Objet du Conseil n. 26 du 10 mars 1958 - Verbale
OGGETTO N. 26/58 - TRATTAMENTI ANTICRITTOGAMICI ALLE PIANTE FRUTTIFERE. (Interpellanza del Consigliere regionale Signor Savioz Fabiano)
Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Savioz Fabiano, concernente l'oggetto: "Trattamenti anticrittogamici alle piante fruttifere", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Ill.mo Signor Presidente
del Consiglio regionale
della Valle d'Aosta
La prego di voler inserire nel prossimo ordine del giorno la seguente interpellanza.
Chiedo al Signor Presidente della Giunta regionale se non ritenga urgente disciplinare l'irrorazione delle piante fruttifere con gli anticrittogamici a base di arseniati, onde evitare che irrorazioni fatte durante la fioritura distruggano le api, con sensibile danno alla frutticoltura stessa ed agli apicoltori.
Ringraziando porgo distinti ossequi.
F.to: Savioz Fabiano
Aosta, li 28 gennaio 1958.
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Il Consigliere SAVIOZ premette che l'apicoltura, per la quantità di miele prodotto in Valle d'Aosta e che è rinomatissimo per la sua qualità altamente nutritiva, ha notevole importanza per l'economia regionale.
Comunica che l'apicoltura non ha il suo clima ideale in Valle d'Aosta, perché gli improvvisi cambiamenti atmosferici nel giro di pochi giorni (alti e bassi di temperatura) costituiscono un impedimento al suo sviluppo e potenziamento.
Osserva che il miele prodotto in Valle d'Aosta è fra i più pregiati che vi siano in Italia e contribuisce ad arrotondare in misura sensibile il bilancio familiare degli agricoltori; precisa che la produzione annuale valdostana di miele ammonta a diverse centinaia di quintali e che il prezzo del miele oscilla dalle 450 alle 600 Lire al Kg.
Informa che gli apicoltori della Valle d'Aosta, che sono attualmente circa 500, si sono costituiti in Associazione nel 1954-1955 ed hanno ottenuto un aiuto finanziario notevole dall'Assessorato regionale dell'Agricoltura e Foreste.
Informa che, oltre al clima che, come già detto, è nocivo allo sviluppo dell'apicoltura in Valle di Aosta, vi sono varie malattie delle api, di cui la più grave è quella denominata peste americana e la più benigna è quella denominata cariosi o mal di maggio; precisa che sebbene tali malattie siano curabili, tuttavia distruggono ogni anno centinaia di famiglie di api, con conseguente grave danno per gli apicoltori locali.
Osserva che la colpa di ciò va attribuita in parte alle irrorazioni arsenicali che gli agricoltori effettuano sulle piante fruttifere allorquando sono in fiore.
Rileva che l'ape, portandosi di fiore in fiore per raccogliere nettare e polline, raccoglie involontariamente anche una certa quantità di arsenico che, depositato negli alveari, finisce per distruggere rapidamente tutta la covata.
Comunica che è stato provato, da esperti in agricoltura e soprattutto da esperti nella coltura delle piante fruttifere, che le irrorazioni eseguite durante la piena fioritura non hanno un esito positivo, anzi molte volte, hanno un esito negativo.
Ricorda che in molte Provincie d'Italia sono state vietate, con decreti prefettizi, le irrorazioni arsenicali durante il periodo di piena fioritura delle piante.
Riferisce di aver indirizzato al Presidente della Giunta l'interpellanza in esame essendo suo vivo desiderio che il problema fosse discusso in seno al Consiglio, affinché i Signori Consiglieri potessero rendersi conto dell'importanza che l'apicoltura ha per l'economia regionale.
Osserva che, potenziando lo sviluppo dell'apicoltura, la Regione contribuisce ad arrotondare il magro bilancio dei contadini della Valle d'Aosta e, per riflesso, a contenere e frenare in parte lo spopolamento della montagna.
Conclude, dichiarando che gli apicoltori della Valle d'Aosta non chiedono l'adozione di provvedimenti draconiani, ma chiedono soltanto, anche nell'interesse stesso della frutticoltura, che sia tutelata l'apicoltura vietando le inutili e dannose irrorazioni arsenicali sulle piante da frutto nel periodo della piena fioritura.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, in risposta alla interpellanza del Consigliere Savioz, dichiara quanto segue:
"Premetto che non ho, in questa materia, né la competenza del Consigliere Savioz, né la competenza dell'Assessore Bionaz, che è un apicoltore.
Mi sono, però, interessato del problema, che è assai importante, poiché mi si chiede nella interpellanza di disciplinare l'irrorazione delle piante fruttifere.
Io ho esaminato bene la questione, anche dal punto di vista giuridico, ho chiesto dei consigli a tecnici particolarmente esperti nella materia e sto studiando il modo di risolvere il problema nel modo migliore.
Secondo quanto mi è stato detto dai tecnici, la cosa non è molto facile, perché il periodo della fioritura è brevissimo e varia da zona a zona e bisogna intervenire e irrorare proprio nel momento giusto, perché se non si provvede tempestivamente, dopo è perfettamente inutile.
È molto difficile, d'altra parte, controllare efficacemente l'osservanza di una eventuale ordinanza prefettizia in questa materia.
È attualmente allo studio, da parte dello Stato, una proposta di legge sull'apicoltura che dovrebbe dettare norme precise per la tutela dell'apicoltura e stabilire, fra l'altro, che i Prefetti debbono esaminare, caso per caso, se vi sia la necessità di emanare ordinanze prefettizie in tale materia, a' sensi dell'art. 19 della legge comunale e provinciale.
Queste ordinanze devono essere, naturalmente, limitate ai casi in cui i tecnici agrari possono dimostrare ai Prefetti che vi è un pericolo imminente, urgente, di calamità.
Bisogna studiare se sia meglio emanare un decreto di carattere prefettizio oppure, siccome abbiamo la possibilità di legiferare in questa materia, se non sia meglio emanare una legge regionale, oppure ancora, - e questa è la tesi dei vari tecnici agrari, - se non sia meglio continuare nell'azione di persuasione che stanno facendo i tecnici agrari attraverso i corsi, i manifesti ed i giornali locali.
È indubbio che qualcosa va fatto; bisogna però scegliere la strada migliore, quella che arriva effettivamente allo scopo.
Io ho già disposto che sia studiata la questione, di cui parleremo ancora, forse anche più diffusamente, quando discuteremo della mozione presentata, mi pare, dallo stesso consigliere Savioz e concernente l'organizzazione di un pubblico servizio per trattamenti anticrittogamici e antiparassitari alle piante fruttifere in Valle d'Aosta.
La questione, ripeto, è allo studio e si tratta di trovare, come già detto, il modo migliore per raggiungere lo scopo che intendiamo ottenere.
Il Consigliere SAVIOZ dà atto che il Presidente della Giunta, pur non essendo un apicoltore, ha dimostrato, attraverso i chiarimenti dati, di aver capito perfettamente l'importanza del problema in esame e dell'apicoltura per l'economia regionale, nonché della necessità di tutelare l'apicoltura locale mediante opportuni provvedimenti.
Dichiara di rendersi conto delle difficoltà per l'adozione dei provvedimenti in questione atti a tutelare l'apicoltura; fa presente che l'essenziale è di stabilire il principio che nel periodo della piena fioritura delle piante fruttifere sia vietato eseguire irrorazioni arsenicali sulle piante stesse, perché tali irrorazioni, oltreché non servire allo scopo, hanno un esito negativo e danneggiano l'apicoltura.
Il Consiglio prende atto.
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