Objet du Conseil n. 3 du 3 février 1949 - Verbale
OGGETTO N. 3/49 - DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 GENNAIO 1949, N. 2, RECANTE NORME PER LA PRIMA ELEZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA - APPROVAZIONE ORDINE DEL GIORNO.
Il Consigliere Sig. MANGANONI, riferendosi alla relazione del Presidente, rileva che, per quanto concerne la legge elettorale per la Valle d'Aosta, il Presidente, Avv. Caveri, non si è molto dilungato su tale argomento che è di notevole importanza; osserva che il Presidente ha dato lettura di alcuni estratti di articoli apparsi su vari giornali ed ha riferito le opinioni anti-autonomistiche di varie personalità politiche. Afferma che la responsabilità per l'approvazione della citata legge elettorale deve essere attribuita al Governo nonché al Parlamento e non già ai giornali. Aggiunge che il Governo, il quale dispone nel Parlamento di una maggioranza di 308 deputati, dimostra di disinteressarsi dei giornali e dell'opinione pubblica e ribadisce che ogni responsabilità per la citata legge elettorale ricade sul Governo, il quale, prima delle elezioni del 18 aprile, si faceva paladino delle autonomie, mentre oggi porrebbe in dubbio l'opportunità del mantenimento delle autonomie regionali. Richiama la deliberazione consiliare n. 117, in data 8 novembre 1948, con la quale il Consiglio, ad unanimità di voti, salvo l'astensione di un Consigliere, confermava l'approvazione del progetto di legge elettorale, sulla base del sistema misto proposto dal Consigliere Thomasset, progetto già deliberato dal Consiglio regionale nell'adunanza del 5 luglio 1948. Riferisce che il Presidente, Avv. Caveri, nella lettera di trasmissione del progetto di legge elettorale alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, faceva rilevare quanto segue a sostegno del sistema, elettorale misto proposto dal Consigliere Thomasset ed approvato dal Consiglio:
"a) il sistema proporzionale, atto a consentire che tutte le tendenze possano essere rappresentate in seno al Consiglio, costituisce un ingiusto ed antidemocratico vincolo alla libertà di scelta dell'elettore, in quanto lo costringe, praticamente, a scegliere i candidati fra un numero ristretto di persone designate non già dalla volontà o dalla fiducia popolare, ma bensì dalle locali Segreterie dei partiti;
b) il sistema maggioritario, mentre offre all'elettore la possibilità di scegliere liberamente nelle varie liste i candidati che si ritengono più idonei, consente, peraltro, l'esclusione delle minoranze dal Consiglio."
Fa presente che il Presidente, Avv. Caveri, nella lettera di cui si tratta aveva precisato che il sistema elettorale misto approvato dal Consiglio consiste, praticamente, nell'adozione del principio maggioritario per le votazioni, con salvaguardia della libertà di scelta dei candidati da parte degli elettori, e del principio proporzionale agli effetti dello scrutinio e della ripartizione dei seggi, con salvaguardia della rappresentanza delle minoranze in seno al Consiglio regionale. Aggiunge che il Consiglio regionale aveva dato mandato al Presidente, Avv. Caveri di difendere il sistema elettorale misto approvato dal Consiglio e che il Presidente aveva dato assicurazioni al riguardo; così pure il Deputato On. Farinet. Passando all'esame della legge elettorale approvata dal Consiglio dei Ministri, rileva che è stato stabilito il principio della ineleggibilità per i Sindaci e per i Consiglieri comunali, come pure per i professori, i maestri ed i medici condotti, mentre il progetto di legge elettorale, approvato dal Consiglio regionale, prevedeva unicamente l'incompatibilità per i Sindaci. Rileva, a questo proposito, che, in una precedente adunanza del Consiglio, il Presidente Avv. Caveri ebbe a dichiarare che in Valle d'Aosta difettano purtroppo gli elementi di provata capacità e, partendo dal principio che nei Consigli comunali sono stati già chiamati a far parte gli elementi più idonei, il Consigliere Sig. Manganoni deduce che le persone che possono far parte del Consiglio regionale saranno ridotte ad un numero ancor esiguo in seguito alle limitazioni ed esclusioni poste con la succitata legge elettorale. Lamenta che non sia stato riconosciuto il principio del requisito di un periodo minimo di residenza in Valle d'Aosta agli effetti dell'elettorato attivo e dell'elettorato passivo, principio sancito dall'art. 16 dello Statuto regionale. Ricorda in proposito che, da parte di alcuni, furono elevate proteste per il fatto che il gruppo social-comunista aveva a suo tempo richiesto che fosse stabilito un periodo di residenza in Valle di soli cinque anni per l'elettore. Ribadisce la necessità che sia sancito il principio di un certo periodo di residenza per l'elettore e per l'eligendo. Afferma che, mentre il Presidente Avv. Caveri aveva allora strenuamente difeso il principio della residenza, oggi non ha elevato alcuna protesta contro l'abolizione di tale principio.
Il Consigliere Sig. Manganoni lamenta, inoltre, il fatto che nella, legge elettorale approvata dal Consiglio dei Ministri siano stati esclusi i rappresentanti di lista, ciò che giudica antidemocratico. Conclude, rilevando che la legge elettorale, come è stata approvata, è anti-democratica e si rammarica che il Presidente, Avv. Caveri, non appena rientrato da Roma, non abbia convocato subito il Consiglio regionale per informarlo sulla legge elettorale approvata dal Consiglio dei Ministri. Ricorda che il Presidente, Avv. Caveri, nell'adunanza del 30 dicembre u.sc., si era impegnato a convocare il Consiglio regionale entro il mese di gennaio 1949 mentre invece il gruppo social-comunista ha dovuto fare richiesta di convocazione del Consiglio. Il Presidente, rientrato da Roma, il 12 gennaio e pur avendo dichiarato che era già sua intenzione di riunire il Consiglio, non aveva però indetto l'adunanza per la fine di gennaio.
Il Presidente, Avv. CAVERI, obietta che essendo il Consiglio regionale stato convocato per il 3 febbraio, sono trascorsi soltanto tre giorni dalla scadenza di fine mese di gennaio.
Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva che il Presidente, Avv. Caveri, avrebbe potuto convocare il Consiglio regionale prima della fine gennaio. Ricorda che, a suo tempo, il Consigliere Avv. Caveri, capo dell'opposizione, lamentava che il Consiglio regionale si riunisse di rado e chiedeva che le adunanze del Consiglio avessero luogo ogni quindici giorni; veniva allora anche lamentato che il Presidente Prof. Chabod fosse troppo legato a Roma; precisa che tali opinioni e lagnanze erano condivise dai Consiglieri del gruppo social-comunista, i quali, allorché il Presidente Prof. Chabod rassegnò le dimissioni, contribuirono con il loro voto alla elezione del nuovo Presidente. Rileva che il Presidente, Avv. Caveri, non è stato coerente alle sue opinioni in quanto ha riunito di rado il Consiglio, ha soggiornato lungo tempo a Roma, non ha sentito il bisogno di reagire per la legge elettorale dimostrando in tal modo di essere troppo legato al Governo. Per tali ragioni e per il fatto che il Presidente, Avv. Caveri non ha sentito il dovere di protestare contro il Governo di Roma, - che non ha tenuto conto dei voti espressi dal Consiglio regionale per quanto concerne la legge elettorale nonché per quanto concerne i principi sanciti dallo Statuto regionale, - il Consigliere Manganoni accusa il Presidente Avv. Caveri di aver tradito il mandato datogli dal Consiglio regionale. Aggiunge che il gruppo social-comunista, per non tradire gli interessi della classe lavoratrice valdostana, oggi non può più dargli la sua fiducia e dichiara che, pertanto, oggi il gruppo social-comunista non considera più l'Avv. Caveri quale Presidente dei lavoratori della Valle d'Aosta ma soltanto più quale rappresentante di un "clan" antidemocratico.
Il Consigliere Sig. Manganoni lamenta, per incidenza, che recatosi dal Capo Divisione Finanze per avere alcuni dati relativi al bilancio gli fu risposto che occorreva l'autorizzazione del Presidente Avv. Caveri. Protesta per tale fatto rilevando che, nell'adunanza del 10 novembre 1948, in sede di discussione del bilancio preventivo per l'esercizio 1948, l'Assessore alle Finanze Ing. Fresia aveva dichiarato che i Consiglieri che desiderassero informazioni e dati relativi alla situazione finanziaria dell'Amministrazione regionale potevano rivolgersi direttamente a lui ed, in sua assenza, al Capo Divisione Finanze. Ritiene che i dati gli siano stati rifiutati per non dare pubblicità agli stessi; fa rilevare, al riguardo, che tale motivazione non ha valore in quanto gli ambienti di Roma sono molto bene informati della situazione finanziaria della Amministrazione regionale.
Il Consigliere Sig. Manganoni ricorda che, in precedente adunanza, su proposta del Presidente, Avv. Caveri, il Consiglio aveva votato un ordine del giorno di protesta contro l'On. Nitti, per le sue dichiarazioni anti-autonomistiche. Afferma che l'autonomia si difende non già capitolando ma lottando e ricorda che il Presidente Avv. Caveri ebbe già a dichiarare che è stata la dimostrazione di forza data dai valdostani che ha ottenuto il riconoscimento dell'autonomia alla Valle d'Aosta; dichiara di essere egli pure di tale parere e conclude rilevando che oggi è stato il Governo a menomare l'autonomia, della Valle d'Aosta e chiede che il Consiglio elevi una energica protesta contro il Governo. Aggiunge che l'Avv. Caveri è da considerarsi oggi un ottimo Prefetto di Roma ma un cattivo Presidente per la Valle d'Aosta, per cui dichiara di negargli la fiducia a nome del gruppo social-comunista.
Il Presidente, Avv. CAVERI, ritiene probabile che a Roma qualcuno dissenta dall'opinione espressa dal Consigliere Sig. Manganoni.
L'Assessore Geom. BIONAZ deplora che il Consiglio dei Ministri, nell'approvare la legge per la prima elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, non abbia riconosciuto ed ammesso il principio del requisito di un periodo minimo di residenza in Valle d'Aosta agli effetti dell'elettorato attivo e dell'eleggibilità, principio sancito dall'art. 16 dello Statuto regionale. Esprime, peraltro, la sua meraviglia per il fatto che i Consiglieri, i quali a suo tempo si erano dichiarati contrari al riconoscimento di tale principio, sostengano ora la tesi opposta.
Dichiara di non concordare con le affermazioni del Consigliere Sig. Manganoni per quanto riguarda la non democraticità della legge. Ricorda di avere sempre sostenuto e difeso il sistema maggioritario, innanzi tutto perché tale sistema, in una Regione piccola come la Valle d'Aosta, consente all'elettore libertà di scelta dei candidati, ciò che non si verifica con il sistema proporzionale, ed in secondo luogo perché il sistema, proporzionale, fra l'altro, obbliga i candidati di una stessa lista a lottare fra di loro per la conquista dei voti di preferenza. Richiama i precedenti che hanno indotto il Consiglio regionale ad adottare a titolo di compromesso il sistema proposto dal Consigliere Thomasset, sistema misto fra il maggioritario ed il proporzionale, in quanto dà la facoltà all'elettore di scegliere i candidati fra le varie liste e, nel contempo, assicura la rappresentanza, delle minoranze in seno al Consiglio regionale. Rileva che, non avendo il Governo ritenuto opportuno di approvare l'adozione del sistema misto di cui sopra, bisogna compiacersi del fatto che sia stato almeno prescelto il sistema maggioritario, per i vantaggi che presenta in confronto al sistema proporzionale e perché per gli elettori valdostani la facoltà di poter scegliere i candidati nelle varie liste è fondamentale. Per quanto concerne i casi di ineleggibilità previsti dalla legge elettorale per i Sindaci e per i Consiglieri comunali, rileva che di ciò non può essere fatta colpa a nessuno in quanto i progetti ministeriali di legge elettorale pervenuti a suo tempo, per l'esame, dall'Ufficio Studi e Legislazione, già prevedevano l'ineleggibilità per i Sindaci e per i Consiglieri comunali e ciò anche per la preoccupazione di evitare la possibilità che la Giunta regionale - organo di controllo dei Comuni - potesse essere influenzata o rovesciata da una, eventuale maggioranza di Consiglieri regionali, amministratori di Comuni, per questioni sia pure indirettamente attinenti a provvedimenti di controllo sui Comuni. Per quanto concerne l'esclusione della disposizione concernente i rappresentanti di lista, rileva che le preoccupazioni espresse dal Consigliere Sig. Manganoni siano fuori luogo ed esagerate in quanto, per legge, ogni elettore ha diritto di assistere a tutte le operazioni elettorali.
Per quanto concerne, invece, i rapporti con Roma fa presente di avere sempre sostenuto la necessità di mantenere contatti costanti con Roma in quanto lo sviluppo e la valorizzazione dell'autonomia non può ottenersi che in tal modo. Aggiunge che, a suo tempo, egli non aveva dato il suo voto all'Avv. Caveri, per la elezione a Presidente, in quanto non condivideva le di lui opinioni su tale questione ma che, oggi, per le ragioni sopra esposte, non può muovergli alcun rimprovero per il fatto di mantenere rapporti con Roma. Conclude deplorando che la legge elettorale di cui si tratta non stabilisca un periodo minimo di residenza per l'elettorato attivo e passivo e rilevando che non ritiene si possa affermare che tale legge sia antidemocratica. Aggiunge ancora che, nelle varie adunanze in cui è stata trattata la questione della legge elettorale, il Consiglio, a grande maggioranza, è sempre stato favorevole al sistema maggioritario.
Il Consigliere Avv. TORRIONE ritiene che non sia il caso di discutere troppo a lungo sui precedenti della questione e ritiene inutile ogni recriminazione e discussione retrospettiva; osserva che il Consiglio regionale si trova oggi di fronte ad un decreto approvato ed emanato dal Governo, che aveva la potestà di emanarlo, per cui occorre esaminare bene la legge e fare delle richieste per il futuro.
Concorda che sia deplorevole il fatto che nella legge elettorale non sia stato previsto il principio della residenza, sia stata prevista l'ineleggibilità per i Sindaci, i Consiglieri comunali, gli insegnanti ed i medici condotti, il che vieta l'accesso al Consiglio ad elementi che per la loro cultura potrebbero dare un ottimo apporto ai lavori del Consiglio. Afferma che, in un primo tempo, il Consiglio regionale si era effettivamente dichiarato favorevole all'adozione del sistema maggioritario; aggiunge che, successivamente, il Consiglio ha adottato il sistema elettorale misto proposto dal Consigliere Sig. Thomasset. Ritiene che non sia il caso di drammatizzare per il fatto che tale sistema non sia stato prescelto dal Consiglio dei Ministri, ma che sia invece opportuno elevare protesta per alcuni casi di ineleggibilità - anziché di semplice incompatibilità - previsti dalla legge elettorale e particolarmente per quanto concerne i medici condotti e gli insegnanti, i quali non hanno un rapporto diretto con l'Amministrazione regionale in quanto sono stipendiati dai Comuni. Rileva, infine, la non opportunità di sollevare troppe polemiche con gli organi governativi dai quali dipende e ai quali è legato lo sviluppo dell'autonomia della Valle d'Aosta, pur concordando sulla opportunità di elevare una protesta nel caso in esame della legge elettorale.
Il Presidente, Avv. CAVERI, richiama i precedenti relativi alle discussioni avvenute in seno al Consiglio regionale in merito al sistema elettorale da adottare per la Valle d'Aosta e ricorda che il 6 giugno 1946, sotto la Presidenza del Prof. Chabod, il Consiglio regionale, a grande maggioranza, e cioè con voti favorevoli quindici contro nove contrari, approvò l'adozione del sistema maggioritario. Precisa che allora si dichiararono favorevoli a tale sistema i Consiglieri: Avv. Page, Geom. Cuaz, Ing. Fresia, Geom. Pareyson, Geom. Arbaney, Ing. Binel, Geom. Bionaz, Avv. Caveri, Avv. Chanu, Sig. David, Col. Ferrein, Not. Thiébat, Sig. Thomasset, Avv. Torrione e Geom. Vesan. Precisa che si dichiararono, invece, contrari all'adozione di tale sistema: il Presidente Prof. Chabod ed i Consiglieri: Sig. Nouchy, Sig. Armand, Sig. Chabloz, Dr. De La Pierre, Sig. Fontan, Sig. Manganoni, Geom. Nicco, Sig. Vacher. Rileva che, in tale occasione, come risulta dalla votazione, il gruppo social-comunista ha votato compatto per il sistema proporzionale. Il sistema elettorale prescelto dal Consiglio fu, quindi, il maggioritario; tale principio base della legge elettorale era pertanto già stabilito e non si sarebbe più dovuto riprendere la discussione su tale argomento; rammenta che, tuttavia, essendovi una minoranza favorevole al sistema proporzionale, fu egli stesso a riproporre la questione in Consiglio e, dopo ampie discussioni, di comune accordo, fu adottato il sistema misto suggerito dal Consigliere Sig. Thomasset, e ciò per aderire per quanto possibile ai desiderata del gruppo social-comunista. Ricorda che in tale occasione sul giornale del gruppo social-comunista comparvero articoli con i quali si osteggiava il sistema misto che ora invece viene difeso dalle stesse persone che allora lo criticavano. Ritiene che il Consiglio dei Ministri abbia approvato il sistema maggioritario, in quanto il sistema misto di cui sopra è in realtà un sistema maggioritario "sui generis". Riferendosi, poi, alle affermazioni del Consigliere Manganoni, aggiunge: "qui non c'è alcun 'clan', perché tutti lavoriamo e ci battiamo solo per la Valle d'Aosta".
Il Consigliere Sig. MANGANONI osserva che il gruppo social-comunista non intende fare il processo al sistema maggioritario sebbene tale sistema, praticamente, consenta soltanto ai candidati di due liste, di cui una con ventotto Consiglieri e l'altra con sette, di entrare a far parte del Consiglio regionale con la conseguente quasi esclusione delle minoranze. Ammette che la maggioranza dei Consiglieri si era espressa favorevolmente, in un primo tempo, per il sistema maggioritario, ma rileva che il Presidente, Avv. Caveri, aveva, avuto, infine, il preciso mandato di difendere e di perorare a Roma l'adozione del sistema misto approvato successivamente dal Consiglio all'unanimità, salvo l'astensione di un Consigliere. Si dichiara convinto che, se tale sistema non è stato accettato dal Consiglio dei Ministri, ciò è dovuto al fatto che vi furono pressioni in tal senso. Rileva che il gruppo social-comunista non intende già riaprire la discussione sui vantaggi e sui difetti del sistema maggioritario e del sistema proporzionale, ma intende insistere e protestare sui seguenti tre punti: 1°) ineleggibilità dei Sindaci, dei Consiglieri comunali, dei medici, dei professori e dei maestri: fa presente, in proposito, che nelle adunanze di Consiglio, allorché si discusse la questione elettorale, si era prevista l'incompatibilità per i soli Sindaci e si era insistito affinché i Consiglieri comunali, i professori, i medici ed i maestri fossero eleggibili; 2°) residenza: rileva che l'art. 16 dello Statuto regionale prevede che per l'esercizio del diritto elettorale attivo può essere stabilite il requisito della residenza nel territorio della Regione per un periodo non superiore ad un anno e, per l'eleggibilità, per un periodo non superiore a tre anni; fa presente che anche questo principio è stato ignorato dal Consiglio dei Ministri; 3°) i rappresentanti di lista non sono stati ammessi. Per quanto riguarda la ineleggibilità, fa presente che, nelle leggi per la elezione di Consigli di altre Regioni autonome, i Consiglieri comunali sono stati dichiarati eleggibili.
L'Assessore Geom. BIONAZ osserva però che qualsiasi elettore può presenziare a tutte le operazioni elettorali.
Il Presidente, Avv. CAVERI, osserva che i costanti rapporti avuti con le autorità governative hanno fatto sì che, attualmente, fra tutte le Regioni autonome la Valle d'Aosta sia quella tenuta in miglior considerazione, nonostante certi memoriali inviati a Roma da alcune persone.
Il Consigliere Sig. MANGANONI prega il Presidente Avv. Caveri di voler comunicare al Consiglio i nominativi delle persone che hanno inviato a Roma memoriali che nuocciono all'autonomia della Valle d'Aosta. Riafferma che il Presidente Avv. Caveri non riscuote più la fiducia del gruppo social-comunista, il che è anche indirettamente giustificato in parte dal fatto che l'Assessore Geom. Bionaz, il quale a suo tempo era di idee contrarie al Presidente Avv. Caveri per quanto riguarda i rapporti con il Governo, oggi, invece, ne condivide le idee, il che significa che le posizioni in proposito sarebbero cambiate. Chiede che si dia atto a verbale che egli, in precedenza, accennando al Prof. Chabod, ha inteso dire che del Prof. Chabod si diceva fosse troppo legato a Roma e non già che fosse "venduto a Roma"; tale precisazione viene fatta in relazione ad un rilievo mosso in proposito dal Consigliere Avv. Torrione.
Il Presidente, Avv. CAVERI, rispondendo al Consigliere Sig. Manganoni, conferma di avere più volte conferito ed insistito molto anche presso i competenti funzionari governativi a Roma affinché venisse accettato il sistema proposto e venisse stabilito un sistema meno rigido per quanto concerne i casi di ineleggibilità; precisa di aver motivato la sua insistenza, adducendo anche il fatto che l'ineleggibilità dei Consiglieri comunali avrebbe creato particolari difficoltà per la buona formazione del Consiglio comunale di Aosta, dato il ristretto numero degli elementi di provata capacità e competenza. Fa presente che nel progetto di legge elettorale inviato all'Amministrazione regionale dall'Ufficio Studi e Legislazione del Ministero dell'Interno, e di cui si discusse nell'adunanza dell'8 novembre 1948, era previsto e ammesso il principio della residenza annuale e triennale in Valle d'Aosta per l'elettorato attivo e passivo, principio che è stato invece abrogato in sede di riesame del progetto di legge elettorale durante la seconda discussione al Consiglio dei Ministri, e ciò forse per il fatto che tale principio non era già stato ammesso nella legge elettorale per il Trentino-Alto Adige.
Per quanto concerne la esclusione dei rappresentanti di lista, il Presidente Avv. Caveri rileva che essa non era contemplata nei progetti di legge elettorale inviati in esame al Consiglio regionale e che tale esclusione è stata inserita non già in sede di riunione del Consiglio dei Ministri ma successivamente, a cura dei funzionari tecnici, dai quali è stata pure discussa a lungo la questione relativa ai contrassegni di lista, all'apposizione delle crocette, ecc.
Conclude, affermando che non sono già coloro che, a suo tempo, avevano avversato e definito antidemocratico il principio della residenza in Valle d'Aosta per l'elettorato attivo e passivo che oggi debbano o possano gridare allo scandalo e protestare per l'abolizione di tale principio. Aggiunge che egli ben ricorda le polemiche a suo tempo in proposito fatte dal giornale del gruppo social-comunista. Aggiunge ancora che, allorquando, da parte di rappresentanti di una Regione autonoma, fu richiesto all'allora Deputato, On. Bordon, di appoggiare la richiesta tendente ad ottenere l'adozione del principio di un periodo minimo di residenza agli effetti dell'elettorato, il Deputato rispose che tale principio era antidemocratico.
Il Consigliere Sig. MANGANONI fa presente che il suo gruppo era contrario alla proposta per un periodo di residenza di anni venti per l'elettorato attivo ed aveva richiesto che tale periodo venisse ridotto a dieci anni, mentre invece, per quanto riguarda l'eleggibilità, il suo gruppo non era contrario a che venisse fissato anche un periodo di residenza maggiore, in quanto sono i Consiglieri eletti che amministrano la Regione e non già gli elettori. Rileva che, con lo Statuto regionale, era stato sancito il principio che occorresse un anno di residenza in Valle per essere elettori e tre anni per essere eletti. Constata che tale principio non e stato ammesso nella legge elettorale in esame, il che non è ammissibile.
Il Presidente, Avv. CAVERI, precisa che anch'egli, come tutti gli altri Consiglieri, ha protestato ed intende protestare per l'abolizione di tale principio. Aggiunge che il gruppo dei Consiglieri non social-comunisti hanno maggiore ragione di protestare perché, a suo tempo, hanno richiesto che fossero stabiliti un periodo di dieci anni di residenza in Valle per l'elettorato attivo ed un periodo di venti anni per l'elettorato passivo, mentre invece il gruppo social-comunista aveva richiesto che venissero stabiliti soltanto periodi di uno e di tre anni di residenza.
Il Consigliere Sig. MANGANONI propone che il Consiglio voti un ordine del giorno di protesta, non già contro il sistema elettorale prescelto, ma contro l'abrogazione dei principi sopra citati e la non accettazione delle proposte del Consiglio regionale.
Il Presidente, Avv. CAVERI, dichiara di essere pienamente favorevole al sistema elettorale misto; non essendo però stato adottato tale sistema, ritiene che al sistema proporzionale sia preferibile il sistema maggioritario, che può definirsi il solo democratico, in quanto lascia all'elettore libertà di scelta fra i candidati delle varie liste.
Il Consigliere Sig. CHABLOZ si esprime di parere contrario, rilevando che con il sistema maggioritario possono praticamente entrare a far parte del Consiglio soltanto i candidati di due sole liste, con esclusione delle minoranze.
L'Assessore Geom. BIONAZ dichiara che l'asserzione del Consigliere Sig. Chabloz non è fondata in quanto, ad esempio, anche nelle ultime elezioni amministrative in molti Comuni, con popolazione al disotto di trentamila abitanti, sono stati eletti Consiglieri comunali candidati di tutte le liste.
Il Consigliere Sig. MANGANONI ribadisce l'opportunità che sia votato un ordine del giorno di protesta sui tre punti già enunciati in precedenza, nonché per il fatto che il Governo non abbia tenuto minimamente conto dei voti e dei desideri espressi dal Consiglio regionale, il che costituisce una grave violazione che potrebbe, in avvenire, portare all'abolizione dell'autonomia.
Il Presidente, Avv. CAVERI, dichiara di concordare sulla votazione di un ordine del giorno di protesta per quanto concerne i tre punti enunciati dal Consigliere Sig. Manganoni (casi di ineleggibilità; residenza; rappresentanti di lista), ma non già per quanto concerne il quarto punto e cioè l'affermazione secondo la quale il Governo non avrebbe tenuto alcun conto dei voti espressi dal Consiglio regionale; rileva che è la prima volta che il Consiglio dei Ministri deroga al principio del sistema proporzionale e ciò in occasione dell'approvazione del progetto di legge per la prima elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta. Aggiunge che il sistema maggioritario, approvato dal Consiglio dei Ministri, corrisponde sostanzialmente ai voti espressi dal Consiglio regionale.
Il Consigliere Avv. BONDAZ ritiene che non si possa parlare di grave pericolo per l'autonomia della Valle d'Aosta qualora non vengano sollevate proteste contro il Governo per l'approvazione della legge che stabilisce le norme per la prima elezione del Consiglio regionale. Osserva che, esaminando obiettivamente tale legge, i Consiglieri devono concludere che nessun sistema elettorale può dirsi perfetto, in quanto ogni sistema elettorale ha il suo lato negativo ed il suo lato positivo, come già si è constatato non soltanto in Italia, ma anche negli altri paesi. Aggiunge che in Valle d'Aosta si è già avuto modo di constatare i lati positivi e negativi del sistema maggioritario e del sistema proporzionale. Accennando ai sistema maggioritario, osserva che il suo lato positivo consiste indubbiamente nel dare la possibilità all'elettore di scegliere i candidati che gli aggradano e cioè gli uomini ritenuti migliori e più capaci; pertanto ritiene che vi possa essere disaccordo su taluni punti ma non certo su questo, della libertà di scelta dei candidati da parte degli elettori, essendo ora più che mai necessario che nel Consiglio della Valle vi siano gli uomini migliori ed i più capaci per risolvere i problemi dell'autonomia. Accennando quindi ai casi di ineleggibilità sanciti dalla legge elettorale, osserva che si potrebbe fare l'appunto che il sistema adottato è rigido; ma esaminando bene, dal lato tecnico, la legge ed il principio dell'ineleggibilità, ritiene non esservi dubbio che debbano essere dichiarati ineleggibili tutti coloro per i quali esistono motivi di ineleggibilità. Concorda nel rilevare che, per alcuni particolari casi, poteva anche non essere sancita l'ineleggibilità ma ritiene che, dal punto di vista tecnico, sia errato voler sollevare protesta contro un sistema di ineleggibilità. Per quanto concerne l'esclusione dei rappresentanti di lista, il Consigliere Avv. Bondaz, concordando con quanto riferito dal Presidente Avv. Caveri, rileva che tale esclusione deve considerarsi una logica conseguenza dell'approvazione della legge elettorale a sistema maggioritario, in quanto in tale sistema non si deve far riferimento alle liste ma soltanto alle persone, per cui è logico che i rappresentanti di lista non abbiano più ragione di essere. Dichiara che non è vero, sempre dal lato tecnico, che il sistema maggioritario sia antidemocratico, in quanto non è detto che con tale sistema debbano entrare a far parte del Consiglio ventotto Consiglieri di una maggioranza e sette di minoranza; infatti, la legge stabilisce che saranno elette le prime trentacinque persone in ordine di graduatoria dei voti riportati. Conclude, rilevando che, praticamente, la protesta avrebbe ragione di essere soltanto per quanto concerne il principio della residenza agli effetti dell'elettorato attivo e passivo, principio che non è stato mantenuto nella legge elettorale; precisa che ha inteso esporre al Consiglio osservazioni sul lato tecnico delle norme della legge elettorale. Dichiara, comunque, che se il Consiglio intende votare un ordine del giorno di protesta per questione di principio, egli aderisce.
Il Consigliere Sig. GUERRAZ propone all'approvazione del Consiglio il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:
"IL CONSIGLIO DELLA VALLE D'AOSTA
Esaminato il decreto presidenziale dell'8 gennaio 1949, n. 2 (G.U. 10-10-1949) per le elezioni della Valle, udita la relazione del Presidente della Giunta regionale sull'azione personalmente svolta presso il Consiglio dei Ministri d'intesa con l'On. Farinet;
eleva una solenne protesta
contro tale legge elettorale antidemocratica perché:
1°) non è stato preso in considerazione il voto unanime del Consiglio Valle come esplicitamente stabilito dall'art. 49 dello Statuto;
2°) sono stati inseriti, forse ad arte, troppi e assolutamente non necessari casi di esclusione (ineleggibilità), ad esempio dei sindaci e consiglieri comunali, medici, professori e maestri, con grave pregiudizio della futura efficienza dell'assemblea, regionale;
3°) non è stato tenuto conto di quanto è disposto dall'art. n. 16 dello Statuto: facoltà di limitare l'elettorato attivo e passivo in base alla residenza rispettivamente di 1 e 3 anni;
4°) sono stati esclusi i rappresentanti di lista;
5°) il sistema maggioritario, malgrado le false apparenze, permette la rappresentanza nel Consiglio di due sole liste ed è perciò antidemocratico;
denuncia
a tutta la popolazione della Valle il comportamento equivoco del Presidente che ha tradito il mandato ricevuto e quello dell'On. Farinet che è venuto meno all'impegno liberamente assunto nella seduta dell'8 novembre u.sc. ".
L'Assessore Geom. BIONAZ fa presente che, per le ragioni già esposte, non approva l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Sig. Guerraz, pur deplorando che nella legge elettorale non sia stato mantenuto il principio di un periodo minimo di residenza per l'elettorato attivo e passivo. Propone quindi, a sua volta, all'approvazione del Consiglio il seguente ordine del giorno, di cui dà lettura:
"IL CONSIGLIO DELLA VALLE deplora che nel decreto legislativo per la prima elezione del Consiglio della Valle non sia stato inserito il limite minimo di residenza per l'elettorato attivo e passivo stabilito dallo Statuto; si compiace che nel sistema elettorale approvato dal Consiglio dei Ministri sia stato accolto il principio della libertà di scelta dei candidati da parte dell'elettore, principio che sempre era stato propugnato dal Consiglio della Valle a grande maggioranza; deplora che si sia fissato un sistema troppo rigido per i casi di ineleggibilità, facendo voti affinché nella redazione di una nuova legge elettorale, prevista dallo Statuto, sia tenuto conto delle precedenti osservazioni".
Il Consigliere Avv. TORRIONE obietta, in relazione all'ordine del giorno proposto dall'Assessore Geom. Bionaz, che il Consiglio regionale deve deplorare il lato negativo della legge e non approvare il lato positivo.
Il Presidente, Avv. CAVERI, concorda con il Consigliere Avv. Torrione.
Il Consigliere Sig. GUERRAZ protesta contro il Presidente Avv. Caveri affermando che la sua condotta è stata equivoca e che, al suo ritorno da Roma, non ha sentito la necessità di convocare immediatamente il Consiglio regionale.
L'Assessore Geom. BIONAZ propone una riduzione del proprio ordine del giorno.
Il Consigliere Avv. TORRIONE propone che in tale ordine del giorno sia altresì inserita una protesta per i casi di ineleggibilità previsti dalla legge elettorale per i medici condotti e per gli insegnanti (professori e maestri).
Sorge breve discussione fra l'Assessore Geom. BIONAZ ed il Consigliere Avv. TORRIONE circa la modifica dell'ordine del giorno proposto dall'Assessore Geom. Bionaz, il quale dà, infine, lettura del testo definitivo del proprio ordine del giorno, che risulta del tenore seguente:
"IL CONSIGLIO DELLA VALLE deplora che nel decreto legislativo per le elezioni del Consiglio della Valle non sia stato inserito il limite minimo di residenza per l'elettorato attivo e passivo stabilito dallo Statuto e che si sia fissato un sistema troppo rigido per i casi di ineleggibilità; fa voti affinché nella redazione della nuova legge elettorale prevista dallo Statuto sia tenuto conto delle precedenti osservazioni".
Il Consigliere Ing. BINEL esprime parere circa l'opportunità che nell'ordine del giorno proposto dall'Assessore Geom. Bionaz sia altresì accennato al fatto che, a' sensi dell'art. 49 dello Statuto regionale, la legge elettorale, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri, avrebbe dovuto essere rinviata per l'esame al Consiglio regionale, prima di essere emanata.
Il Presidente, Avv. CAVERI, rileva che è stata osservata la procedura stabilita dall'art. 49 (primo comma) dello Statuto regionale, in quanto effettivamente il Consiglio regionale è stato sentito in merito al progetto di legge elettorale.
Il Consigliere Sig. CHABLOZ ed il Consigliere Sig. MANGANONI insistono affinché il Consiglio regionale proceda, in primo tempo, alla votazione per l'approvazione dell'ordine del giorno proposto dal Consigliere Sig. Guerraz.
Su proposta del Presidente, Avv. CAVERI, il Consigliere Sig. GUERRAZ dà nuovamente lettura del suo ordine del giorno.
Il Consigliere Avv. TORRIONE fa notare al Consigliere Sig. GUERRAZ che una protesta, per avere valore, dovrebbe essere approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Propone quindi che il Consiglio, unanime, approvi un ordine del giorno di protesta per quanto concerne i noti principi non ammessi dalla legge elettorale, e decida, eventualmente, in seguito, su un secondo ordine del giorno di protesta per quanto concerne la rimanente parte del primo ordine del giorno.
L'Assessore Geom. BIONAZ si associa alla proposta fatta dal Consigliere Avv. Torrione.
Il Consigliere Sig. MANGANONI si dichiara di parere contrario in quanto è certo che l'unanimità non possa essere raggiunta né per l'uno né per l'altro dei due ordini del giorno proposti.
Il Presidente, Avv. CAVERI, invita quindi il Consiglio a procedere alla votazione, per appello nominale, dell'ordine del giorno presentato dal Consigliere Sig. Guerraz.
Procedutosi alla votazione per appello nominale, fatto dal Segretario Dott. Brero, si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: n. 21 (ventuno).
Consiglieri favorevoli:
Armand Beniamino
Chabloz Giovanni
Guerraz Aldo
Manganoni Claudio
Nicco Giulio
Nouchy Renato
Vacher Candido.
Consiglieri contrari:
Arbaney Flaviano
Binel Lino
Bionaz Ferdinando
Bondaz Vittorino
Caveri Severino
Chanu Aureliano
Cuaz Enrico
David Francesco
Fresia Luigi
Pareyson Enrico
Thiébat Giuseppe
Thomasset Ezechiele
Torrione Carlo
Consiglieri astenutisi:
Vesan Luigi.
Si fa menzione che il Consigliere Avv. TORRIONE dichiara di aver votato contro l'ordine del giorno proposto dal Consigliere Sig. Guerraz perché, come già precisato, era favorevole a scindere in due parti il suddetto ordine del giorno.
Si fa altresì menzione che il Consigliere Geom. VESAN dichiara di essersi astenuto dalla votazione, in relazione al fatto che egli è favorevole al principio, già esposto in precedente adunanza di Consiglio, delle elezioni per circoscrizioni mandamentali.
Il Presidente, Avv. CAVERI, visto l'esito della votazione, dichiara non approvato l'ordine del giorno proposto dal Consigliere Sig. Guerraz, con voti tredici, sette favorevoli ed un Consigliere astenutosi.
Su invito del Presidente, l'Assessore Geom. Bionaz dà nuovamente lettura del surriportato proprio ordine del giorno definitivo.
Procedutosi alla votazione, per appello nominale, fatto dal Segretario Dott. Brero, si hanno i seguenti risultati:
Consiglieri presenti: n. 21 (ventuno).
Consiglieri favorevoli:
Arbaney Flaviano
Binel Lino
Bionaz Ferdinando
Bondaz Vittorino
Caveri Severino
Chanu Aureliano
Cuaz Enrico
Fresia Luigi
Pareyson Enrico
Thiébat Giuseppe
Torrione Carlo
Consiglieri contrari:
Armand Beniamino
Chabloz Giovanni
David Francesco
Guerraz Aldo
Manganoni Claudio
Nicco Giulio
Thomasset Ezechiele
Vacher Candido.
Consiglieri astenutisi:
Nouchy Renato
Vesan Luigi
Si fa menzione che l'Assessore Geom. NICCO Giulio ed il Consigliere Sig. DAVID Francesco dichiarano di aver votato contro l'ordine del giorno proposto dall'Assessore Geom. Bionaz perché troppo blando, e che il Consigliere Sig. THOMASSET Ezechiele dichiara di aver votato contro tale ordine del giorno perché, agli effetti pratici, gli ordini del giorno di protesta non conseguono alcun risultato. Si fa, altresì, menzione che il Consigliere Geom. VESAN Luigi dichiara di essersi astenuto dalla votazione per la stessa ragione esposta dal Consigliere Sig. Thomasset.
Il Presidente, Avv. CAVERI, visto l'esito della votazione, dichiara approvato l'ordine del giorno proposto dall'Assessore Geom. Bionaz, con voti undici favorevoli, otto contrari e due Consiglieri astenutisi.
IL CONSIGLIO
prende atto.
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