Objet du Conseil n. 10 du 23 mars 1966 - Verbale
OGGETTO N. 10/66 - PROGETTO DI BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO 1966.
L'Assessore alle Finanze, FILLIETROZ, riferisce al Consiglio in merito al progetto di bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1966 trasmesso in copia in data 11 marzo 1966 ai Signori Consiglieri, con relazione dell'Assessorato alle Finanze e altri allegati:
(Seguono: relazione al bilancio e tabelle varie - ...Omissis...).
L'Assessore FILLIETROZ fa presente che il progetto di bilancio della Regione approvato dalla Giunta Regionale in data 22 dicembre 1965 e sottoposto oggi all'esame e all'approvazione del Consiglio presenta uno stato di previsione dell'Entrata ammontante a Lire 14.485.520.000 e uno stato di previsione della spesa di complessive L. 14.485.520.000; informa che vi sono, però, delle proposte di variazioni da apportare a questo progetto di bilancio.
Precisa che una prima proposta di variazioni risulta dall'allegato suppletivo distribuito ai Signori Consiglieri nel corso della odierna seduta e prevede variazioni per complessive Lire 300 milioni allo stato di previsione della Spesa e per complessive Lire 300 milioni allo stato di previsione dell'Entrata.
Precisa che un'ulteriore proposta di variazioni dovrà essere fatta in relazione all'approvazione dell'oggetto iscritto al n. 4 dell'ordine del giorno "Fideiussione della Regione a favore della Società Autostrade Valdostane», perché dovranno essere previsti i capitoli di entrata e di spesa necessari per la concessione della fideiussione stessa.
Rileva che anche il progetto di bilancio per l'esercizio finanziario 1966 è stato elaborato in base ai criteri d'impostazione e di classificazione delle previsioni del bilancio dello Stato introdotte con la legge dello Stato, cioè è stato impostato secondo i criteri funzionali ed economici previsi dalla legge 1° marzo 1964 n. 62.
Osserva che lo scopo di tale criterio di classificazione è quello di rendere il bilancio uno strumento contabile più rispondente alle esigenze di una programmazione regionale globale per la realizzazione dei piani di sviluppo pluriennali ed, in particolare, per rendere più facile il coordinamento degli interventi finanziari dello Stato e delle Aziende a partecipazione statale con gli interventi finanziari della Regione, dei Comuni e dei privati.
Fa presente che per procedere ad una programmazione regionale globale al fine di correggere gli squilibri che l'economia valdostana presenta, era necessario acquisire delle indispensabili cognizioni sullo stato attuale della economia valdostana, per cui la Giunta Regionale aveva costituito a suo tempo la Commissione Regionale per le ricerche economiche e per la programmazione ed aveva dato incarico alla Società SORIS di Torino di effettuare le ricerche e gli studi preliminari del caso e di predisporre i relativi elaborati.
Informa che la Società SORIS sta ora portando a termine tale incarico e che quasi tutti gli elaborati sono ormai stati redatti e sono in corso di stampa.
Fa presente che un certo ritardo nella ultimazione dei lavori affidati alla Società SORIS è dovuto alla ritardata approvazione, da parte del Presidente della Commissione di Coordinamento, del disegno di legge concernente finanziamento della spesa per l'effettuazione degli studi e delle ricerche di cui si tratta.
Osserva che questa è una delle cause per cui il progetto di bilancio 1966 viene sottoposto solo ora all'esame e all'approvazione del Consiglio.
Fa presente che nel progetto di bilancio in discussione si è già tenuto conto in parte dei risultati delle ricerche effettuate dalla Società SORIS e dalla sopra citata Commissione Regionale e sono stati, infatti, previsti degli interventi finanziari regionali versi i settori dell'agricoltura e del turismo, importanti settori della prevista evoluzione economica della Valle d'Aosta, nonché verso il settore delle case di abitazione.
Facendo riferimento alla dettagliata relazione sul progetto di bilancio trasmessa ai Consiglieri, dichiara di dover fare alcuni rilievi essenziali sui punti seguenti:
Punto 1° - nel suo complesso, il bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario 1966 presenta uno spareggio, fra Entrate e Spese, di L. 3.300.000.000, alle cui copertura si deve provvedere con la previsione corrispondente dello stanziamento di Entrata per quote annue variabili di ripartizione di entrate erariali da concordare tra lo Stato e la Regione ai sensi dell'articolo 4 della legge 29 novembre 1955 n. 1179.
Precisa che l'importo totale delle quote annue variabili del riparto fiscale per il 1966 è costituito dall'importo delle quote annue variabili già concordato con lo Stato per l'esercizio finanziario 1965, dall'importo della quota di riparto dell'imposta unica a carico dell'ENEL prevista per il 1965 e da un aumento dell'importo delle quote annue variabili per il 1966, rispetto alle previsioni del 1965, di Lire 1.150.000.000.
Informa che sono già state avviate con i competenti organi statali centrali delle trattative in tal senso e dichiara di confidare che si possa concordare sull'importo di Lire 3.300.000.000 previsto in bilancio.
Rileva che quanto sopra dimostra la inadeguatezza dell'attuale riparto fiscale in relazione alle necessità del bilancio regionale.
In proposito, fa presente che su vari giornali si è letto che una quota di riparto del 70% delle entrate erariali riscosse in Valle d'Aosta sarebbe sufficiente per le necessità del bilancio regionale; dichiara che la quota di riparto del 70% dovrebbe, invece, riferirsi non solo alle entrate erariali riscosse nel territorio della Regione, ma anche alle entrate erariali riscosse fuori della Valle d'Aosta per attività produttive ed economiche svolte in Valle d'Aosta.
Informa, infatti, che le entrate erariali riscosse dallo Stato nel territorio della Regione ammontano a circa Lire 5 miliardi e 160 milioni, mentre le entrate erariali relative ad attività svolte nel territorio regionale e riscosse fuori del territorio della Regione ammontano a circa Lire 6 miliardi e 800 milioni, oltre ad altre entrate comprensive di imposte e tasse assolte alla origine per beni prodotti fuori del territorio della Regione e venduti in Valle d'Aosta.
Dichiara, quindi, che un riparto fiscale corrispondente alle necessità del bilancio regionale dovrebbe assicurare alla Regione una entrata annuale aggirantesi dai 9 ai 10 miliardi, importo che corrisponde appunto ad una quota del 70 % di tutte le entrate erariali riscosse dallo Stato sia in Valle d'Aosta, sia fuori della Valle d'Aosta e riferentesi a redditi di attività economiche svolte in Valle d'Aosta.
Punto 2° - Le spese correnti o di finanziamento, che rappresentano più o meno le spese ordinarie del precedente sistema d'impostazione del bilancio regionale, ammontano a Lire 7.466.670.000 (sono, cioè, pari al 65,48% dell'importo complessivo delle spese effettive), mentre le spese in conto capitale o d'investimento, che sarebbero le spese produttive, ammontano a Lire 3.935.000.000 (sono, cioè, pari al 34,92% dell'importo totale delle spese effettive).
Osserva che, rispetto al bilancio del precedente anno finanziario 1965, le spese produttive nel progetto di bilancio per l'anno 1966 sono aumentate dell'1 % in confronto alle spese correnti.
L'Assessore Fillietroz dà quindi lettura dei dati di ripartizione delle spese per i vari settori d'investimento e per i vari Assessorati, ribadendo che al progetto di bilancio in esame, in sede di discussione dei singoli capitoli, dovranno essere apportate le variazioni di cui all'allegato suppletivo già consegnato ai Signori Consiglieri.
Conclude, dichiarandosi a disposizione dei Signori Consiglieri per eventuali chiarimenti.
Il Consigliere BERTHET fa la seguente dichiarazione:
"A nome del Gruppo democristiano, dichiaro che voteremo contro l'approvazione del bilancio, non avendo più la Giunta che lo ha predisposto la fiducia dell'Assemblea regionale.
Per un dovere di ordine morale abbiamo votato, stamane, a favore per la proroga, per un mese, dell'esercizio provvisorio del bilancio, affinché l'Amministrazione sia in grado di svolgere normalmente i suoi compiti.
Per ragioni d'impostazione politico-amministrativa, non intendiamo dare il nostro consenso al bilancio di previsione che ci viene presentato e che riguarda l'ulteriore periodo annuale di competenza, non senza rammaricarci che il bilancio stesso ci sia stato presentato per l'esame con così notevole ritardo, tenuto conto dell'attuale particolare situazione politica in atto da diversi mesi nella Regione".
Il Consigliere MONTESANO dichiara quanto segue:
"A nome del Partito Socialista Democratico Italiano dichiaro di votare contro il bilancio per due ordini di ragioni:
- In primo luogo perché esso viene presentato da una Giunta che non riscuote più la fiducia del Consiglio, essendole venuto a mancare l'appoggio di una delle forze politiche che costituivano la precedente maggioranza;
- in secondo luogo perché il bilancio, pur essendo un atto amministrativo, assume sempre, e maggiormente oggi, preminente rilevanza politica, il cui significato non deve sfuggire al Presidente della Giunta e agli Assessori rimasti in carica, i quali devono trarre, in caso di rigetto, le naturali conseguenze inerenti al mandato affidato loro dal Consiglio".
Il Consigliere COLOMBO fa la seguente dichiarazione:
"Voglio chiarire che, poiché tanto il sottoscritto quanto il compagno Balestri abbiamo partecipato alla formazione di questo bilancio di previsione che il Consiglio Regionale è chiamato oggi ad approvare, per motivi di coerenza ed anche per altri motivi di ordine sociale, collegati ad una eventuale paralisi amministrativa della Regione, il mio personale giudizio sarebbe quello di votare a favore di questo bilancio di previsione della Regione.
Devo, però, dire che questa mia tesi non è stata accolta dagli Organi direttivi del mio Partito a causa della situazione politica in atto, soprattutto al Comune di Aosta.
Quindi, per disciplina di Partito, io annuncio voto contrario al bilancio oggi portato in discussione, voto contrario che verrà dato, a quanto mi è stato riferito, anche dal compagno Balestri".
Il Consigliere ALBANEY dichiara quanto segue:
"A nome del Movimento Ligue-Campagnards Valdôtains, dichiaro di non poter votare a favore del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1966, perché l'approvazione del bilancio stesso è un atto che qualifica una maggioranza.
Ora, ritengo che sia i Comunisti che gli Unionisti non meritano più la nostra fiducia.
Ribadisco che noi non possiamo approvare il progetto di bilancio da Voi presentato in quanto l'impostazione politica è contraria agli interessi della nostra Valle.
Bene hanno capito questo i due Parlamentari dell'Union Valdôtaine i quali, in occasione del voto di fiducia all'ultimo Governo di centro-sinistra, a Roma, hanno votato a favore dello stesso, convinti che è necessaria una nuova impostazione politica e rassicurati, da parte di tutti i Partiti Democratici, circa la soluzione dei nostri più impellenti problemi.
Voto contro questo bilancio per dare la possibilità a qualcuno di scegliere la strada dell'interesse della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
Solo una nuova impostazione politica darà la possibilità alla nostra Regione di progredire e di prosperare.
In tal senso, mi pare che si sia espresso, nella seduta del 16-1-1966, il Comité Central de l'Union Valdôtaine il quale ha detto: "Le seul but passé, présent et futur de l'Union Valdôtaine a été, est et sera celui d'assurer l'application intégrale du Statut régional, c'est-à-dire un régime politique et administratif de liberté et de justice pour le Peuple valdôtain".
Al punto c) dell'ordine del giorno approvato dal Comité Central de l'Union Valdôtaine, nella sopra citata seduta, si legge inoltre: "Les futures alliances politiques de l'Union Valdôtaine dépendront toujours et seulement du comportement et de la volonté des Partis politiques nationaux vis-à-vis du problème minoritaire et statutaire".
Ed ancora: "Encore une fois l'Union Valdôtaine fait des propositions concrètes, non pas pour défendre des positions de pouvoir, mais dans le seul intérêt de la Communauté valdôtaine".
Anche l'Assessore Fillietroz, nella sua precedente esposizione ha parlato, ad un certo punto, di inadeguatezza del riparto fiscale.
Ecco perché noi riteniamo di non poter approvare il bilancio di previsione in discussione.
D'altra parte, che cosa ha fatto in questi ultimi 6-7 anni l'attuale raggruppamento politico per migliorare questo riparto fiscale?".
L'Assessore FOSSON dichiara quanto segue:
"Io vorrei innanzitutto rilevare una contraddizione insita nelle dichiarazioni fatte sia dal Consigliere Berthet, sia dal Consigliere Montesano, sia dai Consiglieri dei Gruppi politici che hanno fatto finora formale dichiarazione di votare contro il bilancio di previsione predisposto dalla Giunta.
Mi riferisco, in particolare a quanto ha affermato, a nome della Democrazia Cristiana, il Consigliere Berthet il quale ha detto: "Noi abbiamo votato a favore della proroga per un mese dell'esercizio provvisorio del bilancio perché riteniamo che l'Amministrazione Regionale debba essere in grado di svolgere normalmente i suoi compiti, ma voteremo contro il bilancio di previsione predisposto dalla Giunta, in attesa di altri eventi e di mutamenti della situazione politica attuale".
Ma nei disegni di legge concernenti l'approvazione dell'esercizio provvisorio fino al 31 marzo 1966 e la proroga dell'esercizio provvisorio fino al 30 aprile 1966 si fa riferimento specifico al bilancio predisposto ed approvato dalla Giunta in data 22 dicembre 1965 e che ora viene sottoposto all'esame e all'approvazione del Consiglio.
Ora, ai Capi Gruppo del Partito della D.C., del P.S.D.I., del Raggruppamento Indipendente Valdostano e Campagnards Valdôtains, del Partito Socialista Italiano, che hanno approvato nella seduta mattutina il disegno di legge concernente la proroga fino al 30 aprile 1966 dell'esercizio provvisorio del bilancio e che hanno dichiarato ora di votare contro il bilancio preventivo in esame, rivolgiamo questo quesito:
"Sono forse convinti questi Signori che, non approvando il bilancio per l'esercizio finanziario 1966, il disegno di legge concernente la proroga fino al 30 aprile dell'esercizio provvisorio del bilancio sarà vistato dal Presidente della Commissione di Coordinamento?».
Questo quesito io lo pongo non solo a loro, ma a tutti quanti, perché, ad un certo momento, bisogna anche prospettarsi il pericolo di paralizzare completamente tutta l'attività amministrativa della Regione non approvando il bilancio preventivo per l'esercizio finanziario 1966.
Questa è la prima osservazione che intendevo fare.
D'altra parte, non voglio dilungarmi, per il momento; se sarà il caso riprenderò, in seguito, la parola per quanto riguarda i riferimenti fatti dal Consigliere Albaney a quel documento che è stato approvato all'unanimità dal Comité Centrale de l'Union Valdôtaine nella seduta del 16 gennaio 1966.
Noi siamo sempre della stessa tesi, perché tutto quanto è stato detto il 16 gennaio 1966 è valevole ancor oggi e non abbiamo che da riconfermarlo in tutto e per tutto.
Però quanto è stato detto in quel documento è tutto diverso da certe affermazioni che sono state fatte in sede di Consiglio Regionale".
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Si dà atto che, alle ore 16,48, interviene all'adunanza il Deputato Valdostano On.le GEX Dr. Corrado.
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Il Consigliere GERMANO dichiara quanto segue:
"Ci troviamo di fronte, in questa seduta, alla dimostrazione pratica, controllabile da tutti, di quanto sia nefasta la politica di centro-sinistra e delle sue caratteristiche di regime e di politica democratica.
Abbiamo sentito poco fa i Capi Gruppo di quattro Partiti che hanno dichiarato: "Noi voteremo contro il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 1966 predisposto dalla Giunta Regionale".
Non hanno detto, questi Capi Gruppo: "Si tratta di un bilancio di previsione sbagliato, questo non va bene; questo problema doveva essere affrontato in questo modo e non in quest'altro modo; noi non siamo d'accordo perché fate gli interessi di queste categorie e non di queste altre categorie; noi non siamo d'accordo perché voi andate contro gli interessi della Valle di Aosta".
Questi Capi Gruppo hanno detto semplicemente: noi voteremo contro questo bilancio per ragioni politiche.
Il Capo Gruppo di un Partito ha aggiunto: "per disciplina di Partito".
Questo è effettivamente un sistema di regime, un sistema nel quale si compie una determinata azione perché così è stato disposto, senza alcuna valida motivazione, perché anche questa motivazione politica non è valida, in quanto non è sufficiente dire che una determinata maggioranza politica è caduta, ma bisogna chiaramente indicare un'altra maggioranza politica.
Ora, un'altra maggioranza politica, diversa dall'attuale, non è possibile.
Questo non lo si dice, questo problema non lo si affronta.
Riferendoci al quadro politico italiano, in questo Consiglio è possibile una maggioranza politica formata dallo schieramento del Partito Comunista con 9 Consiglieri, dall'Union Valdôtaine con 7 Consiglieri e dal Partito Socialista Italiano con 2 Consiglieri, per un totale di 18 Consiglieri.
Non è possibile, invece, una maggioranza di centro-sinistra, in quanto è stato dimostrato che i 13 Consiglieri della Democrazia Cristiana, il Consigliere del Partito Socialista Democratico Italiano, il Consigliere della Ligue Campagnards e i due Consiglieri del Partito Socialista Italiano non possono formare una maggioranza, perché possono disporre in totale di soli 17 voti.
È possibile solo una coalizione, che viene sovente rimproverata a noi, di tipo milazziano, con l'appoggio determinante dei Consiglieri del Partito Liberale. Non è possibile, quindi, sul piano politico, nessuna altra maggioranza.
Ebbene, in questa seduta si fanno dichiarazioni di voto contrario all'approvazione del bilancio dell'esercizio finanziario 1966 senza alcuna valida motivazione, senza alcuna critica sul piano amministrativo, ma esclusivamente per cause politiche.
E queste cause politiche non presentano alcuna via di uscita, alcuna soluzione.
Questa è la situazione nella quale noi ci troviamo in questa seduta.
D'altro canto, io credo che siano note a tutti le vicende post-elettorali del 1963, che furono oggetto di un dibattito politico del tipo di quello che dovrebbe avvenire oggi.
Allora, due anni e mezzo fa, nonostante le pressioni romane, nonostante i tentativi e le promesse di Matteotti e della Democrazia Cristiana, gli organi dirigenti dell'Union Valdôtaine, del P.S.I. e del Partito Comunista Italiano si sono solennemente impegnati per una Giunta di schieramento, pubblicamente, in quest'aula e non in luoghi dove nessuno li sentiva.
Vi risparmio la citazione di tutti gli impegni solennemente assunti in quella occasione dal Partito Socialista Italiano, dagli Assessori Socialisti, dal Direttivo del Partito Socialista e dai Dirigenti del Partito Socialista, che sono ancora gli attuali Dirigenti del Partito.
Questi impegni sono però qui, a disposizione di tutti e, se volete, possiamo sempre ripeterli con tutta tranquillità.
Ebbene, è stato talmente forte il potere corruttore del centro-sinistra, questo potere di regime che cerca di estendere, indipendentemente da quelle che sono le reali situazioni locali, un determinato sistema dal centro alla periferia -, che tutti questi solenni impegni saranno e sono stati oggi violati in questa seduta, perché i due Assessori socialisti hanno dichiarato che voteranno contro il bilancio preventivo per l'esercizio finanziario 1966, insieme ai Consiglieri della Democrazia Cristiana, del P.S.D.I. e del Partito Liberale Italiano, senza alcuna motivazione politico-amministrativa; perché, questo bilancio, come giustamente ha fatto osservare l'Assessore Colombo, è anche frutto del loro lavoro ed è stato da loro approvato nella seduta di Giunta del 22 dicembre 1965.
Io mi domando, a questo punto, se gli Assessori socialisti, o se la destra del Partito Socialista che impone loro questa posizione, si rendano conto del danno che essi si apprestano a fare alla Valle d'Aosta.
Io mi domando anche se i Consiglieri della Democrazia Cristiana, - non dico tutti -, dico se alcuni Consiglieri della Democrazia Cristiana si rendano conto anche loro a che cosa vanno incontro.
Questo voto contrario all'approvazione del bilancio di previsione per il 1966 impedirà l'attuazione del programma di lavori di pubblica utilità che è direttamente collegato all'approvazione del bilancio stesso, programma di lavori di pubblica utilità che quest'anno è più imponente del solito perché si deve combattere una disoccupazione maggiore del solito, una maggiore crisi economica, conseguenza della congiuntura economica in atto.
Io mi domando se questi Consiglieri si rendano conto che il programma di lavori di pubblica utilità per il 1966 tende, oltre a risolvere il problema della disoccupazione, anche a rendere le strutture della Valle d'Aosta più adeguate alle nuove prospettive derivanti dall'apertura dei due trafori alpini e alle relative Possibilità di sviluppo economico.
Il voto contrario all'approvazione del bilancio preventivo per il 1966 impedirà la concessione della fideiussione della Regione a favore della Società Autostrade Valdostane e costituirà, probabilmente, una remora alla prosecuzione dei lavori di costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta".
Dopo una breve discussione polemica tra il Consigliere GERMANO ed il Consigliere PEDRINI in ordine al problema dell'autostrada Quincinetto-Aosta, il Consigliere Pedrini dichiara che i Consiglieri appartenenti al Gruppo del P.L.I. avevano in animo di astenersi dalla votazione per l'approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario 1966, ma che, dopo l'impostazione politica data alla questione dal Consigliere Germano, i medesimi voteranno contro l'approvazione del bilancio stesso.
Il Consigliere GERMANO, dopo aver affermato che il Gruppo consiliare del Partito Comunista Italiano non accetterebbe l'approvazione dei bilancio per l'astensione determinante dei Consiglieri appartenenti al Gruppo del Partito Liberale Italiano, prosegue nella sua esposizione dichiarando che la mancata approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario 1966 non solo provocherà una remora ai lavori di prosecuzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, ma impedirà od ostacolerà anche una rapida approvazione del nuovo Regolamento organico del personale, atteso con ansia dai dipendenti della Regione, ai quali finalmente si riconoscevano i loro diritti di lavoratori; impedirà o ritarderà la concessione al Comune di Aosta del concorso regionale nelle spese per anticipazione di fondi e per ammortamento, per l'anno 1966, di mutui passivi assunti dal Comune stesso per il finanziamento di lavori di pubblica utilità.
Dichiara che il Comune di Aosta si trova già in crisi per una situazione politica anormale e che tale situazione politica sarà indubbiamente aggravata da una crisi di carattere finanziario.
Ritiene che il Presidente della Giunta, nella sua replica, dovrà informare il Consiglio sulla situazione politica e finanziaria del Comune di Aosta.
Prosegue, quindi, dichiarando quanto segue:
"Questo voto contrario all'approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario 1966 creerà la paralisi dell'Amministrazione Regionale e Voi ne sarete i responsabili.
Noi vi preavvisiamo fin d'ora che ci opporremo con tutte le nostre forze, con tutti i mezzi legali possibili ed immaginabili, per risparmiare alla Valle d'Aosta l'esperimento, l'avventura di un regime come quello del centro-sinistra. Noi additeremo all'opinione pubblica le vostre responsabilità.
Non è possibile oggi, sul piano politico, una Giunta di centro-sinistra. Sarà ancora meno possibile domani.
A Voi, Consiglieri del Gruppo della Democrazia Cristiana, ricordiamo che la gatta furiosa partorisce gattini ciechi. Liberatevi dai dirigenti pazzi e furiosi e così darete anche Voi, perché noi ve ne riconosciamo la possibilità, un contributo serio e positivo alla causa dell'autonomia valdostana.
Ai compagni socialisti va fatto un discorso diverso.
Le responsabilità che vi assumete sono molto serie.
Voi credete, o almeno dite, di agire così per il bene del Popolo Valdostano, nell'interesse del vostro Partito e nel vostro interesse.
Dimenticate però molte cose; vi dimenticate della storia, che non è storia di cento anni fa, ma storia recente.
Vorrei ricordare, per esempio, il caso Balestri; ricordare al Consigliere Balestri chi sono i suoi amici e chi sono i suoi nemici.
Sono passati solo due anni e mezzo da quando in questa aula, o nell'aula del Tribunale di Torino, al tuo fianco, compagno Balestri, per difenderti c'era il sottoscritto, c'era il nostro Partito e contro di te, per accusarti, per toglierti la qualifica di Consigliere, c'era il Segretario della D.C., Malagutti e c'era il Partito della Democrazia Cristiana.
Vi dicevo: Voi credete o ci dite di credere di difendere in questo modo gli interessi del Popolo Valdostano, del vostro Partito e di voi stessi.
Io credo però, senza essere il profeta a cui accennava il Presidente Caveri, che non passeranno molti mesi e vi renderete conto, toccando con la mano, che siete stati turlupinati, che la vostra azione non è stata altro che il sacrificio del mitico Origene, il quale, come ben sappiamo, per fare dispetto alla moglie... con quel che segue.
Sia chiaro a tutti, però, ad amici e ad avversari, che il Partito Comunista si opporrà con tutte le sue forze a questi tentativi di estensione del regime di Centro-sinistra senza alcuna motivazione politica, tentativi che non hanno altro obiettivo che quello di avvelenare i rapporti fra i Partiti operai.
Noi faremo tutti gli sforzi per impedire che questo cancro, - che per ora non ha ancora intaccato il corpo sano e robusto della Valle d' Aosta -, porti anche fra noi i suoi frutti malefici.
Noi faremo tutta questa azione a chiare lettere e senza trucchi, perché non vi è ragione amministrativa, né ragione politica, che giustifichi questo fatto.
Voi votate contro l'approvazione di questo bilancio e noi ci opporremo con tutte le nostre forze a che questo Centro-sinistra passi".
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Mi riservo di prendere la parola in un secondo tempo per altri temi che rientrano in questa discussione generale sul bilancio.
Per intanto, visto che è stato fatto un riferimento alla situazione politico-amministrativa e finanziaria del Comune di Aosta, comunico al Consiglio che in data odierna, in base ai poteri che mi sono conferiti dallo Statuto e dal D.L.L. 7-7-1945 n. 545, ho sospeso, non sciolto, il Consiglio Comunale di Aosta ed ho nominato il Prof. Roberto Berton Commissario straordinario del Comune di Aosta".
Seguono interruzioni e proteste da parte di Consiglieri di opposizione.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, prosegue dichiarando di avere emesso il decreto di sospensione del predetto Consiglio di Aosta a causa delle persistenti violazioni di legge e per la palese non funzionalità del Consiglio stesso.
Chiede ai Consiglieri di dire la loro opinione sul successivo provvedimento di scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta che intende firmare subito dopo.
Seguono nuove interruzioni e proteste da parte di Consiglieri dei Gruppi di opposizione.
Il Consigliere GERMANO osserva che il Presidente della Giunta ha comunicato al Consiglio di avere emesso un decreto di sospensione del Consiglio Comunale di Aosta.
Dichiara che questo rientra nei poteri prefettizi spettanti al Presidente della Giunta.
Il Consigliere BIONAZ dichiara che il Presidente della Giunta avrebbe dovuto prima sentire in merito il Consiglio Regionale.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che non è necessario sentire il Consiglio Regionale per la sospensione di un Consiglio Comunale, in quanto ciò è necessario solo per lo scioglimento di un Consiglio Comunale.
Tra varie interruzioni, il Consigliere GERMANO ribadisce che rientra nelle facoltà del Presidente della Giunta di sospendere il Consiglio Comunale di Aosta e di nominare un Commissario per detto Comune.
Dichiara che, a suo avviso, il Presidente della Giunta ha fatto bene ad emettere il Decreto di sospensione e che fa bene a sciogliere il Consiglio Comunale di Aosta.
Osserva che solo i Consiglieri appartenenti ai Gruppi consiliari della minoranza non vogliono che questo avvenga.
Ritiene che la comunicazione fatta dal Presidente della Giunta non sia fuori luogo perché nel bilancio preventivo in discussione è prevista la concessione di due contributi regionali, uno di Lire 20 milioni e l'altro di Lire 150 milioni, al Comune di Aosta.
Il Consigliere BIONAZ dichiara che, prima di sciogliere i Consigli dei Comuni, la Giunta Regionale deve sentire il Consiglio della Valle ai sensi dell'articolo 43 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.
Il Presidente, MARCOZ, osserva che il Presidente della Giunta ha solo emanato un decreto di sospensione del Consiglio Comunale di Aosta e non un provvedimento di scioglimento di detto Consiglio Comunale.
Il Consigliere BIONAZ fa presente che il Consiglio sta discutendo del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio finanziario 1966 e non deve ora sentire le dichiarazioni e le comunicazioni del Presidente della Giunta, che formano oggetto di un successivo argomento dell'ordine del giorno dell'adunanza.
Ritiene che, come già in precedenti riunioni, si debba rispettare anche ora l'ordine del giorno e il Regolamento interno del Consiglio.
Il Presidente, MARCOZ, osserva che, in sede di discussione del bilancio di previsione della Regione, sono sempre stati trattati molti argomenti che non avevano stretta attinenza al bilancio.
L'Assessore ANDRIONE esprime parere favorevole allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta.
Il Consigliere BIONAZ osserva che il parere dell'Assessore Andrione in merito allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta è già noto a tutti.
L'Assessore ANDRIONE dichiara di aver espresso parere favorevole allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta.
Il Consigliere GERMANO dichiara che il Consigliere Bionaz è, invece, contrario allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Per chi non avesse penetrato la sostanza del provvedimento da me assunto in data odierna, preciso che io, oggi, non ho sciolto il Consiglio Comunale di Aosta, ma l'ho sospeso, come è nelle mie facoltà in base al seguente articolo 105 del Decreto 30-12-1923 n. 2839:
"Quando ricorrono motivi di urgente necessità, il Prefetto può, in attesa del Decreto di scioglimento, sospendere i Consigli comunali e provinciali, provvedendo per la provvisoria amministrazione ai termini dell'articolo 102".
L'articolo 102 di detto Decreto (ex art. 321 del T.U.L.C.P. 1915) prevede appunto la nomina del Commissario straordinario, che io oggi ho scelto nella persona del Prof. Roberto Berton.
Ho chiesto, quindi, il parere dei Consiglieri sul successivo provvedimento eventuale di scioglimento del Consiglio Comunale.
Il Consigliere Germano ha espresso parere favorevole; il Consigliere Andrione ha espresso pure parere favorevole, mentre il Consigliere Bionaz ha espresso parere contrario".
Il Consigliere BIONAZ dichiara di non aver espresso alcun parere in merito allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta.
Fa presente che il Presidente della Giunta non può, in questo momento, chiedere che il Consiglio esprima il proprio parere in ordine a detto problema, in quanto si sta ancora discutendo del bilancio, oggetto iscritto al n. 3 dell'ordine del giorno, e non si è ancora giunti all'oggetto n. 7, concernente "Relazione del Presidente della Giunta".
Rivolgendosi al Presidente del Consiglio, rileva che si sta procedendo in violazione dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e del Regolamento interno del Consiglio Regionale e dichiara che non è possibile tollerare cose di questo genere.
Il Presidente, CAVERI, osserva che il Consigliere Bionaz sta facendo una dichiarazione contraria a quanto ha già detto in precedenza, perché prima ha espresso parere contrario allo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta.
Il Consigliere BIONAZ ribadisce di non aver espresso alcun parere in ordine a detto problema.
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che quanto dichiarato dal Consigliere Bionaz non può destare alcuna preoccupazione in quanto i Consiglieri regionali sono liberi di esprimere o di non esprimere un parere; osserva, d'altra parte, che il parere non è affatto vincolante nel caso in esame.
Ribadisce che la questione sta in questi termini: il decreto che oggi ha emanato non riguarda lo scioglimento del Consiglio Comunale di Aosta, ma solo la sua sospensione.
Osserva che, per quanto riguarda lo scioglimento di un Consiglio Comunale, l'articolo 43 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta prescrive di sentire preventivamente il Consiglio Regionale; dichiara quindi: "Io lo sto sentendo, anzi, l'ho già sentito il Consiglio Regionale".
Per quanto riguarda invece il provvedimento di sospensione, osserva che non è previsto che si debba sentire il Consiglio Regionale e ribadisce di avere, infatti, già firmato stamane un decreto di sospensione del Consiglio Comunale di Aosta.
Contesta che la discussione sul bilancio in esame non sia la sede per parlare di questo problema, osservando che tutti i Consiglieri che hanno già preso la parola hanno parlato dei più disparati problemi, del Centro-sinistra in campo regionale e in quello nazionale.
Fa presente che, allorquando alla Camera dei Deputati e al Senato si discute del bilancio, si parla di tutta la politica nazionale e anche della politica amministrativa delle Regioni.
Dichiara che, alla Camera e al Senato i Deputati ed i Senatori della Valle d'Aosta, dopo gli Onorevoli Farinet e Page, i quali non hanno mai parlato, hanno sempre parlato della politica della Valle d'Aosta in sede di discussione del bilancio preventivo dello Stato.
Termina dichiarando:
"Quindi, in sede di discussione del bilancio della Regione, come Voi parlate del Centrosinistra nazionale, noi possiamo benissimo parlare delle questioni del Comune di Aosta, perché il bilancio prevede notevoli stanziamenti per il Comune di Aosta.
Io mi riservo di parlare di altri argomenti relativi alla discussione del progetto di bilancio".
Dopo una breve discussione di carattere polemico, tra il Presidente del Consiglio, MARCOZ, e i Consiglieri PEDRINI e SIGGIA in BIANCO, il Consigliere Pedrini chiede che il Presidente del Consiglio richiami al silenzio il pubblico presente nella tribuna.
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Si dà atto che, alle ore 17,18, il Deputato valdostano, On.le GEX Dr. Corrado, si assenta dall'aula consiliare.
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Per quanto riguarda l'oggetto ora in discussione, il Consigliere PEDRINI ribadisce che i Consiglieri appartenenti al Partito Liberale avevano deciso, contrariamente a quanto si supponeva, di astenersi dalla votazione per l'approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1966, al di fuori di ogni demagogia e prescindendo dal fatto che la loro astensione venisse, o no, accolta dall'attuale raggruppamento di governo.
Osserva che il Consigliere Germano ha voluto, invece, portare il discorso sul piano della demagogia e, riferendosi al voto dei Consiglieri del gruppo del Partito Liberale, ha voluto fare cenno ad un nuovo fenomeno di milazzismo in Valle d'Aosta.
Dichiara che i rappresentanti del Partito Comunista Italiano sono proprio i meno indicati a parlare di milazzismo in Valle d'Aosta, perché proprio i comunisti, alla Regione Siciliana, senza parlare di altri casi clamorosi che sono riportati a grandi caratteri dalla Stampa, hanno stretto alleanza con i fascisti.
Fa presente, infatti, che i Consiglieri del Partito Liberale non avevano ancora fatto alcuna dichiarazione di voto circa l'approvazione del bilancio in discussione ma che, essendo stati chiamati in causa del Consigliere Germano, non sono affatto disposti ad accettare le dichiarazioni da lui fatte, soprattutto per quanto riguarda le questioni di politica generale, mentre le questioni concernenti i rapporti tra il Partito Comunista ed il Partito Socialista non riguardano affatto l'argomento in esame.
Rileva che il Consigliere Germano, nel suo intervento, avrebbe dovuto attenersi esclusivamente ad argomenti riguardanti il bilancio in discussione, bilancio che, secondo il parere dei Consiglieri liberali, poteva essere approvato con opportune modifiche tendenti a colmare certe lacune che appaiono nel bilancio stesso.
"Giunti, però, a questo punto, egli prosegue, non si può veramente intavolare sull'argomento alcuna discussione, né amministrativa, né politica; tanto più che, in seguito alla accettazione delle dimissioni degli Assessori Balestri e Colombo, il Governo regionale si trova attualmente in minoranza".
Al Consigliere Germano, il quale ha minacciato di opporsi con ogni mezzo all'attuazione del Centro-sinistra in Valle d'Aosta, per difendere la Valle da questo pericolo, rivolge invito a non preoccuparsi tanto della Valle d'Aosta, perché ci saranno anche altre persone che prenderanno a cuore, quanto e più di lui, le sorti della Valle d'Aosta.
Per quanto riguarda il problema della continuazione dei lavori di costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta, ricorda che proprio i comunisti, attraverso il loro organo di stampa ufficiale "Le Travail", si erano opposti alla costruzione dell'autostrada.
Ritiene, pertanto, che non sia proprio il caso che oggi, in sede di Consiglio, i comunisti, per bocca del Consigliere Germano, manifestino tante preoccupazioni per un eventuale rinvio della concessione della fideiussione regionale alla Società Autostrade Valdostane.
Osserva che, se oggi la Valle d'Aosta è collegata con gli Stati vicini da due trafori stradali alpini, questo non è dovuto certamente ai comunisti ma, - senza togliere alcun merito agli onorevoli Gex, Chabod, Caveri e Page -, questo è dovuto particolarmente all'interessamento infaticabile dell'Onorevole Farinet, soprattutto per quanto riguarda il traforo stradale del Monte Bianco.
Ritiene di dover dare atto pubblicamente all'Onorevole Farinet di questo suo costante interessamento per la soluzione di questo importante problema, interessamento di cui si dichiara in grado di testimoniare per essere stato assai vicino all'Onorevole Farinet nel corso delle laboriose trattative per la soluzione del problema stesso, soluzione alla quale dichiara di avere dato, a nome del Partito Liberale, tutto l'appoggio possibile.
Conclude, ribadendo che i Consiglieri liberali avevano deciso di astenersi dalla votazione per l'approvazione del bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1966, ma che ora, però, voteranno contro il bilancio stesso, perché la Giunta attualmente in carica è minoritaria ed essi intendono dare al loro voto un carattere essenzialmente politico.
Il Presidente, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Visto che si parla di voto politico, che si parla di situazione politica della Regione e che si parla di politica nazionale, ho anch'io qualche cosa da dire sulla situazione politica.
Già stamane il Presidente del Consiglio Regionale ha detto parole molto calzanti su quell'articolo del Dr. Castellucci. Questo articolo costituisce uno scandalo politico perché il Dr. Castellucci può scrivere tutto quello che vuole su una Rivista, non però nella sua qualità di Presidente della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta.
Scrivendo tale articolo in qualità di Presidente della Commissione di Coordinamento, - e il Dr. Castellucci ha commesso l'errore di sottolineare che scriveva detto articolo proprio in tale veste -, il Dr. Castellucci ha commesso la più insigne gaffe giuridica e politica che poteva commettere nella sua qualità di Presidente della Commissione di Coordinamento. Tra l'altro, le tesi del Dr. Castellucci sono assolutamente infondate dal punto di vista giuridico, oltre che risibili e scorrette dal punto di vista politico.
Ma vediamo un po' che cosa dice, che cosa ha il barbaro coraggio di scrivere questo Dr. Castellucci, che riceve ogni tanto delle visite di ispiratori e di insufflatori di cui noi conosciamo molto bene i nomi.
Questo Signore ha scritto un articolo, pubblicato sul numero del mese di febbraio 1966 della Rivista "Comuni d'Italia", nel quale afferma che esiste una carenza della funzione del Prefetto nella Regione della Valle d'Aosta; dice un sacco di baggianate nel corso dell'articolo e, concludendo, afferma che, "allo stato della legge vigente", le funzioni di Prefetto, esercitate "di fatto" dal Presidente della Regione, sono da ritenersi illegittime.
Abbiamo visto allora i soliti grandi magni-organi della stampa nazionale, che è tante volte impreparata dal punto di vista giuridico e politico, rallegrarsi e compiacersi che non ci sia nessuno in Valle d'Aosta che eserciti le funzioni di Prefetto.
Ma io vorrei dire a certi Direttori di certi giornali nazionali: ma vi rendete conto della figura che fate in Valle d'Aosta? Ma, l'ultimo contadino di Perloz, l'ultimo contadino di La Thuile è più informato di voi, Signori, sullo Statuto speciale per la Valle d'Aosta e sul Decreto L.L. 7-9-1945 n. 545, che non è mai stato abrogato.
E continua, questo Signore - (io non so chi lo ha nominato Prefetto; so che era Prefetto della Provincia dell'Aquila e, come tale, era una creatura del camerata Serena, Vice Segretario del Partito fascista; ma crede questo Dr. Castellucci che in Italia ci sia ancora il fascismo? Crede che ci sia ancora Mussolini? Ma, quest'uomo vive nel mondo della Luna ! ) - e continua: "sono da ritenersi nulli gli atti da lui emanati nella esclusiva predetta qualità".
Quindi, immaginiamoci, tutti i decreti del Presidente della Giunta, dal 1946 al 1966, quindi i decreti del Presidente Chabod, del sottoscritto, del Presidente Bondaz, del Presidente Marcoz e di nuovo del sottoscritto, tutti questi decreti, emanati in un periodo di venti anni, sarebbero nulli!
Ma si rende conto quest'uomo delle enormità che dice sul piano giuridico e sul piano politico?
Francamente io penso che se a Roma il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell'Interno non avessero troppe cose a cui pensare e venissero a sapere che questo Signore scrive da sprovveduto questi articoli, io penso che un qualche cicchetto glielo darebbero.
La prima cosa che dovrebbero fare sarebbe quella di mandarlo... C'era una canzone, una volta, che diceva: «Torna al tuo paesello, che è tanto bello". Veramente non ci sarebbe bisogno di dire a questo Signore di tornare al suo paesello, perché non risiede mai ad Aosta, ma risiede sempre a Napoli o a Caserta.
E io farò un quesito adesso al Presidente del Consiglio dei Ministri per sapere se noi siamo tenuti a pagare al Dr. Castellucci quelle note, che egli ci manda, delle sue trasferte da Napoli o Caserta ad Aosta; perché il Presidente della Commissione di Coordinamento dovrebbe risiedere ad Aosta e non a Napoli o a Caserta.
Se preferisce risiedere a Napoli o a Caserta, questo è affare suo e affare del Ministero degli Interni, che dovrebbe vigilare sul comportamento, sulle assenze e sulle presenze di questo funzionario che, invece di vivere ai piedi del Monte Bianco, preferisce vivere alle falde del Vesuvio.
Dice ancora costui: "In attesa, pertanto, che la materia venga regolamentata con le norme di attuazione dello Statuto, che deve essere fatta con legge costituzionale, ritengo che dovrebbe ripristinarsi l'istituto prefettizio nella Regione".
Lui vuole che torni il Prefetto in Valle d' Aosta!
Ma ci rendiamo conto della gravità di questa affermazione?
Il giorno che ritorna ad Aosta il Prefetto, l'autonomia della Valle d'Aosta è liquidata!
E costui, che ha un compito delicatissimo ad Aosta, si permette di scrivere di queste eresie?
Ma, Consiglieri democristiani, chi è costui? Costui è il rappresentante del Vostro Ministro degli Interni e Voi avete il dovere morale e politico di segnalare questo articolo alle vostre gerarchie democristiane perché non potete rimanere ignari e supini di fronte ad uno scandalo politico di questa specie.
E in tale articolo si dice ancora: "Sono convinto, per l'esperienza acquisita in circa un anno di attività nella Regione quale Presidente della Commissione di Coordinamento, che il ritorno ai Prefetto non verrebbe a diminuire il prestigio dell'autonomia amministrativa e legislativa di cui la Regione già gode, in quanto, ripeto, non si tratta di togliere agli organi regionali una funzione legittimamente concessa, ma di attuare un precetto costituzionale, dando anche ai cittadini della Valle la fiducia e la sicurezza nel rispetto e nell'osservanza delle leggi dello Stato".
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, continuando a commentare il sopramenzionato articolo del Dr. Castellucci, osserva che, in base allo Statuto regionale, che è una legge costituzionale, le funzioni prefettizie sono affidate al Presidente della Giunta Regionale; informa che, come risulta dal verbale della seduta del 30 gennaio 1948, la stessa Assemblea Costituente aveva respinto un emendamento proposto dagli On.li Moro e Mortati, ad un articolo dello Statuto regionale presentato dalla Commissione dei 18, emendamento che non prevedeva di attribuire le funzioni di Prefetto, in Valle d'Aosta al Presidente della Commissione di Coordinamento, ma solo di attribuire al Presidente di tale Commissione il compito di rappresentare lo Stato nella Regione e di sovraintendere alle funzioni dello Stato, coordinandole con quelle della Regione.
Dichiara quindi che, in base allo Statuto, il Presidente della Commissione di Coordinamento non solo non ha le funzioni di Prefetto, ma non ha nemmeno le funzioni di coordinatore fra le funzioni dello Stato e quelle della Regione.
Precisa che il Dr. Castellucci può ben essere un Prefetto di carriera, nei ruoli dei Prefetti, ma che ad Aosta non è un Prefetto, perché il Ministro degli Interni potrebbe nominare come Presidente della Commissione di Coordinamento un Consigliere di Stato, un Consigliere della Corte dei Conti o altro funzionario dello Stato non appartenente al ruolo dei Prefetti.
Fa presente che l'On.le Mortati, democristiano, è uno di quei professori che, con Dossetti, hanno fatto di tutto nel 1948, all'Assemblea Costituente, per limitare i poteri degli Organi regionali e dei nostri poteri statutari.
Fa inoltre, presente che l'On.le Moro, nel discorso tenuto alla Camera dei Deputati il 25 gennaio 1963, ha detto testualmente, in polemica con i Socialisti:
"Il problema delle Regioni era un problema accantonato per la Democrazia Cristiana: io ho sempre detto, e l'ho detto sino all'ultima riunione dei quattro Partiti, che noi non potevamo andare al di là di un certo limite e, cioè, che non ritenevamo la situazione matura e politicamente idonea per una completa attuazione dell'ordinamento regionale".
Dichiara che alla Camera dei Deputati, nella sua risposta all'On.le Gex, l'On.le Moro ha detto esattamente il contrario di quello che aveva detto prima.
Informa che all'On.le Lucifredi, in occasione del Convegno, in Aosta, dei rappresentanti dei Consorzi dei Comuni dei Bacini Imbriferi Montani, era stato chiesto di includere anche le Regioni fra gli Enti interessati in un ordine del giorno da votare dai Sindaci della Valle d'Aosta per le note rivendicazioni del Consorzio del BIM in materia di acque pubbliche; precisa che l'On.le Lucifredi, in presenza dei Sindaci democristiani Brun e Vuillermoz, rimasti indifferenti, ha respinto tale richiesta con queste parole: "Io non includo la parola "Regioni" perché io Onorevole Lucifredi, sono contrario alle Regioni".
A proposito delle recenti dichiarazioni dell'On.le Moro, alla Camera dei Deputati, sui problemi della Valle d'Aosta, rileva che taluno ha affermato che era la prima volta che un Presidente del Consiglio dei Ministri prendeva degli impegni così precisi sulla Valle d'Aosta.
Dichiara di non concordare su una tale affermazione e ricorda che già l'On.le Fanfani, nel discorso tenuto ad Aosta il 12 novembre 1954, aveva detto quanto segue:
"Io vi dico, cittadini di Aosta, valdostani e amici della Democrazia Cristiana, che questi punti preliminari, essenziali, del programma della lista n. 1, zona franca, passaggio dei beni demaniali dallo Stato alla Regione, riparto fiscale tra lo Stato e la Regione, non sono punti programmatici che vi presentano i democristiani di Aosta. Sono un impegno solenne per la Democrazia Cristiana nei confronti della gente della Valle d'Aosta.
A nome della Democrazia Cristiana, di tutti i suoi Deputati, dei suoi Senatori e di tutti i suoi iscritti, vi dico che è un impegno che in campo nazionale assume la Democrazia Cristiana.
Posso pronunciare questo impegno, ricordando agli autonomisti di ieri e di oggi che, quando si votò alla Costituente lo Statuto autonomistico della Valle d'Aosta, la Democrazia Cristiana non ebbe attorno tutti coloro che levano alti strilli in difesa dell'autonomia".
In proposito, osserva che nel verbale della seduta dell'Assemblea Costituente del 30 gennaio 1948 risultano tante cose e, particolarmente, risulta che almeno una decina di Deputati democristiani si sono proprio accaniti a fare ridurre i poteri della Regione Valle d'Aosta.
Osserva che l'On.le Fanfani, nel suo discorso del novembre 1954, in Aosta ha promesso la luna nel pozzo per la Valle d'Aosta e lo ha promesso a nome della Democrazia Cristiana.
Fa presente che l'On.le Lussu, il quale è stato un sicuro e sempre fedele amico dei Valdostani e dell'autonomia della Valle d'Aosta, aveva detto, più seriamente, che non si trattava dell'impegno di un Partito all'Assemblea Costituente ed aveva, infatti, dichiarato, fra l'altro, quanto segue:
"Vi sono degli impegni, nella vita politica di una Nazione, che un Governo prende assumendosi tutta la sua responsabilità; degli impegni che, per il carattere eccezionale che essi acquistano, non rimangono puri e semplici impegni di Governo. Essi diventano permanenti impegni dello Stato; essi toccano la dignità, l'autorità e l'onore dello Stato. E un Governo, succedendo ad un altro Governo di differente colore politico, rispetta, è obbligato a rispettare gli impegni dei precedenti Governi. È la continuità della serietà dell'autorità dello Stato".
Dichiara che questo significa parlare seriamente perché l'autonomia della Valle d'Aosta e lo Statuto speciale della Valle d'Aosta non sono impegni di un Partito, ma sono impegni assunti dallo Stato italiano verso la Valle d'Aosta in un momento particolarmente delicato.
II Presidente della Giunta, CAVERI, prosegue quindi, dichiarando quanto segue:
"Ed è per questi motivi che noi, dell'Union Valdôtaine, non ci contentiamo più di parole al vento, non ci contentiamo più di promesse, non ci contentiamo più di bubbole, perché per vent'anni ci hanno nutrito di parole e ci hanno ingannato con le parole.
Ed è per questi motivi che noi vogliamo i fatti e non le chiacchere.
A noi non interessa per niente la sigla di un Governo, a noi non interessa l'etichetta di una bottiglia, sui cui si può scrivere il nome del vino più squisito, ma se in quella bottiglia vi è della volgare gialappa, quella rimane gialappa e non è vino pregiato.
Noi Valdostani siamo dei montanari e siamo abituati a guardare alle cose vere, alle cose sostanziali, alle cose che il Macchiavelli chiamava "effettuali"; cioè non alle parole, non alle sigle.
A noi non interessa la sigla "centro-sinistra" o "centro-destra".
Che cosa vuol dire la sigla "centro-sinistra"?
Ma questo centro-sinistra sul piano nazionale è ridotto ad un nome vano senza contenuto; è una formula logora, nella quale i vari partecipanti non hanno più neanche la fiducia e la stima reciproca; perché la verità è che si odiano, si disprezzano e si disistimano reciprocamente.
E questo è stato illustrato da quei quindici malaugurati giorni delle elezioni presidenziali, nelle quali ogni osservatore spassionato ed obiettivo doveva constatare la crisi della Democrazia Cristiana in Italia, la crisi degli istituti parlamentari.
Per fortuna che in campo nazionale non abbiamo qualche "traineur de sable"; ce lo abbiamo, sì, sulla piazza di Aosta, qualcuno che ha ceduto la sciabola per una toga e, impaludato in questa toga, prepara le pappette di un diritto palmasiano, di nessun valore, che viene sciorinato da qualche microfono in questa sala.
Ma, per fortuna, questi sono dei traineur de sable di mezza tacca, di dimensioni molto modeste e, quindi, non rappresentano un pericolo per la Democrazia Cristiana e per gli istituti parlamentari.
Abbiamo assistito alla lunga crisi del "centro-sinistra" nazionale; abbiamo visto un Governo che si sfasciava per le dimissioni di un Ministro degli Affari Esteri in seguito ad una certa ambasciata (non si sa se era il Ministro o la moglie del Ministro che aveva mandato quell'Ambasciatore nel Vietnam; pare che la colpa fosse della moglie).
E poi abbiamo visto che tutti i Ministri sono ritornati al loro posto, tranquillamente, e hanno detto: va benone e noi ricominciamo da capo.
A questo proposito, vi ricordo la favola di quel Direttore d'orchestra che aveva un suonatore di flauto, un suonatore di tromba, un suonatore di tamburo e altri suonatori che si accordavano male tra di loro.
Allora il Direttore d'orchestra, ad un certo momento, ha detto: "Non suonano bene, non vanno d'accordo, perché sono disposti male"; e continuava a cambiarli di posto, però l'orchestra e la musica erano sempre quelle, era sempre una musica insoddisfacente e deludente.
Visto che stamane un Consigliere regionale super democratico ha parlato di denunce e di Corte d'Assise, io vi leggerò quello che ha detto una volta l'On.le Fanfani proprio nelle sue dichiarazioni programmatiche di Governo.
L'On.le Fanfani, giustamente, ha detto questo come impegno che egli assumeva in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri:
"Il Cittadino osservante delle leggi non abbia quindi alcun timore.
Ci preoccupiamo di agire per garantire la libertà di pensiero, di movimento e consentire di lasciare in eredità ai propri figli la libertà di cui egli ora gode.
Questa libertà non sopporterà alcuna menomazione, né nella vita pubblica, né in quella di lavoro".
Per quanto riguarda la libertà di lavoro, ne sanno qualcosa gli operai della "Cogne" quando c'era un certo super-gangster che amministrava la "Cogne" con dei sistemi da ergastolo della Guyana, o qualcosa del genere, e per quanto riguarda la libertà nella vita pubblica, noi qui, che sediamo su questo banco, siamo quasi tutti denunciati.
E c'è un Consigliere regionale che si rallegra che il Presidente della Giunta dovrà sedersi, come imputato, su un banco della Corte d'Assise.
Ebbene, io rispondo a questo Consigliere regionale che non ho paura di presentarmi come imputato, se occorre, davanti ad una Corte d'Assise e rispondo che, come valdostano e come appartenente alla "Jeune Vallée d'Aoste" per vent'anni (quando questo Consigliere ha portato la camicia nera e l'orbace) posso difendere la Valle d'Aosta anche davanti ad una Corte d'Assise, come l'ho difesa in quel periodo.
Me ne vanto di questo, questo per me è un titolo d'onore".
Dopo uno scambio di brevi battute polemiche tra il Consigliere MONTESANO, il Presidente della Giunta e il Consigliere GERMANO, il Presidente della Giunta Caveri continua dichiarando:
"E a qualcuno che ha ricordato la decisione assunta nell'adunanza del 16 gennaio 1966, del Comitato Centrale dell'Union Valdôtaine, - di cui non sto a leggere il testo, perché il testo l'abbiamo diffuso con manifesti murali e l'abbiamo pubblicato sul settimanale del nostro Movimento -, ribadisco che noi, in quella decisione del Comitato Centrale, abbiamo detto che le nostre alleanze dipendono non dalle parole, non dalle chiacchere, non dalle promesse, ma dipendono dai fatti. E noi aspettiamo i fatti! Quando ci saranno i fatti, noi rivedremo le nostre posizioni. Questo abbiamo detto! E chi non ha rispettato questa decisione del Comitato Centrale, chiunque esso sia, a qualunque livello agisca, risponderà del suo comportamento davanti agli organi deliberanti dell'Union Valdôtaine.
E su questo punto non aggiungo altro.
Quindi, per noi, questa formula del "centro-sinistra" è una grande vescica piena di vento che delude tutti quanti, perché di riforme sociali non vi è un bel niente, si continua a rimandare e non si fa nient'altro che un tiro alla fune sui posti di sottogoverno e sui posti retribuiti a un milione e a due milioni ai mese.
Noi la politica non la concepiamo in questo modo. Per noi la politica non è un mercato per un posto di Amministratore delegato o di Consigliere nel Consiglio di Amministrazione della Società Nazionale Cogne; per noi la politica è difesa dei nostri principi, per noi la politica è difesa dei nostri ideali.
E con questo termino.
E se qualcuno dicesse che sono uscito dal seminato, rispondo che non è vero perché, come Voi avete parlato del "centro-sinistra", io posso dire, in sede di discussione generale del bilancio, tutto quello che penso in questo momento.
Aggiungo, per coloro che ci hanno dato la fiducia nel 1963, che noi a questo mandato intendiamo essere fedeli, noi vogliamo essere fedeli alla volontà del mandato che ci è stato affidato dai nostri elettori, dagli elettori della Valle d' Aosta".
Il Consigliere GERMANO dichiara quanto segue:
"Il Presidente del Consiglio mi consenta un breve intervento di carattere pratico.
Credo che sia ormai superata la questione se questo intervento sia pertinente o non pertinente all'oggetto in discussione, perché nel progetto di bilancio sono previsti due stanziamenti a favore del Comune di Aosta: un contributo annuo di Lire 20 milioni nelle spese di ammortamento di un mutuo passivo di Lire 480 milioni e un secondo contributo straordinario di Lire 150 milioni.
Ma, a parte che si debba trattare anche di questo in sede di discussione del bilancio, io vorrei chiedere ai Consiglieri di essere pratici, di dire la verità, di dimenticare addirittura qual'è la nostra posizione politica e di guardare alla realtà per vedere come sta l'Amministrazione del Comune di Aosta.
Ora abbiamo un'Amministrazione comunale di Aosta che è in crisi dall'ottobre 1965, crisi dovuta alle dimissioni date dai due Assessori socialisti e di cui io non voglio fare tutta l'analisi.
Dall'ottobre del 1965 abbiamo avuto una serie di riunioni del Consiglio comunale rinviate; abbiamo avuto la nomina del delegato comunale presso il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano della Valle d'Aosta che è avvenuta soltanto perché il Presidente della Giunta, nella sua qualità di Prefetto, ha nominato un Commissario a questo preciso scopo.
Abbiamo avuto una ordinanza, un decreto del Presidente della Giunta Regionale per poter riunire il Consiglio comunale allo scopo di esaminare il bilancio preventivo per il 1966 e di ratificare le deliberazioni assunte in via d'urgenza dalla Giunta comunale.
Ebbene, 27 deliberazioni assunte in via d'urgenza dalla Giunta comunale non sono state approvate; il bilancio approvato non è un bilancio perché non pareggia, quindi è un bilancio nullo.
Abbiamo avuto un'ultima riunione del Consiglio comunale, con una serie di deliberazioni illegali; hanno votato per le dimissioni di uno che non le aveva date e lo hanno sostituito con una procedura che non ha niente di legale.
E il Consigliere comunale generale Palmas ha avuto l'ardire di dire: "Noi sbagliamo perché vogliamo sbagliare, facciamo quello che ci pare", dimenticando di essere un Consigliere comunale e di appartenere ad un Consiglio comunale che deve votare delle cose legali.
Ebbene, la Stampa ha detto che in qualsiasi Provincia d'Italia, a quest'ora, il Prefetto avrebbe nominato un Commissario.
A Firenze dopo due sedute del Consiglio rinviate, è stato nominato il commissario; a Genova, dopo due sedute, è stato nominato il Commissario.
In Valle d'Aosta c'è la questione che, prima di sciogliere un Consiglio comunale, la Giunta deve sentire il Consiglio Regionale.
Io ho potuto leggere il verbale della discussione che è stata fatta all'Assemblea Costituente in sede di approvazione del disegno di legge costituzionale concernente lo Statuto speciale per la Valle d'Aosta.
Su questo punto vorrei intrattenerVi un momento, perché vi rendiate conto di come si è svolta la discussione in tale seduta.
Vi dò lettura della seguente parte del testo integrale del verbale dell'Assemblea Costituente del 30 gennaio 1948:
"PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 44. Se ne dia lettura.
AMADEI, Segretario, legge:
"Il controllo sugli atti dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche di beneficenza, dei Consorzi e delle Consorterie ed altri Enti locali è esercitato dalla Regione nei modi e limiti stabiliti con legge regionale, in armonia coi principi delle leggi dello Stato.
La facoltà di sciogliere i Consigli dei Comuni e degli altri Enti locali è esercitata dalla Giunta Regionale, sentito il Consiglio della Valle, con l'osservanza delle norme stabilite dalle leggi dello Stato".
PRESIDENTE. Gli onorevoli Mortati e Moro propongono di sopprimere l'ultimo comma. L'onorevole Mortati ha facoltà di svolgere l'emendamento.
MORTATI. Faccio osservare che col vecchio ordinamento della Valle d'Aosta del 1945, come ha rilevato anche l'onorevole Presidente del Consiglio, la Giunta aveva le funzioni del Prefetto e quindi la facoltà di sciogliere i Consigli comunali. Con l'ultimo comma dell'articolo 44, come è stato proposto, si muta la struttura precedente della Valle d'Aosta e quindi mi pare venga meno questa facoltà, che si riferisce ai poteri dell'Amministrazione dell'Interno, e che non si capisce per quale ragione debba competere agli organi della Regione.
PRESIDENTE. Il Relatore ha facoltà di esprimere il parere della Commissione.
LUSSU. Relatore. - Queste facoltà le aveva il Prefetto e dal Prefetto sono passate, nella legislazione provvisoria, al Presidente della Giunta. Ma oggi il Presidente della Giunta, e domani ancor più quando sarà elettivo, è realmente il rappresentante della Regione.
Quando un Consiglio Comunale debba essere sciolto, chi lo scioglie? il Ministro dell'Interno, il Consiglio Regionale, la Giunta o il Presidente della Giunta? Lo scioglie il Presidente della Giunta, rispettando però le norme stabilite dalle leggi dello Stato. Quindi il Presidente della Giunta non potrà mai compiere un atto arbitrario perché dovrà applicare le leggi dello Stato.
Con questa cautela credo che possiamo chiedere con tranquilla coscienza l'approvazione anche dell'ultimo comma.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il primo comma dell'articolo 44 sul quale non vi sono emendamenti.
(È approvato).
Pongo in votazione il secondo comma del quale gli onorevoli Mortati e Moro chiedono la soppressione.
(È approvato)".
Appare chiaro, quindi, dalla lettura della discussione fatta sull'articolo 44 del nostro Statuto in sede di Assemblea Costituente, che queste competenze appartengono al Presidente della Giunta.
Ora, il Presidente della Giunta, con il massimo della cautela, nell'odierna seduta, si è limitato a comunicare al Consiglio di aver provveduto alla sospensione del Consiglio Comunale di Aosta in base ad una legge dei 1923, che gliene dà la competenza, senza chiedere il parere del Consiglio.
Ci ha poi chiesto: «Che cosa ne dite voi?".
A me pare che sia molto elementare dire: "Noi vogliamo che l'Amministrazione Comunale di Aosta funzioni, che si arrivi rapidamente a nuove elezioni e che la Città di Aosta abbia il Consiglio che deve avere".
Mi pare che la posizione dei democristiani, contraria a questo, sia un po' la posizione del ladro che ha paura del carabiniere.
Ma perché il ladro ha paura del carabiniere? Perché sa di aver commesso un reato e ha paura di essere imprigionato.
Ma se il "centro-sinistra" è così voluto da tutta la popolazione, facciamo le elezioni!
Abbiamo perso quattro Consiglieri; ebbene, ne perderemo altri quattro e il "centrosinistra" lo farete.
Rispettate però quello che è un volere, quello che è una potestà e il voto popolare.
Questo lo dico con il massimo della sincerità. Chiediamo il parere al popolo. Se il popolo è d'accordo per il vostro centro sinistra io voterà, se il popolo non è d'accordo non io voterà e saremo rispettosi, sia noi, sia voi, della volontà popolare.
Però io credo che noi e voi non vogliamo una Amministrazione Comunale permanentemente in crisi; vogliamo che ogni Ente locale, ogni Amministrazione abbia la sua funzionalità e possa andare avanti nel meglio, nell'interesse della popolazione.
Quindi io sono dell'opinione che bene ha fatto il Presidente della Giunta a sospendere il Consiglio Comunale di Aosta e che bene farà domani la Giunta Regionale, perché è nel suo diritto, a sciogliere il Consiglio Comunale di Aosta e a nominare un Commissario che indichi nel modo più rapido le elezioni".
Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Ho chiesto la parola perché avevo dimenticato di dire qualche cosa d'importante che riguarda due punti della discussione attuale e, cioè, voglio parlare della risposta dell'On.le Moro a una dichiarazione dell'On.le Gex.
Qualcuno ha detto che era la prima volta che un Presidente del Consiglio dei Ministri assumeva degli impegni così precisi.
Questo non è affatto vero, perché altri Presidenti del Consiglio dei Ministri avevano fatto promesse molto più precise e molto più soddisfacenti di quelle dell'Onorevole Moro che andrò ad analizzare tra un momento.
Io ho già accennato agli impegni e alle promesse dell'Onorevole Fanfani sulla Piazza di Aosta; non occorre che io li citi di nuovo.
L'Onorevole Fanfani, a nome di tutti i Senatori, di tutti i Deputati, di tutti gli iscritti alla Democrazia Cristiana, aveva promesso la realizzazione integrale dello Statuto su tutti i punti, parlava come il Vangelo, parlava come quel testo del Comitato Centrale dell'Union Valdôtaine che noi abbiamo pubblicato dappertutto, parlava come un unionista l'Onorevole Fanfani.
Qualcuno potrebbe dire: ma l'Onorevole Fanfani ha promesso questo come Segretario del Partito e non come Presidente del Consiglio dei Ministri.
Se qualcuno mi dicesse questo, io gli risponderei che l'Onorevole Fanfani, in sede di dichiarazioni del Governo davanti al Parlamento, aveva promesso l'attuazione della Zona Franca entro il 31 dicembre 1958.
Ditemi voi quanti anni sono passati da allora!
In un'altra occasione, avendogli io illustrato la situazione della Società Nazionale Cogne, sia dal punto di vista economico e sia dal punto di vista soprattutto dei rapporti umani, l'Onorevole Fanfani mi ha detto: prometto di fare eseguire immediatamente una inchiesta sulla "Cogne" ed ha aggiunto: questo io lo dico all'Onorevole Bo.
L'Onorevole Bo, che era seduto lì vicino, si è voltato tutto stupito, perché, evidentemente, l'Onorevole Fanfani non gli aveva mai parlato di una cosa simile prima della sua dichiarazione di impegno a fare eseguire un'inchiesta sulla "Cogne".
Era un impegno preciso; ma, naturalmente, non abbiamo mai visto l'inchiesta sulla "Cogne".
Noi, come Autorità regionali, non abbiamo forse il potere di fare un'inchiesta sulla "Cogne"; però in sede di dibattito dei vari punti della programmazione, dedicheremo una giornata intera o, se occorrerà, parecchie giornate alla questione della "Cogne".
Inviteremo tutti i Sindaci della Valle d'Aosta, tutti i Consiglieri regionali, tutti i rappresentanti dei Partiti, dei Sindacati, delle Organizzazioni economiche e sindacali e discuteremo tutti insieme sulla situazione della Società "Cogne".
Visto che l'inchiesta promessa non è stata fatta, noi, che non abbiamo la pretesa di fare un'inchiesta, faremo un grande dibattito popolare su questo problema che è un problema vitale, perché la "Cogne" è un pilastro, anzi il pilastro principale dell'economia della Città di Aosta e non solo della Città di Aosta, ma anche della Valle d'Aosta.
Che cosa ha detto l'Onorevole Moro alla Camera?
Siccome l'Onorevole Gex gli aveva parlato della quota fissa, l'Onorevole Moro gli ha risposto: ma non avete bisogno di un'unica quota fissa, va anche bene per la Valle d'Aosta la quota variabile; vedrete che starete benissimo con la quota variabile.
Ah, ma allora le idee non sono cambiate, sono sempre quelle che l'Onorevole Gava, allora Sottosegretario alle Finanze, diceva a me, all'Ing. Fresia, allora Assessore alle Finanze, e all' Assessore Arbaney che, per quanto democristiano, era rimasto furibondo per quelle dichiarazioni dell'Onorevole Gava, che oggi non è l'ultimo personaggio, perché è il capo del Gruppo dei Senatori democristiani al Senato.
Io ho chiesto all'Onorevole Gava: ma insomma, perché non ci volete dare una quota fissa unica, se questo è previsto dallo Statuto, che parla di una quota e non di due quote, cioè parla di una quota fissa e non di una quota variabile? Perché vi accanite su questo punto?
L'Onorevole Gava mi ha risposto: perché noi vogliamo applicare la politica dei rubinetti, vogliamo aprirli o chiuderli a seconda che voi siate bravi o cattivi.
Vi sembra che sia democratico questo sistema?
Ebbene, l'Onorevole Moro, nella sua qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, ha detto, ed il nostro Deputato si è dichiarato soddisfatto, beato lui, ha detto che andava benissimo la quota variabile, quella quota variabile che il Comitato Centrale dell'Union Valdôtaine ha respinto, perché il Comitato Centrale dell'Union Valdôtaine ha detto: noi vogliamo la quota fissa, senza questo non si marcia.
Ad un certo momento, per indorare un po' la pillola, l'Onorevole Moro ha soggiunto: però ad ogni modo, possiamo studiare ancora il problema.
Ma come, hanno ancora il bisogno di studiare il problema della realizzazione dello Statuto? Ma questo lo aveva già detto l'Onorevole Fanfani nel suo discorso del 1954: "Ci sono dei partiti ad Aosta che sono per la velocità e promuovono una mozione" - e aggiungeva: "ma questa mozione è arrivata a Roma il 30 ottobre e oggi siamo nel mese di dicembre dell'anno 1954".
Dal mese di dicembre del 1954 siamo arrivati alla fine marzo del 1966, ma i valdostani vengono sempre menati per il naso con queste dichiarazioni.
E se qualcuno si è dichiarato soddisfatto buon per lui e non aggiungo altro.
Dico ancora un'altra cosa a proposito delle dichiarazioni dell'Onorevole Moro: siccome l'Onorevole Gex aveva chiesto all'Onorevole Moro, come Presidente del Consiglio dei Ministri, che il Governo adottasse un piano turistico per la Valle d'Aosta, - mi stupisco che un Deputato autonomista chieda al Governo di fare il piano turistico della Valle d'Aosta! -, l'Onorevole Moro ha risposto con fine ironia ricordando all'Onorevole Gex che il turismo è di competenza della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
E noi facciamo delle figure di questo genere, di andare a chiedere delle cose che sono di nostra competenza in base allo Statuto!
L'Onorevole Moro ha risposto in modo esatto e con finissima ironia, però ciò non toglie che quanto egli ha detto sulla questione della quota fissa e della quota variabile sia pienamente deludente e sia ampiamente insoddisfacente.
Io sfido chiunque, in buona fede, a dimostrarmi il contrario; ed è per questo che, fino a quando si continua con le parole, con le chiacchere, con le bubbole, con le promesse che oggi si chiamano impegni, ma che sono la stessa cosa, l'Union Valdôtaine non può cambiare la sua politica.
Vengano i fatti e, allora, noi rivedremo le nostre posizioni".
Il Consigliere BIONAZ, a nome dei Consiglieri del Gruppo Democristiano, legge la seguente dichiarazione:
"Il Gruppo democristiano dichiara di non ammettere, da parte del Presidente della Giunta, il sotterfugio delle sue dichiarazioni riguardanti il Comune di Aosta durante la trattazione dell'argomento riguardante il bilancio.
Il fatto di tollerare tale abuso da parte del Presidente del Consiglio, non può non sollevare l'indignazione del Consiglio per la nuova aperta violazione dello Statuto e del Regolamento.
A nome dei Consiglieri democristiani dichiaro di ritenere come non avvenute le comunicazioni del Presidente della Giunta e chiedo, pertanto, la votazione sul bilancio".
Il Presidente, MARCOZ, osserva che, in sede di discussione del bilancio di previsione, i Consiglieri possono parlare di qualsiasi problema comunque collegato al bilancio; ricorda che tale prassi è stata seguita dal Consiglio nella precedente legislatura, come risulta dai verbali delle adunanze consiliari in cui sono stati discussi i bilanci di previsione della Regione per gli esercizi finanziari dei quattro anni decorsi.
Il Consigliere BIONAZ dichiara di avere fatto una richiesta molto precisa e chiede che tale sua richiesta sia inserita a verbale.
Il Consigliere MONTESANO dichiara di associarsi a quanto detto dal Consigliere Bionaz.
Ammette che in sede di discussione del bilancio di previsione i Consiglieri possano parlare di qualsiasi problema, ma osserva che l'intervento del Presidente della Giunta non è stato una divagazione in merito ad una precisazione di qualche cosa attinente al bilancio, né una divagazione di natura politica, ma è stata una comunicazione per un provvedimento da adottare e per il quale il Consiglio deve essere sentito e tale comunicazione è stata inserita furbescamente in una discussione che non riguardava affatto il provvedimento che il Presidente della Giunta intende prendere.
Rileva che questa è la ragione per cui si associa alla dichiarazione fatta dal Consigliere Bionaz e ribadisce che vi è stata una violazione dello Statuto e del Regolamento interno del Consiglio Regionale.
Il Consigliere GERMANO osserva che non corrisponde a verità l'affermazione che sia stata commessa una violazione dello Statuto e del Regolamento interno del Consiglio, perché il provvedimento di sospensione del Consiglio comunale di Aosta e di nomina di un Commissario per l'ordinaria amministrazione di tale Comune è di competenza del Prefetto, che non ha bisogno di sentire in merito il parere del Consiglio Regionale.
Ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, ha informato il Consiglio di avere assunto tale provvedimento ed ha quindi chiesto il parere dei Consiglio stesso in merito al provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Aosta.
Circa il rilievo del Consigliere Bionaz, il quale ha affermato che la comunicazione fatta dal Presidente della Giunta esula dall'argomento in discussione fa presente che, in sede di discussione del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario dello scorso anno, è stato proposto un ordine del giorno per la riforma della finanza locale e per la revisione dell'attuale sistema di ripartizione dell'entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta; rammenta che con tale ordine del giorno, in seguito approvato ad unanimità di voti dal Consiglio, si chiedeva, fra l'altro, che la quota fissa di ripartizione fiscale di spettanza della Regione fosse stabilita nella misura del 70% dell'intero gettito dei tributi erariali riscossi nella Valle d'Aosta e dei tributi comunque riscossi per attività economiche e industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta.
Rammenta poi che, nella seduta in cui è stato discusso il bilancio di previsione della Regione, per lo scorso esercizio finanziario, il Consigliere Dujany ha parlato di tutti i problemi riguardanti le varie attività della Valle d'Aosta, come risulta dal verbale di tale seduta.
Fa presente che nel progetto di bilancio di previsione in esame è prevista la concessione al Comune di Aosta di un contributo di Lire 20 milioni per concorso nelle spese di ammortamento del mutuo passivo di Lire 480 milioni contratto per il finanziamento di lavori di pubblica utilità, nonché di un contributo di Lire 150 milioni a titolo di concorso regionale nelle spese di anticipazione di fondi e per ammortamento, per l'anno 1966, di mutui passivi assunti dal Comune stesso per finanziamento di lavori di pubblica utilità.
Rileva che si tratta di cifre assai rilevanti e ritiene quindi che il Presidente del Consiglio, Marcoz, abbia fatto molto bene a permettere al Presidente della Giunta di riferire al Consiglio sulla situazione del Comune di Aosta perché, a suo avviso, la questione è pertinente all'argomento in discussione.
Riferendosi a quanto già ebbe a dire nel suo primo intervento, dichiara che l'opposizione vuole la paralisi dell'Amministrazione comunale di Aosta e dell'Amministrazione Regionale ed agisce in conseguenza.
Seguono alcune battute di carattere polemico fra alcuni Consiglieri dell'opposizione, i quali invitano i membri della Giunta Regionale a rassegnare le dimissioni, ed il Consigliere Germano, il quale invita i Consiglieri dell'opposizione a combattere lealmente e ad accettare quello che sarà il responso elettorale.
Dichiara che i Consiglieri dell'opposizione temono di affrontare il verdetto elettorale, ma che dovranno vincere la propria paura perché il verdetto popolare è l'unica possibile soluzione che ora si presenta.
L'Assessore MANGANONI dichiara che non intende soffermarsi ad illustrare al Consiglio le gravi conseguenze che comporterebbe la non approvazione del bilancio di previsione in esame, perché non farebbe che ripetere quanto già detto dal Consigliere Germano e dal Presidente della Giunta, Caveri; fa presente che intende richiamare l'attenzione del Consiglio soltanto su uno degli aspetti di tale gravi conseguenze.
Riferisce che gli Uffici dell'Amministrazione Regionale sono diventati oggi degli Uffici di collocamento di mano d'opera, perché la metà almeno delle persone che si recano nel suo ufficio chiedono del lavoro, compresi gli impresari, i quali insistono continuamente affinché l'Amministrazione Regionale dia loro in appalto dei lavori pubblici e avvertono che, in caso contrario, si vedrebbero costretti a licenziare la mano d'opera.
Informa che, attualmente, le Imprese appaltatrici di lavoro praticano dei ribassi rilevanti sui prezzi unitari a base d'asta perché preferiscono lavorare anche senza alcun utile pur di poter impiegare i costosi macchinari acquistati e che debbono pagare.
Fa presente che anche gli artigiani, che svolgono una attività collegata con l'edilizia, chiedono con insistenza che sia loro data la possibilità di lavorare e così pure gli autotrasportatori.
Osserva che tutte le attività collegate con l'edilizia risentono della stasi attuale, nota con il nome di "congiuntura" ma che, in realtà, è una vera e propria crisi che ha già causato vari fallimenti di Imprese artigiane e ne ha messe molte in gravi difficoltà finanziarie.
Informa che la mano d'opera disoccupata in Valle d'Aosta raggiunge attualmente circa 2000 unità e fa presente che tale numero aumenterà se non sarà possibile, per la mancata approvazione del bilancio di previsione, procedere all'appalto dei numerosi lavori ed opere di pubblica utilità compresi nel programma di lavori.
Fa presente che in questi ultimi giorni sono stati chiusi vari cantieri di lavoro per disoccupati istituiti nella stagione invernale e che altri cantieri saranno chiusi nei prossimi giorni, perché sono totalmente esaurite le giornate di lavoro autorizzate dal Ministero del Lavoro, per cui molti altri operai andranno ad aumentate il numero dei disoccupati.
Dichiara che non lo stupisce affatto la posizione assunta oggi dai Consiglieri democristiani e liberali sulla questione del bilancio, perché, egli dice, rientra nella loro politica il disinteressarsi dei problemi sociali; fa presente che lo stupisce, invece, la posizione assunta dai due Consiglieri socialisti, perché fino ad oggi i predetti due Consiglieri socialisti sì erano preoccupati di questi problemi sociali.
Aggiunge che ha avuto occasione di discutere più volte di tali problemi con l'ex collega Colombo, anche perché l'Assessorato all'Industria e Commercio e l'Assessorato ai Lavori Pubblici sono particolarmente interessati alla soluzione del problema della disoccupazione locale.
Ricorda che, non molto tempo addietro, l'ex collega Colombo ebbe più volte a fargli presente la necessità di sollecitare, per quanto possibile, gli appalti dei lavori di pubblica utilità finanziati dall'Amministrazione Regionale per dare lavoro alla mano d'opera locale disoccupata.
Ripete di essere quindi molto stupito della posizione assunta dai due Consiglieri socialisti, ed in particolare dal Consigliere Colombo, sulla questione del bilancio di previsione, perché il loro voto contrario contribuirà a paralizzare l'attività dell'Amministrazione Regionale, con le gravi conseguenze a cui ha accennato prima e che si ripercuoteranno, in primo luogo, sugli operai, sulle Imprese, sugli artigiani, sugli autotrasportatori e, in una parola, su tutte le attività collegate con l'edilizia.
Ritiene opportuno di fare alcune precisazioni per chiarire la realtà dei fatti sulla questione dell'autostrada e su quella dei due tra, fori stradali alpini.
In merito al primo punto, rileva che molto spesso viene rivolta ai comunisti l'accusa di essersi opposti alla costruzione dell'autostrada della Valle d'Aosta.
Fa presente, in proposito, che sulla questione dell'autostrada furono approvati un primo ordine del giorno nel mese di aprile dell'anno 1954, allorquando Presidente del Consiglio era l'Avvocato Bondaz, ed un secondo ordine del giorno nel mese di dicembre dell'anno 1959, allorquando Presidente del Consiglio era l'Avvocato Fillietroz.
Osserva che, come risulta dai verbali delle sedute, i due predetti ordini del giorno, con i quali si chiedeva l'allargamento e la sistemazione straordinaria della strada statale n. 26 con le rettifiche di tracciato e le varianti atte ad acconsentire il transito degli automezzi con agevoli sorpassi ed incroci, furono approvati ad unanimità di voti favorevoli dal Consiglio e, quindi, non soltanto con i voti dei Consiglieri comunisti, ma anche con i voti dei Consiglieri democristiani, socialdemocratici e liberali che allora, vigendo la legge maggioritaria, erano compresi nella stessa lista.
È quindi ora, egli dice, che cessi la favola che i Consiglieri comunisti si sono opposti alla costruzione dell'autostrada della Valle d'Aosta.
Fa presente che la seconda precisazione che intende fare riguarda la questione del traforo stradale del Monte Bianco, la cui realizzazione, secondo quanto si sente ripetutamente affermare, sarebbe dovuta esclusivamente all'opera fattiva dell'ex Onorevole Farinet.
Osserva che, come ebbe già ad affermare testé il Presidente della Giunta, sono i fatti e non le parole che contano e dichiara che, in questo caso, il fatto è costituito dallo stanziamento a fondo perduto della somma di un miliardo di Lire approvato ad unanimità di voti favorevoli dal Consiglio Regionale nell'anno 1949, allorquando la Giunta era presieduta dall'Avvocato Caveri.
La terza precisazione, - egli dice -, concerne la questione del traforo stradale del Gran San Bernardo, al cui finanziamento l'Amministrazione Regionale ha contribuito con la sottoscrizione di azioni per un ammontare di 750 milioni di Lire.
Precisa che, mentre la radio e tutti i giornali parlavano favorevolmente di tale opera, alcune persone erano invece contrarie alla realizzazione di detto traforo, tanto è vero che di tale questione si parlò per la prima volta in Consiglio regionale, in sede di discussione di una interpellanza o mozione presentata dall'opposizione, che allora era costituita da Consiglieri comunisti, socialisti e dell'Union Valdôtaine.
Osserva che, in effetti, ai Consiglieri di maggioranza di allora il traforo del Gran San Bernardo interessava ben poco, tanto è vero che l'interpellanza o mozione in questione fu presentata dall'allora opposizione su richiesta di un democristiano che, a giustificazione della sua richiesta, precisò che si era rivolto all'opposizione perché i suoi amici democristiani non volevano sentire parlare del traforo stradale del Gran San Bernardo, ma solo del traforo stradale del Monte Bianco.
Il Consigliere BALESTRI, dopo aver ricordato che nell'adunanza del mattino il Presidente, Marcoz, ha dato lettura al Consiglio delle lettere di dimissioni da Assessori regionali rassegnate dagli Assessori Colombo e Balestri e della motivazione delle dimissioni stesse, dichiara quanto segue:
"È da vari mesi che io e il collega Colombo ci diamo da fare perché avevamo ben capito la situazione in cui saremmo arrivati. Non siamo stati ascoltati. Speriamo che il futuro possa essere un po' più chiaro di quello che è la situazione di oggi; però respingo nella maniera più formale le accuse, che ci vengono rivolte, di essere giunti a questa situazione per colpa nostra. Quindi, se delle deficienze ci saranno, vedremo di chi sono le responsabilità".
Il Consigliere DUJANY, riferendosi alle dichiarazioni fatte dall'Assessore Manganoni in merito alla posizione assunta a suo tempo dai Consiglieri dei vari Gruppi consiliari sulla questione dell'autostrada della Valle d'Aosta, invita l'Assessore Manganoni a rileggere i verbali delle sedute consiliari in cui è stata trattata la questione dell'autostrada per poter essere più preciso al riguardo.
Non ritiene opportuno di soffermarsi sull'argomento sollevando polemiche inutili che servirebbero soltanto a fare perdere del tempo, perché il problema dell'autostrada appartiene ormai al passato, come i problemi dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, che fortunatamente sono ormai una realtà.
Riferendosi quindi agli interventi del Consigliere Germano, del Presidente della Giunta, Caveri, e dell'Assessore Manganoni, rileva che gli stessi hanno affermato, tra l'altro, che i Consiglieri dell'opposizione, non approvando il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario in corso, si rendono colpevoli della mancata esecuzione di lavori ed opere di pubblica utilità in un momento critico quale è l'attuale.
Osserva che la Giunta, se fosse stata realmente sensibile e preoccupata della crisi in atto nel settore edilizio e delle gravi conseguenze a cui ha accennato l'Assessore Manganoni, avrebbe dovuto premurarsi di sottoporre all'approvazione del Consiglio il progetto di bilancio di previsione per l'anno 1966 nel termine stabilito dalla legge, cioè entro il 31 dicembre 1965 e non già attendere sino al 23 marzo 1966 per sottoporre il bilancio di previsione all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale.
Questo ritardo, egli dice, significa negligenza ed incapacità di amministrare da parte della Giunta attuale.
Circa la comunicazione fatta dal Presidente della Giunta, Caveri, in merito al preannunciato provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Aosta, rileva che per discutere di tale questione il Presidente della Giunta è ricorso ad un sotterfugio che non è leale e che non dà la possibilità di un dialogo politico aperto e sincero.
Osserva che il Presidente della Giunta, Caveri, avrebbe, se mai, potuto parlare di tale argomento in sede di trattazione del punto 7° dell'ordine del giorno ("Relazione del Presidente della Giunta").
Premesso quanto sopra, il Consigliere Dujany propone che il Consiglio passi alla votazione sul bilancio di previsione in esame.
Il Consigliere CASETTA osserva che già il Consigliere Bionaz ha chiesto che il Consiglio proceda alla votazione sul bilancio di previsione, il che richiama quanto avviene in seno al Consiglio comunale di Aosta, ove il Consigliere Palmas e i suoi colleghi democristiani chiedono sempre di passare ai voti.
Fa presente che il "centro-sinistra" dimostra, con il suo comportamento, di volere che in Valle d'Aosta ritornino a comandare e ad amministrare i Prefetti ed i Podestà, il che significherebbe accentrare di nuovo tutto il potere a Roma.
Rileva che i Consiglieri dell'opposizione hanno dichiarato di votare contro il bilancio di previsione senza nemmeno discuterlo; osserva che il Consigliere Pedrini, dopo aver ammesso che il progetto di bilancio di previsione in esame poteva anche andare bene, ha dichiarato che i Consiglieri liberali avrebbero tuttavia votato contro l'approvazione del bilancio di previsione di cui si tratta.
Constata che analoga posizione è stata assunta dai Consiglieri socialisti i quali avevano partecipato alla elaborazione del progetto di bilancio di previsione e lo avevano anzi approvato in sede di Giunta.
Rammenta che più volte, in precedenti adunanze consiliari, si è parlato di programmazione economica e che il Consigliere Lustrissy ha quasi sempre preso la parola sull'argomento, dimostrando un particolare interesse a tale problema.
Rileva che, come tutti sanno, la programmazione economica in campo regionale è ormai a buon punto, poiché la Commissione di ricerche economiche e sociali, istituita a suo tempo dalla Giunta Regionale, ha già apprestato gran parte del materiale che servirà di base per la discussione del problema.
Fa presente che il bilancio di previsione per l'esercizio finanziario in corso è stato impostato secondo i criteri funzionali ed economici previsti dalla legge che disciplina la programmazione e lamenta che, ciò nonostante, i Consiglieri dell'opposizione non abbiano voluto prendere la parola sul bilancio di previsione, limitandosi a dichiarare a mezzo dei Capi gruppo che essi voteranno contro il bilancio, senza neanche dichiararne i motivi.
Precisa che amministrare o pretendere di amministrare una Regione in questo modo non è una cosa seria e dichiara che i Consiglieri comunisti si opporranno all'attuazione dei disegni dei Consiglieri dell'opposizione.
Dopo una breve discussione di carattere polemico tra i Consiglieri CASETTA e GERMANO ed il Consigliere PEDRINI, il Consigliere CASETTA ritiene alquanto strano che il Consigliere Pedrini, il quale afferma di interessarsi delle necessità dei lavoratori, abbia dichiarato di votare contro il bilancio di previsione senza neppure discuterlo.
Osserva che tale voto contrario unito a quello degli altri Consiglieri dell'opposizione, porta come conseguenza, fra l'altro, la non esecuzione di lavori pubblici e la non approvazione da parte del Consiglio delle modifiche alle vigenti norme e tabelle organiche sull'ordinamento dei Servizi regionali e sullo stato giuridico ed economico del personale della Regione, modifiche che erano da molto tempo attese dal personale dell'Amministrazione Regionale.
Questo significa, egli osserva, che ai Consiglieri liberali, come pure ai Consiglieri degli altri Gruppi dell'opposizione, non interessa più la questione del personale, ma interessa soltanto il voto degli elettori.
Afferma che l'operato dei Consiglieri dell'opposizione verrà giudicato non soltanto dai dipendenti regionali, ma da tutti gli elettori valdostani.
Il Consigliere MONTESANO osserva che, secondo i concetti esposti dai Consiglieri comunisti, parrebbe che la Giunta attuale, espressione della vecchia maggioranza, abbia ricevuto il mandato divino di rimanere sempre in carica per risolvere i problemi dell'Amministrazione Regionale e della Valle d'Aosta.
Dichiara che non è detto che l'attuale Giunta, che è ora espressione della minoranza e non più della maggioranza, debba risolvere i problemi valdostani, che potranno essere, invece, risolti da un'altra Giunta che sia l'espressione della nuova maggioranza consiliare.
Rispondendo ai rilievi fatti dall'Assessore Fosson e dall'Assessore Manganoni, osserva che, con l'approvazione da parte del Consiglio dell'esercizio provvisorio del bilancio della Regione sino al 30 aprile p.v., l'Assessore Manganoni può disporre dei 4/12 degli stanziamenti iscritti nel progetto di bilancio per dare inizio ai lavori di pubblica utilità.
Contesta l'affermazione che i Consiglieri dell'opposizione, votando contro l'approvazione del bilancio, paralizzino l'intera vita amministrativa della Regione; ribadisce che la Giunta attuale, essendo espressione della nuova minoranza consiliare, deve sentire il dovere morale di rassegnare le proprie dimissioni.
Osserva che la Giunta, rifiutando di rassegnare le proprie dimissioni, agisce in senso antidemocratico.
L'Assessore FOSSON contesta l'affermazione fatta dal Consigliere Montesano, sulla possibilità, da parte della Giunta, di provvedere a dare inizio ai lavori di pubblica utilità disponendo dei 4/12 dei fondi stanziati nel progetto di bilancio.
Osserva, d'altra parte che, come è stato già fatto presente da altri Assessori in precedenti interventi, la non approvazione da parte del Consiglio Regionale del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio in corso, ha come conseguenza, fra l'altro, che l'Amministrazione Regionale non potrà concedere la garanzia fideiussoria della Regione a favore della Società Autostrade Valdostane su mutui da contrarre e su prestiti obbligazionari da emettere dalla Società stessa per il finanziamento delle spese per la costruzione dell'autostrada Quincinetto-Aosta; così pure non sarà possibile finanziare ed eseguire i lavori e le opere di pubblica utilità di cui all'oggetto n. 5 dell'orine del giorno dell'adunanza odierna.
Aggiunge che il Presidente della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta ha più volte fatto rilevare che la Giunta non era autorizzata ad approvare e finanziare determinate spese non ordinarie sino a quando non fosse stato approvato, da parte del Consiglio Regionale, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1966.
Dichiara, quindi, che intende accennare brevemente alla situazione politica attuale con serenità e senza malanimo.
Rileva che qualche Consigliere ha più volte affermato, nell'adunanza odierna e nelle precedenti, che si è ormai formata una nuova maggioranza in seno al Consiglio Regionale, e che, quindi, la Giunta deve rassegnare le dimissioni.
Fa presente che ad una tale affermazione fu risposto dal Consigliere Colombo, in una precedente seduta, che i Consiglieri socialisti non erano ancora disponibili per una nuova maggioranza; ricorda che al termine della stessa seduta, avendo il Consigliere Pedrini affermato che la rottura del fronte era ormai un fatto compiuto, un Consigliere, - che ritiene sia il Consigliere Colombo -, rispose che, per il momento, non vi era ancora alcuna rottura del fronte.
Questo significa, - egli dice -, che la nuova maggioranza invocata dai Consiglieri dell'opposizione potrà esistere in seguito, ma non esisteva ieri e non esiste ancora oggi; questa, egli aggiunge, è una constatazione che si deve fare.
Riferendosi, quindi, alle dichiarazioni e alle promesse fatte al Senato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, On.le Moro, in risposta all'intervento del Senatore Chabod, in merito al trasferimento dei beni demaniali dallo Stato alla Regione Valle d'Aosta, osserva che, probabilmente, non vi è alcun coordinamento fra gli Uffici ministeriali interessati al trasferimento dei beni demaniali dallo Stato alla Regione.
Informa, infatti, che successivamente alle assicurazioni date dal Presidente del Consiglio dei Ministri, On.le Moro, cioè in data 21 marzo, gli è stata notificata, quale Presidente onorario del Sindacato Autonomo Valdostano, l'ingiunzione di lasciare liberi e a disposizione del demanio dello Stato, per la data del 30 aprile p.v., i locali attualmente adibiti a sede del predetto Sindacato, con la motivazione che detti locali fanno parte di uno stabile demaniale (l'ex palazzo prefettizio di Aosta) contestato fra lo Stato e la Regione.
Ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, ha parlato della presa di posizione assunta nei confronti della Regione Valle d'Aosta dal Presidente della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta con il noto articolo pubblicato su una rivista e che ritiene sia a conoscenza di tutti i Consiglieri.
Fa presente di avere oggi, per puro caso, ritrovato fra vecchie carte, una lettera del 1947 dal titolo "Che succede in Valle d'Aosta?» che terminava come segue:
"L'Assemblea Costituente non dovrà accogliere tali proposte" (precisa che le proposte in questione concernevano lo Statuto regionale della Valle d'Aosta) "se non vorrà costituire ai confini della Patria una zona predisposta alla frattura.
Se un decentramento amministrativo si vuole adottare, lo si adotti pure secondo quanto prevede lo stesso Decreto Parri, che deve però essere considerato come un maximum, non oltrepassabile per non compromettere l'unità dello Stato.
Adesso qualche modificazione, ovviamente, dovrà essere apportata, come quella di abolire il Comitato di Coordinamento, che ha fatto cattiva prova, per sostituirlo, come già in Sicilia, con un Commissario Permanente dello Stato perché vigili su tutto, specie sui tentativi, sempre possibili, di sminuire l'italianità della Valle".
Fa presente che la lettera in questione, che è stata a suo tempo inviata a tutti i membri dell'Assemblea Costituente e pubblicata sulla Rivista "Voce della Giustizia" n. 26 del 28 giugno 1947, portava le seguenti firme: Rosina Vigliani Descalzi, Giovanni Giuliano e Fortunio Palmas.
Dichiara che quest'ultimo è la persona che oggi tira le fila dei contrasti politici locali e che si dichiara un grande autonomista.
Noi, dell'"Union Valdôtaine", egli dice, abbiamo commesso un errore e l'errore consiste nel fatto che abbiamo dimenticato quanto era avvenuto nell'anno 1947; questo dimostra, egli osserva, lo spirito di distensione che, da parte nostra, c'era verso chi aveva combattuto l'autonomia della Valle d'Aosta, cioè verso l'Avvocato Palmas, il quale ci aveva poi fatto delle dichiarazioni di lealtà e noi abbiamo avuto il torto di prestarvi fede.
Dichiara che, personalmente, ha avuto molti dubbi sulla sincerità delle dichiarazioni di lealtà fatte in seguito dall'Avvocato Palmas e di avere espresso tali dubbi nelle sedi competenti, ma che per ragioni di opportunità, aveva finito anche lui per accordare la propria fiducia all'Avvocato Palmas.
Ricorda, in proposito, che un proverbio francese dice: "qui a trahi, trahira".
Constata che, purtroppo, oggi l'Union Valdôtaine sta raccogliendo i frutti dell'errore commesso.
Ritiene opportuno che tutti i Consiglieri regionali, in particolare quelli più giovani, siano a conoscenza di queste cose e sappiamo che il Movimento dell'Union Valdôtaine ha sempre accolto a braccia aperte tutti coloro che sono venuti in Valle d'Aosta ed è pronto tuttora a tendere la mano a coloro che rispettano la Valle d'Aosta, ma è altresì disposto a combattere con ogni energia coloro che si comportano ed agiscono con prepotenza nei confronti dei valdostani.
Proseguendo nella sua esposizione, l'Assessore Fosson dichiara ancora quanto segue:
"Monsieur le Président, chers collègues Conseillers, nous devrions tenir présent ces choses, parce que seulement si nous serons capables de regarder un peu loin, nous pourrons faire quelque chose de bon.
L'Union Valdôtaine, à travers les déterminations de son Comité Central que nous avons voulu rappeler, ne fait que continuer une ligne de conduite qu'elle a poursuivie depuis sa fondation.
Nous avons pu commettre des erreurs, nous ne pensons pas d'être infaillibles, mais tout de même il y a une chose que nous avons tenue toujours présente par le passé, que nous tenons présente aujourd'hui et que nous tiendrons toujours présente à l'avenir et cette chose est de lutter pour une question fondamentale, mais pas pour une idéologie de parti.
Nous l'avons toujours dit ; nous avons dit son temps, quand nous étions alliés de la Démocratie Chrétienne.
Nous n'étions pas devenus des démo-chrétiens parce que nous étions alliés à la Démocratie Chrétienne, nous avions fait ce choix en connaissance de cause, en croyant de faire le bien du Pays.
Nous sommes alliés, aujourd'hui, avec le Parti Communiste. Nous n'avons jamais eu peur de le dire et nous l'affirmons encore aujourd'hui : nous ne sommes pas devenus des communistes à travers cette alliance.
Nous avons dit clairement, dans notre résolution de l'Union Valdôtaine, que quelconque alliance sera déterminée seulement par des par ces faits qui doivent être tenus présents dans l'intérêt des Valdôtains et de la Vallée d'Aoste et non dans l'intérêt d'un Parti ou de l'autre, non dans l'intérêt d'une personne ou de l'autre, seulement dans les intérêts des Valdôtains, seulement dans les intérêts de la Vallée d'Aoste.
C'est là la ligne de conduite de l'Union Valdôtaine.
Je vois et je constate qu'aujourd'hui les avis sont partagés sur l'approbation du budget. Eh bien ! Je me permets de dire, à ceux qui, pour des jeux subtils, voteront contre ce budget : ces gens ne feront pas l'intérêt des valdôtains, ne feront pas l'intérêt de la Vallée d'Aoste.
Nous, nous poursuivrons notre route. J'ai ici encore un article que j'avais écrit sur l'Union Valdôtaine, quand nous avons perdu les élections du 1954. Nous avions eu la plus belle affirmation, comme Union Valdôtaine en 1954, mais nous avions eu, à travers la loi majoritaire, un seul Conseiller, Madame la Veuve du Notaire Chanoux. Eh bien, le jour après le résultat de ces élections, j'écrivais un article pour la victoire de demain : je vous en lis seulement les conclusions :
"Un autre travail nous attend dès demain, celui de renforcer notre Mouvement ; les forces jeunes et progressistes sont avec nous et donnent les meilleures garanties pour l'avenir. Nous avons dit d'être forts d'un idéal, c'est le même idéal qui a guidé la Jeune Vallée d'Aoste, c'est celui de l'Abbé Trèves et d'Albert Deffeyes ; c'est l'idéal pour lequel Emile Chanoux a donné sa vie ; cet idéal sera toujours notre drapeau : pour cet idéal nous nous battrons jusqu'à remporter la victoire".
Après le 1954 nous avons passé quelques années noires, nous avons eu toutes les visées sur nous, mais en 1958 nous avons eu la victoire.
Eh bien, nous sommes toujours du même avis et aujourd'hui Vous pourrez voter contre ce budget, mais les électeurs Valdôtains sauront juger, demain, aux prochaines élections ; ils sauront discerner ceux qui auront travaillé pour leurs intérêts, pour l'intérêt du Pays, de ceux qui travaillent exclusivement pour l'intérêt des Partis.
Je pense que c'est une chose que tous les Conseillers devraient méditer vraiment dans ce jour, dans ce jour 23 mars 1966 qui est aussi l'anniversaire de la perte de notre cher ami que j'avais cité dans cet article, c'est-à-dire Albert Deffeyes.
Rappelons-nous de ces morts qui ont lutté pour la Vallée d'Aoste, sachons être dignes de nos devanciers pour donner à nos successeurs une Vallée d'Aoste libre, une Vallée d'Aoste où triomphe la justice et où l'on sache, à un certain moment, se lever sur un plan un peu plus haut et faire taire les discordes et les disputes qui nous divisent et qui font exclusivement le jeu du Gouvernement central".
(Seguono applausi dai banchi dei Consiglieri Unionisti e Comunisti).
Il Vice Presidente STRAZZA ricorda che il Presidente della Giunta, Caveri, nel suo ultimo intervento ha parlato della presa di posizione assunta dal Presidente della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta con un articolo pubblicato su una nota Rivista, articolo che è di una gravità senza precedenti.
Dichiara che già cominciano a farsi sentire i perniciosi effetti di tale articolo. Rileva che l'Assessore Fosson ha informato che il Sindacato Autonomo Valdostano, Organizzazione Sindacale prettamente valdostana, è stata sfrattata dalla sua sede attuale in locali dell'ex palazzo prefettizio di Aosta; questi, egli dice, sono i metodi del Governo di "centro sinistra" e noi, Consiglieri del Gruppo comunista, apriamo ora una sottoscrizione per dare una degna sede a questa Organizzazione unitaria, che opera per la difesa dei lavoratori della Valle d'Aosta.
Osserva che si incomincia a colpire prima le Organizzazioni sindacali, per colpire successivamente la libertà di pensiero dei lavoratori della Valle d'Aosta.
Passando ad altro argomento, rileva di aver già ricordato ai Consigliere Berthet, il quale in una precedente seduta si era vantato di poter collocare a suo piacimento i lavoratori della Valle d'Aosta presso le Imprese, che vi sono delle leggi in materia che il Consigliere Berthet e la Democrazia Cristiana non possono violare.
Rivolgendosi, quindi, al Consigliere Pedrini lo informa che sporgerà denuncia alla Magistratura contro di lui per avere contravvenuto alle leggi che regolano il collocamento della mano d'opera, arrogandosi le funzioni degli Uffici di collocamento.
Dichiara che l'interessamento dimostrato dal Consigliere Pedrini nei confronti dei lavoratori non è dettato da sentimenti umani, ma bensì da interessi elettoralistici e afferma che, come a suo tempo si è riusciti ad impedire le assunzioni illecite di personale presso la Società Nazionale Cogne, sarà senz'altro impedita l'attività illecita svolta attualmente dal Consigliere Pedrini nel settore del collocamento della mano d'opera disoccupata.
Monsieur l'Assesseur ANDRIONE déclare ce qui suit :
"Moi, je voudrais reprendre, pratiquement avec les mêmes termes, mais à titre purement personnel, ce que Monsieur Fosson vient de dire.
Monsieur Fosson a rappelé la mort d'Albert Deffeyes ; moi, je voudrais rappeler celle de celui qui a été mon maitre : Joseph Bréan.
Il y a plusieurs années, dans un moment difficile pour la Vallée d'Aoste, au moment où commençait une querelle que je n'ai cessé de regretter, ces deux hommes sont venus à manquer, pratiquement au même moment, en empêchant peut-être, par leur doigté, par leur intelligence, par leur droiture, par leur fidélité au Pays, que certaines choses ne se passent.
Je parle avec beaucoup d'amertume et personnellement parce que, comme je n'aime pas les secrets de Polichinelle, je peux dire que tout le monde sait ici que, depuis très longtemps et avec beaucoup d'opiniâtreté, je travaille, personnellement, pour que certaines querelles finissent.
Cependant, comme nous ne sommes pas des faibles, comme nous avons des idées dans la tête et comme nous sommes sûrs qu'elles sont justes, non seulement justes mai qu'elles sont saines, puisque nous croyons qu'il y a plusieurs façons de conduire la politique et nous constatons aujourd'hui que, un tout petit groupe d'hommes arrive à faire ce qui ne devrait pas arriver, c'est-à-dire imposer une politique de rupture totale entre valdôtains, eh bien, nous vous disons tranquillement que nous relèverons le gant du défi et que, comme le disait Bréan aux jeunes qui se réunissaient au Prieuré de St. Ours: "Les Valdôtains, tôt ou tard, on les rencontre toujours au carrefour".
L'Assessore MANGANONI, rileva che giustamente l'Assessore Fosson ha precisato che, contrariamente a quanto affermato dal Consigliere Montesano, la Giunta, pur disponendo dei 4/12 dei fondi stanziati nel bilancio di previsione, non può finanziare e dare inizio ai lavori e opere di pubblica utilità in programma, che debbono essere finanziati prima di essere appaltati; dichiara quindi che la non approvazione del bilancio di previsione, oltre alle gravi conseguenze a cui ha accennato prima, impedirà la realizzazione delle opere e dei lavori di interesse pubblico di cui tanto necessitano i Comuni della Valle d'Aosta.
Ritiene opportuno, in proposito, portare a conoscenza del Consiglio i seguenti dati: i villaggi esistenti in Valle d'Aosta, compresi i 74 capoluoghi, sono 1.283; di tali villaggi 264 sono collegati telefonicamente e 1.019 sono senza telefono; 1089 sono dotati di acquedotto, 194 sono sprovvisti di acquedotto; 242 sono dotati di scuola, 1041 sono senza scuole; 1.166 sono provvisti di illuminazione elettrica; 117 sprovvisti di illuminazione elettrica, 976 con illuminazione pubblica; 307 sprovvisti di illuminazione pubblica; 968 collegati da strade carrozzabili, 315 sprovvisti di strade carrozzabili; 228 dotati di fognature, 1055 sprovvisti di fognature.
Fa presente che molti villaggi sono oggi spopolati e difficilmente saranno nuovamente abitati, per cui in tali villaggi non sarà, ovviamente, necessario costruire determinate opere pubbliche, quali acquedotti, fognature, ecc.
Informa che le strade bitumate della Valle d'Aosta hanno uno sviluppo di Km. 497 e quelle non bitumate una lunghezza di Km. 400.
Ritiene che le cifre esposte, sebbene aride, diano al Consiglio un'idea delle necessità dei Comuni in materia di opere di interesse pubblico e della conseguente urgenza di dare esecuzione ai lavori di pubblica utilità elencati nel piano di lavori pubblici per l'anno 1966.
Osserva che non approvando il bilancio di previsione, tale piano di lavori non potrà essere attuato e fa presente che la responsabilità della mancata realizzazione dei lavori e delle opere in questione sarà di quei Consiglieri che rifiutano di approvare il bilancio di previsione per l'esercizio in corso.
Il Presidente, MARCOZ, rileva che sono le ore 19,15 e che il Consiglio deve ancora procedere alla discussione dei singoli capitoli del bilancio di previsione, nonché all'approvazione del bilancio di previsione nel suo complesso e della relativa legge regionale di approvazione.
Propone una breve sospensione della seduta.
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Si dà atto che su parere concorde del Consiglio, l'adunanza viene sospesa alle ore 19,15 e viene riaperta alle ore 19,45.
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Alla riapertura della seduta il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:
"Sia per quanto riguarda l'Amministrazione Comunale di Aosta, sia per quanto riguarda l'Amministrazione Regionale Valdostana, si è verificato questo paradosso che coloro che paventavano la nomina del Commissario (non che paventassero la nomina del Commissario in sé, ma paventavano la nomina del Commissario perché questo voleva dire nuove elezioni comunali e, domani, può anche voler dire nuove elezioni regionali in Valle d'Aosta) proprio costoro, invece di evitare tutto quello che poteva determinare la nomina del Commissario, hanno fatto di tutto per portare a questo evento. E vi cito un fatto.
Nel mese di dicembre dell'anno 1965 vi è stata una riunione del Consiglio Comunale di Aosta e mi aspettavo che questi signori chiedessero di discutere gli argomenti che erano all'ordine del giorno per dimostrare la funzionalità di questo Consiglio Comunale, per evitare la nomina del Commissario, per evitare le elezioni comunali.
Invece proprio questi Signori, io non cito i nomi delle persone, anche perché sono delle persone così modeste e non voglio fare loro una réclame gratuita, proprio questi Consiglieri comunali hanno chiesto il rinvio di tutti gli argomenti fino a nuovo ordine.
Ora, desidero mettere i punti sugli "i" sulla questione della crisi comunale; voglio ricordare cioè, per chi non lo sapesse o fingesse di non sapere, che in data 21 dicembre 1965, dopo quella tale seduta a vuoto del Consiglio Comunale, io ho firmato, nella mia qualità di Presidente della Giunta Regionale, la seguente ordinanza nella quale ricordavo tutte le inadempienze del Consiglio Comunale:
"Prot. n. 3002 Gab.
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Considerato che, nonostante il preciso disposto delle vigenti norme di legge, il Consiglio del Comune di Aosta, benché i relativi oggetti siano stati previamente iscritti all'ordine del giorno di adunanze consiliari, non ha finora provveduto:
- nelle adunanze del 18 ottobre, 29 novembre e del 10 dicembre 1965 all'approvazione dei verbali relativi alle deliberazioni adottate nelle sedute precedenti a partire dal 28 settembre 1965;
- nelle adunanze del 18 ottobre, 29 novembre e 10 dicembre 1965 alla ratifica delle seguenti deliberazioni precedentemente adottate in via d'urgenza dalla Giunta Municipale:
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n. |
233 |
in |
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30-3-1965 |
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300 |
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27-4-1965 |
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361 |
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493 |
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501 |
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28-7-1965 |
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5-8-1965 |
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23-8-1965 |
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4-10-1965 |
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7-10-1965 |
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8-11-1965 |
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818 |
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23-11-1965 |
Considerato inoltre che, nelle adunanze citate, non è stato adempiuto all'obbligo vincolante per la Giunta Municipale di dare comunicazione al Consiglio di alcune deliberazioni da questa precedentemente adottate ai sensi degli articoli 25 e 26 del R.D. 30-12-1923 n. 2839;
Ritenuto che le dette omissioni costituiscono un comportamento ripetutamente in contrasto con gli obblighi previsti dalle norme degli articoli di legge seguenti:
- articolo 140 del T.U. 4-2-1915 n. 148, modificato dall'articolo 27 del R.D. 30-12-1923 n. 2839;
- articolo 300 del T.U. 4-2-1915 n. 148;
- articoli 25 e 26 del R.D. 30-12-1923 n. 2839;
Attese la necessità e l'urgenza di assicurare l'adempimento delle citate prescrizioni di legge, ai fini del regolare andamento dei servizi comunali;
Visti gli articoli 124 e 321 del T.U. 4-2-1915 n. 148;
Visti gli articoli 3 e 19 del T.U. Legge comunale e provinciale 3 marzo 1934 n. 383;
Visti gli articoli 43 e 44 dello Statuto speciale per la Regione Autonoma della Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26-2-1948 n. 4 e l'articolo 4 del D.L.L. 7-9-1945 n. 545;
ORDINA
al Sindaco del Comune di Aosta di provvedere alla convocazione del Consiglio Comunale entro il 27 (ventisette) dicembre 1965 per deliberare sui seguenti oggetti, con diffida ed avvertimento che, in caso di ulteriore inadempimento, saranno adottati i necessari provvedimenti ai termini di legge:
1) approvazione dei verbali delle deliberazioni adottate dal Consiglio Comunale nelle sedute del 28 settembre, 29 settembre, 18 ottobre, 29 ottobre e 10 dicembre 1965;
2) ratifica delle sopraelencate deliberazioni adottate in via d'urgenza dalla Giunta Municipale a partire dal 30 marzo 1965;
3) comunicazione al Consiglio Comunale delle deliberazioni adottate dalla Giunta Municipale, dal 30 agosto 1965 in poi, per delega del Consiglio Comunale od ai sensi dell'articolo 25 del R.D. 30 dicembre 1923 n. 2839.
Aosta, lì 21 dicembre 1965
IL PRESIDENTE
F.to: S. Caveri"
Io ho aspettato dei mesi, dei mesi e poi ancora dei mesi ed, infine, ho emanato un successivo decreto in data 16 febbraio 1966 nel quale dicevo:
Prot. n. 483/Gab.
Decreto n. 44
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Considerato che nonostante il preciso disposto delle vigenti norme di legge, il Consiglio Comunale di Aosta non ha finora provveduto in precedenti adunanze alla trattazione di oggetti urgenti iscritti all'ordine del giorno, quali la ratifica di deliberazioni adottate in via d'urgenza dalla Giunta Municipale e la comunicazione al Consiglio di deliberazioni adottate dalla Giunta Municipale per delega del Consiglio Comunale;
Ritenuto che il Consiglio Comunale di Aosta non ha ancora provveduto a tutt'oggi all'approvazione del bilancio di previsione del Comune per l'anno 1966;
Attese la necessità e l'urgenza di assicurare l'adempimento dei sopramenzionati provvedimenti da parte del Consiglio Comunale di Aosta ai fini del regolare andamento dei servizi comunali.
Richiamata la precedente propria ordinanza n. 3002 in data 21 dicembre 1965, diretta al Sindaco del Comune di Aosta;
Visti gli articoli 124 e 321 del Testo Unico L.C.P. 4 febbraio 1915 n. 148;
Visti gli articoli 3 e 19 del Testo Unico L.C.P. 3 marzo 1934 n. 383;
Visto l'articolo 4 del D.L.L 7 settembre 1945 n. 545;
Visti gli articoli 43 e 44 dello Statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta, promulgalo con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4;
DECRETA
1) È ordinata la convocazione del Consiglio Comunale di Aosta per il giorno 1° marzo 1966, per deliberare sui seguenti oggetti ai termini di legge:
a) ratifica delle deliberazioni adottate in via d'urgenza dalla Giunta Municipale a decorrere dal 30 marzo 1965;
b) comunicazione al Consiglio Comunale delle deliberazioni adottate dalla Giunta Municipale, dal 30 agosto 1965 in poi, per delega del Consiglio Comunale o ai sensi dell'articolo 25 del R.D. 30 dicembre 1923 n. 2839;
c) discussione e approvazione del bilancio preventivo del Comune di Aosta per l'anno 1966.
2) il Sindaco del Comune di Aosta è incaricato di provvedere alla convocazione del Consiglio Comunale per il giorno 1° marzo 1966, in esecuzione del presente decreto.
Aosta, lì 16 febbraio 1966
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA
F.to: Avv. S. Caveri".
Questi sono i precedenti. Io vi dico: dalle dimissioni dei Consiglieri comunali socialisti, assegnate nell'ottobre del 1965, ad oggi, fine marzo 1966, sono passati cinque mesi; è stata emanata una ordinanza, è stato emanato un decreto successivo a distanza di mesi sempre nell'aspettativa che ci si decidesse a fare funzionare questi organi comunali.
Che cosa si poteva pretendere di più da me?
Mi pare che c'è stata una notevole pazienza; non è che noi ci siamo precipitati a emanare quel decreto di stamattina, di cui vi ho parlato, ma c'è stato un periodo di deterioramento, di logoramento, di paralisi progressiva sempre più grave, che durava ormai da cinque mesi, anzi durava già da prima, durava da luglio.
In realtà, è quasi un anno che questa Amministrazione Comunale è paralizzata proprio da coloro che hanno da paventare, da temere seriamente nuove elezioni al Comune di Aosta, come hanno da temere eventuali future elezioni regionali e questo non è mistero per nessuno.
Ora, nell'esaminare questa condotta, questo comportamento sciocco, questo comportamento irragionevole di gente che si è chiusa la testa in un cappuccio e che va di corsa a rompersi la testa contro il muro, io devo constatare che, purtroppo, i grandi capi di questa operazione del rinnovo dell'Amministrazione Comunale di Aosta e del rinnovo della futura eventuale auspicata, da loro, nuova Amministrazione Regionale non potrebbero comportarsi in un modo più sciocco, più abnorme, più impolitico.
E, a questo punto, io mi ricordo, però, di quel proverbio che Ferdinando Martini, che era un umanista, ma era anche un politico sottile, citava e che era anche il titolo di una commedia: "chi sa il gioco non l'insegni". Io non vorrei dire di più, ma è il segreto di Pulcinella.
È chiaro quale avrebbe dovuto essere il comportamento di queste persone, di questi super dirigenti.
Noi abbiamo avuto come alleati alcuni Consiglieri, e qui non mi riferisco ad un Partito o all'altro, ma in passato abbiamo avuto come alleato, sostenitore e Consigliere una persona soprattutto. E Fosson, un momento fa, diceva: abbiamo sbagliato, abbiamo commesso degli errori, dobbiamo riconoscere di aver commesso degli errori. È vero, perché vi sono degli individui, dei Consiglieri giuridici o aulici, non so come chiamarli, che è meglio perdere che trovare.
E noi siamo contenti di avere perso questo cattivo compagno di strada, sempre alla caccia degli appannaggi, dei milioni al mese; prima era stanco di fare il militare e ha detto voglio fare l'avvocato; adesso è stanco di fare l'avvocato e vuol fare lo stratega della politica.
Guardate, cari amici democristiani, vi do un consiglio da amico; liberatevi dell'infeudazione di questo pernicioso individuo, perché vi condurrà alla rovina. Noi di questo, forse, come avversari politici, ci dovremmo rallegrare; ma non ci rallegriamo, perché questi tristi consigli, perniciosi consigli che vi vengono dati, questi orientamenti, queste rotte sbagliate fanno del male a voi, ma fanno del male a tutti noi, fanno male a tutti i Valdostani e, se si continua di questo passo, si spacca tutto.
Noi non diciamo "après moi le déluge", non diciamo "muoia Sansone con tutti i Filistei"; noi Consiglieri regionali, di tutti i Gruppi di questo Consiglio, dobbiamo pensare a un interesse solo, all'interesse della Valle, agli interessi di questi uomini, di queste donne che vivono in questa Valle.
Non è con i colpi di testa, non è con la paralisi dell'Amministrazione Comunale, non è con la paralisi dell'Amministrazione Regionale che conseguirebbe alla mancata approvazione del bilancio, non è con una politica e con un orientamento di questo genere che si fanno gli interessi della Valle d'Aosta.
E i cittadini della Valle d'Aosta, domani, chiederanno conto di un tale operato ai responsabili e agli ispiratori di questa politica nefasta, perniciosa, anti-valdostana; perché sono questi gli ispiratori delle denunce e noi conosciamo benissimo tutti i viaggi a Roma, tutte le manovre per giungere a certi procedimenti per direttissima, sappiamo tante cose. Ma noi diciamo: questa politica è una politica sbagliata, errata e perniciosa.
E vi voglio parlare di un precedente. L'Assessore Fosson ha parlato dei vecchi tempi della "Jeune Vallée d'Aoste".
Io vi dico questo: ad un certo momento, per le imprudenze di uno dei soliti, la nostra attività di Associazione clandestina della "Jeune Vallée d'Aoste" è stata scoperta. Vi sono state delle perquisizioni nell'abitazione di Emilio Chanoux, nell'abitazione del Parroco Trèves e nelle abitazioni di altri. Il federale fascista Giovanni Benelli, il comandante della milizia di allora, insomma, le autorità fasciste, avevano la prova completa della nostra attività e, compromessi, in questa attività clandestina antifascista, eravamo molti, molti no, perché in quei tempi, non si potevano avere delle Associazioni con migliaia di aderenti -, eravamo qualche decina di giovani. Ebbene, il federale Benelli, il Console della milizia e il Questore dell'epoca avrebbero potuto mandarci tutti al Tribunale speciale o avrebbero potuto, quanto meno, mandarci al confine a fare un po' di villeggiatura in una isoletta del Mediterraneo. D'altra parte, vediamo che oggi diventano di moda; prima si mandava la gente al confine in quelle isole, adesso c'è il "Club Méditerranéen" che organizza delle ottime villeggiature in quelle isole.
Ebbene, guardate quale è stata l'intelligenza, politica del federale fascista Benelli. Egli ha detto: per carità, non commettiamo l'errore di fare delle denunce al Tribunale speciale, di deferire al confine questi giovani, perché, se noi lo facessimo, domani avremmo tutta la Valle d'Aosta contro. Io non sono sospetto di fare il panegirico, l'apologia del fascismo; se c'è una persona che non è sospetta di questo, sono proprio io.
Ebbene io, allora, ho ammirato l'intelligenza politica di questo federale fascista.
Oggi, noi vediamo che vi sono dei super-dirigenti di Partiti pretesi democratici che dicono che noi siamo i conservatori reazionari, che loro sono aperti alle istanze sociali; invece sono quelli che hanno fatto e moltiplicato tutte le denunce, commettendo degli errori politici madornali. Io so che un alto personaggio a Roma, personaggio che non è nostro amico, parlando di queste denunce ha detto: queste denunce costituiscono dei tremendi errori politici.
Io volevo dire solo questo.
Ora, ritornando all'Amministrazione Comunale di Aosta, di fronte a questa situazione di paralisi, dopo una ordinanza, dopo un decreto, a distanza di cinque mesi, sette mesi, otto mesi di crisi, non si poteva non fare, non si poteva non firmare il decreto che ho firmato stamane.
E vi dico questo: studiate le crisi dei vari Comuni d'Italia in questi ultimi anni e poi domandatevi se un Prefetto, quel Prefetto che è invocato da quel Signor Castellucci, se quel Prefetto si fosse trovato ad Aosta, da un pezzo avrebbe sciolto il Consiglio Comunale di Aosta.
E noi questo finora non lo abbiamo fatto; malgrado le insistenze ripetute, mi sono rifiutato di farlo. Io non sono un ex fascista, né di prima né di dopo, io sono un democratico e, con i miei amici, ho pensato che bisognava aspettare, bisognava vedere se questo benedetto Consiglio Comunale di Aosta poteva vivere una vita normale, una vita democratica.
È soltanto di fronte alla dimostrazione patente dell'impossibilità di questo funzionamento che mi sono risolto ad adottare quel provvedimento che vi ho annunciato in questo pomeriggio. Ed è per questo che io, naturalmente, vi ho chiesto, ho chiesto ai Consiglieri regionali, di dirmi che cosa pensano del provvedimento di scioglimento che potrebbe domani essere adottato.
Io non dico che debba essere adottato domani mattina, o dopo domani, o tra una settimana; noi vogliamo meditare ancora, vogliamo vedere che cosa succede.
Che cosa sono queste pazze idee di questi improvvisati giuristi, i quali dicono di essere soltanto loro a conoscere lo Statuto regionale valdostano, noi non lo conosciamo! Che soltanto loro sanno leggere un codice, che soltanto loro sanno leggere una legge amministrativa.
Ma cosa credono? Ma qui non siamo mica in una caserma; in Valle d'Aosta non siamo in una caserma.
In una caserma si chiama il caporale e si dice: prendi la ramazza e vai a scopare i cessi. Ma la vita democratica non è fatta di queste imposizioni, di questi diktat, e io sono sicuro che la popolazione valdostana è piena di disprezzo e di sdegno. E lo sarà sempre di più, perché questi metodi non sono i nostri metodi; questi metodi, questi sistemi, contrastano contro una nostra secolare, millenaria tradizione di civiltà giuridica; perché noi siamo contrari alla violenza, noi non abbiamo mai applicato il sistema della violenza e del ricatto. Noi il sistema del ricatto lo abbiamo sempre respinto e quando ci si diceva: saremo dei buoni figlioli, voteremo sempre con voi, ma dateci la presidenza di questo, il commissariato di quell'altro, la presidenza di quell'altro ancora, noi abbiamo detto no e ho detto no soprattutto io, perché, come Presidente dell'Union Valdôtaine, devo difendere i Valdostani.
Come diceva l'Assessore Fosson, noi siamo ospitali verso gli immigrati e l'abbiamo dimostrato; ci sono pochi paesi ospitali come la Valle d'Aosta verso gli immigrati.
Io vorrei che certi professionisti volessero provare se è tanto facile di penetrare in certi circoli chiusi a Genova o a Biella.
E, invece, il valdostano è un brav'uomo, è un buon uomo, che apre subito la porta di casa e dà la fiducia, anche a quelli che non sono del suo paese; però, naturalmente, c'è un però, c'è un ma e, cioè, noi non vogliamo che qualcuno di costoro ci cammini sui piedi, come stanno facendo da due anni a questa parte, perché se qualcuno ci pesta i piedi e allora ci trova.
Questo io volevo dire perché, nel mio primo intervento, io ho dovuto alzare la voce per farmi sentire, perché c'era una specie di coro greco, come c'era nelle tragedie di Euripide o di Sofocle, ove, quando gli attori parlavano sulla scena delle tragedie greche, c'era il coro. Anche quando parlavo io, mi sembrava di essere non so se la Medea di Euripide o qualche cosa del genere, c'era un coro greco che non la finiva più e, allora, io non ho avuto il tempo di dire tutto quello che dovevo dire, non ho avuto neanche il tempo di parlare dell'ordinanza, del decreto, ecc., di quelli che sono un po' i particolari di questa vicenda ed io ve li ho detti ora.
Io credo di non avere nient'altro da aggiungere".
Il Presidente MARCOZ, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni di carattere generale, dichiara chiusa la discussione generale sul progetto di bilancio di previsione e apre la discussione particolare sui singoli stanziamenti degli stati di previsione del bilancio stesso.
Si dà atto che il Consiglio procede, quindi, all'esame dei singoli capitoli delle varie categorie e titoli della parte 1a (Entrate) e della parte 2a (Spese), nonché dei relativi allegati A, B, C, D, E, F, del bilancio, su lettura datane dal Presidente, Marcoz.
Si dà atto inoltre, che l'Assessore alle Finanze, FILLIETROZ, in sede di esame dei rispettivi capitoli della parte "Entrate" e della parte "Spese" propone al Consiglio di apportare al progetto di bilancio in discussione le modificazioni di cui all'allegato suppletivo già trasmesso ai Signori Consiglieri, con conseguenti rettifiche dei totali delle varie categorie e titoli.
Si dà atto, in particolare, delle osservazioni formulate dai Signori Consiglieri e dei chiarimenti forniti dall'Assessore alle Finanze, Fillietroz.
TITOLO I - Entrate tributarie.
CATEGORIA I - Imposte sul reddito e sul patrimonio.
CAPITOLO 6 - PROVENTI QUOTE FISSE DI RIPARTO FISCALE.
Il Consigliere GERMANO propone che il Consiglio voti all'unanimità un ordine del giorno, da indirizzare al Governo e ai Capigruppo dei Gruppi parlamentari rappresentati in seno al Parlamento, analogo all'ordine del giorno già votato all'unanimità dal Consiglio Regionale in sede di discussione del progetto di bilancio preventivo per l'anno finanziario 1965 e con il quale si tendeva, in particolare, a promuovere l'emanazione di un provvedimento legislativo di revisione e modificazione dell'attuale sistema di ripartizione fiscale fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta, determinando la quota fissa di ripartizione di spettanza della Regione nella misura del 70% dell'intero gettito dei tributi erariali riscossi dallo Stato nella Valle d'Aosta e dei tributi erariali riscossi dallo Stato fuori Valle per attività economiche e industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta.
Osserva, in proposito, che gli uffici finanziari della Regione hanno compiuto quest'anno uno studio comparativo circa l'incidenza percentuale delle spese per la pubblica istruzione sulle quote regionali di riparto fiscale dall'anno 1956 all'anno 1965, studio dal quale risulta che nell'anno 1956 le quote regionali del riparto fiscale rappresentavano il 212% della spesa a carico della Regione per la pubblica istruzione, mentre nel 1965 dette quote rappresentano solo più il 120% della spesa per la pubblica istruzione.
Rileva quindi che anche per la Valle d'Aosta vale l'osservazione generale sulla finanza pubblica, che vede aumentare le spese con legge geometrica, mentre le entrate aumentano di norma con legge aritmetica.
Rileva che dai dati di cui sopra appare evidente l'inadeguatezza dell'attuale riparto fiscale fra lo Stato e la Regione, in relazione alle spese ordinarie a carico regionale e, in particolare, alle spese per la pubblica istruzione.
L'Assessore FILLIETROZ dichiara di concordare sulla proposta del Consigliere Germano; aggiunge che sarebbe opportuno indicare nell'ordine del giorno di cui si tratta non solo la percentuale globale del 70 % dei tributi erariali che si intende richiedere ma anche l'importo complessivo derivante dall'applicazione di detta percentuale all'ammontare complessivo dei tributi erariali riscossi nella Valle d'Aosta e dei tributi erariali riscossi fuori Valle ma relativi ad attività economiche e industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta, ferma restando l'attribuzione alla Regione dei 9/10 dei canoni annui percepiti per la concessione di derivazioni a scopo idroelettrico di cui all'ultimo comma dell'articolo 12 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.
Informa che l'importo della quota di riparto fiscale fra lo Stato e la Regione, calcolata come sopra indicato, ammonterebbe, per l'esercizio finanziario in corso, a circa 10 miliardi di lire e risulterebbe adeguata ad un normale bilancio regionale.
Il Presidente, MARCOZ, invita i Consiglieri dei vari gruppi consiliari ad esprimere il loro parere in ordine alla proposta del Consigliere Germano.
Il Consigliere MONTESANO osserva che la discussione della proposta del Consigliere Germano deve essere rinviata al termine dell'esame e della votazione sull'oggetto di cui si sta trattando perché, in base al regolamento interno del Consiglio, non si possono presentare ordini del giorno dopo la chiusura della discussione generale di un progetto di legge.
Il Consigliere GERMANO fa presente che non intende presentare un ordine del giorno proprio, ma che ritiene opportuno sia votato un ordine del giorno unitario, la cui formulazione sia concordata tra i vari raggruppamenti politici rappresentati in seno al Consiglio.
Fa presente che, in base ad accertamenti fatti dagli uffici finanziari della Regione, risulta che lo Stato ha riscosso in Valle d'Aosta, per tributi erariali, nel 1965 la somma di Lire 5.174.000.000 e che ha riscosso fuori Valle, per tributi erariali relativi ad attività economiche e industriali che si svolgono nella Valle d'Aosta, la somma di L. 6.816.000.000 per un totale di Lire 11.980.000.000, esclusa l'entrata di Lire 1.820.000.000 per imposta unica a carico dell'ENEL.
Osserva che, se la Regione potesse ottenere dallo Stato, a titolo di riparto fiscale, l'assegnazione di una quota del 70 % dell'importo totale dei tributi erariali come sopra calcolato, potrebbe finanziare le spese ordinarie previste nel bilancio e il riparto fiscale fra lo Stato e la Regione risponderebbe finalmente alle necessità della Valle d'Aosta.
Aggiunge che non è suo intendimento proporre l'immediata approvazione dell'ordine del giorno in questione, ma che la sua richiesta tende solo a conoscere se il Consiglio è del parere che si debba approvare detto ordine del giorno al termine della discussione sul progetto di bilancio.
L'Assessore FILLIETROZ fa presente che l'ordine del giorno potrebbe essere predisposto da Consiglieri dei vari Gruppi.
Il Consigliere BIONAZ, concordando con il Consigliere Montesano, propone di rinviare l'esame della proposta del Consigliere Germano alla fine della discussione su bilancio preventivo della Regione.
TITOLO I
CATEGORIA II - Imposte sulle produzioni e sul consumo.
Capitolo 13 - Provento delle quote annue variabili di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, art. 4 della legge 29-11-1955 n. 1179.
Il Consigliere GERMANO esprime la sua preoccupazione di fronte all'atteggiamento del Consiglio sull'argomento in discussione. Osserva che nel progetto di bilancio in esame si prevede un rilevante aumento delle quote annue variabili di riparto fiscale, perché si passa dalla somma di Lire 1.160.000.000, dell'esercizio finanziario 1965, alla somma di Lire 3.300.000.000 prevista nel progetto di bilancio in esame.
Rileva che, per realizzare questa entrata, si rende necessaria una notevole azione di contrattazione con il Governo e, in particolare con i Ministeri delle Finanze e del Bilancio, per cui ritiene che questo argomento non dovrebbe passare sotto silenzio in sede di Consiglio.
TITOLO I
CATEGORIA IV - Tributi speciali per attività di gioco.
Capitolo 16 - Proventi della Casa da gioco di St. Vincent.
Il Consigliere GERMANO chiede se le attuali entrate della Casa da gioco di Saint-Vincent giustificano l'aumento della quota spettante alla Regione prevista in bilancio.
L'Assessore FILLIETROZ dichiara che le entrate della Casa da gioco di Saint-Vincent relative ai mesi di gennaio e febbraio giustificano l'aumento della previsione di entrate del capitolo in esame, a condizione che il migliorato andamento dell'attività della Casa da gioco continui durante l'anno in corso, il che appare possibile in relazione all'attuale fase di superamento della sfavorevole congiuntura economica generale.
TITOLO III - ALIENAZIONE E AMMORTAMENTO DI BENI PATRIMONIALI E RISCOSSIONE DI CREDITI.
CATEGORIA III - Rimborso di anticipazioni e di crediti vari della Regione.
L'Assessore FILLIETROZ fa presente che i capitoli compresi nella categoria in esame sono da porsi in relazione alla concessione di fideiussioni regionali a favore della Cooperativa Latte e Fontina della Valle d'Aosta, del Comune di Saint-Vincent e della Società Cooperativa Forza e Luce di Aosta.
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Si dà atto che rientra nell'aula consiliare (alle ore 21,02) il parlamentare valdostano On.le Corrado GEX, Deputato.
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Ultimata la lettura delle varie categorie di previsioni della Parte ENTRATE e della Parte SPESE del progetto di bilancio e dei relativi allegati, il Presidente, MARCOZ, invita i Consiglieri a votare, meditando sulla portata e sulle conseguenze delle votazioni che stanno per essere fatte.
Comunica quindi le modalità da seguire per le votazioni sul progetto di bilancio e sul relativo sottoriportato disegno di legge regionale modificato in relazione alle proposte fatte dall'Assessore Fillietroz, come da apposito allegato suppletivo trasmesso ai Consiglieri:
Disegno di legge regionale n.
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale .............. 1966 n. ......
APPROVAZIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA PER L'ANNO FINANZIARIO 1966.
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
È approvato, in conformità al progetto votato dal Consiglio Regionale nell'adunanza del 23 marzo 1966 (provvedimento n. 10), nei singoli stanziamenti e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1966, che prevede nel complesso ed in pareggio l'ammontare di Lire quattordicimiliardi settecentottantacinquemilioni cinquecentoventimila per n. 73 capitoli dello stato di previsione dell'ENTRATA (Allegato A) e l'ammontare di Lire quattordicimiliardi settecentottantacinquemilioni cinquecentoventimila per numero 318 capitoli dello stato di previsione della SPESA (Allegato B), secondo le risultanze riassuntive e finali del prospetto riepilogativo del bilancio (Allegato C) .
Art. 2
È autorizzata, per quanto di competenza della Regione, per l'anno finanziario 1966, ai sensi degli articoli 2, 4 e 9 della legge 29 novembre 1955 n. 1179, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate per tributi e quote di tributi previsti nello stato di previsione dell'ENTRATA del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti ed Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti all'Amministrazione Regionale ai sensi di legge.
Art. 3
L'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo saranno deliberati, nei limiti delle previsioni degli appositi stanziamenti del bilancio, ai sensi di legge e di regolamento.
Art. 4
I prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine (capitolo 109) e l'iscrizione delle somme stesse ai competenti capitoli di spesa recanti stanziamenti insufficienti saranno approvati con provvedimenti della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze.
È all'uopo approvato il seguente elenco allegato D annesso alla presente legge:
Elenco allegato D: Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della SPESA del bilancio per l'anno finanziario 1966, ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine con provvedimenti della Giunta Regionale.
Art. 5
I prelevamenti dal fondo di riserva per le spese impreviste per fare fronte a nuove e maggiori spese (capitolo 110) e la loro iscrizione ai vari capitoli del bilancio e a capitoli nuovi saranno approvati con provvedimenti della Giunta da convalidare con legge regionale.
Art. 6
Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 111 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire centotremilioni di cui all'allegato E annesso alla presente legge e, sul capitolo 150 della parte SPESA del bilancio, le spese per complessive Lire trecentodiecimilioni di cui all'allegato F annesso alla presente legge; i prelievi di somme da tali capitoli di spesa saranno autorizzati con provvedimenti legislativi regionali.
Art. 7
L'Assessore regionale alle Finanze è autorizzato ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati ed entro i limiti di spesa degli appositi stanziamenti del bilancio, il pagamento delle spese concernenti i salari spettanti al personale giornaliero, agli operai e manovali provvisori addetti ai cantieri di lavoro gestiti dalla Regione o addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, delle spese per assegni e salari al personale a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali e ai cantieri scuola di rimboschimento, nonché il pagamento delle spese, anche non ricorrenti, preventivamente deliberate dal Consiglio o dalla Giunta con la espressa autorizzazione alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento.
Art. 8
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 193 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quindicimilioni per le finalità previste dalla legge regionale 15-5-1953 n. 1 e dall'articolo 37 del D.P.R. 10-6-1955 n. 987, concernenti interventi a favore della caccia, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 9
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 212 della parte SPESA del bilancio, la spesa di lire duecentomilioni per spese per la bonifica del bestiame, secondo le norme e modalità stabilite con la legge regionale 28-6-1962 n. 13, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 10
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 214 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire settantacinquemilioni per la concessione di sussidi e per interventi regionali nelle spese per la costruzione ed il riattamento di strade poderali e vicinali, secondo le norme e modalità stabilite con legge regionale 14 agosto 1962 n. 17, spese da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 11
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 218 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quarantamilioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 50 in data 7 aprile 1955 e n. 167 in data 18 dicembre 1959 e successivi provvedimenti integrativi, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo dell'attrezzatura agricola locale, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 12
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 220 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire ottantamilioni per la concessione di contributi e sussidi per la costruzione, la sistemazione e la riparazione di canali di irrigazione e di opere e di impianti irrigui, secondo le norme e modalità stabilite con i provvedimenti consiliari n. 45 in data 7 aprile 1955 e n. 114 in data 15 giugno 1963, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 13
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 223 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire settantacinquemilioni per le finalità previste dalla legge regionale 28-9-1951 n. 3, concernente provvedimenti per promuovere ed incoraggiare la silvicoltura, spesa da approvare e liquidare dalla Giunta secondo le modalità ed i criteri previsti dalla precitata legge regionale.
Art. 14
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sui capitoli dal 230 al 251 compresi della parte SPESA del bilancio, la complessiva spesa di Lire centosedicimilioni, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per le finalità previste dai rispettivi richiamati articoli delle leggi statali 2-6-1961 n. 454 e 23-5-1964 n. 404, sull'attuazione del Piano quinquennale di sviluppo dell'agricoltura e della zootecnia, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 15
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 254 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire duecentottanta milioni per sussidi ad opere di miglioramento fondiario e per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 47 in data 7 aprile 1955, n. 37 in data 21 marzo 1959 e n. 115 in data 15 giugno 1963, concernenti provvedimenti a favore dell'edilizia rurale, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 16
È autorizzato, per l'anno finanziario 1966, sui capitoli 272 e 280 della parte SPESA del bilancio, la spesa complessiva di Lire ottantottomilionicinquecentomila, ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per contributi e sussidi da concedere per le finalità previste dalle leggi vigenti e dai provvedimenti consiliari n. 72 in data 29 maggio 1957 e n. 155 in data 22 dicembre 1961, concernenti provvidenze a favore delle piccole e medie industrie e dell'artigianato.
Art. 17
È autorizzata per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 276 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire diciottomilioni per le finalità previste dalla legge regionale 9-5-1963 n. 12, concernente l'istituzione dell'Ente Valdostano per l'Artigianato Tipico, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 18
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sui capitoli 293 - 300 - 326 e 327 della parte SPESA dei bilancio, la spesa complessiva di Lire centossessantamilioni ripartita come dai singoli stanziamenti dei citati capitoli di bilancio, per la manutenzione delle strade regionali, comunali e consorziali, per la costruzione, il ripristino e la manutenzione straordinaria di opere stradali di interesse regionale nonché di opere danneggiate da frane, alluvioni e da altre calamità, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 19
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 440 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire diciottomilioni per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 20
Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1966, la spesa di Lire ventimilioniduecentomila sul capitolo 453 del bilancio e la spesa di Lire sessantamilioni sul capitolo 454 del bilancio, concernenti, rispettivamente, il contributo annuo ordinario dovuto al Consorzio Antitubercolare della Valle d'Aosta e contributi straordinari da concedersi per spese di ricovero e di assistenze di tubercolotici poveri, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale ai sensi delle leggi vigenti e del provvedimento consiliare n. 170 in data 18 dicembre 1959 e successive modificazioni.
Art. 21
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sui capitoli 468 e 469 della parte SPESA del bilancio, rispettivamente, la spesa di Lire settantamilioni per spese e contributi concernenti l'assistenza ed il ricovero di minori e di malati poveri in Istituti ed in luoghi di cura e la spesa di Lire diciassette milioni per assistenza climatica all'infanzia, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 22
Sono autorizzate, per l'anno finanziario 1966, la spesa di Lire sessantamilioni sul capitolo 533 del bilancio e la spesa di Lire venticinquemilioni sul capitolo 534 del bilancio, concernenti, rispettivamente, contributi da concedere per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 149 in data 8-10-1949, n. 156 in data 10-12-1956, n. 42 in data 10-3-1958 e numero 66 in data 10-6-1960, concernenti provvidenze intese a favorire lo sviluppo ed il miglioramento dell'industria turistica ed alberghiera, spese da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 23
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 511 della parte SPESA del bilancio, la spesa complessiva di Lire cinquanta-milioni per le finalità previste dalle leggi regionali 10-1-1961 n. 2 e 9-5-1963 n. 11, recanti provvidenze per l'incremento del patrimonio alpinistico (rifugi ed altre opere alpine) e per l'attrezzatura ed il funzionamento dei servizi del Corpo di Soccorso Alpino, spesa da approvare e liquidare secondo le modalità ed i criteri previsti dalle precitate leggi regionali.
Art. 24
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 512 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quattromilioni per le finalità previste dalla legge regionale 17-11-1960 n. 9, concernente norme sull'assistenza alle guide e portatori alpini e loro orfani.
Art. 25
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 530 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire quindicimilioni per spese e contributi per impianti, velivoli ed attrezzature del Campo di aviazione di Aosta, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 26
È autorizzata, per l'anno finanziario 1966, sul capitolo 537 della parte SPESA del bilancio, la spesa di Lire sessantamilioni per le finalità previste dai provvedimenti consiliari n. 150 in data 29 dicembre 1949 e n. 80 in data 27-5-1963, concernenti provvidenze per la tutela ed il miglioramento dell'edilizia locale e per la protezione del paesaggio, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta Regionale.
Art. 27
È approvato il seguente riepilogo da cui risulta il complesso delle entrate e delle spese del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1966, come da allegati A, B e C annessi alla presente legge:
Riepilogo delle Entrate e Spese
ENTRATE
|
Titolo |
I - |
Entrate tributarie |
9.805.500.000 |
|
|
Titolo |
II - |
Entrate extra tributarie |
4.666.720.000 |
|
|
TOTALE TITOLI I e II |
14.472.220.000 |
14.472.220.000 |
||
|
Titolo |
III - |
Alienazione di beni patrimoniali e rimborso di prestiti |
313.300.000 |
|
|
Titolo |
IV - |
Accensione di prestiti |
- |
|
|
TOTALE GENERALE DELLE ENTRATE |
14.785.520.000 |
|||
SPESE
|
TITOLO I Spese correnti |
TITOLO II Spese in conto capitale |
TOTALE |
|
|
Assessorato: |
|||
|
Finanze |
4.453.384.135 |
1.026.300.000 |
5.479.684.135 |
|
Agricoltura e Foreste |
388.800.000 |
1.160.000.000 |
1.548.800.000 |
|
Industria e Commercio |
105.800.000 |
82.500.000 |
188.300.000 |
|
Lavori Pubblici |
285.000.000 |
1.851.400.000 |
2.136.400.000 |
|
Pubblica Istruzione |
2.987.050.000 |
45.000.000 |
3.032.050.000 |
|
Sanità e Assistenza |
1.284.800.000 |
14.000.000 |
1.298.800.000 |
|
Turismo, Antichità e Belle Arti |
531.700.000 |
335.000.000 |
866.700.000 |
|
Totale per Titoli |
10.036.534.135 |
4.514.200.000 |
14.550.734.135 |
|
Titolo III - Rimborso di prestiti |
234.785.865 |
||
|
Totale complessivo delle Spese |
14.785.520.000 |
|
Riassunto generale |
||
|
ENTRATE |
L. |
14.785.520.000 |
|
SPESE |
L. |
14.785.520.000 |
Art. 28
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell'articolo 31 dello Statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta, promulgato con legge costituzionale 26 febbraio 1948 n. 4, ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserta nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Aosta, lì
Allegati alla legge: (Omissis).
Allegato A: Stato di previsione dell'entrata per l'anno finanziario 1966.
Allegato B: Stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1966.
Allegato C: Prospetto riassuntivo delle entrate e delle spese del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1966.
Allegato D: Spese obbligatorie e di ordine iscritte nello stato di previsione della spesa per l'anno finanziario 1966 ad integrazione delle quali è autorizzato il prelievo di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e di ordine, con provvedimenti della Giunta Regionale.
Allegato E: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (spese correnti) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento.
Allegato F: Elenco dimostrativo della destinazione del fondo speciale per oneri (spese in conto capitale) derivanti da provvedimenti legislativi regionali in corso di perfezionamento.
Procedutosi quindi alle singole votazioni, per alzata di mano, per l'approvazione del bilancio e dei relativi allegati A-B-C-D-E-F, come da proposte di cui sopra, il Presidente, MARCOZ, accerta e comunica il seguente risultato delle sette votazioni:
- Consiglieri presenti e votanti: trentatré.
- Consiglieri favorevoli: sedici (Andrione, Artaz-Dotto, Barone, Casetta, Caveri, Chamonin, Crétier, Fillietroz, Fosson, Germano, Manganoni, Marcoz, Perruchon, Savioz, Siggia, Strazza).
- Consiglieri contrari: diciassette (Albaney, Balestri, Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Colombo, Cusumano, Dujany, Lustrissy, Mappelli, Maquignaz, Montesano, Pedrini, Personnettaz, Verthuy).
Il Presidente, MARCOZ, invita quindi il Consiglio a procedere alla discussione del disegno di legge regionale relativo all'approvazione del bilancio di cui si tratta.
Il Consigliere GERMANO dichiara quanto segue:
"Devo dare atto al Presidente del Consiglio per la solerzia e per il buon senso con i quali ha condotto i lavori nel corso dell'odierna seduta.
Immagino che, prima della votazione sul disegno di legge, il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana farà, a nome del raggruppamento del centro sinistra, una ulteriore dichiarazione di voto. È certo, però, che ci troviamo di fronte ad un caso di coscienza e di aberrazione che non so come sottolineare; ci troviamo di fronte a dei Consiglieri che sono stati eletti per rappresentare gli interessi della popolazione valdostana e che vengono in Consiglio e non dicono nulla su un progetto di bilancio preventivo, dimostrando il disinteresse più assoluto per ogni questione e limitandosi a dire: "Noi votiamo contro".
Non dicono, questi Consiglieri "questo è sbagliato; invece di fare questa cosa si dovrebbe fare quest'altra cosa; questo dovrebbe essere corretto, questo dovrebbe essere modificato".
Questi Consiglieri non partecipano alla discussione sul bilancio; del resto è già da un mese che i Consiglieri della Democrazia Cristiana e di altri raggruppamenti politici non partecipano ai lavori delle Commissioni consiliari permanenti di studio e si disinteressano completamente di ogni iniziativa dell'Amministrazione Regionale.
Ora, di fronte a questa incoscienza, io credo che siano lecite e doverose tutte le reazioni immaginabili e possibili. Non faremo mai a sufficienza per denunciare questo atteggiamento davanti alla popolazione valdostana, non faremo mai a sufficienza per spiegare che cosa Voi avete fatto e come Voi, agendo in questo modo, create la crisi e la paralisi dell'Amministrazione Regionale senza pensare alle conseguenze della Vostra azione.
Con il vostro voto contrario all'approvazione del bilancio preventivo per il corrente esercizio finanziario, il piano di opere pubbliche previste dalla Giunta non potrà essere realizzato.
L'iniziativa assunta con l'approvazione della legge per la casa ai lavoratori non potrà andare avanti: il nuovo organico del personale della Regione non potrà essere approvato.
Io ho criticato molto quella mente direttiva che guidava le cose presso il Comune di Aosta, perché ha compiuto gli atti più inconcepibili, giungendo ad approvare un bilancio che non pareggia.
Però i Consiglieri del Comune di Aosta hanno avuto almeno l'intelligenza di approvare tutti i provvedimenti che riguardano il personale del Comune, in modo che i dipendenti comunali potessero essere soddisfatti nelle loro richieste.
I Consiglieri regionali non hanno approvato nemmeno i provvedimenti che si riferiscono al personale della Regione. Se i lavori dell'autostrada della Valle si arrestano o non si arrestano, questo a loro non interessa. Se non sarà più possibile attuare le usuali forme di assistenza regionale, se le numerose iniziative assunte in campo sociale, col voto unanime di tutti i Consiglieri, verso gli invalidi e mutilati civili, verso i silicotici e verso tutte le categorie più bisognose si arresteranno, questo a loro non interessa. A loro non interessano più le provvidenze per l'agricoltura e le provvidenze per l'artigianato.
Queste osservazioni le faccio con molta amarezza.
Noi faremo, comunque, tutto il possibile per spiegare alla popolazione valdostana chi siete, per spiegare alla popolazione valdostana come il Consiglio Regionale debba essere formato da persone serie, se si vogliono fare delle cose serie. Non so se riusciremo a chiarire a sufficienza questo concetto, ma credo che debba essere nostro compito fare tutto il possibile per fare capire all'opinione pubblica che al Consiglio Regionale ci devono essere delle persone serie per fare delle cose serie".
L'Assessore FOSSON dichiara quanto segue:
"A nome dell'Union Valdôtaine vorrei fare una breve dichiarazione di voto e solo per aggiungere alcune nuove considerazioni a quanto già è stato detto in precedenza.
L'approvazione del bilancio preventivo certamente l'atto fondamentale di una Amministrazione pubblica: la decisione dichiarata oggi dai vari gruppi dell'opposizione e da quei gruppo che fino a ieri faceva parte della maggioranza è una decisione grave, una decisione sulla quale noi certamente mediteremo.
Debbo fare notare, ancora una volta, che esiste una contraddizione nelle dichiarazioni di voto fatte dai vari gruppi; la Democrazia Cristiana ha, infatti, detto che avrebbe votato contro il bilancio preventivo in esame perché predisposto da una Giunta che non riscuote più la fiducia del Consiglio. I Liberali hanno dichiarato che avrebbero potuto anche votare per l'approvazione del bilancio preventivo in questione, o quanto meno astenersi dalla votazione, salvo apportare alcune modificazioni al bilancio.
Non è stato trovato, però, un fondamento di critica a questo progetto di bilancio.
I Consiglieri del Gruppo Socialista hanno detto chiaramente che in coscienza, avendo partecipato in sede di Giunta Regionale alla formazione del progetto di bilancio, avrebbero dovuto votare per l'approvazione del bilancio, ma che, per pura e semplice disciplina di partito, dovevano votare contro.
Noi, dell'Union Valdôtaine, dobbiamo associarci a quanto è stato detto dal Consigliere Germano e prendiamo atto, con amarezza, di questo vostro comportamento, che illustreremo alla popolazione valdostana.
Sottolineeremo la gravità di questo vostro atto e, come ha già dichiarato in precedenza mio collega Andrione, raccoglieremo la sfida che Voi ci avete lanciato e la porteremo avanti. Sarà la popolazione valdostana che giudicherà e, probabilmente, ci rivedremo molto presto in questa aula a prendere atto dei risultati di questo giudizio.
Speriamo, anzi siamo certi, che la popolazione valdostana saprà reagire ad un atto di questo genere come l'atto stesso merita, perché questo è un atto dettato esclusivamente da interessi particolari di partito e non da interessi della popolazione della Valle d'Aosta".
Il Presidente, MARCOZ, invita quindi il Consiglio a procedere all'esame e all'approvazione, per alzata di mano, dei singoli articoli del disegno di legge e dei relativi allegati concernenti l'approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1966.
Procedutosi alla votazione, il Presidente, accerta e comunica che gli articoli dal n. 1 al n. 28 del disegno di legge di cui si tratta e i relativi allegati non sono stati approvati dal Consiglio, con il seguente esito delle votazioni:
- Consiglieri presenti e votanti: trentatré;
- Consiglieri favorevoli: sedici (Andrione; Artaz-Dotto, Barone, Casetta, Caveri, Chamonin, Crétier, Fillietroz, Fosson, Germano, Manganoni, Marcoz, Perruchon, Savioz, Siggia, Strazza).
Consiglieri contrari: diciassette (Albaney, Balestri, Benzo, Berthet, Bionaz, Bordon, Chabod, Colombo, Cusumano, Dujany, Lustrissy, Maquignaz, Montesano, Pedrini, Personnettaz, Verthuy).
Il Presidente, MARCOZ, dopo aver accertato e dichiarato che il Consiglio, con precedenti separate votazioni per alzata di mano, non ha approvato progetto di bilancio in esame, i relativi allegati A-B-C-D-E-F ed i singoli ventotto articoli del disegno di legge concernente l'approvazione del bilancio di previsione di cui si tratta, invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del soprariportato disegno di legge regionale nel suo complesso e dei relativi allegati.
Procedutosi alla votazione finale a scrutinio segreto ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ARTAZ-DOTTO, CASETTA e MAPPELLI, il Presidente, MARCOZ, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:
- Consiglieri presenti: trentatré;
- Consiglieri votanti: trentatré;
- Voti favorevoli: sedici;
- Voti contrari: diciassette.
Il Presidente, MARCOZ, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio non ha approvato il soprariportato disegno di legge regionale, con i relativi allegati, concernente l'approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1966.
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