Objet du Conseil n. 4 du 17 janvier 1958 - Verbale
OGGETTO N. 4/58 - SUBCONCESSIONI DI DERIVAZIONI DI ACQUE AD USO IDROELETTRICO. (Interpellanza dei Consiglieri regionali Signori Barmasse Michele e Manganoni Claudio)
Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri Signori Barmasse Michele e Manganoni Claudio, concernente l'oggetto: "Subconcessioni di derivazioni di acque ad uso idroelettrico", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Al Geom. PAREYSON
Presidente del Consiglio della Valle
AOSTA
Preghiamo la S.V. di voler portare sull'ordine del giorno della prossima seduta la seguente interpellanza:
Considerato la necessità che il Consiglio sia informato sull'importante problema delle acque, invitiamo la Commissione per le acque e l'elettricità a voler fare una dettagliata relazione sulle domande pervenute e le relative istruttorie per la subconcessione di derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico e particolarmente:
1) Se le pubbliche dichiarazioni fatte da una Società romana sulle assicurazioni avute di ottenere la subconcessione delle acque del Gruppo del Gran Paradiso e delle acque della Dora Baltea, da Châtillon a Montjovet, rispondano a realtà.
2) Se le domande avanzate per le acque della Dora Baltea nella zona di Montjovet da due Società nell'aprile e giugno 1955 siano già state istruite.
3) Quali subconcessioni per grandi derivazioni siano completamente istruite e quando si ritiene che possa iniziarsi la realizzazione.
Aosta, lì 30 ottobre 1957.
F.ti: Michele Barmasse - Claudio Manganoni.
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Il Consigliere MANGANONI, ad illustrazione dell'interpellanza, dichiara quanto segue:
"Illustrerò brevemente questa mia interpellanza fatta non per interferire o per rendere pubbliche le delicate fasi istruttorie per le subconcessioni di acque pubbliche, ma perché apparirebbe certamente più corretto e più dignitoso per i membri del Consiglio se essi fossero edotti sull'importante problema delle acque non già dai vari giornali locali e nazionali ma dalla Commissione competente.
È dal marzo scorso che l'Assessore ai LL. PP., in seguito a richiesta mia e di altri Consiglieri, ci aveva dato comunicazione di pratiche pressoché ultimate e di altre in via di definizione; ma poi nulla è stato sottoposto all'esame del Consiglio.
Nell'aprile 1955 il Consiglio della Valle nominò parecchie Commissioni consiliari, fra cui una per le acque, che avrebbe dovuto "interessarsi di tutti i problemi che concernono le acque pubbliche e l'elettricità in Valle d'Aosta".
Non è da oggi che insisto affinché questo grave problema venga preso maggiormente in considerazione poiché, tutelati ampiamente i diritti agricoli e dei terzi, la Regione possa trarne quei benefici ingenti che tutti ormai conosciamo ed il cui ritardo costa centinaia di milioni ogni anno di mancati introiti, sia alla Valle sia ai Comuni.
Comprendo che certe Società idroelettriche possano fare scrivere a torto ed a sproposito su importanti questioni di subconcessione di acque per ragioni tattiche varie, ma, quando un problema diventa così chiassosamente di dominio pubblico, è giusto che i Consiglieri siano tenuti all'oscuro della realtà delle cose e non vengano doverosamente edotti su tali questioni?
Ho già insistito altra volta affinché la pratica per la subconcessione delle acque della Dora Baltea da Châtillon a Montjovet sia portata avanti soprattutto per dare lavoro alle povere popolazioni di quella zona, così duramente provata dalle avversità atmosferiche, nonché per incrementare le entrate nelle casse della Regione e dei Comuni della Valle.
A che punto siamo? Quanti anni o decenni dovranno ancora trascorrere prima che si possano avviare quei lavori? E gli altri grandi lavori idroelettrici che si dovevano iniziare? È dal 1950 che ci sono date ad ogni momento delle assicurazioni, ma fino ad oggi soltanto una sola grande subconcessione di acque è stata deliberata e dopo che una centrale già era in funzione: quella delle acque del Buthier.
Questi ritardi giovano certamente di più alle Società idroelettriche. La Regione, che ha la concessione delle acque per 99 anni, perde, ogni anno che passa, centinaia di milioni che non si recupereranno più, perché l'acqua defluita a vuoto non potrà mai più essere utilizzata.
Voi ci direte che avete tanti problemi da risolvere, ma io vi rammento che questo delle acque è un problema assai importante e quanto mai attuale e lo dimostra la violenta e interessata campagna giornalistica testé sviluppatasi.
Se la Commissione consiliare per le acque avesse funzionato in rispondenza alle finalità per le quali era stata creata, certe remore non si sarebbero verificate né al centro né alla periferia.
Domando che i rappresentanti di codesta Commissione ci diano tutti i ragguagli necessari, affinché tali Amministratori della Regione siano informati della reale situazione dell'importante problema delle acque".
L'Assessore VESAN riferisce quanto segue:
"In merito all'interpellanza in esame devo premettere, come già ha accennato il Consigliere Manganoni, che fin dal mese di marzo 1957 l'Assessorato ai Lavori Pubblici ha avuto occasione di inviare all'interpellante Consigliere Manganoni un elenco riassuntivo delle domande presentate per ottenere subconcessioni di derivazioni di acque con precisazioni sullo stato delle relative istruttorie.
Potrebbe ora sembrare superfluo provvedere ad una nuova elencazione e rifare il punto della situazione delle varie pratiche.
Tuttavia, anche perché i Signori Consiglieri ne siano a conoscenza, l'Assessorato dei Lavori Pubblici ha già predisposto una relazione dettagliata ed aggiornata sulle domande pervenute e sulle relative istruttorie in corso per la subconcessione di derivazioni di acque ad uso idroelettrico.
Tale relazione, che io ho sotto mano, verrà trasmessa in copia a tutti i Consiglieri, affinché possano avere una esatta conoscenza della situazione e dell'iter delle varie pratiche.
Ritengo sia questa la soluzione migliore, allo scopo di guadagnare tempo e di evitare, in una seduta di Consiglio, la lettura di una lunga e laboriosa relazione.
Comunque, senza entrare per oggi nei dettagli, desidero ad ogni buon fine rispondere brevemente ai quesiti posti dagli interpellanti.
Sul primo punto: "Se le pubbliche dichiarazioni fatte da una Società romana sulla assicurazioni avute di ottenere la subconcessione delle acque del gruppo del Gran Paradiso e delle acque della Dora Baltea, da Châtillon a Montjovet, rispondano a realtà:
posso assicurare che queste dichiarazioni non rispondono affatto alla realtà e sono destituite di ogni fondamento.
Sul secondo punto: "Se le domande avanzate per le acque della Dora Baltea nella zona di Montjovet da due Società nell'aprile e giugno 1955 siano già state istruite":
rispondo che le domande predette sono in corso di istruttoria e seguono il loro regolare iter.
Sul terzo punto: "Quali subconcessioni per grandi derivazioni siano completamente istruite e quando si ritiene che possa iniziarsi la realizzazione":
rispondo che sono completamente istruite le pratiche relative alle subconcessioni riguardanti gli impianti del gruppo del Monte Bianco e della Dora di Verney, come il Consiglio è già a conoscenza, perché questa subconcessione ha già formato oggetto di esame in una seduta precedente.
Per quanto si riferisce agli impianti idroelettrici del Buthier, desidero precisare che il Consiglio ha già da tempo approvato il disciplinare di subconcessione.
Le altre domande di subconcessione sono attualmente in istruttoria ed in attesa del voto del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Confermo, comunque, che i Signori Consiglieri avranno copia della relazione dettagliata cui ho accennato in precedenza.
Respingo nella forma più categorica le affermazioni che il Consigliere Manganoni ha fatto circa la perdita di centinaia di milioni e circa la campagna giornalistica, perché queste sono insinuazioni vere e proprie che non hanno ragione di essere".
Il Consigliere MANGANONI, premesso che i Consiglieri, nella loro qualità di Amministratori regionali, hanno diritto di essere informati su tutti i problemi che interessano la Valle d'Aosta, osserva che l'Assessore Vesan, anzichè limitarsi a respingere semplicemente le affermazioni dei Consiglieri, che egli definisce insinuazioni, dovrebbe dimostrare con i fatti, cioè con documenti alla mano, che tali affermazioni sono prive di fondamento.
Circa i chiarimenti dati in risposta ai quesiti formulati nella interpellanza, osserva che detti chiarimenti sono simili a quelli già dati nella seduta del 4 agosto 1950 dall'allora Assessore ai Lavori Pubblici, Geom. Bionaz, in risposta ad una mozione concernente le subconcessioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico.
Dichiara che questo induce a pensare che le istruttorie delle domande di subconcessione di acque si trovano allo stesso punto in cui si trovavano nel 1950, con la conseguenza che la Regione viene a perdere centinaia di milioni all'anno per la ritardata subconcessione di acque pubbliche ad uso idroelettrico.
Afferma che ciò non può essere contestato, osservando che dal ritardo nelle subconcessioni deriva il ritardo nel versamento dei canoni e dei sovracanoni alla Regione e ai Comuni da parte delle Società idroelettriche.
Aggiunge che, se la Regione avesse già provveduto alle subconcessioni di grandi derivazioni di acque pubbliche, sarebbero stati eseguiti o sarebbero in corso di esecuzione in Valle d'Aosta lavori per decine e decine di milioni di lire, che permetterebbero di alleviare la disoccupazione stagionale in Valle d'Aosta e porterebbero un notevole beneficio all'economia locale.
Invita l'Assessore Vesan a dichiarare di chi sia la colpa del non ancora ultimato espletamento delle istruttorie delle pratiche relative alle domande di grandi derivazioni di acque pubbliche ancora da subconcedersi.
Segue discussione fra il Consigliere MANGANONI ed il Presidente della Giunta, BONDAZ, il quale fa presente che, trattandosi di una interpellanza e non già di una mozione, la discussione deve considerarsi chiusa, a' sensi del Regolamento interno del Consiglio.
Aggiunge che il Consigliere Manganoni, qualora desideri che l'argomento sia ampiamente trattato dal Consiglio, ha la possibilità di presentare una mozione sull'argomento.
Assicura che le proposte relative alle singole pratiche di subconcessione di acque pubbliche saranno sottoposte all'esame del Consiglio non appena saranno ultimate le relative istruttorie.
Il Consiglio prende atto.
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