Objet du Conseil n. 191 du 30 décembre 1966 - Verbale
OGGETTO N. 191/66 - LEGGE REGIONALE CONCERNENTE LA PROROGA DELLA GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE PER L'ANNO 1967 PRESSO L'ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO, PER LA CONCESSIONE DI UN FIDO BANCARIO A FAVORE DELLA COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA DELLA VALLE D'AOSTA.
L'Assessore all'Agricoltura e Foreste, MAQUIGNAZ, riferisce al Consiglio in merito al sottoriportato disegno di legge regionale concernente la proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1967 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per la concessione di un fido bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, disegno di legge trasmesso in copia ai Signori Consiglieri, con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 9 dicembre 1966:
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Con leggi regionali 25 gennaio 1966 n. 3 e 15 luglio 1966 n. 8 è stata autorizzata la proroga, per l'anno 1966, della garanzia fideiussoria della Regione fino alla concorrenza massima di complessive L. 300 milioni, per la concessione di un fido bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per le operazioni finanziarie relative alle spese di gestione della Cooperativa stessa.
Con lettera in data 30 settembre 1966 il Direttore del predetto Istituto ha comunicato quanto segue:
"Per opportuna conoscenza ci pregiamo rammentarVi che con il giorno 31 dicembre 1966 verrà a scadere la validità della garanzia fideiussoria di L. 300.000.000 (trecento-milioni) prestata da codesta On.le Regione Autonoma Valle d'Aosta nell'interesse della S.r.L. Cooperativa Produttori Latte e Fontina - Aosta, la quale fruisce di un affidamento di pari importo presso il nostro Istituto.
Vi saremo pertanto grati se vorrete cortesemente assumere gli opportuni provvedimenti legislativi ed amministrativi per la proroga dell'impegno in argomento qualora intendiate concedere alla suddetta Cooperativa l'ulteriore utilizzo della concessione in atto. Inoltre, Vi preghiamo di volerci far pervenire le Vostre decisioni in merito con cortese sollecitudine e, comunque, non oltre il 30 novembre 1966.
Dal canto nostro con la presente ci impegniamo, siccome previsto dal 2° comma art. 2 - del 25-1-1966 n. 3 legge regionale, a trasmettere alla Regione gli estratti dei conti trimestrali bancari relativi alle operazioni finanziarie e contabili della Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Invitiamo nel contempo la Spett. Cooperativa Produttori Latte e Fontina - che ci legge in copia - a voler prendere cortesemente gli opportuni accordi con l'On.le Amministrazione Regionale per quanto in argomento.
In attesa di riscontro ci è gradito porgere i nostri migliori e più distinti saluti".
Con lettera in data 6 ottobre 1966 il Presidente della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta ha comunicato quanto segue:
"Si fa seguito alla lettera n. 01479/Fidi/Gat. del 30-9-1966 dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino - Succ. di Aosta relativa alla pratica in oggetto, pervenutaci per conoscenza.
A nome dei produttori di fontina, soci di questa Cooperativa, rivolgo viva istanza a codesta Spett. Amministrazione Regionale, affinché venga prorogata di un altro anno la fideiussione bancaria di L. 300.000.000 (trecentomilioni) in favore della nostra Società, cioè portando la sua validità sino al 31-12-1967.
Questa Cooperativa si impegna ovviamente ad assoggettarsi a tutte le norme e disposizioni di controllo che l'Amministrazione Regionale intendesse compiere sia negli uffici che nei magazzini periferici e si impegna a fornire, in qualsiasi momento, ogni delucidazione od informazione circa l'andamento dei servizi commerciali ed amministrativi della Società.
Grati per l'occasione dataci, si porgono distinti saluti".
La Giunta Regionale propone al Consiglio di aderire alle richieste di cui sopra e di approvare la proroga della garanzia fideiussoria regionale di cui si tratta per l'anno 1967.
All'uopo è stato predisposto e viene sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale il seguente disegno di legge regionale.
(OMISSIS: segue disegno di legge regionale riportato in calce al deliberato).
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L'Assessore MAQUIGNAZ illustra brevemente la relazione soprariportata e richiama in particolare l'attenzione dei Signori Consiglieri sulla lettera in data 30 settembre 1966 del Direttore dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino e sulla lettera in data 6 ottobre 1966 del Presidente della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, riportate nella relazione stessa.
Precisa che il provvedimento sottoposto all'approvazione del Consiglio è un provvedimento di carattere ricorrente, poiché è dall'anno 1961 che ogni anno il Consiglio è invitato ad approvare la proroga della garanzia fideiussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per la concessione di un fido bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.
Ritiene che l'azione svolta sino ad oggi dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta sia più che mai utile per i soci conferenti, specie per quanto riguarda la immissione sul mercato della fontina quale formaggio tipico e di origine della Valle d'Aosta.
Chiede pertanto che il Consiglio approvi la proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1967 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per la concessione di un fido bancario a favore della Cooperativa predetta.
Il Consigliere CASETTA dichiara quanto segue:
"A proposito dell'oggetto che stiamo per approvare, io penso che non occorra ribadire quanto già abbiamo detto in precedenti sedute e quanto abbiamo deciso, con voto favorevole del Consiglio, sin dall'anno 1961.
Ritengo che questo provvedimento confermi, come principio generale, la ragion d'essere del movimento cooperativo.
È inutile che io richiami i principi generali che da decine e centinaia di anni hanno informato lo sviluppo della cooperazione nel nostro Paese.
Anche l'art. 45 della Costituzione della Repubblica Italiana prevede che lo Stato vigili, tuteli ed aiuti lo sviluppo del movimento cooperativo nel nostro Paese.
Già in altre Regioni autonome a Statuto Speciale questo problema è stato posto in modo globale; parlo della Regione Sarda, che ha addirittura stampato e pubblicato un volume, - ponendo a carico dell'Assessorato al Lavoro e alla Pubblica Istruzione le relative spese -, sulle leggi regionali per la cooperazione.
Potrei citare altri provvedimenti analoghi della Regione Siciliana e della Regione del Trentino-Alto Adige.
Da noi questo problema è stato visto particolarmente verso un solo settore, cioè verso il settore agricolo, e questo è giusto perché nella nostra Regione il settore dell'agricoltura è il settore più depresso e più bisognoso.
Io penso, però, che occorra avere oggi una visione più globale di questo problema, tenuto conto anche del fatto che nel piano nazionale della programmazione, - che è ancora da venire -, si prevedono congrui aiuti finanziari per il movimento cooperativo nazionale.
È quindi necessario che anche questo Consesso dia assicurazione che saranno adottate provvidenze a favore del movimento cooperativo di consumo.
Questo perché esiste nella nostra Regione una Azienda cooperativa di consumo su larga base sociale, - con 3.500 soci di tutte le tendenze -, che da vent'anni assolve ad una sua funzione ben precisa, funzione calmieratrice e di garanzia di genuinità di prodotti a tutela del consumatore.
Detta Azienda cooperativa riduce notevolmente, laddove opera, il costo della vita ed ha, quindi, una funzione estremamente importante.
Oggi, con l'ingresso del monopolio privato, anche con capitali esteri, sul nostro mercato, in particolare su quello distributivo con la catena della Società Vegè, - e credo che tutti siano a conoscenza degli enormi investimenti fatti dalla Edison e dalla Fiat (quest'ultima è oggi proprietaria della Standa e la Società Edison è proprietaria della Rinascente e dell'Upim) -, si tenta di soffocare questo patrimonio, che è patrimonio secolare di sacrifici dei lavoratori.
L'ingresso del capitale monopolistico sul mercato distributivo minaccia non soltanto le aziende cooperative, ma anche tutti i piccoli operatori economici che lavorano in questo settore.
Occorre quindi un provvedimento di questa Assemblea legislativa, che serva di stimolo ai piccoli commercianti perché si uniscano, perché acquistino in modo collettivo, perché ottengano garanzie fideiussorie affinché abbiano disponibilità di denaro per acquisti in grandi proporzioni per quanto riguarda il settore distributivo privato.
Occorre assumere provvedimenti legislativi che aiutino il movimento cooperativo di consumo e il movimento cooperativo in generale, questi movimenti che non dispongono di capitali e che, pertanto, non hanno un largo respiro finanziario.
Credo che l'esempio della Cooperativa Produttori Latte e Fontina comprovi questo fatto.
In questi giorni, a Torino, si è tenuta una Tavola rotonda per risolvere il problema dell'Alleanza Cooperativa Torinese, questa grande Azienda che da cento e più anni opera sul mercato distributivo del Piemonte con 365 punti di vendita.
A questa Tavola rotonda hanno partecipato la Provincia ed il Comune di Torino, nonché tutti i Parlamentari piemontesi.
Mi limito a citarvi la seguente frase detta dall'On.le Donat-Cattin: "Se non ci fosse, questa Azienda occorrerebbe crearla".
Qual era l'obiettivo di questa Tavola rotonda?
L'obiettivo era di dare la possibilità alla Alleanza Cooperativa Torinese di disporre di crediti bancari garantiti con fideiussioni di Enti pubblici per l'ammontare di ben due miliardi di lire.
Ho citato questo esempio ed ho ricordato quanto hanno fatto le altre Regioni Autonome a Statuto Speciale, perché ritengo di dover richiedere a questo Consesso un preciso impegno a breve scadenza in questo senso.
Ho detto prima che deve essere un impegno globale, che comprenda anche la difesa dei piccoli commercianti che operano in questo settore.
Non si pensi che io voglia vedere il problema in una sola direzione o per una sola Azienda, anche se il metro di misura usato verso questa Azienda dagli organismi pubblici, dagli Enti pubblici e da operatori finanziari che operano nella Regione non è mai stato un metro di misura ampio e giusto, anzi è stato a volte discriminatore e diffamatorio.
Non insisto su questi aspetti che possono apparire polemici; ripeto però che la sola azienda-cooperativa di consumo di un certo rilievo esistente nella nostra Regione è l'Alleanza Cooperativa e noi abbiamo il dovere di tutelarla e di aiutarla.
Io stesso posso, se il Consiglio lo ritiene opportuno, presentare un disegno di legge che potrà essere impostato prendendo come base le leggi emanate in materia dalla Regione Sarda.
Chiedo peraltro: può l'Alleanza Cooperativa, possono i piccoli commercianti, riuniti, presentare all'Assessorato competente dell'Amministrazione Regionale una domanda perché affronti questo problema?
Io penso che anche la Regione possa disporre ed effettuare i dovuti controlli contabili, economici, amministrativi e patrimoniali su questa Azienda cooperativa.
L'importante, comunque, è che oggi si prenda l'impegno di portare avanti, con buona volontà, questo importante problema che va tenuto nella giusta considerazione e che interessa il movimento cooperativo nella nostra Regione".
L'Assessore BENZO dichiara che quanto è stato esposto dal Consigliere Casetta è degno della massima considerazione ed assicura che la Giunta prenderà in esame la possibilità di un intervento anche in questo settore cooperativo.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dopo aver premesso che il Consigliere Casetta non è stato molto chiaro nella sua esposizione, perché nella parte finale del suo intervento ha posto vari interrogativi, dichiara che, allorquando il Consigliere Casetta presenterà gli elaborati a cui ha accennato, la Giunta non mancherà di prenderli in esame.
Osserva, però, che in Valle d'Aosta non vi è soltanto la Alleanza Cooperativa che fa parte del movimento cooperativo, ma vi sono anche piccoli commercianti, Consorzi agrari, la Cooperativa Produttori Latte e Fontina e il Consorzio Produttori Fontina.
Fa presente che la fideiussione bancaria concessa dalla Regione alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina è stata data per poter consentire alla grande massa, anzi alla unica massa di agricoltori che producono ancora la fontina, di poter convenientemente attrezzarsi per la produzione, la conservazione e la vendita del loro prodotto.
Rileva che, nel passato, nessuno ha mai prospettato la possibilità di estendere tale fideiussione a coloro che operano semplicemente nel settore commerciale; ritiene quindi che non si possa pretendere che l'attuale Amministrazione Regionale debba, in un breve lasso di tempo, fotografare la situazione commerciale del settore cooperativo in Aosta, tanto più che a tutt'oggi non sono ancora stati acquisiti i necessari elementi di studio in tale settore.
Ritiene che il Consigliere Casetta possa fornire tali elementi.
Informa di essere a conoscenza che l'Alleanza Cooperativa aveva chiesto, a suo tempo, una fideiussione bancaria al Comune di Aosta e che il Comune non aveva aderito a tale richiesta. Ricorda che l'Assessore Benzo ha testé assicurato che, allorquando il Consigliere Casetta presenterà qualche richiesta, qualche proposta concreta alla Giunta, l'Assessorato all'Industria e Commercio non mancherà di prenderla in esame.
"Non mi posso esimire dal rilevare", - conclude dichiarando il Presidente della Giunta, Bionaz - "che questo è un fungo che nasce oggi; se nasce oggi, nasca almeno ben forte e vigoroso, come dice l'Assessore Bordon; ma non si pretenda però che, da parte della Regione, si possa estendere, in un batter d'occhio, questa provvidenza a tutto il settore cooperativo del commercio, perché sarebbe, a mio avviso, estremamente pericoloso".
Il Consigliere CASETTA dichiara che non intende fare della polemica su un argomento così importante, ma che intende soltanto fare presente, in risposta a quanto detto dal Presidente della Giunta, che il problema in questione è stato sollevato già in passato dai Consiglieri comunisti non solo in questa sede, ma anche nel Consiglio Comunale di Aosta.
Osserva che gli avvenimenti politici hanno, purtroppo, fatto passare in seconda linea questo problema che nulla ha a che fare con la politica, come pure nulla ha a che fare con la politica la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Rileva di avere, in passato, sempre riconosciuto la necessità per l'Amministrazione Regionale di venire in aiuto alle attività impostate su base cooperativa.
Osserva che l'intervento dell'Amministrazione Regionale è sempre andato a favore del movimento cooperativo agricolo nelle sue varie forme, quali le Cooperative di meccanizzazione agricola, le Cooperative di frutticoltori e le Cooperative Produttori Latte e fontina.
Fa presente che nessun aiuto è stato dato ai Movimenti cooperativi in altri settori.
Constata che oggi il problema ha assunto maggiore importanza anche perché un fatto nuovo si è verificato nel nostro Paese: l'ingresso del capitale monopolistico nel settore distributivo.
Nessuno, - egli dice -, può negare la presenza nella nostra Regione della Società "Vegè", che porta i suoi profitti e i suoi capitali fuori della Valle d'Aosta, mentre invece la nostra Azienda, quella di cui parlavo prima, opera nel territorio della Regione, paga le sue tasse e le sue imposte nella Regione, dà lavoro a 70 famiglie della Valle di Aosta e non porta fuori Valle i suoi capitali.
Dichiara di avere preso atto della risposta datagli dall'Assessore Benzo, con il quale prenderà contatto per vedere di formulare e di presentare, di comune accordo, uno schema di provvedimento legislativo sulla base delle esperienze acquisite nelle altre Regioni a Statuto Speciale, provvedimento da sottoporre all'esame e all'approvazione del Consiglio Regionale.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, chiede al Consigliere Casetta di precisare in quale forma l'Amministrazione Regionale dovrebbe intervenire in favore dell'Alleanza Cooperativa Valdostana.
Il Consigliere CASETTA dichiara che lo intervento regionale potrebbe consistere nella concessione della garanzia fideiussoria bancaria per una determinata somma, come è stato anche prospettato dall'Alleanza Cooperativa Torinese in occasione della Tavola rotonda tenutasi a Torino ed a cui ha accennato prima.
Aggiunge che questo dovrebbe essere il tipo di provvedimento che dovrebbe essere assunto dall'Amministrazione Regionale; osserva che, se la Giunta Regionale vorrà venire in aiuto al movimento cooperativo locale con interventi più efficaci, sarà ancora meglio.
Il Consigliere CAVERI, rivolgendosi al Consigliere Casetta, dice: "Signor Casetta, vedrà che Bionaz l'aiuterà, vedrà, vedrà...".
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, risponde al Consigliere Caveri che l'attuale Amministrazione aiuterà il movimento cooperativo forse di più di quanto l'Amministrazione presieduta dall'Avvocato Caveri non abbia aiutato la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.
Rammenta che è stata l'Amministrazione Regionale presieduta dall'Avvocato Bondaz a concedere, per la prima volta, la garanzia fideiussoria della Regione alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta ed osserva che la predetta Cooperativa non potrebbe chiedere ed ottenere, oggi, la proroga della garanzia fideiussoria se detta garanzia non fosse stata data allora.
Monsieur le Conseiller FOSSON, déclare, tout d'abord, qu'il n'avait pas l'intention d'intervenir dans la discussion en question et qu'il s'est décidé de prendre la parole pour dire, avant tout, que les Conseillers unionistes sont pleinement d'accord sur la proposition faite par la Junte et, ensuite, pour démentir ce qu'a dit en ce moment Monsieur Bionaz à propos de l'aide donnée à la Coopérative par l'Administration précédente.
Il informe que l'Administration précédente s'est toujours préoccupée de la Coopérative et l'a toujours aidée, comme il est démontré par les nombreuses subventions qui ont été accordées, par exemple moyennant "il premio di marchiatura", qui a été donné aux producteurs de fontine pour un montant total annuel de 50 millions.
Il déclare qu'il est, par conséquent, hors de lieu de dire que l'Administration précédente n'a pas aidé la Coopérative et il conclut en déclarant que les Conseillers unionistes sont favorables à proroger la garantie fidéjussoire en faveur de la Coopérative Producteurs Lait et Fontine.
Monsieur le Président de la Junte, BIONAZ, fait remarquer à Monsieur Fosson que, lorsqu'il est entré en pourparlers avec la Migros Suisse, il n'a certes pas aidé la Coopérative, mais il a cherché de la démolir en invitant des producteurs à se retirer de celle-ci.
Il observe que, seulement lorsque Monsieur Fosson a eu la démonstration que les sociétaires de la Coopérative étaient très unis entre eux, il a renoncé à ses intentions et s'est décidé de venir en aide à la Coopérative moyennant l'allocation de subventions que l'Administration actuelle a augmentées, s'agissant d'un secteur qui mérite toute l'attention de l'Administration Régionale.
Se rapportant ensuite à l'article 21 de la loi du "Piano Verde", il rappelle qu'au cours d'une séance du Conseil, alors que lui-même siégeait encore sur les bancs de l'opposition, il avait interpellé Monsieur Fosson pour savoir s'il avait demandé au Ministère de l'Agriculture des fonds sur l'article 21 de la loi du "Piano Verde", qui sont des fonds dévolus pour la gestion des Coopératives. Il déclare que, à ce qu'il lui résulte, Monsieur Fosson n'avait rien demandé sur cet article et que les Coopératives de la Vallée d'Aoste, qui étaient au nombre de deux, n'ont pu jouir de ces fonds pour leurs frais de gestion, fonds qui n'auraient rien coûté à l'Administration Régionale.
La vérité est, - dit-il -, que l'Administration précédente n'a pu faire à moins de donner à la Coopérative l'aide qui avait été déjà accordée par les Administrateurs précédents.
Monsieur le Conseiller FOSSON regrette de devoir constater que Monsieur Bionaz démontre encore, une fois de plus, d'être capable de soutenir une thèse quelconque, même si cette thèse est l'opposé de celle soutenue auparavant.
Il affirme que Monsieur Bionaz a vraiment un grand toupet, comme celui qu'il a dernièrement lorsqu'il a été reçu par le Président de la République Italienne et lui a adressé un message de salut dans lequel, entre autre, il disait: "che soffi la tormenta, che faccia caldo, che faccia freddo, il termometro del cuore valdostano si ferma sempre all'indice dove sta scritto "fedeltà".
Il déclare que ces paroles quiconque aurait pu les dire, sauf Monsieur Bionaz qui, le 18 mai 1945, lorsqu'il faisait partie du Comité d'Introd, est intervenu à une réunion, qui a eu lieu à la Commune d'Aoste, accompagné par des soldats français, et ainsi, - dit-il - lorsque j'ai lu le message adressé par Monsieur Bionaz au Président de la République, j'en ai déduit qu'il avait un grand toupet, le même toupet qui lui fait dire aujourd'hui que nous n'avons rien fait pour la production de la Fontine et que nous avons voulu démolir la Coopérative en entrant en pourparlers avec la Migros Suisse.
Il invite, à ce propos, Monsieur Bionaz porter un seul témoin qui puisse prouver qu'il a cherché de faire œuvre de propagande contre la Coopérative. Il déclare d'avoir toujours invité les producteurs de fontine, à n'importe quel Parti ou Mouvement eussent-ils adhéré, de rester sociétaires de la Coopérative, bien qu'il eût noté que tout ne marchait pas parfaitement dans la Coopérative quand Monsieur Bionaz en était le Président.
Il observe que quelque chose a changé dans la Coopérative depuis que Monsieur Bionaz n'en a plus été le Président et d'avoir fait remarquer ce fait dans cette même salle au cours d'une séance du Conseil.
Quant à la question de la Migros, il informe que les pourparlers qui ont eu lieu concernaient exclusivement des essais de production de fontine avec des "fermenti", essais qui ont encore lieu actuellement en quelques alpages de la part des producteurs de fontine qui sont sociétaires de la Coopérative.
Il conclut, en répondant que rien ne peut être reproché à 1'Administration précédente en ce qui concerne la protection de la fontine et que, si une faute a été commise, c'est celle d'avoir cherché d'améliorer la production de fontine sur le plan technique.
Monsieur le Président de la Junte, BIONAZ, se référant à la question de message qu'il a adressé au Président de la République Italienne en sa qualité de Président de la junte Régionale de la Vallée d'Aoste, déclare que, selon lui, il n'a fait que son devoir car, en tant que Président de la Junte Régionale, il représentait le peuple valdôtain, les Autorités, la Junte et le Conseil Régional.
Il estime, par conséquent, que le message qu'il a adressé ne puisse susciter aucune réprobation de la part de la minorité du Conseil Régional.
Quant à son passé avant 1945 et au fait d'avoir fait partie du Comité d'Introd, il affirme de n'avoir rien à se reprocher, d'autant plus que les Comité d'Introd était composé de résistants et que de ce Comité faisaient partie des personnes très honorables, parmi lesquelles il y en a de celles qui se sont mises dans le danger et qui ont payé de personne.
Se référant à la question de l'article 21 de la loi du "Piano Verde", il remarque que Monsieur Fosson n'a pas répondu à ce sujet, confirmant ainsi de n'avoir rien demandé sur l'article 21 de cette loi pour les Coopératives de la Vallée d'Aoste.
A propos des pourparlers avec la Migros Suisse, il souligne que la fontine doit être produite selon les vieilles règles, c'est-à-dire selon le standard établi par la loi et que, par conséquent, les essais de production de fontine avec les "fermenti" n'ont eu d'autres résultats que de faire perdre le marché suisse à la Coopérative, de porter le trouble parmi les producteurs de fontine et de faire sortir de la Coopérative 7 ou 8 producteurs, lesquels y sont revenus lorsqu'ils ont vu la faillite de cette entreprise.
Il ajoute que l'Administration précédente n'a fait que son devoir en aidant la Coopérative.
Revenant, ensuite, à la question du message adressé au Président de la République, qui a été objet de critiques de la part du Conseiller Fosson, il en donne lecture:
"Signor Presidente, non è certamente a Lei, profondo conoscitore della storia della nostra Valle, che io potrò illustrare ciò che rappresenta, per noi montanari, l'Arco d'Augusto Cesare, che campeggia solenne all'ingresso della Città capoluogo della Regione Autonoma della Valle di Aosta.
Il fatto stesso però che, dopo 2000 anni di lotte cruente, di invasioni, di dominazioni straniere e di guerre intestine questo glorioso monumento sia sempre là, intatto, dimentico dei secoli e dei contrasti umani e posto in quel loco come una specie di scudo, sembra che sta ad indicare, senza equivoco alcuno, che la Valle d'Aosta e i valdostani vivono da 2000 anni nel grembo della latinità.
Stendendosi dalle coste dell'Asia sino alle rive nebbiose della Scozia, l'Impero Romano non poteva non trovare all'incrocio delle sue vitali vie di commercio e di espansione questa Valle, piattaforma di accesso verso le Gallie, la Britannia, la Rezia e la Germania.
I millenni sono scorsi e la storia, che uno storico francese chiamò "un éternel recommencement", ripropone a noi, uomini del 20° secolo, gli stessi problemi, illuminati però dalla luce folgorante del pensiero latino-cristiano vivificato ed appoggiato dalle forze più vive della Nazione.
La Valle d'Aosta, Signor Presidente, ha l'onore, tramite la mia voce di presentarLe il suo deferente omaggio, omaggio unanime della Giunta Regionale, qui presente, omaggio del popolo valdostano, del quale siamo i riconosciuti mandatari, grati di aver potuto presentarci dinnanzi a sì augusto interlocutore.
Signor Presidente, non è mistero ed ancor meno compiacente affermazione dire che Ella conosce la nostra Valle, anzi le nostre valli, come ben pochi valdostani, penso, potrebbero vantarsi di conoscere.
Tutti noi sappiamo della Sua passione per la montagna e particolarmente per le nostre montagne valdostane.
Nel corso degli innumerevoli soggiorni preparatori delle ascensioni che Ella ha compiuto un po' dappertutto nelle nostre sedici convalli, e ciò durante parecchi decenni. Ella, Signor Presidente, ha avuto modo di cogliere sul vivo la temperatura della nostra gente.
Che soffi la tormenta, che faccia caldo, che faccia freddo, il termometro del cuore valdostano si ferma sempre all'indice dove sta scritto: "fedeltà"!
La Valle d'Aosta è fiera di annoverarLa, Signor Presidente, tra i suoi più antichi amici. Ed essa è conscia di vedere assiso, alla più alta carica dello Stato, un cittadino dall'istinto montanaro che, abituato dall'infanzia a dominare le vertigini delle più alte vette, saprà riconoscere, là in fondo all'orizzonte, quei picchi che hanno il potere, quale che sia la posizione del sole sull'orizzonte, di fare battere i nostri cuori all'unisono.
A nome del Popolo Valdostano, degli emigrati ai quali Ella, per primo, ha voluto dimostrare, con il cuore e con la penna, quanto essi sono vicini a Lei, incarnazione della nostra Repubblica, a nome del Presidente e Vice Presidente del Consiglio Regionale della Valle, degli Assessori della Giunta Regionale, dei Consiglieri e dell'Amministrazione tutta, La prego, Signor Presidente, di accogliere il nostro deferente omaggio e la testimonianza della nostra gratitudine per la benevolenza che Ella dimostra verso il nostro paese, benevolenza che dal profondo del cuore, e senza enfasi, secondo l'antica nostra natura, ci proponiamo di meritare ancora e speriamo di conservare a lungo viva ed intatta".
A questo messaggio, - osserva il Presidente della Giunta, BIONAZ, - il Presidente della Repubblica ha così risposto:
"Signor Presidente, Signori,
Vi sono molto grato per il saluto che avete voluto porgermi, anche a nome del Consiglio Regionale e delle popolazioni della Valle d'Aosta, e che nelle parole del Presidente, Avvocato Bionaz, ha avuto espressione fervida e piena di umano calore.
Giustamente Lei, caro Avvocato Bionaz, ha detto che siamo spiritualmente insieme da 2000 anni, e che l'Arco d'Augusto nel capoluogo della Vostra Regione, sopravvissuto a tante vicende, costituisce il simbolo di questa unione incrollabile della Valle d'Aosta con le altre Regioni d'Italia.
Per questo ho avuto caro ciò che Lei ha affermato con così colorita espressione: che cioè, quale che sia il tempo - caldo, freddo, tormenta - il termometro del cuore valdostano è fermo sull'indice che dice: fedeltà.
La fedeltà, vi assicuriamo, è in questo caso reciproca. Noi anche, cari amici valdostani, noi cittadini di ogni altra contrada d'Italia nutriamo nel nostro animo il medesimo sentimento.
Aosta e la sua Valle sono parte di noi, nel concetto di Patria; ci appartengono come affetto, prima ancora che come territorio e come frontiera.
E tanto più io ho piacere di dirvi questo, in quanto, nell'atto stesso in cui vi parlo come rappresentante della Nazione, al mio animo sono presenti i motivi di carattere personale che - come Lei, caro Presidente, ha ricordato - per più versi mi legano alla vostra terra, alle vostre montagne, alle vostre convalli, ai luoghi meravigliosi della vostra Regione e soprattutto alle care popolazioni valdostane che tante volte ho avuto modo di avvicinare, conoscere e stimare.
Vi ricambio, dunque, con sincera, viva cordialità, il saluto che mi porgete e vi affido di recare al Consiglio Regionale, di cui siete mandatari, ed a tutti i cittadini della Valle, di cui siete rappresentanti, l'attestazione dei sentimenti della Nazione e miei personali, quali io li ho espressi a Voi.
Dite ai valdostani che noi ci sentiamo in ogni momento vicini a loro, nella fraternità che tutti ci stringe nell'idea della Patria; dite loro che, per mio mezzo, l'Italia tutta li saluta.
Per voi personalmente, nella vostra qualità di Amministratori regionali, aggiungo lo augurio di fecondo lavoro, in pro della vostra terra, certo come sono che a questo sono rivolte, con dedizione, le vostre fatiche, e che col bene della vostra Regione voi perseguirete anche il bene, da esso inscindibile, della Patria Italiana.
Dal Palazzo del Quirinale, 13 dicembre 1966".
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, osserva che il messaggio da lui indirizzato al Presidente della Repubblica e la risposta al messaggio stesso data dal Presidente della Repubblica sono chiari e lusinghieri per tutti i Valdostani, tanto da non poter dare adito ad ulteriore polemica.
Ritiene di aver fatto il proprio dovere nel porgere il saluto della Valle d'Aosta al Presidente della Repubblica, il quale, - egli dice ha avuto la cortesia di ricevere la Giunta dopo che la Magistratura aveva sentenziato sulla legittimità della stessa.
Esprime l'avviso che il Consiglio Regionale debba essere lieto di aver potuto prendere conoscenza del testo integrale del messaggio di risposta del Presidente della Repubblica, il quale ha dimostrato ancora una volta il suo grande attaccamento alla Valle d'Aosta, come ha dimostrato, d'altronde, anche nel venire ogni anno a villeggiare in Valle d'Aosta.
Monsieur le Conseiller MARCOZ remarque que personne ne s'est plaint que Monsieur Bionaz ait adressé un message au Président de la République, parce que, avant Bionaz, tous les Présidents de Junte des Administrations précédentes en avaient fait autant.
Il informe d'avoir lui-même adressé un message à l'actuel Président de la République à l'occasion de la remise des Prix de Saint-Vincent, comme il avait déjà précédemment adressé un message au Président Gronchi et au Président Segni.
Vous savez très bien, dit-il - que Monsieur le Conseiller Fosson n'a souligné qu'une phrase du message et n'a pas entendu par là critiquer le fait d'avoir adressé un message.
Le message adressé par Monsieur Bionaz au Président Saragat -, continue-t-il, est peut- être, plus élevé et surtout plus chaleureux encore que le message adressé par nous, à son temps, au Président Saragat, qui cependant en avait tout de même été flatté, parce que nous avions dit que nous étions contents d'avoir finalement un Président piémontais.
Il remarque que Monsieur Bionaz avait, cependant, des motifs tout particuliers pour adresser au Président de la République un message si chaleureux parce que, - dit-il, - après les faits qui se sont déroulés au mois de mai dernier, le Président de la République aurait dû répondre quelque chose au Président de la Région, en évitant tous ces procès, qui, selon vous, ont éclairci la situation, mais qui, en réalité, n'ont éclairci rien du tout; car il suffit de lire la sentence du Conseil d'Etat qui renvoie tout à la Junte Jurisditionnelle de la Vallée d'Aoste.
Il observe que le Président de la République, s'apercevant que le Président du Conseil des Ministres était en train de lui enlever les prérogatives les plus hautes, aurait dû agir en conséquence; mais il n'a rien fait parce qu'il ne voulait pas marcher contre son Parti et ainsi Monsieur Bionaz avait certes de bons motifs pour lui adresser un message si chaleureux.
Il déclare que le motif de son intervention n'est pas la question du message au Président de la République, mais le fait que Monsieur Bionaz a dit une fausseté, vis-à-vis de Monsieur Fosson, à propos de la Coopérative Producteurs Lait et Fontine.
Il informe d'avoir pris part à plusieurs réunions du Conseil d'Administration de la Coopérative, sur invitation du Président de celle-ci, parce qu'il avait à cœur le problème de la Fontine.
Il relate que, dans ces réunions, Monsieur Fosson et lui-même se sont plaints du fait que beaucoup de producteurs avaient abandonné la Coopérative, démontrant ainsi un manque d'esprit coopérativiste.
Or, - dit-il à Monsieur le Président Bionaz -, pourquoi vous affirmez le contraire?
Et, alors, il avait raison Monsieur Fosson quand il a affirmé que vous renversez les cartes.
Il déclare qu'il ne faut pas masquer la vérité, mais que il faut dire comme sont exactement les choses.
Il souligne que l'Administration Régionale précédente s'est toujours préoccupée de la Coopérative Fontine avec un œil très bienveillant, en cherchant de payer les intérêts sur les avances bancaires et en exerçant un certain contrôle sur l'administration de la Coopérative dans le but de réduire les frais généraux, contrôle qui s'est démontré très utile puisque, depuis lors, la situation de la Coopérative s'est améliorée.
Il faut donc en finir, - conclu-t-il, de dire que l'Administration précédente n'a rien fait pour la Coopérative, parce que toutes les Administrations qui se sont succédées à la Région ont fait quelque chose pour la Coopérative.
Monsieur le Conseiller MANGANONI, se rapportant au problème de la fontine, déclare qu'il n'entend pas entrer dans les détails, mais seulement souligner que les chiffres des bilans de 7 années d'administration peuvent démontrer combien les Juntes précédentes ont aidé la Coopérative Producteurs Lait et Fontine.
Quant au message adressé par Monsieur Bionaz au Président de la République, déclare que ce qui le gêne n'est pas le fait qu'il ait adressé un message, mais les déclarations patriotardes contenues dans ce message.
Il remarque que, en effet, dans son discours Monsieur Bionaz a tenu à souligner la fidélité des Valdôtains envers Rome, dès les premiers siècles jusqu'à nos jours, ce qui, dit-il, ne correspond pas tout-à-fait à la réalité qui est démontrée par l'histoire de la Vallée d'Aoste.
Il déclare que les Romains ont été, en tout temps, les ennemis acharmés de la Vallée d'Aoste, à partir du temps des Salasses, ce petit peuple, si fier, qui n'a pu être soumis que grâce à une tromperie et dont les habitants valides ont été tous vendus à Ivrée comme esclaves.
Il rappelle encore que depuis l'an 1191, date à laquelle a été octroyée la première autonomie à la Vallée d'Aoste, jusqu'à nos jours, les Valdôtains ont toujours dû lutter contre la Monarchie d'abord et, ensuite, contre le fascisme, qui a donné un coup de grâce à notre autonomie par l'expropriation de nos eaux, et contre le centralisme romain.
Il remarque qu'en 1948 la Vallée d'Aoste a pu obtenir son Statut, qui venait à consacrer son autonomie, grâce à la prise de position de tous les Partis qui, tous d'accord, avaient envoyé à Rome leurs représentants pour solliciter l'intervention de tous les Partis auprès des Constituants.
Il déclare que, de l'année 1948 à nos jours, les Gouvernements romains ont, peu à peu, dépouillé notre autonomie de son contenu et ont repris la possession des eaux qui nous avait été reconnue par le Statut.
Il remarque que Monsieur Bionaz, dans son message au Président de la République, aurait dû demander que nos droits soient respectés et que notre Statut, qui est une loi constitutionnelle, soit appliquée intégralement. Il observe que pour les Valdôtains se sont les faits qui comptent et non pas les paroles, qui n'ont aucune valeur si elles ne sont pas suivies par les faits.
Il rappelle qu'aussi les Juntes des Administrations Marcoz et Caveri ont été reçues par le Président de la République, mais que ces Présidents, à l'occasion des audiences, n'ont jamais tenu de discours patriotardes comme celui de Monsieur Bionaz.
Il rappelle qu'il était présent à l'audience accordée à Courmayeur à la Junte présidée par l'Avocat Marcoz et qu'il est bon témoin qu'en cette occasion le Président Marcoz s'est adressé à Monsieur Gronchi, comme suprême tuteur de la Constitution, lui demandant de faire respecter nos droits et d'obtenir l'application intégrale de nôtre Statut.
Il affirme qu'un discours de ce genre aurait dû être fait par Monsieur Bionaz au Président Saragat à l'occasion de l'audience qui avait été accordée à la Junte Régionale de la Vallée d'Aoste.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, rivolgendosi al Consigliere Marcoz, osserva che non è affatto vero che il Consiglio di Stato non si sia pronunciato sui ricorsi e abbia rinviato ogni decisione alla competenza della Giunta Giurisdizionale Amministrativa; infatti, - egli dice -, il Consiglio di Stato si è pronunciato sul ricorso presentato contro il decreto in data 18 maggio 1966 del Presidente del Consiglio dei Ministri con cui veniva nominato il Commissario Padalino, in quanto ha respinto il ricorso stesso con motivazione nella sentenza.
Precisa che il Consiglio di Stato ha rinviato alla Giunta Giurisdizionale Amministrativa unicamente ciò che era di competenza della Giunta stessa.
In merito alla questione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, precisa di non avere affermato che il Consigliere Fosson non abbia fatto nulla per detta Cooperativa quando era Assessore all'Agricoltura e Foreste, ma di avere inteso dire che il Consigliere Fosson ha svolto allora un'azione disgregatrice nei confronti della Cooperativa, in quanto, ad un certo punto, le sue iniziative avevano affievolito il senso cooperativistico tra i produttori di fontina, alcuni dei quali hanno deciso di uscire dalla Cooperativa.
Dà atto che è stata la Giunta presieduta dall'Avv. Marcoz ad istituire per la prima volta il premio di marchiatura della fontina, ma osserva che, se vi fosse stata maggiore collaborazione fra l'Amministrazione Regionale e la Cooperativa Produttori Latte e Fontina, si sarebbero ottenuti risultati migliori e si sarebbe forse riusciti ad inculcare un maggiore spirito cooperativistico fra gli agricoltori, ciò che è indispensabile per la soluzione di molti problemi che interessano il settore dell'agricoltura.
Rammenta, come già detto dal Consigliere Manganoni, che nel periodo 1947-1948 tutti i Partiti, di comune accordo, inviarono rappresentanti a Roma per sollecitare l'approvazione dello Statuto regionale della Valle di Aosta; osserva che nessuno, allora, gli ha mai rinfacciato di aver fatto parte nel 1945 del Comitato di Resistenza di Introd, Comitato che ha agito e ha contribuito alla concessione dell'autonomia alla Valle d'Aosta.
In merito al rilievo mossogli dal Consigliere Manganoni, con riferimento all'udienza concessa alla Giunta Regionale dal Presidente della Repubblica, per non aver esposto i problemi della Valle d'Aosta e non aver lamentato che i nostri diritti statutari non vengono rispettati, risponde che anche l'attuale Giunta, nell'estate scorsa, ha prospettato al Presidente Saragat le necessità della Valle d'Aosta e i problemi valdostani insoluti; non dubita che il Presidente Saragat, nei limiti derivanti dalle sue prerogative, si interesserà per la soluzione di tali problemi, anche perché è legato alla Valle d'Aosta da vincoli affettivi.
Monsieur le Conseiller FOSSON déclare qu'il n'a pas entendu faire un grief à Monsieur Bionaz, ni pour la question du message qu'il a adressé au Président de la République, ni pour avoir appartenu au Comité de Résistance d'Introd, mais d'avoir seulement voulu souligner le fait que Monsieur Bionaz était la personne la moins indiquée pour faire certaines affirmations qu'il a faites en cette occasion et qu'il a manqué de cohérence en rapport aux faits de l'année 1945.
Quant à la question de la Coopérative Producteurs Lait et Fontine, il repousse l'affirmation, faite par Monsieur Bionaz, d'avoir cherché de désagréger la Coopérative et il invite de nouveau Monsieur Bionaz à présenter un seul témoin qui puisse prouver et soutenir qu'il a cherché de convaincre certains sociétaires à sortir de la Coopérative.
Il donne acte que les premières années de la Coopérative ont été très difficiles, car en Vallée d'Aoste nous manquons encore d'esprit coopérativiste, comme il a pu constater maintes fois à l'occasion des réunions qui avaient pour but la constitution de petits Consortiums.
Retournant au "Piano Verde", il informe que l'Administration Régionale a obtenu des fonds pour un montant de 300 millions et plus de lires, qu'elle perçoit chaque année e qu'elle distribue aux agriculteurs par délibérations de Junte; il ajoute que, sur l'article 21 de la loi, l'Administration Régionale n'a jamais rien pu obtenir de l'Etat, bien qu'il ait insisté à plusieurs reprises auprès du Ministère de l'Agriculture à ce sujet.
Il précise que l'Administration Régionale a même demandé de passer sur l'article 21 de la loi des fonds qui étaient à disposition sur d'autres articles et pour lesquels il n'y avait pas de requêtes de la parte des agriculteurs, mais que cette demande aussi a été repoussée avec l'affirmation que les fonds d'un article ne pouvaient pas être passés sur un autre article.
Monsieur le Président BIONAZ fait noter qu'il a parlé au Président de la République non pas à son nom personnel, mais au nom de la population et des Autorités de la Vallée d'Aoste, en tant que Président de la Junte Régionale et qu'il était, donc, pleinement qualifié.
Il confirme que, vis-à-vis de la Coopérative, Monsieur Fosson a effectivement déployé une action de désagrégation parce que, en sa qualité d'Assesseur à l'Agriculture, il a toujours critiqué les dirigeants de la Coopérative.
A propos de l'article 21 de la loi du "Piano Verde" il déclare d'avoir pris acte que l'Administration Régionale précédente aurait demandé à l'Etat des fonds, mais il rappelle que Monsieur Fosson, répondant à une demande qu'il lui avait posée lui-même, il y a deux ans, dans une séance du Conseil, lui avait précisé qu'il n'avait rien demandé sur cet article.
Il remarque que, si l'Administration Régionale avait demandé des fonds sur cet article aussitôt que la loi du "Piano Verde" avait été approuvée, peut-être que la requête aurait été alors accueillie et les Coopératives de la Vallée d'Aoste auraient pu jouir de ces fonds pour leurs frais de gestion.
Seguono interventi polemici e per fatto personale fra il Consigliere FOSSON, il Presidente della Giunta, BIONAZ, e il Consigliere GERMANO, con interventi da parte del Presidente MONTESANO, per riportare la discussione sull'argomento all'ordine del giorno.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver accertato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola per chiedere chiarimenti o formulare osservazioni sul disegno di legge in esame, dichiara chiusa la discussione generale e pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione dei singoli articoli del disegno di legge stesso.
Articolo 1
Si dà atto che l'articolo 1 è approvato dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, per alzata di mano e senza discussione (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentuno).
Articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7
Si dà atto che gli articoli 2, 3, 4, 5, 6, e 7 sono approvati dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, per alzata di mano e senza discussione (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentadue).
Il Presidente, MONTESANO, - dopo aver accertato e dichiarato che i sette articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio approvati, ad unanimità di voti favorevoli, con sette separate votazioni per alzata di mano -, invita il. Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge regionale nel suo complesso.
Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti, con la assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori ALBANEY, CASETTA e MANGANONE, il Presidente, Montesano, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:
- Consiglieri presenti e votanti: trentadue;
- Voti favorevoli: trentadue.
Il Presidente, MONTESANO, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio Regionale ha approvato, ad unanimità di voti favorevoli, il sottoriportato disegno di legge regionale concernente la proroga della garanzia fideiussoria della Regione per l'anno 1967 presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, per la concessione di un fido bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta:
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Disegno di legge regionale n. 19
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale .... N ...: PROROGA DELLA GARANZIA FIDEIUSSORIA DELLA REGIONE PER L'ANNO 1967 PRESSO L'ISTITUTO BANCARIO SAN PAOLO DI TORINO, PER LA CONCESSIONE DI UN FIDO BANCARIO A FAVORE DELLA COOPERATIVA PRODUTTORI LATTE E FONTINA DELLA VALLE D'AOSTA.
Il Consiglio Regionale ha approvato;
Il Presidente della Giunta Regionale
Promulga
la seguente legge:
Art. 1
È autorizzata la concessione della proroga della garanzia fideiussoria della Regione per il periodo di un anno, dal 1° gennaio 1967 al 31 dicembre 1967, presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino, nell'interesse ed a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, con sede in Aosta, fino alla concorrenza massima di complessive L. 300 milioni, per la concessione alla predetta Cooperativa di un fido bancario, utilizzabile in via continuativa per apertura di credito in conto corrente e per sconto di cambiali dirette, per le operazioni finanziarie relative alle spese di gestione della Cooperativa stessa.
Art. 2
La concessione della proroga della garanzia fideiussoria regionale, già prevista dalle leggi regionali 25 gennaio 1966 n. 3 e 15 luglio 1966 n. 8 e di cui al precedente articolo, è subordinata all'impegno, da parte della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, di sottoporre le proprie contabilità ed operazioni commerciali e di gestione a periodici controlli, in ogni più ampia forma, disposti dalla Giunta Regionale, nonché all'impegno di trasmettere alla Regione gli elenchi mensili nominativi delle operazioni effettuate a favore dei conferenti quantitativi di formaggio fontina.
La concessione della proroga della garanzia fideiussoria regionale è, altresì, subordinata all'impegno, da parte dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino, di trasmettere alla Regione gli estratti dei conti trimestrali bancari relativi alle operazioni finanziarie e contabili della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta.
Art. 3
Il Presidente della Giunta Regionale, e in caso di sua assenza o impedimento, l'Assessore regionale alle Finanze, sono autorizzati a sottoscrivere gli atti necessari per la concessione, a nome e per conto della Regione, della proroga della garanzia fideiussoria di cui ai precedenti articoli, secondo le condizioni e le modalità in vigore presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino previamente concordate ed approvate con deliberazione della Giunta Regionale.
Il Presidente della Giunta Regionale è, altresì, autorizzato a revocare, in ogni tempo, la garanzia fideiussoria, su conforme parere della Giunta Regionale.
Art. 4
Al finanziamento delle spese eventualmente derivanti a carico della Regione dalla concessione della proroga della garanzia fideiussoria di cui agli articoli precedenti ed ai conseguenti recuperi di somme a debito ed a carico della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, si provvederà mediante imputazione di spese ed introito di somme agli istituendi capitoli della parte SPESE e della parte ENTRATE del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967 corrispondenti ai sottoindicati capitoli della parte SPESE e della parte ENTRATE del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1966: Capitolo 141 della parte SPESE: "Spese per eventuali pagamenti di somme all'Istituto Bancario San Paolo di Torino in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale per finanziamento bancario a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, ecc..."; Capitolo 119 della parte ENTRATE: "Entrate per riscossioni di crediti verso la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale per finanziamenti bancari, ecc...".
Art. 5
La Giunta Regionale provvederà, con sue motivate deliberazioni, all'approvazione, al finanziamento ed alla liquidazione delle spese eventualmente derivanti a carico della Regione dalla concessione della garanzia fideiussoria regionale di cui ai precedenti articoli, con imputazione delle spese stesse all'istituendo apposito capitolo della parte SPESE del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967.
Art. 6
La Giunta Regionale provvederà, con sue motivate deliberazioni, agli atti necessari per il recupero, dalla Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, delle somme eventualmente risultanti a credito della Regione in relazione agli eventuali pagamenti di somme per le spese di cui al precedente art. 5, con introito all'istituendo apposito capitolo della parte ENTRATE del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967.
Art. 7
La presente legge entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserta nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Valle d'Aosta.
Aosta, lì
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