Objet du Conseil n. 27 du 10 mars 1958 - Verbale

OGGETTO N. 27/58 - DEMOLIZIONE IN ZONA PONTE DI PIETRA, DI AOSTA, DELLA CASA CHE OSTACOLA L'ACCESSO ALLA STRADA AOSTA-POROSSAN-ROISAN. (Interpellanza del Consigliere regionale Signor Manganoni Claudio)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Manganoni Claudio concernente l'oggetto: "Demolizione, in regione Ponte di Pietra, della casa che ostacola l'accesso alla strada Aosta-Porossan-Roisan", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Geom. PAREYSON

Presidente del Consiglio della Valle

AOSTA

Prego la S. V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta la seguente interpellanza:

"Per conoscere le ragioni per cui non è stata ancora demolita la casa al Ponte di Pietra che ostruisce in parte l'accesso alla strada Aosta-Porossan-Roisan e quando l'Assessore ai Lavori Pubblici intende provvedere".

Aosta, lì 19 gennaio 1958

F.to: Claudio Manganoni

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Il Consigliere MANGANONI rileva che il problema della demolizione della casa che, in zona Ponte di Pietra (Aosta), ostacola l'accesso alla strada Aosta-Porossan-Roisan si trascina ormai da anni, per cui urge che sia finalmente definito nell'interesse della viabilità pubblica.

Chiede all'Assessore ai Lavori Pubblici di voler riferire al Consiglio sulle trattative in corso con i proprietari del fabbricato predetto, nonché di precisare se ritenga che le trattative possano giungere a conclusione.

L'Assessore VESAN dichiara quanto segue:

"Con l'interpellanza in oggetto si chiede all'Assessore ai Lavori Pubblici di fare conoscere le ragioni per cui non è stata ancora demolita la casa che, in zona Ponte di Pietra (Aosta), riduce parzialmente la sezione dell'imbocco della strada Aosta-Porossan-Roisan.

Devo premettere che la strada Aosta-Porossan è una strada comunale e che, quindi, le pratiche di espropriazione devono essere iniziate e svolte a cura dell'Amministrazione comunale di Aosta.

Questo problema, come è stato accennato dal Consigliere Manganoni, risale a diversi anni addietro ed è stato affrontato dalla precedente Amministrazione regionale fin dal 1950.

Ho voluto esaminare i precedenti della pratica e, dagli atti relativi, ho potuto desumere quanto segue:

Il progetto relativo alla costruzione del 1° tronco della strada è stato allestito dall'Ufficio tecnico della Città di Aosta e approvato dal Comune con deliberazione del 23 gennaio 1950, resa esecutoria il 15 marzo 1950.

Con detta deliberazione il Comune faceva anche istanza all'allora Presidente della Giunta affinché l'opera fosse dichiarata di pubblica utilità e venisse emesso il decreto prefettizio di occupazione d'urgenza.

In effetti furono emessi due decreti: un primo decreto in data 4 settembre 1950, n. 141, contenente la dichiarazione di pubblica utilità, ed un secondo decreto, in data 25 novembre 1950, col quale venne autorizzata l'occupazione temporanea dei terreni occorrenti per la durata di anni due, ai sensi dell'articolo 71 della legge sull'espropriazione.

Questo ultimo decreto è stato notificato a suo tempo dal Tribunale di Aosta ai proprietari interessati.

L'Ufficio Tecnico regionale già in allora ha provveduto, nel dicembre 1950, alla compilazione degli stati di consistenza dei vari immobili, case e terreni, oggetto di esproprio, tra cui quelli intestati al Signor Davisod Bartolomeo (già proprietario del fabbricato demolendo).

I lavori, finanziati dall'Amministrazione regionale, furono appaltati ed eseguiti a cura dell'Amministrazione stessa, spettando però all'Amministrazione comunale di Aosta il compito di promuovere le pratiche di espropriazione.

A quanto mi consta, le pratiche di esproprio subirono una sospensione da parte degli Amministratori di allora e, per quanto riguarda il non demolito e non occupato fabbricato di proprietà del Davisod, non ebbero ulteriore corso.

L'attuale Amministrazione anche dietro richiesta dei proprietari dei terreni occupati, ha ripreso le trattative con i proprietari stessi ed ha potuto giungere ad un accordo amichevole con una buona parte degli interessati, liquidando le indennità concordate in cifra equa.

Per quanto riguarda, invece, l'espropriazione del fabbricato del Sig. Bartolomeo Davisod, il quale nel frattempo è deceduto, i tentativi di amichevole composizione fatti con gli eredi sono rimasti infruttuosi, avendo i medesimi avanzato richiesta di liquidazione di un indennizzo in misura troppo esosa, richiesta che non è stata formulata in cifra precisa, ma che, a quanto risulta, oscillerebbe dai 5 ai 10 milioni di Lire.

Allo stato attuale delle cose si potrebbe, pertanto, promuovere l'emanazione di un nuovo decreto prefettizio di occupazione d'urgenza e di espropriazione del fabbricato per l'esecuzione dei lavori di allargamento dell'imbocco della strada comunale in questione, ma evidentemente a questo deve provvedere l'Amministrazione comunale di Aosta, che già a suo tempo deliberò di procedere allo esproprio coattivo degli immobili da occupare per la costruzione della menzionata strada comunale.

All'uopo in data 18 febbraio scorso, riprendendo in esame tale pratica, mi son fatto premura di indirizzare al Sindaco di Aosta, una lettera, invitandolo a promuovere le pratiche per l'esproprio di cui si tratta.

Per quanto ci riguarda come Regione, non possiamo fare altro che appoggiare l'iniziativa di competenza del Comune, augurando che la pratica possa essere sollecitamente definita".

Il Consiglio prende atto.

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