Objet du Conseil n. 37 du 4 avril 1957 - Verbale
OGGETTO N. 37/57 - PROVVIDENZE PARTICOLARI PER FAVORIRE LA COSTRUZIONE E LA SISTEMAZIONE DI CASE CIVILI DI ABITAZIONE, IN RELAZIONE ALLA RICETTIVITA' TURISTICA. (Interpellanza. del Consigliere regionale Signor Barmasse Michele)
Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza del Consigliere regionale Signor Barmasse Michele concernente l'oggetto: "Provvidenze particolari per favorire la costruzione e sistemazione di case civili di abitazione in relazione alla ricettività turistica", interpellanza trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:
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Ill.mo Signor Presidente del Consiglio regionale
AOSTA
Prego la S. V. di voler inserire nell'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente mia interpellanza.
Con vivi ringraziamenti ed ossequi.
F.to Michele Barmasse
Valtournanche 17 marzo 1957
"Domando alla Giunta regionale se, in considerazione della imminente apertura di nuove arterie stradali nazionali e internazionali interessanti la nostra Regione e della conseguente necessità di accelerare l'ampliamento della capacità ricettiva delle nostre stazioni di soggiorno e di turismo, ritenga possibile ed opportuno estendere quanto prima anche alla costruzione e sistemazione di case civili d'abitazione le provvidenze creditizie già disposte in favore dello sviluppo alberghiero".
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Il Consigliere Barmasse, ad illustrazione della interpellanza riferisce quanto segue:
"Nell'adunanza consiliare del 10 dicembre u. sc. si era deliberato di limitare, per ora, le provvidenze creditizie concertate con l'Istituto San Paolo alle sole opere per lo sviluppo alberghiero, ma la prospettiva, sorta poco dopo, di veder presto effettuarsi l'apertura di nuove arterie stradali nazionali ed internazionali interessanti la nostra Regione, conferisce al grande problema del miglioramento e dell'incremento della sua capacità ricettiva e della sua attrezzatura turistica un carattere d'urgenza che, a mio modesto parere, ci deve indurre a riesaminare le deliberazioni che abbiamo prese finora in merito, per dar loro, dove sia possibile, quella maggiore ampiezza richiesta dagli accordi internazionali per le nuove vie di comunicazione attraverso la Valle, di cui uno, nel frattempo, è stato ratificato dall'Assemblea Nazionale Francese e che sarà presto ratificato, speriamo, anche dal "Conseil de la République".
Questo il motivo per cui chiedo alla Giunta se non ritenga possibile ed opportuno estendere alla costruzione di case civili, come ad altre iniziative di carattere turistico, le suaccennate provvidenze.
I villeggianti, che prendono in affitto nelle nostre valli le ville e gli appartamenti civili, sono, fra i forestieri, quelli che vi soggiornano più a lungo, che vi lasciano un beneficio non inferiore a quello che lasciano i pensionanti e i turisti negli alberghi e, per cosi dire, anche più prezioso, perché meglio ripartito fra i valligiani.
Perciò, senza negare l'utilità degli alberghi, ho sottolineato la grande importanza della casa d'affitto, per incrementare l'afflusso di forestieri e migliorare, di conseguenza, le condizioni economiche dei nostri valligiani.
In tema di variazioni al sistema dei prestiti alberghieri, mi sia lecita una lieve deviazione dell'argomento della mia interpellanza, per mettere in rilievo un ostacolo, che di tale sistema intralcia l'attuazione e l'efficacia: esso è costituito dalla gravosità dei pegni, che gli istituti di credito, generalmente, esigono a garanzia del capitale mutuato.
Sono moltissimi i valligiani, dotati di iniziativa e di spirito progressista, che non hanno i mezzi per fornire tale garanzia e non sono pochi coloro che, pur disponendo di tali mezzi, rinunciano al prestito, nel timore che, impegnando, per contrarlo, troppa parte del proprio patrimonio, un decesso prematuro od altra disgrazia, che impedisse loro di rispondere in tempo agli impegni contrattuali del mutuo, abbia conseguenze catastrofiche per la loro famiglia.
Pertanto, vorrei proporre al Consiglio un esperimento, che potrà diventare domani una norma per le provvidenze creditizie se la fiducia, che non dobbiamo negare a priori ai nostri amministrati, come è mia convinzione, non risulterà illusoria.
Proporrei, cioè, che la somma mutuata venga rimessa al mutuario man mano che avanza il lavoro, per il quale il mutuo è contratto; che venga impegnata quella parte dell'opera, che corrisponde all'ammontare del mutuo, o poco più, a titolo di garanzia verso l'Amministrazione regionale e che sia questa a rendersi garante verso l'Istituto che concede il mutuo.
Questo sistema darebbe a tutti uguale possibilità di usufruire del prestito di favore, senza che l'Amministrazione regionale abbia ad esporsi a gravi rischi.
Se l'ufficio preposto alla concessione dei prestiti e alla stipulazione dei contratti agirà con la dovuta oculatezza, tali rischi saranno ridotti a ben pochi casi.
Mi sono permesso di suggerire, per le provvidenze creditizie, questo procedimento, che, mi pare, sia atto ad accrescerne l'efficacia e a conferir loro un carattere di maggiore equità rispetto alla diversità di condizioni economiche dei nostri valligiani e sarei lieto di vederlo prendere in esame dalla Giunta e dal Consiglio".
L'Assessore BORDON premette che nel mese di agosto 1956, allorquando si iniziarono trattative concrete con l'Istituto San Paolo, di Torino, per la questione dei mutui alberghieri, già si era rilevata la necessità di venire in aiuto con le provvidenze in questione ai privati per la costruzione o la sistemazione di vani da affittare ad uso alloggi durante il periodo estivo.
Osserva che già allora, pur non essendo imminente la apertura di nuove arterie nazionali e internazionali, alle quali giustamente ha accennato il Consigliere Barmasse, si parlò di tale problema, perché si aveva e si ha la certezza che la sua soluzione contribuirebbe efficacemente a sanare la grave piaga dello spopolamento della montagna in Valle d'Aosta.
Rileva che il soggiorno nei mesi estivi di turisti e di villeggianti in Valle d'Aosta si concreta in benefici sensibili per gli abitanti dei Comuni di montagna, benefici che derivano dal ricavo dell'affitto stagionale di qualche camera e dalla vendita di prodotti agricoli e che concorrono effettivamente ad arrotondare il magro bilancio familiare dei nostri contadini.
Osserva che le garanzie e le condizioni richieste dagli Istituti Bancari per la concessione di mutui sono assai gravose e costituiscono, molte volte, una difficoltà insormontabile per i privati che abbisognano di mutui per le loro necessità (costruzione e sistemazione di fabbricati, di alloggi o anche di qualche vano).
Informa che l'unico Istituto di Credito bancario che abbia aderito alla iniziativa dell'Amministrazione regionale di concedere mutui a determinate condizioni di favore, per il potenziamento ed il miglioramento della ricettività alberghiera, è l'Istituto San Paolo, di Torino, che ha dichiarato di non potere, per il momento, eseguire analoghe operazioni bancarie per il finanziamento di altre iniziative.
Riferisce in proposito, a titolo informativo, che sono pervenute sino ad oggi all'Amministrazione regionale - Assessorato al Turismo - domande per concessione di mutui per il miglioramento ed il potenziamento della ricettività alberghiera, per un ammontare di circa 812.000.000, cifra che è assai notevole anche ammettendo una possibile riduzione a 600-650 milioni.
Osserva, infatti, che alcune richieste non sono state formulate secondo lo spirito della deliberazione consiliare del 10 dicembre 1956, con la quale si è stabilito un limite massimo di lire 20 milioni per ogni mutuo e si è, altresì, stabilito di dare la precedenza ai mutui da contrarre per la costruzione di alberghi in località attualmente prive di ricettività.
Riferisce, sempre a titolo informativo, che la Giunta, in una delle ultime sue sedute, lo ha autorizzato a prendere in esame un certo numero di domande di mutui, per un ammontare complessivo di Lire 250 milioni.
Rileva che occorre vedere se l'esperimento dei prestiti alberghieri darà buon esito e se sorgeranno eventuali difficoltà in sede di pratica attuazione, prima di affrontare lo stesso problema per la costruzione e la sistemazione di case civili di abitazione da parte di privati.
Auspica che non sorgano difficoltà e che si possa procedere celermente nella concessione dei mutui alberghieri richiesti, in modo che si possa anche affrontare, in seguito, il problema del finanziamento dell'edilizia privata.
Informa che, nel frattempo, sarà esaminata la possibilità di ottenere i prestiti per l'edilizia privata con particolari benefici eventualmente previsti da speciali norme legislative dello Stato.
Dichiara di aver comunque preso atto dei rilievi del Consigliere Barmasse, concernenti la gravosità delle garanzie immobiliari e delle condizioni richieste dagli Istituti di credito bancari per la concessione dei prestiti in questione, nonché della proposta che l'Amministrazione regionale si renda anche garante verso l'Istituto mutuante, salvo, in un secondo tempo iscrivere ipoteca sulle opere o su parte delle opere realizzate con il provento dei prestiti.
Ripete che, prima di iniziare lo studio di tale problema, è bene vedere se e quali difficoltà sorgeranno in sede di applicazione pratica delle provvidenze già approvate dal Consiglio per il potenziamento e il miglioramento dell'industria alberghiera.
Il Consigliere BARMASSE dichiara di aver preso atto dei chiarimenti forniti dall'Assessore Bordon e di confidare che le provvidenze menzionate possano essere presto estese anche ai privati che intendono provvedere alla costruzione o sistemazione di case civili di abitazione.
Il Consiglio prende atto.
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