, mentre circa il 57% è rappresentato dalle entrate extra tributarie.
Questa ripartizione, che si discosta in misura notevole da quella delle entrate dello Stato costituite in gran parte da entrate tributarie, è dovuta alla natura regionale del Bilancio. Rispetto all'Esercizio finanziario 1-7-64/31-12-64, nel quale le entrate tributarie ed extra-tributarie rappresentavano rispettivamente il 28 % ed il 66 % delle entrate totali, si è verificata una diminuzione percentuale dei gettiti extra-tributari ed un aumento dei gettiti tributari.
Di notevole interesse sono i proventi della gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent.
Mentre la gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent da sola ha contribuito nell'esercizio finanziario 1963-1964 al 30 % circa delle entrate totali, e nell'esercizio 1-7-1964/31-12-1964, il 26% circa, nel bilancio di previsione per il 1965 la percentuale di queste entrate sulle entrate totali è scesa al 18%.
Se si può ritenere dunque che questo cespite costituisca una situazione di vantaggio di cui non godono altri enti locali, occorre tuttavia rilevare che esso rappresenta per il bilancio della Regione un elemento di instabilità, dal momento che si tratta di entrate soggette ad un alto grado di variabilità.
L'ampiezza del margine di possibile variazione è illustrata chiaramente dalle circostanze correnti: il bilancio per il 1965, in relazione alla situazione congiunturale, prevede una riduzione nella misura di un terzo circa nelle entrate derivanti dagli stabilimenti speciali di St. Vincent, rispetto all'esercizio finanziario 1963-1964.
È evidente l'elemento di peculiarità che contraddistingue queste entrate: si tratta, infatti, di un prelievo su attività e servizi a domanda altamente elastica rispetto a variazioni del reddito.
Occorre a questo proposito rilevare che non soltanto queste entrate sono soggette a variazioni notevoli al variare del reddito, ma rendono particolarmente gravosa per il Bilancio della Regione la funzione di stabilizzazione: in periodi di rallentata attività, la Regione si trova a disporre di mezzi finanziari ridotti in misura più che proporzionale alla variazione del livello di attività economica.
Sempre per quanto riguarda le entrate, si può osservare ancora che i trasferimenti dello Stato alla Regione, a titolo particolare per la Valle d'Aosta o generale (Piano Verde, ecc.), rappresentano il 6,5 % delle entrate della Regione, mentre nell'esercizio 1-7-61/31-12-64 la loro quota percentuale era del 5,9%.
2.2. L'analisi della spesa suggerisce considerazioni più interessanti. Per quanto riguarda la distribuzione percentuale della spesa tra i vari titoli, il confronto tra spese correnti e spese in conto capitale è indubbiamente molto significativo:
dalla tav. 2 si può osservare che le spese correnti assorbono il 70 % circa dei mezzi finanziari disponibili, mentre la quota delle spese in conto capitale è del 27 ,90%.
Da un raffronto tra l'ammontare complessivo delle spese correnti (relative alla gestione dell'Ente e che concernono trasferimenti non destinati a finalità produttive) e le spese per investimento (cioè concorrenti alla formazione del capitale o attinenti ad operazioni di trasferimento concernenti il capitale) scaturisce una prima indicazione sull'indirizzo impresso alle destinazioni della spesa: da questo punto di vista, la Regione devolve a spese in conto capitale una percentuale superiore a quella devoluta dallo Stato (preventivo spesa 1965) per le stesse finalità.
Per quanto attiene alle spese correnti che sono state attribuite ai singoli Assessorati, si può osservare che il 47 % rientra nel campo di spesa dell'Assessorato alle Finanze: gravano evidentemente in questo ambito le "partite che si compensano con l'entrata", le spese per il personale in attività di servizio ed in quiescenza, e gli interessi (tav. 5).
Una quota percentuale molto elevata è rappresentata dalla spesa dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione: circa il 29% della spesa totale in conto corrente.
Nel quadro della ripartizione delle spese in conto capitale per assessorato è possibile notare come il 31,6% sia dovuto alle spese per l'Assessorato ai Lavori Pubblici, e ben il 34% agli interventi dell'Assessorato alla Agricoltura e Foreste.
Per quanto attiene agli interventi di spesa totali, il 40,4% viene erogato dall'Assessorato alle Finanze, il 21,3% dall'Assessorato all'Istruzione; 1'11,2% ed il 9,3% rispettivamente da quello ai Lavori Pubblici e da quello alla Agricoltura e Foreste.
Se la distribuzione percentuale della spesa per Assessorato evidenzia la quota degli interventi in base alla classificazione amministrativa tradizionale, di maggiore interesse appare l'analisi della distribuzione percentuale della spesa in relazione alle funzioni.
Per quanto riguarda le spese correnti (tav. 3 bis), oltre il 39% è dovuto alle spese generali dell'Amministrazione, all'azione nel campo dell'Istruzione è dovuto il 30,6%. Circa 1'8,6% è stato attribuito alla voce funzionale "Oneri non ripartibili", vale a dire gli oneri che pur configurando scopi e finalità ben delineati, non sono tuttavia attribuibili in modo specifico ad alcuna voce funzionale: mancano infatti dei requisiti indispensabili per una allocazione specifica (ad es. in fondi di riserva).
Il quadro delle spese in conto capitale ripartite percentualmente per funzione evidenzia come la quasi totalità di questa categoria di spese vada nel campo dell'azione e degli interventi in campo economico che assorbono il 66,9% delle erogazioni in conto capitale.
Riguardando infine il quadro delle spese totali in relazione alla funzione assolta, si vede come il 30 % confluisca a scopi di intervento economico o concernenti le abitazioni, e oltre il 24 % a scopi di istruzione e cultura: vale a dire oltre la metà delle spese regionali sono dirette a scopi di primaria importanza per l'azione pubblica.
2.3. È chiaro che le brevi considerazioni svolte rappresentano soltanto un'analisi di prima approssimazione del Bilancio della Regione. Un ulteriore sforzo di approfondimento è necessario per poter disporre di tutti gli elementi conoscitivi richiesti dalla programmazione economica regionale. A titolo esemplificativo, si può qui accennare brevemente ad alcune delle analisi da farsi:
- riclassificazione delle voci di bilancio di un periodo sufficientemente lungo per poter procedere a raffronti temporali;
- distinzione dei mezzi finanziari della Regione a seconda che si tratti di mezzi sui quali la Regione ha ampia discrezionalità in sede di mezzi finanziari a destinazione vincolata di cui la Regione "può soltanto tener conto" ai fini della programmazione.
- Rilevazione degli oneri gravanti sulla Regione in dipendenza di leggi anteriori all'inizio della programmazione.
- Riordinamento e coordinamento delle varie forme di erogazione a titolo di incentivo economico, al fine di evitare il perseguimento di finalità incompatibili e di valutarne l'efficacia.
- Concentrazione in un'unica voce di bilancio (che, in linea con la denominazione dello Stato, potrebbe essere chiamata "Fondo per lo sviluppo economico della Regione") di tutti gli stanziamenti destinati a finanziare l'incentivazione dell'attività economica.
- Consolidamento del bilancio della Regione coi bilanci degli altri Enti locali operanti nell'ambito regionale.
Si tratta di un programma di lavoro che non può essere affrontato in termini di tempo troppo brevi, ma che rappresenta una precondizione necessaria se si voglia procedere alla elaborazione di un Piano organico di sviluppo della Regione.
TAVOLA N. 1
PROSPETTO RIASSUNTIVO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE PER L'ESERCIZIO 1965
|
ENTRATE |
Ammontare delle previsioni 1965 |
SPESE |
Ammontare delle previsioni 1965 |
|||
|
TITOLO I Spese correnti |
TITOLO II Spese in conto capitale |
TOTALE |
||||
|
Titolo I - Entrate Tributarie |
5.245.480.000 |
12.555.850.000
311.300.000
____________ 12.867.150.000 |
FINANZE |
4.263.584.565 |
848.300.000 |
5.111.884.565 |
|
Titolo II - Entrate Extra Tributarie |
7.310.370.000 |
AGRICOLTURA E FORESTE |
348.400.000 |
1.219.500.000 |
1.567.900.000 |
|
|
|
____________ |
INDUSTRIA E COMMERCIO |
97.500.000 |
82.500.000 |
180.000.000 |
|
|
|
|
LAVORI PUBBLICI |
276.500.000 |
1.135.400.000 |
1.411.900.000 |
|
|
Totale Titolo I e II |
12.555.850.000 |
PUBBLICA ISTRUZIONE |
2.656.100.000 |
30.000.000 |
2.686.100.000 |
|
|
Spese Correnti |
9.051.084.565 |
SANITÀ E ASSISTENZA |
1.007.300.000 |
7.000.000 |
1.014.300.000 |
|
|
|
|
TURISMO ANTICHITÀ BELLE ARTI |
401.700.000 |
267.000.000 |
668.700.000 |
|
|
DIFFERENZA |
3.504.765.435
|
TOTALE PER TITOLI |
9.051.084.565 |
3.589.700.000 |
12.640.784.565 |
|
|
TITOLO III - ALIENAZIONE DI BENI PATRIMONIALI E RIMBORSO DI PRESTITI E AMMORTAMENTI
|
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI 226.365.435 |
|||||
|
TITOLO IV - ACCENSIONE DI PRESTITI
|
||||||
|
TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE |
TOTALE COMPLESSIVO DELLE SPESE |
12.867.150.000 |
||||
TAVOLA N. 2
|
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE ENTRATE
ENTRATE |
|
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE SPESE
SPESE |
|
|
Tit. I - Entrate tributarie |
40,76 |
Tit. I - Spese correnti |
70,34 |
|
Tit. II - Entrate extra-tributarie |
56,82 |
Tit. II - Spese in conto capitale |
27,90 |
|
Tit. III - Alienazione di beni patrimoniali e rimborso di crediti |
2,42 |
Tit. III - Rimborso prestiti |
1,76 |
|
Tit. IV - Accensione di prestiti |
--- |
|
|
|
TOTALE |
100,0% |
TOTALE |
100,00 |
TAVOLA N. 3
BILANCIO 1965 - DISTRIBUZIONE DELLE SPESE PER ASSESSORATO E PER FUNZIONE
|
|
Sezione 1 |
Sezione 2 |
Sezione 3 |
Sezione 4 |
Sezione 5 |
Sezione 6 |
TOTALE PER ASSESSORATI
|
|
|
Amministra-zione generale |
Istruzione e cultura |
Azione e intervento in campo sociale |
Azione e inter vento in campo economico |
Oneri non ripartibili |
Azione e inter-vento in campo abitazioni |
|
|
TITOLO I - SPESE CORRENTI |
|
|
|
|
|
|
|
|
FINANZE |
3.447.584.565 |
|
500.000 |
34.500.000 |
781.000.000 |
|
4.263.584.565 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
|
|
|
348.400.000 |
|
|
348.400.000 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
|
12.000.000 |
|
85.500.000 |
|
|
97.500.000 |
|
LAVORI PUBBLICI |
|
|
|
276.500.000 |
|
|
276.500.000 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
|
2.656.100.000 |
|
|
|
|
2.656.100.000 |
|
SANITA' E ASSISTENZA |
|
|
1.007.300.000 |
|
|
|
1.007.300.000 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ E BELLE ARTI |
4.000.000 |
101.600.000 |
|
296.100.000 |
|
|
401.700.000 |
|
TOTALE TITOLO I - SPESE CORRENTI |
3.451.584.565 |
2.769.700.000 |
1.007.800.000 |
1.041.000.000 |
781.000.000 |
____________ |
9.051.084.565 |
|
TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
|
|
|
|
|
|
|
|
FINANZE |
148.000.000 |
|
4.000.000 |
512.300.000 |
184.000.000 |
|
848.300.000 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
|
|
|
939.500.000 |
|
280.000.000 |
1.219.500.000 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
|
|
|
82.500.000 |
|
|
82.500.000 |
|
LAVORI PUBBLICI |
|
211.400.000 |
191.000.000 |
733.000.000 |
|
|
1.135.400.000 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
|
30.000.000 |
|
|
|
|
30.000.000 |
|
SANITÀ E ASSISTENZA |
|
|
7.000.000 |
|
|
|
7.000.000 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ E BELLE ARTI |
|
79.000.000 |
|
133.000.000 |
|
55.000.000 |
267.000.000 |
|
TOTALE TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
148.000.000 |
320.400.000 |
202.000.000 |
2.400.300.000 |
184.000.000 |
335.000.000 |
3.589.700.000 |
|
TOTALE GENERALE TITOLI I E II |
3.599.584.565 |
3.090.100.000 |
1.209.800.000 |
3.441.300.000 |
965.000.000 |
335.000.000 |
12.640.784.565 |
|
|
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI |
226.365.435 |
|||||
|
TOTALE GENERALE DELLA SPESA |
12.867.150.000 |
||||||
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE SPESE PER FUNZIONE
|
Titolo I - SPESE CORRENTI |
|
Titolo II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
|
|
Sezione 1 Amministrazione generale |
39,1 |
Sezione 1 Amministrazione generale |
4,1 |
|
Sezione 2 Istruzione e cultura |
30,6 |
Sezione 2 Istruzione e cultura |
8,9 |
|
Sezione 3 Azione e intervento in campo sociale |
11,2 |
Sezione 3 Azione e intervento in campo sociale |
5,6 |
|
Sezione 4 Azione e intervento in campo economico |
11,5 |
Sezione 4 Azione e intervento in campo economico |
66,9 |
|
Sezione 5 Oneri non ripartibili |
8,6 |
Sezione 5 Oneri non ripartibili |
5,1 |
|
Sezione 6 Azioni e intervento nel campo delle abitazioni
|
--- |
Sezione 6 Azioni e intervento nel campo delle abitazioni |
9,4 |
|
TOTALE Titolo I |
100,0 |
TOTALE Titolo II |
100,0 |
TAVOLA N. 4
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE SPESE PER ASSESSORATO E PER FUNZIONE
|
|
Sezione 1 |
Sezione 2 |
Sezione 3 |
Sezione 4 |
Sezione 5 |
Sezione 6 |
TOTALE PER ASSESSORATI
|
|
|
Amministra-zione generale |
Istruzione e cultura |
Azione e intervento in campo sociale |
Azione e inter vento in campo economico |
Oneri non ripartibili |
Azione e inter-vento in campo abitazioni |
|
|
FINANZE
|
3.595.584.565 |
|
4.500.000 |
546.800.000 |
965.000.000 |
|
5.111.884.565 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE
|
|
|
|
1.287.900.000 |
|
280.000.000 |
1.567.900.000 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO
|
|
12.000.000 |
|
168.000.000 |
|
|
180.000.000 |
|
LAVORI PUBBLICI
|
|
211.400.000 |
191.000.000 |
1.009.500.000 |
|
|
1.411.900.000 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE
|
|
2.686.100.000 |
|
|
|
|
2.686.100.000 |
|
SANITA' E ASSISTENZA
|
|
|
1.014.300.000 |
|
|
|
1.014.300.000 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ B. A.
|
4.000.000 |
180.600.000 |
|
429.100.000 |
|
55.000.000 |
668.700.000 |
|
TOTALE PER FUNZIONI
|
3.599.584.565 |
3.090.100.000 |
1.209.800.000 |
3.441.300.000 |
965.000.000 |
335.000.000 |
12.640.784.565 |
TAVOLA N. 5
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE SPESE TOTALI PER ASSESSORATO E PER FUNZIONE
|
|
Sezione 1 |
Sezione 2 |
Sezione 3 |
Sezione 4 |
Sezione 5 |
Sezione 6 |
TOTALE PER ASSESSORATI
|
|
|
Amministra-zione generale |
Istruzione e cultura |
Azione e intervento in campo sociale |
Azione e inter vento in campo economico |
Oneri non ripartibili |
Azione e inter-vento in campo abitazioni |
|
|
TITOLO I SPESE CORRENTI |
|
|
|
|
|
|
|
|
FINANZE |
99,9 |
|
0,1 |
3,3 |
100,0 |
|
47,1 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
|
|
|
33,5 |
|
|
3,8 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
|
0,4 |
|
8,2 |
|
|
1,1 |
|
LAVORI PUBBLICI |
|
95,9 |
|
26,6 |
|
|
3,2 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
|
|
|
|
|
|
29,3 |
|
SANITA' E ASSISTENZA |
|
|
99,9 |
|
|
|
11,1 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ |
0,1 |
3,7 |
|
28,4 |
|
|
4,4 |
|
TOTALE TITOLO I
|
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
|
100,0 |
|
TITOLO II SPESE IN CONTO CAPITALE |
|
|
|
|
|
|
|
|
FINANZE |
100,0 |
|
1,9 |
21,3 |
100,0 |
|
23,6 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
|
|
|
39,2 |
|
83,6 |
34,0 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
|
|
|
3,4 |
|
|
2,4 |
|
LAVORI PUBBLICI |
|
65,9 |
94,6 |
30,5 |
|
|
31,6 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
|
9,4 |
|
|
|
|
0,8 |
|
SANITÀ E ASSISTENZA |
|
|
3,5 |
|
|
|
0,2 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ |
|
24,7 |
|
5,6 |
|
16,4 |
7,4 |
|
TOTALE TITOLO II
|
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
TAVOLA N. 6
DISTRIBUZIONE PERCENTUALE DELLE SPESE TOTALI PER ASSESSORATO E PER FUNZIONE
|
|
Sezione 1 |
Sezione 2 |
Sezione 3 |
Sezione 4 |
Sezione 5 |
Sezione 6 |
TOTALE PER ASSESSORATI
|
|
|
Amministra-zione generale |
Istruzione e cultura |
Azione e intervento in campo sociale |
Azione e inter vento in campo economico |
Oneri non ripartibili |
Azione e inter-vento in campo abitazioni |
|
|
FINANZE
|
99,9 |
|
0,4 |
15,9 |
100,0 |
|
40,4 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE
|
|
|
|
37,4 |
|
83,6 |
12,4 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO
|
|
0.4 |
|
4,9 |
|
|
1.4 |
|
LAVORI PUBBLICI
|
|
6,9 |
15,8 |
29,3 |
|
|
11,2 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE
|
|
86,9 |
|
|
|
|
21,3 |
|
SANITA' E ASSISTENZA
|
|
|
83,5 |
|
|
|
8,0 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ B. A.
|
0,1 |
5,8 |
|
12,5 |
|
16,4 |
5,3 |
|
TOTALE PER FUNZIONI
|
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
100,0 |
TAVOLA N. 7
CLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLE SPESE CORRENTI (VALORI ASSOLUTI)
|
Titolo I - SPESE CORRENTI
|
|||
|
I |
Servizi degli organi regionali |
98.200.000 |
|
|
II |
Personale |
1.307.100.000 |
|
|
III |
Personale scolastico |
2.218.250.000 |
|
|
IV |
Acquisto di beni e servizi |
726.934.565 |
|
|
V |
Trasferimenti |
1.178.950.000 |
|
|
VI |
Interessi |
390.000.000 |
|
|
VII |
Ammortamenti |
10.000.000 |
|
|
VIII |
Poste correttive dell'entrata |
226.000.000 |
|
|
IX |
Somme non attribuibili |
155.000.000 |
|
|
X |
Partite che si compensano con l'entrata |
2.740.650.000 |
|
|
|
TOTALE |
|
9.051.084.565 |
|
Titolo II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
|||
|
I |
Beni e opere immobiliari a carico della regione |
1.325.000.000 |
|
|
II |
Beni mobiliari, macchinari, attrezzature a carico della regione |
112.000.000 |
|
|
III |
Trasferimenti |
1.662.400.000 |
|
|
IV |
Partecipazioni azionarie conferimenti |
10.000.000 |
|
|
V |
Concessioni di crediti e di garanzie per finalità produttive |
296.300.000 |
|
|
VI |
Somme non attribuibili |
184.000.000 |
|
|
|
TOTALE |
|
3.589.700.000 |
|
Titolo III - RIMBORSO PRESTITI |
226.365.435 |
226.365.435 |
|
|
|
|
12.887.150.000 |
|
TAVOLA N. 8
CLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLE SPESE (IN PERCENTUALE)
|
Titolo I - SPESE CORRENTI |
|||
|
I |
Servizi degli organi regionali |
1,2 |
|
|
II |
Personale |
14,4 |
|
|
III |
Personale scolastico |
24,5 |
|
|
IV |
Acquisto di beni e servizi |
8,0 |
|
|
V |
Trasferimenti |
13,0 |
|
|
VI |
Interessi |
4,3 |
|
|
VII |
Ammortamenti |
0,1 |
|
|
VIII |
Poste correttive dell'entrata |
2,5 |
|
|
IX |
Somme non attribuibili |
1,7 |
|
|
X |
Partite che si compensano con l'entrata |
30,3 |
|
|
TOTALE |
100,0 |
70,3 |
|
|
Titolo II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
|||
|
I |
Beni e opere immobiliari a carico della regione |
|
|
|
II |
Beni mobiliari, macchinari, attrezzature a carico della regione |
3,1 |
|
|
III |
Trasferimenti |
46,3 |
|
|
IV |
Partecipazioni azionarie conferimenti |
0,3 |
|
|
V |
Concessioni di crediti e di garanzie per finalità produttive |
8,3 |
|
|
VI |
Somme non attribuibili |
5,1 |
|
|
|
TOTALE |
100,0 |
27,9 |
|
Titolo III - RIMBORSO PRESTITI |
|
1,8 |
|
|
TOTALE SPESE |
|
100,0 |
|
TAVOLA N. 9
DISTRIBUZIONE DELLE SPESE PER CATEGORIE E PER ASSESSORATO
|
CATEGORIE |
FINANZE |
AGRICOLT. E FORESTE |
INDUSTRIA E COMM. |
LAVORI PUBBLICI |
PUBBLICA ISTRUZIONE. |
SANITA' E ASSISTENZA. |
TURISMO |
TOTALE PER CATEGORIE. |
|
TITOLO I - SPESE CORRENTI |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1 Servizi degli organi regionale |
98.200.000 |
|
|
|
|
|
|
98.200.000 |
|
2 Personale |
396.800.000 |
224.900.000 |
37.500.000 |
175.300.000 |
115.200.000 |
268.200.000 |
89.200.000 |
1.307.100.000 |
|
3 Personale scolastico |
|
|
|
|
2. 218.250.000 |
|
|
2.218.250.000 |
|
4 Acquisto di beni e servizi |
216.934.565 |
45.500.000 |
46.000.000 |
61.200.000 |
115.800. 000 |
111.000.000 |
130.500.000 |
726.934.565 |
|
5 Trasferimenti |
30.000.000 |
78.000.000 |
14.000.000 |
40.000.000 |
206.850.000 |
628.100.000 |
182.000.000 |
1.178.950.000 |
|
6 Interessi |
390.000.000 |
|
|
|
|
|
|
390.000.000 |
|
7 Ammortamenti |
10.000.000 |
|
|
|
|
|
|
10.000.000 |
|
8 Poste correttive dell'entrata |
226.000.000 |
|
|
|
|
|
|
226.000.000 |
|
9 Somme non attribuibili |
155.000.000 |
|
|
|
|
|
|
155.000.000 |
|
10 Partite che si compensano con l'entrata |
2.740.650.000 |
|
|
|
|
|
|
2.740.650.000 |
|
TOTALE TITOLO I - SPESE CORRENTI |
4.263.584.565 |
348.400.000 |
97.500.000 |
276.500.000 |
2.656.100.000 |
1.007.300.000 |
401.700.000 |
9.051.084.565 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
TITOLO II - |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1 Beni e opere immobiliari a carico della Regione |
121.000.000 |
53.000.000 |
|
1.057.000.000 |
|
|
94.000.000 |
1.325.000.000 |
|
2 Beni immobili, macchinari, attrezzature a carico della Regione |
31.000.000 |
16.000.000 |
|
8.000.000 |
30.000.000 |
7.000.000 |
20.000.000 |
112.000.000 |
|
3 Trasferimenti |
206.000.000 |
1.150.500.000 |
82.500.000 |
70.400.000 |
|
|
153.000.000 |
1.662.400.000 |
|
4 Partecipazioni azionarie e conferimenti |
10.000.000 |
|
|
1.135.400.000 |
30.000.000 |
7.000.000 |
|
10.000.000 |
|
5 Concessione di crediti e di garanzie per finalità produttive |
296.300.000 |
|
|
|
|
|
|
296.300.000 |
|
6 Somme non attribuibili |
184.000.000 |
|
|
|
|
|
|
184.000.000 |
|
TOTALE TITOLO II - SPESE IN CONTO CAPITALE |
848.300.000 |
1.219.500.000 |
82.500.000 |
|
|
|
267.000.000 |
3.589.700.000 |
|
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI |
226.365.435 |
|
|
|
|
|
|
226.365.435 |
|
TOTALE GENERALE. PER ASSESSORATO |
5.338.250.000 |
1.567.900 000 |
180.000.000 |
1.411.900.000 |
2.686.100.000 |
1.014.300.000 |
668.700.000 |
12.867.150.000 |
LEGGE REGIONALE ????? 1965 N. ...... APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1 GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965.
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
È approvato, in conformità al progetto votato dal Consiglio Regionale nella adunanza del 28 dicembre 1964 (provvedimento n. ?), nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'esercizio finanziario r gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, che prevede nel complesso e in pareggio l'ammontare di Lire dodici miliardi ottocento sessantasette milioni centocinquantamila per numero 89 capitoli dello Stato di previsione della ENTRATA (Allegato A) e l'ammontare di Lire dodici miliardi ottocento sessantasette milioni centocinquantamila per n.ro 322 capitoli dello Stato di previsione della SPESA (Allegato B), secondo le risultanze riassuntive e finali del prospetto riepilogativo del bilancio (Allegato C).
Art. 2
È autorizzata, per quanto di competenza della Regione, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, ai sensi degli articoli 2, 4, e 9 della legge 29 novembre 1955 n. 1179, la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate per tributi e quote di tributi previsti nello Stato di previsione dell'ENTRATA del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti all'Amministrazione Regionale ai sensi di legge.
Art. 3
L'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo saranno deliberati, nei limiti delle previsioni degli appositi stanziamenti del bilancio, a' sensi di legge e di regolamento.
Art. 4
I prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine (capitolo 109) e la iscrizione delle somme stesse ai competenti capitoli di spesa recanti stanziamenti insufficienti saranno approvati con provvedimenti della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.
È all'uopo approvato il seguente elenco allegato D annesso alla presente legge:
Elenco allegato D: Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello Stato di previsione della SPESA del bilancio per l'esercizio finanziario I° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965 ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine con provvedimenti della Giunta Regionale.
Art. 5
I prelevamenti dal fondo di riserva per le spese impreviste per far fronte a nuove e maggiori spese (capitolo 110) e la loro iscrizione ai vari capitoli del bilancio e a capitoli nuovi saranno approvati con provvedimenti della Giunta da convalidare con legge regionale.
Art. 6
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 150 della Parte SPESA del bilancio, la spesa di complessive Lire centottanta quattro milioni di cui all'elenco allegato E annesso alla presente legge. I prelievi di somme da tale fondo sono autorizzati con provvedimenti legislativi regionali.
Art. 7
L'Assessore regionale alle Finanze è autorizzato ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati ed entro i limiti di spesa degli appositi stanziamenti del bilancio, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti al personale giornaliero, agli operai e manovali provvisori addetti ai cantieri di lavoro gestiti dalla Regione o addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, delle spese per assegni e salari al personale a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali, nonché il pagamento delle spese, anche non ricorrenti, preventivamente deliberate dal Consiglio o dalla Giunta con la espressa autorizzazione alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento.
Art. 8
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 193 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quindici milioni per le finalità previste dalla legge regionale 15/5/1953 n. 1 e dall'articolo 37 del D.P.R. 10/6/1955 n. 987, concernenti interventi a favore della caccia.
Art. 9
È autorizzata, per l'esercizio finanziario l° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 212 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire centoventicinque milioni per spese per la bonifica del bestiame, secondo le norme e modalità stabilite con la legge regionale 28/6/1962 n. 13, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 10
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 214 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire cinquanta milioni per la concessione di sussidi e per interventi regionali nelle spese per la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, secondo le norme e modalità stabilite con la legge regionale 14 agosto 1962 n. 17, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 11
È autorizzata, per l'esercizio finanziario l° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 218 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quaranta milioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 50 in data 7 aprile 1955 e n. 167 in data 18 dicembre 1959, e successivi provvedimenti integrativi, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo dell'attrezzatura agricola locale, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 12
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 220 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ottanta milioni per la concessione di contributi e sussidi per la costruzione, la sistemazione e la riparazione di canali di irrigazione e di opere e di impianti irrigui, secondo le norme e modalità stabilite con i provvedimenti consiliari n. 45 in data 7 aprile 1955 e n. 114 in data 15 giugno 1963, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 13
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 223 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire sessanta milioni per le finalità previste dalla legge regionale 28/9/1951 n. 3, concernente provvedimenti per promuovere ed incoraggiare la silvicoltura, spesa da approvare e liquidare dalla Giunta secondo le modalità ed i criteri previsti dalla precitata legge regionale.
Art. 14
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sui capitoli dal 226 al 247 compresi della parte SPESA del bilancio, la complessiva spesa di Lire trecentocinquantacinque milioni cinquecentomila, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per le finalità previste dai rispettivi richiamati articoli della legge statale 2/6/1961 n. 454, sull'attuazione del Piano quinquennale di sviluppo dell'agricoltura, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 15
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 252 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire duecentottanta milioni per sussidi ad opere di miglioramento fondiario e per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 47 in data 7 aprile 1955, n. 37 in data 21 marzo 1959 e n. 115 in data 15 giugno 1963, concernenti provvedimenti intesi a favorire il miglioramento dell'edilizia rurale, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 16
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sui capitoli 272 e 280 della parte SPESA del bilancio, la spesa complessiva di Lire novanta milioni, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per contributi e sussidi da concedere per le finalità previste dalle leggi vigenti e dai provvedimenti consiliari n. 72 in data 29 maggio 1957 e n. 155 in data 22 dicembre 1961, concernenti provvidenze a favore delle piccole e medie industrie e dell' artigianato.
Art. 17
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 276 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire dodici milioni per le finalità previste dalla legge regionale 9/5/1963 n. 12, concernente provvidenze a favore dell'Ente Valdostano per l'Artigianato Tipico.
Art. 18
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 440 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ventun milioni per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 19
Sono autorizzate, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, la spesa di Lire ventimilioni duecentomila sul capitolo 453 del bilancio e la spesa di Lire sessanta milioni sul capitolo 454 del bilancio concernenti, rispettivamente, il contributo annuo ordinario dovuto al Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta e contributi straordinari da concedersi per spese di ricovero e di assistenza di tubercolotici poveri, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale a' sensi delle leggi vigenti e del provvedimento consiliare n. 170 in data 18 dicembre 1959 e successive modificazioni.
Art. 20
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sui capitoli 468 e 469 della parte SPESA del bilancio, rispettivamente, la spesa di Lire quarantacinque milioni per spese e contributi concernenti l'assistenza e il ricovero di minori e di malati poveri in Istituti e in luoghi di cura e la spesa di Lire diciassette milioni per assistenza climatica all'infanzia, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 21
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sui capitoli 505, 533 e 534 della parte SPESA del bilancio, la spesa complessiva di Lire cento milioni ripartita come dai singoli stanziamenti dei capitoli di bilancio, per contributi e saldo di contributi da concedere per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 119 in data 8 ottobre 1949, n. 156 in data 10 dicembre 1956, n. 42 in data 10 marzo 1958 e n. 66 in data 10 giugno 1960, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo e il miglioramento dell'industria e dell'attrezzatura turistica ed alberghiera, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 22
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sui capitoli 511 e 515 della parte SPESA del bilancio, la spesa complessiva di Lire quarantun milioni, ripartita come dai singoli stanziamenti dei due citati capitoli di bilancio, per le finalità previste dalle leggi regionali 10/1/1961 n. 2 e 9/5/1963 n. 11, recanti provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico (rifugi ed altre opere alpine) e per l'attrezzatura ed il funzionamento dei servizi del Corpo di Soccorso Alpino, spesa da approvare e liquidare secondo le modalità ed i criteri previsti dalle precitate leggi regionali.
Art. 23
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 512 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattro milioni per le finalità previste dalla legge regionale 17/11/1960 n. 9, concernente norme sull'assistenza alle guide e portatori alpini e loro orfani.
Art. 24
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 530 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quindici milioni per spese e contributi per impianti, velivoli ed attrezzature del Campo di aviazione di Aosta, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 25
È autorizzata, per l'esercizio finanziario 1° gennaio 1965 - 31 dicembre 1965, sul capitolo 537 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire cinquantacinque milioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 150 in data 29 dicembre 1949 e n. 80 in data 27/5/1963, concernenti provvidenze per la tutela ed il miglioramento dell'edilizia locale e per la protezione del paesaggio, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
RIEPILOGO ENTRATE E SPESE
ENTRATE
|
Titolo I - Entrate tributarie |
5.245.480.000 |
|
|
Titolo II - Entrate extra tributarie |
7.310.370.000 |
|
|
TOTALE TITOLI I e II |
12.555.850.000 |
12.555.850.000 |
|
Titolo III - Alienazione di beni patrimoniali e rimborso di prestiti |
|
311.300.000 |
|
Titolo IV - Accensione di prestiti |
|
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|
TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE |
|
12.867.150.000 |
SPESE
|
|
TITOLO I Spese correnti |
TITOLO II Spese in conto capitale |
TOTALE |
|
FINANZE |
4.263.584.565 |
848.300.000 |
5.111.884.565 |
|
AGRICOLTURA E FORESTE |
348.400.000 |
1.219.500.000 |
1.567.9000.000 |
|
INDUSTRIA E COMMERCIO |
97.500.000 |
82.500.000 |
180.000.000 |
|
LAVORI PUBBLICI |
276.500.000 |
1.135.400.000 |
1.411.900.000 |
|
PUBBLICA ISTRUZIONE |
2.656.100.000 |
30.000.000 |
2.686.100.000 |
|
SANITÀ E ASSISTENZA |
1.007.300.000 |
7.000.000 |
1.014.300.000 |
|
TURISMO, ANTICHITÀ E BELLE ARTI |
401.700.000 |
267.000.000 |
668.700.000 |
|
TOTALE PER TITOLI |
9.051.084.565 |
3.589.700.000 |
12.640.784.565 |
|
TITOLO III - RIMBORSO DI PRESTITI TOTALE COMPLESSIVO DELLE SPESE |
226.365.435 |
||
|
12.867.150.000 |
|||
Riassunto generale
ENTRATE L. 12.867.150.000
SPESE L. 12.867.150.000
Art. 27
La presente legge è dichiarata urgente a' sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserita nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Aosta, lì
CAVERI
ALLEGATI ALLA LEGGE:
ALLEGATO A: STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965.
ALLEGATO B: STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965.
ALLEGATO C: PROSPETTO RIASSUNTIVO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DEL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO l° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965.
ALLEGATO D: SPESE OBBLIGATORIE E DI ORDINE ISCRITTE NELLO STATO DI PREVISIONE DELLA SPESA PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° GENNAIO 1965 - 31 DICEMBRE 1965 AD INTEGRAZIONE DELLE QUALI È AUTORIZZATO IL PRELIEVO DI SOMME, DAL FONDO DI RISERVA, PER LE SPESE OBBLIGATORIE E DI ORDINE, CON PROVVEDIMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE.
ALLEGATO E: ELENCO DIMOSTRATIVO DELLA DESTINAZIONE DEL FONDO SPECIALE PER ONERI DERIVANTI DA PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI REGIONALI IN CORSO DI PERFEZIONAMENTO.
(OMISSIS: allegati riportati in calce al deliberato).
---
L'Assessore FILLIETROZ, ad illustrazione della nuova impostazione del bilancio di previsione della Regione, riferisce quanto segue:
"Come risulta dagli allegati e dall'ampia documentazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, la previsione del bilancio della Regione per l'anno 1965 reca un pareggio delle entrate e delle uscite nella cifra di Lire 12.867.150.000.
La materia del bilancio è stata riclassificata adottando i criteri previsti dalla legge 1-3-1964 n. 62 (legge Curti), il che consente di avere un quadro più esauriente dell'incidenza della attività dell'Ente Regione sulla economia valdostana.
L'impostazione finora seguita per la compilazione del bilancio tendeva, invece, a dare maggiore rilievo alla responsabilità finanziaria dell'Ente, cioè a dare una maggiore possibilità di controllo giuridico-contabile della spesa.
Con la dilatazione delle dimensioni del settore pubblico nell'economia nazionale e nell'economia regionale - in effetti l'incidenza del settore pubblico nell'economia si fa sempre maggiore - si rende necessario ricondurre questi gruppi frazionati di voci, che servivano per una maggiore possibilità di controllo contabile, a gruppi omogenei e a classificazioni che ci indichino queste voci del bilancio secondo criteri funzionali ed economici.
La classificazione funzionale serve a dimostrare che l'erogazione della spesa è fatta secondo gli obiettivi dell'Amministrazione e secondo gli interessi della popolazione amministrata; la classificazione economica serve a fare conoscere, relativamente ad un determinato servizio, quali sono le spese correnti, quali quelle di manutenzione e quali quelle da ero gare in conto capitale, cioè le spese destinate ad investimenti per la produzione di nuovi redditi.
La maggiore incidenza dell'attività della Amministrazione pubblica nell'economia, attribuendo compiti sempre più gravosi agli Enti pubblici, richiede una nuova concezione e una nuova strumentazione nella configurazione del bilancio e ciò allo scopo di indirizzare le linee di intervento più atte ad utilizzare tutte le risorse umane ed economiche della Regione ed, inoltre, per coordinare l'intervento e l'attività della Regione con l'intervento e l'attività dello Stato.
La riclassificazione è quindi necessaria per procedere alla formazione di un piano e per configurare il bilancio della Regione come uno strumento per la programmazione.
Naturalmente questo è un punto di partenza, è un primo avvio alla programmazione, non è il traguardo.
Uniformando il bilancio nostro ai criteri adottati per il bilancio dello Stato, abbiamo una maggiore possibilità di controllare la rispondenza della spesa alle necessità alle quali deve sopperire la Regione.
Circa la classificazione, ritengo opportuno leggervi quanto dice l'articolo 37 del R. D. 18-11-1923 n. 2440, nella sua nuova formulazione approvata con legge 1-3-1964 n. 62.
"Le entrate dello Stato sono ripartite:
in titoli, secondo che siano tributarie, extra tributarie o provengano dall'alienazione e dall'ammortamento dei beni patrimoniali e dal rimborso di crediti;
in categorie, secondo la loro natura;
in rubriche, secondo l'organo ai quale ne è affidato l'accertamento;
in capitoli, secondo il rispettivo oggetto.
Le spese dello Stato sono ripartite:
in titoli, secondo che siano di pertinenza della parte corrente (o di funzionamento e mantenimento) ovvero della parte in conto capitale (o di investimento). La parte in conto capitale comprende le partite che attengono agli investimenti diretti ed indiretti, nonché ad operazioni per concessione di crediti. La parte corrente comprende le altre spese e l'onere degli ammortamenti;
in lezioni, secondo l'analisi funzionale;
in rubriche, secondo l'organo che amministra la spesa od ai cui servizi si riferiscono oneri relativi;
in categorie, secondo l'analisi economica;
in capitoli, secondo il rispettivo oggetto. (Omissis)".
Si tratta, dunque, di adattare il bilancio regionale agli indirizzi della riforma del bilancio dello Stato, dando naturalmente adeguato sviluppo alle voci tipiche nostre, che non trovano rispondenza con le voci del bilancio dello Stato.
Circa la classificazione delle entrate adottata nella nuova impostazione del bilancio regionale, richiamo la vostra attenzione sulla classificazione riportata a pagina 9 della relazione del Prof. Forte e del Dr. Zandano e di cui vi dò lettura:
"Titolo I - Entrate Tributarie
cat. I - Imposte sul reddito e sul patrimonio.
II - Imposte sugli affari.
III - Imposte sulla produzione e sul consumo.
Titolo II - Entrate extra-tributarie
cat. I - Proventi speciali.
II - Proventi di servizi pubblici.
III - Proventi dei beni della Regione.
IV - Recuperi e rimborsi.
V - Trasferimenti diversi: contributi, sovvenzioni, quote di partecipazione al gettito globale di tributi di altri Enti.
VI - Partite che si compensano nella spesa.
Titolo III - Alienazione e ammortamenti di beni patrimoniali e rimborso di crediti.
cat. I - Vendita di beni immobili e affrancazione di canoni.
cat. II Ammortamenti.
cat. III - Rimborso di anticipazioni e di crediti vari della Regione.
Titolo IV - Accensione di prestiti.
cat. I - Accensione di prestiti".
Per quanto riguarda la classificazione delle spese richiamo la vostra attenzione sul seguente schema riportato a pagina 14-15 della citata relazione del Prof. Forte e del Dr. Zandano:
Assessorati: FINANZE
AGRICOLTURA E FORESTE
INDUSTRIA E COMMERCIO
LAVORI PUBBLICI
PUBBLICA ISTRUZIONE
SANITA' E ASSISTENZA SOCIALE
TURISMO, ANTICHITA' E BELLE ARTI
Titolo I: Spese correnti
Titolo II: Spese in conto capitale
Titolo III: Rimborso di prestiti.
Sezioni (classificazione per funzioni)
1 - Amministrazione generale
2 - Istruzione e Cultura
3 - Azione ed intervento in campo sociale
4 - Azione ed intervento in campo economico
5 - Oneri non ripartibili
6 - Azione ed intervento nel campo delle abitazioni.
Categorie - Spese correnti
I - Servizi degli organi regionali
II - Personale
III - Personale scolastico
IV - Acquisto di beni e servizi
V - Trasferimenti
VI - Interessi
VII - Ammortamenti
VIII - Poste correttive dell'entrata
IX - Somme non attribuibili
X - Partite che si compensano nell'entrata.
Categorie - Spese in conto capitale
I - Beni e opere immobiliari a carico della Regione
II - Beni mobili, macchinari e attrezzature a carico della Regione
III - Trasferimenti
IV - Partecipazioni azionarie e conferimenti
V - Concessione di crediti e di garanzie per finalità produttive
VI - Somme non attribuibili.
Questa è la nuova classificazione adottata. Sembra, a prima vista, che sia più difficile avere una visione del bilancio, ma così non è, perché la nuova classificazione ci rende più facile e più comprensibile l'impostazione del bilancio.
In effetti, se noi diamo uno sguardo alla tavola seconda, annessa alla relazione del Prof. Forte e del Dottor Zandano, constatiamo, per quanto riguarda le entrate, che le entrate tributarie rappresentano circa il 40% del totale delle entrate, mentre il 57% circa è rappresentato dalle entrate extra tributarie.
Fra le entrate abbiamo i proventi della Casa da Gioco di St-Vincent che nell'esercizio finanziario 1963-1964 hanno dato un gettito corrispondente al 30% circa delle entrate totali, mentre nell'esercizio 1-7-1964 - 31-12-1964 il gettito è stato del 26% circa.
Nel bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1965 vediamo che la percentuale del gettito di tali entrate scende al 18% circa delle entrate totali.
Sempre per quanto riguarda le entrate, abbiamo i trasferimenti di fondi dallo Stato alla Regione, a titolo particolare o generale (Piano Verde ecc.), che rappresentano il 6,5% delle entrate della Regione, mentre nell'esercizio 1-7-1964 - 31-12-1964 la percentuale era del 5,9%.
Per quanto riguarda le spese, vediamo dalla citata tavola seconda che il 70,34% delle spese sono costituite dalle spese correnti, mentre le spese in conto capitale ammontano al 27,9%, percentuale che è superiore alla percentuale stanziata dallo Stato per le stesse finalità, cioè per investimenti in conto capitale".
Proseguendo nella sua esposizione, l'Assessore FILLIETROZ cita, per quanto attiene le spese correnti, le cifre relative alle spese attribuite ai singoli Assessorati e fornisce chiarimenti in merito alla ripartizione delle spese in conto capitale fra i vari Assessorati.
Accenna pure alla distribuzione percentuale delle spese in relazione alle funzioni e cita alcuni dati percentuali a titolo esemplificativo.
Fa presente che, rispetto agli esercizi finanziari precedenti, il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1965 prevede, nella parte "Entrata", un minore introito dei proventi della Casa da gioco di St-Vincent e un aumento dei proventi delle quote fisse e variabili del riparto fiscale, mentre nella parte "Spesa" si riscontra una sempre maggiore incidenza degli interventi a carattere sociale.
Riferisce, a titolo di esempio, che l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili (approvata con legge regionale 20-5-1964 n. 6) comporta una spesa annua di ben 100 milioni di lire.
Rileva che sarebbe augurabile che la Regione disponesse di maggiori somme in conto capitale per poter incrementare lo sviluppo dell'economia valdostana.
Conclude la sua esposizione di carattere generale riservandosi di illustrare successivamente, se è necessario, i singoli stanziamenti di bilancio.
Dichiara che la Giunta, provvedendo alla riclassificazione delle entrate e delle spese secondo criteri moderni, funzionali ed economici, ha voluto - oltre che conseguire un maggiore coordinamento delle attività dello Stato con quelle regionali -, preparare uno strumento atto a dare un quadro "conoscitivo" più esauriente dell'incidenza dell'attività dell'Ente Regione sull'economia valdostana.
Questo, - egli aggiunge -, al fine di poter predisporre concreti programmi di sviluppo dell'economia regionale e giungere, attraverso studi settoriali, allo studio organico dell'economia regionale, onde poter indirizzare gli interventi regionali secondo le linee reali di sviluppo dell'economia valdostana e secondo linee di intervento atte ad utilizzare tutte le risorse economiche nella attuale fase di evoluzione e di trasformazione dell'economia valdostana conseguente alla evoluzione economica in campo nazionale ed alla apertura dei due trafori stradali alpini del Gran San Bernardo e del Monte Bianco.
Il Consigliere CHAMONIN dichiara quanto segue:
"Siccome il bilancio di cui oggi si discute è stato presentato in una forma totalmente ristrutturata secondo dettami che a noi paiono essenziali per una sua corretta impostazione e quale primo atto, in fase puramente amministrativa, di quello che sarà il Programma Regionale e comunque strumento ad esso essenziale, mi sento in dovere di informare, molto brevemente, il Consiglio sull'attività svolta dalla Commissione per la Programmazione regionale nel decorso anno.
Desidero però fare, per inciso, giacché l'argomento è di per sé rilevante, una breve premessa.
Nel decorso anno siamo stati soggetti a molti attacchi, a nostro avviso assai ingiustificati e soprattutto non molto coraggiosi, perché erano tutti anonimi.
Non abbiamo ritenuto di dover scendere in polemica volta per volta, tanto più che niente di nuovo e nessun argomento era delineato o portato in discussione.
Ci fu soltanto, come al solito, attribuita la patente di incapacità, che avremmo accettata ben volentieri se ci fosse stata attribuita da ben qualificati studiosi della materia, perché non abbiamo mai preteso di essere dei maestri, però avremmo voluto leggere critiche costruttive, argomenti da discutere e da assorbire, da fare nostri, per soluzioni corrette e concrete di problemi ben definiti.
Ciò detto, e appunto per non protrarre oltre la polemica, passo a parlare dell'argomento specifico.
Chiunque si interessi veramente e soprattutto seriamente di programmazione sa che questa si articola in tre fasi:
- la fase conoscitiva che riguarda in specifico modo la "ricognizione" delle risorse economiche e delle condizioni sociali dell'organismo oggetto di studio, nel nostro caso la Regione;
- la fase di elaborazione dei dati raccolti e prodotti dalla anzidetta ricognizione, e che presenta già in sé, delineandosi man mano che procede l'elaborazione, un interessante aspetto di proposta, almeno settoriale;
- ed infine la fase previsionale che si sviluppa nella predisposizione del progetto del piano di sviluppo.
Bisogna quindi innanzitutto tastare il polso della situazione generale della Regione, vedere i dati esistenti e la possibilità di reperimento di quelli mancanti, per predisporre senza empirismi ed incertezze, e nel modo più razionale possibile, il piano generale.
Per questo la Giunta Regionale costituì una Commissione il cui compito è chiaramente definito nella stessa denominazione: Commissione di Studi e Ricerche per la Programmazione Regionale.
In questa prima fase di attività la Commissione ha intrapreso l'opera di raccolta di tutti i dati statistici che potevano risultare utili alla elaborazione di un piano, approntando numerosi schemi di ricerca che sono stati via via affidati, per il reperimento dei dati, agli Assessorati Regionali competenti secondo quanto era stato suggerito dalla Giunta Regionale stessa all'atto dell'insediamento.
Nel contempo la Commissione ha curato la formazione di un archivio di dati statistici e una raccolta di documenti sui problemi della programmazione ed ha preso contatti con Enti ed Amministrazioni Pubbliche che avessero già affrontato il problema o che si accingessero ad affrontarlo.
In sostanza questa attività può essere compendiata come segue:
- sono stati approntati ed inoltrati agli Assessorati competenti 16 schemi di ricerca e precisamente: Analisi dei Bilanci della Regione;
Analisi della Finanza locale;
Ricerca preliminare sulla popolazione;
Ricerca preliminare sull'agricoltura;
Ricerca preliminare sul turismo;
Ricerca preventiva sul settore della Assistenza, Sanità e Previdenza Sociale;
Ricerca preliminare sul settore della attività sportiva;
Progetto di ricerca statistica sulla Istruzione Pubblica e le attrezzature culturali in Valle d'Aosta;
Ricerca preliminare sull'urbanistica;
Ricerca preliminare sul mercato del credito;
Ricerca sulla occupazione e disoccupazione in Valle d'Aosta;
Ricerca sul settore dell'Industria, Commercio e Artigianato;
Ricerca preliminare sui trasporti, viabilità e comunicazioni in Valle d'Aosta;
Progetto di ricerca sull'attività svolta in Valle d'Aosta nel campo delle Opere Pubbliche;
Schema di ricerca sulla struttura burocratica;
Ricerca sociologica sull'industria e sulla agricoltura.
- È stato conferito a specialisti locali l'incarico di elaborare i primi dati raccolti per quanto riguarda la ricerca demografica e la analisi strutturale dell'agricoltura.
In particolare per quanto riguarda la ricerca demografica è stato in questi giorni terminato il primo volume, gli altri quattro volumi a completamento dell'opera usciranno nel corso del 1965.
Chiunque può capire l'importanza fondamentale di quest'opera, essenziale ed assolutamente indispensabile per l'impostazione del Piano.
Altrettanto indispensabile ci è apparsa la necessità di giungere alla ristrutturazione del bilancio di previsione per l'anno 1965 onde farne uno strumento adeguato a nuove impostazioni.
Per questo e onde interpretare il più correttamente possibile le direttive emanate in sede nazionale ed adeguare le nostre voci di bilancio a quelle simili dello Stato, la Regione si è avvalsa dell'opera di un eminente consulente quale il Prof. Forte, la cui alta specializzazione nello specifico campo è nota a tutti, tanto che è anche consulente del Ministro per il Bilancio per l'impostazione del programma nazionale.
Come dissi, si è trattato di interpretare e classificare per analogia; può darsi benissimo che si rendano necessarie delle variazioni: la esperienza del primo anno ce lo dirà.
Sono stati realizzati incontri di delegazioni con i rappresentanti dell'IRES, del Centro Regionale Umbro e della SORIS. Di questi incontri sono state a suo tempo redatte le relative relazioni; sono stati mantenuti contatti agli effetti delle ricerche con i seguenti Enti:
a) INAM
b) INAIL
c) INPS
d) INADEL
e) CASSA MUTUA NAZIONALE COLTIVATORI DIRETTI
f) CASSA MUTUA COMMERCIANTI
g) ISTAT
Siamo stati, assieme alle altre Regioni a Statuto speciale, convocati al Ministero del Bilancio dalla Commissione per il Piano nazionale, al fine di prendere i primi contatti fra lo Stato e le predette Regioni sia al fine di reciproca informazione che di coordinamento delle risultanze.
Abbiamo in quell'occasione avuto modo di confrontare le nostre difficoltà con quelle degli altri, ad esempio quella del reperimento e della richiesta dei dati in sede di organismo specializzato nazionale, e precisamente l'ISTAT, trovandole purtroppo comuni e lamentate addirittura anche dall'Ufficio Nazionale per il Piano.
È stata comunque un'ottima occasione di incontro e di informazione, destinata a ripetersi ed a continuare speriamo proficuamente.
Per il 1965, porteremo avanti le ricerche intraprese, forzando su alcune che riteniamo decisive, in modo da arrivare alla elaborazione di una bozza di piano che nel secondo semestre sarà presentata alla discussione, tutto ciò mantenendo i necessari indispensabili contatti con gli uffici del Piano di sviluppo sia piemontese che nazionale, in modo da non uscire dai binari che lo Stato dovrebbe, all'inizio del 1965, tracciare e definire sia per lui che per gli Enti periferici.
In quanto agli Enti di ricerca esterni, è evidente che la Commissione fin dal suo insediamento, oltre a mettersi in contatto con gli organismi regionali e provinciali che avessero già esperienze in campo di programmazione, si è posto subito l'obiettivo di acquisire consulenze ad altissimo livello e la possibilità di affidare incarichi a tecnici ed organismi qualificati.
Vi sono però, secondo noi, dei fattori che contribuiscono in maniera sostanziale nella "Programmazione Economica e Sociale" e dai quali questa non può prescindere.
Sono questi i fattori psicologici, gli usi e le abitudini, tutte le caratteristiche proprie e particolari del luogo oggetto di studio e che formano l'esclusivo bagaglio di coloro che vivono ed operano nel luogo stesso.
È quindi impossibile o sarebbe comunque un grave errore, dimostrando leggerezza ed incompetenza, quello di affidare completamente la Programmazione per la Valle d'Aosta ad un Ente che per quanto specializzato non potrebbe cogliere gli aspetti essenziali prima richiamati.
La Programmazione si vale peraltro del medesimo linguaggio in ogni luogo per quanto riguarda i suoi metodi, soprattutto statistici, applicati allo studio dei fenomeni di massa.
Per questo è senza dubbio utilissima una consulenza ad alto livello che garantisca nel modo più assoluto l'applicazione della tecnica di ricerca più moderna e progredita ma, nel tempo stesso, prepari ed integri la formazione crei ricercatori e degli statistici valdostani che, come tutti, si trovano di fronte a problemi nuovi le cui soluzioni si presentano ardue e caratterizzate da una elevatissima responsabilità.
Ricercatori e statistici la cui formazione e la cui preparazione sono indispensabili non solo in fase di elaborazione di un qualsiasi Piano, ma in sede di attuazione per le necessarie revisioni e correzioni ed ancora in sede consuntiva di esame e confronto fra le previsioni ed i risultati ottenuti.
Solo così potremo dire di aver correttamente e compiutamente operato per la soluzione di problemi che negli anni avvenire, solo attraverso impostazioni programmate, potranno trovare certa e corretta soluzione".
Il Presidente, MARCOZ, ringrazia il Consigliere Chamonin per la relazione da lui fatta, molto opportunamente, sull'attività della Commissione per la Programmazione regionale.
Rileva che è stato spiegato dall'Assessore alle Finanze come, effettivamente, la nuova impostazione del bilancio è strettamente connessa alla programmazione e ritiene che sia quindi quanto mai pertinente l'intervento del Consigliere Chamonin, il quale ha illustrato al Consiglio l'attività svolta sino ad oggi dalla Commissione per la Programmazione regionale e sul lavoro che rimane ancora da fare.
Il Consigliere TORRIONE dichiara quanto segue:
"Abbiamo udito con grande interesse la relazione ora fatta dal Consigliere Geom. Chamonin, Presidente della Commissione di Studi e Ricerche per la Programmazione Valdostana.
Personalmente direi di poter accogliere quasi nella totalità i concetti espressi dal collega lamentando, se mai, il fatto che altro ci si poteva aspettare fosse detto, e detto non è stato.
Ritengo, invece, che si debba deplorare il fatto che questa Commissione è sorta e svolge la sua attività in un clima di segretezza che non ha giustificazione alcuna. Infatti, se non fosse per quanto abbiamo testé sentito, il Consiglio, ancora oggi sarebbe all'oscuro sia sugli orientamenti di questa Commissione, sia sul punto a cui è giunta la sua attività di studio, sia, e questo è peggio, sulle intenzioni del Governo regionale in ordine ai compiti che ha devoluto alla Commissione.
Noi avevamo auspicato che la Commissione fosse nominata e che i suoi compiti fossero determinati dal Consiglio, chiamando a farne parte anche Consiglieri della minoranza, i quali potessero dare il loro apporto in modo da giungere a soluzioni che, man mano che fossero da prospettarsi, potessero venire portate alla conoscenza ed alla decisione del Consiglio, su basi, in via di massima, già concordate ed eventualmente con studi e relazioni scritte, fatti dalla minoranza. Diversamente, infatti, quando e se ad un certo punto verranno portati a conoscenza del Consiglio (mi riferisco alla minoranza) le decisioni ed i frutti dell'attività svolta dall'attuale Commissione o, meglio, da coloro che la Commissione si è arbitrata di incaricare per svolgere i compiti, potremo trovarci di fronte a sostanziali, insanabili dissensi di fondo che porterebbero ad una perdita di tempo prezioso, perdita che si sarebbe potuta evitare organizzando meglio il lavoro.
Del resto la mancata partecipazione della minoranza alla Commissione la priva di tutte quelle informazioni, di quel materiale, di quella esperienza che solo la partecipazione attiva ai lavori della Commissione ed i contatti coi tecnici possono dare. Cosicché, la minoranza potrà venire antidemocraticamente umiliata e posta nella impossibilità di svolgere la vita indispensabile funzione correttiva, di stimolo e di controllo. Non dobbiamo dimenticare che nessuna programmazione e neppure atti di introduzione ad una programmazione regionale potranno assumere un valore concreto se non potranno contare su di un largo consenso della rappresentanza regionale in questo Consiglio.
Un accenno polemico, mi pare, è stato fatto cortesemente dal Consigliere Chamonin, ad attacchi anonimi, ad attacchi non pertinenti, fatti dalla stampa al suo operato.
Effettivamente, stante l'attività sinora svolta dalla Commissione o, per lo meno, conosciuta, era impossibile a chiunque fare delle critiche più pertinenti o più esplicite, dal momento che, come ho detto, la Commissione è nata e vive nell'Olimpo del suo segreto. Comunque, se critiche ci sono state e ci saranno, le si accolgano di buon grado, dal momento che nessuno può essere tanto presuntuoso da pensare di non poterne meritare svolgendo un lavoro di così vasta portata e che, come ho detto agli inizi, incomincia con una cattiva impostazione.
Mi permetto di fare anche alcune osservazioni in ordine a quanto ha esposto l'Assessore alle Finanze, al quale è venuto incontro il Consigliere Chamonin cercando di sviare l'attenzione dell'Assemblea su di un argomento sostanzialmente estraneo all'ordine del giorno. All'Assessore è sembrato di illustrarci il progetto di bilancio del 1965, ripetendo i dati, le cifre e gli stringatissimi argomenti che si ricavano da fogli distribuitici nei giorni scorsi. La sua esposizione ci fa pensare a quella che avrebbe potuto fare il funzionario, il ragioniere, il burocrate, che ha redatto questi atti preoccupato di fare quadrare le cifre ai fini di un pareggio più o meno fittizio. Ci pare, cioè, troppo arida e lacunosa. Nella relazione dell'Assessore non vedo il riverbero di quella luce politica che il politico deve saper dare e trarre da un atto di così fondamentale importanza; non ci è stata illustrata, infatti, quale è la volontà politica, quali sono le direttive, quali sono gli scopi immediati che questa Amministrazione intende perseguire nel corso dell'anno 1965, ed in vista degli anni futuri; è mancata, cioè, ogni espressione di volontà amministrativa orientata verso una programmazione.
Come è stato detto dal Consigliere Chamonin e come rileviamo dalla nota del Prof. Forte, attraverso il nuovo metodo di strutturazione del bilancio, imposto dalla legge dello Stato che prende il nome dall'Onorevole Curti, si sarebbe dovuto dare al bilancio un significato moderno ai fini della programmazione economica, in analogia a quanto è già stato fatto nel bilancio dello Stato. Senonché se vediamo adottata la tecnica, la metodologia imposta dalla legge Curti, non vediamo la stessa utilizzata per i fini per cui è stata creata".
L'Assessore COLOMBO dichiara quanto segue:
"Dopo l'illustrazione che il collega Assessore Fillietroz ha dato del bilancio regionale di previsione per il 1965 e dei nuovi criteri che ne hanno ispirata la formulazione e a seguito dell'intervento del Consigliere Chamonin, Presidente della Commissione di Ricerche Economiche e Sociali per la Programmazione in Valle d'Aosta, mi sia consentito, a nome anche del Partito che rappresento, aggiungere alcune brevi considerazioni.
Innanzitutto intendo rivolgere un plauso alla Commissione di Ricerche Economiche e Sociali per la Programmazione, per il lavoro gravoso che ha, dalla sua costituzione fino ad oggi, portato avanti, e che può individuarsi nella creazione di quelli che sono i presupposti prima teorici (la "filosofia" della programmazione, per intenderci) e poi pratici (la raccolta e la sistemazione dei dati esistenti, la individuazione delle fonti a cui attingerli, il reperimento di quelli che si sarebbero resi necessari conseguentemente alla predisposizione degli schemi di ricerca per i singoli settori interessati).
Ora, questa necessaria fase preliminare di impostazione metodologica e di creazione dei presupposti materiali può considerarsi superata e non resta, da parte della Commissione, sotto l'alta consulenza scientifica del Prof. Forte, che passare alla seconda fase più propriamente operativa che richiede l'esistenza di strutture adeguate e l'impiego di notevoli energie umane.
In risposta a quanto è stato richiesto dal Consigliere Avv. Torrione, seguirà la terza fase, quella cioè della partecipazione democratica alla definizione degli obiettivi e degli interventi del piano, partecipazione da attuarsi attraverso un apposito organismo che comprenda rappresentanti dei sindacati dei lavoratori, degli operatori economici, delle minoranze politiche, dei Comuni, e di tutte quelle categorie comunque interessate al piano.
La funzione di questo organismo democratico attraverso il quale si esprimerà più compiutamente la volontà popolare nei confronti del piano dovrà, a nostro avviso, corrispondere ad un inserimento progressivo e permanente della volontà popolare nelle scelte e nelle responsabilità della vita economica regionale.
La politica di piano comporta infatti l'assunzione da parte del Governo Regionale di decisioni precise e qualificanti che informeranno alle scelte compiute lo sviluppo dei vari settori dell'economia con la quasi impossibilità di ritornare sulle decisioni assunte se non a prezzo di gravi confusioni, di inefficienza e ritardi nell'accrescimento del livello di vita delle nostre popolazioni.
È giusto quindi, sempre a nostro avviso, che si attribuisca alla programmazione regionale (e al salto di qualità che inevitabilmente essa comporterà nella concezione della vita politica ed amministrativa della nostra Valle) una maggior attenzione e cura fino a farne il tema dominante, il terreno naturale dello scontro-incontro tra le forze politiche che oggi si misurano sulla scena valdostana.
Con questa consapevolezza e in questo spirito si è compiuto uno dei primi atti che segnano già in modo irreversibile il passaggio dalla fase delle buone intenzioni a quella delle realizzazioni: la ristrutturazione del Bilancio regionale in base alla classificazione economico-funzionale.
Si tratta di un atto molto importante non solo dal punto di vista della novità assoluta di questo tipo di impostazione (la Regione Valdostana è il primo Ente locale territoriale che fa propria una esperienza che per ora, nei confronti dello Stato, rimane al livello della impostazione metodologica) quanto piuttosto per il significato che detto bilancio assume come corpo atto a ricevere, per la sua organica e razionale struttura, la futura politica di piano".
Il Consigliere LUSTRISSY fa le seguenti dichiarazioni:
"Ho preso atto con piacere delle dichiarazioni testé fatte dall'Assessore Colombo, che sono le prime indicazioni provenienti da un membro della Giunta responsabile sulle future indicazioni politiche programmatiche dell'Amministrazione Regionale.
Ho preso anche buona nota dell'esposizione fatta dal Presidente della Commissione regionale per la programmazione.
Mi sia consentito di dire che l'esposizione del Presidente della Commissione per la programmazione è venuta come giustificazione dell'operato della Commissione, giustificazione richiesta da tempo da più parti e che, anche se è venuta soltanto oggi, è stata accolta da noi con favore.
Mi sembra, però, che nella esposizione dei dati del bilancio, sia mancata quella visione politico-programmatica che è di competenza specifica della Giunta e non della Commissione per la programmazione, che è un organismo tecnico a disposizione della Presidenza della Giunta che, in base ai lavori e alle indicazioni della Commissione per la programmazione, deve determinare la politica programmatica della Regione.
La presentazione del bilancio di previsione dovrebbe essere l'occasione per fare il punto sulla situazione social-economica della Regione in rapporto agli obiettivi da conseguire per il prossimo futuro, in base al volume degli investimenti in conto capitale in previsione.
A noi poco interessa se la Regione devolve una somma inferiore o superiore allo Stato per le spese in conto capitale (pagina 20 relazione Forte), perché per fare un confronto del genere sarebbe necessario anche un confronto fra i capitoli delle spese correnti sostenute dallo Stato e dalla Regione.
A noi interessa invece sapere in quale misura le percentuali di spesa in conto capitale incidono sulla struttura economica regionale nella formazione o trasferimenti di capitale. Affermare che un investimento di "x" milioni produce "y" nuovi posti di lavoro e "z" milioni per accumulazioni di reddito ovvero risolva un problema strutturale della nostra economia sarebbe un modo efficace di analizzare un bilancio, al quale si riconosce con la nuova impostazione un carattere funzionale ed economico che prelude ad una programmazione.
L'autorità amministrativa dello Stato o degli Enti pubblici ha due compiti precisi nel presentare un bilancio (si legge a pagina 2 della relazione Forte):
1) assicurarsi che sul piano della Spesa i mezzi finanziari disponibili siano ripartiti ed erogati in modo da contribuire più efficacemente alla realizzazione degli obiettivi di governo e che corrisponda meglio ai desideri della popolazione amministrata.
2) assicurare l'equilibrio e lo sviluppo dell'economia in una combinazione di obiettivi a breve e a lunga scadenza.
Ora questi compiti sono stati solo in parte affrontati con la classificazione "funzionale".
Manca però, a mio avviso, la trasposizione in termini di orientamento politico-amministrativo della premessa analitica. Manca cioè al bilancio la relazione programmatica che tenga conto della combinazione di obiettivi da raggiungere al fine di assicurare un giusto equilibrio alla nostra economia. Mancando questa visione programmatica non ci si può non riferire all'unica dichiarazione programmatica udita in quest'aula e cioè quella del Presidente della Giunta, all'inizio della legislatura.
Nella seduta del 26 novembre 1963 il Presidente della Giunta diceva testualmente: "...la trasformazione sempre crescente della società nella quale viviamo, la conseguente crisi, esistente in tutti i paesi, del settore agricolo, il cui reddito è inferiore a quello di altre attività, ci impongono di abbandonare il sistema paternalistico, di formare, prima di tutto, una Commissione di esperti che, sotto l'egida della Giunta regionale e in collaborazione con le Commissioni consiliari, attraverso ricerche operative economiche e sociali, predisponga gli elementi per una nuova politica economica più metodica, più razionale, programmata, come si dice oggi, se vogliamo indulgere ad un neologismo di moda.
Ma non sono le parole, sono i concetti, sono i fatti che contano e, dunque, per questa politica economica nuova più metodica, più razionale, che possiamo chiamare come vogliamo, è necessario che, senza coazioni e senza imposizioni, si assumano i provvedimenti amministrativi e legislativi idonei e si creino, così, le condizioni nuove per uno sviluppo dell'economia agricola da forme arcaiche a forme più moderne...".
Continuando nella sua dichiarazione programmatica, il Presidente della Giunta annunciava l'istituzione di esperimenti pilota in campo agricolo per la ristrutturazione della proprietà contadina, in campo turistico con la creazione di villaggi turistici e nel settore dell'industria con l'industrializzazione della zona della bassa Valle, per trovare nuova occupazione alla nostra mano d'opera che sta gravando verso il Piemonte.
È necessaria, egli dichiarava, una elaborazione seria, arcaica, globale che muova da accertamenti economici sociali.
Questo era quanto affermava il Presidente della Giunta all'inizio della legislatura.
Ora vediamo in quale misura queste affermazioni si sono tradotte in termini concreti dopo un anno di amministrazione. Quale premessa il Presidente della Giunta aveva dichiarato che è necessario abbandonare il sistema paternalistico.
Era questa una implicita affermazione critica nei confronti delle precedenti amministrazioni.
Si riconosceva cioè per la prima volta pubblicamente che un sistema di amministrazione basato esclusivamente sui sussidi era superato. Bene, siamo d'accordo, ma cosa è stato fatto in questo anno per impostare un serio programma di sviluppo programmato dell'economia regionale?
È stata creata ad hoc una Commissione di esperti senza tener conto della rappresentanza delle varie categorie economiche operanti nella Regione.
Questo è stato un grave errore, perché se si tende a raggiungere determinati obiettivi in campo economico è necessario chiamare a raccolta in primo luogo le forze vive del Paese.
Non seguendo questa impostazione si è dato vita ad un organismo che ha fatto solo quello che ha fatto ed è stato forse buono solo a tacitare certe esigenze manifestatesi in alcuni esponenti politici della attuale maggioranza.
Sempre secondo le dichiarazioni del Presidente della Giunta tale Commissione avrebbe dovuto operare in collaborazione con le Commissioni consiliari, ma non mi pare che questa collaborazione vi sia stata, anzi le Commissioni vengono riunite raramente.
Tutto questo lavoro doveva predisporre gli elementi per una nuova politica. Dalla lettura del bilancio non appaiono questi elementi e noi saremo grati al Presidente della Giunta per ogni chiarimento in merito.
È stata citata a mo' di esempio di programmazione la legge del risanamento del bestiame. Su questo siamo d'accordo, ma si tratta pur sempre di un programma settoriale che esula da una visione globale della economia programmata.
Nel discorso programmatico si è insistito molto sulle esperienze pilota in questo o in quel settore (es. riordino proprietà contadina, villaggi turistici, ecc.) ma sinora nessuna notizia di esperimenti pilota.
Si è parlato di industrializzazione delle zone depresse della bassa valle, non mi risulta che siano però nate in tali zone nuove iniziative industriali favorite dalla Regione.
Questi sono solo gli aspetti particolari delle dichiarazioni del Presidente.
Quello che preme mettere in evidenza è che ad un anno di distanza dalla assunzione del potere ancora poco si è fatto per arrivare ad una "elaborazione seria, organica, globale che muova da accertamenti economico-sociali".
Questo discorso è già stato fatto in altra occasione, si era trovato allora la scusa che il tempo a disposizione era poco.
Ormai credo che di tempo ne sia passato, senza che alcun nuovo indirizzo prenda consistenza. Si continua ancora oggi con la politica paternalistica, tant'è che si arriva alle volte a certe aberrazioni, come quella recente ove all'occasione della inaugurazione di una nuova strada è stata posta una lapide in ringraziamento all'Assessore ai Lavori Pubblici, quasi che l'opera inaugurata non sia stata promossa dall'Amministrazione Regionale ma da un uomo di parte.
È questo forse il nuovo indirizzo programmatico?
Mi pare che non ci sia la volontà politica di cambiare strada, aumentano i sussidi e diminuiscono gli investimenti produttivi.
Ormai il cittadino valdostano è abituato a considerare l'Amministrazione Regionale alla stregua di un Ente di beneficenza.
Il problema dell'aumento del reddito della categoria agricola, della industrializzazione per la creazione di nuovi posti di lavoro per le giovani leve ed il potenziamento del settore turistico per l'assorbimento della nuova corrente turistica internazionale, sono ben lontani dalla realtà.
Anzi, quando andremo a fondo nella discussione del bilancio vedremo addirittura che il turismo è rilegato, come volume percentuale di spesa, all'ultimissimo posto del bilancio regionale.
Non sono problemi questi che si possono risolvere con un tocco di bacchetta magica. Bisogna impostarli nel tempo, prevedere quale sarà il tipo di società che intendiamo realizzare nel prossimo futuro in rapporto alle nostre possibilità di intervento economico coordinato con l'iniziativa privata, in modo che nessun sforzo vada disperso, ma il tutto sia finalizzato alle mete da raggiungere.
Per questi motivi noi non possiamo esprimere, ancora una volta, che un voto negativo, un giudizio negativo sul bilancio di previsione oggetto dell'odierna discussione, nonostante tutte quante le assicurazioni e nonostante le confidenze del Presidente della Commissione regionale per la programmazione.
Noi avremmo preferito entrare in una discussione seria ed organica, in ordine ad una relazione politica ai bilancio e non già in merito ad una relazione di cifre che può essere fatta da un qualsiasi ragioniere".
Il Consigliere TORRIONE ritiene che anche il gruppo consiliare di maggioranza debba essere d'accordo con la minoranza nel sostenere che il bilancio di previsione deve riflettere il legittimo desiderio di andare al di là delle tradizioni e delle enunciazioni programmatiche annuali tradotte in termini quantitativi di un bilancio di previsione formulato con criteri puramente contabili, come è stato fatto sino ad ora, per sostituirvi una determinata espressione di volontà amministrativa ed anche politica, orientata nel senso della programmazione o pianificazione della spesa pubblica.
Richiamandosi, quindi, alla impostazione metodologica a cui è stato accennato prima dall'Assessore Colombo, osserva che sarebbe quanto mai opportuno che la Giunta fornisse un chiarimento in merito ai punti da lui esposti e che sono stati sviluppati ed illustrati in modo più ampio dal collega Lustrissy.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Ascoltando gli interventi dei Consiglieri Torrione e Lustrissy, ho notato una differenza fra quanto è stato detto dall'uno e quanto è stato detto dall'altro.
Il Consigliere Torrione si è adeguato a quanto è stato detto qui dall'Assessore alle Finanze, Fillietroz, dal Consigliere Chamonin, nella sua qualità di Presidente della Commissione per la Programmazione e dall'Assessore all'industria e Commercio, Colombo; invece, ho avuto l'impressione che il Consigliere Lustrissy abbia letto una relazione scritta, che era stata preparata precedentemente in rapporto alla situazione che si poteva ritenere esistente prima dei tre interventi ai quali ho alluso.
Il Consigliere Lustrissy ha avuto la bontà di leggere una dichiarazione da me resa al Consiglio nella seduta del 26 novembre 1963, in cui si era proceduto alla elezione della Giunta e della Presidenza del Consiglio.
Io sono grato al Consigliere Lustrissy di avere letto quella tale mia dichiarazione, perché detta dichiarazione, messa in rapporto a quanto è stato detto dall'Assessore Fillietroz, dal Consigliere Chamonin e dall'Assessore Colombo, dimostra che quella dichiarazione programmatica iniziale non è stata certamente tradita o rinnegata, ma è stata invece rispettata, osservata e che vi è stato, anzi, un principio di esecuzione.
Io, in un'altra sede che non è quella consiliare, ho alluso al metodo sperimentale ed ho accennato alla necessità di abbandonare magari le vecchie esperienze per tentare nuove vie e nuove esperienze.
Ora, mi pare che è appunto il metodo sperimentale che noi abbiamo seguito proprio in questo specifico campo della programmazione e di una nuova impostazione del bilancio, in relazione alle necessità sulle quali noi siamo tutti d'accordo; perché sono proprio quelle stesse necessità sottolineate dai tre Consiglieri che hanno parlato prima per conto della maggioranza e alle quali hanno alluso i Consiglieri Torrione e Lustrissy per conto della minoranza.
Si tratta di metodo sperimentale perché prima si è voluto tentare il sistema della creazione di una Commissione di studio, - e non si dimentichi che era una Commissione di studio, una Commissione consultiva della Giunta -, che doveva predisporre i primi elementi e che doveva raccogliere i primi dati statistici.
Questa è stata la prima fase: affrontare le prime difficoltà, fare le prime discussioni in questo campo che è nuovo.
Noi vediamo, infatti, che anche in campo nazionale, appunto perché è un campo nuovo, si parla molto di programmazione ma constatiamo e vediamo che, quando si tratta di dare delle definizioni precise e di additare delle vie concrete di soluzione, da tutte le parti vi è una grande incertezza.
In relazione a quello che ha detto testé l'Assessore Colombo, devo dire che noi, nel mese di settembre scorso, abbiamo tenuto diverse riunioni di Giunta, prima da sola e poi con la Commissione consultiva per la Programmazione per queste prime ricerche economiche e sociali ed abbiamo dato uno sguardo al passato per vedere che cosa si fosse concretato e quale fosse la nuova via da seguire per giungere alle nuove mete che ci proponiamo.
Siamo venuti a queste conclusioni:
1°) che era necessario mantenere la Commissione consultiva di studio, che è una Commissione consultiva della Giunta, che aveva fatto un lavoro utile, poiché aveva preparato quegli schemi e quelle ricerche ai quali ha alluso il Consigliere Chamonin, che aveva dato una prima impostazione per la prima fase.
Noi dobbiamo tenere presente, a questo proposito, che per la programmazione vi sono vari tempi, che devono essere considerati, perché è un lavoro lungo e non già un lavoro che possa essere fatto rapidamente;
2°) che era necessario nominare un Consulente generale, che abbiamo scelto nella persona del Prof. Francesco Forte, il quale, come ha detto il Consigliere Chamonin, è uno specialista ad alto livello, consulente di Ministri e dello stesso Governatore della Banca d'Italia.
Abbiamo anche pensato e stabilito che, accanto al Consulente generale, vi dovesse essere quello che si potrebbe chiamare un Assistente e che per ogni schema, per ogni tipo di ricerca, vi dovesse essere qualcuno, cioè uno studioso che avesse la responsabilità di quel determinato ramo di ricerche economico-sociali.
Questo noi abbiamo stabilito come Giunta, d'accordo con la Commissione consultiva per la Programmazione, presieduta dal Consigliere Chamonin.
Dirò subito una cosa che potrei dire dopo; intendo riferirmi a quanto è stato detto in una determinata parte della relazione fatta dall'Assessore Colombo e, cioè, questo: noi abbiamo avuto quelle tali riunioni di Giunta con i rappresentanti dei Partiti della maggioranza e con la Commissione consultiva per la Programmazione, presenti gli studiosi della Commissione stessa e dopo lunghe discussioni, evidentemente, ed anche attraverso un dibattito nel quale erano affiorate teorie anche diverse, abbiamo concordato che, quando sarà finita la fase della raccolta dei dati e delle ricerche economiche e sociali nei diversi rami della economia valdostana, a cui ha accennato il Consigliere Chamonin, allora la fase di studio sarà esaurita e potremo impostare il lavoro di programmazione.
Noi ci troveremo nel maggio prossimo, in un primo tempo, e nell'autunno del 1965, in un secondo tempo, di fronte ad un copioso materiale di studio attraverso il quale si saranno sviscerati tutti gli aspetti della economia valdostana.
Per rendersi conto di quanto sia ponderoso e complesso questo studio, basti pensare che soltanto per lo studio della demografia valdostana si prevedono vari volumi, per un totale di circa 2800 pagine.
Il primo volume è ormai ultimato ed è un lavoro che dimostra la serietà scientifica degli studiosi che hanno proceduto a questo primo studio.
Io penso che ogni studio, ogni monografia, conterrà delle conclusioni, perché questi non devono essere degli studi metafisici e platonici, ma devono essere raccolte di dati economici e sociali che debbono dare a tutti noi la possibilità di fare poi una scelta fra determinate decisioni politico-sociali.
Quando la fase di studio sarà esaurita, bisognerà sottoporre tutto questo materiale, oltre che alla Giunta, all'esame di quell'organo democratico al quale accennava un momento fa l'Assessore all'Industria e Commercio, sulla cui istituzione noi della maggioranza siamo stati tutti d'accordo come conclusione di tutte quelle riunioni che si sono svolte nel mese di settembre scorso.
La creazione di detto organo democratico non va fatta ora, perché non bisogna mettere il carro davanti ai buoi, ma va fatta dopo e bisognerà che siano chiamati a fare parte di tale organo democratico rappresentanti dei Partiti, dei Sindacati e di tutte le Organizzazioni economiche locali.
Il materiale di studio, con le relative conclusioni, dovrà essere sottoposto, ripeto, all'esame del suddetto organo democratico ed allora vi sarà un dibattito generale da parte dei rappresentanti di tutte le categorie economiche locali interessate.
Evidentemente, in ultima istanza, tutto quanto dovrà essere poi sottoposto all'esame del Consiglio Regionale, che avrà, così, tutti gli elementi per assumere quelle decisioni finali che sono necessarie proprio per arrivare a quanto, citando le mie parole, diceva un momento fa il Consigliere Lustrissy, cioè per poter abbandonare la politica tradizionalistica e forse eccessivamente empirica ed arrivare ad una politica economica e sociale in Valle d'Aosta più razionale, più organica e più coordinata.
Queste sono le vie che noi pensiamo di seguire in proposito.
Il Consigliere Lustrissy ha accennato ai villaggi turistici: sono lieto di poter comunicare al Consigliere Lustrissy che noi, su questo problema, siamo già passati, diciamo così, ad una fase che io mi permetto di chiamare esecutiva, perché abbiamo già dato incarico a due giovani professionisti, che avevano incominciato ad interessarsi di questo problema, di raccogliere degli elementi e di studiare un qualcosa di più concreto e di più definitivo.
Abbiamo quindi stanziato la somma necessaria per questo lavoro, in modo che si possa incominciare con una prima esperienza pilota di un villaggio turistico.
Il provvedimento è stato adottato dalla Giunta, su proposta della Commissione consiliare permanente per il turismo.
Io ho parlato molto sinteticamente, come è mio costume.
Voglio aggiungere anche questo: io ho alluso prima a quanto questi studi preparatori siano ponderosi, difficili e complicati.
In effetti, soltanto coloro che sono superficiali parlano di questo argomento come se fosse una cosa che si possa fare nel giro di pochi mesi o anche soltanto di un anno.
La realtà del problema è questa: ci vorrebbero degli anni per fare seriamente un lavoro di ricerche di questo genere e ci potrebbe anche essere il pericolo che, quando i dati saranno raccolti, probabilmente ad un certo momento ci sarà come una specie di sfasatura tra le conclusioni delle ricerche e la situazione del momento in cui gli Amministratori devono prendere le decisioni.
Voglio ancora accennare ad un altro aspetto di questo problema, aspetto che non deve essere dimenticato; se non ne parlassimo mancheremmo al nostro dovere e non saremmo dei democratici.
Un giornale locale ha criticato quelle modestissime propine che l'Amministrazione Regionale ha deliberato per i componenti della Commissione consultiva per le ricerche economiche e sociali.
Ora, queste propine sono ben misera cosa in confronto a quello che sarà il costo di questo lavoro.
Io mi limito a citarvi due cifre a titolo esemplificativo: il Piano dell'Umbria è costato ben L. 150 milioni e quello per la Provincia di Agrigento è costato L. 50 milioni.
Noi abbiamo fatto con quel gruppo di studiosi che voi sapete un accordo per la ristrutturazione del bilancio e per una specie di impostazione generale del complesso lavoro della programmazione.
Abbiamo concordato anche i prezzi, per questa prima fase, nella cifra modesta di Lire 1.500.000; però noi dovremo certamente, con questo gruppo di studiosi, fare una attenta contrattazione per quanto riguarderà la spesa globale di quel tale lavoro di ricerche cui ho accennato prima.
Io penso, Signori Consiglieri, che dalle spiegazioni che vi sono state date prima dall'Assessore alle Finanze, poi dal Presidente della Commissione consultiva per le ricerche economiche e sociali, poi ancora dall'Assessore all'Industria e Commercio ed, infine, da questi ultimi miei chiarimenti, io penso, ripeto, che da tutto questo Voi abbiate un primo quadro della situazione che possa consentirVi di avere un concetto già più preciso della situazione.
Da parte nostra, non vi è stato alcun desiderio di chiuderci in una forma di ermetismo. Eravamo, finora, nella prima fase, che era una preliminare fase di studio; ecco perché vi è stata una certa discrezione.
Ma oggi Vi sono stati dati parecchi elementi sul lavoro svolto finora e noi pensiamo che, man mano che saranno redatte e ultimate delle monografie su ogni singolo problema, potremmo comunicare ad ogni Consigliere questi elementi, in attesa della conclusione finale del lavoro e del largo dibattito che vi dovrà essere in quel tale organo democratico con rappresentanze di tutte le organizzazioni economiche, nonché in attesa del dibattito finale che dovrà svolgersi davanti al Consiglio Regionale, quando tutti gli elementi di giudizio saranno raccolti. Allora potranno essere operate quelle scelte politiche in materia economico-sociale alle quali Voi avete alluso prima".
Il Consigliere LUSTRISSY contesta l'affermazione, fatta dal Presidente della Giunta, che vi sia un contrasto fra i due interventi dei Consiglieri Lustrissy e Torrione; rileva che entrambi i predetti due Consiglieri hanno dato atto, nei loro interventi, del lavoro svolto dalla Commissione consultiva per le ricerche economiche e sociali e hanno preso atto con soddisfazione delle dichiarazioni fatte dall'Assessore Colombo, lamentando, però, la mancanza di una relazione politico-amministrativa al bilancio.
Prende atto che è intendimento della Giunta di perseguire il metodo sperimentale, già preannunciato dal Presidente della Giunta nelle dichiarazioni programmatiche fatte al Consiglio nella seduta del 26 novembre 1963.
Rileva, però, che un anno è già passato e che qualcosa di concreto avrebbe già potuto essere attuato in quanto qualche iniziativa avrebbe potuto essere presa durante il primo anno dell'attuale legislatura.
Dichiara di essere lieto delle precisazioni fatte dal Presidente della Giunta in ordine agli intendimenti della Giunta per il prossimo futuro, ma auspica e raccomanda che gli studi della Commissione regionale per la programmazione e quelli che saranno affidati ad esperti non si protraggano troppo nel tempo, ma abbiano una determinata scadenza, anche ad evitare il pericolo, a cui ha accennato prima il Presidente della Giunta, che, quando tutti i dati saranno raccolti, si possa verificare una sfasatura tra le conclusioni delle ricerche e la situazione del momento in cui gli Amministratori dovranno prendere le decisioni di programmazione.
Ritiene che lo studio e la redazione del piano di programmazione per la Valle d'Aosta non richiedano troppo rilevanti spese.
Dichiara di non avere elementi per affermare se la spesa di Lire 150 milioni sostenuta per lo studio e l'elaborazione del piano per la Regione dell'Umbria sia esagerata e così dicasi, - egli osserva -, per quanto riguarda la spesa per il piano di programmazione per la Provincia di Agrigento, ammontata a Lire 50 milioni.
Conclude, dichiarando che i Consiglieri del Gruppo Democristiano confidano che, come annunciato dal Presidente della Giunta, possa essere conclusa nel prossimo mese di maggio la prima fase di studio e si abbiano i primi elementi di giudizio necessari per poter passare alla fase di attuazione pratica della programmazione.
Aggiunge, per quanto riguarda il bilancio di previsione, che bisogna adeguarsi a quelle che sono le possibilità del bilancio e vedere in che modo il volume di spese disponibile per l'anno 1965 potrà influire nell'orientamento dell'economia regionale.
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Si dà atto che, alle ore tredici e minuti quindici, il Presidente, MARCOZ, su parere concorde del Consiglio, sospende la seduta e rinvia alle ore quindici e minuti trenta la continuazione della discussione generale sul progetto di bilancio e l'approvazione del bilancio stesso.
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