Objet du Conseil n. 113 du 10 septembre 1954 - Verbale

OGGETTO N. 113/54 - INVITO AI PARLAMENTARI DELLA VALLE D'AOSTA A INTERVENIRE ALLE SEDUTE DEL CONSIGLIO REGIONALE PER L'ESAME DEI PIÙ IMPORTANTI PROBLEMI DI INTERESSE DELLA REGIONE.

Il Presidente, Sig. G. BREAN, dichiara aperta la discussione sull'oggetto n. 11 dell'ordine del giorno, concernente: "Deliberazione consiliare n. 62, in data 8 aprile 1954: "Invito al rappresentante della Regione autonoma della Valle d'Aosta in seno alla Commissione di Coordinamento, Senatore Avv. Ernesto Page, ad intervenire alla prossima adunanza del Consiglio regionale" - Rilievi del Presidente della Commissione di Coordinamento".

Comunica che la deliberazione consiliare n. 62, in data 8 aprile 1954 e la lettera in data 2 maggio 1954, prot. n. 943, del Presidente della Commissione di Coordinamento sono state trasmesse in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza odierna:

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Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta

Aosta, lì 2 maggio 1954

Prot. n. 943

Allegati n. 1

Riscontro a nota 97 del 14 aprile 1954

Al Signor PRESIDENTE del Consiglio regionale della Valle di AOSTA

OGGETTO: Deliberazione del Consiglio regionale n. 62, in data 8 aprile 1954.

Si restituisce, non vistato, l'unito estratto del provvedimento all'oggetto, atteso che questa Commissione di Coordinamento ha ritenuto illegittima la deliberazione consiliare per i seguenti motivi:

1) La Commissione di Coordinamento è organo statale collegiale che esercita il controllo sugli atti amministrativi della Regione, e quindi si trova rispetto all'Ente controllato in una posizione di indipendenza che implicitamente si riflette sui singoli componenti del collegio, ivi compreso il rappresentante della Regione il cui titolo, per l'esercizio delle sue funzioni, deriva dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che costituisce la Commissione, e non dalla designazione della Regione;

2) Inoltre la Commissione opera non per capita ma esclusivamente come organo collegiale nelle cui espressioni di volontà si sintetizzano inscindibilmente le volontà singolarmente manifestate dai componenti. I momenti formativi dei suoi provvedimenti, e così le opinioni espresse in sede di discussione di essi dai singoli componenti, costituiscono attività interna del collegio e come tali non sono suscettibili né di diffusione né, tanto meno, di sindacato esteriore;

3) Poiché la richiesta rivolta al rappresentante della Regione di riferire sulla sua opera in seno alla Commissione implicitamente si risolve in un'indagine e un apprezzamento sull'operato del collegio, è manifesta l'inammissibilità di un sindacato dell'Ente controllato sul funzionamento dell'organo controllore.

IL PRESIDENTE

F.to Avv. Luigi Peano

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Estratto di deliberazione del Consiglio regionale delli 8 aprile 1954 n. 62:

Oggetto: INVITO AL RAPPRESENTANTE DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA IN SENO ALLA COMMISSIONE DI COORDINAMENTO, SEN. AVV. E. PAGE, AD INTERVENIRE ALLA PROSSIMA ADUNANZA DEL CONSIGLIO REGIONALE.

"Il Consigliere Sig. MANGANONI ricorda che, all'inizio dell'adunanza pomeridiana di ieri, aveva proposto di invitare il rappresentante della Regione Autonoma della Valle d'Aosta in seno alla Commissione di Coordinamento, - On. Senatore PAGE, - ad intervenire alla prossima adunanza consiliare.

Rammenta che il Presidente, Avv. Dott. BONDAZ, in relazione a tale proposta, aveva fatto notare che la proposta avrebbe potuto essere formulata al termine dell'adunanza consiliare, in sede di discussione dell'oggetto: "varie".

Chiede, quindi, che il Consiglio approvi la proposta di invitare il rappresentante della Regione in seno alla Commissione di Coordinamento a partecipare alla prossima adunanza consiliare per riferire al Consiglio sull'attività espletata in tale sua qualità presso la suddetta Commissione.

Rileva che, nell'adunanza odierna, i Signori Consiglieri hanno rivolto numerose domande al rappresentante della Regione in seno al Consiglio di amministrazione della Società Nazionale Cogne, Ing. PASQUALI, Vice Presidente del Consiglio, sull'attività svolta in detta sua qualità, nell'interesse generale della Valle d'Aosta, e ritiene che anche tutti gli altri rappresentanti del Consiglio regionale in seno ad altri Enti, Società ed organismi debbano riferire al Consiglio sull'attività svolta nell'interesse della Regione.

Il Presidente, Ing. PASQUALI, chiede se qualche Consigliere intenda fare dichiarazioni in merito alla proposta formulata dal Consigliere Signor Manganoni.

Constatato che nessun Consigliere chiede la parola, il Presidente, Ing. PASQUALI, dà atto che il Consiglio approva, unanime, la proposta di cui sopra del Consigliere Sig. Claudio Manganoni.

Il Consiglio prende atto".

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Il Presidente, Sig. G. BREAN, pone in rilievo che la deliberazione consiliare n. 62, in data 8 aprile 1954, con la quale si invitava il rappresentante della Regione in seno alla Commissione di Coordinamento, Senatore Avv. Page, ad intervenire alla successiva adunanza del Consiglio regionale, è stata restituita, non vistata, dal Presidente della Commissione di Coordinamento in quanto la Commissione stessa ha ritenuto illegittima la predetta deliberazione per le ragioni precisate nella lettera soprariportata.

Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara che il rinvio, senza provvedimento, della predetta deliberazione consiliare, da parte della Commissione di Coordinamento, non può destare sorpresa alcuna per quanto si riferisce ai due funzionari dello Stato che rappresentano, nella Commissione, rispettivamente, il Ministero dell'Interno e il Ministero delle Finanze, i quali, funzionari, nella predetta loro veste, hanno compiti ben precisi, costituisce, invece, sorpresa per quanto si riferisce al rappresentante della Regione in seno alla predetta Commissione di Coordinamento, Senatore Avv. Page, il quale è stato designato a tale carica dal Consiglio regionale per difendere, in seno alla Commissione stessa, gli interessi della Regione e dovrebbe, quindi, ricordarsi che non fa parte della Commissione di Coordinamento nella qualità di Senatore o nella qualità di rappresentante della Democrazia cristiana.

Dichiara di dovere constatare, con amarezza, che vi sono, purtroppo, delle persone le quali antepongono i loro interessi personali o di partito agli interessi generali della Valle d'Aosta.

Il Consigliere Signora RONC-DESAYMONET, a nome dei Consiglieri del gruppo social-comunista, esprime sorpresa, rammarico e sdegno per il persistente rifiuto da parte del rappresentante della Regione in seno alla Commissione di Coordinamento a presenziare alle adunanze consiliari per riferire sull'attività svolta nella predetta sua qualità.

Fa presente che il modo di agire del Senatore Page dimostra che egli disprezza il Consiglio regionale o non sente la responsabilità dei doveri che gli incombono quale rappresentante della regione in seno alla predetta Commissione.

Manifesta il desiderio che il Senatore Avv. Page venga a conoscenza dello sdegno dei Consiglieri regionali per il suo comportamento, che significa sprezzante menefreghismo verso il Consiglio regionale.

Mr le Conseiller PERRON se rapporte à ce qu'a dit Mr le Conseiller Nicco et remarque que Mr le Sénateur Page représente, dans la Commission de Coordination, la Région et non pas la Démocratie Chrétienne, ni le Gouvernement, et que sa manière d'agir n'est pas conforme au mandat que le Conseil lui a confié, mais constitue une trahison envers la Vallée d'Aoste.

Il déclare que le Conseil, partant, a le devoir de le révoquer de ladite charge et propose que, dans la prochaine séance, l'on nomme un autre représentant de la Région dans la Commission de Coordination.

Il Consigliere Sig. NICCO Anselmo osserva che il Senatore Avv. Page è stato invitato più volte a riferire al Consiglio sull'attività da lui svolta quale membro della Commissione di Coordinamento e quale Senatore, ma inutilmente; dichiara di concordare, quindi, pienamente sulla proposta del Consigliere Perron.

Mr le Président de la Junte, Avt. CAVERI, remarque de devoir constater que les. représentants de la Région auprès des Sociétés ou auprès des Institutions publiques sont des exemplaires d'une espèce toute particulière.

Il communique que, aussitôt après les élections régionales de l'an 1949, Mr. le Sénateur Page s'est présenté plusieurs fois au Président de la Junte, protestant véhémentement parce que on ne l'invitait pas à intervenir aux séances du Conseil régional, ce qui, selon lui, constituait un droit en tant que Sénateur.

Il informe de lui avoir répondu que, da sa part, il n'avait aucune difficulté, d'autant plus que, précédemment, c'est-à-dire lorsqu'il était aussi Président du Conseil, il avait toujours invité à intervenir aux séances du Conseil soit le Sénateur que le Député.

Il précise de s'être adressé à Mr l'Avt. Bondaz, qui était le seul compétent, en sa qualité de Président du Conseil, à inviter les deux Parlementaires à prendre part aux séances du Conseil, et de lui avoir recommandé vivement de bien vouloir accueillir la requête des deux Parlementaires, qui demandaient incessamment de pouvoir intervenir aux séances du Conseil.

Il souligne que Mr l'Avt. Bondaz qui, tout d'abord, avait fait une question de procédure, a fini par adhérer à la requête, de manière que, depuis lors, les deux Parlementaires ont toujours été invités à intervenir aux séances du Conseil régional.

Il remarque que soit l'un que l'autre n'ont jamais participé aux séances dès que l'invitation leur a été faite formellement.

Il communique encore que les deux Parlementaires s'étant plaints que l'Administration régionale ne les mettait pas au courant des démarches faites auprès du Gouvernement, pour la solution des différents problèmes qui intéressent la Région, il leur a fait avoir copie de la correspondance entre l'Administration régionale, la Présidence du Conseil des Ministres et les Ministères.

Qu'en ont-ils fait? dit-il. À la veille des dernières élections communales, lorsque l'Union Valdôtaine était encore alliée avec la Démocratie Chrétienne, les deux Parlementaires ont fait publier sur le journal "Il Monitore" toute la correspondance dont au dossier qui leur avait été transmis.

Il remarque que la rupture qui s'est suivie entre la Démocratie Chrétienne et l'Union Valdôtaine est due au fait que, depuis l'an 1951, le Statut n'a plus été respecté soit pour la question de la répartition des impôts entre l'Etat et la Région que pour la zone franche et pour la question du passage au domaine de la Région des biens de l'Etat situés dans le territoire de la Vallée d'Aoste.

Il informe d'avoir appris, dernièrement, que le Gouvernement a voté une loi qui supprime tout pouvoir du Président de la Junte régionale en matière d'autorisation de transport de personnes sur les véhicules destinés pour les nécessités de l'agriculture.

Il remarque, à ce propos, que ce serait opportun de savoir pour quelle raison les deux Parlementaires ont permis que telle loi fût approuvée et souligne que, de la part du Gouvernement, il y a, dès l'an 1951, une tentative continuelle et acharnée de boycottage du Statut régional.

Il relève que le Président de la Commission de Coordination parle, dans sa lettre, de "controllori controllati", en employant une phrase de Don Sturzo qui ne peut pas être citée dans ce cas, car le Sénateur Page fait part de la Commission de Coordination en qualité de représentant de la Région.

Or, dit-il, c'est extraordinaire et ahurissant que ce représentant se refuse d'intervenir à une réunion du Conseil régional pour relater sur son activité, sachant très bien que personne ne lui manquerait de respect. Il y a des problèmes très importants à examiner et à résoudre et nous constatons que ce n'est pas possible d'avoir la présence de nos deux Parlementaires aux réunions du Conseil, présence qui avait été invoquée et sollicitée précédemment plusieurs fois par eux-mêmes.

Il estime, par conséquent, que le Conseil doive protester contre la position prise par la Commission de Coordination, - certainement sur suggestion du Sénateur Avt. Page -, et confirmer sa délibération précédente. Il propose, encore, que le Président du Conseil invite de nouveau Mr l'Avt. Page, soit dans sa qualité de Sénateur que dans sa qualité de représentant de la Région auprès de la Commission de Coordination, à intervenir à la prochaine séance du Conseil régional pour examiner et discuter les importants et différents problèmes qui intéressent la Vallée d'Aoste.

Il Consigliere Sig. MANGANONI premette che il comportamento del Senatore Page, - che egli si limita a definire strano anziché qualificarlo con un altro aggettivo più forte -, è in linea con l'azione che stanno svolgendo nei confronti della Valle d'Aosta il predetto Senatore ed il Deputato Farinet; osserva che, per fortuna, i valdostani incominciano a conoscerli.

Dichiara, quindi, quanto segue: "Particolarmente strano appare il modo di agire del Senatore Page se si pensa agli altisonanti e roboanti discorsi che tale Signore faceva quando parlava di democrazia e di autonomia.

Ritiene, quindi, che il Senatore Page non conosca il significato della parola "democrazia", perché democrazia vuol dire rendere conto non soltanto al Consiglio regionale ma alla popolazione valdostana dell'attività svolta dello stesso a Roma e presso la Commissione di Coordinamento.

Pone in rilievo che, in alcuni Stati, il Parlamentare che non tutela gli interessi degli elettori che l'hanno votato può essere revocato ed osserva che, se tale sistema fosse in uso anche in Italia, il Senatore Page forse non sarebbe più il Senatore della Valle d'Aosta.

Comunica che il Senatore Page ha avuto il coraggio, in una riunione tenutasi di recente, di tacciare di "fascista" una persona dimenticandosi che, nel 1924, egli aveva firmato un appello con il quale si invitavano i valdostani a votare la lista capeggiata da Mussolini, adducendo che gli uomini di tale lista erano gli unici che potevano salvare l'Italia.

Dichiara che è inammissibile il fatto che il rappresentante della Regione in seno alla Commissione di Coordinamento si rifiuti, come già ricordato dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri, di rendere conto del suo operato al Consiglio regionale.

Afferma che il comportamento del Senatore Page manca di coerenza, poiché egli, quando si trova in Valle d'Aosta fa grandi affermazioni sulla necessità di difendere l'autonomia e gli interessi dei valdostani, mentre, invece, quando è a Roma non si ricorda più di essere un valdostano né delle sue affermazioni sulla autonomia e sugli interessi dei valdostani e diventa servitore dei vari Ministri che si sono succeduti alla Presidenza del Consiglio.

Ritiene che il rifiuto del Senatore Page ad intervenire alle adunanze consiliari sia dovuto al fatto che, non avendo la coscienza pulita, teme di dover rendere conto al Consiglio anche dell'attività svolta nella sua qualità di Senatore della Valle d'Aosta dal 1948 ad oggi.

Esprime parere che, nella lettera in cui sarà rinnovato l'invito al Senatore Page a presenziare alle adunanze consiliari, si debba, altresì, significare l'indignazione del Consiglio per il suo persistente rifiuto ad aderire ai precedenti inviti del Consiglio regionale.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, propone che l'invito sia pure esteso al Deputato Dr. Farinet, il quale aveva chiesto ripetute volte, come il Senatore Page, di essere invitato ad intervenire alle riunioni consiliari, ma entrambi non si sono mai presentati.

Osserva che sarebbe cosa veramente interessante vedere intervenire ad una seduta consiliare il Deputato Farinet, perché ultimamente si sono verificati fatti alquanto strani.

Dichiara che, nelle sedute in cui la Camera dei Deputati ha discusso ed approvato la legge per la elezione del Consiglio regionale della Valle d'Aosta, il Deputato Farinet brillava per la sua assenza ed informa che, già circa un mese prima, correva voce, in Aosta, che il Deputato Farinet avesse chiesto un congedo per una grave ed inspiegabile malattia e si parlava di una sua improvvisa precipitosa partenza e del suo ricovero in una clinica in Svizzera, voce che non si sapeva se fosse fondata o no.

Ritiene, peraltro, di intuire, come pure molti Consiglieri, il motivo di così tremenda malattia, e cioè la necessità di fare approvare dai Deputati di parecchi gruppi politici una legge elettorale maggioritaria che rappresenta un tentativo di imposizione, di sopraffazione e di deformazione della volontà della popolazione valdostana.

Comunica che a Roma è stato fatto presente che era necessaria l'emanazione di una legge elettorale di tal genere per schiacciare definitivamente l'Union Valdôtaine e per salvare l'italianità della Valle d'Aosta, ecc. ecc.

Esprime parere che, in considerazione dell'impostazione data alla questione della legge elettorale per la Valle d'Aosta, il Deputato Farinet abbia forse temuto che qualche Deputato, che rammenta molto bene gli avvenimenti svoltisi in Valle d'Aosta negli anni 1944-1945 e 1946, rinfrescasse la memoria di fatti dimenticati.

Ecco, quindi, egli dichiara, la ragione della improvvisa, anzi non improvvisa, malattia dell'On. Farinet, il quale, però, un mese appena dopo la discussione e l'approvazione della legge da parte della Camera, riappare e soggiorna in una località situata all'altitudine di 2.500 metri.

Si era detto, - egli prosegue -, che l'On.le Farinet avesse un infarto cardiaco; ora è evidente che una persona colpita da infarto cardiaco non può salire a simile altitudine.

Sottolinea che, dopo il suo ritorno, l'On.le Farinet fu invitato a partecipare alla riunione della Commissione per le Acque, indetta per il giorno 6 corrente mese, ma osserva che, all'ultimo momento, venne recapitata al Presidente del Consiglio una lettera nella quale il Deputato comunicava di essere nuovamente ammalato e di non poter, quindi, prendere parte alla riunione della detta Commissione.

Rileva che, dopo tutto, bisogna dire "evviva" al Senatore Page il quale, quanto meno, ha avuto il coraggio di intervenire alla riunione, mentre, invece, il Deputato Farinet si è dichiarato nuovamente ammalato, salvo guarire improvvisamente pochi giorni dopo per andare a Roisan.

Si dichiara d'accordo sulla proposta che si invitino nuovamente il Senatore e il Deputato ad intervenire alle sedute consiliari, per metterli di fronte alle loro responsabilità, ma ritiene che non bisogna farsi illusioni al riguardo di tali persone, le quali credono, con il loro comportamento e con le lettere che si fanno scrivere da tutte le parti del mondo, di poter continuare ad ingannare la popolazione valdostana.

Conclude, proponendo che il Consiglio protesti contro la impostazione data alla questione dal Presidente della Commissione di Coordinamento, con la sua lettera del 2 maggio 1954, e deliberi che il Presidente del Consiglio inviti nuovamente l'Avv. Page, nella sua duplice qualità di Senatore e di rappresentante della Regione in seno alla Commissione di Coordinamento, ed il Deputato Farinet a partecipare alle riunioni del Consiglio regionale e, in particolare, a quelle nelle quali sono trattati problemi di grande importanza per la Valle d'Aosta e concernenti i rapporti fra lo Stato e la Regione.

Il Presidente, Sig. G. BREAN, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta soprariportata.

IL CONSIGLIO

richiamata la propria deliberazione n. 62, in data 8 aprile 1954;

veduta la lettera del Presidente della Commissione di Coordinamento in data 2 maggio 1954, prot. n. 943;

ad unanimità di voti (Consiglieri presenti e favorevoli n. diciannove);

Delibera

1°) - di confermare la deliberazione consiliare n. 62, in data 8 aprile 1954, protestando contro l'impostazione data alla questione in esame dal Presidente della Commissione di Coordinamento nella sua lettera n. 943, in data 2 maggio 1954, e pregando il Presidente del Consiglio di invitare ancora il Senatore Avv. Page a riferire al Consiglio regionale circa la propria attività, a Roma e ad Aosta, nella sua duplice veste di Senatore di rappresentante della Regione, designato dal Consiglio regionale, presso la Commissione di Coordinamento.

2°) - di invitare nuovamente il Senatore Avv. Page e il Deputato On.le Farinet, a intervenire alle sedute del Consiglio regionale per l'esame dei più importanti problemi che interessano attualmente la Regione Valle d'Aosta ed i rapporti fra lo Stato e la Regione per l'attuazione dello Statuto regionale.

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