Objet du Conseil n. 6 du 17 janvier 1958 - Verbale
OGGETTO N. 6/58 - ELABORAZIONE DI UN PIANO PER IL CONVOGLIAMENTO IN POCHI ELETTRODOTTI DELL'ENERGIA ELETTRICA PRODOTTA IN VALLE E TRASPORTATA FUORI VALLE. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Manganoni Claudio e Barmasse Michele)
Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla mozione dei Consiglieri regionali Signori Manganoni Claudio e Barmasse Michele, concernente l'oggetto: "Elaborazione di un piano per il convogliamento in pochi elettrodotti dell'energia elettrica prodotta in Valle e trasportata fuori Valle", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
---
AL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DELLA VALLE Geom. E. PAREYSON
Preghiamo la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio la seguente mozione:
"Con il progressivo e razionale sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico, la produzione di energia in Valle verrà notevolmente aumentata.
Gran parte di questa energia dovendo essere trasportata fuori Valle, sorge la necessità di costruire nuovi elettrodotti; in un prossimo futuro, la nostra Valle sarà percorsa, in lungo e in largo, da linee ad alta tensione, ciò che potrà arrecare notevoli danni alle attività agricole e forestali, per i vincoli e le servitù derivanti da codesti impianti.
Infatti, lungo il percorso degli elettrodotti tutte le piante vengono abbattute, compreso il novellame, ed il bosco non vi potrà più crescere mentre ne è proibito l'attraversamento con teleferiche e fili a sbalzo che costituiscono il principale mezzo di trasporto per il legname da opera, legna da ardere ed in certe zone anche il fieno.
Conseguentemente il valore del legname prodotto nelle foreste a monte delle linee elettriche viene a subire una notevole svalutazione che ricade sui proprietari di detti boschi, Comuni, Consorzi o privati.
Si presenta pertanto la necessità di tutelare i diritti e gli interessi dei nostri Comuni come dei privati, prevenendo ed evitando, nel limite del possibile, l'attraversamento a mezza costa degli elettrodotti.
A tale scopo il Consiglio regionale
DÀ MANDATO
alla Giunta ed alla Commissione delle Acque ed Elettricità di elaborare un piano che preveda il convogliamento dell'energia elettrica in pochi elettrodotti in servizio comune delle varie società idroelettriche studiandone i tracciati ai fine della tutela del paesaggio e del minor danno per l'attività agricola e forestale".
Aosta, lì 15 ottobre 1957.
F.ti: Claudio Manganoni - Michele Barmasse.
---
Il Consigliere BARMASSE lamenta che, nel costruire gli elettrodotti, le Società idroelettriche non abbiano generalmente tenuto nel debito conto gli interessi delle popolazioni montane e non abbiano preventivamente consultato le Amministrazioni comunali interessate in merito ai tracciati degli elettrodotti, al fine di limitare, per quanto possibile, gli inevitabili vincoli e danni che vengono arrecati alle proprietà comunali e consorziali ed a privati con la costruzione di nuovi elettrodotti.
Lamenta, inoltre, che gli elettrodotti vengano costruiti a mezza costa, anzichè lungo il fondo valle, deturpando così la bellezza del paesaggio ed intralciando gravemente lo sfruttamento dei boschi, poiché nelle zone attraversate da elettrodotti è fatto divieto di costruire teleferiche e fili a sbalzo, che sono necessari per il trasporto delle piante al fondo valle.
Auspica che la Regione studi, unitamente alle varie Società idroelettriche aventi impianti in Valle d'Aosta, la possibilità del convogliamento dell'energia elettrica in un unico elettrodotto, o quanto meno, in pochi elettrodotti da servire in comune alle necessità delle varie Società, al fine di evitare che il territorio della Valle d'Aosta, che è ricco di acque, venga intersecato da un caotico passaggio di numerose linee elettriche e di molti grandi piloni a tralicci metallici.
L'Assessore VESAN comunica che il complesso problema della unificazione delle linee elettriche è stato già oggetto di attento esame e di studio da parte dell'Amministrazione regionale sin dal 1951-1952.
Riferisce circa l'attivo interessamento svolto in proposito dall'Amministrazione regionale nell'interesse delle attività agricole e forestali, nonché per la tutela del paesaggio allorquando, anni addietro, la Società SIP costruì l'elettrodotto che trasporta a Torino l'energia prodotta dagli impianti idroelettrici di Valgrisanche.
Fa presente che, in tale occasione, l'interessamento della Regione non si limitò soltanto all'esame del costruendo elettrodotto, ma affrontò anche il problema di unificare le linee elettriche ad alta tensione già esistenti in Valle, studiando la possibilità di convogliare in un unico o in pochi elettrodotti tutta l'energia che in futuro sarebbe stata prodotta in Valle con l'attivazione degli impianti idroelettrici da costruire a monte della confluenza del Buthier con la Dora Baltea, compreso l'impianto del Buthier.
Informa che fu incaricato dello studio del problema l'Ing. Peri, Capo del Servizio degli impianti di illuminazione della Città di Torino, che aveva una specifica competenza in materia.
Comunica che l'Ing. Peri, dopo aver studiato il problema, presentò un'ampia relazione in cui dichiarava che, teoricamente, era possibile convogliare in un unico elettrodotto tutta l'energia prodotta in Valle di Aosta; ma faceva, però, presente che la attuazione di tale iniziativa era praticamente impossibile, per le seguenti tre ragioni principali:
1) difficoltà di mettere d'accordo le Società produttrici di energia elettrica, perché varie Società hanno necessità e interessi diversi l'una dall'altra per quanto riguarda l'utilizzazione e la distribuzione dell'energia elettrica prodotta;
2) l'entità della spesa rilevantissima che dovrebbe necessariamente essere assunta a carico della Regione per ragioni ovvie;
3) l'esistenza di un unico elettrodotto presenta il grave inconveniente che, qualora andasse fuori fase una centrale idroelettrica, il fatto si ripercuoterebbe sull'elettrodotto, che andrebbe totalmente fuori servizio.
Riferisce che l'Amministrazione regionale, data l'impossibilità, per le ragioni suesposte, di addivenire alla costruzione di un unico elettrodotto, si è preoccupata di tutelare, caso per caso, gli interessi delle Amministrazioni comunali e consorziali e quelli di privati, per quanto attiene alle attività agricole forestali, nonché di tutelare la bellezza del paesaggio, ogni qualvolta viene costruito un nuovo elettrodotto, cercando di limitare al minimo possibile l'entità dei danni.
Concorda con il Consigliere Barmasse che in passato le Società idroelettriche, nel costruire gli elettrodotti, non hanno tenuto nel dovuto conto gli interessi delle popolazioni dei Comuni attraversati dagli elettrodotti, con gravi conseguenze che si ripercuotono ancora oggi a danno delle popolazioni stesse.
Ricorda, ad esempio, che per un breve spostamento dell'elettrodotto della Società SIP in zona Buisson, di Antey St. André, resosi necessario per la costruzione della funivia che allaccia il Comune di Chamois al fondo valle, la SIP ha preteso dall'Amministrazione regionale il versamento della somma di oltre dieci milioni per rimborso spese.
Informa che, per ovviare ai gravi inconvenienti lamentati, l'Amministrazione regionale ha predisposto, a suo tempo, ed ha inviato a tutte le Amministrazioni comunali della Valle uno schema di convenzione da adottare per la stipulazione di convenzioni con le Società idroelettriche per quanto riguarda, in modo particolare, la costituzione delle servitù di elettrodotto.
Rileva che in detto schema di convenzione vi è anche una clausola intesa ad obbligare le Società idroelettriche ad acconsentire l'attraversamento gratuito degli elettrodotti con teleferiche e fili a sbalzo necessari per lo sfruttamento delle zone boschive poste a monte e per il trasporto di materiali ad uso degli abitanti.
Fa presente che è, inoltre, precisato in tale schema di convenzione che le opere occorrenti per la protezione delle suddette teleferiche saranno eseguite a cura e a totale carico delle Società idroelettriche.
I Consiglieri BARMASSE e MANGANONI, preso atto dei chiarimenti dati dall'Assessore Vesan, dichiarano, su richiesta del Presidente, PAREYSON di trasformare in raccomandazione alla Giunta la mozione da essi presentata.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara quanto segue:
"Desidero soltanto esporre alcune considerazioni, in aggiunta a quanto ha detto l'Assessore ai Lavori Pubblici.
In effetti, il problema che è stato prospettato nella mozione è un problema molto importante, sia dal punto di vista della tutela del paesaggio e sia dal punto di vista della tutela degli interessi agricoli e forestali di tutta la Valle.
Come giustamente ha detto l'Assessore Vesan, il problema è stato già affrontato e trattato in profondità negli anni precedenti e si è constatato che vi sono delle notevoli difficoltà tecniche per l'attuazione del problema, difficoltà conseguenti al ritardo dello studio di questo problema e che sarebbero state forse in parte superate se il problema fosse stato affrontato dieci anni prima.
Vi è poi il problema gravissimo dell'accordo che si dovrebbe trovare fra le varie Società idroelettriche, le quali hanno, naturalmente, necessità ed interessi diversi per quanto riguarda l'impiego dell'energia elettrica.
Inoltre, ammesso che si raggiunga l'accordo, vi è da risolvere la questione finanziaria, che è gravissima, per la costruzione di un unico elettrodotto.
Immaginate, infatti, quanto verrebbe a costare alla Regione l'unificazione di tutte le linee elettriche, specialmente nel fondo valle.
Inoltre, non basta unificare gli elettrodotti del fondo valle, bisogna pure pensare anche alle valli laterali, dove vi sono i grandi invasi e si stanno costruendo nuovi grandi elettrodotti.
Vi faccio un esempio proprio pochi giorni or sono sono stati da me tutti i Sindaci della Valle del Lys per concertare e concretare quello che si poteva fare in ordine alla costruzione della nuova linea elettrica della Società SIP, che attraversa tutta la Valle del Lys, in parte sul versante destro ed in parte sul versante sinistro, dove già esistono delle linee a bassa tensione.
Come è stato detto dall'Assessore Vesan, l'Amministrazione regionale ha stabilito di studiare i problemi di ogni singola linea elettrica, cercando di tutelare nel limite del possibile il paesaggio e gli interessi delle attività agricole e forestali delle zone attraversate dai costruendi elettrodotti.
A questo scopo è stato predisposto dall'Amministrazione regionale uno schema di convenzione, che è stato trasmesso a tutte le Amministrazioni comunali e che ha già dato i suoi buoni frutti.
Citerò un esempio: seguendo le direttive di cui al predetto schema di convenzione, i Comuni attraversati dall'elettrodotto che porta in Francia l'energia prodotta nell'impianto idroelettrico di Avise, hanno stipulato una convenzione con la Società SIP, con cui la SIP si è obbligata a permettere l'attraversamento dell'elettrodotto in qualsiasi punto, a mezzo di teleferiche e di fili a sbalzo necessari per lo sfruttamento dei boschi.
Questa norma è stata inserita perché, secondo le disposizioni di legge vigenti, una volta costruita una linea elettrica ad alta tensione è tassativamente vietato qualsiasi nuovo attraversamento di tale linea elettrica a mezzo di teleferiche o filo a sbalzo.
Detta clausola è stata quindi inserita appositamente nella Convenzione per tutelare gli interessi dei Comuni e, per riflesso, anche dei privati.
Io stesso, ad un certo momento, fui nominato arbitro dalla Società SIP e dai privati interessati per risolvere le divergenze inerenti la linea elettrica che da Avise va verso St. Nicolas.
Praticamente, esaminando i singoli problemi volta per volta, si ottiene certamente di più che non esaminando il grosso problema dell'unificazione degli elettrodotti, la cui soluzione, teoricamente da ritenersi possibile, in pratica non lo è per le ragioni in precedenza esposte.
D'altra parte, una certa garanzia già si ha per quanto riguarda la tutela del paesaggio, perché i progetti delle costruende nuove linee elettriche vengono preventivamente trasmessi alla Commissione regionale per la tutela del paesaggio, la quale, dopo attento esame dei progetti stessi, comunica il suo parere, favorevole o contrario, precisando se necessario i suoi rilievi e suggerimenti (spostamento della linea elettrica, più in alto o più in basso, in determinati tratti del percorso, ecc.).
Ad esempio, il progetto relativo alla linea elettrica della Valle del Lys è stato già trasmesso all'Assessorato al Turismo, che lo sottoporrà all'esame della Commissione regionale per la tutela del paesaggio che dirà se, agli effetti della tutela del paesaggio, il tracciato della costruenda linea elettrica debba essere spostato in determinati punti o no.
Quindi, per quanto riguarda la tutela del paesaggio, abbiamo già una possibilità di preventivo intervento in sede di esame dei progetti delle nuove linee elettriche.
Per quanto riguarda la tutela degli interessi delle Amministrazioni comunali e, per riflesso, anche di quelli dei privati, sono inserite, come già detto, apposite clausole nelle convenzioni da stipulare fra i Comuni interessati e le Società Idroelettriche, clausole alle quali la Società è tenuta a sottostare.
Pertanto, il paesaggio e le attività agricole e forestali dei Comuni e Consorzi e dei privati vengono così tutelati in un modo che, secondo me, è più realistico e più immediato che non affrontando il prospettato intero problema che non offre, praticamente, una possibilità di soluzione.
Noi, quindi, accettiamo di buon grado la mozione trasformata in raccomandazione e dichiariamo che, in certi casi, l'abbiamo già messa praticamente in atto".
Il Consiglio prende atto.
______
