Objet du Conseil n. 7 du 17 janvier 1958 - Verbale

OGGETTO N. 7/58 - POTENZIAMENTO DELL'INSEGNAMENTO PROFESSIONALE E DELL'APPRENDISTATO - ISTITUZIONE DI UN COLLEGIO - SCUOLA DI ARTI E MESTIERI. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Barmasse Michele e Savioz Fabiano)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Barmasse Michele e Savioz Fabiano concernente l'oggetto: "Potenziamento dell'insegnamento professionale e dell'apprendistato - Istituzione di un collegio - scuola di arti e mestieri", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Ill.mo Signor Presidente

del Consiglio regionale

AOSTA

La preghiamo di voler includere nell'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio la seguente mozione:

Con deferenti ossequi.

F.ti: Michele Barmasse - Savioz Fabiano.

Valtournanche, 18 ottobre 1957.

Il Consiglio regionale

ravvisando la necessità e l'urgenza di intensificare nella Regione l'insegnamento d'arti e mestieri, onde preparare i nostri giovani ai cambiamenti che il Mercato Comune determinerà nella vita economica delle Nazioni aderenti, nell'auspicabile caso che esso non sia organizzato al solo scopo di appoggiare una coalizione militare e non abbia a condividere l'instabile e precaria durata che la storia ha sempre riservato ad alleanze di tale genere;

considerato che migliorare la qualifica della mano d'opera significa, ad un tempo, favorire il perfezionamento, altrettanto necessario ed urgente, della produzione locale in ogni suo ramo e preparare i lavoratori al nuovo mercato del lavoro, che, ci auguriamo, sia più vasto e più libero dell'attuale, ma sarà certamente più selettivo;

pure apprezzando quanto l'Amministrazione regionale ha fatto finora a tale scopo, ma ritenendolo, per le ragioni su esposte, ormai insufficiente;

perché la nostra Regione si trovi all'altezza degli eventi e non abbia ad esserne sopraffatta;

impegna

la Giunta regionale a prendere tutti i provvedimenti necessari per l'ampliamento e il miglioramento dell'insegnamento professionale nella Regione, a riprendere in esame la fondazione ad Aosta di un Collegio-Scuola di arti e mestieri della capacità necessaria per fare in tempo oggi ad innalzare il livello di qualifica della nostra mano d'opera e mantenerlo in avvenire ed infine ad assumere gli opportuni provvedimenti per l'organizzazione razionale, il miglioramento e l'amplificazione dell'apprendistato in Valle.

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Il Consigliere BARMASSE, ad illustrazione della mozione soprariportata, dichiara quanto segue:

"L'insistenza nostra su questo argomento potrà apparire demagogica a chi ritiene che quanto l'Amministrazione regionale ha fatto in tal senso sia sufficiente; ma consideriamo, egregi Colleghi, quante migliaia di nostri lavoratori non hanno un mestiere, perché non hanno avuto il modo e i mezzi di poterlo imparare, e, tanto in patria che all'estero, devono sottoporsi ai lavori più duri, più umili, più pericolosi e meno retribuiti.

Le scuole di meccanica, di elettrotecnica, di falegnameria, aperte in varie località della Regione, tendono, bensì, a migliorare il livello di qualifica della nostra mano d'opera, e noi diamo volentieri atto dell'attività spiegata per la loro istituzione, ma ognuno di noi sa che, per la loro ubicazione, per mancanza di insegnanti e di locali sufficientemente vasti e convenientemente attrezzati, queste scuole non possono accogliere che un numero di alunni molto esiguo, rispetto alle necessità della Regione.

Tali scuole giovano alla popolazione del Comune in cui sorgono, avviano i giovani ad un mestiere e, al termine del corso, rilasciano ai giovani un attestato, che potrà loro servire per essere assunti nelle industrie locali, ma che non ha, per la carriera dei lavoratori, il valore del diploma rilasciato da una scuola professionale governativa, come quella che noi domandiamo venga istituita ad Aosta.

La tecnica, la meccanica, l'automatismo si sviluppano, ai nostri giorni, con un ritmo vertiginoso. Gli uomini, pensierosi delle sorti della collettività, si chiedono quali saranno le conseguenze sociali di tale sviluppo, ma non possono consigliare di non adeguarvisi.

Essi consigliano, invece, di seguirlo da vicino, onde non sfugga al nostro controllo, che mira a far sì che il lavoro della macchina sia di vantaggio comune per tutta la collettività e non aggravi gli squilibri economici di cui essa già soffre.

Rimanere indietro, oggi, significa votarsi alla soggezione. Il Mercato Comune, quando giungerà ad una fase di applicazione integrale, dovrà lasciare libera circolazione a uomini e merci da una all'altra delle Nazioni aderenti, ciò che conferirà un carattere internazionale anche al mercato del lavoro.

Ma pensiamo, egregi Colleghi, cosa significa per i lavoratori, che non hanno un mestiere, abbandonare la famiglia e recarsi in un paese straniero in cerca di un'occupazione, in un'inevitabile condizione di inferiorità rispetto ai lavoratori del luogo.

Parliamo agli emigrati valdostani e sapremo a prezzo di quanti sacrifici, di quanti sforzi, di quante cocenti mortificazioni sono riusciti, quando sono riusciti, ad imparare un mestiere, che in patria non hanno potuto imparare, e a farsi una posizione!

La tendenza ad incrementare l'emigrazione dei lavoratori, senza riguardo alla loro preparazione, è delittuosa.

Nel solo decennio susseguito all'ultima guerra mondiale, ben due milioni di lavoratori italiani hanno emigrato, ma quanti fra di essi si sono trovati alle prese con le più dure privazioni e quanti hanno lasciato la vita o la salute in miniere e cantieri esteri, dove la sicurezza e il rispetto della personalità umana sono tuttora un mito! Rileva che è di ieri la notizia di una grave disgrazia occorsa in una miniera della Francia.

L'emigrazione operaia, purtroppo, è, come la disoccupazione, una piaga della nostra società. Nelle condizioni attuali, la si può migliorare innalzando il grado di preparazione e di specializzazione dei lavoratori; la si può ridurre aumentando il volume degli investimenti fruttiferi nella Nazione, ma non la si può eliminare.

Possano gli italiani ed, in particolare, i membri del Governo, concepire l'emigrazione allo stesso modo del Presidente della Repubblica, il quale, nel discorso pronunciato a Genova in occasione delle recenti celebrazioni colombiane, diceva, in sostanza (non ricordo le parole testuali), che l'Italia non ha mire imperialistiche ed aspira soltanto all'espansione pacifica nel mondo delle inesauribili sue energie di lavoro, energie che i reggitori della cosa pubblica debbono saper coltivare e poi dirigere a tal fine, oltre che alle necessità interne del progresso nazionale. In questa affermazione del Presidente Gronchi c'è tutto un programma riguardante l'emigrazione e la cultura professionale dei giovani.

Le concessioni avute recentemente dall'Iran, per ricerche petrolifere in quel territorio, sono un passo verso una più dignitosa espansione delle nostre forze lavoratrici.

Auguriamoci che molte altre Nazioni estere che, per difetto di braccia o di mezzi tecnici, non sono, per il momento, in grado di valorizzare le loro ricchezze naturali o di affrontare altre grandi imprese, si rivolgano di preferenza a noi e che questo tipo di emigrazione di operai qualificati guidati da tecnici italiani, emigrazione portatrice di progresso e più degna di una Nazione civile, abbia presto ad assorbire tutta la nostra sovrabbondanza di potenziale tecnico e lavorativo.

Ma perché ciò possa realizzarsi è necessaria un'accurata preparazione dei nostri lavoratori.

Eminenti personalità politiche e del mondo del lavoro e della produzione insistono ogni giorno sulla necessità di accelerare la cultura tecnica e professionale dei giovani.

Ascoltiamo, egregi Colleghi, questo monito: diamo maggiore impulso e maggiore ampiezza all'insegnamento tecnico-industriale nella Regione, onde conseguire nelle industrie locali la libertà, la sicurezza d'iniziativa, il prestigio e l'autonomia che in quel campo ancora non abbiamo. Ascoltiamo quel monito, per ottenere un miglioramento della nostra produzione, necessità questa che il Mercato Comune non mancherà di accentuare, e obbediamo a quel monito per arginare lo spopolamento della montagna, offrendo migliori condizioni di vita, nel loro paese, alle nuove generazioni.

Noi riteniamo indispensabile, a tal fine, una grande Scuola di arti e mestieri nel centro della Regione, con annesso collegio, affinché i ragazzi che vi affluiranno, dopo il corso elementare, siano dovutamente assistiti.

Una scuola, cioè, statale, per la fondazione della quale riteniamo che l'Amministrazione regionale potrà avere pieno appoggio ed efficace contributo dal Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro e dal Governo.

Anche ai complessi industriali della Regione riteniamo si possa domandare, a tal fine, un contributo tecnico e finanziario.

Un altro problema, affine a questo e non meno importante, merita tutta la nostra attenzione: quello dell'apprendistato.

Occorre prendere tutte le misure atte a sollecitarne il potenziamento. È necessario, anzitutto, che funzioni attivamente l'apposito Ufficio di collocamento; poi, con ogni mezzo più opportuno, far sì che aumenti la assunzione di apprendisti da parte degli artigiani e degli industriali della Regione.

Come mezzo per ottenere più numerose assunzioni e più accurato insegnamento, noi proporremmo l'assegnazione di premi e di diplomi di benemerenza agli artigiani ed agli industriali che portino all'esame per il conseguimento dell'attestato di idoneità il maggior numero di candidati ed i meglio preparati.

È per andare incontro all'avvenire della nostra Regione, ricco di speranze, ma non immune da incertezze e pericoli, che oggi chiediamo fiduciosi, a tutti i nostri colleghi dell'Amministrazione regionale, di voler approvare la presente mozione, se non nella identica sua forma, almeno rispettando integralmente la sua sostanza".

Il Consigliere SAVIOZ premette che il problema prospettato dai presentatori della mozione è attuabile perché non richiede l'impiego di fondi regionali rilevanti per la creazione, in Aosta, di un Collegio-Scuola di arti e mestieri.

Riconosce che, effettivamente, i vari Corsi di perfezionamento professionale già istituiti in Valle d'Aosta hanno dato dei buoni frutti, in particolare il Corso di Chavonne (Villeneuve), che è stato frequentato da numerosi giovani che, alla fine del corso, sono stati quasi tutti assunti al lavoro dai vari complessi idroelettrici esistenti in Valle.

Rileva, però, che tali Corsi, - sia per l'insufficienza di aule e della necessaria attrezzatura e sia per la difficoltà di trovare persone specializzate nell'insegnamento delle materie oggetto dell'insegnamento, non possono risolvere pienamente il problema della qualificazione dei giovani.

Auspica, quindi, che si addivenga al più presto alla determinazione di costruire, in Aosta, un fabbricato da adibire a Scuola di arti e mestieri, con annesso collegio in cui possano essere ospitati i giovani che risiedono fuori della Città di Aosta e quelli che non possono prendere parte ai menzionati Corsi professionali.

Fa presente che l'istituendo Collegio-Scuola dovrebbe essere realizzato gradualmente, con possibilità di sviluppo, in relazione alle necessità future.

Osserva che il problema della qualifica della mano d'opera non interessa soltanto la Valle d'Aosta, ma il mondo intero, il che è dimostrato dal fatto che tutte le Nazioni sono indirizzate verso le qualificazioni della mano d'opera, perché il progresso tecnico richiede mano d'opera specializzata.

Dichiara che la Regione ha il dovere di dare la possibilità ai giovani di imparare un mestiere che permetta loro di trovare un'occupazione e di crearsi così una famiglia.

Osserva che il Consiglio, concordando sulla iniziativa proposta dai presentatori della mozione, potrebbe demandare alla Giunta, oppure ad apposita Commissione consiliare, lo studio del problema con incarico di formulare e sottoporre al più presto proposte concrete all'esame del Consiglio affinché l'opera auspicata possa avere sollecita attuazione.

L'Assessore MARCHIANDO riferisce quanto segue:

"Nella riunione del 15 febbraio 1956, la Commissione consiliare incaricata dello studio di provvedimenti interessanti l'apprendistato e le Scuole professionali stabiliva di compiere una visita all'Istituto Salesiano di San Benigno Canavese, per poter prendere conoscenza dei metodi didattici ivi praticati e per esaminare la possibilità di istituire una Scuola analoga nella Regione, considerato il fatto che l'Istituto di San Benigno gode di buona rinomanza per la serietà della preparazione professionale dei giovani.

La visita, mentre ha consentito di avere una esatta nozione del sistema d'insegnamento seguito dal predetto Istituto, ha anche convinto la Commissione delle notevoli difficoltà di organizzare in Aosta una Scuola-Convitto del genere, sia perché vi sono pochi Insegnanti specializzati nell'insegnamento delle materie per tale Scuola e sia per le necessità finanziarie inerenti alla dotazione di idonee e moderne attrezzature.

In via subordinata, pertanto, la Commissione ha ritenuto più conveniente per ora di istituire, a partire dall'anno scolastico 1956-1957, appositi Corsi biennali di addestramento professionale post-avviamento per quei giovani che siano muniti di licenza di avviamento (sezione industriale).

Il primo Corso, per meccanici, si effettua ad Aosta ed il secondo Corso, per elettricisti, si effettua a Verrès.

L'onere finanziario che la Regione si assume per tali Corsi è di circa Lire 6 milioni all'anno.

Ai ragazzi che al termine dei Corsi biennali supereranno felicemente gli esami sarà rilasciato un diploma di tecnico-meccanico o di tecnico-elettricista.

La Commissione ha, inoltre, concordato sulla proposta di incrementare i Corsi professionali finanziati con il concorso del Ministero del Lavoro; nell'anno scolastico 1956-1957 tali Corsi sono stati circa 12, mentre quest'anno sono 14 e sono tenuti nei vari centri della Valle. Detti Corsi hanno dato dei buoni risultati e vengono seguiti con particolare attenzione dagli allievi.

È, però, già allo studio, da parte della Giunta, l'iniziativa per la istituzione in Aosta di un apposito Centro di addestramento professionale, affinché i Corsi di qualificazione per giovani lavoratori possano avere luogo in una apposita e idonea sede, provvista di una attrezzatura adeguata.

Il costruendo edificio dovrebbe sorgere in Aosta nella zona a ponente della Chiesa di Sant'Orso, su terreno di proprietà regionale già appartenente alla Società "Birra Aosta".

Ora si stanno reperendo presso Enti parastatali I.N.A.L.I. (Istituto Nazionale Addestramento Lavoratori per l'Industria) e E.N.A.L.C. (Ente Nazionale Addestramento Lavoratori del Commercio) i fondi necessari per la realizzazione dell'opera.

Questa iniziativa è più aderente alle attuali possibilità pratiche e sarà attuata gra. dualmente, iniziando con la costruzione di un primo fabbricato, che sarà ingrandito in seguito a seconda delle necessità e del numero degli allievi che frequenteranno il predetto Centro di addestramento professionale.

Infatti non conviene, dall'oggi al domani, costruire un grande fabbricato per tutti i Corsi professionali e con annesso Convitto, dal momento che vediamo che il Convitto Nazionale di Aosta va affannosamente alla ricerca di convittori.

Noi sappiamo, inoltre, che tutti i giovani che hanno fatto domanda di frequentare i Corsi professionali istituiti nei vari centri della Valle sono stati ammessi (sono più di trecento giovani) ad eccezione di nove che non sono stati dichiarati idonei in seguito a visita medica, cioè per ragioni di salute, od in seguito ad esame psicotecnico, cioè per le loro condizioni mentali.

Io credo che l'iniziativa assunta dalla Giunta soddisferà pienamente i presentatori della mozione, Consiglieri Savioz e Barmasse, in quanto la costituzione di un Centro di addestramento professionale costituirà già un primo passo verso la realizzazione di un Collegio-Scuola di arti e mestieri.

È ovvio che, anche dopo l'istituzione del predetto Centro di addestramento professionale in Aosta, avranno ugualmente luogo e saranno anzi incrementati i Corsi professionali da tenere nei vari centri della Valle".

Il Vice Presidente, PASQUALI, rileva che, secondo quanto ha detto l'Assessore Marchiando, il problema prospettato dai presentatori della mozione sarebbe già in fase di pratica attuazione.

Osserva che conviene procedere gradualmente nella realizzazione dell'opera, prospettandosi fin d'ora le necessità future che, a suo avviso, saranno senz'altro superiori a quelle che sono le previsioni di oggi.

Rileva che, fra 10 o 15 anni, la circolazione degli operai in Europa sarà molto più libera, particolarmente per quanto riguarda la mano d'opera specializzata. Fa, quindi, presente la necessità che, nel frattempo, la Regione potenzi e sviluppi al massimo il Centro di addestramento professionale che dovrebbe sorgere in Aosta, affinché la Valle d'Aosta possa presto disporre di mano d'opera specializzata.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara quanto segue:

"Desidero soltanto aggiungere qualche considerazione a quanto è stato detto dall'Assessore Marchiando per confermare che il problema della qualificazione e della specializzazione della mano d'opera è un problema quanto mai immanente e imminente, avuto riguardo a quella che è l'organizzazione del Mercato Comune e quindi alla maggiore possibilità di circolazione della mano d'opera.

Va, inoltre, richiamata l'attenzione del Consiglio sul nuovo fenomeno che si prospetta all'orizzonte, cioè quello dell'automazione.

Sono due problemi che, riportati nei confini della nostra Regione, sono direttamente collegati al problema della disoccupazione locale.

Ho il dovere, dal momento che mi si presenta l'occasione, di fare il punto della situazione per quanto riguarda il problema della disoccupazione e quello della qualificazione.

Voi sapete che nel mese di novembre scorso, se non vado errato, feci pubblicare un manifesto nel quale davo notizia alla popolazione della Valle d'Aosta di tutti i cantieri di lavoro (mi pare 31) e dei numerosi corsi professionali autorizzati in Valle d'Aosta dal competente Ministero del Lavoro, con integrazione dei fondi statali da parte della Regione.

In questo manifesto invitavo tutti i disoccupati, che ne avessero avuto necessità e volontà, ad iscriversi tempestivamente presso gli Uffici di collocamento dei rispettivi Comuni di residenza, precisando se potevano lavorare anche fuori del proprio Comune di residenza o soltanto nel Comune, per avere un quadro esatto della situazione e per cercare di risolvere il problema della disoccupazione in campo regionale, dal momento che ne avevamo potenzialmente la possibilità e la capacità attraverso tutti i predetti cantieri di lavoro e corsi professionali.

La situazione della disoccupazione, al 31-12-1957, cioè alla data in cui maggiore è la disoccupazione stagionale, era la seguente:

Il numero dei disoccupati iscritti negli Uffici di collocamento dei 70 Comuni della Valle era di 1.829, cifra che è inferiore a quella degli altri anni, perché da 2.960 disoccupati che vi erano alla fine del 1954, siamo arrivati a 1.829 (fra i 1.829 sono compresi anche coloro che si iscrivono semplicemente agli effetti dell'assistenza natalizia e di altre assistenze). Comunque, dei 1.829 disoccupati, quelli che hanno accolto l'invito ad iscriversi presso gli Uffici di collocamento per andare a lavorare nei cantieri di lavoro, - che sono appositamente istituiti per alleviare la disoccupazione specialmente nei periodi invernali -, sono stati 525, mentre i giovani che si sono iscritti ai Corsi professionali sono 311; quindi sono in totale 836 unità.

Per quanto riguarda il problema della riqualificazione, va rilevato che tutti i giovani iscritti ai Corsi professionali sono stati ammessi ai Corsi stessi, ad eccezione di 9 che non potranno essere ammessi perché in seguito a visita medica e psicotecnica, risultarono non idonei.

Per quanto riguarda il problema della occupazione, che noi seguiamo con particolare attenzione, va rilevato che dei 525 operai che hanno chiesto di lavorare nei cantieri di lavoro, 465 risultano occupati nei 18 cantieri di lavoro già aperti nelle località ove più forte è la disoccupazione stagionale.

Rimangono soltanto più 60 operai che saranno impiegati nei cantieri di lavoro da aprirsi nei prossimi giorni.

L'Assessore all'Industria e Commercio, d'accordo con la Giunta, si è fatto promotore dell'iniziativa per la attuazione di un Centro di addestramento professionale, da istituirsi in Aosta in un fabbricato che sarà costruito su terreno di proprietà regionale, situato nei pressi della Chiesa di Sant'Orso; la spesa sarà finanziata in parte con fondi dell'Amministrazione regionale ed in parte con fondi che saranno reperiti presso Enti parastatali, il cui compito è proprio quello di provvedere all'addestramento dei giovani.

Il costruendo Centro di addestramento professionale si svilupperà gradualmente a seconda delle necessità, in modo da poter risolvere il problema della qualificazione e della specializzazione dei giovani in Valle d'Aosta.

Se è cosa dolorosa il vedere uomini maturi che non trovano lavoro, è ancora più doloroso il vedere dei giovani, qualche volta in possesso anche di titoli di studio, che non riescono a trovare lavoro e non possono, quindi, formarsi una famiglia per le difficoltà che incontrano sul loro cammino.

Questi problemi devono essere sempre presenti nelle nostre menti.

Ritengo che l'iniziativa di istituire in Aosta un Centro di addestramento professionale, che può essere ampliato in futuro a seconda delle necessità, sia più aderente alla realtà che non quella proposta dai presentatori della mozione".

Il Consigliere BARMASSE dichiara di concordare pienamente su quanto detto dal Vice Presidente, Pasquali, e dal Presidente della Giunta, Bondaz, ed auspica che si inizi al più presto la costruzione del fabbricato da adibire a sede dell'istituendo Centro di addestramento professionale, tenendo presenti non soltanto le necessità odierne ma anche quelle future.

Dichiara quindi che, preso atto dei chiarimenti avuti, ritira la mozione in discussione, trasformandola in raccomandazione.

Il Consigliere SAVIOZ dichiara di avere ascoltato con molta attenzione le relazioni dell'Assessore Marchiando e del Presidente della Giunta, Bondaz, e di aver preso atto con soddisfazione dell'iniziativa della Giunta di istituire in Aosta un Centro di addestramento professionale per la qualificazione dei giovani.

Augura che tale opera sia realizzata al più presto, tenendo presenti, in sede di elaborazione del progetto tecnico, non soltanto le necessità attuali ma anche quelle future.

Rileva che, purtroppo, molti sono i giovani disoccupati per mancanza di un mestiere; raccomanda alla Giunta di fare tutto quanto è possibile per risolvere il problema della qualificazione e della specializzazione della mano d'opera in Valle d'Aosta.

Concorda, quindi, sulla proposta di ritirare la mozione in discussione, da trasformarsi in raccomandazione alla Giunta.

L'Assessore MARCHIANDO informa che il mattino del 26 corrente mese sarà celebrata, in Aosta, la Giornata dell'Apprendista e che ogni Consigliere riceverà l'invito a partecipare a tale cerimonia.

Il Consigliere BARONE dichiara di riconoscere che molto è stato fatto dall'Amministrazione regionale nel campo della qualificazione e della specializzazione dei giovani.

Fa presente che la Scuola Tecnica biennale di meccanica istituita a Verrès funziona molto bene perché può avvalersi, per la preparazione dei giovani, della attrezzatura in dotazione alla Scuola di Avviamento Professionale di tipo industriale di Verrès, che è l'Istituto professionale meglio attrezzato fra quelli della Valle d'Aosta.

Raccomanda all'Assessore Marchiando di volere interessarsi affinché tutti i corsi professionali istituiti funzionino regolarmente rilevando che i corsi professionali rispondono al loro scopo se sono tenuti in locali idonei e se sono dotati della necessaria attrezzatura.

L'Assessore MARCHIANDO conferma che l'Amministrazione regionale segue con particolare attenzione i corsi professionali e spende ogni anno rilevanti somme per il miglioramento dell'attrezzatura occorrente per il funzionamento dei corsi stessi.

Osserva che non è facile trovare gli Insegnanti esperti nelle materie e nelle prove pratiche dei corsi professionali ed informa che molti corsi hanno potuto funzionare perché le industrie locali, aderendo alle richieste dell'Amministrazione regionale, hanno messo a disposizione alcuni loro tecnici per l'insegnamento nei predetti corsi.

Il Consiglio prende atto.

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