Objet du Conseil n. 44 du 10 mars 1958 - Verbale

OGGETTO N. 44/58 - RATIFICA DI DELIBERAZIONI ADOTTATE IN VIA DI URGENZA DALLA GIUNTA REGIONALE.

Il Presidente, PAREYSON, invita il Consiglio ad esaminare e a ratificare i seguenti provvedimenti deliberativi adottati dalla Giunta in via d'urgenza, salvo ratifica del Consiglio, e trasmessi in copia ai Signori Consiglieri.

Dichiara aperta la discussione sull'argomento e chiede se qualche Consigliere intenda fare osservazione o chiedere chiarimenti in merito ai provvedimenti di cui si tratta.

Il Presidente della Giunta, ed i singoli Assessori, su richiesta di alcuni Consiglieri, forniscono informazioni e chiarimenti in merito alle varie deliberazioni.

In particolare, si dà atto delle osservazioni e dei rilievi seguenti, formulati in ordine alle sottoelencate deliberazioni, dopo i chiarimenti forniti dall'Assessore VESAN circa la deliberazione n. 999, del 27-11-1957:

Deliberazioni n. 1501 del 29-1-1958 e n. 1580 del 5-2-1958

Su richiesta del Consigliere SAVIOZ, forniscono chiarimenti l'Assessore BIONAZ ed il Presidente della Giunta, BONDAZ.

Il Consiglio prende atto.

Deliberazione n. 1659 del 13-2-958.

Il Consigliere MANGANONI premesso che la deliberazione di cui si tratta concerne l'aumento della garanzia fideiussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, per una apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle di Aosta, rileva che detto provvedimento, - come pure i due precedenti provvedimenti concernenti lo stesso argomento in data 9-8-1957 (n. 232) e in data 27-9-1957 (n. 531) è stato assunto dalla Giunta in via d'urgenza, salvo ratifica del Consiglio.

Osserva che sarebbe stato opportuno, data l'importanza della questione, che detti provvedimenti fossero stati adottati dal Consiglio anziché essere assunti in via d'urgenza dalla Giunta.

Raccomanda che, per l'avvenire, le proposte concernenti l'aumento della garanzia fideiussoria a favore della Cooperativa Latte e Fontina della Valle d'Aosta siano sottoposte all'esame del Consiglio, per i provvedimenti di sua competenza.

Rammenta, in proposito, di avere in precedenti sedute di Consiglio rilevato l'opportunità che i Consiglieri regionali potessero prendere visione dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi della predetta Cooperativa, per rendersi conto della situazione finanziaria della Cooperativa stessa.

Ricorda che l'Assessore Bionaz aveva risposto affermativamente, dando assicurazione che avrebbe richiesto alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina i predetti atti contabili.

Chiede, quindi, all'Assessore Bionaz se e quando possa dare in visione ai Consiglieri i bilanci preventivi e i conti consuntivi in questione.

L'Assessore BIONAZ rileva che, come è a conoscenza dei Consiglieri, la Giunta aveva incaricato gli Assessori Bordon e Marchiando di seguire l'attività amministrativa, commerciale e finanziaria della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, per poter riferirne alla Giunta e al Consiglio. Concordo con il Consigliere Manganoni sulla opportunità che i Consiglieri possano prendere visione dei bilanci preventivi e dei Conti consuntivi della Cooperativa; fa presente che il bilancio preventivo relativo all'esercizio corrente è in corso di preparazione.

Assicura che provvederà a metterlo in visione ai Consiglieri non appena gli verrà trasmesso dalla Presidenza della Cooperativa.

Il Consigliere MANGANONI osserva che i Consiglieri debbono poter prendere visione, oltreché del bilancio preventivo della Cooperativa per l'esercizio corrente, anche dei conti consuntivi relativi agli esercizi passati.

Gli Assessori BORDON e MARCHIANDO informano di aver esaminato 15 giorni or sono unitamente al Presidente del Consorzio Produttori Fontina, la contabilità del Consorzio stesso e che, su richiesta, il Presidente assicurò che avrebbe provveduto a fare loro avere, nel termine massimo di 15 giorni, le contabilità distinte relative al Consorzio Produttori Fontina ed alla Cooperativa Produttori Latte e Fontina.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara quanto segue:

"Voi sapete quanto importante e complesso sia stato e sia ancora ora il problema della fontina, poiché avete visto quanto lungo è stato l'iter legislativo prima di arrivare al Decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 1955, n. 1269, concernente il riconoscimento - della denominazione della fontina quale prodotto di origine e tipico della Valle di Aosta.

Voi pure sapete che, da parte delle Ditte Invernizzi - Caseificio Noseda e Resinelli, fu iniziata una causa avanti il Consiglio di Stato per chiedere l'annullamento del citato Decreto del Presidente della Repubblica e che, contemporaneamente, fu inoltrato ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere addirittura l'annullamento della legge 10 aprile 1954 n. 125 riguardante la tutela delle denominazioni di origine e tipiche dei formaggi nonché l'annullamento del menzionato Decreto del Presidente della Repubblica.

Come ho già detto in una precedente seduta, non abbiamo potuto intervenire direttamente avanti alla Corte Costituzionale, perché, secondo la procedura della Corte, si può intervenire soltanto quando vi sia interesse diretto.

Abbiamo, però, aiutato l'Avvocatura dello Stato nel sostenere le tesi che si dovevano sostenere in una questione così complessa e importante, che era difficilmente comprensibile in tutti i suoi vari aspetti da parte dei funzionari dell'Avvocatura dello Stato.

Voi sapete che la Corte costituzionale, per nostra fortuna, ci ha dato ragione.

Immaginate quali avrebbero potuto essere le conseguenze nel caso di una mancata vittoria nostra in questo campo.

Pensate che cosa sarebbe accaduto in Valle di Aosta, dopo tutto quello che era stato fatto dalla Regione, per proteggere e valorizzare questo nostro prodotto tipico.

Indubbiamente vi erano degli interessi enormi, dico enormi, contro di noi e non sarà mai abbastanza valutata l'opera svolta dalla Regione, - permettetemi che lo dica, - per arrivare al risultato al quale siamo arrivati; ma vi è ancora in pendenza una causa davanti al Consiglio di Stato e vedrete, attraverso la deliberazione di Giunta n. 1760 del 26-2-1958, che viene sottoposta alla ratifica, che la Amministrazione regionale ha dato incarico, allo Avv. Prof. Egidio Tosato, - che è un costituzionalista di merito e che ci ha già aiutati alla Corte Costituzionale, - di intervenire direttamente, questa volta, davanti al Consiglio di Stato, perché qui possiamo farlo, per sostenere i nostri diritti.

Ma che cosa era accaduto intanto?

Voi sapete che vi era un Consorzio Produttori Fontina, il quale non poteva avere l'incarico della tutela del prodotto, mediante l'apposizione del marchio, perché la legge stabilisce che la tutela non può essere data ad un Consorzio che abbia degli interessi commerciali, ma soltanto ad un Consorzio la cui attività si limiti alla tutela del prodotto.

Questo Consorzio dei Produttori della Fontina si è, quindi, necessariamente scisso in due distinti Enti: la Cooperativa Produttori Latte e Fontina e il Consorzio Produttori Fontina, che provvede alla tutela e alla marchiatura della Fontina.

Per ottenere il marchio si è dovuto seguire una lunga procedura e, finalmente, si è avuto il Decreto che affida al Consorzio Produttori Fontina, con sede in Aosta, l'incarico della marchiatura.

Mancavano, però, ancora gli agenti vigilatori, perché, ovviamente, è inutile marchiare la fontina se poi non si provvede a mandare in giro degli agenti, in Valle e fuori Valle, che vigilano al fine di accertare che non si contravvenga alle norme di legge che ora tutelano la fontina.

Che cosa si è fatto? Per quanto riguarda la vigilanza nel territorio della Regione, ho emanato, quale Presidente della Giunta, il decreto di nomina degli agenti vigilatori; per quanto riguarda, invece, la vigilanza fuori della Valle d'Aosta, cioè nel resto dell'Italia, abbiamo chiesto al Ministero competente di autorizzare i nostri agenti ad agire anche fuori della Regione e ci risulta che il Ministero sta provvedendo proprio in tal senso in questi giorni.

L'iter che abbiamo dovuto seguire per addivenire alla tutela della fontina è stato lungo, ma comincia già a dare i suoi frutti e ve ne dò un esempio.

Ultimamente, due persone mi hanno segnalato, da Torino, che in un negozio di quella Città veniva venduto come fontina del formaggio che non era tale.

Voi sapete che, per il momento, la fontina, come prodotto di origine e tipico della Valle d'Aosta è tutelata come tale soltanto nel territorio nazionale e non in campo internazionale.

Ora devo dirvi che, in questi giorni, vi è stata un'azione notevole, da parte delle grosse Industrie produttrici di formaggio, per poter esportare all'estero, come fontina, grandi partite di formaggio standardizzato da loro prodotto e che chiamano abusivamente fontina.

Però non sono riuscite nel loro intento, perché all'estero, ad esempio in Svizzera, non accettano più come fontina il loro formaggio che non è prodotto in Valle d'Aosta e che non ha i requisiti prescritti dalla legge per la fontina.".

Il Consigliere NICCO Giulio afferma che l'Amministrazione regionale deve svolgere ogni azione per la tutela della fontina, intervenendo immediatamente e rigorosamente contro i trasgressori.

Rileva, però, la necessità che la fontina abbia le caratteristiche e la percentuale di grasso previste dalla legge; a tal fine raccomanda che si continui l'opera di persuasione presso i produttori, invitandoli a produrre un formaggio corrispondente alle caratteristiche prescritte per poter essere tutelato, come fontina, con l'apposizione del marchio di origine e di garanzia.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, ricorda che, - come è a conoscenza dei Consiglieri, - l'Amministrazione regionale ha fatto sempre tutto quanto era possibile per la tutela della fontina, sia venendo in aiuto ai produttori, sia facendo opera di persuasione per la produzione di buona fontina, avente i requisiti corrispondenti allo standard prescritto dalla legge, e sia, infine, promuovendo il riconoscimento e la tutela della fontina come formaggio di origine e tipico della Valle d'Aosta.

Il Vice Presidente PASQUALI, rileva che la fase legislativa e giuridica è ora superata, per cui bisogna passare alla fase pratica producendo, come già detto dal Presidente della Giunta, della buona fontina, avente le caratteristiche prescritte dalla legge, per essere riconosciuta e tutelata come prodotto di origine e tipico della Valle d'Aosta.

Constata che, attualmente, vi è carenza di buona fontina ed osserva che, se tale carenza durerà ancora un 'anno o due, potrà essere rinfacciato alla Valle d'Aosta di aver richiesto il riconoscimento e la tutela di un prodotto di origine e tipico che non viene fabbricato in un quantitativo tale da giustificarne la protezione come prodotto di origine.

L'Assessore BIONAZ, premette che non è sempre facile persuadere i produttori a fabbricare buona fontina secondo lo standard prescritto dalla legge, perché essi si preoccupano unicamente del loro interesse immediato; esprime, però, parere che i produttori si premureranno di migliorare il loro prodotto allorquando constateranno che la fontina buona e marchiata verrà venduta ad un prezzo di 150 o di 200 lire il Kg. in più della fontina non marchiata.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, richiamandosi a quanto detto dal Vice Presidente, Pasquali, in forma che una delle tesi sostenute nanti la Corte Costituzionale, dalle Ditte grossiste prima menzionate, consisteva appunto nell'affermazione che la produzione di fontina valdostana non era sufficiente in rapporto alla quantità richiesta dal mercato nazionale ed estero e che esse producevano grandi quantità di questa pseudo-fontina standardizzata che esportavano anche all'estero.

Osserva, in proposito, che la legge tutela i prodotti tipici e di origine, i quali ovviamente, - egli dice, - non possono moltiplicarsi in quantità e così non si può pretendere che la produzione normale in quintali di fontina salga, ad esempio, al doppio, per il fatto che è tutelata.

Rileva che vi sono dei formaggi francesi molto pregiati che si trovano raramente sul mercato e che hanno un prezzo altissimo, perché la domanda è di molto superiore all'offerta.

Afferma che il problema essenziale è che la fontina prodotta in Valle d'Aosta abbia la percentuale di grasso del 45% e corrisponda alle caratteristiche standard prescritte dalla legge per essere tutelata come fontina, cioè come formaggio di origine e tipico della Valle d'Aosta.

Concorda con il parere, espresso dall'Assessore Bionaz, che i produttori si premureranno di migliorare il loro prodotto allorquando vedranno che le forme di fontina marchiate saranno vendute ad un prezzo assai superiore a quello delle forme di fontina non marchiate e che, quindi, non possono essere vendute come fontina.

Si fa menzione che prendono, altresì, parte alla discussione l'Assessore BORDON ed i Consiglieri QUENDOZ e NICCO Giulio, il quale insiste sulla necessità che le norme di legge che tutelano la fontina siano applicate rigorosamente.

Il Consigliere BARMASSE raccomanda che la Cooperativa Latte e Fontina acquisti dai produttori non soltanto le forme di formaggio che vengono marchiate come fontina ma anche le forme di formaggi che non vengono marchiate, immettendole sul, mercato come formaggio semi-grasso.

L'Assessore ARBANEY informa che la Cooperativa Latte e Fontina provvede già ad acquistare dai produttori, - oltre alle forme di formaggio marchiate come fontina, - anche le forme che non sono marchiate come fontina e che vende come formaggio semi-grasso.

Il Consiglio prende atto.

Deliberazione n. 1742 del 21-2-1958

Su richiesta di chiarimenti del Consigliere MANGANONI, il Presidente della Giunta, BONDAZ, riferisce quanto segue:

"Il 29 aprile 1951 un automezzo dell'Amministrazione regionale, guidato dall'autista Lia Alfredo e che trasportava agenti di Questura, nel scendere dal Breuil, si scontrava in una curva in prossimità del Lago Bleu, con un automezzo guidato dal Sig. Schon Aurelio, da Milano, sul quale viaggiava il Dr. Giuliano Babini, di età di circa 30 anni.

Le conseguenze dello scontro furono gravissime e sproporzionate all'entità dei danni riportati dalle due macchine, in quanto il Dr. Babini rimase paralizzato completamente.

Io ebbi occasione, in allora, di difendere, in sede penale, il Signor Lia autista dell'Amministrazione regionale, mentre invece l'Avvocato Chabod difendeva il Signor Schon; ottenni, in detta sede, la declaratoria della compartecipazione di responsabilità dello Schon.

Infatti, il Tribunale stabilì una responsabilità del 70% a carico dell'autista dell'Amministrazione regionale e del 30% a carico dello Schon.

Sopravvenne una amnistia e l'azione penale si è estinta.

Naturalmente, però il Dr. Babini iniziò una causa civile per danni, danni gravissimi indubbiamente, e, poiché il Dr. Babini risultò essere un importatore-esportatore, si cercò di dimostrare che egli guadagnava parecchi milioni al mese e si richiese a titolo di indennizzo una somma che si avvicinava al mezzo miliardo.

La causa ha avuto un lungo sviluppo presso il Tribunale di Aosta e si è conclusa con una sentenza del Tribunale in data 18-11-1957/21-1-1958, con cui viene stabilita nel 70% la responsabilità a carico dell'Amministrazione regionale (in quanto l'autista Lia è un nostro dipendente) e nel 30% la responsabilità a carico dello Schon, liquidando il 70% nella somma di Lire 100 milioni.

A nostro avviso, questa sentenza non è equa nel senso che la liquidazione dei danni è esagerata perché non ha tenuto conto, fra le altre cose, del fatto che il Dr. Babini, - che secondo le testimonianze da lui dedotte risultava essere onnipresente e avere rilevantissimo reddito annuo, - non pagava una lira di imposte erariali.

La Giunta ha, quindi, immediatamente provveduto, con deliberazione in data 21-2-1958, assunta in via d'urgenza, a proporre appello contro la predetta sentenza del Tribunale di Aosta, dando incarico agli Avvocati Chanu Aureliano, di Aosta, che già aveva patrocinato l'Amministrazione in Aosta, e gli Avvocati Carlo Galante-Garrone e Gastaldo Efisio, di Torino, di rappresentare la Regione nella causa da promuovere avanti la Corte d'Appello di Torino.

Ho l'impressione che, andando avanti nel tempo, come risulta già da una perizia, le gravissime infermità e inabilità del Dr. Babini vadano attenuandosi, per cui noi non abbiamo nessun interesse a sollecitare lo svolgimento della causa, perché attenuandosi la infermità verrà a diminuire l'entità del danno da risarcire.

La deliberazione di cui si tratta è stata assunta in via d'urgenza per poter appellare "in terminis" contro la predetta sentenza".

Deliberazione n. 1860 del 5-3-1958

Il Consigliere BARMASSE rileva che, in una seduta dello scorso anno, l'Assessore Vesan ebbe a precisargli che i lavori di consolidamento e di sistemazione dei terreni franosi a monte del capoluogo di Valtournanche sarebbero stati eseguiti a mezzo di un cantiere di lavoro. Chiede se tali lavori avranno inizio nella primavera entrante.

L'Assessore VESAN informa che il cantiere di lavoro a cui ha accennato il Consigliere Barmasse è stato autorizzato e che sarà aperto non appena le condizioni climatiche permetteranno di dar inizio ai lavori.

Il Consigliere NICCO Giulio rileva che la deliberazione di Giunta n. 1860 del 5-3-1958 concerne, fra l'altro, l'approvazione di un supero di spesa di Lire 796.160 rispetto a quella preventivata in Lire 1.825.000 per lavori di sbancamento di terreno da eseguire dalla Ditta Montrosset Alfonso, di Aosta, nel cantiere numero 031956/L in territorio dei Comuni di St. Christophe e di Quart.

Osserva che si tratta di un supero di spesa assai rilevante e prega l'Assessore Vesan di voler riferire circa i lavori eseguiti con tale maggiore spesa.

L'Assessore VESAN premette che il cantiere di lavoro in questione è stato istituito dall'Ufficio del Genio Civile di Aosta, circa cinque anni or sono, per la costruzione della strada di "Montagne" che, partendo dalla frazione Sorreley, in Comune di St. Christophe, si snoda sulla montagna attraverso le, frazioni di Crétallaz, Jeanceiaz ed altre.

Comunica che durante la passata gestione, a cura del Genio Civile, i lavori sono proseguiti a rilento, tant'è vero che la strada non avanzava più di 200-300 metri all'anno.

Informa che, lo scorso anno, la gestione del cantiere di lavoro passò all'Amministrazione regionale e fa presente di avere personalmente constatato sul posto che, per la sollecita esecuzione degli scavi, era necessario l'impiego di una moderna escavatrice, trattandosi di fare sbancamenti per circa 4-5 mila mc. al Km. di strada.

Riferisce di aver preso, quindi, accordi con la Impresa Montrosset, di Aosta, la quale, nello spazio di 2 mesi, eseguì lavori di sbancamento per circa 2 Km. di strada; tant'è vero che attualmente la strada giunge già alla frazione Crétallaz.

Fa presente che i lavori di costruzione delle scarpate, delle murature, delle cunette e dei tombini continuano ad essere eseguiti a mezzo della mano d'opera impiegata presso il cantiere di lavoro.

Precisa che, nel costruire 2 Km. di strada con la spesa complessiva di Lire 2.621.160, l'Amministrazione regionale ha conseguito una notevolissima economia di spesa in confronto alle spese prima sostenute dal Genio Civile per i lavori eseguiti nel tratto di strada costruito in precedenza, tanto più se si tiene conto del fatto che i 2/3 degli scavi del 2° tronco sono stati fatti in roccia.

Il Consigliere NICCO Giulio dichiara di essere rimasto soddisfatto delle informazioni date dall'Assessore Vesan, rilevando però che la sua richiesta di chiarimenti era motivata; infatti nella deliberazione di Giunta, trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, non si parlava di scavi in roccia, che giustificano pienamente il supero di spesa.

Si fa menzione che prendono, altresì, parte alla discussione il Presidente della Giunta, BONDAZ, ed il Consigliere MANGANONI, il quale osserva che la discussione seguita alla richiesta di chiarimenti fatta dal Consigliere Nicco Giulio dimostra l'opportunità che le varie deliberazioni assunte in via d'urgenza dalla Giunta siano brevemente illustrate ai Consiglieri in sede di ratifica.

Il Consigliere NICCO Giulio formula viva raccomandazione all'Assessore Vesan che alla direzione e all'assistenza dei lavori di pubblica utilità eseguiti e finanziati dall'Amministrazione regionale siano preposte persone capaci e pratiche del mestiere e ne illustra le ragioni.

Il Consiglio prende atto.

Deliberazione n. 1783 del 5-3-1958

Su richiesta del Vice Presidente, PASQUALI, fornisce chiarimenti l'Assessore BERTHET.

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, PAREYSON, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni o chiedere chiarimenti, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulla proposta di ratifica dei provvedimenti deliberativi adottati in via d'urgenza dalla Giunta nel periodo dal 27-11-1957 al 5-3-1958.

IL CONSIGLIO

ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trentadue);

Delibera

di ratificare, ad ogni effetto, le seguenti deliberazioni adottate in via d'urgenza dalla Giunta regionale nel periodo dal 27 novembre 1957 al 5 marzo 1958:

n. 999 del 27-11-1957 - Lavori di ampliamento e di sistemazione dell'edificio scolastico di Verrès - Aggiudicazione dei lavori a trattativa privata alla Cooperativa Costruzioni edili "Edelweiss", di Aosta.

n. 1210 del 20-12-1957 - Corsi di addestramento per meccanici ed elettricisti nei Comuni di Aosta e Verrès - Approvazione ed impegno di spesa per l'anno scolastico 1957-1958.

n. 1501 del 29-1-1958 - Deposito e vincolo di somme eccedenti le normali necessità di cassa presso l'Istituto Bancario San Paolo di Torino - Succursale di Aosta.

n. 1580 del 5-2-1958 - Rinnovo di deposito vincolato temporaneo di somme eccedenti le normali necessità di cassa presso la Cassa di Risparmio di Torino. Introito di somme per interessi attivi.

n. 1659 del 13-2-1958 - Aumento della garanzia fideiussoria della Regione presso l'Istituto Bancario San Paolo, di Torino, per una apertura di credito in conto corrente a favore della Cooperativa Produttori Latte e Fontina con sede in Aosta.

n. 1742 del 21-2-1958 - Causa per i danni derivanti dal sinistro automobilistico del 29 aprile 1951 -Ricorso in appello contro la sentenza del Tribunale Civile di Aosta in data 18-11-1957 - 21-1-1958, notificata il 13-2-1958 - Incarico agli avvocati Aureliano Chanu di Aosta e Carlo Galante-Garrone e Castaldi Efisio, di Torino.

n. 1760 del 26-2-1958 - Ricorso nanti il Consiglio di Stato delle Ditte Invernizzi - Caseificio Noseda - Resinelli per annullamento del decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 1955, n. 1269. - Intervento in causa della Regione - Incarico agli avvocati Prof. Egidio Tosato e Franco Ippolito, di Roma, di rappresentare la Regione.

n. 1761 del 26-2-1958 - Celebrazione del primo decennale della promulgazione dello Statuto speciale per la Valle di Aosta - Pubblicazione di un volume sull'attività e sulle realizzazioni della Regione Valle d'Aosta nei primi dieci anni di autonomia Approvazione ed impegno di spesa - Variazione di bilancio.

n. 1826 del 28-2-1958 - Approvazione e impegno della spesa di Lire 6.300.000 per la ristampa, a cura della Stamperia Artistica Nazionale, di Torino, dell'opera "La Vallée d'Aoste", di Edouard Aubert - Approvazione e impegno di spesa - Variazioni di bilancio.

n. 1860 del 5-3-1958 - Cantiere di lavoro N. 031956/L, istituito nei Comuni di St. Christophe e Quart - Liquidazione a saldo alla Ditta Montrosset Alfonso, di Aosta - Approvazione di maggiore spesa.

n. 1867 del 5-3-1958 - Lavori di ripristino del canale irriguo "Rû d'Arberioz" in Comune di Aymavilles; danneggiato in seguito ai lavori di sistemazione della strada regionale Aymavilles-Cogne - Aggiudicazione dei lavori a trattativa privata alla Ditta Portalupi Carlo, di Aosta - Approvazione ed impegno di spesa.

n. 1873 del 5-3-1958 - Approvazione e impegno dalla spesa di Lire 3.090.000 per la ristampa, a cura della Tipografia Valdostana, di Aosta, di n. 2.000 copie dell'Histoire populaire de la Vallée d'Aoste dell'Abate Henry - Storno di fondi.

______