Objet du Conseil n. 13 du 14 février 1957 - Verbale

OGGETTO N. 13/57 - RATIFICA DELL'ACCORDO SUL TRAFORO DEL MONTE BIANCO. (Mozione presentata dalla Giunta regionale)

Il Presidente, PAREYSON, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dalla Giunta regionale e concernente l'oggetto: "Ratifica dell'accordo sul Traforo del Monte Bianco", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri, unitamente all'ordine del giorno della adunanza:

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REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA

Il Presidente della Giunta

Prot. n. 1383/4 Aosta, li 31-1-1957

OGGETTO: Ratifica dell'accordo sul traforo del Monte Bianco - Mozione.

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

AOSTA

Prego la S.V. Ill.ma di voler iscrivere all'ordine del giorno della prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente mozione, che lo scrivente presenta a nome della Giunta regionale.

IL PRESIDENTE

V. Bondaz

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MOZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE

preso atto dell'avvenuta ratifica ad opera del Parlamento di Francia dell'accordo firmato dai Governi Italiano e Francese per il traforo del Monte Bianco,

ESPRIME

la propria esultanza, all'unisono con tutta lo popolazione della Regione, per la decisione del Parlamento francese, che segna l'inizio della fase esecutiva della grande opera, voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi,

CONFIDA

che il Consiglio della Repubblica francese confermi al più presto la decisione del Parlamento,

RILEVA

che il traforo del Monte Bianco, problema di indiscussa impostazione europea, ha pure il senso di una consacrazione dell'amicizia italo-francese e apporterà indiscussi vantaggi alle relazioni umane fra i popoli sul piano europeo,

che la grande opera, costituendo una porta aperta ed una via di comunicazione del più alto interesse, segna una svolta decisiva nella economia e nell'avvenire della Regione e l'inizio di una nuova vita in ogni campo di attività.

ESPRIME

lo commossa riconoscenza di tutta la popolazione della Regione ai Parlamenti d'Italia e di Francia ed a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell' opera grandiosa,

DÀ MANDATO

al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia e di Francia ed all'On.le Farinet per l'opera entusiastica ed indefessa svolta per la soluzione del problema di interesse vitale per la Regione".

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Il Presidente della Giunta, BONDAZ, premette che non ritiene sia necessario di illustrare la mozione ai Signori Consiglieri, perché non si farebbe altro che ripetere quello che è stato scritto in questi giorni su tutti i giornali e che non è che la manifestazione dei sentimenti di esultanza che tutti i valdostani hanno nel loro cuore, sentimenti derivanti dal fatto che il problema del traforo del Monte Bianco si avvia finalmente ad una soluzione concreta.

Osserva di essere una di quelle persone che hanno parlato sino ad ora il meno possibile sul traforo del Monte Bianco e che oggi né parlerà al Consiglio perché è doveroso farlo.

Rileva che molte persone hanno lavorato per la realizzazione di questa opera grandiosa e sottolinea che il fatto che il Parlamento francese, dopo circa quattro anni dalla stipulazione della Convenzione, l'abbia ratificata è significativo, come è detto nella mozione, non soltanto perché tale ratifica viene a consacrare l'amicizia italo-francese, ma perché è avvenuta nel momento in cui tutte le Nazioni europee si accingono, - con la firma del trattato che avrà luogo a Roma nel mese di marzo -, a concretare il Mercato Comune Europeo.

Fa presente che nella mozione si prende atto dell'avvenuta ratifica, ad opera del Parlamento francese, dell'accordo stipulato dai Governi italiano e francese per il traforo del Monte Bianco, si esprime l'esultanza della popolazione della Valle d'Aosta si confida che il "Conseil de la République française" confermi al più presto la decisione del Parlamento.

Precisa che nella mozione si pone, inoltre, in risalto che il traforo del Monte Bianco, problema di indiscussa impostazione europea, ha pure il senso di una consacrazione dell'amicizia italo-francese e costituisce una porta aperta e una via di comunicazione del più alto interesse per la Valle d'Aosta, la quale ritornerà ad essere una grande via di comunicazione internazionale, come lo fu già attraverso molti secoli.

Osserva che nella mozione viene espressa la doverosa riconoscenza di tutta la popolazione valdostana, - tramite il Consiglio regionale, che ne è il miglior rappresentante, - ai parlamentari d'Italia e di Francia e a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell'opera grandiosa.

Comunica che per questo viene chiesto al Consiglio di dare mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti sia al Governo d'Italia che al Governo di Francia, come pure al Parlamentare valdostano, Deputato Farinet, il quale, come molti sanno, ha veramente lavorato indefessamente per la soluzione di questo problema.

Comunica di non poter fare a meno di aggiungere, nella odierna seduta consiliare, una parola di compiacimento e di soddisfazione nel constatare che anche un altro problema dei trafori, quello riguardante il Gran San Bernardo, pare che si avvii su un terreno di concretezza.

Rammenta di aver già illustrato, in altre adunanze, tutto quello che è stato fatto dalla Regione per la questione dei "trafori".

Rammenta che proprio nel verbale del 3 febbraio 1956, che è stato approvato dal Consiglio in data di oggi, è descritto quanto la Giunta aveva ritenuto di poter fare per l'attuazione degli auspicati trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Ritornando alla ratifica da parte del Parlamento francese dell'accordo firmato per il traforo del Monte Bianco, rileva che la decisione è venuta nel momento più opportuno, poiché vi sono, - egli dice -, delle questioni di carattere finanziario che superano anche le nostre possibilità e che hanno contribuito alla felice soluzione.

Afferma che il Consiglio regionale deve esprimere la propria esultanza, all'unisono con tutta la popolazione valdostana, e cercare di proiettarsi nell'avvenire, per predisporre tutto quello che è nelle nostre possibilità per prepararsi allo sviluppo che apporterà la nuova arteria stradale attraverso il Monte Bianco, sia in campo turistico che in quello commerciale.

Esprime la certezza che detta arteria diventerà realtà fra pochi anni, cioè fra tre o quattro anni al massimo, ed auspica che, nel più breve tempo possibile, diventi realtà anche il traforo del Gran San Bernardo.

Conclude, confidando che il Consiglio vorrà dare il suo voto favorevole per l'approvazione della mozione in esame, modificata eventualmente in base agli emendamenti che ritenga opportuno di apportare.

Le Conseiller Madame PERRUCHON veuve CHANOUX déclare qu'elle prend part volontiers à l'exultation de tous les Valdôtains pour la réalisation de la route sous le Mont Blanc et qu'elle adresse ses sentiments de reconnaissance aux Parlementaires d'Italie et de France pour cette grande réalisation.

Elle rappelle, à ce propos, que le Président de la Junte, Monsieur Bondaz, a dit que d'autres personnes aussi ont travaillé et donné leur collaboration pour cette œuvre.

Elle demande que ces personnes soient aussi mentionnées dans l'ordre du jour en question.

Elle cite, entre autres, les personnes qui ont fait part de l'Administration précédente, - qui est celle qui a alloué un milliard de lires pour le percement du Mont Blanc - dont quelques-unes se sont même rendues en Suisse où elles ont eu des entretiens et des pourparlers avec des personnalités suisses à ce sujet.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, rileva che, se il Consiglio venisse nell'ordine di idee di elencare tutte le persone che hanno contribuito alla soluzione di questo problema, sorgerebbero difficoltà, perché si correrebbe il pericolo di dimenticare di menzionare qualche persona.

Rammenta che nel secondo capoverso della mozione si dice che questa grande opera è stata "voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi" e precisa che in tale concetto ha voluto comprendere tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione del traforo del Monte Bianco.

Il Consigliere DIEMOZ fa la seguente dichiarazione:

"In qualità di Presidente del Comitato Valdostano per il traforo del Gran San Bernardo e sicuro interprete dei sentimenti di tutti i suoi componenti e simpatizzanti, permettetemi di manifestare la viva nostra soddisfazione per i successi parlamentari nei confronti del Monte Bianco. Mentre formuliamo voti sinceri affinché tale iniziativa entri finalmente nella sua fase conclusiva, ci auguriamo che uguale benevolenza, entusiasmo e comprensione vengano riservati da tutti, ed in particolare dagli organi superiori governativi, in favore del traforo del Gran San Bernardo, traforo che ritengo altrettanto utile, proficuo e prezioso nei confronti dell'imminente e totale sviluppo turistico dello nostra Valle e del Piemonte".

Il Consigliere MANGANONI premette che non intende entrare nella discussione dell'ordine del giorno in esame, ma soltanto riparare ad un torto fatto al Consigliere Diémoz, in quanto egli, in varie occasioni, aveva quasi messo in dubbio l'opera svolta dallo stesso in seno al Comitato Valdostano per il traforo del Gran San Bernardo.

Comunica che, oggi, deve ricredersi e dare atto che l'azione del Comitato Valdostano per il traforo del Gran San Bernardo, - e quindi anche l'azione svolta dal collega Diémoz -, ha notevolmente contribuito ad accelerare, da parte del Governo e del Parlamento francesi, la ratifica della convenzione per il traforo del Monte Bianco. Esprime il proprio compiacimento per tale azione che, egli afferma, è stata molto utile, anche se non ha conseguito lo scopo precipuo che detto Comitato si era prefisso, cioè la soluzione del problema del traforo del Gran San Bernardo. Auspica che, dopo l'attuazione del traforo del Monte Bianco, anche il traforo del Gran San Bernardo diventi al più presto una realtà concreta.

Dichiara che, però, allorquando l'arteria del Gran San Bernardo sarà un atto compiuto, non chiederà l'inclusione del nome del Collega Diémoz su un ordine del giorno del tipo di quello che è ora in discussione per il traforo del Monte Bianco.

Il Consigliere SAVIOZ pone in rilievo che il Cantone di Ginevra è stato il propulsore e l'animatore del traforo del Monte Bianco ed ha assunto, a suo tempo, l'impegno di versare un determinato capitale per la sua realizzazione. Ritiene che sarebbe, quindi, giusto di ringraziare, oltre che i Governi d'Italia e di Francia, anche il Cantone di Ginevra per l'opera particolarmente attiva dal Cantone stesso svolta in favore del traforo del Monte Bianco.

Propone, quindi, che l'ultimo capoverso dell'ordine del giorno sia completato aggiungendovi il Cantone di Ginevra, dopo le parole "ai Governi d'Italia e di Francia".

Il Consigliere BARONE dichiara che è stata molto opportuna la presentazione, nella adunanza consiliare odierna, della mozione in questione, mozione che, egli ritiene, troverà, nella sua sostanza, l'accoglienza la più benevola da parte di tutti quanti i Consiglieri.

Rileva che nella mozione si esprimono i sentimenti di esultanza del Consiglio regionale per l'avvenuta ratifica della convenzione del traforo del Monte Bianco ad opera del Parlamento di Francia, sentimenti che sono l'espressione dei sentimenti di esultanza e di approvazione di tutti quanti i Valdostani.

Osserva che nell'ordine del giorno, dopo avere giustamente ricordato che la grande opera del traforo del Monte Bianco è stata "voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi", si esprime "la commossa riconoscenza di tutta la popolazione della Regione ai Parlamentari d'Italia, di Francia ed a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione della opera grandiosa".

Pone in rilievo che, nell'ultimo capoverso, si dà mandato al Presidente della Giunta regionale "di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia e di Francia ed all'On.le Farinet per l'opera entusiastica ed indefessa svolta per la soluzione del problema di interesse vitale per la Regione".

Esprime parere che, per un senso di giustizia verso tutti coloro che hanno lavorato e che si sono prodigati per la realizzazione di questa opera, non sia opportuno citare specificatamente dei nomi di persone, nel presente caso quello dell'On.le Farinet, perché non ritiene possibile valutare quali uomini abbiano svolto maggiore attività e, quindi, abbiano conseguito maggior merito per la realizzazione del traforo del Monte Bianco.

Questo sia detto, - egli osserva -, senza alcuna acrimonia verso la persona dell'Onorevole Farinet, il quale ha dato indefessamente la sua opera per tale realizzazione.

Ritiene che il citare nella mozione il solo nome dell'On.le Farinet significherebbe creare un altare di gloria per una persona soltanto.

Pertanto, considerato che l'ordine del giorno termina dando mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti "ai Governi d'Italia e di Francia ed all'On.le Farinet...", propone di stralciare, all'ultima parte del capoverso, il riferimento al nome dell'On.le Farinet e di aggiungere, invece, dopo le parole "Governi d'Italia e di Francia", le parole "e il Cantone di Ginevra".

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, informa il Consiglio di aver già preso contatto, verbalmente e per iscritto, con la Direzione generale dell'ANAS, per la progettazione e l'esecuzione dei lavori di ampliamento e di sistemazione della strada statale della Valle d'Aosta, in quanto ha ritenuto di dover sollecitare immediatamente l'ANAS, - ora che la questione del traforo del Monte Bianco è ormai decisa -, ad accelerare la soluzione del problema della strada statale in relazione alle previste e aumentate necessità del transito con automezzi in Valle d'Aosta.

Osserva che, con l'attuazione del traforo del Monte Bianco, sorgono problemi di notevolissima importanza, specialmente di carattere finanziario e di impostazione, per costruzione di nuove strade e per allargamento di strade già esistenti.

Comunica che spera di ricevere dall'ANAS notizie concrete nei prossimi giorni, notizie che si riserva di portare a conoscenza del Consiglio in una prossima adunanza.

L'Assessore BIONAZ dichiara di non poter concordare su quanto esposto dal Consigliere Barone, perché, come giustamente ha fatto osservare il Presidente della Giunta, del problema del traforo del Monte Bianco si sono interessate molte persone, che però non possono essere messe tutte sullo stesso piano. Rileva che tutti sono a conoscenza di quanto ha fatto l'On.le Farinet per la realizzazione del traforo del Monte Bianco, come pure tutti sono a conoscenza delle varie accuse fatte all'On.le Farinet nei diversi periodi preelettorali, accuse intese a fare credere che tutta l'attività da lui svolta per il traforo del Monte Bianco fosse soltanto una propaganda elettorale.

Osserva che oggi si ha la prova concreta che tale attività non aveva scopo elettorale, in quanto ha portato alle conclusioni che tutti i Consiglieri conoscono. Dichiara, quindi, quanto segue:

"Il non volere riconoscere oggi l'attività svolta dall'On.le Farinet, per quarant'anni di seguito, per il traforo del Monte Bianco, significherebbe un atto di meschinità.

L'attività svolta dall'On.le Farinet è stata riconosciuta da eminenti parlamentari ed anche quasi dal Parlamento, per cui, se il Consiglio regionale volesse oggi mettere sullo stesso piano chi ha lavorato indefessamente e specificatamente per la soluzione di questo problema, si compirebbe un atto di meschinità che non mi sento di sottoscrivere".

Il Consigliere CHABOD Renato premette che non intende ribadire i sentimenti di esultanza e di soddisfazione dei Valdostani tutti, espressi dai Consiglieri che hanno prese, la parola sull'argomento prima di lui, per la avvenuta ratifica, da parte del Parlamento francese, della Convenzione firmata dai Governi italiano e francese per il traforo del Monte Bianco.

Dichiara, però, di condividere egli pure tale esultanza unanime ed auspica che i Valdostani possano quanto prima esprimere uguali sentimenti di esultanza anche per il traforo del Gran San Bernardo.

Per quanto riguarda la mozione in discussione, dichiara di essere pienamente d'accordo sia sulla sostanza che sulla forma della mozione stessa fino al penultimo comma compreso, ma non sull'ultimo comma; e questo -, egli dice, - non per una questione di meschinità.

Dichiara di non poter concordare sulla forma dell'ultimo comma, perché vi si dà mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere i sentimenti del Consiglio regionale ai Governi d'Italia e di Francia e all'On.le Farinet, il quale, quindi, viene messo in un certo senso sullo stesso piano dei Governi d'Italia e di Francia. Ritiene che l'On.le Farinet, pure essendo una persona eminente, non sia però da parificarsi ai Governi d'Italia e di Francia.

Propone, quindi, di trovare un'altra forma di citazione nella mozione.

Richiama, in proposito, l'attenzione del Consiglio sul secondo capoverso della mozione, in cui si dice, fra l'altro, che la grande opera del traforo del Monte Bianco è stata "voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi" e rileva che al penultimo capoverso si esprime la commossa riconoscenza di tutta la popolazione della Regione ai Parlamenti d'Italia e di Francia "ed a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell'opera grandiosa". Ritiene che tale ringraziamento collettivo sia sufficiente.

Osserva che se si viene nell'ordine di idee di fare dei nomi, allora occorrerebbe farne parecchi e si andrebbe per le lunghe, correndo il rischio di fare qualche omissione.

Dichiara che, se si fanno dei nomi, non si può dimenticare il Conte Ing. Lora Totino, che si è imbarcato personalmente in una impresa rischiosa, tanto è vero che era venuto a trovarsi in una situazione critica. Qualcuno potrà dire, - egli osserva -, che il Conte Ing. Lora Totino lo ha fatto per un interesse, cosa sulla quale concorda.

Non c'è nessuno -, egli afferma -, che lavori senza qualche interesse, che può essere di carattere finanziario o di altro genere. Per quanto mi consta -, egli aggiunge -, sono pochissimi gli uomini che, come San Francesco d'Assisi, hanno lavorato senza un interesse. Dunque, - egli prosegue -, ammettiamo pure che il Conte Ing. Lora Totino abbia assunto una iniziativa per un interesse di carattere finanziario, però sta di fatto che, per soddisfare a tale interesse, arrischia anche la propria fortuna; quindi, non imbarchiamoci in una difficilissima elencazione dei meriti e dei non meriti delle persone che hanno lavorato e che si sono interessate per la realizzazione del traforo del Monte Bianco, perché lo stabilire la misura dell'interessamento e del lavoro svolto da ognuna di esse sarebbe cosa- tutt'altro che facile.

Rammenta che la Signora Perruchon Vedova Chanoux ha ricordato, giustamente, l'attività svolta dalla Giunta della precedente Amministrazione per il traforo del Monte Bianco ed osserva che va pure ricordata e ringraziata l'attuale Giunta.

Rileva che, in sostanza, il concetto principale della mozione si concreta in un ringraziamento dei Valdostani ai Parlamenti ed ai Governi d'Italia e di Francia. Ritiene che non si debba rivolgere alcun particolare ringraziamento ai Valdostani che si sono interessati di tale problema, anzitutto perché, se si dovessero ringraziare tutti, si dovrebbe fare una elencazione troppo lunga e, in secondo luogo, perché i Valdostani che si sono interessati del traforo del Monte Bianco non hanno fatto che il loro dovere, in quanto la Valle d'Aosta è direttamente interessata alla realizzazione del traforo. Questo vale, - egli dice -, tanto per i Parlamentari Valdostani quanto per il Presidente della Giunta regionale che per qualsiasi altro Valdostano.

Ritiene che il ringraziamento del Consiglio regionale abbia un senso particolare se viene, invece, rivolto ai Parlamenti e ai Governi che ci sono venuti incontro per la realizzazione del traforo senza avere un diretto interesse locale.

Rileva che, d'altra parte, all'interessamento e all'attività degli uomini Valdostani si accenna nella frase sintetica riportata nel secondo comma, nella quale si dice che la grande opera è stata "voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi".

Concludendo, propone, quale emendamento alla mozione in discussione, che nell'ultimo comma, dopo le parole "dà mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia e di Francia", si aggiungano semplicemente le parole "e del Cantone di Ginevra" e si stralci il resto.

Precisa che tale è l'emendamento che egli formula e che chiede sia messo ai voti.

Per quanto riguarda la comunicazione del Presidente della Giunta regionale, concernente la questione della strada statale n. 26, ringrazia il Presidente della Giunta delle notizie fornite sulla situazione della pratica relativa a tale strada.

Riferisce, in proposito, di aver sentito voci circa l'eventuale possibilità della costruzione di una nuova strada sulla riva destra della Dora.

Ritiene che la costruzione di una nuova strada sulla riva destra della Dora sarebbe un errore, perché detta strada sarebbe sul versante di mezzanotte e sarebbe ghiacciata per due o tre mesi all'anno, il che costituirebbe un gravissimo inconveniente per la circolazione degli automezzi.

Ritiene, invece, che la nuova strada dovrebbe essere costruita sulla riva sinistra della Dora, cioè in zona più alta ed esposta al sole anche durante la stagione invernale, ad una altitudine di circa 600-700 metri.

Ricorda, in proposito, che la strada Genova-Savona e la strada Spezia-Sestri, i cui lavori sono attualmente in corso di esecuzione, sono costruite ad una altitudine più elevata delle preesistenti strade che collegano le menzionate località.

Fa presente che il suo suggerimento è quello dell'uomo della strada ed è dettato dal senso pratico delle cose.

Osserva che taluni piccoli dati ed elementi possono anche sfuggire all'attenzione dell'A.N.A.S. che, non lo mette in dubbio, avrà raccolto tutti i dati necessari e studiato a fondo il problema prima di accingersi allo studio del progetto della costruenda nuova strada statale della Valle d'Aosta.

Chiede, quindi, che il Presidente della Giunta, discutendo con l'A.N.A.S. in merito al progetto della nuova strada, voglia portare a conoscenza dei predetti dirigenti dell'A.N.A.S. tale suo suggerimento, perché essi potrebbero non essere a conoscenza degli elementi che sconsigliano di costruire la nuova strada sulla riva destra della Dora.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara che, quale presentatore della mozione, accetta l'emendamento proposto dal Consigliere Savioz e precisato dal Consigliere Chabod Renato, concernente l'aggiunta-inserimento delle parole "e del Cantone di Ginevra" all'ultimo capoverso, dopo le parole "...di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia e di Francia".

Chiede, quindi, che la mozione così modificata venga posta in votazione, qualora nessun altro Consigliere intenda prendere la parola sull'argomento.

Il Consigliere CHABOD Renato rileva che tutti i Consiglieri sono favorevoli all'approvazione della mozione sino al penultimo comma compreso, cioè escluso l'ultimo comma, in ordine al quale esiste il menzionato emendamento aggiuntivo, che è stato accettato dal Presidente della Giunta, e un emendamento soppressivo (soppressione dell'ultima parte del comma concernente il riferimento all'On.le Farinet).

Propone, quindi, che sia anzitutto posta in votazione la mozione modificata sino all'ultimo comma, sulla quale vi è il consenso unanime dei Consiglieri, con la esclusione del riferimento all'On.le Farinet. Dichiara che l'ultima parte della mozione dovrebbe essere posta in votazione in un secondo tempo, a' sensi dell'articolo 46 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara di concordare sulla proposta del Consigliere Chabod Renato, proposta che è conforme al citato articolo 46 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

A chiarimento e completamento della proposta del Consigliere Chabod Renato, precisa che dovrà essere posta in votazione, in primo luogo, la mozione fino alla prima parte dell'ultimo capoverso, comprese le parole "dà mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia, di Francia e al Cantone di Ginevra".

Comunica che, in un secondo tempo, dovrà essere posta in votazione la seconda parte dell'ultimo capoverso della mozione "ed all'On.le Farinet per l'opera entusiastica ed indefessa svolta per la soluzione del problema di interesse vitale per la Regione".

Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX déclare que, si l'on accepte d'inclure aussi la Junte de l'Administration précédente dans le dernier alinéa, elle voterait favorablement aussi pour la dernière partie de la motion.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, e l'Assessore BORDON propongono che il Consiglio sia invitato a votare sulla proposta come sopra formulata dal Presidente della Giunta e dai Consiglieri Chabod Renato e Savioz.

Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti, per alzata di mano, la proposta di approvazione della mozione con la seguente aggiunta alla prima parte dell'ultimo capoverso "...dà mandato al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia, di Francia e del Cantone di Ginevra", come da emendamento proposto dai Consiglieri Signori Savioz e Chabod Renato.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trenta), ha approvato la proposta di cui sopra.

Il Consiglio prende atto.

Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti, per alzata di mano, la proposta di mantenere la parte finale seguente della mozione: "nonché all'On.le Farinet per l'opera entusiastica e indefessa svolta per la soluzione del problema di interesse vitale per la Regione".

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, a maggioranza di voti favorevoli (Consiglieri presenti: trenta; - Consigliere astenutosi dalla votazione: Signora Perruchon M. Celeste ved. Chanoux; - Consiglieri votanti: ventinove; - voti favorevoli ventidue; voti contrari: sette), ha approvato la proposta di cui si tratta e che, in base all'esito delle due votazioni, la mozione risulta approvata nel testo seguente:

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE DI AOSTA NELL'ADUNANZA DEL 14-2-1957

IL CONSIGLIO REGIONALE

preso atto dell'avvenuta ratifica ad opera del Parlamento di Francia dell'accordo firmato dai Governi Italiano e Francese per il traforo del Monte Bianco,

ESPRIME

la propria esultanza, all'unisono con tutta la popolazione della Regione, per la decisione del Parlamento francese, che segna l'inizio della fase esecutiva della grande opera, voluta e patrocinata dagli uomini più eminenti della Valle d'Aosta succedutisi da oltre cent'anni ad oggi,

CONFIDA

che il Consiglio della Repubblica Francese confermi al più presto la decisione del Parlamento,

RILEVA

che il traforo del Monte Bianco, problema di indiscussa impostazione europea, ha pure il senso di una consacrazione dell'amicizia italo-francese e apporterà indiscussi vantaggi alle relazioni umane fra i popoli sul piano europeo,

che la grande opera, costituendo una porta aperta ed una via di comunicazione del più alto interesse, segna una svolta decisiva nella economia e nell'avvenire della Regione e l'inizio di una nuova vita in ogni campo di attività,

ESPRIME

la commossa riconoscenza di tutta la popolazione della Regione ai Parlamenti d'Italia e di Francia ed a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione dell'opera grandiosa,

DÀ MANDATO

al Presidente della Giunta regionale di esprimere tali sentimenti ai Governi d'Italia, di Francia e del Cantone di Ginevra, nonchè all'On.le Farinet per l'opera entusiastica ed indefessa svolta per la soluzione del problema di interesse vitale per la Regione.

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