Objet du Conseil n. 33 du 6 avril 1955 - Verbale
OGGETTO N. 33/55 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA IN MERITO AI PRINCIPALI PROBLEMI IN ESAME CHE INTERESSANO LA REGIONE VALLE D'AOSTA.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, premette che la Giunta si è preoccupata della situazione nella quale la nuova Amministrazione ha trovato la Regione; precisa che intende riferirsi, in modo particolare, alla situazione finanziaria, che è già stata lumeggiata attraverso le risposte date dagli Assessori durante lo svolgimento delle varie interpellanze presentate e attraverso la concisa relazione dell'Assessore alle Finanze.
Fa presente che, con le comunicazioni che intende fare, è suo intendimento di precisare al Consiglio quale è stata l'azione svolta dalla Giunta in questo periodo, per quanto attiene alla questione finanziaria e alle varie altre importanti questioni che sono tuttora pendenti presso il Governo centrale, questioni che sono sempre state considerate da tutti come i problemi fondamentali alla cui soluzione è collegata la vita autonoma della Regione e che devono essere risolte nel più breve tempo possibile, nell'interesse di tutti.
Accenna, a tale riguardo, alla questione dell'aumento dei contingenti in esenzione fiscale, alla zona franca, all'I.G.E. condensata, al diritto compensativo, al trasferimento dei beni demaniali, all'organico regionale dei servizi e dei dipendenti dell'Amministrazione regionale e, infine, alla questione della ripartizione delle entrate erariali, che costituisce il problema dei problemi.
Fa presente che cercherà di essere il più possibile sintetico, perché è sempre più convinto che, in materia finanziaria specialmente, bisogna essere concisi per evitare, volendo fare l'interesse della Regione, di fare gli interessi di coloro i quali guardano alla Valle d'Aosta con una mal celata invidia e che sono sempre pronti, in buona o in mala fede, ad esagerare determinate condizioni per fare apparire la nostra Valle in un irreale quadro di favorevole situazione e di esultanza, che non corrisponde alla vera situazione della popolazione valdostana. Ecco perché, egli osserva, bisogna essere molto cauti e molto prudenti in questa materia e, in questo momento, ricordo a me stesso questa prudenza.
A) Applicazione della legge 3 agosto 1949, n. 623, ed esenzioni fiscali per contingenti annui di determinate merci e prodotti.
Quanto sopra premesso, rammenta che, in seguito alla concessione alla Valle d'Aosta, in attesa dell'attuazione della Zona Franca, dell'esenzione fiscale per determinate merci e contingenti, disposta con legge 3-8-1949, n. 623, era sorta una contestazione circa l'interpretazione dell'articolo 2 di detta legge che dichiara esente dall'Imposta generale sull'entrata (I.G.E.) il primo atto economico dei generi che fruiscono dell'esenzione fiscale.
Rammenta ancora che l'Amministrazione regionale aveva sempre sostenuto, come sostiene tutt'oggi, che l'I.G.E. non doveva essere pagata, ma fa presente che, nonostante ciò, l'I.G.E. è stata sempre pagata e che le somme relative sono state depositate su apposito fondo presso la Dogana di Aosta.
Informa che la questione è stata di recente trattata in modo particolare a Roma dall'Assessore all'Industria e Commercio, MARCHIANDO, e dal Presidente della Giunta regionale e comunica che, dopo reiterate insistenze, l'Amministrazione regionale ha finalmente ottenuto la declaratoria di esenzione del pagamento dell'I.G.E. condensata e, conseguentemente, il rimborso di tutte le somme che erano state sino ad ora accantonate, ammontanti a circa 240 milioni di lire.
Riferisce che, in seguito all'accoglimento della tesi e delle richieste dell'Amministrazione regionale, i prezzi dei generi contingentati dovevano naturalmente diminuire per l'importo corrispondente all'ammontare dell'ottenuta esenzione dall'I.G.E.
Pertanto, l'Assessore all'Industria e Commercio diede, con avviso, comunicazione alla popolazione di tale diminuzione di prezzi. Aggiunge che quanto è stato ottenuto si traduce in diminuzione di prezzi su contingenti annui notevoli.
Informa che, in relazione alla ottenuta esenzione dell'I.G.E. condensata sul primo atto economico dei generi contingentati, verrà pure concesso l'esonero del pagamento del diritto compensativo sui predetti generi, il che significa che saranno, altresì, rimborsate le somme già versate per tale diritto compensativo, che per l'avvenire non sarà più pagato perché il diritto compensativo segue le norme di applicazione dell'I.G.E. condensata.
Comunica che la Giunta regionale si è anche preoccupata della questione della misura annua dei contingenti, inoltrando in via ufficiale una richiesta motivata e precisa per ottenere l'aumento dei contingenti e inserendo altre voci oltre a quelle già elencate nella legge del 3-8-1949 n. 623.
Si dichiara lieto di poter comunicare al Consiglio che la Direzione generale delle Dogane, a cui la richiesta è stata trasmessa a suo tempo, sta completando in questi giorni la formulazione del suo parere, che è favorevole a quasi tutte le richieste dell'Amministrazione regionale. Comunica che sarà presto predisposto un disegno di legge di concerto fra i Ministeri del Bilancio, del Tesoro, delle Finanze e dell'Industria e Commercio estero.
Assicura che la Giunta continuerà nella sua azione intesa ad ottenere che il disegno di legge di cui si tratta sia presentato al più presto al Consiglio dei Ministri ed, in seguito, alle Commissioni legislative e al Parlamento. Aggiunge che gli aumenti che saranno concessi ai contingenti si concretano in cifre annue rilevanti, che, per ragioni ovvie, non può comunicare oggi al Consiglio.
B) Trasferimento di beni demaniali dallo Stato alla Regione:
Rileva che detto problema, che non è di estrema rilevanza agli effetti sostanziali ma è, tuttavia, importante come questione di principio, sta finalmente avviandosi alla conclusione, poiché la Direzione del Demanio, in seguito agli accordi testè avuti a Roma, sta provvedendo ad una prima elencazione dei beni demaniali sui quali non esistono contestazioni e che saranno presto trasferiti alla Regione. Comunica che le difficoltà sollevate in un primo tempo sono ormai superate, per cui, con successivi elenchi, si provvederà, per esclusione, ad identificare quei beni sui quali vi possono essere contestazioni, che la Giunta cercherà nel modo più sollecito di appianare.
C) Regolamento organico dei servizi e dei dipendenti dell'Amministrazione regionale.
Rammenta di aver già illustrato, nell'adunanza odierna del mattino, in sede di svolgimento dell'interpellanza concernente tale argomento (oggetto N. 15), l'opera svolta e gli intendimenti della Giunta, intendimenti che sono stati accolti favorevolmente dal Governo, come risulterà quando sarà sottoposto all'approvazione del Consiglio il nuovo Regolamento organico.
D) Ordinamento finanziario regionale e ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato o la Regione.
Pone in rilievo che, come è a conoscenza dei Signori Consiglieri, la questione dell'ordinamento finanziario regionale è effettivamente un problema fondamentale, la cui soluzione è di importanza basilare per la vita economica ed amministrativa della Regione.
Osserva, infatti, che risolvere tale problema significa risolvere il problema attinente alla autonomia finanziaria della Regione.
Comunica che la Giunta ha studiato profondamente detto problema, approfondendo tutti i lati della questione, il che non è stato facile, ed informa di avere, d'accordo con la Giunta, iniziato, subito dopo l'insediamento, una azione a largo raggio, che poteva essere poco appariscente ma che doveva dare in seguito risultati concreti, per addivenire alla impostazione e alla sollecita soluzione del complesso problema, sia per quanto riguarda l'avvenire che per quanto riguarda il passato.
Rammenta che, dopo il riparto provvisorio delle entrate erariali effettuato per l'anno 1950, si sono ottenuti soltanto acconti annui per l'ammontare complessivo di lire 1 miliardo e mezzo per gli anni 1951, 1952 e 1953.
Si dichiara ora lieto di poter informare il Consiglio che le trattative per la definizione di questo problema essenziale si sono ormai concluse con la formulazione di un disegno di legge che regola tutta la materia, sia per il passato che per l'avvenire, disegno di legge che gli è già stato consegnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per le vie brevi.
Dà lettura, a tale proposito, del seguente telegramma che gli è pervenuto in data di ieri da Roma:
"At fine ulteriore sollecito corso schema disegno legge concernente riparto fiscale Valle d'Aosta, prego fare tenere cortese sollecitudine adesione Giunta regionale. SCALFARO".
Precisa che, appena saranno predisposti gli allegati, sarà sua cura di pregare il Presidente del Consiglio regionale di trasmettere ai Signori Consiglieri lo schema di disegno di legge, unitamente agli allegati indispensabili per chiarire in cifre la esatta portata del disegno di legge.
Osserva che ragioni comprensibili di correttezza lo inducono a non scendere oggi nei particolari sino a quando i Signori Consiglieri non siano stati messi al corrente di tutti gli elementi del problema.
Si dichiara certo che il Consiglio apprezzerà nel loro giusto valore, in sede di discussione del disegno di legge, la sollecitudine e lo spirito di comprensione che hanno animato le parti contraenti nelle importanti trattative, che hanno permesso di risolvere, in un tempo indubbiamente breve in rapporto alla grande complessità del problema, una delle questioni più gravi e di più difficile soluzione.
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Il Consigliere MANGANONI premette che il Presidente della Giunta ha accennato alla situazione finanziaria della Regione e si è richiamato alla relazione finanziaria fatta dall'Assessore alle Finanze, che sarà discussa dal Consiglio in altra seduta. Comunica che intende fare alcune osservazioni in merito alle altre comunicazioni fatte dal Presidente della Giunta.
Osserva, anzitutto, che il debito di un miliardo e cento milioni lasciato dalla Giunta della passata Amministrazione non è propriamente un debito se si tiene conto del credito che la Regione ha verso lo Stato, credito che, dedotti gli acconti già ricevuti in complessive lire un miliardo e cinquecento milioni, ammonta a quattro miliardi e ottocento milioni.
Dichiara che, per convincersi della veridicità di quanto ha affermato, basta dare uno sguardo ai bilanci preventivi approvati dal Consiglio regionale negli anni 1951, 1952, 1953 e 1954, nei quali sono state stanziate, quali proventi della ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, le seguenti somme:
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- esercizio 1951 |
L. 1.200.000.000 |
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- esercizio 1952 |
L. 1.500.000.000 |
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- esercizio 1953 |
L. 1.800.000.000 |
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- esercizio 1954 |
L. 1.800.000.000 |
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Totale |
L. 6.300.000.000 |
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- acconti ricevuti nella misura di L. 500 milioni per ognuno degli anni 1951, 1952 e 1953 |
L. 1.500.000.000 |
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Credito della Regione |
L. 48.000.000.000 |
Ritiene che quegli Assessori che già facevano parte della Giunta passata e che fanno ora parte della Giunta attuale non vorranno venir meno agli impegni a suo tempo presi dalla Giunta della passata Amministrazione.
Dichiara che, dato il credito rilevantissimo che la Regione vanta verso lo Stato, si sarebbe dovuto contrarre debiti in misura molto maggiore di quanto è stato fatto e ritiene che, se vi è un rilievo da fare alla Giunta precedente, è appunto quello di non aver contratto debiti in misura maggiore per la esecuzione di un maggior numero di lavori pubblici. Si riserva di ritornare sull'argomento nella prossima adunanza.
Per quanto concerne l'aumento dei generi contingentati in esenzione fiscale richiesto dalla Giunta attuale, pur prendendone atto, rileva che il provvedimento concernente la richiesta di aumento dei quantitativi annui dei generi contingentati avrebbe dovuto essere discusso e adottato dal Consiglio anziché dalla Giunta.
Analoga osservazione formula per il problema del trasferimento alla Regione di beni demaniali dello Stato.
Rilevando che il Presidente della Giunta si è dichiarato lieto di poter comunicare che le trattative relative alla ripartizione delle entrate sono concluse e definite, osserva che il Consiglio giudicherà se si può essere lieti o non lieti del modo in cui è stato risolto il problema; dichiara che, per il momento, i Consiglieri del gruppo di minoranza non possono associarsi a tale dichiarazione del Presidente della Giunta.
Fa presente che soltanto se la ripartizione delle entrate sarà soddisfacente essi saranno lieti, ma che non lo saranno invece se lo schema di legge del riparto sarà impostato sulla falsa-riga di quelli già esaminati dalla Amministrazione precedente.
Lamenta che tutti, ad eccezione dei Consiglieri regionali, vengono a conoscenza dei fatti che interessano la Regione; informa, a tale riguardo, di aver letto recentemente su un giornale un articolo nel quale, parlando della Valle d'Aosta, si diceva che le montagne sono di zucchero, che nei laghi crescono le banane, che nella Dora cola la benzina e altre simili frasi. Rileva che tali notizie sono dannose per la Valle d'Aosta, perché uscendo dalla Valle e andando, ad esempio, anche soltanto a Torino, si sentono dire frasi di questo genere, quasi con risentimento "Voi Valdostani siete più belli di noi"; e ciò perché l'opinione pubblica è influenzata dalle fandonie pubblicate da certi gazzettieri".
Pone in rilievo che i Consiglieri della minoranza sono venuti a conoscenza dell'avvenuta conclusione delle trattative per la ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione dalla lettura di un articolo apparso su un giornale romano del 15 marzo 1955, articolo che riporta una dichiarazione dell'Assessore Berthet, di cui dà lettura e che è del tenore seguente:
"Quale rappresentante della Democrazia Cristiana valdostana reca il più vivo ringraziamento al Partito per il valido appoggio morale e materiale da esso prestato nel corso della campagna elettorale in Val d'Aosta, coronata da vittoria. Eguale ringraziamento rivolge per la loro collaborazione preziosa ai parlamentari trentini, piemontesi e liguri.
Ringrazia quindi anche il Ministro del Tesoro per aver finalmente risolto il problema del riparto tra i tributi spettanti allo Stato e quelli devoluti alla Regione. (Applausi).
Richiama infine l'attenzione sulla campagna di denigrazione condotta contro le forze democristiane da certi aderenti al Movimento dell'Union Valdôtaine nonché dai militanti di estrema sinistra, ponendo in rilievo come solo dalla soluzione dei problemi rimasti ancora insoluti tra Stato e Regione possa trarsi un beneficio politico stabile per le forze democratiche della Val d'Aosta".
Osserva che il fatto che un Assessore faccia, il 15 marzo, una dichiarazione pubblica nella quale ringrazia per l'avvenuta definizione delle trattative sul riparto, mentre il Consiglio apprende la notizia dal Presidente della Giunta soltanto in data 6 aprile 1955, sta a confermare che se i giornali fanno certe affermazioni è un po' colpa anche di qualche Assessore. Chiede che l'Assessore interessato smentisca quanto pubblicato se non risulta corrispondente al vero, in quanto ritiene che tutti coloro che vogliono bene alla Valle d'Aosta si siano indignati nel leggere certe notizie.
Dichiara che anche l'opinione di molti Parlamentari viene male orientata dalla stampa, perché molti Parlamentari che non conoscono la Valle d'Aosta, apprendendo dai giornali che nella nostra Regione si vive come nel paese dei Bengodi, non possono certamente essere ben predisposti nei confronti della Valle d'Aosta per quanto lo Stato ci deve dare, in relazione ai diritti sanciti dallo Statuto.
Comunica che intende ora richiamare l'attenzione del Consiglio su altri fatti e informa che domenica, 3 aprile 1955, la RAI, alle ore 14,30, durante lo svolgimento del programma regionale piemontese "Buon dì cerea", ha fatto una trasmissione che è oltraggiosa per la Valle d'Aosta, perché ha messo in ridicolo i Valdostani e, parlando della Zona Franca, ha affermato che era stata applicata e ha detto ancora un sacco di fandonie che costituiscono una offesa per i Valdostani.
Rileva la necessità che il Consiglio voti un ordine del giorno di protesta contro la RAI, invitandola ad assumere precise informazioni e a non oltraggiare la Valle d'Aosta. Rileva, inoltre, l'opportunità che il Consiglio inviti certi giornalisti ad avere un minimo di correttezza e di serietà nei loro articoli. Dà, quindi lettura del seguente ordine del giorno:
"Domenica 3 aprile 1955, durante la trasmissione della RAI del II programma, in onde alle 14,30 dal titolo "Buon dì cerea" è stata offesa la dignità del popolo valdostano. Infatti, nella suddetta trasmissione si è fatto interpretare da un attore un tipo di valdostano, balbuziente e tonto. Il tutto era imperniato sulla esistenza di una Zona Franca che già sarebbe in atto nella nostra Valle, per la quale il costo della vita sarebbe diminuito, tutti i prezzi logicamente ribassati ed il paese di Bengodi rappresentato dalla Valle di Aosta. Ci si chiedeva poi, con una ironia dozzinale come mai tanta grazia di Dio e quali erano i meriti dei Valdostani.
Il Consiglio regionale invita la RAI a smetterla di denigrare i Valdostani e, prima di parlare delle faccende dell'Amministrazione regionale, prenda le dovute informazioni."
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, comunica che è suo intendimento di fare alcune precisazioni in relazione ai rilievi formulati dal Consigliere Manganoni.
Sottolinea, anzitutto, di aver fatto semplicemente delle comunicazioni al Consiglio, come riportato all'oggetto n. 15 dell'ordine del giorno.
Rammenta di essersi dichiarato lieto di poter informare il Consiglio che le trattative relative alla ripartizione delle entrate erariali erano state definite e conferma tale sua dichiarazione, precisando che sarà maggiormente lieto di poter constatare, allorquando l'argomento sarà discusso dal Consiglio, che tale sua soddisfazione è condivisa da tutti i Consiglieri.
Osserva che nell'adunanza odierna ha voluto soltanto dare notizia al Consiglio della avvenuta definizione delle trattative su tale importante problema e porre in risalto che la Giunta è riuscita a trovare la soluzione di tale problema, estremamente complesso, in un lasso di tempo relativamente breve. Aggiunge che il Consiglio giudicherà, in sede di trattazione dell'argomento, se il problema sia stato risolto bene o male.
Per quanto concerne la notizia sulla questione apparsa su alcuni giornali, assicura nel modo più assoluto che la Giunta non ha mai dato informazioni ad alcuno ed informa che egli pure ha letto con indignazione, sui giornali, ad Aosta e a Roma, notizie che non corrispondono affatto a verità. Osserva che non va dimenticato come l'ordinamento finanziario è proposto, dal punto di vista legislativo, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto coi Ministri del Tesoro, delle Finanze, dell'Interno e del Bilancio, il che significa che le trattative hanno dovuto passare attraverso tutta la trafila di molti uffici, iniziando dal Ministero dell'Interno e terminando al Ministero del Bilancio.
Comunica che egli si è preoccupato delle notizie apparse sui giornali, diramando, attraverso una agenzia, un comunicato a tutti i giornali romani e precisando nei giusti termini l'essenza delle cose; questo anche perché in seguito alle notizie apparse, qualche Ministro gli aveva chiesto cosa succedeva in Valle d'Aosta, al chè egli aveva risposto precisando come stavano le cose.
In merito alla questione concernente la recente trasmissione della RAI, comunica che si è preoccupato subito e che si sta tuttora occupando per sapere come realmente è avvenuta la trasmissione.
Fa presente di essere ben disposto, come ritiene che lo sia anche la Giunta, a prendere in esame l'eventualità dell'approvazione, da parte del Consiglio, di un ordine del giorno di protesta nei confronti della RAI. Osserva, però, che gli parrebbe più corretto, prima di dare corso all'ordine del giorno, di definire l'istruttoria in corso per stabilire la realtà dei fatti. Rileva che gli è stato riferito che la trasmissione della RAI è stata veramente un episodio antipatico in quanto si sarebbe agito in modo offensivo nei confronti della Valle, falsando i fatti.
Ritiene, però, necessario di procedere con serietà ed aggiunge che non sarà certo il breve intervallo di tempo che intercorre fra la giornata di oggi e quella in cui si potranno chiarire, in linea di fatto, le cose che potrà nuocere e impedire di inviare alla RAI l'ordine del giorno proposto; chè, anzi, tale ordine del giorno potrà essere redatto con maggior precisione e con maggior conoscenza delle cose.
Il Consigliere MANGANONI, per quanto concerne la notizia apparsa sui giornali romani, precisa di avere dubitato non già della Giunta ma di un membro della Giunta.
L'Assessore BERTHET dichiara di non aver assolutamente detto quanto riportato nell'articolo di cui il Consigliere Manganoni ha dato lettura e afferma che i giornalisti hanno travisato le cose; del che egli non ha colpa alcuna. Precisa di aver ringraziato l'Onorevole Fanfani, il quale si era messo a disposizione dei rappresentanti della Regione per risolvere i vari problemi che interessano la Valle d'Aosta, e il Ministro Gava, il quale aveva avviato bene i vari problemi regionali in discussione.
Il Consigliere MANGANONI informa che il giornale romano, che ha riportato l'articolo di cui si tratta, è diretto da un elemento democristiano e invita l'Assessore Berthet a fare una smentita in merito alla questione.
Per quanto concerne la trasmissione della RAI e l'ordine del giorno da lui proposto, ritiene che si possa concordare su quanto detto dal Presidente della Giunta. Rileva che nella trasmissione della RAI, oltre che parlare ironicamente dei vantaggi acquisiti dalla Valle d'Aosta con la Zona Franca, si è recato oltraggio ai Valdostani facendo parlare in malo modo alla radio una persona che rappresentava un Valdostano, per cui insiste sulla necessità di una presa di posizione in un ordine del giorno molto energico e chiarificatore, che servirebbe di monito anche per i giornalisti, perché verrebbe pubblicato sui vari giornali, e anche l'opinione pubblica si renderebbe conto di come stanno le cose.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, osserva che la questione potrebbe essere presa in esame e discussa anche subito dal Consiglio se tutti i Consiglieri avessero udito la trasmissione radiofonica e si trovassero, quindi, nella possibilità di esprimere immediatamente un giudizio. Ritiene, però, che la maggioranza dei Consiglieri non abbia udito detta trasmissione della RAI, per cui è necessario accertare come sono avvenuti i fatti.
Il Consigliere MANGANONI pone in rilievo che le precisazioni del caso, affinché possano avere il loro effetto, debbono essere fatte tempestivamente.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, rileva che il Consiglio, se lo ritiene opportuno, potrebbe eventualmente delegare alla Giunta di fare una protesta, nel senso che è stato proposto, non appena saranno stati chiariti ed accertati i fatti.
Il Vice Presidente del Consiglio, PASQUALI, comunica di non avere udito la trasmissione radiofonica e si dichiara d'avviso di chiedere un resoconto stenografico della trasmissione stessa, per dare maggiore forza e precisione all'ordine del giorno che deve essere approvato dal Consiglio e che oggi potrebbe essere basato soltanto sul "sentito dire".
Prendono, altresì, la parola in merito i Consiglieri SAVIOZ e NICCO Giulio, il quale sottolinea che sarebbe opportuno sentire anche la "voce" della persona che ha recitato la parte del Valdostano nella trasmissione radiofonica, per potersi rendere conto del senso di ironia e di oltraggio con cui sono state pronunciate le parole.
Il Consigliere MANGANONI insiste sulla necessità dell'approvazione di un ordine del giorno da parte del Consiglio e, prendendo atto di quanto proposto dal Presidente della Giunta, dichiara che rimane inteso che la Giunta, a fatti accertati, riporterà la questione all'esame del Consiglio.
Il Consigliere CHABOD Renato si dichiara lieto che il Presidente della Giunta sia lieto per le comunicazioni fatte al Consiglio circa l'avvenuta definizione delle trattative concernenti la ripartizione delle entrate erariali, ma aggiunge che, nella sua qualità di Consigliere, deve esprimere il suo rammarico perché le trattative - che si augura portino a buoni risultati - sono state condotte esclusivamente dalla Giunta, senza sentire in merito il parere del Consiglio. Rammenta che lo stesso Presidente della Giunta ha detto che la questione del riparto è il "problema dei problemi", ed esprime la sua protesta per il fatto che tale problema sia stato affrontato e definito senza aver sentito il Consiglio.
È vero, egli osserva, che l'articolo 50 dello Statuto dice che l'ordinamento finanziario della Regione viene stabilito con legge dello Stato in accordo con la Giunta regionale, - e quindi è logico che il Governo tratti non con il Consiglio ma con la Giunta -, ma non va dimenticato che la Giunta, a sua volta, essendo organo esecutivo della Regione - ai sensi dell'articolo 32 dello Statuto regionale - avrebbe dovuto sentire il dovere di convocare il Consiglio in seduta straordinaria per metterlo al corrente delle trattative e sentirne il parere.
Comunica di rendersi conto che vi possano essere delle ragioni di opportunità che giustificano il riserbo adottato dal Presidente della Giunta, - tanto più che, a quanto pare, le trattative sono state condotte in segreto -, ma ritiene che, in simili casi, vi sia un rimedio semplice per mettere al corrente della questione i Signori Consiglieri e, cioè, discutere della questione in seduta segreta.
Esprime parere che il Presidente della Giunta potrebbe, durante una seduta segreta, fare, quanto meno, qualche anticipazione al Consiglio sull'esito delle trattative. Rinnova il suo rammarico per il fatto che la Giunta non abbia ritenuto di sentire prima, al riguardo, il parere del Consiglio, sia perché da parte di qualche Consigliere sarebbe stata formulata qualche proposta, sia perché in tale modo si sarebbe tenuto nel debito conto anche il parere del Consiglio.
Propone che il Presidente della Giunta faccia alcune anticipazioni sull'esito delle trattative in una seduta segreta, che potrebbe durare anche soli dieci minuti, da tenersi nella serata di oggi o nell'adunanza del mattino di domani, affinché i Signori Consiglieri possano venire a conoscenza di come è stato risolto il problema.
In riferimento alle dichiarazioni del Consigliere Chabod Renato, il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara di essere molto sorpreso sia della sua proposta, che non accetta, sia del suo rammarico, che accetta ancora meno, sia della sua proposta di dieci minuti di seduta segreta.
Pone in rilievo che, appunto perché la questione del riparto costituisce il problema dei problemi, è necessario che i Signori Consiglieri siano in possesso degli allegati e dati indispensabile per intendere la portata di uno schema di legge relativo alla ripartizione delle entrate erariali e alle percentuali sulle stesse attribuite alla Regione Valle d'Aosta, in quanto senza gli allegati le cifre sarebbero incomprensibili.
Fa presente che il problema è stato regolarmente iscritto all'ordine del giorno della sessione in corso, ma non dell'adunanza odierna, e pone in rilievo che oggi ha fatto delle brevi comunicazioni al riguardo perché era giusto che, non appena avuto notizia della conclusione delle trattative, ne informasse immediatamente e in via ufficiale il Consiglio.
Rammenta che si è detto che il Consiglio avrebbe dovuto essere convocato prima, per essere messo al corrente della questione; in proposito, osserva che non va dimenticato che le trattative sul riparto devono essere condotte con la parte contraente dall'organo esecutivo (Giunta regionale) in accordo col quale deve essere stabilito, con legge dello Stato, l'ordinamento finanziario, come precisa l'articolo 50 dello Statuto.
Dichiara che, naturalmente, le trattative vengono svolte nell'intento di arrivare ad ottenere il contratto migliore che si possa concludere. Ora, egli osserva, come era possibile convocare preventivamente il Consiglio per avere quelle direttive che la Giunta conosceva già molto bene e che si concretano nel cercare di ottenere il più possibile dal Governo centrale, tanto più che non si poteva, comunque, entrare nei particolari delle trattative in corso?
Esprime il dubbio che da parte di alcuni Consiglieri, non si abbia una idea precisa della complessità dell'importante problema.
Comunica che la Giunta, che è, secondo lo Statuto, l'organo competente a risolvere il problema, è arrivata alla definizione delle trattative attraverso lunghe e numerose discussioni con i vari Ministeri. Pur sapendo di aver fatto tutto il possibile, la Giunta ha ritenuto opportuno di portare il problema all'esame del Consiglio, affinché il Consiglio lo discuta a fondo e decida in merito.
Ribadisce che la Giunta, subito dopo l'insediamento, ha iniziato le trattative portandole sollecitamente a termine; fa presente che si è ora in attesa di ricevere lo schema definitivo del disegno di legge per poterne mandare copia tempestivamente, con i necessari allegati, a tutti i Consiglieri.
Rileva che, per assumere una decisione al riguardo, non saranno sufficienti i dieci minuti di seduta ai quali ha accennato il Consigliere Chabod Renato e si dichiara certo che ogni Consigliere sentirà nella sua coscienza il peso della propria decisione.
Le Conseiller Madame PERRUCHON Veuve CHANOUX demande si le Conseil sera réuni pour discuter le projet de loi en question ou tout simplement pour l'approuver.
Le Président de la Junte, BONDAZ, répond que le Conseil est souverain.
Il Consigliere CHABOD Renato chiarisce che i dieci minuti di seduta segreta da lui proposti dovrebbero servire al Presidente della Giunta per dare al Consiglio qualche anticipazione sull'esito e sulla conclusione delle trattative.
Dichiara di prendere atto dei chiarimenti dati dal Presidente della Giunta e, in particolare, della risposta data in relazione al quesito posto dal Consigliere Signora Perruchon Vedova Chanoux, di cui condivideva le preoccupazioni, perché il Presidente della Giunta aveva parlato di trattative perfezionate e concluse. Osserva che, se così fosse, il Consiglio dovrebbe limitarsi a prendere atto dell'accordo concluso dalla Giunta. Fa presente che la cosa è diversa se il Presidente della Giunta assicura che lo schema del progetto di legge concernente il riparto sarà discusso dal Consiglio.
Chiede, quindi, al Presidente della Giunta di voler precisare se le trattative si sono già risolte in un disegno di legge definitivo e, quindi, in un accordo definitivo già raggiunto tra il Governo centrale e la Giunta, oppure se detto disegno di legge potrà ancora essere discusso, per eventuali modifiche, dal Consiglio. Aggiunge che, in questo ultimo caso, ritrarrebbe il rammarico espresso in precedenza.
Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara di essere spiacente che le sue parole non siano state interpretate nel loro giusto senso e dà nuovamente lettura del seguente telegramma pervenuto alla Presidenza della Giunta:
"At fine ulteriore sollecito corso schema disegno di legge concernente riparto fiscale Valle d'Aosta, prego far tenere cortese sollecitudine adesione Giunta regionale. SCALFARO".
Rileva che, dal testo del telegramma, appare chiaro che la Giunta regionale ha svolto le trattative per la definizione del problema del riparto, portandole a buon fine, ma non ha ancora dato la sua adesione, come prescritto dall'articolo 50 dello Statuto regionale; infatti la Giunta intende portare la questione all'esame del Consiglio prima di dare la sua adesione.
Il Consigliere CHABOD Renato dichiara che i Consiglieri dei gruppi della minoranza sono soddisfatti della risposta avuta dal Presidente della Giunta, risposta che ha chiarito ogni dubbio e di cui prendono atto.
Il Consiglio prende atto.
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L'adunanza ha termine alle ore diciannove e minuti quaranta.
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Letto, approvato e sottoscritto.
IL PRESIDENTE
(E. Pareyson)
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO
(O. Perruchon)
IL SEGRETARIO ROGANTE
(A. Brero)
